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Biometano di Casa Sartori entra in rete nazionale gas, investimento da 5 milioni

(Adnkronos) – Il biometano prodotto dal biodigestore di Casa Sartori, a Montespertoli, entra direttamente nella rete nazionale del gas. Sono stati completati i lavori per il collegamento dell'impianto alla rete Snam, un intervento da quasi 5 milioni di euro che consente di superare il precedente sistema di trasporto del biometano attraverso carri bombolai, riducendo il traffico di mezzi pesanti sul territorio e valorizzando in modo più efficiente l'energia rinnovabile ottenuta dal trattamento dei rifiuti organici. La nuova infrastruttura è già operativa e in fase di marcia controllata per le necessarie verifiche e tarature. Il collegamento rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo del polo impiantistico di Casa Sartori, dove i rifiuti organici raccolti nei Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia vengono trasformati in biometano e compost, restituendo al territorio energia e materia recuperata. L'intervento, avviato il 23 luglio e concluso il 18 settembre 2026, ha previsto la realizzazione di circa 480 metri di tubazione per il collegamento alla rete Snam. Le opere hanno inoltre interessato l'adeguamento della sezione di upgrading, nella quale il biogas viene raffinato e trasformato in biometano, la sostituzione del sistema di compressione e la costruzione di una nuova cabina di misura e consegna del gas. L'investimento per il nuovo collegamento ammonta a 4,7 milioni di euro e porta a circa 80 milioni di euro gli investimenti complessivamente realizzati nel polo impiantistico di Casa Sartori. Il nuovo sistema è dimensionato per immettere nella rete fino a 35.200 standard metri cubi di biometano al giorno, corrispondenti alla capacità massima di produzione dell'impianto.  Uno dei benefici più immediati della nuova infrastruttura riguarda la viabilità locale. Fino a oggi il biometano prodotto nell'impianto veniva caricato su carri bombolai e trasportato su strada. Con l'immissione diretta nella rete Snam questi trasporti non saranno più necessari, eliminando il transito di circa sei carri bombolai al giorno e oltre 2.000 l’anno sulle strade del territorio di Montespertoli. Il nuovo sistema consentirà inoltre di evitare le perdite di produzione legate ai tempi di sostituzione dei carri, migliorando l'efficienza complessiva dell'impianto e rendendo più continua la valorizzazione del biometano prodotto. Il collegamento diretto alla rete nazionale consentirà inoltre di aumentare sensibilmente il valore economico del biometano prodotto. Rispetto al precedente sistema di trasporto attraverso carri bombolai, che permetteva una valorizzazione di circa 0,44 euro per metro cubo, l'immissione diretta in rete porta questo valore a circa 0,90 euro, più che raddoppiandolo. A chiudere la filiera sarà Estra, che venderà il metano di Casa Sartori ai propri clienti. Con i 9,5 milioni di metri cubi annui di produzione attesi a pieno regime, potrà rifornire circa 12.000 utenze domestiche del territorio.  Nel 2025 l'impianto di Casa Sartori ha trattato circa 115.000 tonnellate di rifiuti organici. Nei primi nove mesi del 2026 i quantitativi trattati sono stati 95.600 tonnellate, con una previsione di raggiungere le 135.000 tonnellate entro la fine dell'anno. Con questi volumi, Casa Sartori tratterà quasi il 70% dei rifiuti organici prodotti nel territorio dell'Ato Toscana Centro, confermandosi un'infrastruttura fondamentale per l'autosufficienza impiantistica e la valorizzazione dei rifiuti raccolti nei Comuni dell'area. Da gennaio a settembre 2026 sono stati prodotti 5,2 milioni di standard metri cubi di biometano. La produzione complessiva prevista per il 2026 è di circa 6,5 milioni di metri cubi, equivalenti a 69,5 milioni di kWh di energia rinnovabile. Il biodigestore utilizza un processo di digestione anaerobica che permette di ricavare biogas dalla frazione organica dei rifiuti urbani. Il biogas viene successivamente sottoposto a un processo di purificazione, denominato upgrading, per ottenere biometano con caratteristiche idonee all'immissione nella rete del gas. Il trattamento della componente organica consente inoltre di produrre compost destinato all'impiego in agricoltura.  "Il collegamento alla rete Snam porta un beneficio che i cittadini di Montespertoli e in particolare quelli di Martignana, noteranno subito: molti meno mezzi pesanti sulle strade", dichiara il sindaco di Montespertoli Alessio Mugnaini. "Finora passavano circa sei carri bombolai al giorno, più di duemila in un anno. Adesso quei mezzi spariscono, perché il biometano entra direttamente nella rete del gas. La convenzione dava all’azienda cinque anni per realizzare l’opera e i lavori sono stati completati in metà del tempo. Per le frazioni attraversate da quei camion il cambiamento è immediato, sia per la sicurezza sia per la vivibilità. Montespertoli ospita un impianto che tratta i rifiuti organici di tre province e ha il diritto che le venga riconosciuto il ruolo di protagonista nella chiusura del ciclo e nella transizione energetica. Con Plures ed Estra abbiamo lavorato perché l’energia prodotta con la raccolta differenziata di tutti noi tornasse alle famiglie del territorio, e non solo. Continueremo a seguire da vicino ogni passo dello sviluppo del polo". "Con il collegamento alla rete Snam compiamo