(Adnkronos) – "Forse a Cipro, in Italia o in Grecia le cose vanno meglio ma dobbiamo estendere" la nostra "conoscenza e questa esperienza a tutti i paesi del Mediterraneo e, magari, anche ad altri paesi che si trovano ad affrontare lo stesso problema. Ma passare dal dialogo ai risultati concreti" per i pazienti e i sistemi sanitari "non è facile. Dobbiamo avere una buona collaborazione con tutti i partner – le associazioni dei pazienti, gli operatori sanitari, il governo, la società – e serve un piano per stabilire le nostre priorità e iniziare a lavorare su ciascuna di esse. E ovviamente è necessario effettuare un audit per verificare i risultati ottenuti e capire cosa dobbiamo fare di nuovo per migliorare”. Lo ha detto Soteroula Christou , medica esperta di emoglobinopatie dell'ospedale Generale di Nicosia e Istituto di neurologia e genetica (Cing) Miltos Miltiadous, Associazione talassaemia di Cipro, in occasione di 'Per la talassemia, insieme sulla stessa onda', nel corso del quale è stato presentato il Mediterranean Network for Haemoglobinopathies, una piattaforma che riunisce associazioni di pazienti, clinici, ricercatori e decisori politici per promuovere collaborazione, condivisione di competenze e azioni concrete a livello internazionale. L’evento è stato ospitato da United Ets a Roma con il supporto non condizionato di Avanz “La trasfusione di sangue è il trattamento principale nella talassemia e in generale nelle emoglobinopatie – ha sottolineato – È dunque molto importante non solo avere sangue sicuro, dal momento che la probabilità di trasmettere qualche infezione non è pari a zero e dobbiamo cercare di minimizzare il più possibile questa evenienza, ma anche sangue a sufficienza, così da poter fornire il trattamento corretto a tutti i nostri pazienti”.
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Talassemia, ematologa Soteroula Christou: ”Collaborazione e piano priorità”
Rifiuti, Piunti (Conou): “Tra Consorzi un afflato comune”
(Adnkronos) – Il rapporto tra i diversi sistemi di responsabilità estesa del produttore, l'evoluzione dei modelli consortili e le nuove sfide dell'economia circolare sono stati al centro del convegno 'Responsabilità estesa del produttore: variazioni sul tema', organizzato a RemTech Expo, a Ferrara. Al confronto hanno partecipato alcuni dei principali consorzi italiani, tra cui Conai, Conoe, Conou, il Coordinamento Pile e Accumulatori, il Centro di Coordinamento Raee, Ecopneus e RenOils, in rappresentanza di filiere diverse ma accomunate dall'obiettivo di migliorare la gestione e il recupero dei rifiuti. Tra gli intervenuti anche Riccardo Piunti, presidente del Conou, che ha sottolineato come le differenti caratteristiche dei rifiuti richiedano necessariamente modelli specifici, ma non impediscano un confronto tra le diverse esperienze. “I rifiuti sono tutti diversi e quindi le filiere hanno ognuna una sua specificità – ha spiegato Piunti – però devo dire che a quel tavolo oggi ho sentito veramente un afflato comune con gli altri consorzi”. Un confronto che, secondo il presidente del Conou, può partire proprio dagli elementi condivisi dei sistemi Epr, a cominciare dalla funzione di indirizzo e dalla definizione degli standard di qualità. Piunti ha quindi evidenziato le differenze tra i modelli organizzativi esistenti: “Noi siamo il consorzio più antico, ci sono realtà diverse, ci sono consorzi unici come il nostro ma ci sono anche consorzi binari, enti di coordinamento, consorzi come il Conai che gestiscono vari consorzi”. Per il presidente del Conou, l'esperienza degli oli minerali usati dimostra però l'importanza di mantenere un soggetto unico e indipendente rispetto agli operatori della filiera. “Se noi siamo stati di così grande successo e siamo primi nel mondo, lo dobbiamo ai due parametri: siamo un consorzio unico e siamo indipendenti”. Una funzione che Piunti paragona a quella di un vigile: “Sta nella piazza, fissa gli standard di qualità e controlla che il traffico fluisca nel modo giusto e nella direzione giusta”. Ma accanto alla quantità di materiale recuperato, cresce anche l'attenzione sulla qualità del prodotto riciclato e sulla presenza di sostanze inquinanti. “La sfida più importante – ha spiegato Piunti – sarà analizzare e controllare quanto inquinato sia un rifiuto e quindi quanto utilizzabile sia”. Il presidente del Conou ha richiamato in particolare gli inquinanti organici persistenti, i cosiddetti Pops, e sostanze come i Pfas, sottolineando la necessità di controllare il rifiuto prima che venga reimmesso nel ciclo produttivo. “Il rifiuto va riciclato ma nello stesso tempo va ben controllato prima”.
