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Per la prima volta in Italia rimossi un tumore del colon e uno della prostata in telechirurgia

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(Adnkronos) – Ha preso il via il 31 agosto il nuovo programma di telechirurgia robotica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, che mira a mettere in rete le competenze e le tecnologie delle strutture sanitarie del Gruppo Gemelli, aprendosi a future collaborazioni internazionali. "I primi due interventi sperimentali sono stati eseguiti tra Policlinico Agostino Gemelli Irccs e Ospedale Isola Tiberina e hanno riguardato una donna e un uomo, affetti rispettivamente da una neoplasia del colon-retto e da un tumore della prostata. Dalla console della piattaforma robotica, collocata presso Ospedale Isola Tiberina (nel centro di Roma) – informa una nota – gli interventi sono stati effettuati dai professori Sergio Alfieri e Bernardo Rocco; i pazienti operatori si trovavano invece nelle sale operatorie del Policlinico Gemelli (sede principale a oltre 10 km di distanza), dove erano presenti gli altri componenti dell’équipe chirurgica". Gli interventi, "realizzati con il sistema robotico chirurgico avanzato Toumai (di MicroPort MedBot), la cui implementazione ed adozione clinica in Italia è accompagnata e supportata dal gruppo Palex – si legge – rappresentano una novità di particolare rilievo, che segna l’avvio del programma di telechirurgia robotica del Policlinico Gemelli. Si tratta inoltre dei primi interventi di telechirurgia robotica effettuati nel nostro Paese da chirurghi italiani su pazienti italiani. Per questa prima fase del progetto sono in programma 20 interventi".  “La telechirurgia rappresenta l’ulteriore innovazione tecnologica del centro chirurgico oncologico robotico del Gemelli – afferma Sergio Alfieri, ordinario di Chirurgia generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs -. Tale tecnologia può offrire a tutti i pazienti cure all’avanguardia, sia che si trovino negli ospedali del gruppo Gemelli, sia che si trovino in altri paesi molto lontani come l’Africa, dove si sta valutando un progetto molto ambizioso al servizio dei più deboli. La possibilità di operare da remoto (con la console chirurgica ove opera il primo chirurgo, in una sede diversa di dove si trova il paziente) apre a nuovi scenari che possano garantire una cura democratica per tutti, oltre a rappresentare un ulteriore sviluppo di modelli di insegnamento e tutoraggio". "Il nostro team lavora da due anni con industrie internazionali leader della tecnologia robotica in chirurgia per il programma di definizione della tecnologia e degli standard clinici e regolatori della telechirurgia – ricorda Bernardo Rocco, ordinario di Urologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore della Uoc di Clinica Urologica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e componente del panel delle linee guida della Society of Robotic Surgery (SRS) -. È da questo percorso che nasce oggi il primo progetto italiano strutturato di telechirurgia. Per la chirurgia si apre una nuova epoca".  I risultati di questi interventi del Policlinico Gemelli sono stati presentati da Rocco al congresso internazionale ERUS26 (European robotic live-urological surgery meeting), che si è tenuto a Padova dal 9 all’11 settembre. Per questi due interventi storici – dettaglia la nota – è stata utilizzata la piattaforma Toumai Laparoscopic Surgical System della MicroPort MedBot, che ha ottenuto lo scorso giugno la certificazione CE dell'Unione Europea per la chirurgia laparoscopica a distanza (telechirurgia). Si tratta del primo robot chirurgico remoto a ottenere il marchio CE per interventi a distanza e per l'utilizzo in diversi ambiti ospedalieri. I chirurghi del Gemelli hanno una notevole expertise di chirurgia robotica, avendo a disposizione da anni tutte le principali piattaforme di robot chirurgici, quali il Sistema da Vinci (Intuitive Surgical) e Hugo™ RAS (Medtronic).   Questa iniziativa – riporta la nota – mira a "valorizzare l’integrazione tra le diverse strutture del network Gemelli, consentendo di condividere a distanza competenze chirurgiche altamente specialistiche e tecnologie avanzate2. La telechirurgia robotica permette infatti al chirurgo di operare da una sede diversa rispetto a quella nella quale si trova il paziente, attraverso una connessione dedicata e sistemi tecnologici progettati per assicurare elevati standard di affidabilità e sicurezza. In sala operatoria è comunque sempre presente un’équipe chirurgica completa, pronta a intervenire in ogni momento.  "Con l’avvio di questo progetto – dichiara il Direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, Daniele Piacentini – apriamo una nuova modalità di fare chirurgia: grazie all’evoluzione tecnologica, le elevate competenze di ogni professionista presente in strutture altamente specializzate possono essere messe a disposizione dei pazienti di altre strutture sul territorio nazionale o in Paesi con difficoltà di accesso ad elevate professionalità specilistiche. Con questo progetto il Gemelli apre una porta sull’innovazione non solo tecnologica, ma anche organizzativa, capace di integrare assistenza, ricerca e formazione, per garantire alta qualità delle cure a tutti". "La collaborazione tra Policlinico Gemelli e Ospedale Isola Tiberina dimostra concretamente il valore di un network capace di mettere a fattor comune professionalità, tecnologie e capacità organizzative – afferma il Direttore generale dell’Ospedale Isola Tiberina, Giovanni Arcuri –. La distanza fisica tra le strutture non rappresenta più un limite, ma diventa un’opportunità per far circolare le migliori competenze e offrire ai pazienti percorsi assistenziali sempre più avanzati e integrati". Una delle principali finalità del progetto riguarda la formazione. "L’obiettivo è fare del Gemelli un centro di riferimento per la preparazione alla telechirurgia robotica degli specializzandi e dei giovani medici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma anche per l’aggiornamento e il perfezionamento di chirurghi specialisti provenienti da altre realtà sanitarie italiane e internazionali" afferma il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica Alessandro Sgambato. Il Dna di questo progetto contiene una duplice finalità: da un lato consolidare l’integrazione clinica e organizzativa tra le strutture del Network Gemelli; dall’altra sviluppare un modello di telechirurgia robotica, in grado di coniugare innovazione tecnologica, sicurezza, formazione e cooperazione internazionale. A questa prima fase, clinica e formativa, ne seguirà dunque una seconda, orientata alla cooperazione sanitaria internazionale. La telechirurgia robotica potrà essere utilizzata infatti anche per portare competenze chirurgiche specialistiche in aree del mondo nelle quali l’accesso alle cure più avanzate è ancora limitato, con particolare attenzione al continente africano. Questa prospettiva – conclude la nota – si inserisce nell’impegno di più ampio respiro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che, attraverso il Piano Africa, promuove programmi di formazione, ricerca, cooperazione e rafforzamento dei sistemi sanitari locali. La possibilità di mettere in collegamento équipe mediche distanti migliaia di chilometri potrà contribuire, nel tempo, a trasferire conoscenze, formare professionisti e rendere disponibili procedure chirurgiche complesse anche nei contesti maggiormente svantaggiati. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edison, in Sicilia oltre 41 mln di euro di valore generato sul territorio nel 2025

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia è protagonista della transizione energetica del Paese: con 2,5 GW di impianti eolici sul proprio territorio, è la seconda regione italiana per capacità eolica installata che rappresenta il 17% della produzione eolica nazionale. Positivo anche il contributo del fotovoltaico che nel 2025 ha fornito l’8,5% dell’energia elettrica del Paese. Un ruolo che la Sicilia rafforzerà ulteriormente nei prossimi anni grazie allo sviluppo di nuova potenza rinnovabile in linea con i target di decarbonizzazione del Paese. Con 16 TWh prodotti e 17 TWh consumati nel 2024 (circa il 6% dei volumi nazionali) e un calo dei consumi di gas del 24% in quattro anni, il più marcato in Italia, la Sicilia mostra un sistema energetico piuttosto stabile, con un’ampia prospettiva di crescita per il settore delle rinnovabili. Accanto ai segnali positivi sul fronte energetico, la regione registra una traiettoria di crescita economica, pur convivendo con fragilità strutturali e di carattere socioeconomico. Nel 2025 la crescita del PIL è stata la più elevata tra le regioni italiane (+9,3% rispetto al 2019) trainata dai servizi (79% del valore aggiunto), dal settore turistico e servizi collegati – 7 siti Unesco dei 62 presenti, oltre 7 milioni di arrivi turistici – e dall’agricoltura, che può contare su 67 prodotti DOP e IGP. La Sicilia ha un tessuto produttivo ampio e dinamico composto di oltre 340.000 imprese attive e 570 startup innovative, dove la presenza giovanile e femminile supera la media nazionale.
