(Adnkronos) – Domani il Parlamento in seduta comune si riunirà per eleggere i dieci membri laici del Csm ma Radio Montecitorio pronostica un nulla di fatto. Secondo gli ultimi boatos infatti tutti partiti della maggioranza dovrebbero votare scheda bianca perché si è ancora lontani da un accordo nel centrodestra. Intanto, impazza il totonomi. Nelle ultime ore sarebbe spuntata la candidatura, in quota Fratelli d'Italia, dell'ex pm di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, che oggi si è fatto vedere in Transatlantico. Raccontano che Di Pietro avrebbe incontrato a pranzo, alla Camera, Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia. Dalle parti di via della Scrofa non si sbilanciano su Di Pietro in campo: è un'ipotesi. Sulla 'discesa in campo' di Di Pietro, però, riferiscono, ci sarebbe la netta contrarietà di Forza Italia. Il partito azzurro sarebbe pronto a puntare i piedi di fronte a una candidatura dell'ex magistrato. “Forza Italia non voterà Antonio Di Pietro quale membro del CSM. Non è una questione nominale, ma di principio. La storia di Di Pietro, simbolo di una stagione in cui la giustizia si è fatta strumento di lotta politica e la gogna mediatica ha preso il posto del giusto processo, facendo strame del diritto, è incompatibile con l’organo chiamato a garantire l’autonomia, l’equilibrio e la terzietà della magistratura. Noi siamo e restiamo garantisti e non possiamo affidare il governo autonomo dei magistrati a chi ha incarnato l’esatto contrario. Su questo non ci sono margini di trattativa'', dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di Camera e Senato di Forza Italia, Enrico Costa e Stefania Craxi.
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Csm, spunta candidatura Di Pietro in quota Fratelli d’Italia ma c’è veto di Forza Italia
Lazio inarrestabile e al comando, Sassuolo travolto 6-2 a Reggio Emilia
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – La Lazio batte il Sassuolo per 6-2 nel match che apre la nona giornata di Serie A e vola in testa alla classifica a quota 25 punti, in attesa dell’Inter impegnata domani contro il Venezia. Davanti a 10mila tifosi ospiti, vanno a segno Taylor, Isaksen, Floriani, Zaccagni e Noslin (doppietta), mentre falliscono un rigore ciascuno lo stesso Zaccagni e Frattesi. Di Thorsvedt (poi espulso per un brutto fallo) ed Esposito le reti neroverdi. Passano subito in vantaggio gli ospiti al 2′. Cross rasoterra di Isaksen, Lipani non respinge bene e consegna la palla a Taylor, che la raccoglie e batte Turati. Si riparte e il Sassuolo pareggia immediatamente al 7′. Sovrapposizione perfetta di Doig servito da Laurientè; il laterale mancino neroverde mette in mezzo, dove a rimorchio arriva Thorsvedt che di mancino batte Mandas con deviazione di Sutalo. I ritmi sono altissimi e al 13′ la Lazio torna avanti. Zaccagni rientra dalla sinistra e serve Isaksen, che dal lato opposto dell’area lascia partire un mancino di prima intenzione sorprendendo Turati. Al 16′ ecco il tris biancoceleste. Ennesima azione rapidissima degli ospiti, Taylor dal limite mette un pallone nell’area piccola, dove Floriani arriva in spaccata e sul filo del fuorigioco per l’1-3.
Al 31′ il Sassuolo rimane in dieci, in seguito a un brutto fallo di Thorsvedt, che entra inutilmente sulla caviglia di Zaccagni. Al 43′ Esposito raccoglie il suggerimento di testa di Cinquegrano, liberandosi al tiro e battendo Mandas per il 2-3. A inizio recupero arriva il 4-2 ospite: cross dalla destra di Isaksen e colpo di testa di Zaccagni. La ripresa si apre con un tocco di braccio di Cinquegrano in area che porta al primo di due rigori. Dal dischetto Zaccagni viene ipnotizzato da Turati. Al 56′ Noslin si aggiunge al tabellino dei marcatori con un tiro dal limite che finisce nell’angolino basso alla sinistra di Turati. Il portiere neroverde è protagonista anche sul secondo penalty della Lazio, concesso per fallo di Caleta Car. Stavolta, a fallire dagli 11 metri è Frattesi. Al 65′ è doppietta per Noslin, che stavolta dai 18 metri la piazza sotto al sette. La Lazio vince 6-2 e festeggia la vetta della classifica, almeno per una notte in beata solitudine.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Acqua minerale ritirata dal mercato: il lotto interessato, come comportarsi
(Adnkronos) – "Rischio microbiologico per potenziale presenza di Pseudomonas Aeruginosa". E' il motivo del ritiro di un lotto dell'acqua minerale San Zaccaria dell'azienda produttrice Fonti Terme di Brennero. Si tratta delle bottiglie da un litro, come si legge sul sito del ministero, del lotto numero L26239221100 con scadenza 27/8/2028. Per cui si raccomanda di non consumarlo e riportarlo al negoziante.
