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Napoli, allarme del procuratore Gratteri: “Mancano 10 gip, a Natale arriveremo a 2000 richieste di misure cautelari ferme”

(Adnkronos) – “A settembre erano ferme al gip 1300 richieste di misure cautelari, ad oggi sono 1590 ed entro Natale arriveremo a 2000. Servono almeno 10 giudici all’Ufficio Gip, altrimenti non reggono il ritmo della Procura”. A lanciare l’allarme è il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che ha parlato nel corso della conferenza stampa per illustrare i risultati di un’operazione condotta dalla squadra mobile della Questura di Napoli e dal commissariato di polizia di Pianura, con 28 arresti di tre clan diversi nel quartiere Pianura.  

“Ne ho già parlato a settembre – ha precisato Gratteri – ma i numeri continueranno ad aumentare perché stiamo lavorando bene, in particolare con la DDA dove ho aumentato il numero di magistrati. Da allora non ho registrato nessun cambiamento e di questo passo a dicembre avremo 2000 richieste di misura cautelare ferme al gip. Spero che qualcuno ci ascolti e faccia qualcosa”. 

Dalle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, ha condotto un’attività di polizia giudiziaria nei confronti di esponenti di tre clan di camorra nel quartiere Pianura. Personale della Squadra Mobile di Napoli, con l’ausilio del Commissariato Pianura, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di 28 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, traffico di stupefacenti, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco, vendita abusiva di armi da fuoco, aggravati dal metodo mafioso. 

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cronaca

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Il Milan ritrova l’Europa League, Amorim “Col Ferencvaros bisogna vincere”

MILANO (ITALPRESS) – “La partita con l’Inter è il passato, va dimenticata e bisogna pensare all’Europa League. E’ una partita molto importante e più che il risultato bisogna mantenere questa continuità che si è vista durante la gara con l’Inter. Dobbiamo ritrovarla anche domani, poco importa chi gioca, bisogna vincere, è una partita molto importante per i nostri obiettivi: vogliamo andare fino in fondo”. Ruben Amorim, dopo il successo nel derby, punta ad aggiustare anche la classifica del Milan in Europa League, fin qui gravata dalle sconfitte con Benfica e Bournemouth.

A San Siro arriva il Ferencvaros, “che non ha niente da perdere. E’ un avversario importante che ha già 9 punti e non ha mai perso in campionato, una squadra abituata a vincere, a prescindere dal contesto. Dovremo essere concentrati, umili e bravi nei dettagli”. Questo però non significa che ci saranno dei cambiamenti nell’undici titolare. “Detto che la partita più importante è la prossima, bisogna stare attenti con alcuni giocatori perchè abbiamo un programma importante alle spalle e non possiamo permetterci di perdere dei calciatori per le prossime gare. E’ una partita importante ma bisogna far ruotare un pò la rosa”, conferma Amorim.

E sulla differenza di rendimento fra serie A ed Europa League ribatte: “A volte bisogna fare delle scelte che possono cambiare il modo di giocare. Ad ogni modo, anche se abbiamo vinto l’ultima partita con l’Inter, dovremmo avere più punti in campionato. Possiamo fare meglio, sia in serie A che in Europa League, poi ogni partita ha la sua storia ma penso che possiamo cambiare le cose”.

Il tecnico portoghese è consapevole di avere fra le mani una squadra che è “capace di vincere qualsiasi partita e perdere qualsiasi partita: dipende dal nostro approccio, e a volte dall’avere o meno un pizzico di fortuna. Abbiamo però già un’identità perchè vogliamo dominare le partite, a volte ci riusciamo e altre no. Ma cerchiamo sempre di essere propositivi, la nostra identità è questa. Mi chiedete sempre quando renderemo al massimo ma non raggiungeremo mai il massimo, anche se vincessimo tutte le partite, perchè si può sempre migliorare – il pensiero dell’allenatore rossonero – Per esempio ci manca la capacità di spingere indietro gli avversari per creare più occasioni da gol, è il nostro problema più grande così come essere continui dentro la partita e farlo per più gare. Stiamo giocando meglio ma c’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto negli ultimi 30 metri”.

