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Sydney Sweeney posa nuda per uno spot di scommesse, è polemica: cosa è successo

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(Adnkronos) –
Sydney Sweeney è finita al centro di una nuova polemica per uno spot pubblicitario realizzato per Novig, una società di scommesse sportive. L'attrice americana nella pubblicità e nello shooting appare nuda, coperta soltanto da palloni e attrezzature legate a diversi sport, dal basket al tennis fino al golf. La campagna con protagonista la star di Euphoria ha suscitato tante polemiche, in particolare atlete di tutto il mondo hanno accusato la pubblicità di contribuire alla sessualizzazione delle donne nello sport e di mettere in secondo piano anni di sacrifici e risultati. A intervenire sulla vicenda è stata Amy Hunt, velocista britannica reduce da quattro medaglie d'oro agli Europei.    Dopo aver ottenuto un quarto posto nei 200m ai World Athletics Ultimate Championship domenica sera, Hunt nel corso di un'intervista ha detto: "Sydney Sweeney, ecco come sono fatte le donne nello sport: 21.4. Muscoli. Duro lavoro, sangue, sudore, lacrime. Questa è una serata bellissima", ha dichiarato l'atleta. "Quando sei una donna nello sport, non è tutto bello. Non è glamour. Non è sexy tutto il tempo, decisamente no", ha aggiunto, lanciando una frecciata.   
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Ritorno a scuola, il neurochirurgo: “Allenare il cervello per migliori performance”

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(Adnkronos) – Con il ritorno a scuola, non è soltanto il fisico ad aver bisogno di allenamento, ma anche il cervello. “Proprio come accade con i muscoli, infatti, per funzionare al meglio il cervello ha bisogno di esercizio, ma anche di riposo e delle giuste attenzioni”. È il messaggio del neurochirurgo Christian Brogna, che lavora alla Clinica Paideia di Roma, il quale ha messo a punto un decalogo rivolto agli studenti, ma utile anche agli adulti. "Il cervello non è una macchina da spingere continuamente al massimo – spiega lo specialista – È un organo che, come i muscoli, può e deve essere allenato e che oggi, più che mai, ha bisogno di cure adeguate". Un'esigenza resa ancora più attuale dalle abitudini quotidiane di ragazzi e adulti. L'esposizione prolungata a smartphone, social network e sottopone infatti il cervello a stimolazioni continue e spesso poco funzionali, che possono interferire con attenzione, concentrazione e qualità del sonno. “Se siamo ormai abituati a preoccuparci della forma fisica schermi – si legge in una nota – molto meno scontato è dedicare la stessa attenzione alla salute e all'efficienza del cervello. Per funzionare bene, invece, il cervello ha bisogno di sonno, movimento, alimentazione equilibrata, allenamento mentale e momenti di recupero”. Da qui nasce il decalogo redatto da Brogna proprio in coincidenza con il ritorno sui banchi, 10 indicazioni semplici e concrete per allenare il cervello e creare le condizioni migliori per attenzione, memoria e apprendimento. "La vera performance non consiste nell'essere perfetti o nello studiare senza – precisa Brogna – Significa creare le condizioni che permettono al cervello di apprendere, ricordare e affrontare le difficoltà con maggiore efficacia. Il cervello è come un muscolo: va allenato con costanza, ma anche rispettato nei suoi tempi di recupero". Nel dettaglio: 1) Proteggere il sonno. Dormire a sufficienza favorisce l'attenzione, la memoria e la capacità di risolvere i problemi. Studiare fino a notte fonda, soprattutto in modo abituale, può ridurre la qualità dell'apprendimento; 2) Iniziare la giornata con un'alimentazione equilibrata. Il cervello ha bisogno di energia costante. Una colazione adeguata e un'alimentazione varia aiutano a evitare cali di attenzione; è invece preferibile non eccedere con zuccheri e prodotti ultraprocessati; 3) Bere regolarmente. Una corretta idratazione contribuisce al mantenimento delle funzioni cognitive. Non aspettate di avere sete per bere, soprattutto durante le giornate calde o dopo l'attività fisica.  E ancora: 4) Fare attività fisica. Il movimento regolare sostiene la salute del cervello, migliora l'umore e può favorire attenzione e capacità di apprendimento. Non è necessario praticare uno sport agonistico: anche camminare, andare in bicicletta o giocare all'aperto è utile; 5) Studiare in modo attivo. La semplice rilettura è meno efficace di un apprendimento partecipato. Ponetevi domande, spiegate l'argomento con parole vostre, create collegamenti e provate a ricordare le informazioni senza consultare il libro; 6) Distribuire il ripasso nel tempo. Ripetere a intervalli regolari favorisce il consolidamento della memoria più delle lunghe sessioni concentrate alla vigilia di una verifica. Inoltre: 7) Ridurre le distrazioni. Il cervello non svolge realmente più compiti complessi nello stesso momento: passa rapidamente da un'attività all'altra, con una possibile perdita di efficienza. Durante lo studio, disattivate le notifiche e tenete lo smartphone lontano; 8) Inserire pause brevi e regolari. Dopo un periodo di concentrazione, alzatevi, muovetevi e lasciate riposare gli occhi. Le pause aiutano a recuperare energie e a mantenere più a lungo una buona qualità dell'attenzione. Quindi: 9) Praticare meditazione o respirazione consapevole. Una breve pratica quotidiana può aiutare a riconoscere le distrazioni, ridurre la tensione e riportare l'attenzione al momento presente. Anche cinque minuti possono essere un buon inizio, se praticati con regolarità e senza aspettarsi risultati immediati e, infine, 10) Coltivare curiosità e nuove competenze. Leggere, imparare una lingua, suonare uno strumento, creare e affrontare attività nuove stimola la flessibilità mentale. La cosiddetta plasticità cerebrale dipende dall'interazione tra esperienza, esercizio e ambiente. 
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Agrusti: ‘Niente è per sempre, tantomeno le democrazie’, Pordenonelegge celebra la libertà