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Presentato rapporto legislazione 2026, focus su decreti legge e qualità normativa
(Adnkronos) – Il ricorso ai decreti-legge, il rinvio alle fonti secondarie e la necessità di garantire tempi certi alla produzione normativa sono stati al centro della presentazione del rapporto sulla legislazione 2026 della camera dei deputati, oggi al Consiglio regionale del Lazio. Ad aprire i lavori è stata Anna Ascani, vicepresidente della Camera, che ha ringraziato il Consiglio regionale e il presidente Antonello Aurigemma, sottolineando l’importanza di una riflessione condivisa con la conferenza delle Regioni. Il rapporto conferma il peso dei decreti-legge e il ricorso a fonti secondarie, mentre Ascani ha evidenziato i rischi di una crescente polarizzazione politica: senza un confronto parlamentare leale, soprattutto sui temi complessi, le decisioni possono essere percepite dai cittadini come il risultato di scelte prese lontano da loro. Da qui l’esigenza di rafforzare la qualità del processo deliberativo attraverso dati e confronto tra maggioranza e opposizione. Tra gli strumenti per avvicinare i cittadini al Parlamento anche un chatbot basato sull’intelligenza artificiale, utilizzato per fornire risposte in linguaggio naturale sui contenuti del rapporto. Il presidente del comitato per la legislazione della Camera, Riccardo De Corato, ha ricordato che l’organismo nasce con la riforma del 1997 per affiancare alla rapidità delle decisioni una deliberazione più consapevole ed efficiente, attraverso un confronto condiviso tra maggioranza e opposizione. La riforma, il cui percorso si è concluso nel settembre 2025 dopo l’avvio nel marzo dello stesso anno, sarà applicata dalla prossima legislatura e prevede anche l’esame dei decreti-legge. Francesco Clementi, professore ordinario di diritto pubblico comparato alla Sapienza università di Roma, ha indicato tra le principali criticità emerse dal rapporto il peso crescente dei decreti-legge, la precarietà della legge, l’aumento del ricorso alla delega legislativa e le questioni legate alla normativa secondaria. Clementi ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni europee e parlamenti nazionali, sottolineando che "il problema della legislazione è l’assenza di un tempo certo". La certezza dei tempi, purché adeguati alla complessità delle questioni, rappresenta secondo il docente un elemento di tutela della democrazia: "La lentezza diventa una scelta se è una buona lentezza". Giulio Maria Salerno, professore ordinario di diritto costituzionale e pubblico all’università di Macerata, ha approfondito il rapporto tra produzione normativa regionale e legislazione europea, richiamando la crescita dell’attività normativa dell’Ue, la prevalenza dei regolamenti sulle direttive e la necessità di migliorare la qualità della legislazione e il ruolo dei parlamenti. A concludere i lavori è stato il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, che ha sottolineato l’importanza di una riflessione approfondita sul ruolo delle regioni e ricordato il confronto avviato a Maratea per valutare gli effetti della riforma, individuando gli aspetti che hanno funzionato e quelli da migliorare.
