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Poste sale al 66,6% di Tim, dopo l’Opas partirà l’integrazione tra le aziende

ROMA (ITALPRESS) – Poste Italiane sta valorizzando TIM in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia. Lo ha sottolineato in un’intervista al TG Poste l’AD Matteo Del Fante, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull’OPAS, conclusa con Poste Italiane al 66,6% del Gruppo di telecomunicazioni. “Se venerdì scorso siamo arrivati a questo numero – ha detto – è perchè il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire”. Un risultato raggiunto dopo un’importante accelerazione la settimana scorsa. “Gli investitori – ha detto Del Fante – hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste Italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori. C’è stata una presa di coscienza – ha continuato Del Fante – i mercati la chiamano F.O.M.O., Fear Of Missing Out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa F.O.M.O. ci sarà anche dal 21 al 25 settembre”. Al termine dell’OPAS, ha concluso l’AD di Poste Italiane, “ci troveremo ad una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende”.
Secondo Giuseppe Lasco, Direttore Generale di Poste Italiane, l’OPAS su Tim è un’operazione storica per il Paese e per il territorio, e il suo successo aiuterà a guidarne la transizione digitale con la nascita di un grande Gruppo capace di creare occupazione e di competere con i grandi player internazionali. “Rimane e rimarrà una operazione storica per il nostro Paese, – ha detto Lasco – inimmaginabile solo qualche anno fa. Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale”.
Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo Gruppo. “Poste Italiane e Tim – ha detto – saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’Intelligenza Artificiale. Anche se l’IA andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni. Proviamo orgoglio – ha concluso Lasco – perchè daremo un futuro a loro e alle nuove generazioni”.

– foto ufficio stampa Poste Italiane –
(ITALPRESS).