Questi sono solo alcuni dei dati sviluppati nello studio “Decarbonizzazione e Competitività della Regione Siciliana” realizzato dal Politecnico di Milano, dall’Università degli Studi di Palermo, dalla Fondazione Edison e con il supporto di Sicindustria, che offre una lettura integrata e completa della Regione, dal quadro economico-territoriale fino alle opportunità operative per le imprese.
Il progetto muove da un’esigenza precisa: comprendere non solo l’entità degli investimenti necessari alla transizione energetica della Sicilia, ma capire le condizioni attraverso le quali tali investimenti possano tradursi in un’effettiva leva di crescita per il territorio, integrando tre diversi livelli di analisi: economico, energetico e industriale. In questa prospettiva, la Sicilia è una delle Regione che guida la transizione energetica grazie a una combinazione di fattori distintivi, tra cui la posizione geografica strategica, la ricchezza e varietà delle filiere produttive e l’ampia disponibilità di risorse rinnovabili.
E’ in questo contesto, tra opportunità di crescita e sfide sociali, occupazionali e ambientali, che si inserisce l’impegno di Edison con un modello integrato che unisce produzione di energia rinnovabile, servizi energetici per famiglie e imprese e iniziative sociali sul territorio. Negli ultimi 5 anni Edison ha realizzato investimenti pari a circa 200 milioni di euro per la realizzazione di nuova capacità rinnovabile in Sicilia; per il periodo 2026/2032 sono stimati oltre 1,75 miliardi di euro di nuovi investimenti tra rinnovabili, pompaggi idroelettrico e sistemi di stoccaggio a batteria (cosiddette BESS). Lo scorso anno il Gruppo ha distribuito in Sicilia un valore economico complessivo superiore a 41 milioni di euro, un dato che testimonia non solo la solidità della presenza di Edison sul territorio, ma anche l’attenzione alla creazione di valore condiviso con le comunità locali.
Nell’ambito della chiara vocazione rinnovabile della Sicilia, Edison fa propri gli obiettivi di decarbonizzazione della regione. Attualmente l’intera produzione elettrica di Edison in Sicilia è da fonti rinnovabili grazie a una capacità installata complessiva di oltre 200 MW, tra eolico e fotovoltaico. A questi si aggiungono progetti in sviluppo – fotovoltaici ed eolici – per ulteriori 200 MW di capacità complessiva, tra cui il fotovoltaico a Pozzillo (CT) che entrerà in esercizio nei prossimi mesi.
Una sempre maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili, che sono intermittenti per natura, richiede il parallelo sviluppo di sistemi di accumulo dell’energia come i pompaggi idroelettrici, tra cui quello Edison a Villarosa, che la Commissione Europea ha inserito nell’elenco dei Progetti di Interesse Comune ritenendolo un’infrastruttura energetica prioritaria.
La struttura garantirà una potenza massima in fase di pompaggio di circa 290 MW e consentirà di recuperare un invaso idrico in disuso per combattere la siccità locale con 8 mln di m3 di nuova risorsa abilitata, oltre a benefici ambientali e territoriali.
Il Gruppo, attraverso Edison Energia, anche grazie al partenariato con AMG Gas, fornisce energia elettrica e gas a famiglie (oltre 350.000 punti di fornitura e oltre 280.000 punti di fornitura gas, pari rispettivamente al 17% e al 14% delle famiglie residenti) e imprese (energia elettrica a circa 16.000 siti e gas ad oltre 3.000 siti). Un dato che porta la Sicilia ad essere la prima regione in Italia di Edison Energia per famiglie servite.