un passo importante nella valorizzazione industriale del biometano prodotto a Montespertoli", spiega Alberto Irace, ad di Plures. "Non ci limitiamo a recuperare materia dai rifiuti organici, ma trasformiamo una risorsa del territorio in energia rinnovabile che entra direttamente nel sistema nazionale del gas. È un risultato al quale contribuiscono ogni giorno anche i cittadini: quanto più la raccolta differenziata dell'organico è accurata e priva di materiali estranei, tanto più efficiente è il processo di trattamento e maggiore è la possibilità di valorizzare i rifiuti raccolti. È un esempio concreto del modello industriale che stiamo sviluppando con Plures, fondato sull'integrazione tra gestione dei rifiuti, produzione energetica e innovazione tecnologica". "Il collegamento alla rete Snam rappresenta un ulteriore risultato nel percorso di sviluppo di un sistema impiantistico capace di coniugare sostenibilità ambientale, recupero delle risorse e produzione di energia rinnovabile", commenta Lorenzo Perra, presidente di Plures. "A Montespertoli dimostriamo come i rifiuti organici raccolti quotidianamente dai cittadini possano essere trasformati in una risorsa preziosa, contribuendo alla riduzione dell'utilizzo di combustibili fossili. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a investire: infrastrutture moderne, capaci di generare valore ambientale ed economico e di rafforzare il legame tra Plures e i territori in cui opera".   "La transizione energetica parte dai territori, e Montespertoli ne offre un esempio concreto: ciò che i cittadini differenziano torna loro sotto forma di energia, a chilometro zero. Accoglierla nel nostro portafoglio significa farsi parte attiva di un'economia circolare in cui nulla si disperde e ogni scarto diventa risorsa", aggiunge Nicola Ciolini, ad di Estra. Il polo di Casa Sartori si caratterizza anche per l'attenzione alla sostenibilità dei processi produttivi. Almeno il 50% del fabbisogno energetico dell'impianto è soddisfatto attraverso energia autoprodotta, grazie alla cogenerazione alimentata dal biogas della discarica e agli impianti fotovoltaici. La restante energia elettrica acquistata proviene da fonti rinnovabili. Un'analisi dell'impatto ambientale dell'impianto, condotta sui dati del 2025 secondo la metodologia Lca (Life Cycle Assessment), evidenzia un'impronta climatica netta prossima allo zero: appena 8 chilogrammi di CO₂ equivalente per ogni tonnellata di rifiuti organici trattati. Un risultato ottenuto considerando anche le emissioni evitate grazie alla produzione di compost e biometano. L'obiettivo è compiere un ulteriore passo nel 2026, attraverso la riduzione dei residui di lavorazione destinati allo smaltimento. Secondo le stime, una diminuzione del 30% di questi flussi potrebbe portare l'impronta climatica netta dell'impianto su valori negativi, rendendo Casa Sartori carbon negative: un impianto in cui le emissioni evitate superano quelle generate. Il nuovo collegamento alla rete nazionale rappresenta così un ulteriore passo nel percorso di sviluppo di Casa Sartori: un polo industriale che, attraverso il recupero di materia, la produzione di energia rinnovabile e il progressivo miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, contribuisce a rendere sempre più sostenibile la gestione dei rifiuti e a rafforzare il ruolo del biometano nella transizione energetica. 
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Banco Bpm diserterà l’assemblea di Mps: strada sempre più in salita per Lovaglio

(Adnkronos) – La strada di Luigi Lovaglio si fa sempre più in salita. Il fronte contrario al suo progetto sfiora il 38% e giovedì 29 ottobre, a Siena, va in scena l'assemblea. L’ultima tessera è Banco Bpm. Prima i rumors insistenti, poi l’anticipazione di Adnkronos in mattinata, infine la conferma ufficiale: la banca decide di non partecipare all’appuntamento assembleare. Una scelta che, sul piano tecnico, può favorire la bocciatura delle delibere. La decisione, spiega un portavoce all'agenzia, tiene conto dei "vincoli legali connessi alla posizione di socio di Mps e al relativo conflitto di interesse". In poche parole: la banca detiene circa il 3,7% del capitale di Mps. La sua assenza significa che questa quota non entra nel capitale presente in assemblea. Il denominatore sul quale si calcolano le maggioranze si riduce e, di conseguenza, aumenta il peso relativo dei voti contrari. Antonio Tognoli, responsabile della macroanalisi di Cfo Sim, non usa mezzi termini all'Adnkronos: "Non presentarsi favorisce di più, tecnicamente, la bocciatura delle Ops". Non solo. Il blocco di minoranza composto da Delfin, Caltagirone ed Edizione rende sempre più difficile il percorso del progetto alternativo e manifesta, direttamente o indirettamente, una preferenza per l’Opas di Intesa Sanpaolo. A questo si aggiungono le resistenze di diversi investitori istituzionali, contrari al piano del management di Mps. Anche sul fronte della fusione con Mediobanca il successo non è scontato. Norges Bank Investment Management annuncia il voto contrario alle offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, alla distribuzione straordinaria e alla fusione con Mediobanca. Il voto contrario di un investitore istituzionale di queste dimensioni può pesare sugli orientamenti degli altri fondi internazionali, anche se non implica automaticamente che questi ultimi seguano la stessa linea. 