(Adnkronos) – Al via domani, mercoledì 16 settembre, la 27/a edizione di Pordenonelegge, Festa del libro e della libertà: la lettura come presidio democratico e il festival come “osservatorio” e chiave di lettura del presente. "In un tempo segnato da conflitti internazionali, derive autoritarie e repressioni del pensiero – spiega il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti – il festival ha scelto quest’anno l’immagine del tarassaco: una pianta spontanea, tenace e profondamente democratica, capace di crescere persino tra le crepe del cemento per diffondere i propri semi di libertà oltre ogni barriera e confine. L’urgenza di difendere l'indipendenza della parola scritta trova espressione nell’evento inaugurale: domani alle ore 20:00 salirà sul palco del Teatro Verdi di Pordenone il grande scrittore e saggista Salman Rushdie, icona planetaria della resistenza intellettuale e del coraggio di fronte a ogni forma di censura e fanatismo».  Con l’editorialista Federico Rampini Rushdie sarà protagonista di un dialogo sul filo rosso "Linguaggi della verità". La presenza di Rushdie inaugura così una cinque giorni densa di riflessioni che si chiuderà domenica 20 settembre con l’intervento del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e che guiderà Pordenone e il Friuli Venezia Giulia verso il prestigioso traguardo di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Ben 447 eventi in 52 sedi di Pordenone e del suo territorio e 694 voci internazionali in arrivo al festival: da Michel Houellebecq a Peter Sloterdijk, da Eshkol Nevo vincitore del Premio Crédit Agricole La storia in un romanzo allo scrittore statunitense Premio Pulitzer Andrew Sean Greer, da Vera Politkovskaja a Thomas Schlesser, Leïla Slimani, Nelio Biedermann, e centinaia di autori e autrici della letteratura e saggistica italiana.  «Niente è per sempre, tantomeno le democrazie. In Europa e nel mondo, oggi, ildissenso è tornato ad avere un prezzo – sottolinea il presidente Agrusti – dall’Afghanistan all’Iran, dalla Cina alla Russia scrittori e intellettuali, e le donne con particolare accanimento, subiscono la repressione del regime. Per questo, la 27/a edizione di pordenonelegge si arricchisce del nuovo spazio della Dissensio Arena, dove accoglieremo autori, autrici e intellettuali provenienti o esiliati da Afghanistan, Iran, Cina, Turchia, Algeria, Russia e altri Paesi. Sarà il palcoscenico del festival dedicato «alla libertà di parola e a chi nel mondo ha sofferto per affermarla». L’inaugurazione di Pordenonelegge è in programma domani alle ore 18.30, in Piazza XX Settembre: sarà un momento inedito e fortemente simbolico, il primo alzabandiera ufficiale del vessillo del festival. Dal pennone sventolerà uno stendardo che si tinge del giallo iconico di pordenonelegge e porta una stella con 9 punte: come le lettere che compongono il nome di Pordenone. Subito dopo, la piazza sarà avvolta dalle note della Fanfara dell'XI Bersaglieri della Brigata Ariete, e attraverso la musica arriverà anche un tocco di splendida leggerezza. Ma pordenonelegge è la Festa di tutti: «per questo – conclude Agrusti – ci sarà anche una rappresentanza della Rsu Electolux sul palco dell’inaugurazione, domani: è importante ricordare i drammi che si stanno consumando nel mondo del lavoro. E domenica 20 settembre tutta la città sarà invitata all’evento conclusivo con l’intervento del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, seguito dal Concerto per l’Italia affidato al Trio Il Volo. Il centro storico cittadino si trasformerà in una città-arena con postazioni e maxi schermi per migliaia di persone». 
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Santoro contro Ranucci: “Imperdonabile che non abbia preso le distanze da Lavitola reo confesso dell’attentato”