Il tessuto imprenditoriale siciliano è rappresentato per il 96,2% da microimprese con le Micro e Medie Imprese che assorbono oltre la metà dei consumi elettrici non domestici della Regione, come emerge dalla mappatura contenuta nello studio “Decarbonizzazione e Competitività della Regione Siciliana: situazione, prospettive, criticità e opportunità”. Per queste imprese, l’energia è una leva concreta di competitività, perchè consente di contenere i costi operativi; soluzioni di efficientamento riducono poi l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia. A loro Edison Energia si propone come partner per la transizione energetica affiancandole con servizi di consulenza, accesso agli incentivi, installazione di impianti fotovoltaici, soluzioni di monitoraggio e ottimizzazione dei consumi e modelli finanziari che facilitano la realizzazione degli investimenti.
In tale ambito, inoltre, l’analisi propone un modello che individua gruppi di imprese con caratteristiche omogenee, per i quali sviluppare soluzioni replicabili, sostenibili dal punto di vista economico e calibrate sulle effettive esigenze dei diversi comparti produttivi.
Edison è inoltre partner strategico della Pubblica Amministrazione locale e, attraverso Edison Next, gestisce 4 complessi ospedalieri per un totale di quasi 700.000 mq di superficie gestita a Palermo, Catania e Messina. Al Policlinico di Palermo, uno degli ospedali gestiti e più importanti dell’intera regione, Edison ha inaugurato a giugno 2025 un nuovo impianto di trigenerazione in grado di generare simultaneamente energia elettrica, termica e frigorifera con un rendimento complessivo pari all’89%. Questo nuovo impianto garantisce un risparmio energetico pari a quasi 5.000 MWh, per una riduzione di 960 tonnellate di CO2 all’anno. Un’attività che si affianca a quella di illuminazione pubblica come quella della città di Ficarazzi, in provincia di Palermo.
L’impegno di Edison in Sicilia si estende anche al tessuto sociale, educativo e culturale locale. Negli anni il Gruppo ha costruito una serie di iniziative capaci di generare valore diffuso collaborando con le scuole e le università e dando un contributo concreto alla formazione di competenze tecniche radicate localmente, grazie a Scuola Edison e la neonata Scuola dei Mestieri Sicilia.
Inoltre, con Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale, Edison ha sostenuto a Palermo progetti come Traiettorie Urbane, che dal 2022 ha coinvolto più di 10.000 adolescenti di sei quartieri di Palermo in attività volte a contrastare la povertà educativa e favorire la cittadinanza attiva attraverso lo sport, la cultura e laboratori creativi; o attraverso il Dopo Scuola Brancaccio, a supporto dei giovani a rischio di dispersione scolastica. Questi progetti oggi diventano un programma continuativo grazie alla Comunità energetica a impatto sociale, gestita da una Fondazione di Partecipazione ad hoc, che prevede impianti fotovoltaici in specifici quartieri di Palermo, e alla nascita di FuoriCentro, l’Impresa sociale under 30, nata dall’esperienza di Traiettorie Urbane che valorizza le attività culturali e di esplorazione urbana dedicate agli adolescenti; a completare il programma, l’attività di 5 centri aggregativi. Fondazione EOS promuove inoltre il dialogo con la Pubblica Amministrazione per immaginare nuove soluzioni ai bisogni locali, nella cornice del Protocollo di Intesa per l’innovazione sociale della città siglato tra la Fondazione e il Comune di Palermo.