Nella ripresa contro l’Inter si è visto però un Milan “grande”, almeno per la sua capacità di controllare la partita. “Ripartire dal secondo tempo del derby? Ma non ci sarebbe stato se non ci fosse stato il primo, dove siamo andati in vantaggio – sottolinea ancora Amorim – Il nostro modo di controllare la partita nella ripresa è stato un altro punto perchè siamo migliorati nella comprensione del gioco ma per esempio, contro la Lazio, il secondo tempo è stato più intenso. Il derby, comunque, era solo una partita: durante la settimana, anche se giocavamo prima col Bologna, si parlava solo del derby ed è una mentalità da piccola squadra preoccuparsi solo delle partite importanti, tutte lo sono. Ecco perchè il Ferencvaros mi dirà tanto sulla mia squadra“.

E sul fatto di non essere apparso emozionato dopo il successo dell’Inter, Amorim replica: “Quando vinceremo lo scudetto o un titolo importante lo sarò, o forse nemmeno perchè starò già pensando al prossimo trofeo”.

In conferenza stampa con l’allenatore portoghese anche Koni De Winter, ormai diventato un giocatore imprescindibile. “Rispetto all’anno scorso mi sento più importante, sento la fiducia: è un bel momento della mia carriera – conferma – Sto bene, sia fisicamente che mentalmente, quando ci sono più partite devi essere sempre pronto a giocare. Il Ferencvaros? E’ una bella squadra, in fiducia, che sta andando molto bene ma faremo del nostro meglio cercando di non prendere gol”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Università degli Studi Link conferisce a Luca Beccari il premio ‘Eccellenza Economia, Salute e Società’

(Adnkronos) – L’Università degli Studi Link di Roma ha conferito il Premio di Eccellenza ‘Economia, Salute e Società’ a Luca Beccari, segretario di Stato per gli Affari Esteri, gli Affari Politici, la Cooperazione Economica Internazionale e la Transizione Digitale della Repubblica di San Marino. La cerimonia è avvenuta nell’ambito di un incontro che, davanti a una platea composta principalmente dai rappresentanti diplomatici di molti Paesi, ha visto protagonisti il presidente del Consiglio di Stato, Luigi Maruotti, che ha sottolineato dell’importanza di San Marino nel contesto internazionale, il viceministro italiano agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, che ha parlato delle relazioni bilaterali tra Italia e San Marino, e l’ambasciatore Giampiero Massolo, che ha fatto un inquadramento generale geopolitico con un focus sulle elezioni americane di midterm. 

L’Università degli Studi Link ha istituito il Premio di Eccellenza ‘Economia, Salute e Società’, per offrire un riconoscimento a eminenti personalità che si sono distinte per alti meriti nei campi dell’economia, della finanza, del management, del diritto, delle relazioni internazionali e della medicina. A fare gli onori di casa è stato il magnifico rettore della Link, Carlo Alberto Giusti, che ha spiegato: “Quest’anno assegniamo il Premio di Eccellenza al Segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino, Luca Beccari, per aver condotto fino alla firma l’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea. Firmato a Bruxelles il 19 ottobre scorso, l’accordo arriva dopo oltre undici anni di negoziato. Tenere aperta una trattativa così lunga e portarla a compimento richiede competenza, pazienza e un’idea chiara di ciò che si vuole difendere. Credo che questo premio non potesse trovare un destinatario più coerente con il suo nome. L’accordo parla di economia, perché apre a San Marino il mercato interno europeo, con le stesse regole e le stesse condizioni degli Stati membri, ma parla anche di salute, di società e di ambiente: norme che, prima di tutto, proteggono le persone”. 