Roma, a Palazzo Bonaparte la grande mostra di Kandinsky

ROMA (ITALPRESS) – Dal 15 settembre, Palazzo Bonaparte ospiterà uno degli eventi culturali più importanti dell’anno: la grande mostra dedicata a Vassily Kandinsky (1866-1944), l’artista che ha ridefinito il linguaggio della pittura moderna, trasformando colore, forma e segno in emozione.
Con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, è ed è curata da Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musèe national d’art moderne, con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi di Francesca Villanti. Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.
La mostra riunisce oltre settanta opere provenienti da musei internazionali e dal prestigioso museo francese, che conserva il più completo e importante nucleo di lavori dell’artista al mondo grazie alle donazioni e al lascito della moglie Nina Kandinsky. L’esposizione racconta l’intera storia umana ed artistica di Kandinsky, ripercorre tutte le tappe della sua trasformazione, da avvocato in Giurisprudenza ed Economia politica all’Università di Mosca a maestro dell’arte moderna, attraversando epoche storiche, paesi, grandi amori passionali.
Due donne in particolare verranno raccontate nella mostra, perchè ebbero un ruolo fondamentale nella sua affermazione: Gabriele Munter, sua compagna per oltre un decennio, grande artista rimasta a lungo nell’ombra e oggi riscoperta grazie ad alcune sue bellissime opere che saranno esposte per la prima volta nella mostra; e Nina Kandinsky, sua devota moglie e custode instancabile della sua memoria.
E’ stato proprio il generoso lascito di Nina al Centre Pompidou di Parigi a permettere di preservare e far giungere fino a noi l’immenso patrimonio del maestro, che oggi si svela a Roma in un’occasione eccezionale e irripetibile. Mentre l’istituzione francese si prepara, infatti, a una lunga chiusura per restauri, la Capitale si afferma come il principale punto di riferimento internazionale per la riscoperta dell’opera di Kandinsky, offrendo al pubblico italiano il privilegio raro di ammirare capolavori che difficilmente lasciano Parigi.
La mostra non racconta soltanto la storia di uno dei più grandi artisti del Novecento, racconta la nascita di una rivoluzione nell’arte.
Per Kandinsky, infatti, un colore poteva avere il suono di una melodia, una linea poteva esprimere un’emozione. Da questa intuizione rivoluzionaria nacque l’astrattismo: un linguaggio completamente nuovo, destinato a cambiare per sempre la storia dell’arte e anche il nostro modo di guardare il mondo.
Attraverso cinque sezioni, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio straordinario che attraversa tutta la vita e la ricerca dell’artista: dalle prime opere figurative agli anni di Monaco e del Blaue Reiter, fino agli anni della Russia rivoluzionaria, all’esperienza fondamentale al Bauhaus e all’ultima stagione parigina.
Tra i capolavori esposti spiccano opere iconiche come Gelb-Rot-Blau (1925), considerata uno dei massimi esempi della sua produzione: una composizione in cui forme e colori si organizzano secondo una logica quasi musicale, dando vita a un’esperienza visiva intensa e coinvolgente.
La mostra restituisce tutta la complessità della figura di Kandinsky: pittore, teorico, docente, intellettuale e protagonista assoluto delle avanguardie europee. Accanto alle opere pittoriche, saranno esposti documenti, fotografie, oggetti personali e materiali provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky, che consentiranno di entrare nella dimensione più intima e quotidiana dell’artista.
Il percorso sarà inoltre arricchito da approfondimenti dedicati alle sue teorie sul rapporto tra colore, forma e musica. Non mancherà, inoltre, la possibilità di perdersi tra le geometrie ed i colori di Kandinsky in una sala immersiva ideata appositamente per la mostra.
“Con questa straordinaria mostra, Palazzo Bonaparte – afferma Iole Siena, Presidente di Arthemisia – si conferma ancora una volta come luogo di eccellenza per le grandi mostre in Italia. Dal 2019 presentiamo qui i protagonisti della storia dell’arte, con risultati record. Non poteva mancare all’appello il genio rivoluzionario di Kandinsky, che ha segnato un prima e un dopo, inventando l’astrattismo. Ho buoni motivi per pensare che sarà una mostra indimenticabile”.
“Siamo profondamente orgogliosi di sostenere come main partner questa straordinaria retrospettiva che riporta il genio di Kandinsky a Roma dopo ben venticinque anni di assenza – Commenta
Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale -. Questo progetto, realizzato in collaborazione con il Centre Pompidou, testimonia il ruolo strategico della nostra Fondazione nel tessere partnership d’eccellenza per dare vita a eventi unici e irripetibili. La mostra offre uno sguardo nuovo e corale sul maestro, superando i vecchi stereotipi e restituendo il giusto spazio a figure cruciali come Gabriele Mùnter e Nina Kandinsky, le due donne della sua vita. Inoltre, il percorso espositivo acquista un fascino unico svelando la straordinaria intuizione dell’artista, capace di legare intimamente pittura e musica: sulla tela il colore si trasforma in suono e la linea diventa ritmo, parlando direttamente al cuore del pubblico”. “In un momento in cui l’istituzione francese si appresta a una lunga chiusura, Roma si afferma così come il punto di riferimento mondiale per riscoprire un’arte rivoluzionaria che supera ogni barriera e parla una lingua universale – conclude Taccone -. Ed è proprio in questa universalità che il messaggio di Kandinsky incontra la mission della Fondazione, da sempre guidata dalla scelta di promuovere la cultura come formidabile strumento di dialogo interculturale, inclusione e unione tra le diversità”.
La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, media partner Urban Vision e la Repubblica, radio partner Dimensione Suono Soft, hospitality partner Hotel De Russie e sponsor tecnico Ferrari Trento. Il catalogo è edito da Moebius.

– foto fornita da ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro –
Internazionale, credit Marco Nardo –
(ITALPRESS).

Endorsemente Lombardo (Mpa) per Schifani-bis: “Ha solo raccolto consensi”