Sono queste le principali risultanze dei due diversi studi presentati nell’evento di oggi che ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato regionale all’Energia, del Comune di Palermo, dell’Università di Palermo e di Sicindustria. I due report, ‘Decarbonizzazione e Competitività della Regione Sicilianà e “Valore per il territorio. La presenza e il valore generato da Edison in Sicilia”, fotografano la Sicilia come un modello di riferimento per la transizione energetica del Paese, confermandone l’importanza per il sistema Paese. Edison è impegnata a far sì che le iniziative di sviluppo industriale in questo territorio siano un’occasione concreta per generare valore diffuso, competenze radicate e opportunità di crescita per le prossime generazioni.

– foto ufficio stampa Edison –
(ITALPRESS).

Trovato il corpo di Gabriella Quirino, la 26enne rimasta coinvolta nell’incidente in barca a Venezia con il marito Sean

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(Adnkronos) – Dopo giorni di ricerche è stato trovato oggi il corpo di Gabriella Querino, la donna di 26 anni dispersa nell'incidente nautico avvenuto tra un barchino e un taxi sabato scorso nel Canale Tessera, a Venezia. Con lei c'era anche il marito Sean Michieli, pescatore di vongole di 25 anni di Burano, anche lui deceduto dopo essere stato ricoverato all'ospedale dell'Angelo di Mestre a seguito del drammatico impatto.  "È stato purtroppo individuato in laguna il corpo di Gabriella Querino", ha confermato su Facebook il sindaco di Venezia Simone Venturini aggiungendo che "con questo rinvenimento si spegne purtroppo anche l'ultima speranza e si chiude nel modo più doloroso una vicenda tragica che in questi giorni ha tenuto con il fiato sospeso tutta la nostra città".  Il corpo della giovane sarebbe stato individuato nella zona dell’isola di Campalto. A dare l’allarme sarebbe stato un passante.  "In questo momento ogni parola è insufficiente di fronte a un dolore così grande. Il pensiero va alle famiglie dei due giovani, ai loro amici e a tutte le persone che li hanno conosciuti e hanno voluto loro bene: – continua Venturini – a loro esprimo la mia più sincera vicinanza e il cordoglio dell'Amministrazione comunale e mio personale. Un ringraziamento sentito va anche a quanti, senza sosta, hanno preso parte alle ricerche in queste giornate così difficili. Venezia oggi si stringe attorno a due famiglie colpite da una perdita immensa". Sulla tragedia è intervenuto anche il governatore del Veneto, Alberto Stefani: "La notizia del presunto ritrovamento di Gabriella, dopo la morte di Sean, rende ancora più dolorosa una vicenda che ha sconvolto Venezia e tutto il Veneto. A nome mio e dei Veneti esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di questi due giovani, e la più sincera vicinanza alle loro famiglie, agli amici e a tutte le persone che hanno voluto loro bene. In questo momento di dolore, il nostro pensiero è con loro. Un grazie, ancora una volta, a tutte le donne e gli uomini che si sono impegnati nelle ricerche e nei soccorsi".  
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Ranucci deposita ricorso urgente contro rimozione da Report, giornalista chiede reintegro in conduzione in tempo utile per la prima puntata

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(Adnkronos) – E’ stato depositato questa mattina, a quanto apprende l’Adnkronos, il ricorso di Sigfrido Ranucci al Tribunale del Lavoro di Roma contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai nelle scorse settimane. Si tratta di un ricorso ex art 700 cpc, un ricorso urgente con cui si chiede la revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro.  Il collegio dei giuslavoristi, che rappresentano Ranucci, è composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, che operano all’interno del più ampio team di legali dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita. 