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Due gol convalidati dopo check del Var e un rosso: caos in Sassuolo-Lazio
(Adnkronos) –
Caos in Sassuolo-Lazio. Oggi, martedì 27 ottobre, i neroverdi hanno ospitato i biancocelesti nell'anticipo della nona giornata di Serie A, in una partita caratterizzata da proteste e alcuni episodi arbitrali. Nel primo tempo Aquilani ha protestato per il gol convalidato a Taylor, su cui c'era un possibile fuorigioco attivo di Frattesi, mentre soltanto il check del Var ha permesso di assegnare ai biancocelesti la rete di Floriani Mussolini, inizialmente annullata per offside. Alla mezz'ora invece espulso Thorstvedt per un brutto fallo su Zaccagni. Succede tutto nel corso del primo tempo. Dopo soli tre minuti Taylor si fa trovare smarcato a centro area e approfitta dell'incertezza di Lipani per portare in vantaggio i biancocelesti. L'olandese esulta insieme ai circa 10mila tifosi laziali accorsi a Reggio Emilia, ma l'arbitro Zufferli dice di aspettare. Sulla traiettoria del tiro di Taylor infatti si trova Frattesi, in palese posizione di fuorigioco, che però non oscura la visuale a Turati. Il portiere ha tutto il tempo e il modo per intervenire, con il centrocampista ex Inter che salta per levarsi dalla traiettoria della conclusione del compagno. Il check riguarda un possibile tocco del pallone di Frattesi, che però non c'è e l'arbitro convalida così la rete. Al 16' invece è sempre Taylor a mettere una grande palla sul secondo palo per Floriani Mussolini, che in spaccata firma il suo primo gol con la Lazio, ma questa volta l'arbitro annulla tutto per fuorigioco. Il check dura qualche secondo, dopodiché le immagini confermano che il giovane terzino si trova in posizione regolare e la rete viene quindi convalidata. L'ennesimo episodio del match arriva invece al 32'. Thorstvedt, autore del momentaneo 1-1, entra male sulla caviglia di Zaccagni e Zufferli lo espelle. Le immagini confermano l'entrata molto pericolosa del centrocampista norvegese, che lascia così il Sassuolo in dieci. Al 37' infine annullato un gol ai neroverdi, con Laurienté che è scattato in evidente posizione di fuorigioco prima di battere Mandas in uscita.
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Garlasco, Le Iene assolte in appello dall’accusa di diffamazione a Stefania Cappa
(Adnkronos) – La Corte d’Appello di Milano, III Sezione Penale, ha assolto Riccardo Festinese (autore) e Alessandro De Giuseppe (inviato) de Le Iene – assistiti dagli avvocati Stefano Toniolo e Federico Giusti – dall’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Stefania Cappa, in relazione al servizio 'Speciale Le Iene, delitto di Garlasco, la verità di Alberto Stasi', trasmesso il 24 maggio 2022. La decisione ribalta la sentenza pronunciata il 29 aprile 2025 dalla III sezione penale del Tribunale di Milano, con la quale la giudice Sara Faldini aveva condannato i due imputati a una multa di 500 euro ciascuno e al pagamento di una provvisionale di 10mila euro in favore della parte civile. Al centro del procedimento c’era il modo in cui il servizio aveva raccontato le dichiarazioni di Marco Muschitta, l’uomo che aveva sostenuto di aver visto Stefania Cappa in bicicletta nei pressi della villetta di via Pascoli la mattina del delitto, salvo poi ritrattare. La giudice aveva ritenuto che il servizio, accreditando quelle dichiarazioni senza dare risalto alla loro inattendibilità, avesse offerto una rappresentazione parziale dei fatti, finendo per insinuare un possibile coinvolgimento di Stefania Cappa nell’omicidio. La Corte d’Appello ha invece ritenuta corretta la rappresentazione dell’accaduto che fecero Le Iene. "Per noi – commenta la redazione de 'Le Iene' – questa vicenda riporta al centro una questione fondamentale: quale spazio può e deve avere il giornalismo d’inchiesta quando si confronta con una vicenda giudiziaria complessa e controversa come quella di Garlasco. Il nostro lavoro, da sempre, nasce dalla volontà di comprendere i fatti non dall’intenzione di diffamare qualcuno, né da quella di attribuire una responsabilità che spetta esclusivamente alla magistratura accertare. Indagare per noi significa anche mettere in discussione ricostruzioni che sembrano consolidate, assumendosi la responsabilità di raccontare quello che emerge, senza rinunciare al racconto per paura delle conseguenze. Questo non vuol dire che il giornalismo sia al di sopra delle regole, né che il diritto di cronaca possa giustificare qualsiasi affermazione. Vuol dire, però, che il dovere di rispettare le persone deve convivere con il diritto di approfondire i fatti e con la libertà di raccontarli. Per questo Le Iene, anche dopo la condanna, hanno continuato e continueranno a fare quello che ritengono il proprio lavoro: cercare risposte, senza dare nulla per scontato e senza avere paura di dire ciò che si scopre", conclude la redazione de 'Le Iene'.
