(Adnkronos) – Dopo aver salutato il tennis professionistico, Rafa Nadal si prepara a tornare in campo. Nessuno scherzo, solo… un nuovo contesto. Il prossimo 3 ottobre, il campione spagnolo sarà protagonista di una giornata speciale alla Rafa Nadal Academy di Manacor, organizzata per celebrare il decimo anniversario della struttura. Un evento che offrirà ai tifosi e agli appassionati l’occasione di rivedere all’opera uno dei grandi protagonisti della storia del tennis. Nadal tornerà così a impugnare la racchetta davanti al pubblico proprio nella sua città in un appuntamento dal forte significato simbolico, che segnerà il suo ritorno dopo il ritiro dal circuito professionistico. L’ultimo match ufficiale della sua carriera risale al novembre 2024 con la Spagna, nelle finali di Coppa Davis a Malaga.
Cosa si sa sul ritorno di Nadal? La giornata dell'evento prenderà intanto il via alle 17 con il Rafa Nadal Academy Slam, un’esibizione che vedrà il campione maiorchino in campo insieme ad alcuni dei protagonisti che hanno accompagnato il suo straordinario percorso sportivo. Tra gli invitati ci saranno vecchi avversari e amici che hanno condiviso con il fuoriclasse spagnolo momenti importanti della carriera. Restano però ancora da scoprire gli altri partecipanti. I loro nomi non sono stati ancora ufficializzati dall'Accademia e sono attesi nuovi dettagli nei prossimi giorni.
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Nadal torna in campo: l’annuncio a sorpresa e la data del match
Famiglia nel bosco, Brambilla: “Preoccupata per i bimbi, finisca questa violenza di Stato”
(Adnkronos) – "Sono molto preoccupata per Bluebell, Galorian e Utopia, i tre figli dei coniugi Trevallion. Tutti gli esperti che abbiamo interpellato, e che sono intervenuti anche sui media, hanno certificato un profondo stato di ansia da separazione. Una situazione traumatica che ha provocato gravi conseguenze sul piano psicologico per questi tre minori. Per questo non vedo altra soluzione se non l'immediata scarcerazione di questi bambini". Lo dice all'Adnkronos Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza e deputata di Noi Moderati. "Di fronte alla salute dei minori – afferma Brambilla – credo che tutti avrebbero dovuto concludere per la loro scarcerazione, perché questi bambini sono, né più né meno, in una condizione assimilabile alla detenzione. Il superiore interesse del minore avrebbe dovuto prevalere e purtroppo non è stato così. È davvero inaccettabile". Per la deputata "non esiste altra soluzione che l'immediata scarcerazione di questi tre bambini". Anche perché, sottolinea, "i figli vengono allontanati dalle famiglie quando sono vittime di violenza diretta o assistita. In quei casi è giusto e necessario che lo Stato intervenga, ma non è questo il caso". Del resto, aggiunge, "Catherine e Nathan amano i loro figli e hanno sempre dato loro soltanto amore. Forse l'abitazione presentava alcune criticità, che oggi sono state completamente risolte, ma i genitori hanno tenuto un comportamento irreprensibile". E conclude: "È arrivato il momento che questa violenza di Stato finisca". Per la presidente della commissione Infanzia, che è fondatrice dell'associazione animalista Leidaa e in questi anni è sempre stata in prima linea per le cause ambientaliste, c'è poi un altro aspetto che incide sul benessere dei piccoli Trevallion: la separazione dagli animali con cui vivevano. "Il mondo di questi tre bambini era sano e ricco di stimoli, una condizione che favorisce una crescita equilibrata anche sul piano psicologico, anziché trascorrere ore davanti a videogiochi e dispositivi elettronici. Vivevano inoltre a contatto con la natura e con numerosi animali. Sappiamo quanto la presenza degli animali possa contribuire positivamente allo sviluppo dei più piccoli. Anche questa mancanza, oggi, pesa sicuramente sul loro equilibrio". In queste settimane "ho visitato i tre figli dei coniugi Trevallion nella casa famiglia di Vasto e posso dire che lì non c'è alcun animale, nemmeno un pesce rosso. Già questo mi sembra un grave errore, non solo per loro ma anche per gli altri bambini ospitati nella struttura". E conclude: "Questo è un motivo in più per restituire questi bambini alla loro vita, sana e serena, accanto a genitori che li amano infinitamente".