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(Adnkronos) –
Michele Santoro attacca Sigfrido Ranucci sul rapporto con Valter Lavitola. A 'Lo Stato delle Cose', il giornalista definisce "imperdonabile" il fatto che Ranucci non abbia preso le distanze dall’imprenditore che ha ammesso agli inquirenti di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report. "Il punto è che dopo che è emerso che Lavitola era reo confesso dell'attentato, Ranucci non ha preso le distanze da Lavitola. Questa cosa è imperdonabile, imperdonabile", ha detto ieri sera, durante la trasmissione di Massimo Giletti. Il giornalista ha però distinto il rapporto personale precedente alle accuse dalla posizione successiva all’attentato: "Andare a mangiare nel ristorante di Lavitola non è una colpa, essere amico di qualcuno che è stato punito per qualche reato non è una colpa. Ma non ci può essere un'amicizia a prova di bomba. Non ci può essere un'amicizia che supera il fatto che tu hai fatto una roba che fa la mafia, che fa la camorra. Io, se anche io e te siamo amici e tu mi fai un attentato di questo tipo, io ti mando affanc…, chiaro? Senza mezzi termini". La vicenda è diventata particolarmente delicata dopo che Ranucci aveva confermato pubblicamente di conoscere e frequentare Lavitola. Nel luglio scorso il conduttore di Report aveva definito Lavitola un amico, sostenendo che il rapporto fosse nato dopo alcune delle inchieste realizzate dalla trasmissione.  Nel frattempo, Lavitola ha dichiarato agli inquirenti di essere il mandante dell’attentato contro Ranucci. La sua versione è ora al vaglio della magistratura e si inserisce in un’inchiesta ancora aperta sulla dinamica, sul movente e sulle responsabilità dell’attacco.  La vicenda ha inoltre avuto conseguenze sul futuro televisivo di Ranucci: la Rai lo ha rimosso dalla conduzione di Report. Il giornalista ha recentemente presentato un ricorso urgente chiedendo la sospensione del provvedimento e il reintegro alla guida della trasmissione.  
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“Scudo europeo per la democrazia”, il Parlamento Ue approva le proposte

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Con 420 voti a favore, 220 contro e 26 astenuti il Parlamento europeo ha approvato le raccomandazioni della Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia (Euds). Le raccomandazioni sono contenute in una relazione sulle conclusioni della Commissione Euds, e propongono misure concrete su come l’Ue possa difendere le proprie istituzioni democratiche rafforzando gli strumenti di cui già dispone. I deputati, con questa approvazione, chiedono innanzitutto la creazione di un centro dell’Ue per la resilienza democratica. L’organizzazione dovrebbe fungere da “centro di eccellenza” indipendente per contrastare le manipolazioni e le ingerenze straniere nel settore dell’informazione, nonchè per coordinare le azioni nazionali. La nuova struttura non dovrebbe duplicare gli strumenti esistenti, ma piuttosto riunire in un’unica entità le azioni già in corso a livello dell’Ue, dotandola di una visione, un mandato, un bilancio e una capacità di intervento chiari. La partecipazione dovrebbe essere obbligatoria per tutti gli Stati membri e dovrebbe essere garantito il controllo parlamentare.