(Adnkronos) – “Tutti dicono che Schifani è stato straordinario e che ha rilanciato la Sicilia, che ha lavorato bene. Quindi, dico io: come si fa a pensare ad altri per la ricandidatura alla Presidenza della Regione siciliana? Io credo che lo stesso Schifani non potrebbe sottrarsi, anche se per un momento lo pensasse. Io ho solo raccolto consensi, mi sembrerebbe strano che ora qualcuno di quelli che hanno detto le meraviglie oggi cambiasse idea”. Lo ha detto all’Adnkronos il leader dell’Mpa Raffaele Lombardo, ex Presidente della Regione siciliana. parlando di uno Schifani bis nel 2027. Quindi, questo è un endorsement per Schifani? “Beh, quello che le ho appena detto, lei come lo giudica? Intanto, anche se è vero che non ho fatto fino ad oggi un endorsement ‘ufficiale’, non ho neppure corteggiato i suoi ipotetici successori….”, replica Lombardo sornione. Poi, il leader degli autonimisti Lombardo dice che “se si dovesse pensare diversamente”, a livello nazionale “c'è da farsi i conti con chi vuole partecipare ad una scelta diversa, che deve essere spiegata nelle sue motivazioni. E, soprattutto, nei programmi che si intende realizzare. Io non do assolutamente per scontato un assenso ad una scelta che cala dall'alto, per quanto riguarda il movimento che ho contribuito a fondare”, aggiunge. Proprio nei giorni scorsi, era stato il commissario di Forza Italia in Sicilia Nino Minardo a spiegare di avere “espresso più volte la posizione favorevole del nostro partito” per la ricandidatura di Schifani. E ancora prima era arrivato l’ok allo Schifani bis anche dai vertici siciliani di Lega, Dc e Udc. Adesso c'è l'ok per Schifani anche degli autonomisti. (di Elvira Terranova) 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Report Banca del Fucino sui bond UE sotto pressione, cresce il rischio Francia

ROMA (ITALPRESS) – Da alcune settimane gli investitori internazionali guardano con crescente preoccupazione all’andamento dei mercati obbligazionari. Dalla fine di luglio, infatti, i rendimenti dei titoli di Stato di numerosi Paesi hanno registrato aumenti significativi, riflettendo una combinazione di fattori. Tra questi, la prosecuzione della guerra in Medio Oriente e le sue possibili ripercussioni sull’inflazione; la revisione delle aspettative sul percorso dei tassi di interesse e il rialzo dei tassi praticato dalla Bce; infine, gli elevati livelli di debito pubblico rispetto al Pil in diverse economie avanzate. Tuttavia, al momento la congiuntura presente non vede alcuna vendita precipitosa e caotica dei titoli. Non tutti i Paesi, inoltre, hanno visto rialzi dei rendimenti di pari entità. In questo senso, i movimenti delle ultime settimane costituiscono anche un segnale importante per capire dove il mercato veda maggiori rischi prospettici. E’ questo il punto di partenza del nuovo approfondimento della rubrica Fucino Flash dell’Ufficio Studi della Banca del Fucino, intitolato Rischio Francia. Il riprezzamento dei titoli di Stato nell’Eurozona. Lo studio, condotto da Vladimiro Giacchè con Michele Tonoletti, allarga lo sguardo a un confronto dei rendimenti su un triennio, a partire dal forte rialzo avvenuto nel settembre 2023: analizzando le tre principali economie dell’Eurozona, solo l’Italia esibisce oggi rendimenti, a seconda delle scadenze, sostanzialmente pari o inferiori a quelli raggiunti allora.
Segue l’analisi approfondita della situazione in Francia, paese in cui le ragioni del rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato vanno al di là della sola mancanza di disciplina fiscale, e affondano le radici nello squilibrio della bilancia delle partite correnti, e in particolare di quella commerciale.
Ad aggravare ulteriormente le prospettive di Parigi la fase di elevata instabilità politica che caratterizza oggi il Paese e le prospettive delle nuove elezioni per la Presidenza della Repubblica attese per la primavera del 2027. Ad incidere sulla situazione il fatto che nessuno tra i candidati più accreditati nei sondaggi appare intenzionato a farsi carico di importanti manovre di aggiustamento fiscale, mentre al contrario, tra questi sono emerse anche proposte radicali, come quella di cancellare il debito pubblico francese detenuto dalla Bce (circa 600 miliardi) – proposta che ha del resto già incontrato un netto rifiuto da parte di Christine Lagarde.
Lo studio in conclusione considera non più eludibile per la Francia la prospettiva di un riaggiustamento interno che porti ad un ridimensionamento del deficit pubblico e ad un riequilibrio strutturale della bilancia commerciale. Al tempo stesso, emerge un elemento positivo per l’Italia: nonostante l’elevato livello del debito pubblico, il nostro Paese presenta uno spread negativo rispetto alla Francia sul decennale e sul trentennale. Un dato che segnala come, nelle valutazioni degli investitori, le prospettive dell’Italia siano oggi considerate più favorevoli rispetto a quelle francesi.