Sullo sfondo del risiko bancario italiano – per il dopo 29 ottobre – si muove un'altra grande incognita: Crédit Agricole. Il gruppo francese valuta un’accelerazione del percorso verso una possibile fusione amichevole tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm. L’ipotesi di attendere le prossime elezioni politiche perde quota, mentre cresce la preoccupazione per eventuali iniziative di altri soggetti una volta terminati i vincoli legati alla passivity rule.  La prospettiva di nuove mosse concorrenti può spingere Crédit Agricole ad anticipare i tempi. La banca francese mantiene un approccio istituzionale e non ostile, ma la partita resta aperta e il gruppo, interpellato da Adnkronos, preferisce non commentare. Fonti confermano però all'agenzia colloqui serrati nell’ottica di una fusione “amichevole e concordata”. Tutto dopo il 29 può succedere, data da cerchiare in rosso, passaggio cruciale per il futuro di Mps e del sistema bancario italiano. (di Andrea Persili)  
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Brasile, Bolsonaro in fuga negli Usa? “Aereo in volo, il senatore è sparito”

(Adnkronos) – Flavio Bolsonaro avrebbe lasciato il Brasile e sarebbe in volo verso gli Stati Uniti. 'Folha de Sao Paulo' cita alleati che spiegano che il volo del candidato alle elezioni perse contro Lula "dovrebbe atterrare tra poche ore". Anche Metropoles conferma la partenza del figlio dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro per gli Stati Uniti e indica che "la destinazione finale sarebbe la Florida". L'informazione, riferisce il quotidiano brasiliano, "è stata confermata da persone vicine alla famiglia del parlamentare". Bolsonaro non ha riconosciuto il risultato delle elezioni ma, nelle dichiarazioni post-voto, ha manifestato l'intenzione di guidare l'opposizione a Lula. Ora, le voci sulla fuga. Persone vicine al politico, spiega 'Folha de Sao Paulo', affermano "che il piano è stato organizzato e reso possibile da un avvocato vicino alla famiglia Bolsonaro. Il senatore è irreperibile e il coordinatore della sua campagna elettorale, Rogério Marinho, inizialmente ha smentito la fuga". Secondo la versione fornita dagli alleati di Bolsonaro, "la decisione sarebbe stata presa ieri, dopo che il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes aveva ordinato il ritiro dei passaporti brasiliano e italiano del senatore, che possiede anche la cittadinanza del Paese europeo". Bolsonaro è indagato in due procedimenti penali, con l’accusa di riciclaggio e altri reati nell’ambito del caso della banca Master e dell’inchiesta sui fondi dell’Inss, l’Istituto nazionale brasiliano di previdenza sociale. I passaporti sono stati annullati dopo la mancata consegna dei documenti alle autorità. Smentiti, nelle ultime ore, gli articoli secondo cui il politico avrebbe tentato di entrare in Argentina, dove lo attendeva un aereo privato. Secondo i media argentini, un velivolo sarebbe stato trasferito durante la notte da Buenos Aires all'aeroporto di Puerto Iguazú, città nel nord-est dell'Argentina vicina al confine con il Brasile. La presidenza argentina ha quindi successivamente reso noto che, "a causa del clamore mediatico suscitato dalla presenza di un aereo privato presso l'aeroporto internazionale di Iguazú, le autorità hanno proceduto ai dovuti controlli sul velivolo e sul suo equipaggio". "È emerso che la documentazione della compagnia è in regola e che non è stato presentato alcun piano di volo che includa la famiglia Bolsonaro". 