Nella relazione vengono evidenziati i frequenti attacchi ibridi della Russia contro infrastrutture critiche, tra cui attacchi informatici, sabotaggi fisici, incendi dolosi, attività di spionaggio e disturbi del segnale, nonchè attività analoghe provenienti da Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord. I deputati chiedono di ampliare le sanzioni nei confronti di coloro che facilitano la disinformazione e di quanti contribuiscono a eludere le sanzioni esistenti. Condannano inoltre la “lista nera” di funzionari dell’Ue, giornalisti ed eurodeputati stilata dalla Russia per motivi politici e utilizzata come strumento di guerra ibrida. Poichè tali attacchi si verificano in gran parte nella sfera digitale, i deputati chiedono un’applicazione rigorosa delle norme digitali esistenti (come le leggi sui servizi digitali e sull’intelligenza artificiale), anzichè introdurre una nuova legislazione. Chiedono inoltre che le piattaforme siano chiamate a rispondere del loro operato e facciano di più per contrastare le ingerenze elettorali operate attraverso bot e per proteggere il dibattito democratico. La relazione sottolinea che la libertà di espressione e di informazione sono diritti che tutelano gli esseri umani, non le macchine.

“Abbiamo mandato il segnale più forte possibile: non ci fermeremo nel difendere le nostre democrazie”, ha detto la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, nel corso di una conferenza stampa dopo il voto. “Questo voto arriva proprio il momento giusto, nella giornata internazionale della democrazia. L’attacco con drone vicino la frontiera polacca, solo qualche giorno fa, l’incursione di droni nello spazio europeo sono esempi che ci mostrano fino a che punto arrivano i settori ostili – ha aggiunto Metsola -. Ci ricordano che le minacce sono sempre più sofisticate: minacce non solo per le infrastrutture, ma anche per le società e le istituzioni. Non sono minacce nuove, ecco perchè il Parlamento ha creato la commissione speciale sullo scudo per la democrazia, con un mandato chiaro e forte: esaminare la crescita delle minacce di interferenza estera, di manipolazione, di attacchi ibridi, di disinformazione. Oggi il Parlamento ha votato sul lavoro della commissione e sulle raccomandazioni concrete per rafforzare la nostra resilienza democratica”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Palermo ricorda Padre Pino Puglisi, prete antimafia ucciso 33 anni fa

PALERMO (ITALPRESS) – La fede come strumento di aggregazione e riscatto sociale: padre Pino Puglisi era un riferimento per tutti nel quartiere Brancaccio. Grazie ai suoi sforzi, i bambini e i ragazzi di uno dei territori più difficili di Palermo venivano sottratti alla criminalità organizzata e indirizzati alla legalità: una sfida a viso aperto a Cosa nostra, che lo assassinò davanti al portone di casa sua il 15 settembre 1993, intorno alle 20:40. Quel giorno Pino Puglisi compiva 56 anni. La sua battaglia era una vera e propria questione personale: lui a Brancaccio c’era nato e cresciuto, respirando l’aria di un quartiere difficile dove la presenza della criminalità si faceva sempre più pervasiva e veniva identificata da tanti come l’unica risposta possibile alla povertà, alla marginalità sociale e a uno Stato assente. Dopo un’esistenza spesa nei ruoli di cappellano, parroco e docente l’occasione per chiudere il cerchio arrivò nel 1990, quando padre Puglisi venne nominato parroco presso la chiesa di San Gaetano a Brancaccio: attraverso una serie di attività parrocchiali provò, riuscendoci in larga parte, a convincere i giovani del quartiere che un’alternativa al crimine organizzato era possibile. A nulla servirono le minacce di morte operate nei suoi confronti da Cosa nostra: il sacerdote continuò imperterrito la propria attività e raggiunse un traguardo fondamentale con l’istituzione, a gennaio 1993, del Centro Padre Nostro, luogo di riferimento per tutti i ragazzi di Brancaccio.

