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Caldo, la direttiva del sindaco di Palermo Lagalla: “Scuole comunali chiuse in caso di ‘bollino rosso’”

PALERMO (ITALPRESS) – Garantire la massima tutela della salute e dell’incolumità degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie per l’inizio del nuovo anno scolastico di fronte alla possibilità di intensificarsi di eventi climatici estremi. Con questo obiettivo il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha firmato una direttiva che è stata trasmessa ai vertici dell’Istruzione cittadina e metropolitana e al Provveditore degli studi di Palermo.

Il provvedimento stabilisce linee di indirizzo. In particolare, con una eventuale presenza di un avviso di allerta climatica di livello “bollino rosso”, sarà prevista la sospensione delle attività didattiche e la chiusura temporanea dei plessi scolastici comunali. Faranno eccezione esclusivamente quegli istituti nei quali i Dirigenti scolastici attestino la presenza di impianti di climatizzazione adeguati e perfettamente funzionanti.

Per garantire la continuità del calendario scolastico anche nelle giornate con “bollino rosso”, le scuole avranno la facoltà di attivare la didattica a distanza. Contestualmente, l’Amministrazione comunale ha disposto la predisposizione di un piano tecnico ed economico a lungo termine per potenziare gli impianti di condizionamento in tutte le strutture scolastiche della città, valutando al contempo soluzioni temporanee di mitigazione della temperatura per far fronte nell’immediato ai periodi più caldi.

“La sicurezza e il benessere dei nostri studenti, delle loro famiglie e di tutto il personale scolastico sono una priorità assoluta – afferma il sindaco Roberto Lagalla -. Di fronte alla possibilità di eventi climatici estremi, non possiamo permetterci di attendere che l’emergenza si manifesti: dobbiamo essere pronti ad agire prima, con decisioni chiare e tempestive. Questa direttiva stabilisce un principio preciso: quando le condizioni climatiche rappresentano un rischio concreto per la salute e l’incolumità delle persone, la tutela viene prima di tutto. È una scelta di responsabilità – conclude il primo cittadino -, che mette al centro la sicurezza di chi ogni giorno vive la scuola”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Due giovani morti durante la cronoscalata del Monte Erice, il pilota è risultato negativo agli esami tossicologici

TRAPANI (ITALPRESS) – Il pilota Marco Nicoletti è risultato negativo al test tossicologico disposto dalla Procura di Trapani in seguito all’incidente stradale avvenuto, domenica scorsa, durante la cronoscalata del Monte Erice, provocando la morte di due giovani spettatori Giuseppe Bisconti e Karol Greco di 18 e 20 anni, entrambi di Belmonte Mezzagno. Nell’incidente il pilota ha riportato ferite non gravi. Il suo nome è finito nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è di omicidio stradale.

La Procura ha anche disposto l’autopsia sui corpi delle due vittime. Nell’incidente è rimasto gravemente ferito anche il commissario di percorso Mario Marchese, di Monreale, che si trova ricoverato all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Controlli straordinari dei Carabinieri nel Trapanese, 4 fermi per droga

TRAPANI (ITALPRESS) – Controlli straordinari a Marinella di Selinunte dopo le violente aggressioni avvenute nei giorni scorsi e che avevano portato all’arresto di alcuni cittadini extracomunitari. Nel corso dell’operazione, i Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano, insieme ai militari della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento “Sicilia” e con il supporto dei Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno arrestato in flagranza quattro persone, anch’esse di nazionalità extracomunitaria, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata nell’ambito di un mirato servizio di controllo del territorio predisposto proprio dopo gli episodi di violenza che avevano interessato la località balneare.

Durante una perquisizione eseguita dai militari all’interno della struttura dove i quattro avevano il domicilio, sono stati trovati cinque panetti di hashish e denaro contante per 530 euro. Droga e soldi erano stati nascosti all’interno di un materasso utilizzato dai quattro. Lo stupefacente e il denaro sono stati sequestrati, mentre i quattro sono stati condotti davanti al giudice per l’udienza di convalida. Al termine dell’udienza, per tre di loro è stata disposta l’immediata liberazione. Per il quarto, invece, il giudice ha applicato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e dell’obbligo di dimora nel Comune di Castelvetrano.