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Associazioni e medici: “Garantire a tutti i pazienti accesso a nutrizione clinica oncologica”
(Adnkronos) – "Il percorso avviato dalle Istituzioni nazionali sulla nutrizione in oncologia ha già segnato passaggi importanti: dal riconoscimento dello screening nutrizionale per i pazienti oncologici che è stato approvato nella legge di Bilancio dello scorso anno, al lavoro del Tavolo nazionale sulla Sicurezza nutrizionale presso il ministero della Salute. Ora, nella fase di costruzione del disegno di legge di Bilancio 2027, occorre dare continuità a questo impegno e compiere un ulteriore passo per garantire un accesso uniforme su tutto il territorio nazionale agli Alimenti a fini medici speciali (Afms) : prodotti espressamente formulati e destinati alla gestione dietetica di pazienti che, a causa di una malattia, un disturbo o una condizione medica particolari, hanno esigenze nutrizionali che non possono essere soddisfatte con la normale dieta. Tra questi, i Supplementi nutrizionali orali (Ons) rappresentano una soluzione clinica efficace per contrastare la malnutrizione calorico-proteica associata a patologie e apportano benefici comprovati sugli esiti clinici e sulla qualità di vita dei pazienti". Così in una nota la Federazione associazioni volontariato oncologia (Favo), la Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc), la Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo (Sinpe) e Alleanza contro il cancro (Acc) che – in rappresentanza di pazienti e società scientifiche – rivolgono un appello al Governo e al Parlamento affinché la manovra non interrompa il percorso intrapreso, ma preveda un primo intervento per assicurare a tutti i pazienti oncologici un accesso equo, ovunque risiedano. In una fase complessa per il Paese – informa la nota -, chiamato a rispondere a priorità diverse e a impiegare con attenzione le risorse pubbliche, "i bisogni delle persone più fragili non possono essere trascurati. La malnutrizione riguarda oltre la metà dei pazienti oncologici già alla prima visita e, se non affrontata, può compromettere la risposta alle terapie e la qualità di vita, oltre a favorire complicanze e ricoveri. Oggi la possibilità di ricevere gratuitamente gli Afms dipende dalle scelte delle singole Regioni e, in molti casi, dall’organizzazione delle singole Asl. Il risultato è una disparità nell’accesso alla terapia nutrizionale: alcuni pazienti devono sostenerne il costo o affrontare iter complessi, altri rischiano di rinunciarvi". I "benefici per i pazienti si accompagnano a una maggiore sostenibilità economica del Ssn: come dimostrato dallo studio di farmacoeconomia 'Stima del valore economico degli alimenti a fini medici speciali (Afms) nella gestione dei pazienti oncologici in Italia' presentato lo scorso giugno in Senato, su iniziativa della senatrice Elena Murelli, una diffusione massiva di Supplementi nutrizionali orali (Ons) destinati ai pazienti oncologici di nuova diagnosi con malnutrizione porterebbe a un risparmio economico netto annuo di circa 45 milioni di euro. Infatti, a fronte di un investimento di circa 50 milioni di euro all’anno, i costi evitati grazie alla riduzione di riospedalizzazioni, accessi al pronto soccorso e visite, sono stimati in circa 95 milioni di euro annui". "L’accesso agli Alimenti a fini medici speciali non può dipendere dalla Regione di residenza – ha dichiarato Paola Varese, presidente della Favo – Per molti pazienti oncologici si tratta di una terapia essenziale che può avere impatto sulla qualità della vita, la ripresa delle proprie attività e gli esiti globali del trattamento. Per Favo gli Amfs sono un supporto strategico per una presa in carico globale di bisogni del malato e la definizione della loro prescrivibilità può diventare il volano per il consolidamento di percorsi virtuosi all’interno delle Reti oncologiche. Il governo e il ministero della Salute hanno già mostrato attenzione al tema: confidiamo che il disegno di Legge di Bilancio, già in questa fase di costruzione, possa prevedere un primo intervento per garantirne l’accesso in tutto il Paese, nelle more del loro inserimento nei Livelli essenziali di assistenza, proposta che abbiamo già avanzato come Favo". "La perdita di peso e di massa muscolare incide sulla risposta ai trattamenti, sulla loro tollerabilità e sulla sopravvivenza – ha spiegato Maurizio