– foto tratta da report Banca del Fucino –
(ITALPRESS).

Nuova direttiva Ue sul tabacco, in Italia a rischio 90 mila posti di lavoro

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il dibattito sulla futura revisione della Tobacco Products Directive (TPD) si preannuncia come uno dei dossier europei più rilevanti dei prossimi anni. La normativa dell’Unione Europea sul tabacco e sui prodotti a base di nicotina non si limiterà a ridefinire il quadro regolatorio di mercato: i suoi effetti infatti rischiano di incidere sui livelli occupazionali, sugli investimenti industriali e sulla stessa lotta al fumo. A fare il punto sulle implicazioni economiche e sociali della futura TPD sono due distinti studi pubblicati oggi, che invitano le istituzioni a un’attenta valutazione preventiva dei rischi.
Il primo rapporto, intitolato “The Hidden Cost of EU Regulation” e firmato dall’European Policy Innovation Council (EPIC) – think tank indipendente con sede a Bruxelles -, analizza le criticità derivanti da normative europee rigide o poco chiare. Secondo l’analisi di EPIC, l’adozione di uno scenario normativo fortemente restrittivo, rispetto a un approccio proporzionato al profilo di rischio dei diversi prodotti, potrebbe comportare per l’Unione Europea un costo imponente: fino a 79,6 miliardi di euro di PIL all’anno, con una perdita potenziale di oltre 182.000 posti di lavoro e un calo di 17,6 miliardi di euro in investimenti tra il 2026 e il 2030.
L’elemento critico individuato da EPIC riguarda la sovrapposizione tra sigarette tradizionali a combustione e prodotti alternativi non combustibili. Equiparare categorie profondamente diverse sotto il profilo tecnologico e di consumo rischia, secondo gli esperti, di indebolire il mercato regolamentato, spingendo parte dei consumatori verso il circuito illegale.
L’impatto del dossier europeo sull’economia italiana è approfondito nel secondo studio, “Tobaccòs Economic Footprint in Italy and the Cost of a Restrictive TPD Revision”, condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore.
In Italia la filiera del tabacco e della nicotina rappresenta un comparto strategico: nel 2023 ha generato circa 29,6 miliardi di euro di PIL e sostenuto 186.200 occupati tra agricoltura, manifattura, logistica e rete distributiva. L’Italia si è inoltre affermata come hub produttivo di prim’ordine per le categorie innovative, che oggi costituiscono circa il 45% dei ricavi del settore e che dal 2014 a oggi hanno attratto oltre un miliardo di euro di investimenti in impianti e ricerca.
Le stime dell’Ateneo indicano che, entro il 2030, il divario tra uno scenario di regolamentazione proporzionata e uno rigidamente restrittivo potrebbe valere per l’Italia fino a 13,6 miliardi di euro di PIL, mettendo a rischio circa 90.900 posti di lavoro e 4,4 miliardi di investimenti.
Pur partendo da ambiti e scenari diversi, i due studi convergono su un punto: l’impatto delle nuove regole dipenderà da come saranno definite. Sarà quindi decisivo valutarne in anticipo gli
effetti, distinguere tra categorie di prodotto diverse, garantire certezza agli investimenti e rafforzare il contrasto al mercato illecito.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Lascia al nipote preferito un’eredità di 800mila euro ma gli altri non ci stanno: “Non vedeva bene, è stata guidata”

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(Adnkronos) – Ha scelto di lasciare 800mila euro della sua eredità al nipote preferito, come scritto nel testamento olografo. Ma la decisione non è piaciuta agli altri parenti che hanno fatto arrivare il caso in tribunale. E' successo a Modena, dove – come riporta Il Corriere della Sera – i nipoti di una donna morta nel 2018 hanno contestato il documento da lei redatto con le sue volontà. Secondo loro, in altre parole, "sarebbe stata guidata". A supporto della loro tesi il fatto che la zia soffrisse di maculopatia essudativa, una forma grave e rapida di maculopatia, cioè di perdita della visione centrale, che crea notevoli problemi alla vista. Tuttavia, prima il Tribunale e poi la Corte d'Appello di Bologna, prima sezione civile, hanno dato ragione all'unico erede. I giudici hanno disposto una perizia grafologica, da cui è emerso – come riferisce il Corriere della Sera edizione di Bologna – che "il testamento è interamente redatto da un'unica mano scrivente". Inoltre, anche dalle cartelle cliniche sarebbe venuto fuori che le condizioni cognitive dell'80enne al momento della firma del testamento erano buone. Per cui il documento è stato considerato valido "per assenza di incapacità". Tuttavia, i nipoti della donna potrebbero non accettarlo e la vicenda potrebbe finire in Cassazione.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kallas “Geopolitica e clima ci spingono ad avere più rompighiaccio nell’Artico”