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Finale Conference League 2028 a Torino, Malagò “Fiducia Uefa nell’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – Sarà lo Juventus Stadium di Torino a ospitare la finale della UEFA Conference League 2028. L’ufficialità è arrivata nel corso del Comitato Esecutivo Uefa riunitosi oggi a Salonicco (Grecia), che ha valutato positivamente il dossier di candidatura presentato a giugno dalla FIGC con la collaborazione della Juventus e del Comune di Torino e che ha visto anche il coinvolgimento della Regione Piemonte e, per gli aspetti legati alla ricettività, di Federalberghi Torino. Lo Juventus Stadium ha già ospitato eventi internazionali Uefa: la finale di Europa League del 2014 tra Siviglia e Benfica, due gare delle Finals di Nations League 2021 (Belgio-Francia e la finale per il terzo posto tra Italia e Belgio) e la finale della UEFA Women’s Champions League 2022 tra Lione e Barcellona. La Federazione conferma quindi i suoi grandi investimenti e il suo impegno nell’organizzazione di eventi calcistici internazionali: la finale di Conference League 2028 si aggiunge ad altre due competizioni che l’Italia è già certa di ospitare nei prossimi anni, la fase finale dell’Europeo Under 19 Femminile nel 2029 e Uefa Euro 2032, quest’ultimo assieme alla Turchia. “L’assegnazione della finale di Conference League 2028 a Torino è un’ottima notizia e conferma, ancora una volta, l’apprezzamento e la fiducia della Uefa nei confronti dell’Italia – le parole del presidente della FIGC, Giovanni Malagò -. I grandi eventi internazionali sono una straordinaria occasione di promozione del nostro Paese e, soprattutto, rappresentano un investimento sul futuro dello sport italiano. Torino ha tutte le carte in regola per essere una grande capitale europea dello sport e lo Juventus Stadium è una struttura all’altezza di una finale UEFA. E’ un riconoscimento importante per la città, per il Club e per tutto il sistema sportivo italiano. Ospitare grandi eventi significa creare valore, lasciare infrastrutture, competenze e una nuova cultura dell’organizzazione sportiva. L’Italia ha dimostrato di saperlo fare e questa scelta della Uefa ne è un’ulteriore conferma”. Il Comitato Esecutivo Uefa ha inoltre ufficializzato le sedi di altre finali. Uefa Champions League. 2028: Monaco; 2029: Barcellona. Uefa Women’s Champions League. 2028: Lione; 2029: Cardiff. Uefa Europa League. 2028: Bucarest; 2029: Belgrado. Uefa Conference League. 2028: Torino; 2029: Budapest. Uefa Super Cup. 2027: Amsterdam; 2028: Astana. Uefa Futsal Champions League. 2027: Biel.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Sequestrato per una notte, picchiato e rapinato: arrestati due giovani a Bologna

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(Adnkronos) – La polizia di Bologna ha arrestato due giovani, di 20 e 23 anni, per il sequestro e la rapina ai danni di un giovane, avvenuti nel novembre 2025. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile e coordinate dalla Dda di Bologna, hanno preso il via dalla denuncia presentata dalla vittima che ha raccontato di essere stato sequestrato per un’intera notte dopo essere stato prelevato dalla sua abitazione. Secondo quanto ricostruito, il giovane sarebbe stato prima aggredito con un taser, rapinato della collanina e del denaro che aveva indosso e costretto a salire a bordo di un’auto.  Da qui sarebbe stato condotto in un’area rurale fuori Bologna e trattenuto per ore all’interno di un immobile, allo scopo di ottenere da lui un’ulteriore somma di denaro. Legato a una sedia e picchiato, il giovane sarebbe stato costretto a rivelare le credenziali di accesso al proprio home banking. Alla fine della notte, sarebbe stato riaccompagnato presso la propria abitazione e, sotto la minaccia di un coltello puntato alla schiena, rapinato di un’ulteriore somma di denaro contante. Gli agenti, grazie anche all'analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza, sono riusciti a risalire all'auto e a identificare i due giovani, entrambi sconosciuti alla vittima. Uno dei due, il ventitrenne, era già detenuto perché arrestato il 2 settembre, all'esito di un blitz della Squadra Mobile effettuato a San Lazzaro di Savena che aveva consentito di liberare un ventitreenne sequestrato dal giorno precedente.  