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Giornata della psoriasi: “Oltre 137mila italiani con forma severa senza tutela adeguata”

(Adnkronos) – La psoriasi è una malattia infiammatoria autoimmune, cronica, multifattoriale, recidivante e non contagiosa; si manifesta con la comparsa di chiazze cutanee arrossate, con un impatto che, nelle forme più severe, può essere devastante sulla qualità della vita e sullo svolgimento delle attività quotidiane di chi ne soffre. La conferenza stampa tenutasi oggi alla Camera – tappa istituzionale di avvicinamento alla Giornata mondiale della Psoriasi, che si celebra ogni anno il 29 ottobre – ha messo al centro della più ampia discussione sui diritti dei pazienti la necessità di ampliarne le tutele, in una prospettiva di maggiore equità e coerenza con il grado di severità. Il via ai lavori è stato dato da Luciano Ciocchetti, vicepresidente XII Commissione Affari sociali, Camera dei deputati, che ha sottolineato le ragioni che lo hanno portato a promuovere l’iniziativa: "La psoriasi, soprattutto nelle sue forme più severe, è una patologia cronica che può incidere profondamente sulla qualità della vita delle persone e che merita una crescente attenzione da parte delle Istituzioni. Ho voluto promuovere questa iniziativa in vista della Giornata mondiale della psoriasi per favorire un confronto tra rappresentanti dei pazienti, comunità scientifica ed esperti, partendo da evidenze concrete sui bisogni assistenziali ancora insoddisfatti. È fondamentale mantenere alta l’attenzione istituzionale su patologie come la psoriasi, valorizzando il contributo della comunità scientifica e delle associazioni dei pazienti, nella prospettiva di un sistema sanitario sempre più attento ai bisogni delle persone e capace di garantire equità, appropriatezza e qualità dell’assistenza".  Sul tema è intervenuta Valeria Corazza, presidente Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza), che ha indicato il punto nevralgico della discussione: “Ancora oggi, a chi soffre di psoriasi a placche in forma severa, viene meno il percorso assistenziale del codice di esenzione 045 all’interno dei Lea, la cui estensione creerebbe un impatto economico ampiamente sostenibile dal Ssn stimato tra i 6,3 e i 9,9 milioni di euro annui. Ancora oggi, questi cittadini sono costretti a sostenere di tasca propria i costi degli esami per accedere alle cure e monitorarle. Un onere economico inaccettabile, che contrasta con i principi di universalità ed equità su cui si fonda, o dovrebbe fondarsi, il nostro SSn".   A fornire un solido supporto scientifico sono i dati emersi dal progetto 'Radar-Psoriasi', un’analisi di real-world evidence promossa da Apiafco e realizzata da CliCon su dati amministrativi di Asl italiane, relativi a circa sei milioni di assistibili. L’obiettivo del progetto, illustrato dall’amministratore unico Luca Degli Esposti – informa una nota – è quello di fornire una fotografia della gestione della psoriasi nella pratica clinica reale, valutando il burden epidemiologico, clinico, assistenziale ed economico nel contesto italiano, partendo dal dato dell’alta rilevanza epidemiologica: le persone affette da psoriasi sono circa 1,4 milioni, con un’incidenza annua (179,4 nuovi casi per 100.000 abitanti) superiore a quella riscontrata per la malattia di Crohn e per l’artrite reumatoide, patologie croniche già incluse nel Piano nazionale della cronicità. Un altro dato particolarmente significativo – illustrato nel dettaglio da Marco Romanelli, membro del Consiglio direttivo Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse) è la complessità della patologia, dovuta anche alla presenza statisticamente significativa di comorbidità (tra cui patologie autoimmuni, cardiometaboliche, renali, epatiche, infettive e oncologiche), che espone ad un incremento del rischio di mortalità 1,1 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Un ulteriore contributo è offerto dal Aldo Cuccia, consigliere nazionale Adoi (Associazione dermatologi-venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica) e coordinatore dell’Area patologie infiammatorie cutanee, in relazione al drammatico gap assistenziale: nonostante l'impatto della patologia, solo il 9% dei pazienti con psoriasi beneficia dell’esenzione 045; tra i pazienti non esenti, il 3% è trattato con biologici, il 7% con sistemici non biologici, per un totale di 137mila pazienti senza esenzione trattati con farmaci sistemici, inclusi biologici. In questo contesto – riferisce la nota – appare evidente che per rispondere in maniera più efficace ai bisogni dei pazienti affetti da patologie croniche, superare le disparità territoriali e assicurare percorsi di cura e monitoraggio appropriati occorre intervenire sui Lea, aggiornandoli in funzione del grado di severità della patologia, che si riflette direttamente sulla sostenibilità economica per il cittadino.Per Tonino Aceti, presidente di Salutequità, le leve per garantire uniformità e appropriatezza dei percorsi assistenziali "sono da una parte il rafforzamento delle tutele all’interno dei Lea, con particolare riferimento all’ampliamento del perimetro delle esenzioni, dall’altra l’aggiornamento della programmazione sanitaria nazionale, con particolare riferimento al prossimo Piano sanitario nazionale e al Piano nazionale della cronicità". In chiusura, la call to action istituzionale per una tutela uniforme e un accesso equo alle cure, lanciata da Ilenia Malavasi (componente XII Commissione Affari sociali, Camera dei deputati), da Luciano Ciocchetti (vicepresidente XII Commissione Affari sociali, Camera dei deputati), da Ylenia Lucaselli (capogruppo FdI in Commissione Bilancio, Camera dei deputati): per tutti, le evidenze real-world del progetto “Radar-Psoriasi” consentono di affrontare il tema su basi concrete, fornendo elementi di conoscenza sull'impatto potenziale economico che un'estensione dell'esenzione avrebbe per il Ssn.  "Il valore del progetto Radar-Psoriasi risiede nella capacità dei dati real-world di fornire una rappresentazione concreta della gestione della malattia nella pratica clinica – ha spiegato Luca Degli Esposti amministratore unico CliCon -. L’analisi evidenzia come la psoriasi non possa essere considerata esclusivamente una patologia dermatologica, ma debba essere inquadrata come una malattia cronica complessa, spesso associata a comorbidità e a un significativo bisogno assistenziale. Le evidenze generate dalla pratica clinica reale consentono di comprendere meglio il percorso dei pazienti, identificare i bisogni assistenziali non ancora adeguatamente intercettati e individuare le aree in cui è possibile migliorare l’organizzazione dell’assistenza". La psoriasi severa a placche "è una patologia infiammatoria cronica e complessa, il cui impatto va ben oltre le manifestazioni cutanee. La gravità della malattia, le possibili comorbidità e le ripercussioni sulla qualità di vita richiedono percorsi di cura continuativi e un monitoraggio specialistico regolare. Le evidenze del progetto Radar-Psoriasi confermano l'importanza di riconoscere i bisogni assistenziali dei pazienti sulla base dell'effettiva severità della patologia, garantendo appropriatezza delle cure ed equità nell'accesso alle tutele" ha aggiunto Marco Romanelli.  "I pazienti con psoriasi, soprattutto nelle forme moderate e gravi, si curano negli ospedali del Ssn, ma oggi ci troviamo di fronte a una preoccupante carenza di dermatologi nelle strutture pubbliche – ha evidenziato Aldo Cuccia -. È necessario intervenire attraverso l’indizione di nuovi concorsi negli ospedali maggiormente in sofferenza di organico e promuovere una reale integrazione formativa tra università e ospedali, con l’obiettivo di attrarre, valorizzare e trattenere i giovani specialisti all’interno del servizio pubblico".  Per Tonino Aceti "i dati presentati oggi dimostrano lo straordinario 'valore' che potrebbe essere generato per il Ssn e per le persone con psoriasi se si procedesse con l’ampliamento delle tutele in materia di esenzioni, così come richiesto da Apiafco. Un’operazione, peraltro, la cui necessaria copertura economica potrebbe essere facilmente individuata all’interno delle maglie del bilancio del Ssn, vista anche l’importante quantità di risorse finalizzate e non totalmente spese dalle Regioni, oltre alla disponibilità di specifiche risorse vincolate ogni anno per l’aggiornamento dei Lea. Questa operazione, però, per essere capitalizzata al meglio ha bisogno di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali chiari e di una programmazione sanitaria nazionale e regionale sulla psoriasi all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Per questo è necessario procedere anche con l’inserimento della psoriasi all’interno della seconda parte del Piano nazionale della cronicità".   "La tutela delle persone con patologie croniche rappresenta una questione centrale per garantire il diritto alla salute e l'equità nell'accesso alle cure – ha rimarcato la deputata Ilenia Malavasi – Le evidenze presentate oggi richiamano l'attenzione sulla condizione delle persone con psoriasi severa a placche, che, pur affrontando bisogni assistenziali complessi e continuativi, non beneficiano attualmente dell'esenzione prevista per altre forme della patologia. È fondamentale valorizzare la voce dei pazienti e il contributo della comunità scientifica, affinché le politiche sanitarie possano rispondere in maniera sempre più appropriata ai bisogni di salute, garantendo continuità assistenziale e riducendo le disuguaglianze". Per Ylenia Lucaselli "il miglioramento delle tutele sanitarie richiede un confronto attento, capace di coniugare i bisogni dei pazienti con la sostenibilità del Ssn. In questa prospettiva, le evidenze real-world presentate attraverso il progetto Radar-Psoriasi rappresentano un contributo conoscitivo importante, perché consentono di approfondire non soltanto il carico clinico e assistenziale della patologia, ma anche le possibili implicazioni economiche di un'evoluzione delle attuali forme di tutela. Disporre di dati solidi è essenziale per alimentare un confronto istituzionale consapevole, orientato all'appropriatezza degli interventi e all'impiego efficace delle risorse pubbliche, nell'interesse dei cittadini e dei pazienti".  Infine Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute: "Il 20 ottobre ho firmato l'istituzione, all'interno del Dipartimento, di un Gruppo di lavoro tecnico che dovrà valutare l'inserimento della psoriasi nel Piano nazionale della cronicità. È un passo importante, che nasce dalle numerose evidenze oggi disponibili su questa patologia. Il gruppo utilizzerà questi dati per svolgere la necessaria valutazione tecnico-scientifica e per individuare modelli organizzativi e assistenziali coerenti con il principio di appropriatezza. Credo che possa rappresentare una vera chiave di volta: valorizzare le evidenze, approfondire dove le informazioni non bastano e aprire un confronto diretto, per arrivare finalmente a questo traguardo".  
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Melania Trump sul cessate il fuoco tra Russia e Ucraina a Oleshky: “Anticipata di due giorni per facilitare gli aiuti umanitari”

(Adnkronos) – "Il cessate il fuoco tra Ucraina e Russia è entrato in vigore alle ore 4:00 (ora di Mosca) del 27 ottobre 2026". La First Lady Melania Trump conferma l'avvenuto cessate il fuoco tra Russia e Ucraina a Oleshky, che nei giorni scorsi il presidente Usa Donald Trump aveva sottolineato essere stato raggiunto proprio grazie alla mediazione della moglie. Lo ha fatto con un breve post ufficiale pubblicato sui propri canali social.   "I tempi sono stati anticipati di due giorni rispetto al previsto per tutelare la sicurezza dei civili e facilitare la consegna di aiuti umanitari essenziali. L'area geografica interessata dal cessate il fuoco è stata estesa oltre Oleshky, nella regione di Kherson, per garantire un passaggio sicuro ai convogli umanitari. La conferma è giunta dal generale Valerij Gerasimov, capo di Stato Maggiore generale delle Forze armate russe", ha scritto su X Melania Trump.  Non sono mancate le polemiche da parte degli utenti: in molti hanno definito Trump la First Lady della pace, mentre altri hanno affermato che lei non ha fatto nulla, ma è stato il Papa ad aprire la strada al cessate il fuoco di oggi. "E' grazie a Papa Leone, non a te, che è stato raggiunto questo traguardo", ha scritto un utente. "Fregano pure il Papa", è un altro commento che si può leggere sotto al post.  