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Alemanno denuncia: “Volantino con Vannacci a testa in giù, così Anpi chiama a mobilitazione contro di noi”
(Adnkronos) – “Il volantino comincia parlando degli uomini di cultura che sono nati a Orvieto, ma l’esito è sempre lo stesso: il nemico politico va messo a testa in giù. Questa volta tocca a Roberto Vannacci". Così l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, promotore di Orvieto ’26, forum dell’indipendenza italiana. "L’Anpi e Articolo 21 chiamano alla mobilitazione antifascista per impedirci di svolgere ad Orvieto il nostro Forum dell’indipendenza italiana sotto l’egida di Futuro Nazionale, che si terrà dal 18 al 20 settembre – sottolinea – Come se non bastasse mi qualificano come 'l’attendente del Generale'. Ma questo sarà solo un motivo in più per vederci ad Orvieto, diffondere le nostre idee e ridere di questi trogloditi. Vedremo se in questa occasione avremo la solidarietà dei tanti “democratici” che si scandalizzano per ogni slogan di Futuro Nazionale”.
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La volta buona, Marina Peroni ricorda Sandro Giacobbe: l’incredibile coincidenza dopo la morte
(Adnkronos) – Una coincidenza che ha dell'incredibile. Marina Peroni, ospite oggi a La volta buona, ha ricordato la sua lunga storia d'amore con Sandro Giacobbe, scomparso lo scorso 5 dicembre 2025. Un legame durato sedici anni e che, dopo la morte del cantautore, ha lasciato un profondo vuoto nella cantante. Marina ha raccontato di aver pensato, dopo la scomparsa di Sandro, di non riuscire più a cantare: "Per 16 anni mi giravo e incrociavo il suo sguardo. Per me era impossibile tornare a cantare". Poi, ad agosto è arrivato un segno importante. "Con molta delicatezza, il chitarrista di Sandro mi ha portato in sala prove e mi ha chiesto di cantare il 10 agosto un brano di Sandro. Io ho detto 'ci provo, se non riesco al massimo mi fermo'". Ma proprio il giorno prima è accaduta una coincidenza incredibile. "Mi arriva un messaggio da una mia amica, Claudia, che non sentivo da giugno. Mi ha scritto 'io stanotte ho sognato Sandro e mi ha detto di venire da te e di finire la canzone. E che sta bene". Una frase che l'ha colpita profondamente e che le ha dato un'importante scossa: "Io so che lui c'è".
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Bagnaia: “Fuorionda? Frasi fuori contesto, Ducati mi supporta e l’ho sempre detto”
(Adnkronos) – "È molto semplice. Mi conoscete molto bene, mi ascoltate ogni giorno quando corriamo. Credo che molte volte mi sia stato chiesto: 'La squadra ti sta supportando?'. E io ho sempre detto di sì. La squadra sta facendo il massimo per aiutarmi. Detto questo, quello che è successo nell’ultima gara, a Misano, per me è stata una totale mancanza di rispetto, ma è andata così. Quel fuorionda è stato mostrato fuori dal suo contesto. Non stavamo parlando di qualcosa di completamente segreto o privato, perché ne stavamo parlando lì, in quel posto. Però è fuori contesto perché il video non è completo: stavamo parlando anche di un’altra cosa. Sicuramente l’ultima frase che ho detto non è stata corretta. Ma tutti attraversano momenti difficili, tutti hanno della frustrazione dentro e qualche volta si dicono le cose nel modo sbagliato". Così Francesco 'Pecco' Bagnaia, al microfono di Sky Sport, alla vigilia delle prove libere del Gp d'Austria al Red Bull Ring, in merito al fuorionda di Misano e in particolare a quel "Non me lo fanno fare", rivolto alla Ducati che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni.