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M5S, Grillo in campo? Dominio ‘Movimento zero stelle’ già preso. Il professionista: “L’ho comprato io”
(Adnkronos) – Non si sa se Beppe Grillo farà davvero il grande passo e tornerà in campo con un nuovo partito. Di certo, se un domani decidesse di rispolverare la vecchia arte del blog e di chiamare la nuova creatura "Movimento zero stelle", dovrebbe fare i conti con un piccolo, imprevisto problema: il dominio è già occupato. Sia il .it che il .com. A mettere le mani avanti, per la modica cifra di 5,50 euro, è stato Fabio Cappa. Non un militante, non un grillino della prima ora, non un aspirante politico. Un libero professionista della provincia di Aosta che, mentre guardava il telegiornale e smanettava con l'iPad, si è imbattuto proprio nelle indiscrezioni sulle possibili mosse future del fondatore del Movimento 5 Stelle. E ha pensato bene di anticipare i tempi. "Stavo vedendo il telegiornale, ero con l'iPad in mano", racconta Cappa all'Adnkronos. Poi il servizio su Grillo, l'ipotesi di un ritorno in campo e l'idea, evidentemente, che quel nome potesse tornare utile. "Mi sono detto: facciamo questo investimento di 5,50 euro. Sia .it che .com. Se poi un domani il signor Grillo desse seguito, avrò fatto un buon investimento. Mi sono mosso in anticipo". Una speculazione politica? Cappa respinge subito l'idea. "Non c'entro nulla con Grillo e non mi interessa la politica. Mi occupo di tutt'altro". Il suo mestiere, spiega, è quello di libero professionista "per una banca austriaca". E anche il rapporto con i temi ambientali che emerge dal suo blog personale è tutt'altro che politico: "Mi interesso di ambiente in maniera indiretta: la mia banca è molto attiva nella finanza sostenibile". Insomma, nessun piano segreto, nessuna corrente grillina pronta a ripartire, nessun contatto con il fondatore del Movimento. Solo "fantasia, intuizione e velocità di esecuzione", come direbbe il Perozzi di "Amici miei". Con una scommessa molto semplice: se davvero Grillo dovesse decidere di trasformare l'ultima offensiva contro il M5S di Giuseppe Conte in un nuovo progetto, almeno l'indirizzo web sarà già preso. E a quel punto, prima di andare online, toccherà probabilmente fare una telefonata a Cappa.
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Energia, Sertori (Regione Lombardia): “Idroelettrico settore strategico”
(Adnkronos) – “Abbiamo capito quanto sia strategica la produzione da fonte rinnovabile idroelettrica perché, di tutte le fonti rinnovabili, è l'unica programmabile e quindi svolge un ruolo determinante per mantenere in equilibrio la rete che poi distribuisce questa energia. Quindi, atteso che c'è un ruolo strategico per tutto il Paese, è chiaro che i territori che ospitano queste grandi centrali hanno la necessità di avere degli indennizzi, che sono sotto forma di canoni”. Così Massimo Sertori, assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica della Regione Lombardia, intervenendo oggi a Valdidentro, in provincia di Sondrio, alla presentazione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Valtellina – Valchiavenna di A2a. Insieme al bilancio, il Gruppo ha presentato anche il progetto Teti, un robot subacqueo autonomo per la rimozione dei sedimenti accumulati all’interno dell’invaso idroelettrico. “Oggi è una giornata particolarmente positiva perché A2A ha presentato un prototipo per pulire i sedimenti che si depositano in prossimità della diga. Questo è un elemento fondamentale, e lo è ancora di più nel periodo che stiamo vivendo, perché con lo scioglimento dei ghiacciai i sedimenti che si depositano nelle dighe sono ancora maggiori – dichiara l’assessore – Questo prototipo può davvero dare una mano a efficientare la produzione di energia dal punto di vista idroelettrico e, con essa, portare avanti un'attività di importanza strategica per tutto il Paese”.
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Parma Capitale Europea dei giovani 2027, 8 europei su 10 impegnati in vita pubblica
(Adnkronos) – Parma si prepara a diventare la Capitale Europea dei Giovani 2027, il riconoscimento conferito annualmente dallo European Youth Forum alle città che si distinguono per la capacità di coinvolgere le nuove generazioni nei processi democratici, sociali ed economici. Il progetto è stato presentato oggi, 17 settembre, a Milano dal Sindaco di Parma, Michele Guerra e dalla presidente del Comitato Parma European Youth Capital 2027, Emma Nicolazzi Bonati. Il percorso accompagnerà Parma fino al 2027, quando la città diventerà il punto di riferimento europeo per il confronto sui grandi temi che riguardano le nuove generazioni: partecipazione, sostenibilità, inclusione, benessere e innovazione sociale. In occasione del lancio nazionale è stata presentata anche una survey realizzata con AstraRicerche su oltre 2.000 giovani europei, che restituisce un quadro tanto incoraggiante quanto sfidante: quasi 8 giovani su 10 partecipano alla vita pubblica, ma solo 4 su 10 si sentono realmente ascoltati dalle istituzioni. È in questo contesto che Parma propone un modello di governance fondato sul coinvolgimento strutturato delle nuove generazioni, attraverso strumenti come lo Youth Test e il Consiglio Locale dei Giovani. Primo comune in Europa ad adottare formalmente la valutazione d’impatto generazionale, a Parma ogni decisione amministrativa viene sottoposta allo strumento dello 'Youth Test', per verificare in anticipo se l'atto favorisce o danneggia l'autonomia, il