– foto ufficio stampa Carabinieri Trapani –

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L’Ungheria espelle 10 diplomatici russi, “attività inaccettabili”

BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Il ministero degli Esteri dell’Ungheria ha disposto l’espulsione di 10 membri dello staff dell’ambasciata russa a Budapest. Lo ha reso noto la ministra degli Esteri ungherese, Anita Orban, su X. “Su mia indicazione, martedì il funzionario competente del ministero degli Affari esteri ha informato l’ambasciatore russo in Ungheria che, secondo la valutazione delle autorità ungheresi, 10 membri della missione russa si sono resi responsabili in Ungheria di attività inaccettabili per i diplomatici ai sensi della Convenzione di Vienna”, ha scritto la ministra. “La parte ungherese ha pertanto chiesto alle persone in questione di lasciare l’Ungheria. Questa decisione tutela la sicurezza e la sovranità dell’Ungheria e non implica l’interruzione delle relazioni diplomatiche con la Russia. L’Ungheria intende proseguire il necessario dialogo, basato sul rispetto reciproco e sull’osservanza delle regole”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto Ipa Agency-

Rubati 4 dipinti di Renoir dal Museo a Cagnes-sur-Mer: valgono 9 milioni di euro, caccia ai ladri

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(Adnkronos) – Il Museo Auguste Renoir di Cagnes-sur-Mer (Alpi Marittime francesi) è stato svaligiato nelle scorse ore da almeno due persone. Lo riporta Le Parisien, secondo cui sono stati rubati almeno quattro dipinti, tra cui uno successivamente abbandonato e ritrovato. Secondo il quotidiano francese, i due responsabili del furto sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza mentre tagliavano dei quadri. Il furto è stato effettuato – secondo quanto ricostruito – questa mattina intorno alle 6.  "Identificati grazie alle telecamere di videosorveglianza della città, i due individui sono fuggiti, abbandonando uno dei quadri rubati durante la fuga", ha spiegato il sindaco Bryan Masson in una dichiarazione, stimando il valore delle opere rubate in 9 milioni di euro. La procura di Grasse ha aperto un'indagine. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meteo, quando finisce il caldo record 2026: temperature giù di 8 gradi e temporali in arrivo

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(Adnkronos) –
Il caldo record dell’estate 2026 sta per finire. La lunga fase subtropicale che ha dominato l’Italia nelle ultime settimane è ormai agli sgoccioli: una perturbazione atlantica è pronta a riportare aria più fresca, con un calo delle temperature fino a 8 gradi e il ritorno di temporali e piogge. Il cambiamento inizierà già nelle prossime ore al Nord-Ovest e si estenderà progressivamente al resto d’Italia nei giorni successivi. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che oggi, martedì 8 settembre, rappresenterà l'ultima vera resistenza canicolare: al Nord si toccheranno ancora punte di 35°C, mentre al Centro-Sud i termometri segneranno picchi di 36-37°C. L'esempio perfetto di questo imminente sbalzo sarà Milano: dai 33°C di martedì, la città scenderà a soli 26°C mercoledì.  
Entro il fine settimana tutta l'Italia tornerà a respirare con massime ovunque sui 28-30°C, un valore che solo poche settimane fa rappresentava la temperatura minima notturna in Sardegna, Sicilia e lungo le coste tirreniche. Questa nuova configurazione atmosferica porterà però con sé il rischio di precipitazioni intense: l'impatto dell'aria fresca atlantica su un territorio che registra ancora un'anomalia termica di +7°C, unito a mari italiani più caldi di 4°C rispetto alla media settembrina, fornirà un'enorme quantità di energia per lo sviluppo di rovesci e temporali di forte intensità.  Le piogge inizieranno già dalla sera di martedì tra Liguria di Levante, Lombardia e Alpi. Mercoledì e giovedì la perturbazione coinvolgerà in modo più intenso e diffuso il resto del Nord, estendendosi venerdì alle regioni centrali. In questa prima fase, il Sud Italia sarà perlopiù risparmiato dai fenomeni più abbondanti, poi dal weekend il peggioramento interesserà anche il meridione. Ma dopo le piogge e il calo termico, cosa succederà? Tornerà il gran caldo? Al momento, i modelli indicano che non avremo una tregua passeggera, ma una rinfrescata duratura: sebbene le proiezioni non escludano qualche punta simil-estiva al Meridione fino a metà mese, potremo iniziare a mettere via i ventilatori. Torneremo a dormire sereni, spegneremo l'aria condizionata e potremo spalancare le finestre a tutte le ore, ritrovando una normalità atmosferica che attendevamo ininterrottamente da quasi quattro mesi. 
NEL DETTAGLIO
 