Luca Beccari ha illustrato una relazione dal titolo “Le traiettorie di politica estera della Repubblica di San Marino tra percorsi di tradizione e nuove complessità”. “Questo Premio – ha commentato Beccari – è un riconoscimento alla Repubblica di San Marino, che ha saputo ottenere una visibilità a livello internazionale per la sua politica estera, basata sul concetto di neutralità attiva. Per noi neutralità non significa astensione, specie se si devono difendere i valori fondamentali, i principi del diritto internazionale e il multilateralismo, che va sostenuto costantemente”. In occasione della prima edizione il premio è stato assegnato ad Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, mentre nella seconda edizione è stato premiato Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli Ets. Per la terza edizione il Comitato Scientifico e il Senato Accademico dell’Università degli Studi Link hanno stabilito di conferire il premio a Luca Beccari per aver condotto fino alla firma lo storico Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea, che apre una nuova stagione di integrazione economica, cooperazione e sviluppo sociale, e per aver affermato, nella tradizione di una neutralità attiva, il ruolo di San Marino come attore di pace e di diritto nella comunità internazionale. 

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cronaca

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Clima, Marinali (Utilitalia): “Aggregare operatori più piccoli e unire forze di fronte a crisi”

(Adnkronos) – “Ormai non parliamo più di emergenza climatica, ma di una nuova normalità. Quest’anno si è registrato un aumento delle temperature medie ad agosto di 3,5 gradi. E la prima risorsa cui si guarda quando c’è una crisi climatica è l’acqua. Il settore ha fatto investimenti importantissimi per garantire la resilienza dei sistemi idrici, ma la logica è quella di garantire investimenti che consentano l’accumulo della risorsa idrica nei periodi in cui questa è più abbondante, quindi in autunno e in inverno, e poi il rilascio di questa risorsa nei periodi più carenti, quindi in estate”. Così Barbara Marinali, vicepresidente vicario di Utilitalia, ai microfoni dell’Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre. Investimenti “in un territorio italiano che è molto frammentato dal punto di vista delle gestioni idriche”, osserva.  

“Le gestioni idriche vengono in genere fatte da operatori molto piccoli a livello locale, specialmente al Sud. Quindi quello che noi promuoviamo è l’aggregazione, cioè cercare di crescere dimensionalmente in forme che poi saranno decise dai vari territori – sottolinea Marinali – Abbiamo siglato un patto molto importante, in occasione della recente assemblea del settore, che ci vede uniti nella resilienza con 65 firmatari”. Quanto ai fondi del Pnrr, Marinali evidenzi che “sono stati un’iniezione di liquidità per il settore che ci ha rimesso e ci ha concesso di portare gli investimenti a un livello estremamente elevato, in linea con quelli dell’Europa. Abbiamo investito oltre il 95% dei fondi stanziati, ora bisogna mantenere un livello di risorse costanti, anche piccolissime da parte pubblica”. 

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economia

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Innovazione, Smau Milano 2026 premia Sea Vision e PlanEat per welfare aziendale

(Adnkronos) – “La pausa pranzo al centro di un modello innovativo di welfare aziendale capace di coniugare benessere delle persone, lotta allo spreco alimentare e sviluppo tecnologico”. Con queste motivazioni, Sea Vision, azienda italiana leader nello sviluppo di sistemi di visione, software di tracciabilità e soluzioni di automazione per l’industria farmaceutica, ha ricevuto il premio innovazione a Smau Milano 2026, in corso presso Allianz MiCo, per il progetto che ha rivoluzionato la pausa pranzo realizzato in collaborazione con PlanEat, società benefit di Pavia che sviluppa soluzioni per la pianificazione alimentare di aziende, privati e mense scolastiche. 

Il riconoscimento – spiegano in una nota Sea Vision e PlanEat – premia un percorso di welfare alimentare avviato nel 2022 in occasione del trasferimento di Sea Vision nella attuale sede aziendale di Pavia, che conta circa 260 dipendenti, ed è priva di mensa interna. L’esigenza era ripensare il servizio dedicato alla pausa pranzo individuando una soluzione capace di superare i modelli tradizionali, come il buono pasto o la mensa, e di offrire ai dipendenti un’esperienza più flessibile, salutare e consapevole. Da questa necessità è nata la collaborazione con PlanEat che ha permesso di introdurre un ecosistema digitale integrato attraverso il quale i collaboratori programmano con anticipo i pasti selezionandoli tramite app o web app, accedono a menu e informazioni nutrizionali dettagliate, gestendo il proprio credito aziendale e beneficiando di un’offerta personalizzata. La piattaforma fornisce inoltre indicazioni sull’equilibrio nutrizionale del pasto, secondo i principi della dieta mediterranea, aiutando gli utenti a compiere scelte alimentari più consapevoli.  