lavoro, l’accesso alla casa o il benessere delle nuove generazioni. Come se non bastasse, nel capoluogo emiliano c’è un Consiglio Locale dei Giovani nato grazie al percorso di candidatura e che rappresenta le organizzazioni giovanili del territorio. “Per Parma il riconoscimento di Capitale Europea dei Giovani rappresenta l'opportunità di trasformare la città in un laboratorio europeo di innovazione civica, sperimentando modelli di governance in cui i giovani partecipino concretamente alla definizione delle politiche pubbliche e contribuiscano ad affrontare le principali sfide del presente – ha affermato Michele Guerra, sindaco di Parma – Il dovere della buona politica è attivare canali strutturali affinché il pensiero dei giovani modifichi l'azione pubblica quotidiana. Solo restituendo centralità alle nuove generazioni la politica e la democrazia torneranno a essere percepite come strumenti utili e credibili. A Parma abbiamo introdotto lo Youth Test proprio per questo: ogni scelta amministrativa deve misurarsi con l’impatto che avrà sui giovani. Abbiamo il dovere di ascoltarli e di integrare la loro visione nelle nostre delibere”. Per Emma Nicolazzi Bonati, presidente del Comitato per Parma Capitale Europea dei Giovani 2027 "il ruolo dei giovani assume ben altri connotati se cambia il loro ruolo nella società. E perché questo avvenga, occorre modificare il modello culturale dominante. Per contare davvero nella politica di domani, dobbiamo riappropriarci dei luoghi di aggregazione e del pensiero critico, dimostrando che il futuro non si subisce, si costruisce. Parma EYC27 – aggiunge – nasce proprio con questa ambizione: trasformare la città in uno spazio europeo di partecipazione, sostenibilità e inclusione generazionale. Siamo stati noi ragazzi a scegliere i temi da inserire nel dossier di candidatura e a decidere quali progetti portare avanti, declinare diversamente o scartare. Il nostro ruolo, oggi e in futuro, deve basarsi sulla forza dei valori. Abbiamo una vocazione intrinsecamente europea: per la mia generazione l'Europa è l'unico orizzonte possibile, una storia ancora da scrivere e da proteggere dalle derive autoritarie”. Sul terreno della formazione, questa visione trova una delle sue traduzioni più concrete grazie al contributo dell’Università di Parma e alle Academies pensate per trasformare conoscenza, partecipazione e pensiero critico in strumenti di cambiamento: “Le Academies sono dodici percorsi formativi ideati dall’Università di Parma, in collaborazione con la città e con una rete di partner nazionali ed europei. Nella varietà dei temi e degli approcci, muovono tutte dalla medesima convinzione: la conoscenza non serve soltanto a comprendere la realtà, ma a dare forma a nuove possibilità. Nel 2027 l’Università di Parma si fa così laboratorio di una politica trasformativa destinata a durare oltre l’anno della Capitale. Le Academies sperimentano nuovi modelli formativi perché entrino stabilmente nel patrimonio dell’Ateneo e rafforzino il ruolo di UniPR come presidio di innovazione, radicato nella città e proiettato nel futuro europeo.” afferma Isotta Piazza, Prorettrice dell’Università degli Studi di Parma. Per un intero anno Parma diventerà una grande Piazza europea delle nuove generazioni: uno spazio aperto di confronto, sperimentazione e partecipazione in cui giovani, istituzioni, imprese, università e società civile saranno chiamati a costruire insieme risposte alle grandi sfide del presente. L'architettura del progetto si sviluppa attraverso 4 Vie della Trasformazione, ispirate agli Youth Goals dell'Unione Europea – Partecipazione, Benessere, Sostenibilità e Inclusione – e 8 Piazze tematiche, luoghi fisici e concettuali dedicati alla sperimentazione, al dialogo e alla progettazione condivisa. Dall'Agorà Contemporanea alla Rigenerazione e l'Abitare, dalla Piazza del Cibo alla Piazza della Bellezza, fino allo Sport Inclusivo, alle Botteghe del Futuro, al Disarmo Climatico e all'Educazione Aperta: ogni Piazza rappresenterà un laboratorio in cui trasformare idee e bisogni delle nuove generazioni in progetti concreti. Per comprendere quanto questo modello risponda alle aspettative delle nuove generazioni europee, il Comitato ha commissionato alla società demoscopica AstraRicerche un'indagine internazionale su oltre 2.000 persone tra i 18 e i 34 anni residenti in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Lo studio fotografa il loro punto di vista sui grandi temi dell'agenda europea: dalla partecipazione civica alla fiducia nelle istituzioni, dalla qualità della vita al lavoro, fino al senso di appartenenza all'Europa. Per anni si è sostenuto che i giovani fossero distanti dalla politica. La ricerca restituisce una prospettiva diversa: a essere percepite come lontane sono soprattutto le istituzioni. Solo 4 giovani su 10 (40,5%) ritengono che Parlamento, Governo ed enti locali tengano adeguatamente conto delle loro idee e dei loro valori. Il senso di rappresentanza è particolarmente debole tra le donne, fermandosi al 34%, rispetto al 47% rilevato tra gli uomini. La fiducia nei diversi livelli istituzionali rimane complessivamente contenuta. Il Governo nazionale raccoglie valutazioni positive da appena il 24,3% del campione: Italia, Spagna, Francia e Germania presentano risultati sostanzialmente allineati, mentre il Regno Unito si distingue, attestandosi intorno al 32%. Più elevata, seppure ancora minoritaria, è la fiducia nell’Unione Europea, che raggiunge il 31,4%. In questo ambito l’Italia si