Muscaritoli, presidente della Sinuc – Gli Afms, prescritti e monitorati dal medico nell’ambito di ben codificati percorsi di nutrizione clinica e di terapia medica nutrizionale, sono strumenti efficaci e sicuri. Per questo vanno considerati parte integrante del percorso di cura oncologico, con regole di accesso omogenee". "Serve un quadro nazionale che definisca criteri comuni di prescrizione ed erogazione e assicuri la continuità della presa in carico tra ospedale e territorio – ha aggiunto Antonella Lezo, presidente Sinpe – Un segnale in Legge di Bilancio consentirebbe di avviare questo percorso in modo concreto". “Le evidenze disponibili indicano che un supporto nutrizionale personalizzato si associa a benefici per lo stato nutrizionale, la funzionalità e la qualità di vita dei pazienti oncologici, oltre a contribuire alla riduzione delle complicanze e dei ricoveri prolungati – ha ribadito il Riccardo Caccialanza, Segretario del Working group survivorship care e supporto nutrizionale di Acc -. Per questo l’accesso agli Afms non può dipendere dalla Regione di residenza. La Legge di Bilancio è un’occasione per dare continuità al percorso avviato e riconoscere la nutrizione clinica come parte integrante della presa in carico oncologica, a beneficio dei pazienti e della sostenibilità del Ss". "I dati presentati al Senato a giugno hanno chiarito che garantire la nutrizione clinica ai pazienti oncologici conviene anche al Ssn, che avrebbe un beneficio economico netto stimato di circa 45 milioni di euro l’anno – ha commentato la senatrice Murelli, X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale – È un risultato che rafforza la necessità di proseguire il percorso avviato e sono certa che il Governo saprà valutare con attenzione, già nella costruzione del disegno di Legge di Bilancio, un primo passo concreto verso un accesso uniforme agli Afms. Da parte mia lavorerò perché questo tema trovi spazio nel testo e poi nel corso dell’esame parlamentare, affinché nessun paziente sia penalizzato per la Regione in cui vive". Favo, Sinuc, Sinpe e Acc – conclude la nota – "ringraziano il ministero della Salute per il lavoro avviato nell’ambito del Tavolo nazionale sulla sicurezza nutrizionale (Tansin) e confermano la propria disponibilità a collaborare con il Governo e con il Parlamento per rendere effettivo e omogeneo in Italia l’accesso alla nutrizione clinica oncologica".
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Biometano di Casa Sartori entra in rete nazionale gas, investimento da 5 milioni
(Adnkronos) – Il biometano prodotto dal biodigestore di Casa Sartori, a Montespertoli, entra direttamente nella rete nazionale del gas. Sono stati completati i lavori per il collegamento dell'impianto alla rete Snam, un intervento da quasi 5 milioni di euro che consente di superare il precedente sistema di trasporto del biometano attraverso carri bombolai, riducendo il traffico di mezzi pesanti sul territorio e valorizzando in modo più efficiente l'energia rinnovabile ottenuta dal trattamento dei rifiuti organici. La nuova infrastruttura è già operativa e in fase di marcia controllata per le necessarie verifiche e tarature. Il collegamento rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo del polo impiantistico di Casa Sartori, dove i rifiuti organici raccolti nei Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia vengono trasformati in biometano e compost, restituendo al territorio energia e materia recuperata. L'intervento, avviato il 23 luglio e concluso il 18 settembre 2026, ha previsto la realizzazione di circa 480 metri di tubazione per il collegamento alla rete Snam. Le opere hanno inoltre interessato l'adeguamento della sezione di upgrading, nella quale il biogas viene raffinato e trasformato in biometano, la sostituzione del sistema di compressione e la costruzione di una nuova cabina di misura e consegna del gas. L'investimento per il nuovo collegamento ammonta a 4,7 milioni di euro e porta a circa 80 milioni di euro gli investimenti complessivamente realizzati nel polo impiantistico di Casa Sartori. Il nuovo sistema è dimensionato per immettere nella rete fino a 35.200 standard metri cubi di biometano al giorno, corrispondenti alla capacità massima di produzione dell'impianto. Uno dei benefici più immediati della nuova infrastruttura riguarda la viabilità locale. Fino a oggi il biometano prodotto nell'impianto veniva