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Campi Flegrei, nuovo sciame sismico a Pozzuoli: tre scosse in pochi minuti, la situazione

(Adnkronos) – È in corso oggi, martedì 27 ottobre, uno sciame sismico nell'area dei Campi Flegrei. Dalle 17.29 sino a pochi minuti fa ci sono state tre scosse a Pozzuoli. Come scrive sui social del Comune di Pozzuoli il sindaco Gigi Manzoni, "l’Amministrazione Comunale insieme alla Protezione Civile del comune di Pozzuoli segue da vicino l'evolversi dello sciame sismico in atto e fornirà successivi aggiornamenti fino a conclusione del fenomeno". Per eventuali segnalazioni di danni e/o disagi è possibile chiamare i seguenti numeri della Centrale Operativa Polizia Municipale allo 081/8551891 o alla Protezione Civile allo 081/18894400.   
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Fava (Inps): “Con Arianna tecnologia più avanzata è anche la più semplice da usare”

(Adnkronos) – “Per decenni il welfare ha vissuto un paradosso silenzioso. Più cresceva per proteggere, più diventava complesso, e quella complessità finiva per respingere proprio chi aveva più bisogno di protezione. Arianna nasce per spezzare questo circolo”. E' quanto ha dichiarato il presidente dell'Inps Gabriele Fava alla presentazione di Arianna, il nuovo assistente digitale dell'istituto basato sull'intelligenza artificiale presso la sede della Direzione Generale dell' Inps a Roma. All’iniziativa, oltre al presidente Fava hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione Alessio Butti, la direttrice generale di Inps Valeria Vittimberga e il direttore della Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione di Inps Massimiliano D’Angelo. L’incontro è stato moderato dal direttore della Direzione Centrale Comunicazione di Inps Diego De Felice. “Per la prima volta, la tecnologia più avanzata è anche la più semplice da usare, e dà di più a chi ha meno strumenti. – ha spiegato Fava – Lavora sulle parole, che sono la materia stessa delle istituzioni, e per questo deve restare in mani pubbliche. Arianna è governata dall’Inps e parla soltanto con la sua voce verificata, perché lo Stato può essere complesso ma non può mai essere ambiguo. E ogni risposta semplice affidata alla macchina restituisce tempo umano a chi ha bisogno di qualcuno accanto. Per generazioni è stato il cittadino a dover capire lo Stato. Adesso è lo Stato che deve imparare a capire il cittadino”. 
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Butti: “Arianna in linea con modello dello Stato agentico”

(Adnkronos) – Il nuovo assistente digitale Arianna rappresenta "la direzione verso cui stiamo lavorando come Governo con lo Stato agentico". Lo ha affermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione, Alessio Butti, intervenendo alla presentazione del sistema di Intelligenza Artificiale sviluppato dall'Inps. "Per molto tempo abbiamo chiesto ai cittadini di imparare il linguaggio dell'amministrazione. Con Arianna, invece, l'Inps consente alle persone di esprimere le proprie esigenze con parole semplici", ha dichiarato Butti, sottolineando come l'obiettivo sia favorire un accesso più immediato ai diritti e ai servizi pubblici. Dal punto di vista tecnologico, il direttore centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione dell'Inps, Massimiliano D'Angelo, ha spiegato che Arianna si basa su un'architettura multi-agente sviluppata con framework open source e costruita per evolvere nel tempo. "La piattaforma risponde esclusivamente sulla base di fonti verificate dall'Istituto, garantendo affidabilità, trasparenza e sicurezza", ha evidenziato. 