attesta al 33%, superando Francia e Germania. Le amministrazioni locali ottengono complessivamente il risultato migliore, con una media del 33,8%, ma il quadro varia sensibilmente da Paese a Paese. In Italia, la fiducia nei governi locali si ferma al 29%, decisamente al di sotto della media. Questa distanza alimenta una diffusa sfiducia nella democrazia e nelle istituzioni, indicata dal 38,8% del campione e particolarmente marcata in Italia, dove raggiunge il 46%. A ciò si aggiunge la sensazione di non contare nulla, condivisa dal 37% degli intervistati e avvertita con maggiore intensità dalle donne e dalla fascia tra i 26 e i 34 anni. Le nuove generazioni, dunque, non chiedono soltanto maggiori occasioni per esprimersi: chiedono che la loro voce venga ascoltata e sia in grado di produrre effetti concreti. Tuttavia, i giovani dei cinque principali Paesi europei non sono affatto passivi. Quasi 8 su 10 (78,5%) hanno svolto almeno un’azione di partecipazione pubblica nell’ultimo anno, una quota che in Italia raggiunge l’81%, il valore più elevato tra i Paesi analizzati. La forma di coinvolgimento più diffusa resta il voto, indicato dal 51,3% degli intervistati. Anche in questo caso l’Italia si distingue nettamente: ha partecipato a elezioni locali o nazionali, referendum o altre consultazioni il 61% dei giovani, contro percentuali comprese tra il 47% e il 52% negli altri Paesi. In generale, la partecipazione elettorale aumenta sensibilmente con l’età, passando dal 47% tra i 18 e i 25 anni al 55% nella fascia 26-34 anni. Tra le altre forme di coinvolgimento emerge l’attivismo online, praticato da 3 giovani su 10 (30,4%) e più diffuso tra le donne, con il 33%, rispetto agli uomini, fermi al 27%. Più contenuta, ma comunque significativa, è la partecipazione a processi strutturati come assemblee e forum, che in Italia si attesta intorno al 15-16%, tra i livelli più elevati rilevati. Il volontariato coinvolge invece circa una persona su quattro (24,8%), con differenze marcate tra i Paesi: si passa dal 17% della Spagna al 31% del Regno Unito, mentre l’Italia si colloca entro la media. Emerge quindi un quadro chiaro: la vera sfida non è convincere i giovani a partecipare, ma creare le condizioni perché questa energia possa tradursi in un impatto reale sulle politiche pubbliche. La ricerca non si limita a evidenziare un problema ma indica anche le soluzioni. Ed è significativo che molte di queste coincidano con gli strumenti che Parma sta già sperimentando. Tra gli strumenti che renderebbero la partecipazione giovanile più efficace nelle politiche pubbliche, circa 3 giovani su 10 (31,2%), segnalano l'importanza di un percorso di formazione scolastica mirato a promuovere la cittadinanza attiva, affiancato dalla trasformazione e rigenerazione delle città e degli spazi urbani (28,9%). Un intervistato su 5 (21,6%) ritiene molto importante la creazione di 'Consigli dei giovani' – sul modello del Comune di Parma – ovvero gruppi organizzati che vengano ascoltati dai decisori politici. A seguire indicano i processi partecipativi digitali tramite piattaforme online o social media (19,2%). Appena al di sotto si colloca l'indicazione delle assemblee cittadine volte a favorire la partecipazione e il contributo dei giovani (16,3%). Se da un lato emerge una diffusa sfiducia verso le istituzioni, dall'altro la ricerca restituisce un dato incoraggiante: quasi 7 giovani europei su 10 (69,2%) ritengono di poter incidere concretamente sulle politiche pubbliche. Un dato che in Italia raggiunge il 76%, il valore più elevato tra i cinque Paesi analizzati. La convinzione che il cambiamento sia possibile si accompagna anche alla richiesta di una maggiore rappresentanza: il 42,8% degli intervistati ritiene infatti che una presenza più significativa delle nuove generazioni nelle istituzioni contribuirebbe a migliorare la qualità della democrazia. Ne emerge il ritratto di una generazione che non rinuncia a partecipare né a incidere sul proprio futuro. Più che nuove promesse, i giovani chiedono luoghi, strumenti e responsabilità per trasformare il proprio impegno in un cambiamento concreto. “Il Gruppo Barilla esprime grande soddisfazione ed entusiasmo nel sostenere il percorso di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027, nella convinzione che questo importante appuntamento possa rappresentare un’opportunità straordinaria per offrire alle nuove generazioni nuove prospettive di crescita, dalla cultura alla formazione e all’educazione. Il 2027 avrà inoltre un significato particolare per Barilla, che celebrerà i suoi 150 anni di storia: un’occasione per contribuire alla costruzione di iniziative capaci di generare valore per i giovani e per il territorio, con l’ambizione di lasciare un’eredità che possa proseguire anche nel medio e lungo periodo", dichiara Andrea Belli, Public & Media Relations Italy and Charity and Community Director di Gruppo Barilla. Antonio Lunardini, direttore generale di Fondazione Cariparma afferma che “Fondazione Cariparma ha creduto fin da subito al percorso del Comune di Parma e, in particolare, dell’Assessorato alla Comunità Giovanile, che ha portato a questo titolo: il progetto, nelle sue evoluzioni, è stato premiato dai nostri bandi, perché ha saputo perfettamente intercettare il nostro agire filantropico. La nostra Fondazione è impegnata sulla riduzione delle disuguaglianze, l’accompagnamento del territorio nelle sue trasformazioni e il rafforzamento delle persone e delle istituzioni e proprio in quest’ottica