"Ieri abbiamo parlato con il team -spiega Bagnaia-. È normale che, per come è uscito in televisione, sembri una cosa terribile. Ma loro hanno anche le interviste del venerdì e della domenica. E quello che ho detto in entrambe le interviste è sempre che Ducati mi ha sostenuto. Quindi sanno come la penso. Sanno che non sono completamente impazzito. Ho chiesto scusa per le parole che ho utilizzato, ma so anche quanto sia importante il rapporto fra noi. Il nostro rapporto continua a essere buono e non c’è nulla di diverso rispetto al passato". Il pilota Ducati parla poi del momento complicato delle ultime settimane anche a causa dell'operazione al braccio che ha subito. "Adesso ho molta più forza nel braccio ed è chiaro che fosse la cosa giusta. L'unico problema è che c'è ancora un po' di sindrome compartimentale e faccio molta fatica ad aggrapparmi alla moto. Ma devo solo aspettare, ogni corpo ha bisogno del suo tempo per recuperare, e in questo caso il mio ha bisogno di più tempo. A Misano però non sono stato condizionato nella guida".
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Centrosinistra, Progetto Civico Italia sbarca in Lombardia: con Onorato nasce il coordinamento regionale
(Adnkronos) –
Progetto Civico Italia, movimento di amministratori e reti civiche sui territori diventato partito lo scorso 12 giugno, continua a crescere e si espande in Lombardia. Questa mattina, il fondatore Alessandro Onorato, assessore al Comune di Roma, ha presentato a Palazzo Pirelli il coordinamento regionale con l’ingresso di 38 amministratori, annunciando anche l’adesione alla rete da parte del Movimento Patto Civico per la Lombardia. Alla conferenza hanno partecipato anche Michela Palestra, consigliera regionale di Patto Civico, e il segretario Valter Andreazza. "Fare politica in una regione dove il centrosinistra non vince non è facile", ha detto Onorato. Quella di oggi "è una tappa fondamentale per Progetto Civico Italia: arrivare in Lombardia con 38 amministratori e una consigliera regionale così in gamba come Michela Palestra è un motivo di grande orgoglio per me e per tutta la nostra rete, che conta oltre 1000 amministratori, 103 sindaci e 500 comitati civici da Udine a Caltanissetta" ha aggiunto. Progetto Civico Italia, che ha raccolto in pochi mesi oltre 16.000 iscritti, è per un centrosinistra che riesca a recuperare la fetta di astensionisti che non si riconosce più nei partiti della sinistra tradizionale, perché "per come è organizzato ora è destinato a perdere contro Giorgia Meloni". Il partito, da qui a fine ottobre, presenterà un piano industriale per il Paese. Verranno mostrate proposte, dove reperire i fondi, tempi di attuazione e la squadra che potrà concretizzare queste soluzioni. Numerose le misure sul piatto, come ad esempio la gratuità degli asili nido. "Sono almeno 30 anni che chiunque sia candidato ha promesso che gli asili nido debbano essere gratuiti. Noi abbiamo studiato quanti soldi servono per farlo in tutta Italia: meno di 500 milioni di euro. Quasi un quinto dei soldi che la Meloni ha messo adesso per togliere una parte di bollo" ha spiegato. Per vincere, è necessaria un'apertura della coalizione di centrosinistra alla società e alle realtà civiche. La sinistra "vince nell'80% dei comuni italiani". Progetto Civico Italia ha avuto "una crescita enorme e cominciamo a dare fastidio". Onorato punta il dito con la nuova legge elettorale: "Hanno inserito una norma anticostituzionale e antidemocratica, che punta a escluderci dalle elezioni, quadruplicando le firme obbligatorie e necessarie per presentare le liste: da 94 mila firme, oggi ne servono 400 mila, almeno 6 mila a collegio", sottolineando come il partito si sia rivolto direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Siamo scesi in piazza davanti al Senato lunedì con centinaia di persone e oggi siamo qui, per dimostrare quanto Progetto Civico non si faccia intimorire e continui a crescere. Siamo convinti che il nostro contributo sia decisivo per aiutare il centrosinistra a vincere le elezioni". "Il civismo vero è quello che sceglie di scendere in campo e di mettersi in gioco, partendo dai territori e dai problemi concreti delle comunità", ha rimarcato Michela Palestra, consigliera regionale di Patto Civico. "È fatto di amministratori che ogni giorno dedicano tempo, competenze ed energie al proprio territorio con spirito di servizio. Onorato ha fatto un grande lavoro in questi mesi. Mettere in rete queste esperienze significa dare loro più forza e costruire uno spazio politico capace di valorizzare chi sceglie di impegnarsi in prima persona per il bene delle proprie comunità e dare voce a chi oggi non si sente rappresentato". "Siamo orgogliosi di entrare a far parte di questo progetto e di contribuire alla sua crescita in Lombardia", ha concluso Valter Andreazza, segretario del Movimento Patto Civico Lombardia. "Progetto Civico Italia sta mettendo insieme energie positive, competenze ed esperienze amministrative diverse, accomunate dalla volontà di impegnarsi concretamente. Con la nostra rete, con tutti i nostri amministratori lombardi faremo la nostra parte, mettendo a disposizione la nostra esperienza fatta di un servizio quotidiano per risolvere i problemi più concreti dei nostri concittadini".