Nel corso degli anni il progetto si è progressivamente evoluto, ampliando servizi e funzionalità per rispondere alle esigenze delle persone. Accanto alla gestione della pausa pranzo, sono stati introdotti pick-up point dedicati alla distribuzione della spesa personale ordinata tramite la stessa piattaforma, contenitori riutilizzabili per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e nuove iniziative dedicate al benessere alimentare come la fornitura quotidiana di frutta fresca. Più recentemente, il modello è stato esteso anche ai momenti di pausa durante la giornata lavorativa, includendo una nuova offerta dedicata al coffee break, con vending machine per caffè e snack integrate nello stesso ecosistema. 

L’innovazione del progetto risiede anche nella sua capacità di generare benefici ambientali concreti e monitorati. La piattaforma di pianificazione dei pasti permette di preparare solo il cibo effettivamente prenotato, riducendo lo spreco alimentare già in fase di produzione. Anche sul piano logistico, i pasti vengono consegnati in contenitori tracciati e riutilizzabili fino a 200 volte, che vengono ritirati dopo il consumo, evitando il ricorso a contenitori monouso. I risultati ottenuti hanno consentito a Sea Vision di integrare nel proprio percorso Esg indicatori concreti e misurabili. Secondo le stime della piattaforma PlanEat, dal 2022 a oggi il progetto ha evitato lo spreco di oltre 15.000 kg di cibo rispetto a un servizio di ristorazione tradizionale. A questo cibo non sprecato è associata un’impronta di quasi 40.000 kg di CO₂ equivalente e di oltre 9 milioni di litri d’acqua. 

“Questo premio conferma il valore di un percorso costruito insieme nel tempo, che ha saputo trasformare una necessità organizzativa in un progetto di welfare innovativo e sostenibile – dichiara Paolo Marangolo, Hr manager di Sea Vision – Marchesini Group- Fin dall’apertura della nostra sede di Pavia abbiamo scelto di costruire insieme a PlanEat un servizio capace di coniugare benessere delle persone, qualità dell’esperienza aziendale e attenzione all’ambiente. In questi anni la partnership si è consolidata e ha accompagnato la crescita della nostra organizzazione, diventando un elemento distintivo delle nostre politiche di welfare. Questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi perché premia una visione condivisa e dimostra come una collaborazione strategica e duratura possa generare valore concreto per i collaboratori, per l’azienda e per il territorio”. 

“Per noi questo è il riconoscimento di una collaborazione pluriennale che ha saputo trasformare un’esigenza quotidiana in un’opportunità di innovazione concreta – dichiara Nicola Lamberti, fondatore di PlanEat – Ci rende particolarmente orgogliosi perché dimostra come l’innovazione possa nascere dalla capacità di rispondere in modo nuovo a un bisogno diffuso nelle aziende, come quello della pausa pranzo. Insieme a Sea Vision abbiamo sviluppato una visione condivisa, in cui il pranzo diventa parte integrante delle politiche di welfare aziendale. In questo modello, ogni pasto rappresenta un’occasione concreta per generare valore per le persone, per l’azienda e per il territorio”. 

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economia

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Energia, Dell’Acqua (Arera): “Autosufficienza per ridurre vulnerabilità crisi geopolitiche”

(Adnkronos) – “Bisogna proseguire con le pianificazioni, con il Pniec, che dicono che tra due o tre anni avremo un’autosufficienza energetica maggiore di quella che si ha oggi e gli sbalzi dovuti alla geopolitica ci influenzeranno meno. Occorre andare avanti con le infrastrutture sulle alternative (solare, eolico, idrico, etc.): non è solo una giusta necessità ecologica, ma una necessità di autosufficienza. Materie che possiamo produrre in casa e il mix energetico potrà equilibrare eventuali altri momenti geopolitici, come quello odierno. Dobbiamo andare avanti con gli investimenti infrastrutturali e investire ancora sul gas, anche se sappiamo perfettamente che ha un limite, ma nei prossimi vent’anni ci serve anche il gas e quindi teniamo le nostre infrastrutture al meglio”. Così Nicola Dell’Acqua, presidente di Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), ai microfoni dell’Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre. 