Il 15 settembre dello stesso anno si consumò la reazione della mafia: padre Puglisi aveva fatto in tempo a scendere dalla sua automobile e inserire le chiavi nel portone di casa, quando si sentì chiamare alle spalle e quasi contemporaneamente venne colpito alla nuca da un colpo di pistola; il sacerdote morì all’istante. Per l’omicidio sono stati condannati Salvatore Grigoli e Gaspare Spatuzza, mentre i mandanti sono stati identificati nei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, arrestati nel 1994 e ritenuti i profili di maggiore spicco della mafia a Brancaccio. Per celebrarne la memoria, alle 18, presso la Cattedrale di Palermo, si terrà una funzione religiosa: a officiarla sarà l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia; a seguire, sempre alla Cattedrale, si svolgerà la presentazione del libro ‘Il Vangelo per le strade. Discorsi alla città di Palermo’ (Ed. Il pozzo di Giacobbe), a cura dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

SCHIFANI “INSEGNAMENTI BEATO PUGLISI INDICANO LA STRADA PER LA LEGALITA’”

“Oggi più che mai gli insegnamenti del beato Pino Puglisi tracciano davanti ai nostri occhi un chiaro percorso di legalità. Per poter realizzare un cambiamento vero e duraturo, dobbiamo partire dai nostri ragazzi, dando loro concrete opportunità di formazione, lavoro e crescita. Solo in questo modo possiamo evitare che si rivolgano alle false lusinghe della criminalità organizzata. In un periodo in cui assistiamo alla recrudescenza di episodi violenti, il martirio di don Puglisi e il suo impegno, fatto di coraggio e concrete azioni quotidiane, rappresentano una guida per tutti noi, inclusi i nostri giovani che oggi iniziano l’anno scolastico. Un valore, quello dell’educazione, in cui il parroco di Brancaccio credeva fermamente”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel 33esimo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi, a Palermo, da parte della mafia.

LAGALLA “ESEMPIO PADRE PUGLISI CONTINUI A PRODURRE CAMBIAMENTO”

“Ricordare Padre Pino Puglisi, a Palermo, non significa soltanto tornare con la memoria a quella sera del 15 settembre 1993. Significa chiederci, ogni anno, che cosa stiamo facendo perché il suo esempio continui a produrre cambiamento. Padre Puglisi aveva capito che la mafia si combatte anche sottraendole terreno, costruendo opportunità là dove ci sono povertà, solitudine e abbandono. E aveva scelto di farlo partendo dai bambini e dall’educazione. Per questo, nel giorno del suo anniversario, ha un significato particolare l’aver avviato i lavori dell’asilo nido ‘I Piccoli di Padre Puglisi’, a Brancaccio. Un’opera attesa, che oggi diventa realtà e che rappresenta molto più di un nuovo servizio per il quartiere. Un asilo dedicato a Puglisi significa affermare concretamente che il futuro di Brancaccio comincia dai suoi bambini, dal diritto a crescere con opportunità, servizi e istituzioni presenti ogni giorno. La mafia aveva cercato di spegnere la voce di Padre Puglisi. Noi abbiamo il dovere di farla vivere non soltanto nelle cerimonie, ma nelle scelte concrete. E un cantiere che apre, proprio a Brancaccio, proprio per i bambini, è una di queste scelte”. Lo dichiara il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.

PIANTEDOSI “L’ESEMPIO DI DON PUGLISI CONTINUA A INDICARCI LA STRADA”

“Don Pino Puglisi fu assassinato a Palermo il 15 settembre 1993. La mafia ebbe paura del suo straordinario impegno e della scelta rivoluzionaria che lo ispirava: credere nei ragazzi del suo quartiere, nella loro capacità di riscatto, nel loro coraggio di non piegarsi alle logiche della criminalità organizzata. Dopo 33 anni, la sua testimonianza continua a indicarci la strada”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un post su X ricorda Don Pino Puglisi a 33 anni dal suo omicidio. “Il sacerdote di Brancaccio non si limitò a denunciare violenza e omertà. Lavorò giorno dopo giorno, con pazienza e ostinazione, per costruire un’alternativa concreta per i giovani, e sottrarli al sistema di potere dei clan. La sua opera ci ricorda che, insieme all’azione di contrasto dello Stato, la mafia si combatte anche e soprattutto con la cultura e la formazione delle nuove generazioni, a partire dalla scuola per creare presidi di comunità nei territori più fragili”, conclude Piantedosi.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Rissa su una nave da crociera in arrivo a Palermo, 13 giovani denunciati / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Frontiera Marittima di Palermo hanno denunciato 13 giovani, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, per rissa aggravata. I fatti si sono svolti nel corso della scorsa settimana, a bordo di una nave da crociera, durante la tratta notturna tra Napoli e Palermo. A far scattare l’intervento è stata una segnalazione del personale di bordo che ha allertato la “Polmare” del capoluogo siciliano in merito ad una violenta colluttazione che ha visto coinvolto un folto gruppo di ragazzi.