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Ordine farmacisti Roma, verso riconoscimento del ruolo sanitario della professione
(Adnkronos) – Il farmacista che opera al banco è un professionista che prende in carico il paziente, assumendosi dirette responsabilità sulla sicurezza delle terapie. “Il nostro lavoro non è semplice logistica. L'essenza della nostra natura sanitaria si manifesta nella responsabilità del diniego. Quando un farmacista si rifiuta di erogare una ricetta inappropriata o pericolosa, sta esercitando un veto a tutela della salute del cittadino. Questo è un atto clinico, non un atto commerciale”. Lo ha detto Giuseppe Guaglianone, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma, aprendo il convegno ‘Professione farmacista: verso il riconoscimento del ruolo sanitario’, promosso dall’Ordine dei farmacisti della Provincia di Roma in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Sapienza di Roma che si è svolto ieri nella Capitale. L’iniziativa ha riunito istituzioni, mondo accademico e professionisti del settore per discutere di identità clinica, inquadramento contrattuale e tutela costituzionale della salute in farmacia: un tema che rappresenta il filo conduttore dell’attuale consiliatura dell’Ordine romano. Quando il farmacista interviene attivamente nella gestione del paziente cronico, come riporta una nota, “i parametri clinici migliorano in modo misurabile, quando affianca il paziente oncologico le reazioni avverse gravi si dimezzano e una corretta riconciliazione farmacologica sul territorio riduce del 40% i ricoveri ospedalieri, con un beneficio diretto per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. A fronte di questo valore assistenziale riconosciuto dalla Legge Lorenzin, che ha inserito i farmacisti tra le professioni sanitarie, permane però un paradosso normativo: l’indennità di specificità sanitaria prevista dal Ccnl della dirigenza dell’Area sanità per i colleghi del comparto pubblico, “non trova ancora un corrispondente nel comparto privato, dove il medesimo atto professionale continua a essere inquadrato con le logiche del commercio”. Un primo passo in questa direzione è arrivato proprio alla vigilia del convegno: il 15 settembre Assofarm ha sottoscritto con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs l’ipotesi di rinnovo del Ccnl delle farmacie comunali, che introduce un’indennità professionale. Guaglianone, nel ringraziare per questo il presidente di Assofarm, Luca Pieri, ha comunque rilevato come pur trattandosi di “un passo avanti”, nell’intesa permanga “una delicata timidezza lessicale”: la scelta di parlare di “indennità professionale”, piuttosto che nominare apertamente la sua natura “sanitaria”. I dati presentati nel corso del convegno – continua la nota – restituiscono l’urgenza del tema. Secondo AlmaLaurea, “negli ultimi 15 anni la quota di neolaureati che sceglie stabilmente il lavoro al banco è calata del 25%. A Roma, a fronte di una crescita degli iscritti all’Ordine (da 5.753 a fine 2022 agli attuali 6.994, +21,5%, alimentata da 1.479 nuovi ingressi dal 2022 a oggi), si registrano oltre 210 cancellazioni annue, l’80% delle quali riguarda colleghi con meno di 67 anni che lasciano la professione per intraprendere altri percorsi”. Per l’Ordine, la risposta a queste criticità passa dall’introduzione, nel Ccnl delle farmacie private, dell’indennità di specificità sanitaria già riconosciuta nel comparto pubblico e da una piena integrazione della farmacia nella nuova architettura del Ssn. È importante che “i nostri giovani possano guardare alla farmacia non come a un vicolo cieco – ha osservato Guaglianone – ma come a un luogo vivo in cui poter crescere, investire il proprio futuro e vedere pienamente realizzate le proprie ambizioni”. Il sottosegretario di Stato al ministero della Salute, Marcello Gemmato, ha illustrato la visione e il sostegno del Governo sul riconoscimento del ruolo sanitario della professione. “Il farmacista è una figura chiave nella sanità di prossimità e nel collegamento concreto tra la Casa di Comunità e la casa del cittadino – ha affermato il sottosegretario – Grazie a un rapporto di fiducia costruito nel tempo, il suo ruolo si è evoluto: non più soltanto dispensatore di farmaci, ma professionista della salute capace di orientare, ascoltare e accompagnare le persone nei loro bisogni di salute. È su questa evoluzione che il Governo intende investire, rafforzando il ruolo del