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Arriva Arianna nuovo assistente digitale Inps basato su Ai per orientare cittadini tra oltre 400 prestazioni

(Adnkronos) – Si chiama Arianna ed è il nuovo assistente digitale dell'Inps, basato sull'intelligenza artificiale. Arianna non è un semplice chatbot, è un nuovo modo di orientarsi tra le informazioni e i servizi dell’Istituto e fa da punto di accesso unico e da guida intelligente per i cittadini tra oltre 400 prestazioni Inps. Offre un’assistenza continua e accessibile, basata solo su fonti verificate dall’Istituto. Arianna è stata presentata oggi nella sede della Direzione Generale dell' Inps. All’iniziativa hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione Alessio Butti, il presidente di Inps Gabriele Fava, la direttrice generale di Inps Valeria Vittimberga e il direttore della Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione di Inps Massimiliano D’Angelo. L’incontro è stato moderato dal direttore della Direzione Centrale Comunicazione di Inps Diego De Felice. "Arianna è un ulteriore passo nel percorso di trasformazione digitale di Inps. L’obiettivo è cambiare il modo in cui l’Istituto informa, assiste e accompagna i cittadini nell’accesso ai servizi. Il percorso segue la visione del Welfare Generativo e punta a un’esperienza più semplice, accessibile, proattiva e attenta ai bisogni delle persone. Arianna introduce così un nuovo paradigma nell’assistenza digitale dell’Istituto. È disponibile sul portale istituzionale ed è integrata nell’app Inps Mobile. Offre un’assistenza multicanale, coerente tra tutti i punti di contatto digitali Inps.  Arianna comprende il linguaggio naturale, così i cittadini possono spiegare cosa serve loro senza conoscere prima il nome di una prestazione o come sono organizzati i servizi Inps. L’assistente interpreta la richiesta e il contesto della conversazione e individua il bisogno.Poi guida l’utente nel percorso informativo, proponendo da sé le informazioni e le soluzioni più utili. Arianna si basa sull’Intelligenza Artificiale Generativa. Usa un’architettura multi-agente, costruita con framework open source e modelli di AI generativa. Oggi copre oltre 400 prestazioni nei principali ambiti dell’Istituto: pensioni e previdenza, lavoro, sostegni, sussidi e indennità, imprese e liberi professionisti. I test con gli utenti mostrano già un netto miglioramento rispetto alla versione precedente. Il 97% dei casi d’uso è stato completato con successo, con un aumento di 36,6 punti percentuali. Il Customer Effort Score raggiunge 4,8 su 5. Il Customer Satisfaction Score si attesta a 4,5 su 5, con un aumento del 18,4% rispetto alla versione precedente. Anche i dati raccolti durante l’uso del servizio sono positivi: circa il 90% dei feedback e dei commenti è favorevole. Arianna si estenderà gradualmente a nuovi servizi, canali digitali e agenti dell’Istituto. Le prossime novità sono tre: l’assistenza anche dopo l’autenticazione, cioè negli scenari post-login; l’integrazione con nuovi servizi e simulatori Inps; il supporto alla compilazione delle domande e alla gestione delle segnalazioni. L’obiettivo è rendere l’assistenza digitale sempre più parte dell’esperienza dei cittadini. La complessità delle informazioni e dei servizi Inps diventa così un accesso più semplice, immediato e guidato. “Arianna conferma il ruolo di Inps come hub di innovazione sociale e tecnologica del Paese”, ha sottolineato Vittimberga. “Un Istituto che non si limita a modernizzare i propri servizi, ma sviluppa soluzioni, competenze e modelli che possono diventare patrimonio comune. Vogliamo essere un abilitatore sistemico della Pubblica Amministrazione italiana: mettere a disposizione ciò che costruiamo perché l’innovazione non resti un primato isolato, ma diventi un vantaggio per tutto il sistema pubblico e, quindi, per tutti i cittadini”. “Abbiamo costruito una soluzione solida, aperta e sicura”, ha spiegato D’Angelo. “L’architettura multi-agente, realizzata con framework open source, ci permette di far crescere Arianna in modo modulare. Il fatto che risponda soltanto sulla base di fonti verificate dall’Istituto garantisce affidabilità e trasparenza. È una piattaforma pensata per evolvere insieme ai servizi Inps”. “Per molto tempo abbiamo chiesto al cittadino di imparare il linguaggio dell’amministrazione. Con Arianna l’Inps permette ai cittadini di esprimere le proprie esigenze con parole semplici”, ha affermato Alessio Butti. “È la direzione verso cui stiamo lavorando come Governo con lo Stato agentico, un’amministrazione capace di riconoscere i bisogni, aiutare a prevenire gli errori e rendere più facile l’accesso ai diritti. La legge nazionale sull’intelligenza artificiale accompagna questo percorso con garanzie precise sulla trasparenza e sulla responsabilità umana delle decisioni, tenendo sempre presente che il valore dell’innovazione si misura nella qualità dell’aiuto che riusciamo a dare alle persone”. 
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Report Hiv: “Se non si interviene spesa annuale per Hiv oltre i 2 miliardi entro il 2030”

(Adnkronos) – In assenza di interventi aggiuntivi, la spesa annuale per la gestione dell'Hiv potrebbe superare i 2,03 miliardi di euro entro il 2030, con un incremento annuo stimato del 3,6%; una quota rilevante di questo burden, pari a circa 1,4 miliardi, sarebbe associata alle nuove infezioni potenzialmente evitabili. In questa prospettiva, la PrEp-Profilassi pre esposizione non deve essere letta soltanto come strumento preventivo, ma come leva di sostenibilità capace di ridurre nuove infezioni, costi futuri di trattamento e pressione sul sistema assistenziale. Sono i dati del report 'Cambiare la traiettoria dell'Hiv in Italia: prevenzione, equità e innovazione per un Ssn sostenibile', presentato oggi a Roma nel corso di un incontro con la stampa su 'Hiv in Italia: costi e sfide per il Ssn – È possibile cambiare la traiettoria?', organizzato da Cencora e ViiV Healthcare.  