Nel quadro di tensioni geopolitiche, “abbiamo attivato l’unità di vigilanza energetica e cercato nel nostro piccolo di mantenere fermi i costi per far sì che agli utenti possano essere almeno sgravati gli oneri di sistema senza aumentarli”, spiega Dell’Acqua. Quanto alle prospettive dei prossimi mesi, il presidente di Arera non vede un cambio di scenario e ricorda che “le politiche per il riempimento dei nostri serbatoi di gas naturale sono iniziati ad aprile quando altri paesi non lo hanno fatto. Siamo abbondantemente sopra il 90%, quindi la buona notizia è che comunque vada, l’Italia ha il serbatoio di gas necessario per l’inverno, la cattiva notizia è legata alla volatilità dei prezzi, ma su questo vediamo cosa succede”.  

Quanto alle bollette, il presidente di Arera dice che un gran numero di persone ancora non conosce bene i loro consumi, “cambiati tantissimi negli ultimi anni”, e che dal primo di aprile si entrerà nel mercato libero. “Arera ha attivato il portale dei consumi, dove ogni utente può vedere i suoi consumi, vedere le sue statistiche, capire quanto consuma. E su questo farsi un’idea di quello che potrebbe essere il mercato libero dal primo di aprile e scegliere l’offerta più idonea per sé”, sottolinea invitando i media a sensibilizzare rispetto a questo momento di passaggio.  

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cronaca

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Costa (Ieg): “Come organizzatori di Ecomondo diamo l’esempio sui temi green”

(Adnkronos) – “Come organizzatori di Ecomondo, questa è la 29esima edizione, sentiamo anche l’onere morale di dare l’esempio sui temi della sostenibilità, della circolarità economica e dell’efficienza energetica. Il nostro quartiere ha un sistema di riciclo delle acque pionieristico che non spreca nulla di quello che va nelle nostre fontane e nell’utilizzo quotidiano della fiera, poi, impiegato per l’irrigazione”. Così Carlo Costa, Chief Corporate Officer Italian Exhibition Group, durante la diretta Adnkronos da Ecomondo.  

“Abbiamo un impianto fotovoltaico sul tetto che sarà oggetto di un progetto importante di revamping insieme ad un privato per incrementare la produzione di energia e soprattutto lo scambio sul posto che quindi evita le dispersioni elettriche, aumenta l’efficienza e per noi ha anche un bell’impatto sulla bolletta a fine trimestre che di questi tempi non è cosa da poco”, continua.  

Inoltre, “stiamo completando l’efficientamento di tutto il sistema di illuminazione del nostro quartiere qui a Rimini, ma anche della sede che abbiamo a Vicenza. Sono altri 80mila metri quadri espositivi sul quartiere di Vicenza. Anche lì c’è tutto un processo di sostituzione di impianti ormai obsoleti con altri efficienti che consumano meno. Come società quotata abbiamo un report di sostenibilità che illustra il nostro impegno sia sui temi ambientali ma anche su quelli sociali e della trasparenza”. 

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Ispra a Ecomondo, le strategie per rigenerare i suoli e proteggere il mare

(Adnkronos) – Ripristino ambientale e tutela del mare. Ispra porta a Ecomondo il suo ruolo nel panorama della ricerca e delle competenze ambientali e il suo impegno nel promuovere la conoscenza scientifica a supporto della transizione ecologica. L’edizione 2026 del Rapporto sul Consumo di suolo in Italia, il lavoro curato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), quest’anno non misura soltanto il fenomeno ma rende disponibile anche una prima mappatura nazionale di suolo potenzialmente recuperabile. Stando ai dati, con oltre 2.100 kmq di superfici disponibili l’Italia può iniziare a recuperare terreno e realizzare nuovi spazi verdi urbani, depavimentare e limitare il consumo di suolo che, nel 2025, ha segnato il record, avanzando di altri 102 kmq a un ritmo superiore a 3 mq al secondo, pari a oltre 280mila metri quadrati al giorno.  