Martedì 8. Al Nord: sole e caldo; qualche rovescio sulle Alpi e in tarda serata fin verso le pianure occidentali e poi del Triveneto. Al Centro: soleggiato con rovesci sull’Appennino. Al Sud: sole e caldo. 
Mercoledì 9. Al Nord: instabile con piogge e temporali. Al Centro: rovesci e temporali nell’interno e in Toscana, meglio altrove. Al Sud: sole prevalente, instabilità sui rilievi. 
Giovedì 10. Al Nord: instabile con piogge e temporali. Al Centro: rovesci e temporali. Al Sud: ultimo giorno di stabilità atmosferica. 
Tendenza: perturbazione in spostamento verso Sud e calo termico generale. 
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Il Canada sfida Trump: scattano i dazi contro gli Usa

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(Adnkronos) – La guerra commerciale tra Canada e Stati Uniti torna a infiammarsi. Da oggi, martedì 8 settembre, sono entrati in vigore i nuovi dazi canadesi su circa 20 miliardi di dollari di beni importati dagli Stati Uniti, una risposta diretta alle tariffe introdotte dall'amministrazione di Donald Trump. Le nuove misure prevedono aliquote del 15%, 25% e 50% e interessano circa 700 prodotti, tra cui acciaio, latticini, elettrodomestici, abbigliamento, cosmetici, apparecchiature elettroniche e attrezzature agricole. Mentre sono stati rimossi alcuni prodotti ittici dall'elenco iniziale. Ottawa ha scelto una strategia di risposta "dollaro per dollaro", cercando di replicare l'impatto delle misure americane.  Il primo ministro canadese Mark Carney ha trasformato la disputa commerciale in una questione che va oltre i semplici dazi. Secondo il governo di Ottawa, le richieste americane rischiano di mettere sotto pressione alcuni dei settori industriali più importanti del Paese e di limitare la capacità del Canada di decidere autonomamente la propria politica economica. I negoziati tra Ottawa e Washington si sono interrotti ad agosto dopo che il governo canadese ha ritenuto le nuove condizioni americane troppo onerose e incompatibili con gli interessi nazionali. Carney ha ribadito che il Canada non è disposto a sacrificare la propria sovranità, la propria cultura o gli interessi delle industrie strategiche per raggiungere un accordo. La risposta di Donald Trump non si è limitata ai dazi. Il presidente americano ha minacciato di impedire alla canadese Bombardier di vendere i propri aerei negli Stati Uniti se l'azienda non aumenterà la produzione sul territorio americano. Il presidente americano sostiene che, se le aziende canadesi vogliono continuare ad avere accesso al mercato statunitense, dovrebbero aumentare la produzione direttamente negli Usa. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Affitti brevi nel mirino dell’Ue, arriva l’Affordable Housing Act