caricato su carri bombolai e trasportato su strada. Con l'immissione diretta nella rete Snam questi trasporti non saranno più necessari, eliminando il transito di circa sei carri bombolai al giorno e oltre 2.000 l’anno sulle strade del territorio di Montespertoli. Il nuovo sistema consentirà inoltre di evitare le perdite di produzione legate ai tempi di sostituzione dei carri, migliorando l'efficienza complessiva dell'impianto e rendendo più continua la valorizzazione del biometano prodotto. Il collegamento diretto alla rete nazionale consentirà inoltre di aumentare sensibilmente il valore economico del biometano prodotto. Rispetto al precedente sistema di trasporto attraverso carri bombolai, che permetteva una valorizzazione di circa 0,44 euro per metro cubo, l'immissione diretta in rete porta questo valore a circa 0,90 euro, più che raddoppiandolo. A chiudere la filiera sarà Estra, che venderà il metano di Casa Sartori ai propri clienti. Con i 9,5 milioni di metri cubi annui di produzione attesi a pieno regime, potrà rifornire circa 12.000 utenze domestiche del territorio. Nel 2025 l'impianto di Casa Sartori ha trattato circa 115.000 tonnellate di rifiuti organici. Nei primi nove mesi del 2026 i quantitativi trattati sono stati 95.600 tonnellate, con una previsione di raggiungere le 135.000 tonnellate entro la fine dell'anno. Con questi volumi, Casa Sartori tratterà quasi il 70% dei rifiuti organici prodotti nel territorio dell'Ato Toscana Centro, confermandosi un'infrastruttura fondamentale per l'autosufficienza impiantistica e la valorizzazione dei rifiuti raccolti nei Comuni dell'area. Da gennaio a settembre 2026 sono stati prodotti 5,2 milioni di standard metri cubi di biometano. La produzione complessiva prevista per il 2026 è di circa 6,5 milioni di metri cubi, equivalenti a 69,5 milioni di kWh di energia rinnovabile. Il biodigestore utilizza un processo di digestione anaerobica che permette di ricavare biogas dalla frazione organica dei rifiuti urbani. Il biogas viene successivamente sottoposto a un processo di purificazione, denominato upgrading, per ottenere biometano con caratteristiche idonee all'immissione nella rete del gas. Il trattamento della componente organica consente inoltre di produrre compost destinato all'impiego in agricoltura. "Il collegamento alla rete Snam porta un beneficio che i cittadini di Montespertoli e in particolare quelli di Martignana, noteranno subito: molti meno mezzi pesanti sulle strade", dichiara il sindaco di Montespertoli Alessio Mugnaini. "Finora passavano circa sei carri bombolai al giorno, più di duemila in un anno. Adesso quei mezzi spariscono, perché il biometano entra direttamente nella rete del gas. La convenzione dava all’azienda cinque anni per realizzare l’opera e i lavori sono stati completati in metà del tempo. Per le frazioni attraversate da quei camion il cambiamento è immediato, sia per la sicurezza sia per la vivibilità. Montespertoli ospita un impianto che tratta i rifiuti organici di tre province e ha il diritto che le venga riconosciuto il ruolo di protagonista nella chiusura del ciclo e nella transizione energetica. Con Plures ed Estra abbiamo lavorato perché l’energia prodotta con la raccolta differenziata di tutti noi tornasse alle famiglie del territorio, e non solo. Continueremo a seguire da vicino ogni passo dello sviluppo del polo". "Con il collegamento alla rete Snam compiamo un passo importante nella valorizzazione industriale del biometano prodotto a Montespertoli", spiega Alberto Irace, ad di Plures. "Non ci limitiamo a recuperare materia dai rifiuti organici, ma trasformiamo una risorsa del territorio in energia rinnovabile che entra direttamente nel sistema nazionale del gas. È un risultato al quale contribuiscono ogni giorno anche i cittadini: quanto più la raccolta differenziata dell'organico è accurata e priva di materiali estranei, tanto più efficiente è il processo di trattamento e maggiore è la possibilità di valorizzare i rifiuti raccolti. È un esempio concreto del modello industriale che stiamo sviluppando con Plures, fondato sull'integrazione tra gestione dei rifiuti, produzione energetica e innovazione tecnologica". "Il collegamento alla rete Snam rappresenta un ulteriore risultato nel percorso di sviluppo di un sistema impiantistico capace di coniugare sostenibilità ambientale, recupero delle risorse e produzione di energia rinnovabile", commenta Lorenzo Perra, presidente di Plures. "A Montespertoli dimostriamo come i rifiuti organici raccolti quotidianamente dai cittadini possano essere trasformati in una risorsa preziosa, contribuendo alla riduzione dell'utilizzo di combustibili fossili. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a investire: infrastrutture moderne, capaci di generare valore ambientale ed economico e di rafforzare il legame tra Plures e i territori in cui opera". "La transizione energetica parte dai territori, e Montespertoli ne offre un esempio concreto: ciò che i cittadini differenziano torna loro sotto forma di energia, a chilometro zero. Accoglierla nel nostro portafoglio significa farsi parte attiva di un'economia circolare in cui nulla si disperde e ogni scarto diventa risorsa", aggiunge Nicola Ciolini, ad di Estra. Il polo di Casa Sartori si caratterizza anche per l'attenzione alla sostenibilità dei processi produttivi. Almeno il 50% del fabbisogno energetico dell'impianto è soddisfatto attraverso energia autoprodotta, grazie alla cogenerazione alimentata dal biogas della discarica e agli impianti fotovoltaici. La restante energia elettrica acquistata proviene da fonti rinnovabili. Un'analisi dell'impatto ambientale dell'impianto, condotta sui dati del 2025 secondo la metodologia Lca (Life Cycle Assessment), evidenzia un'impronta climatica netta prossima allo zero: appena 8 chilogrammi di CO₂ equivalente per ogni tonnellata di rifiuti organici trattati. Un risultato ottenuto considerando anche le emissioni evitate grazie alla produzione di compost e biometano. L'obiettivo è compiere un ulteriore passo nel 2026, attraverso la riduzione dei residui di lavorazione destinati allo smaltimento. Secondo le stime, una diminuzione del 30% di questi flussi potrebbe portare l'impronta climatica netta dell'impianto su valori negativi, rendendo Casa Sartori carbon negative: un impianto in cui le emissioni evitate superano quelle generate. Il nuovo collegamento alla rete nazionale rappresenta così un ulteriore passo nel percorso di sviluppo di Casa Sartori: un polo industriale che, attraverso il recupero di materia, la produzione di energia rinnovabile e il progressivo miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, contribuisce a rendere sempre più sostenibile la gestione dei rifiuti e a rafforzare il ruolo del biometano nella transizione energetica.
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Banco Bpm diserterà l’assemblea di Mps: strada sempre più in salita per Lovaglio
(Adnkronos) – La strada di Luigi Lovaglio si fa sempre più in salita. Il fronte contrario al suo progetto sfiora il 38% e giovedì 29 ottobre, a Siena, va in scena l'assemblea. L’ultima tessera è Banco Bpm. Prima i rumors insistenti, poi l’anticipazione di Adnkronos in mattinata, infine la conferma ufficiale: la banca decide di non partecipare all’appuntamento assembleare. Una scelta che, sul piano tecnico, può favorire la bocciatura delle delibere. La decisione, spiega un portavoce all'agenzia, tiene conto dei "vincoli legali connessi alla posizione di socio di Mps e al relativo conflitto di interesse". In poche parole: la banca detiene circa il 3,7% del capitale di Mps. La sua assenza significa che questa quota non entra nel capitale presente in assemblea. Il denominatore sul quale si calcolano le maggioranze si riduce e, di conseguenza, aumenta il peso relativo dei voti contrari. Antonio Tognoli, responsabile della macroanalisi di Cfo Sim, non usa mezzi termini all'Adnkronos: "Non presentarsi favorisce di più, tecnicamente, la bocciatura delle Ops". Non solo. Il blocco di minoranza composto da Delfin, Caltagirone ed Edizione rende sempre più difficile il percorso del progetto alternativo e manifesta, direttamente o indirettamente, una preferenza per l’Opas di Intesa Sanpaolo. A questo si aggiungono le resistenze di diversi investitori istituzionali, contrari al piano del management di Mps. Anche sul fronte della fusione con Mediobanca il successo non è scontato. Norges Bank Investment Management annuncia il voto contrario alle offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, alla distribuzione straordinaria e alla fusione con Mediobanca. Il voto contrario di un investitore istituzionale di queste dimensioni può pesare sugli orientamenti degli altri fondi internazionali, anche se non implica automaticamente che questi ultimi seguano la stessa linea.