farmacista all’interno della rete territoriale, affinché possa rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini, con un ruolo sanitario che di fatto esercita ogni giorno”. La preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, Luisa Avitabile, è intervenuto sull’impatto e le implicazioni dell’intelligenza artificiale sulla professione, spiegando che l’Ai “può supportare la farmacia nella gestione dei processi e dei dati, ma non potrà mai sostituire il giudizio, la responsabilità e la relazione di cura che legano il farmacista al paziente: sono proprio questi elementi, irriducibili all’algoritmo, a fondare giuridicamente la natura sanitaria della professione”. Il confronto tecnico-giuridico – conclude la nota – è stato affidato a tre docenti della Sapienza: Enrico Elio Del Prato, Diritto civile; Domenico Mezzacapo, Diritto del Lavoro e Ines Ciolli, Diritto Costituzionale.
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70° Congresso nazionale ingegneri, categoria protagonista della società 5.0
(Adnkronos) – Gli ingegneri italiani sono posti di fronte a un presente complicato sia dal punto di vista tecnico-scientifico che dal punto di vista normativo. Devono muoversi in un quadro in cui si intrecciano esigenze diverse: sicurezza, crescita, sostenibilità dei processi, governo delle tecnologie nel rispetto di un sistema di norme cogenti e tecniche in continua evoluzione. E’ questa la realtà da cui partirà il 70° Congresso nazionale degli ingegneri, in programma dal 23 al 25 settembre a Trieste, che ha per titolo 'Nuove frontiere, nuove responsabilità': un concetto che ben si addice al momento storico che la professione sta vivendo, chiamata come è ad affrontare molteplici sfide in un contesto economico e sociale sempre più complesso. In questo contesto, il Congresso nazionale 2026 individua come sfida centrale la capacità del sistema ordinistico e dei singoli professionisti di essere protagonisti della Società 5.0, ovvero del modello sociale e tecnologico, pensato intorno al 2016, in cui la tecnologia è al servizio dell'uomo ed è quindi strumento per risolvere problemi sociali, promuovere l'inclusione, garantire la sostenibilità ed in sintesi migliorare la qualità della vita. La costruzione di questo modello sociale rappresenta per l'ingegneria un'opportunità di crescita, ma pone molteplici responsabilità, che si misurano prima di tutto nella capacità di comprendere la complessità del presente e di governare rischi e opportunità legate alle nuove tecnologie. La scelta di Trieste come sede del Congresso ha una valenza strategica, in quanto città di frontiera che trasforma il confine in valore. Trieste guarda a Est ma lo fa restando profondamente italiana. Qui il confine non divide, unisce: diventa ponte logistico, scientifico, commerciale. Oggi Trieste è strategica perché sa tradurre la sua posizione di frontiera in opportunità di crescita per il Paese. “La sfida principale – afferma Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni – che abbiamo di fronte è saper cogliere in tempo le trasformazioni che interessano la società, l'economia e la tecnologia, per mettere gli ingegneri nelle condizioni di affrontarle al meglio. Viviamo una fase in cui la scienza e la tecnica avanzano con una rapidità senza precedenti e questo richiede una capacità di adattamento sempre maggiore. Il compito dell'ingegneria è contribuire a governare queste trasformazioni mettendo a disposizione competenze, responsabilità e capacità di visione. Attraverso questo 70° Congresso chiediamo alle istituzioni di valorizzare maggiormente il contributo delle competenze tecnico-scientifiche nei processi decisionali. L'ingegnere è il punto di raccordo tra scienza, politica e società. Senza gli ingegneri molte delle grandi trasformazioni in corso rischierebbero di rimanere sulla carta. Il nostro compito è fare in modo che queste transizioni siano sostenibili, sicure, concretamente realizzabili e soprattutto orientate al benessere delle persone. In questo contesto deve essere inquadrata anche la riforma delle professioni di cui discuteremo approfonditamente. Tra gli aspetti che consideriamo prioritari c’è innanzitutto il riconoscimento delle nuove competenze che caratterizzano l'ingegneria contemporanea”. “Il territorio di Trieste – dichiara Giovanni Basilisco, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Trieste – all’interno del quale vi sono delle realtà scientifiche di primissimo piano