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Il Premio Città Torri del Benaco ad Aldo Cazzullo

(Adnkronos) – La seconda edizione del Premio “Città di Torri del Benaco”, in programma domenica 20 settembre, alle ore 21, presso il Molo De Paoli di Torri del Benaco (Verona), sulla sponda veneta del lago di Garda, verrà conferita al giornalista e scrittore Aldo Cazzullo dal sindaco Stefano Nicotra. Modera Elena Chemello, giornalista. Torri del Benaco, insignita del titolo di Città con decreto del presidente della Repubblica del 25 luglio 2025 in virtù della propria ricchezza di memorie storiche, archeologiche, letterarie e paesaggistiche, riconosce in Aldo Cazzullo, spiegano le motivazioni del premio, "una sensibilità profondamente affine alla propria identità; in particolare, il suo sguardo su Francesco d'Assisi, riproposto come figura viva della coscienza civile italiana e non soltanto religiosa, tocca da vicino la storia di questa sponda del Garda. È la stessa terra che Dante consegnò alla lingua italiana nominando il Benàco, nome romano del lago, e che nelle pietre del castello scaligero conserva la stratificazione di secoli di convivenza tra uomo e paesaggio". Nel riconoscere ad Aldo Cazzullo questo Premio, la Città di Torri del Benaco "intende onorare chi ha contribuito a mantenere viva l'idea che la memoria non sia conservazione inerte, ma responsabilità verso il futuro delle comunità". Cazzullo viene premiato per il libro "Francesco. Il primo italiano" (HarperCollins, 2025), mentre è appena arrivato nelle librerie il nuovo volume dal titolo "Quando l'Italia rinacque. Il nostro Rinascimento" (HarperCollins).  “Il lago di Garda è uno dei posti più belli d’Italia – dichiara Aldo Cazzullo -, quindi del mondo. Ha incantato visitatori di ogni tempo e di ogni provenienza, non soltanto Goethe. Per questo il Garda è uno dei tasselli fondamentali dell’identità italiana ed europea. Ricordo un meraviglioso passaggio di Dante, la descrizione del lago di Garda è la più lunga della Divina Commedia. A Torri del Benaco, sarà un’occasione per ricordare l’identità della nascita italiana da San Francesco al Rinascimento, il tema del mio nuovo libro, attraverso Dante. Sarà inoltre un’occasione di incontro preziosa con tutta la comunità locale, compresi i miei cari amici di Bardolino.”  “Siamo particolarmente lieti – dichiara il Sindaco della città, Stefano Nicotra – di conferire ad Aldo Cazzullo il Premio Città di Torri del Benaco non solo per la sua riconosciuta e apprezzata professionalità giornalistica, ma anche per la straordinaria operazione di divulgazione della figura di San Francesco attuata attraverso il suo libro “Francesco. Il primo italiano”. A Torri del Benaco, infatti – aggiunge Nicotra – siamo molto legati alla figura di San Francesco per la sua profonda spiritualità e anche perché, storicamente, è dovuta a lui e ai suoi confratelli l’introduzione, sulle sponde del lago di Garda, di quella coltivazione dei limoni che per alcuni secoli fu al centro della nostra economia. La Città di Torri del Benaco, in particolare, è fiera di conservare una delle più antiche e monumentali limonaie del Garda, addossata alle mura del Castello Scaligero. Si tratta – prosegue il Sindaco – dell’unica serra di limoni del Garda rimasta in attività fin dal Settecento senza soluzione di continuità e accoglie più di quaranta piante secolari di agrumi, alcune alte fino a una decina di metri, i cui frutti sono valorizzati da un’apposta Denominazione comunale De.Co. L’abbiamo riaperta al pubblico nel giugno di quest’anno, dopo un restauro nel quale abbiamo investito 1,6 milioni di euro per intervenire sul consolidamento della struttura e sull’installazione di una copertura hi-tech automatizzata, ideata appositamente, capace di aprire e chiudere il tetto della serra di limoni tramite quasi un centinaio di motori elettrici computerizzati, che agiscono in connessione con il percorso del sole, con l’intensità del vento e con le previsioni meteo. Il restauro complessivo, che riguarderà anche le mura e le torri del Castello, comporterà un investimento complessivo di circa cinque milioni di euro. Parlo di investimento, e non di costo, perché – conclude Nicotra – le tradizioni e la cultura del territorio sono le radici su cui si fonda la nostra comunità, e vanno dunque mantenute ben salde”. 