ROVANIEMI (FINLANDIA) (ITALPRESS) – L’Unione europea ha “bisogno di più rompighiaccio” per navigare nell’Artico. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas, in una conferenza stampa al termine del vertice sull’Artico a Rovaniemi, in Lapponia. “Immagino che siamo tutti d’accordo, guardando alla situazione geopolitica, ai cambiamenti climatici e all’apertura delle rotte marittime, che abbiamo bisogno di avere più rompighiaccio”, ha detto Kallas. L’Unione europea, ha poi ricordato, prevede in questi casi una procedura e dunque degli appalti. “Chi presenterà l’offerta migliore avrà l’appalto”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto Ipa Agency-

Bridal & tourism in Italy , wedding tourism e turismo esperienziale in primo piano

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(Adnkronos) – Sposarsi in Italia è vivere e condividere un’esperienza da sogno di totale immersione nella ricchezza architettonica, naturalistica, culturale e culinaria del Bel Paese. Questo è quello che chiedono gli stranieri, Vip compresi, come le nozze di Dua Lipa hanno recentemente ricordato al mondo, con una cerimonia blindata e milionaria di tre giorni, tra Palermo e Bagheria, con oltre 200 ospiti del calibro di Elton John, Madonna e Donatella Versace. Continua a crescere il giro di affari del wedding tourism, un fenomeno particolare di turismo che consiste nell'organizzazione di matrimoni in una nazione diversa da quella di origine e che coinvolge lo spostamento per più giorni in Italia non solo della coppia di sposi stranieri ma anche degli invitati, generando un indotto economico significativo.  La più importante fiera B2B del settore è la BMII – Bridal & tourism in Italy che ospiterà 70 buyer internazionali presso Hotel Cristoforo Colombo Eur di Roma, il 3 e 4 novembre, per favorire l’incontro tra domanda e offerta, incentivando l’internazionalizzazione e l’attività di incoming. Una manifestazione, giunta alla 12a edizione, che conferma la sua centralità strategica nei progetti di promozione e sviluppo a livello territoriale, nazionale e internazionale.  Nata nel 2014 per rispondere alla crescente richiesta di matrimoni di stranieri su suolo italiano, negli anni la BMII ha ampliato il suo target e oggi non promuove esclusivamente il Destination wedding ma tutto il turismo esperienziale. Il progetto si è evoluto e sviluppato in una piattaforma B2B dedicata non solo ai professionisti del matrimonio, ma anche a tutti gli operatori del turismo italiano. L'evento mette in relazione buyer internazionali con imprese italiane dell'ospitalità, del wedding, del turismo e delle esperienze, promuovendo l'Italia come destinazione d'eccellenza per matrimoni, lune di miele, celebrazioni ed esperienze di viaggio.  "BMII rappresenta oggi una piattaforma di promozione di tutto il comparto turistico Made in Italy", sottolinea Ottorino Duratorre, presidente BMII, la cui società è specializzata da oltre 30 anni in eventi del settore Moda-Sposa e Turismo ed è organizzatrice anche delle manifestazioni internazionali RomaSposa e Roma Travel Show. "Dalla prima edizione a oggi – spiega – i numeri legati al wedding tourism sono aumentati significativamente, assumendo le dimensioni di un business trasversale per l’attività di incoming, che posizionano l’Italia con le sue meraviglie e le sue eccellenze tra i principali marketplace del settore. Tutti vogliono sposarsi in Italia e le nozze incidono sempre di più sulla filiera, un fenomeno che solo nello scorso anno, con oltre 16.000 matrimoni di coppie straniere registrati, ha superato la soglia di 1 miliardo di euro di fatturato".  "Ma perché – sottolinea – limitare il sogno solo alle coppie che vogliono giurarsi amore eterno? Il matrimonio è il punto di partenza e fa da volano per tutto il comparto turistico. Ogni evento genera infatti un flusso di ospiti che scoprono destinazioni, strutture ricettive, produzioni locali, cultura, enogastronomia ed esperienze, contribuendo allo sviluppo economico dei territori. Per questo BMII si propone oggi come punto di incontro tra il settore bridal e quello turistico, promuovendo l'intero ecosistema dell'ospitalità italiana sui mercati internazionali". L’Italia è una delle nazioni preferite dai viaggiatori e dai promessi sposi di tutto il mondo, che continuano a sceglierla come destinazione di eventi che durano più giorni. Per le nozze sempre più di tendenza sono i festeggiamenti della durata di una settimana che prolungano l’esperienza, arricchendola di escursioni di gruppo, degustazioni di vini locali e cene e feste pre e post matrimonio. Il wedding rappresenta sempre un importante motore di incoming turistico, perché gli ospiti dei matrimoni diventano turisti che soggiornano diversi giorni sul territorio.  BMII favorisce l'incontro tra la filiera wedding e quella turistica e oggi, oltre a wedding planner e fornitori del matrimonio, partecipano hotel, resort, dimore storiche, ville, Destination management company, tour operator, consorzi turistici, enti di promozione territoriale, strutture ricettive, compagnie di servizi ed esperienze che promuovono l'Italia come destinazione per vivere un'esperienza di viaggio completa. Tra dimore storiche e location mozzafiato, gustando ottimi cibo e vino, per vivere un’esperienza immersiva nello stile e nella cultura italiana. Il workshop e la piattaforma sono un incontro tra domanda e offerta che nelle diverse edizioni di BMII ha già ospitato 15.000 appuntamenti con 1000 buyer provenienti da Australia, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Cipro, Croazia, Danimarca, Emirati Arabi, Francia, Germania, Giappone, India, Irlanda, Israele, Lettonia, Libano, Malta, Marocco, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Puerto Rico, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Thailandia, Turchia, Ungheria, Uruguay e Venezuela, ma sono sempre di più i profili interessati a partecipare, dai diversi continenti. 
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lotta al cambiamento climatico, William: “Fare più in fretta, non c’è più tempo”