ROMA (ITALPRESS) – Bruxelles si prepara a presentare l’Affordable Housing Act, un regolamento che darebbe ai Comuni europei il potere di limitare gli affitti brevi nelle aree di “stress abitativo”. Una norma, scrive idealista News in un articolo sul tema, che “penalizzerebbe l’Italia a causa dei parametri imposti, che potrebbero colpire quasi tutte le destinazioni turistiche a prescindere dal reale peso delle locazioni brevi, che rappresentano appena l’1,3% del patrimonio immobiliare. A rischio mezzo milione di famiglie e l’intero indotto del settore”. Operatori e associazioni di categoria chiedono di correggere i parametri e di subordinare qualsiasi restrizione ai privati alla previa valorizzazione del patrimonio pubblico sfitto.
Nei prossimi giorni – probabilmente il 9 settembre – Dan Jorgensen, Commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, dovrebbe presentare l’Affordable Housing Act, un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale. Il testo darebbe alle autorità locali – nazionali, regionali e comunali – una procedura comune per limitare gli affitti brevi e l’acquisto o l’uso di immobili non adibiti a prima residenza nelle cosiddette “aree di stress abitativo”.
Il cuore del meccanismo è un parametro definito dall’articolo 6: un’area è considerata in stress abitativo se il rapporto tra il prezzo medio degli immobili e il reddito medio dei residenti è pari o superiore a 8, in crescita da almeno 10 anni e senza prospettive di miglioramento nei successivi tre. Superata questa soglia, i sindaci avrebbero facoltà di introdurre restrizioni alle locazioni brevi nel proprio territorio, anche a scala sub-comunale – quartieri, centri storici, singoli distretti. L’adozione definitiva, attraverso la procedura legislativa ordinaria che coinvolge Parlamento europeo e Consiglio, non è attesa prima del 2028.
Il punto più critico, secondo la nota tecnica del presidente di AIGAB Marco Celani, è che il parametro appare oggettivo ma non tiene conto delle profonde specificità italiane. In Italia il reddito ai fini IRPEF è individuale, non familiare come in altri Paesi europei, e i redditi medi dichiarati sono storicamente bassi. Il risultato è che la soglia di 8 verrebbe superata in quasi tutte le principali destinazioni turistiche e nei centri storici italiani, a prescindere dal reale peso degli affitti brevi sul mercato locale.
Eppure i numeri raccontano un’altra storia: gli affitti brevi rappresentano appena l’1,3% del patrimonio immobiliare italiano, a fronte di 9,6 milioni di case vuote su 25,2 milioni di abitazioni totali. Nelle grandi città lo sfitto si attesta tra il 15 e il 20%, mentre gli affitti brevi, anche nei momenti di picco, non superano il 5%. “Come può esserci stress abitativo dovuto agli affitti brevi dove questi pesano l’1,3% a fronte del 29% di abitazioni vuote?”, si chiede Celani.
A questo si aggiunge un problema di dati: la fonte ufficiale indicata dal Regolamento per i valori immobiliari – Mapadomo – non è pubblica e copre solo l’intera area comunale. Le restrizioni, tuttavia, potrebbero essere applicate a scala sub-comunale sulla base di studi scelti localmente, senza standard metodologici condivisi. Di fatto, osserva AIGAB, “i sindaci potrebbero limitare gli affitti brevi facendo riferimento a studi selezionati in base al risultato già preferito dall’amministrazione”.
Le potenziali ricadute sull’Italia sono rilevanti. Mezzo milione di famiglie ha investito nelle locazioni brevi e potrebbe vedersi ridotta una fonte di reddito o spinta verso il sommerso. L’intero ecosistema collegato – property manager, società di pulizie, servizi agli immobili, piattaforme software, indotto delle case vacanze – rischierebbe un colpo difficilmente recuperabile. Sul piano macroeconomico, una contrazione dell’offerta di posti letto turistici avvantaggerebbe altri Paesi europei, con effetti negativi sul turismo e sulla bilancia dei pagamenti.
C’è poi un effetto potenzialmente depressivo sull’intero comparto immobiliare, sottolinea idealista News: “in molte aree del Paese il valore degli immobili è sostenuto dalla loro capacità di produrre reddito. Se gli affitti brevi venissero limitati, quelle proprietà avrebbero valore solo per chi le abita come prima casa – una domanda che in larga parte del territorio nazionale è insufficiente”.
Un ulteriore nodo riguarda la proporzionalità: il meccanismo previsto dall’articolo 10 non include alcun obbligo per le amministrazioni di verificare preventivamente l’entità dello sfitto locale nè di valorizzare il patrimonio pubblico inutilizzato prima di limitare quello privato. Nonostante la Commissione stimi che circa il 20% delle abitazioni UE sia inutilizzato, questo dato non entra in alcun modo nella valutazione.
Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e CEO di Apartments Florence, mette in guardia dal rischio di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato: “Il problema della casa è reale, ma non si risolve stabilendo per legge come un proprietario debba utilizzare il proprio immobile. Pensare che vietando una destinazione d’uso un immobile diventi automaticamente un affitto residenziale è un errore”.
L’esempio di Firenze – città che ha già adottato misure restrittive sulle locazioni turistiche – è emblematico: “Agli immobili ai quali viene tolta la possibilità di essere destinati alle locazioni turistiche non corrisponde necessariamente una domanda sufficiente di affitto lungo periodo. Il risultato può essere che quelle case rimangano vuote o vengano vendute. Se non c’è convenienza a investire nel mercato immobiliare, non investirà quel proprietario e non investiranno altri”.
La proposta alternativa del settore punta su tutele contro la morosità, incentivi fiscali, certezza delle regole, recupero degli immobili sfitti e più edilizia sociale, oltre a interventi strutturali su salari e potere d’acquisto: “La casa disponibile non si crea con un divieto: si crea aumentando l’offerta e rendendo sostenibile l’investimento”.
Più netto Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: “La bozza di regolamento UE sulla casa è inaccettabile. Si tratta di un testo gravemente lesivo della libertà contrattuale e del diritto di proprietà, che arriva persino a consentire limitazioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale. E’ un esercizio di dirigismo in purezza, predisposto da funzionari lontani dalla realtà, che confidiamo non veda mai la luce”.
Il settore non si limita a criticare ma avanza richieste concrete. AIGAB chiede di correggere il parametro di riferimento – alzando la soglia da 8 ad almeno 12 o introducendo un fattore di aggiustamento basato su dati Istat e Banca d’Italia – e di sostituire Mapadomo con una fonte pubblica e verificabile per i prezzi immobiliari. Sul piano probatorio, la proposta è di innalzare l’onere della prova a un effetto “significativo e prevalente” degli affitti brevi rispetto agli altri fattori di domanda, rendendo necessario dimostrare il nesso causale tra locazioni brevi e aumento dei prezzi, anzichè darlo per scontato.
Si chiede inoltre di rendere vincolante la verifica preventiva del tasso di sfitto come condizione di proporzionalità: nessuna restrizione ai privati dovrebbe essere possibile finchè il patrimonio pubblico inutilizzato non viene prima mobilizzato. Infine, AIGAB chiede il riconoscimento esplicito della figura del property manager professionale già registrato con CIN, per evitare che il criterio di “scala commerciale” previsto dall’articolo 10 penalizzi indiscriminatamente gli operatori conformi che hanno effettuato investimenti nel settore.
L’iter è ancora lungo, e le ordinanze già in vigore a Firenze, Venezia, Bologna, Roma, Napoli e Rimini restano valide nel frattempo. Ma il segnale che arriva da Bruxelles è chiaro, e il settore è già in moto per farsi sentire prima che il testo diventi definitivo.