All’arrivo della nave in porto, gli agenti hanno immediatamente avviato un’indagine che, attraverso la visione e l’incrocio dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza di bordo, ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti ed identificare tutti i 13 soggetti coinvolti. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, lo scontro ha visto contrapporsi due gruppi di crocieristi: un primo, composto da giovani provenienti dal Salento, imbarcatisi a Civitavecchia, ed un secondo, di ragazzi siciliani, imbarcatisi a Palermo.

La scintilla sarebbe scoccata nei pressi della discoteca della nave per futili motivi, presumibilmente a causa di una battuta rivolta ad una ragazza siciliana e non gradita da un giovane del gruppo salentino.  Dalle parole si è passati rapidamente alle mani, con l’utilizzo di tavolini, sedie e suppellettili. La rissa si è poi spostata lungo i corridoi e nella zona degli ascensori dove la situazione è degenerata: in questa fase alcuni degli indagati avrebbero continuato ad infierire con calci alla testa su di un giovane, nonostante questi fosse a terra privo di sensi, prima che la situazione venisse isolata. La persona ferita è stata temporaneamente ricoverata per accertamenti sanitari che hanno comunque escluso il peggio. I tredici giovani, al termine degli accertamenti, sono stati denunciati alla Procura di Palermo.

– Foto da video Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Cenere vulcanica dall’Etna, attività di volo sospese all’aeroporto di Catania fino alle 22

CATANIA (ITALPRESS) – La Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, comunica che, a causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera e della direzione dei venti prevalenti in quota, è stata disposta la prosecuzione della chiusura dello spazio aereo corrispondente ai settori C1 e B3. Prosegue pertanto la sospensione delle attività di volo in arrivo e in partenza all’aeroporto di Catania fino alle ore 22.00 locali di oggi. La Sac invita i passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, a verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Tre nuovi appuntamenti per l’Estate Musicale della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana

PALERMO (ITALPRESS) – Prosegue l’Estate Musicale 2026 della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana con tre appuntamenti a Palermo con due programmi molto diversi. Giovedì 17 settembre la rassegna Note al Museo torna nell’Atrio storico di Palazzo Abatellis con il Prisma Sonoro Ensemble; venerdì 18 a Villa Filippina a Palermo e sabato 19 a Villa Piccolo a Capo d’Orlando, l’Orchestra Sinfonica Siciliana sara impegnata in Beatles, A Symphony Experience, rilettura in veste sinfonica di alcune delle canzoni che hanno segnato la storia della musica pop-rock. Giovedì 17 settembre alle ore 21, per Note al Museo, il Prisma Sonoro Ensemble composto da Andrea Cirrito (violino), Claudio Laureti (viola), Enrico Corli (violoncello), Gabriele Palmeri (oboe), Laura Vitale (arpa) e Antonio Giardina (percussioni) autore degli arrangiamenti. Il programma comprende pagine del grande repertorio e composizioni dello stesso Giardina, affidate a un organico cameristico dalla particolare combinazione timbrica. Si apre con Nightscapes di Giardina, seguito dalla Danza slava n. 2 op. 72 di Antonín Dvorßk, dal celebre Vocalise di Sergej Rachmaninov e dal Cantique de Jean Racine di Gabriel Fauré, tutti proposti negli arrangiamenti di Giardina. Dopo Mandorlo in Fiore, altra sua composizione originale, conclude il concerto La vida breve di Manuel de Falla, anch’essa nella trascrizione realizzata da Giardina. Nightscapes e Mandorlo in fiore sono in prima assoluta; due lavori diversi per origine e immaginario, accomunati però da una concezione della musica fortemente descrittiva, nella quale il suono nasce spesso da un’immagine, da un paesaggio reale o immaginario, oppure da uno stato emotivo da trasformare in materia musicale. Nightscapes nasce da un flusso di pensieri notturni, un intreccio di ansie, paure, turbamenti e momenti di consapevolezza. Mandorlo in fiore è invece narrativo e mitologico, legato a un luogo e a una leggenda che appartengono all’immaginario siciliano. In entrambi la musica non si limita a raccontare un’immagine: ne segue i mutamenti, trasformando emozioni, gesti e suggestioni visive in ritmo, timbro, armonia e forma. Venerdì 18 settembre alle ore 21 a Villa Filippina e sabato 19 settembre, sempre alle ore 21, a Villa Piccolo a Capo d’Orlando, l’Orchestra Sinfonica Siciliana propone Beatles, A Symphony Experience, un viaggio attraverso alcune delle canzoni più celebri del quartetto di Liverpool, negli arrangiamenti per orchestra di Alberto Maniaci, Giuseppe Vasapolli e Giuseppe Ricotta. Sul podio Stefano Seghedoni; con l’Orchestra saranno protagonisti Giuliana Di Liberto ed Ezio Di Liberto, vocalist, il soprano Federica Foresta, Giuseppe Milici all’armonica e Fabrizio Bosso alla tromba.