ci poniamo come co-costruttori di azioni fortemente innovative, capaci di portare cambiamento. I giovani sono sempre stati un target molto importante per la nostra Fondazione, che negli ultimi anni approccia alle disuguaglianze in maniera assolutamente trasversale, quella stessa trasversalità che oggi riconosciamo ai contenuti che saranno trattati in questa sede insieme alle nuove generazioni. La nostra non vuole essere semplicemente una partnership di sostegno economico, ma di contenuto e proprio per questo porteremo la nostra testimonianza ed il lavoro del territorio parmense – sui temi dell’inclusione, della cura, della sostenibilità e dell’innovazione sociale – in diverse occasioni in programma, a partire dal primo appuntamento di anteprima del 29 settembre 2026”. Secondo Maria Paola Chiesi, presidente del Gruppo Chiesi “i giovani sono una risorsa essenziale per costruire il futuro: portano idee, energia e la capacità di immaginare il cambiamento. Per questo è fondamentale creare contesti in cui possano essere ascoltati, coinvolti e messi nelle condizioni di contribuire concretamente alla crescita della comunità e delle organizzazioni che in esse operano. In questa logica, Parma European Youth Capital 2027 rappresenta un’opportunità straordinaria per la nostra città: come Gruppo Chiesi, abbiamo deciso di sostenere il progetto convinti che possa diventare un laboratorio di sperimentazione, partecipazione e innovazione capace di generare un impatto duraturo. La sfida sarà trasformare questa esperienza in una legacy condivisa: così Parma potrà diventare un modello anche per altre città italiane, dimostrando come investire nelle nuove generazioni significhi costruire comunità più aperte, inclusive e capaci di affrontare il futuro con fiducia". E secondo Luca Natali, Direttore Regionale Parma – Emilia Est di Crédit Agricole Italia “Crédit Agricole Italia è lieta di affiancare il Comitato Parma European Youth Capital 2027 e tutti i soggetti coinvolti in un progetto che ha come punto di partenza i giovani, veri protagonisti del nostro futuro. Metteremo a loro disposizione ciò che sappiamo fare: educazione finanziaria, sostegno al diritto allo studio, formazione e orientamento, soluzioni finanziarie realizzate con il coinvolgimento di tutte le società del Crédit Agricole in Italia. E apriremo le porte del Village by CA Parma e del network internazionale dell’innovazione del Gruppo, affinché le idee possano trovare le migliori condizioni per crescere. Un impegno che si affianca a quello che portiamo avanti con il Comune per Parma Carbon Neutral 2030, nella convinzione che il domani si costruisce con e per le nuove generazioni”. “La sostenibilità – afferma Giacomo Malmesi, direttore e membro del Consiglio di Iren – è soprattutto una sfida culturale. Per questo Iren è al fianco di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027, un progetto a guida giovanile nel quale crediamo fortemente: rendere protagonisti i giovani significa riconoscere il loro ruolo nel presente e nella costruzione del futuro. EduIren, il settore educational del Gruppo, lavora ogni giorno proprio partendo da questo concetto, con l’obiettivo di diffondere conoscenza e consapevolezza sui temi ambientali. Durante l’anno di Parma Capitale Europea dei Giovani, arricchiremo questo percorso anche con gli Stati Generali dell'Educazione Ambientale, un momento di confronto e partecipazione che coinvolgerà giovani, scuole, istituzioni, imprese e società civile. Perché educare alla sostenibilità significa fornire alle persone gli strumenti per comprendere il cambiamento, partecipare e contribuire concretamente alla costruzione di un futuro in cui sia bello vivere”. “'Parma, io ci sto!' ha creduto nel percorso verso Parma Capitale Europea dei Giovani fin dall’inizio, contribuendo ad attivarlo e a creare le condizioni perché attorno a questa idea si aggregassero giovani, istituzioni, competenze e risorse. È un risultato che sentiamo profondamente condiviso – dichiara Alessandro Chiesi, presidente dell'Associazione Parma io ci sto! – e che racconta bene il modo in cui la nostra Associazione prova a lavorare per la città e il suo territorio: accendere processi, costruire alleanze e investire su obiettivi che guardano oltre l’immediato. La sfida ora è mettere realmente i giovani nella condizione di essere protagonisti e rafforzare il dialogo tra generazioni. È una direzione in cui crediamo fortemente e che stiamo già sperimentando con JEnerational Mentoring, parte del palinsesto di Parma 2027: un percorso di confronto tra giovani e senior, pensato per favorire uno scambio reciproco di esperienze, competenze e punti di vista. Con l’obiettivo che questo spirito resti patrimonio del territorio anche oltre il 2027”. “Investire nelle nuove generazioni significa investire nella capacità di costruire il proprio futuro. Parma Capitale Europea dei Giovani 2027 offre l’opportunità di trasformare il confronto con i giovani in conoscenza, in strumenti e proposte a impatto positivo sulla società. Come Deloitte vogliamo contribuire a questo percorso mettendo a disposizione competenze, dati e prospettive nazionali e internazionali, nonché la nostra esperienza aziendale caratterizzata da un elevato numero di giovani collaboratori, con l’obiettivo di aiutare a creare condizioni in cui i giovani possano contribuire ai processi di trasformazione economica e sociale e allo sviluppo delle comunità", dichiara Valeria Brambilla, Audit & Assurance Managing Partner, Deloitte Emea.