e delle realtà imprenditoriali conosciute in tutto il modo, è il luogo adatto a trattare il rapporto tra ingegneria e scienza: le innovazioni che nascono nei laboratori e nei centri di ricerca diventano spesso applicazioni concrete grazie al lavoro degli ingegneri. Per questo abbiamo voluto che alcune delle peculiarità del territorio trovassero spazio anche all'interno del programma congressuale al fine di approfondire le nuove frontiere dell’ingegneria. Trieste è altresì una città storicamente di frontiera ed è il luogo idoneo a confrontarsi con i colleghi dei paesi limitrofi e creare nuovi 'ponti' che consentano una crescita comune degli ingegneri che oggi si trovano ad operare all'interno di un contesto europeo e internazionale e devono confrontarsi con mercati, normative e realtà professionali sempre più interconnesse. Per questo durante il Congresso organizzeremo una tavola rotonda con i rappresentanti nazionali di Croazia e Slovenia limitrofi proprio per confrontarci sull'evoluzione della professione e favorire nuove opportunità di collaborazione tra i professionisti”. Parallelamente alla celebrazione del Congresso, come di consueto, si tengono i campionati sportivi per gli ingegneri 2026, la cui organizzazione è stata affidata all’Ordine di Nuoro. "Ospitare e organizzare i Campionati sportivi nazionali 2026 – afferma Antonello Merella, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Nuoro – è stato per il nostro Ordine un immenso orgoglio. Gestire una manifestazione di questa portata ci ha messi di fronte alle storiche difficoltà logistiche e strutturali del nostro territorio. Se siamo riusciti a superarle, è stato grazie a una collaborazione straordinaria e commovente. Il supporto del Cni, la sinergia con gli altri Ordini della Sardegna e con il nostro Ordine gemello di Trieste, insieme alla dedizione di tutti i colleghi, hanno dimostrato nei fatti cosa significhi fare squadra. Ricollegando questo percorso ai temi del Congresso, possiamo affermare di aver affrontato le complessità logistiche mettendo al centro la comunità e le persone, declinando sul campo lo spirito della Società 5.0 e dimostrando la nostra capacità di governare le sfide con responsabilità". I lavori prenderanno avvio mercoledì 23 settembre con i saluti istituzionali, cui farà seguito la relazione del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Angelo Domenico Perrini. In seguito comincerà il confronto che si articolerà attraverso tre panel. Il primo sarà dedicato all'inquadramento generale del paradigma Società 5.0 e alle sue declinazioni nei settori che oggi ridefiniscono il rapporto tra tecnologia, economia e dimensione sociale. L'obiettivo è restituire una lettura d'insieme delle traiettorie di sviluppo del Paese e individuare gli spazi nei quali la competenza ingegneristica può offrire un contributo decisivo all'interesse pubblico. Il secondo panel affronta il rapporto tra intelligenza artificiale, responsabilità professionale e governo pubblico. L'adozione su larga scala dei sistemi di IA pone interrogativi profondi sul piano tecnico, regolatorio ed etico, che chiamano in causa il ruolo dell'ingegnere come garante della qualità e dell'affidabilità dei sistemi. Il panel si propone di delineare i contorni di una governance dell'intelligenza artificiale che sappia coniugare innovazione e tutela dei diritti, sostenendo il ruolo della competenza tecnica nel processo regolatorio. L’ultimo panel è dedicato alla frontiera più urgente sul piano ordinamentale: la riforma del sistema delle professioni regolamentate, affrontata in chiave di interesse pubblico, evidenziando il rapporto tra qualità della prestazione professionale, garanzia per il cittadino e crescita del Paese. L'ambizione del panel è costruire una piattaforma comune di proposta, in grado di interloquire in modo costruttivo con il legislatore. A completamento della giornata ci sarà un confronto tra il presidente del Cni e gli omologhi presidenti delle organizzazioni degli Ingegneri della Croazia e della Slovenia. I lavori saranno moderati dal giornalista RAI Gianluca Semprini. Nella giornata di giovedì saranno sviluppati diversi argomenti specifici di forte interesse per gli ingegneri attraverso una serie di tavole rotonde, cui si affiancheranno gli incontri tecnici Masterclass. Il Congresso si chiuderà venerdì 25 settembre con la discussione del documento programmatico e con la premiazione dei campionati sportivi per ingegneri.