Scioltisi nel 1970 dopo appena dieci anni di attività, i Beatles hanno lasciato un repertorio entrato stabilmente nella cultura musicale contemporanea. Il concerto ne ripercorre diverse stagioni, dall’energia della prima Beatlemania alla progressiva apertura verso una scrittura più complessa e sperimentale, fino agli ultimi capolavori del gruppo. Si parte da Can’t Buy Me Love, A Hard Day’s Night e She Loves You, simboli dell’immediatezza e dell’energia degli esordi, per passare a pagine come Ticket to Ride, Yesterday e Yes It Is. Gli anni della maturità sono rappresentati da Here Comes the Sun, Come Together, A Day in the Life, Let It Be, The Long and Winding Road e Hey Jude. Completano il programma Michelle e, oltre il repertorio strettamente beatlesiano, Imagine, capolavoro della carriera solista di John Lennon. Le versioni orchestrali mettono in evidenza la ricchezza melodica, armonica e timbrica di canzoni capaci di conservare, a oltre mezzo secolo dalla loro nascita, una straordinaria immediatezza. Direttore e compositore, Stefano Seghedoni si è formato a Modena e Bologna e ha collaborato con numerose orchestre italiane e internazionali, tra cui la Toscanini, la Franz Liszt Chamber Orchestra, la Seoul Philharmonic Orchestra e l’Orchestra e il Coro dell’Opera di Varna, della quale è Principal Guest Conductor. Nel 2018 ha debuttato alla Carnegie Hall di New York. Al suo fianco un gruppo di interpreti provenienti da esperienze musicali differenti. Fabrizio Bosso, tra i più noti trombettisti jazz italiani, ha collaborato con musicisti quali Enrico Rava, Charlie Haden, Carla Bley, Dee Dee Bridgewater e Maria Schneider, oltre che con la London Symphony Orchestra e l’Orchestra RAI di Torino. Giuseppe Milici, armonicista e compositore, ha sviluppato una carriera internazionale tra jazz, cinema e televisione, esibendosi anche al Blue Note di New York e Tokyo e realizzando progetti discografici dedicati, tra gli altri, proprio ai Beatles. Completano il cast Giuliana Di Liberto, cantante, compositrice e docente di Canto Jazz, protagonista dal 2017 di diversi progetti di Palermo Classica; Ezio Di Liberto, compositore, interprete e direttore artistico con oltre vent’anni di attività e già ideatore di progetti sinfonici dedicati all’incontro tra popular music e orchestra; e il soprano palermitano Federica Foresta, vincitrice di concorsi internazionali e interprete di numerose produzioni al Teatro Massimo Bellini di Catania, al Teatro Massimo di Palermo e al Teatro Antico di Taormina.

– foto ufficio stampa Orchestra Sinfonica Siciliana –

(ITALPRESS).