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(Adnkronos) – Il principe William ha lanciato un appello urgente affinché la lotta al cambiamento climatico abbia un'accelerazione, poiché "non abbiamo più tempo per piccoli miglioramenti", ha scritto il figlio di Re Carlo ed erede al trono in un messaggio. Il principe di Galles ha sottolineato la necessità di un "ottimismo urgente" in tema di clima, in vista della cerimonia di premiazione degli Earthshot Prize di quest'anno. A novembre, la città di Mumbai, in India, ospiterà la sesta edizione del progetto decennale di William, volto a riconoscere e premiare le idee che contribuiscono a salvare il pianeta. Il principe ha affermato che l'estate di incendi "devastanti" che hanno colpito la Gran Bretagna è servita da "potente monito sui rischi associati al riscaldamento climatico". Sebbene William abbia definito le condizioni estive "allarmanti" – secondo i dati provvisori del Met Office, l'estate del 2026 è stata la più calda nel Regno Unito da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1884, con una temperatura media di 16,5°C – ha affermato di credere che un "ottimismo urgente" possa tracciare una via d'uscita per l'umanità.
 

 "La crisi richiede urgenza – ha scritto sull'Independent -. Ma senza la convinzione che il cambiamento sia possibile, la sua portata può farci sentire sopraffatti. L'ottimismo ci dà la fiducia che le nostre azioni possano fare la differenza. Abbiamo bisogno di entrambi. Questo è ciò che intendo per ottimismo urgente: vedere chiaramente il pericolo e al contempo credere nella nostra capacità di reagire. Per la prima volta nella storia, la nostra sfida più grande non è inventare le risposte". "Si tratta di implementare e ampliare le soluzioni che sappiamo già funzionare – ha spiegato William – Non è ingenuità o speranza cieca. È ottimismo fondato su dati concreti. Ho visto soluzioni già in funzione e l'impatto che sono in grado di avere. Questo mi rende ottimista. Sapere che non abbiamo più tempo per piccoli miglioramenti, che il cambiamento deve essere sistemico e su larga scala, mi dà un senso di urgenza”.  William ha sottolineato l'impegno dei precedenti finalisti di Earthshot, che "hanno già contribuito a evitare o catturare 18 milioni di tonnellate di emissioni equivalenti di CO2, a proteggere e ripristinare oltre 85 milioni di ettari di oceano e costa e a migliorare la qualità dell'aria in regioni abitate da 600 milioni di persone". "Gli incendi boschivi hanno catturato l'attenzione del mondo, ma si sta già lavorando per ridurne il rischio e limitarne l'impatto, così come si stanno trovando soluzioni per ripulire l'aria, contrastare il cambiamento climatico, risanare gli oceani, eliminare i rifiuti e ripristinare la natura", ha scritto. "Possiamo, e dobbiamo, fare in modo che il resto di questo decennio conti". 
—internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Batacchi (Rid): “Base Taif in Arabia nel mirino Houthi ma giusto che contingente italiano rimanga a operare”