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Michael J. Fox, standing ovation agli Emmy Awards: “Accettare il Parkinson non vuol dire arrendersi”

(Adnkronos) –
Michael J. Fox ha ricevuto durante gli Emmy Awards il Bob Hope Humanitarian Award, il riconoscimento che celebra le personalità della televisione e dello spettacolo che si sono distinti per un impegno filantropico profondo e duraturo.  "Accettare il Parkinson non significava arrendermi. Significava fare tutto ciò che potevo per chi vive con questa malattia", ha detto l'attore. "All’inizio ho tenuto nascosta la mia diagnosi di Parkinson. Temevo che avrebbe influito sul mio lavoro e sul rapporto con il pubblico. Avrebbero riso, se avessero saputo che ero malato?", ha raccontato l’attore dal palco.  Poi, però, "sono rimasto sbalordito dal sostegno che ho ricevuto. Il sostegno di tutti voi". Un sostegno che "mi ha dato una grande carica. Mi ha fatto sentire che potevo continuare a fare questo lavoro, che non avevo perso ciò che faccio e che nessuno poteva portarmelo via. E tutto questo è successo perché mi siete stati vicini. Ve ne sono davvero grato".  Il premio, dedicato allo spirito di altruismo e all’impatto sociale positivo lasciato da Bob Hope – celebre attore e comico britannico‑americano, noto anche per i decenni di tournée umanitarie e di intrattenimento per le truppe – non viene assegnato ogni anno, ma solo quando l’Accademia ritiene che esista un candidato che incarni pienamente quei valori. 
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Aggiotaggio su quote della Lazio, perquisiti presidente e ad Banca del Fucino

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(Adnkronos) – I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma stanno compiendo perquisizioni nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, dell'ad Francesco Maiolini nell'ambito di una indagine della Dda capitolina in cui si ipotizza il reato di aggiotaggio su quote societarie della Lazio. Le perquisizioni riguardano anche Luigi Bisignani.  
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Gino Cecchettin: “Turetta? Se volesse dare un senso alla sua vita potrebbe parlare agli uomini e capire cosa non ha saputo gestire”

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(Adnkronos) – "A Filippo direi questo: se volesse dare veramente un contributo alla società e forse anche dare un senso alla sua vita dopo quello che ha fatto potrebbe parlare agli uomini e capire cosa non è riuscito a gestire, parlare delle sue emozioni che l'hanno portato a fare quello che ha fatto e capire dalle sue parole di cosa avrebbe bisogno un uomo che viene lasciato e soffre ma non deve arrivare al punto di arrogarsi il diritto di scegliere della vita di un'altra persona". Così Gino Cecchettin ha risposto parlando di cosa direbbe oggi a Filippo
Turetta, condannato all'ergastolo per l'omicidio della figlia, Giulia Cecchettin, quando aveva solo 23 anni.  L'uomo ha chiuso con queste parole l'incontro con Gisèle Pelicot e Raffaella De Santis al Festival Letteratura di Mantova. Il padre della studentessa uccisa dall'ex fidanzato la sera dell'11 novembre 2023, che ha dato vita anche ad una Fondazione in ricordo della figlia che lavora contro la violenza di genere e ha scritto "Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia", ha spiegato perché vorrebbe che Turetta raccontasse il motivo che l'ha portato ad uccidere la ragazza, dopo che lei aveva voluto interrompere la loro relazione.  "Sarebbe la voce che arriva da un uomo maltrattante e potrebbe essere uno strumento importante per gli scienziati e per noi della comunità per capire perché avvengono certi fenomeni e perché sono talmente volubili questi modi di agire, come cambiano. Potrebbe anche dare una informazione in più su quello che avviene all'interno di una persona quando non ha gli strumenti per sopportare un dolore così forte", ha concluso riferendosi ai numerosi casi di femminicidio avvenuti proprio dopo la decisione delle vittime di interrompere la relazione con i propri ex.    
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