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Sayf protagonista del nuovo Red Bull 64 Bars, fuori ora ‘Top of the Pops’
(Adnkronos) –
Sayf è il protagonista del nuovo episodio di Red Bull 64 Bars, il format cult firmato Red Bull che mette al centro la scrittura rap attraverso 64 barre consecutive, senza ritornelli e interruzioni. L’artista genovese pubblica 'Top of the Pops (Red Bull 64 Bars)', il nuovo episodio della serie prodotto da Dibla e Jiz, storici collaboratori di Sayf. Il brano entra a far parte della Soundtrack ufficiale di 'EA SPORTS FC™ 27', l’ultimo capitolo della celebre simulazione calcistica firmata Electronic Arts, che riunisce 120 brani provenienti da 36 Paesi e conferma il ruolo della musica come elemento centrale dell’esperienza di The World’s Game. È disponibile da oggi sul canale YouTube ufficiale Red Bull Droppa e sarà disponibile in-game a partire dal 18 settembre, con l’Early Access di 'EA SPORTS FC 27'. Reduce dal successo di Sanremo 2026 con 'Tu mi piaci tanto' e dall’uscita del suo primo album 'Santissimo', Sayf porta nel format Red Bull la sua identità più autentica: un mix di rap, radici mediterranee e passione calcistica, raccontato attraverso 64 barre scritte per l’occasione. 'Top of the pop, pop-popolare' è la frase che dà il titolo al brano e ne riassume anche lo spirito. Sayf parte dalla strada e dai luoghi che conosce per raccontare una storia fatta di riscatto, famiglia e ricordi. “Fino a quando le famiglie non saranno sistemate / Con la vista sul mare, col polpo con le patate” mette insieme il sogno di una vita migliore e un’immagine legata alla Liguria, mentre poco dopo il racconto torna alla fame e alle difficoltà di chi è cresciuto imparando a cavarsela. Il riferimento a Genova è costante e passa attraverso luoghi, persone e situazioni quotidiane. La città diventa lo sfondo di un racconto che non abbellisce la realtà, ma la restituisce attraverso immagini dirette, ironia e giochi di parole. Dal “vecchio” sotto le scale al campetto del quartiere, dai motorini alle scatole in cucina, Sayf costruisce un immaginario fatto di dettagli concreti, dove il passato continua a convivere con quello che è diventato. Dentro il brano trovano spazio anche temi più grandi: il rapporto con il denaro, la paura, il razzismo e il senso di appartenenza. “Gli occhi dei bambini non saranno mai tristi / Anche se i colletti bianchi giustificano i razzisti” è uno dei passaggi in cui la dimensione personale si allarga, convergendo in una riflessione più ampia sul contesto in cui è cresciuto. Non mancano riferimenti alla cultura popolare: da Maradona ad Andreotti, passando per Palermo, Simona Ventura e il calcio. Sayf li mescola senza seguire un percorso lineare, lasciando che siano le associazioni, le rime e le immagini a costruire il viaggio delle 64 barre.
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Nuovo allarme malaria in Germania, un morto e un contagiato: entrambi vivono vicino all’aeroporto di Francoforte
(Adnkronos) – Una persona è deceduta a Francoforte, in Germania, dopo aver contratto la malaria, mentre un'altra è risultata affetta dalla malattia. Ad annunciarlo è stato il Dipartimento sanitario della città, precisando che i due individui risiedevano nei pressi dell'aeroporto, dove due dipendenti sono deceduti a causa della malattia alla fine di agosto. Questi due casi portano a otto il numero di persone che hanno contratto la malaria e a tre il numero di decessi registrati nell'area dell'aeroporto dalla fine di agosto. Si tratterebbe della forma specifica della malattia che si sviluppa quando una
zanzara Anopheles
infetta viaggia in aereo da un'area endemica a una zona indenne e infetta gli esseri umani. I sintomi di questa malattia parassitaria includono mal di testa, nausea, febbre alta e brividi. Alla fine di agosto, sei dipendenti dell'aeroporto di Francoforte avevano contratto la malattia e due erano deceduti. I due nuovi casi annunciati oggi sono di pazienti risultati infetti pur "non avendo precedentemente viaggiato in un'area endemica per la malaria e non avendo lavorato in aeroporto", hanno spiegato le autorità sanitarie in un comunicato precisando che si tratta però di due persone che risiedono "nelle immediate vicinanze" dell'aeroporto di Francoforte, nel quartiere di Schwanheim.