– Foto IPA Agency –

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Emma Bonino ricoverata, notte tranquilla in terapia intensiva: atteso il bollettino medico

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(Adnkronos) – Notte tranquilla per Emma Bonino. La storica leader radicale da ieri pomeriggio è ricoverata nel reparto di Terapia intensiva del Santo Spirito di Roma, dove i medici stanno monitorando le sue condizioni dopo la crisi respiratoria che ha reso necessario il ricovero. "E' in corso la misurazione dei parametri dopo la notte" fanno sapere all'Adnkronos dal suo staff, sottolineando che "la situazione resta tranquilla" e che "in mattinata verrà emesso un bollettino medico ufficiale". Bonino era arrivata al pronto soccorso del Santo Spirito intorno alle 18 di ieri, trasportata in ambulanza a seguito di una crisi respiratoria. Dopo circa due ore, intorno alle 20, i sanitari avevano deciso di trasferirla in Terapia intensiva per tenere sotto stretto controllo i suoi parametri. "E' vigile e lucida", aveva spiegato il medico curante Claudio Santini, in costante contatto con l'ospedale romano. Nelle ore successive, il medico curante Claudio Santini aveva invitato alla massima cautela rispetto alle numerose indiscrezioni circolate sulle condizioni di Bonino: "In queste ore stanno uscendo notizie incontrollate di tutti i tipi: condizioni critiche, terapia intensiva e altro", ha detto parlando con Adnkronos. "Nel rispetto della privacy di Emma Bonino e della sua famiglia – ha spiegato – abbiamo deciso che le uniche informazioni sul suo stato di salute saranno diramate dalla sua segreteria personale attraverso dei bollettini realizzati sulla base di quanto verificato dai medici che l'hanno in cura e in raccordo con me". Già nel 2025 la leader di +Europa, a cui nel 2015 è stato diagnosticato un tumore da cui è guarita nell'ottobre del 2023, era stata ricoverata in terapia intensiva nello stesso ospedale, sempre per una insufficienza respiratoria. Stabilizzata, il giorno dopo fu trasferita al San Filippo Neri da dove fu dimessa dopo una settimana. 
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Immense 2026: con Anir Confindustria il confronto sulla grande ristorazione italiana