Rispetto alla patologia – riferisce una nota – il report ha analizzato il quadro epidemiologico, clinico, economico e organizzativo del Paese utilizzando varie evidenze disponibili. Nel 2024 in Italia sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di Hiv. Nel 40,3% dei casi l'infezione è stata scoperta quando il sistema immunitario era già gravemente compromesso e l'83,6% delle nuove diagnosi di Aids ha riguardato persone che avevano scoperto la positività al virus nei 6 mesi precedenti. Uno studio del 2021 ha valutato che il ritardo di trattamento dei pazienti Hiv-positivi, causato dalla pandemia Covid-19, potrebbe generare un peggioramento della condizione clinica dei pazienti e un aumento della mortalità Hiv-correlata, mentre una ripresa tempestiva del trattamento per i pazienti Hiv+ potrebbe permettere di evitare fino a 687 decessi al decimo anno di analisi. Le simulazioni sono state condotte ipotizzando un trattamento continuativo per i pazienti già diagnosticati, senza interruzioni terapeutiche, e un avvio immediato della terapia per i pazienti con nuova diagnosi nel corso del 2021. In un recente studio condotto su persone con Hiv in Italia, il 93% dei partecipanti risultava virologicamente soppresso, mentre il 42% aveva riportato livelli di aderenza subottimali nei 12 mesi precedenti. Inoltre, più del 50% delle persone con Hiv seguite ha più di 50 anni e circa il 60% presenta almeno una patologia concomitante non correlata all'infezione. Il costo diretto medio di gestione è stimato in 9.762,92 euro l'anno per persona con Hiv, mentre il costo cumulativo nell'arco della vita, su un orizzonte di 39 anni, è pari a 222.674,77 euro per paziente. "Oggi disponiamo di terapie che consentono alle persone con Hiv un'aspettativa e una qualità di vita paragonabili a quelle della popolazione generale, ma questi risultati dipendono da una diagnosi tempestiva e da una presa in carico continuativa", afferma Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive dell'università Tor Vergata di Roma e membro del Consiglio superiore di sanità, autore della prefazione al report. "A ciò si affiancano strategie preventive altamente efficaci, come la PrEp long-acting, in grado di ridurre drasticamente il rischio di infezione e la trasmissione del virus in un setting specifico di popolazione, che per definizione è altamente a rischio e non adotta strategie di prevenzione di nessuna natura. Se pensiamo che mediamente una persona con Hiv, durante gli anni di mancata diagnosi, potrebbe potenzialmente trasmettere l'infezione almeno una volta e più probabilmente più volte, possiamo considerare i dati dell'analisi presentata conservativi rispetto al reale risparmio ottenibile. Per questo sarebbe opportuno prendere in considerazione il rafforzamento di azioni preventive su tutto il territorio nazionale: ciò può determinare un impatto favorevole anche sulle finanze del sistema sanitario". L'accesso ai test, allaPrEp e alla presa in carico resta segnato da forti differenze territoriali, riporta il documento. Nel 2024 il 75,6% delle persone che utilizzavano la PrEP si concentrava in tre Regioni: Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. "Gli strumenti per cambiare la traiettoria dell'Hiv esistono già: terapie efficaci, strategie di prevenzione innovative, un quadro normativo consolidato ed esperienze regionali che dimostrano come sia possibile ottenere risultati concreti", sottolinea Stefano Vella, professore aggregato di Salute Globale presso l'università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e di Metodologia della ricerca clinica presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata, già direttore del Dipartimento del Farmaco dell'Istituto superiore di sanità e autore della prefazione al report. "Oggi la vera sfida è garantire che le soluzioni già disponibili siano accessibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale – prosegue – Investire nella prevenzione significa non solo ridurre il numero delle nuove infezioni e migliorare la qualità di vita delle persone, ma anche contribuire alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Al risparmio si aggiunge un maggiore controllo delle infezioni sessualmente trasmissibili: pensiamo al fatto che le nuove strategie long-acting, essendo somministrate periodicamente in strutture ospedaliere, consentono un monitoraggio aggiuntivo della popolazione anche a livello delle altre infezioni come clamidia, gonorrea e sifilide, fino alle epatiti e al Papillomavirus". Per rendere le buone pratiche uno standard omogeneo e misurabile in tutte le Regioni, il report individua alcune priorità, tra cui rafforzare la governance nazionale, ampliare l'offerta di test rapidi e di prossimità, garantire un accesso uniforme alla PrEp e aggiornare i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e modelli integrati hub-and-spoke: reti che collegano centri di riferimento e servizi periferici, con il coinvolgimento dei servizi territoriali e delle comunità. "Siamo certi che la lotta all'Hiv richieda oggi un approccio sempre più integrato, capace di combinare innovazione scientifica, prevenzione, dialogo istituzionale e attenzione ai bisogni delle persone – osserva Fabio Vecchio, Market Access, Government Affairs and Communications Director di ViiV Healthcare Italia – Il report presentato oggi nasce con l'obiettivo di contribuire a una riflessione basata su evidenze e dati concreti, mettendo a disposizione analisi e proposte utili per supportare il processo decisionale e favorire la semplificazione dei percorsi per un accesso più equo, omogeneo e tempestivo. Il nostro impegno in quest'area è totale e si traduce non solo nello sviluppo di soluzioni innovative, ma anche nel rafforzamento di partnership con tutti gli stakeholders di sistema per generare maggiore efficienza e ottimizzazione dei costi dell’Hiv".  Infine, nell'executive summary – conclude la nota – il report afferma che la sfida principale non è quella di introdurre nuovi strumenti, ma trasformare le buone pratiche esistenti in standard organizzativi condivisi, capaci di ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare l’efficacia complessiva della risposta all'Hiv. 
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