"Dall'inizio della settimana, non sono stati segnalati altri casi di malaria al dipartimento di sanità pubblica", ha dichiarato il dipartimento, esortando i medici a "considerare la possibilità di un'infezione nei pazienti che presentano febbre inspiegabile, anche in assenza di viaggi in aree endemiche per la malaria". Questo vale "in particolare" per le persone che lavorano all'interno o nelle vicinanze dell'aeroporto, hanno sottolineato le autorità sanitarie.
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Fiere, Altomonte (Bocconi): “Cruciali, nuova parola d’ordine è gestione interdipendenze”
(Adnkronos) – "Sicuramente la globalizzazione sta cambiando, lo vediamo con i dazi di Trump, con tutte le tensioni in Medio Oriente, con la geopolitica che diventa una variabile importante nella determinazione dell'ordine globale. Però, anche se le grandi potenze vorrebbero un mondo più fratturato, più organizzato per aree di interesse geografico, non ce la fanno, perché 30 anni di globalizzazione ci hanno reso molto più interdipendenti tra di noi e quindi la nuova parola d'ordine è un po' quella della gestione delle interdipendenze”. Lo dice all'Adnkronos l'economista Carlo Altomonte, prorettore Sda Bocconi Sda Bocconi. “E per gestire queste interdipendenze – spiega – un ruolo chiave lo assumono quelle realtà geografiche o industriali o settoriali, come anche le fiere, che creano interconnessioni fondamentalmente”. “Gli attori che oggi riescono in qualche modo a sopravvivere – aggiunge Altomonte – e metto anche l'Italia tra questi, perché l'Italia tra i grandi Paesi europei è quella che sta continuando comunque a mantenere una quota di esportazione importante, ne sta approfittando per acquisire paradossalmente quota di mercato, sono Paesi che quindi riescono a gestire bene queste interconnessioni”. “Riescono a differenziare l'accesso al mercato, riescono a proporre un set di prodotti e un set di operatori economici che sono in grado di dialogare con diverse parti del mondo. Questa differenziazione, in qualche misura, in questa fase di transizione, è sicuramente un fattore chiave di successo”, conclude. “L’Italia ha per il 96% la sua struttura produttiva nella piccola e media impresa. Questo ovviamente è stato un fattore di debolezza, inutile nascondercelo, negli anni della globalizzazione dove quello che contava era l’efficienza, la scala e quindi la possibilità di spalmare i costi fissi su un volume di affari più ampio”. “Tuttavia, sappiamo anche che la piccola e media impresa ha dei vantaggi, in particolare la flessibilità, l’adattabilità, la capacità di organizzare più velocemente la propria offerta agli shock di mercato”, osserva. “In un contesto volatile, geopoliticamente fratturato come questo, evidentemente, da un certo punto di vista, l’approccio della media impresa, che poi è di fatto quella che sta tenendo in piedi l’esportazione italiana, sono circa un migliaio di imprese che da sole fanno più del 65% dell’export italiano, diventa un approccio vincente, a condizione che però gli si riduca il più possibile il costo fisso”. “Il costo fisso del contatto, il costo fisso dell’opportunità di scambio, di interrelazione – sottolinea Altomonte – e in questo senso le fiere hanno un ruolo fondamentale perché diventano il luogo in cui un’industria si confronta, si prende contatto, si capisce quali sono i trend del futuro, si relaziona rispetto a una controparte che altrimenti resta dietro un pezzo di carta e quindi incerta”. “Questo riduce il costo fisso della transazione e consente al nostro sistema di media impresa di continuare a performare bene come sta performando”, conclude. "Qual è il ruolo dell'intelligenza artificiale, della digitalizzazione nel promuovere gli scambi commerciali? Da un lato uno dice che attraverso la possibilità di incontrare la tua controparte in una teleconferenza dovresti essere più facilitato a ridurre l'incertezza e quindi migliorare lo scambio. Però noi sappiamo anche che la maggior parte della comunicazione tra due esseri umani in realtà è non verbale e lo schermo comunque è una componente di comunicazione non verbale e te la filtra”. “Ci sono diversi studi che dicono che, siccome nello schermo tu non riesci a distogliere lo sguardo dal tuo interlocutore e guardare intorno rispetto a quello che il tuo interlocutore sta tentando di comunicarti in un altro modo, fai più fatica per capire la comunicazione stessa”, osserva. “Ecco, forse la fiera toglie questa fatica. L'interazione interpersonale fa capire meglio l'altro, crea un legame di fiducia che facilita e migliora in qualche modo la relazione”, sottolinea Altomonte. “E quindi anche in un mondo di tensioni geopolitiche alla fine porta a una migliore organizzazione sia sociale che economica”, conclude.