“Quello che riusciamo a fare noi è riportare all’interno di un rapporto un dato che oggi vede la crescita di consumo del suolo e dare un indirizzo per poter ripristinare un percorso grazie anche alle nuove tecnologie – ha detto Maria Alessandra Gallone, presidente dell’Ispra e di Snpa, durante la diretta trasmessa dall’Adnkronos da Ecomondo – Il tema della rigenerazione è la parola chiave. Bisogna cercare di utilizzare ciò che già c’è, ciò che è costruito male e fare in modo di farlo diventare edificio rigenerato”. 

Dal territorio al mare con il progetto Pnrr Marine Ecosystem Restoration (Mer) grazie al quale sono stati “raggiunti moltissimi risultati”. “Il primo è la nave oceanica che solcherà i nostri mari – ha detto – Abbiamo costruito una nave oceanica che è un laboratorio galleggiante attraverso la quale noi tuteleremo le nostre coste e i nostri fondali. A bordo ogni tipo di strumentazione per andare in profondità fino a 4000 metri ed esplorare le montagne sottomarine. Abbiamo realizzato anche il progetto sulle reti fantasma che andavano ad alterare gli ecosistemi”. Insieme al ripascimento delle ostriche, alla ripiantumazione della Posidonia e al monitoraggio delle coste per attività di prevenzione.  

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Ladri di antichità e crimini contro l’arte, a Catania l’incontro promosso da Icom Sicilia

CATANIA (ITALPRESS) – Il traffico illecito di beni culturali, i furti di opere d’arte e la sicurezza dei musei sono questioni centrali per la tutela del patrimonio e la salvaguardia della memoria collettiva. In occasione della Giornata Internazionale UNESCO contro il traffico illecito di beni culturali, il Coordinamento regionale ICOM Sicilia promuove l’incontro “Ladri di antichità. Crimini contro l’arte e sicurezza nei musei”, in programma il 12 novembre, alle 16, presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.

L’incontro si svolge in una giornata particolarmente significativa anche per il consolidamento dei rapporti tra ICOM Sicilia e l’Accademia di Belle Arti di Catania. In questa occasione viene formalizzato l’accordo tra le due istituzioni che stabilisce presso la sede dell’Accademia, in via Raimondo Franchetti 5, la sede del Coordinamento regionale ICOM Sicilia per il triennio 2026-2028.

L’intesa, si legge in una nota, rappresenta un passaggio importante per rafforzare la presenza di ICOM sul territorio e consolidare una collaborazione stabile con un’istituzione di alta formazione artistica, favorendo lo sviluppo di attività di ricerca, formazione, aggiornamento professionale e divulgazione sui temi della tutela, della valorizzazione e della gestione del patrimonio culturale.

La sede diventerà un punto di riferimento per la rete dei musei e dei professionisti siciliani, favorendo il dialogo tra istituzioni culturali, università, organismi di tutela e comunità professionali. L’incontro è introdotto dai saluti di Antonella Pinna, Presidente ICOM Italia. Intervengono Luca Zamparo, Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Musei, legalità e territorio” di ICOM Italia; Federica Sacco, Gruppo di Lavoro “Prevenzione, Sicurezza ed Emergenza” di ICOM Italia; Fabio Isman, giornalista e scrittore; Serena Epifani, archeologa e giornalista, direttrice di The Journal of Cultural Heritage Crime.

Saranno inoltre presenti Simona Modeo e Serena Raffiotta, archeologhe e curatrici del volume “Ladri di antichità II. Il mercato clandestino di reperti archeologici e di opere d’arte in Italia: traffici illeciti e leciti recuperi” (Lussografica, 2026). Modera Laura Barreca, Coordinatrice regionale ICOM Sicilia e docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania.