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(Adnkronos) – Partire dalla ristorazione collettiva per leggere una componente più ampia della ristorazione italiana: la Grande Ristorazione. Un sistema nel quale organizzazione, lavoro, programmazione, logistica e continuità del servizio assumono una dimensione industriale per garantire ogni giorno pasti su larga scala alla collettività. E' il nuovo percorso che Anir Confindustria avvia con Immense 2026, in programma martedì 15 settembre all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, con il patrocinio della Regione Lazio. Giunto alla quinta edizione, Immense ha costruito negli anni uno spazio di confronto sui temi della ristorazione collettiva e sul valore pubblico dei servizi alimentari rivolti alle comunità. L’edizione 2026 apre una fase nuova e pone al centro la grande ristorazione italiana. Il perimetro parte dall’esperienza delle imprese attive ogni giorno nelle scuole, negli ospedali, nelle strutture assistenziali e nei luoghi di lavoro e si estende alle attività nelle quali la preparazione e la somministrazione dei pasti richiedono un’organizzazione complessa, un impiego strutturato di personale e continuità operativa, come il catering contrattuale e continuativo nei trasporti e nei grandi hub, oltre ai servizi di ristorazione per grandi eventi. 
L’obiettivo è costruire una conoscenza di sistema più precisa di questa componente della ristorazione italiana, definirne progressivamente il perimetro, misurarne il peso economico e occupazionale, analizzare la struttura delle imprese e il rapporto con le filiere e individuare le questioni che richiedono politiche e strumenti precisi. I dati sul perimetro e sul peso economico del comparto saranno presentati e approfonditi durante l’evento. "In cinque edizioni – dichiara Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria – Immense ha costruito uno spazio stabile di confronto per la ristorazione collettiva e per il cibo pubblico. Quest’anno compiamo un passaggio ulteriore. Partiamo dall’esperienza delle imprese del settore per portare all’attenzione delle istituzioni e del mercato il comparto della grande ristorazione italiana, la sua capacità organizzativa e il contributo che può offrire alla crescita del Paese".  
Il programma di Immense affronterà alcune delle condizioni che incidono direttamente sulla qualità e sulla continuità dei servizi di ristorazione. Il lavoro sarà uno dei temi centrali. 'Pasto giusto, lavoro giusto' metterà in relazione professionalità, organizzazione e qualità del pasto, affrontando anche gli effetti della compressione dei costi in un settore ad alta intensità di manodopera. Sul fronte degli appalti pubblici, il confronto partirà dalla progettazione delle gare per arrivare all’esecuzione dei contratti, con particolare attenzione al rapporto tra prezzo e qualità, alla revisione ordinaria dei prezzi e alla misurazione dei risultati. Lo sguardo sarà esteso alle politiche europee che incidono sul procurement e sui servizi industriali. Alla vigilia dei dieci anni dall’entrata in vigore della legge 166 del 2016, uno spazio sarà dedicato alla prevenzione dello spreco alimentare, dalla programmazione dei servizi alla misurazione degli scarti e al recupero delle eccedenze. Immense ospiterà inoltre un approfondimento su Restacove, il progetto cofinanziato dall’Unione europea di cui Anir Confindustria è partner. Diciotto organizzazioni di sei Paesi stanno lavorando alla costruzione di nuovi percorsi formativi per il food service europeo, con particolare attenzione alle micro-credenziali, alla formazione sul lavoro e alla riconoscibilità dei profili professionali. 
La quinta edizione dedicherà uno spazio al ruolo del cibo negli scenari geopolitici contemporanei. Il focus 'Cibo e pace' metterà a confronto voci autorevoli sul rapporto tra accesso alle risorse alimentari, vita delle comunità e costruzione della pace. "Dare voce a tutta la filiera della grande ristorazione – spiega Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria e ideatore di Immense – apre una nuova fase per Anir. Vogliamo definire e rappresentare questo comparto nel grande mondo della ristorazione italiana. Pensiamo che abbia bisogno di politiche e riferimenti specifici che amplino quelli della ristorazione collettiva e coinvolgano un sistema di imprese molto ampio". 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)