Manovra, Angeleri (Assosoftware): “Con ‘Investo Digitale’ possibili 6,48 mld di euro di investimenti”

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(Adnkronos) – Supportare e accelerare la digitalizzazione delle micro e piccole imprese italiane. E' l'obiettivo di 'Investo Digitale', una proposta per la prossima legge di bilancio che lancia Assosoftware, associazione nazionale che rappresenta e tutela gli interessi di aziende che realizzano software applicativo-gestionale, come spiega il presidente Pierfrancesco Angeleri intervistato da Adnkronos/Labitalia. La proposta, promossa insieme ad Aiip, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni, prevede 3,623 miliardi di euro di risorse pubbliche in tre anni, pari in media a 1,208 miliardi l’anno, e secondo le stime dell'Associazione potrebbe raggiungere 578.496 beneficiari e attivare complessivamente 6,48 miliardi di euro di investimenti, con un effetto leva di 1,79 euro per ogni euro pubblico. 
Presidente Angeleri, perchè proponete 'Investo Digitale' per la prossima legge di bilancio e quale limite degli incentivi attualmente disponibili intende colmare?
 Investo Digitale nasce dalla necessità di accelerare la digitalizzazione delle micro e piccole imprese italiane, che continuano a incontrare difficoltà nell’adozione di software, cloud, intelligenza artificiale e strumenti di cybersicurezza. Gli incentivi esistenti si sono concentrati soprattutto sui beni materiali e risultano spesso troppo complessi per le realtà meno strutturate. La nostra proposta è invece un contributo diretto, semplice e pluriennale, aperto anche agli studi professionali e agli enti del Terzo settore, che finanzi non soltanto l’acquisto delle tecnologie, ma anche la loro implementazione, la formazione e la consulenza necessarie per utilizzarle realmente. 
La proposta ricalca alcuni aspetti del 'Kit Digital spagnolo'. Quali elementi volete riprendere e in cosa dovrebbe distinguersi la versione italiana?
 Il 'Kit Digital' spagnolo ha dimostrato che con una procedura interamente online, voucher facilmente accessibili e una rete di fornitori qualificati permettono di raggiungere rapidamente centinaia di migliaia di piccole imprese. È soprattutto questo modello di attuazione semplice e capillare che vogliamo riprendere. Investo Digitale avrebbe però un perimetro più ampio: comprenderebbe stabilmente formazione, consulenza, intelligenza artificiale, cybersicurezza, certificazioni e servizi continuativi, premiando inoltre le soluzioni sviluppate in Europa. Il contributo sarebbe erogato in relazione all’effettiva messa in funzione degli strumenti, non al loro semplice acquisto. 
Oltre ad Assosoftware, quali associazioni sostengono la proposta e come è nata questa alleanza?
 La proposta è promossa insieme ad Aiip, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. È un’alleanza significativa perché riunisce l’offerta digitale e il tessuto produttivo che dovrebbe utilizzare queste tecnologie: commercio, artigianato, professioni e piccola industria. Le associazioni possono inoltre svolgere un ruolo concreto nell’informazione, nell’accompagnamento delle imprese e nella diffusione territoriale della misura. Investo Digitale non vuole essere un incentivo settoriale, ma una politica orizzontale per la produttività dell’intero sistema economico. Si tratta di una parte considerevole dell'economia italiana per la quale innovare è di vigtale importanza. Il Cnel segnala che l’adozione di tecnologie digitali è associata, in Italia, a un premio di produttività nell’ordine del 15-30%, particolarmente marcato nei servizi ad alta intensità di conoscenza; lo stesso rapporto evidenzia inoltre che le imprese innovative presentano in media una produttività superiore di circa il 20% rispetto a quelle non innovative 
Quanto costerebbe 'Investo Digitale' e quale impatto potrebbe avere sulla crescita economica del Paese?
 La proposta prevede 3,623 miliardi di euro di risorse pubbliche in tre anni, pari in media a 1,208 miliardi l’anno. Secondo le nostre stime, potrebbe raggiungere 578.496 beneficiari e attivare complessivamente 6,48 miliardi di euro di investimenti, con un effetto leva di 1,79 euro per ogni euro pubblico. Nello scenario centrale, l’aumento della produttività delle imprese beneficiarie sarebbe compreso tra il 2,8% e il 3,7%, mentre l’impatto cumulato sul Pil nel medio termine si collocherebbe tra lo 0,45% e lo 0,65%. Nello scenario di attuazione accelerata, caratterizzato da procedure rapide, adesione elevata e accompagnamento tecnico, l’effetto potrebbe raggiungere lo 0,75-0,95% del Pil. Si tratta naturalmente di stime preliminari elaborate dai promotori, che indicano un ordine di grandezza e dovranno essere approfondite nel confronto con le istituzioni. 
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)