La recente vicenda del furto delle opere di Antonello da Messina ha riportato l’attenzione pubblica sulla vulnerabilità del patrimonio culturale e sulla necessità di rafforzare le strategie di prevenzione, i sistemi di sicurezza e la collaborazione tra istituzioni culturali, forze investigative, studiosi e professionisti del settore. Il tema si inserisce in un quadro più ampio, che coinvolge le reti del mercato clandestino, le dinamiche delle archeomafie e le criticità normative e operative che interessano la protezione dei beni culturali. L’incontro prende spunto dal volume Ladri di antichità II.

Il mercato clandestino di reperti archeologici e di opere d’arte in Italia: traffici illeciti e leciti recuperi, curato da Simona Modeo e Serena Raffiotta. Dopo avere indagato, in una precedente pubblicazione (Ladri di antichità I, Lussografica, 2020), il mercato clandestino dei reperti archeologici e delle opere d’arte in Sicilia, le due archeologhe ampliano lo sguardo alla dimensione nazionale del fenomeno, approfondendo il rapporto tra criminalità, tutela e sicurezza, ma anche il ruolo dell’educazione al patrimonio. Il volume riunisce trenta contributi dedicati a casi di studio, esperienze investigative, pratiche di recupero e iniziative educative e formative, offrendo strumenti per comprendere la complessità dei traffici illeciti e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nella tutela.

Il confronto riunirà rappresentanti di ICOM Italia, giornalisti, studiosi e professionisti impegnati nella tutela del patrimonio culturale, con l’obiettivo di promuovere una riflessione condivisa sulle misure di prevenzione, sulla gestione del rischio e sul ruolo dei musei nella costruzione di una cultura della legalità. L’iniziativa si inserisce nell’attività del Coordinamento regionale ICOM Sicilia volta a rafforzare il dialogo tra istituzioni museali, università, organismi di tutela e comunità professionali, promuovendo la circolazione di competenze e la costruzione di reti territoriali sui temi della sicurezza e della responsabilità pubblica nei confronti del patrimonio culturale.

-Foto locandina evento ufficio stampa ICOM Sicilia-
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Petruzzelli (Lampada Aladino): “Cure oncologiche siano uguali per tutti, indipendentemente dal territorio”

(Adnkronos) – “Anche in oncologia l’innovazione è viva e sta cambiando la quantità e la qualità della vita. Per noi pazienti, però, è fondamentale che i nuovi trattamenti arrivino in tempi rapidi e certi e che l’accesso alle cure non dipenda dal codice di avviamento postale. Non possiamo accettare che la qualità e la quantità delle cure siano condizionate dal territorio in cui si vive”. Lo ha detto Davide Petruzzelli, presidente di La Lampada di Aladino Ets e vicepresidente Favo, all’incontro ‘Generare innovazione. Creare salute’, a Roma, durante il quale sono stati annunciati i progetti vincitori della quinta edizione dei Bandi Gilead. 

Petruzzelli ha indicato tra le priorità anche il passaggio da una logica di prestazione sanitaria a una vera presa in carico della persona. “In oncologia si parla sempre più di cronicità e questo richiede un approccio diverso: non dobbiamo limitarci alla cura dell’organo, della cellula o delle mutazioni. Dietro ogni trattamento ci sono persone, giovani e anziani, che lavorano o non lavorano e che hanno bisogni che vanno oltre la dimensione strettamente sanitaria. È questa la prospettiva in cui misurare il valore reale dell’innovazione”.  

Sul fronte delle politiche sanitarie, il rappresentante delle associazioni pazienti ha richiamato la necessità di rendere operative le misure già previste. “Non servono nuovi documenti: bisogna dare attuazione a ciò che abbiamo già scritto. Il Piano oncologico nazionale 2023-2027 è in gran parte ancora inattuato, così come ci sono documenti e accordi sull’oncologia territoriale, sul ruolo delle associazioni dei pazienti e sulla Rete nazionale dei tumori rari. Chiediamo semplicemente che tutto questo venga tradotto nella vita reale delle persone malate”. 

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cronaca

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