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(Adnkronos) – "Gli Houthi hanno preso un pezzo significativo di fascia costiera e di fatto oggi hanno potenziato notevolmente la loro capacità di interdizione sullo stretto di Bab el-Mandeb. I sauditi negli ultimi due giorni stanno conducendo diversi attacchi aerei sulle aree occupate dagli Houthi. Certo, la situazione in Yemen non è buona e, in risposta agli attacchi aerei sauditi, gli Houthi colpiscono in territorio saudita con missili balistici, droni. E nel mirino c'è anche la base di Taif, dove c'è una parte del contingente italiano della Task force Arabia". A fare un'analisi dello scontro in atto tra Houthi e Arabia Saudita è all'Adnkronos Pietro Batacchi, direttore di Rid, Rivista Italiana Difesa. "In questo momento l'Arabia Saudita è nel mirino degli Houthi. Abbiamo visto gli attacchi all'oleodotto che porta il petrolio nel Mar Rosso, le cui attività sono state bloccate, non si sa per quanto. I sauditi hanno accusato le milizie irachene filo iraniane però ancora non è certo. E' chiaro che l'Arabia Saudita in questo momento si trova un po' nel mezzo a questa tenaglia tra le milizie filo iraniane in Iraq, lo stesso Iran e gli Houthi, con cui di fatto la conflittualità è ripresa. C'è da mettere in conto che l'Arabia Saudita deve fronteggiare una minaccia che è anche significativa, perché gli Houthi hanno dimostrato di avere capacità missilistiche". Per quanto riguarda il nostro contingente di base in Arabia Saudita, Batacchi spiega: "Personalmente non mi preoccuperei, anche perché si è lì a fare una missione per rassicurare e proteggere un nostro partner. Le missioni a zero rischi oggi non esistono più. Questo penso sia il punto fondamentale, altrimenti si resta a casa. Bisogna mettere in conto che quando si va a fare una missione in un teatro operativo come quello, ci sono dei rischi. Non dimentichiamoci che eravamo in Kuwait, quando i missili e i droni iraniani hanno distrutto un nostro drone Reaper sotto un hangar: i rischi ci sono. L'Italia è impegnata oggi in un teatro di conflitto, proteggendo e dando una garanzia militare a un proprio partner. D'altronde, non si può pensare di mantenere un rapporto con gli Stati arabi, per cui prendiamo petrolio e gas, gli vendiamo armi e finisce lì. L'Arabia Saudita è un nostro partner, un alleato. In caso di minaccia, qualcuno bisogna che li protegga, specie in un momento in cui gli americani, anche con loro, si stanno dimostrando 'freddini'. Siamo lì a fare quello che un paese come l'Italia deve fare, garantire la sicurezza di un nostro prezioso partner. E' inutile fare queste partnership strategiche se poi al momento del bisogno ci si dilegua". E ancora: "La base di Taif è stata oggetto di attacchi con droni e missili degli Houthi, è noto – conclude Batacchi – Ma si tratta di basi protette da sistemi contraerei, sistemi antimissile e altro. Se ci si ritirasse in questo momento, non faremmo certo una bella figura. Il mio auspicio, e credo che sia l'idea del Governo nella sua interezza, è quello di rimanere lì a rendere concreta la nostra garanzia politico-militare rispetto a un nostro partner qual è l'Arabia Saudita".  
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