Sullo sfondo del risiko bancario italiano – per il dopo 29 ottobre – si muove un'altra grande incognita: Crédit Agricole. Il gruppo francese valuta un’accelerazione del percorso verso una possibile fusione amichevole tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm. L’ipotesi di attendere le prossime elezioni politiche perde quota, mentre cresce la preoccupazione per eventuali iniziative di altri soggetti una volta terminati i vincoli legati alla passivity rule. La prospettiva di nuove mosse concorrenti può spingere Crédit Agricole ad anticipare i tempi. La banca francese mantiene un approccio istituzionale e non ostile, ma la partita resta aperta e il gruppo, interpellato da Adnkronos, preferisce non commentare. Fonti confermano però all'agenzia colloqui serrati nell’ottica di una fusione “amichevole e concordata”. Tutto dopo il 29 può succedere, data da cerchiare in rosso, passaggio cruciale per il futuro di Mps e del sistema bancario italiano. (di Andrea Persili)
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Brasile, Bolsonaro in fuga negli Usa? “Aereo in volo, il senatore è sparito”
(Adnkronos) – Flavio Bolsonaro avrebbe lasciato il Brasile e sarebbe in volo verso gli Stati Uniti. 'Folha de Sao Paulo' cita alleati che spiegano che il volo del candidato alle elezioni perse contro Lula "dovrebbe atterrare tra poche ore". Anche Metropoles conferma la partenza del figlio dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro per gli Stati Uniti e indica che "la destinazione finale sarebbe la Florida". L'informazione, riferisce il quotidiano brasiliano, "è stata confermata da persone vicine alla famiglia del parlamentare". Bolsonaro non ha riconosciuto il risultato delle elezioni ma, nelle dichiarazioni post-voto, ha manifestato l'intenzione di guidare l'opposizione a Lula. Ora, le voci sulla fuga. Persone vicine al politico, spiega 'Folha de Sao Paulo', affermano "che il piano è stato organizzato e reso possibile da un avvocato vicino alla famiglia Bolsonaro. Il senatore è irreperibile e il coordinatore della sua campagna elettorale, Rogério Marinho, inizialmente ha smentito la fuga". Secondo la versione fornita dagli alleati di Bolsonaro, "la decisione sarebbe stata presa ieri, dopo che il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes aveva ordinato il ritiro dei passaporti brasiliano e italiano del senatore, che possiede anche la cittadinanza del Paese europeo". Bolsonaro è indagato in due procedimenti penali, con l’accusa di riciclaggio e altri reati nell’ambito del caso della banca Master e dell’inchiesta sui fondi dell’Inss, l’Istituto nazionale brasiliano di previdenza sociale. I passaporti sono stati annullati dopo la mancata consegna dei documenti alle autorità. Smentiti, nelle ultime ore, gli articoli secondo cui il politico avrebbe tentato di entrare in Argentina, dove lo attendeva un aereo privato. Secondo i media argentini, un velivolo sarebbe stato trasferito durante la notte da Buenos Aires all'aeroporto di Puerto Iguazú, città nel nord-est dell'Argentina vicina al confine con il Brasile. La presidenza argentina ha quindi successivamente reso noto che, "a causa del clamore mediatico suscitato dalla presenza di un aereo privato presso l'aeroporto internazionale di Iguazú, le autorità hanno proceduto ai dovuti controlli sul velivolo e sul suo equipaggio". "È emerso che la documentazione della compagnia è in regola e che non è stato presentato alcun piano di volo che includa la famiglia Bolsonaro".
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