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Brisbane 2032, ok al fiume dei coccodrilli: gare di canottaggio si faranno sul Fitzroy
(Adnkronos) –
Nemmeno la minaccia dei coccodrilli né lo storico rischio idrogeologico sono bastati a fermare il progetto.
Le competizioni olimpiche e paralimpiche di canottaggio e canoa velocità per i Giochi di Brisbane 2032 si disputeranno ufficialmente lungo il fiume Fitzroy. L'annuncio è arrivato direttamente dal premier del Queensland, David Crisafulli, dopo l'approvazione formale accordata dal Comitato Olimpico Internazionale e da World Rowing.
La decisione di puntare su Rockhampton — centro situato circa 600 chilometri a nord della capitale statale, e non nella regione meridionale della Gold Coast — ha superato una lunga scia di scetticismo. A preoccupare atleti e addetti ai lavori erano soprattutto la presenza stanziale dei coccodrilli di mare e l'imprevedibilità del corso d'acqua, già teatro di violente piene nel 2023 e della catastrofica inondazione del 2011, che causò 38 vittime. Le perplessità, formalizzate da diverse rappresentanze nazionali (tra cui Regno Unito e Germania) durante l'ultimo vertice della federazione mondiale, non hanno però scalfito i piani del comitato organizzatore. È stata respinta anche la petizione sottoscritta da 542 atleti — compreso il pluricampione olimpico Drew Ginn — che sollecitavano la costruzione di un impianto alternativo nel sud-est del Paese.
Crisafulli ha risposto alle obiezioni bollando le proteste come un'ingerenza delle "élite" ai danni del territorio locale, rivendicando la bontà tecnica del bacino: un tratto rettilineo di 2,7 chilometri capace di garantire abbondantemente i 2.000 metri standard richiesti dalle norme internazionali. Un'impostazione avallata infine anche dal presidente di World Rowing, Jean-Christophe Rolland, che ha confermato il semaforo verde attraverso una nota ufficiale.
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A Milano dal 6 all’8 ottobre torna il salone della Csr e dell’innovazione sociale
(Adnkronos) – Torna a Milano, dal 6 all’8 ottobre, Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale. Andare oltre è il tema dell’edizione 2026: un invito a cambiare prospettiva, superare le apparenze, valorizzare il confronto e contribuire, ciascuno con il proprio ruolo, alla soluzione dei problemi e al cambiamento. Gli eventi si svolgeranno in contemporanea in quattro “piazze” e in tre aule seminari all’Università Bocconi di Milano, in via Roentgen 1 (edificio Grafton). Sei le aree tematiche previste per il 2026: Vivere la comunità, Gestire le organizzazioni, Ridisegnare le relazioni, Rigenerare il pianeta, Ripensare la finanza, Rinnovare il mondo dello sport. Per partecipare al Salone della Csr e dell’innovazione sociale è necessario iscriversi sul sito del Salone, la partecipazione agli eventi è gratuita Per la prima volta il Salone dedica un percorso tematico allo sport. Rinnovare il mondo dello sport sarà uno spazio di confronto sullo sport come motore di inclusione, valore sociale e impatto positivo. Giusy Versace, atleta paralimpica e figura simbolo di resilienza e partecipazione, prenderà parte all’evento di apertura del Salone, il 6 ottobre alle 9:30, per sottolineare il ruolo dello sport nel generare cambiamento dentro e fuori dal campo. Per tutta la durata del Salone, l’installazione “Vox Pop IA” darà voce ai visitatori attraverso brevi video e parole chiave sui temi della sostenibilità. Grazie all’intelligenza artificiale, i contributi saranno restituiti in tempo reale in un racconto corale e partecipato del Salone. L’installazione artistica che ogni anno accoglie i visitatori all’ingresso del Salone, quest’anno sarà affidata al collettivo milanese Orticanoodles. Un gruppo di artisti realizzerà in diretta un’opera intitolata Look Beyond ispirata al tema di questa edizione. L’opera, divisa in pannelli, sarà poi donata ad alcune scuole milanesi. Il 6 ottobre alle 15 verranno comunicati i vincitori della quinta edizione del Premio Impatto, promosso dal Salone. I partecipanti iscritti per l’anno 2026 sono 107: 61 nel settore profit, 40 nel terzo settore e 6 nella Pubblica Amministrazione. Dopo il successo del 2025, tornano al Salone i Caffè con l’esperto, in programma ogni giorno dalle 13.30 alle 14. Francesco Perrini, Associate Dean for Sustainability di Sda Bocconi School of Management; Chiara Mio, professore ordinario presso la Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Matteo Pedrini, professore ordinario di Corporate Strategy presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, risponderanno alle domande del pubblico su specifici temi. Nelle tre giornate del Salone saranno attive le sessioni di orientamento del progetto Meet the CSR Leaders: 30 minuti di colloquio individuale con gli esperti presenti al Salone, dedicati a studentesse e studenti universitari, neolaureati e giovanissimi professionisti, prenotabili online. Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale è promosso da Università Bocconi, Sustainability Makers, Global Compact Network Italia, ASviS, Fondazione Sodalitas, Unioncamere, Koinètica.
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