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Siparietto tra Iva Zanicchi e Katia Ricciarelli, il tradimento e la frecciata: “Che troika”
(Adnkronos) –
Siparietto a La volta buona tra Iva Zanicchi e Katia Ricciarelli. Le due cantanti, ospiti oggi nel programma di Rai 1, si sono lasciate andare a ricordi e aneddoti della loro vita privata. Zanicchi, in particolare, ha raccontato di quando era in tournée nell'Unione Sovietica e aveva un traduttore giovane di nome Sasha con cui ha avuto un flirt. "Era un ragazzo biondo, alto, occhi azzurri. Io ero sposata, avevo a casa la bambina, non lo guardavo nemmeno". Poi, però qualcosa è cambiato: "Quando cantavo lo guardavo dritto negli occhi. È scoppiata una passione tra di noi, la prima volta che mi succedeva da quando ero sposata". Una sera, dopo una passeggiata, i due hanno preso una troica, un tradizionale traino a tre cavalli per slitte o carrozze. Un termine che ha spiazzato Katia Ricciarelli. Zanicchi ha rincarato la dose: "Si mi sono sentita una… troika pure io". La battuta ha fatto scoppiare entrambe a ridere. Zanicchi ha poi raccontato che quella sera tra lei e Sasha è scattato un bacio. Ma proprio in quei giorni sarebbe dovuto arrivare il marito. "Andiamo in hotel e gli dico di raggiungermi in camera tra 5 minuti". E in sottofondo, Ricciarelli ha aggiunto: "Ma che troika ragazzi". Un commento che Zanicchi ha ignorato, dandole una spinta affettuosa con la mano, continuando il racconto. Poi, il colpo di scena: il marito è arrivato proprio in quel momento a sorpresa ed è "rimasto lì fino alla fine della tournèè, ahime". E in conclusione, ha confidato: "No, non abbiamo mai consumato".
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Agroalimentare, Ismea: superati sistema dei bandi per finanziamenti a condizioni di mercato
(Adnkronos) – Più flessibilità nell’accesso agli strumenti finanziari di Ismea e superamento delle finestre temporali legate ai singoli bandi. È questo il principale effetto della nuova modalità di accesso alla componente a condizioni di mercato (FCM) di Ismea Investe, approvata dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto. Gli interventi saranno accessibili attraverso una procedura valutativa a sportello, tramite un portale dedicato, superando il precedente meccanismo basato su bandi con scadenze predeterminate. La nuova modalità consentirà alle imprese interessate di presentare i propri progetti senza dover attendere l’apertura di specifiche finestre temporali, rendendo più flessibile la programmazione degli investimenti e l’accesso alla misura. La procedura riguarda esclusivamente gli interventi finanziari a condizioni di mercato (Fcm), attraverso i quali Ismea può intervenire mediante strumenti di equity e quasi equity, prestiti obbligazionari, finanziamenti e strumenti finanziari partecipativi, per importi compresi tra 2 e 20 milioni di euro e comunque inferiori all’apporto di capitali privati. L’innovazione procedurale, promossa da Ismea – Ente Pubblico Economico vigilato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste – punta a rendere lo strumento maggiormente aderente alle esigenze e alle tempistiche delle imprese, riducendo i vincoli legati alle scadenze dei bandi. La nuova procedura mira in particolare a favorire la presentazione di progetti di investimento, sviluppo e consolidamento di dimensioni significative da parte delle società di capitali operanti nel settore agroalimentare, rendendo la misura più coerente con i tempi di programmazione delle iniziative imprenditoriali.
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