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Ostia, sangue in strada dopo l’omicidio‑suicidio di tre giorni fa: residenti sotto choc

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(Adnkronos) – Sono passati tre giorni dall'omicidio-suicidio di Adriana Furlani, 82 anni, e di suo figlio Giorgio Prelec, 54. Ma sul marciapiede sotto al loro palazzo in via Mare di Tasman, proprio di fronte alla pineta di Procoio, è ancora visibile una enorme chiazza di sangue lasciata dopo la rimozione del corpo dell'uomo, lanciatosi dal terrazzo dopo aver ucciso la madre.  "Tornavo dal lavoro quando ho notato la macchia – racconta Giulia all'Adnkronos – Io vivo duecento metri più avanti e qui, su questo marciapiede, ovviamente ci passo sempre. A parte l'impressione, mi sembra proprio assurdo che nessuno si sia preso la briga di ripulire". Dello stesso avviso anche Matteo, che con suo figlio sul passeggino, si lamenta rammaricato: "Sembra quasi ci abbiano fatto tutti l'abitudine a storie di violenza. Chi viene a mettere un fiore o ad accendere una candela qui, in memoria di questa orribile strage familiare, deve stare attento a dove mettere i piedi e magari preoccuparsi che i bambini non vedano, per non dover loro spiegare cosa è successo". Sentito dall'Adnkronos, il presidente del X municipio, Mario Falconi, assicura: "Non sapevo della cosa, ma andrò personalmente a verificare, perché il tratto di strada venga ripulito al più presto".  Era già successo il 26 giugno scorso, nel quartiere Casalotti di Roma, quando gli inquilini del palazzo in via Montiglio, dove vennero uccisi due coniugi bengalesi e la loro bambina, furono costretti il giorno seguente alla strage a camminare sulle tracce di sangue lasciate sulle scale, sulle pareti e sulle porte nella fuga disperata del figlio maggiore delle vittime inseguito dall'assassino. (di Silvia Mancinelli) 
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Meloni: “Il Sud cresce più della media nazionale, ora priorità per i troppi ragazzi che vanno via”

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(Adnkronos) – Durante la visita di oggi, sabato 5 settembre, a Policoro nel Materano la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la linea del governo sul Sud d'Italia, ricordando che "abbiamo sempre avuto un'idea diversa rispetto a chi pensa che i problemi si risolvano con la clientela o che il Mezzogiorno sia un problema da gestire". Meloni ha sottolineato che l'esecutivo "ha fatto una scommessa diversa per dimostrare che il Sud poteva essere la locomotiva d’Italia", citando l'aumento degli investimenti, la crescita delle infrastrutture e la Zes unica, che "ha generato da sola 60 miliardi di investimenti". Secondo la premier, oggi "l'occupazione e il Pil qui cresce più della media nazionale", risultati che confermerebbero la strategia adottata. Meloni ha, poi, indicato la nuova priorità: "Serve una politica che si ponga il tema dei troppi ragazzi che se ne vanno. Troppi giovani che questo territorio forma, investendo, e che poi vanno a spendere altrove ciò che qui è stato costruito. Questa è la prossima sfida".  A Policoro, dopo i danni della tromba d’aria di tre giorni fa, la presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno del governo per la città jonica, spiegando che "se siamo qui è per questo" e facendo i complimenti al territorio per la reazione immediata: "C'è stata una grande voglia, una grande capacità di rimboccarsi le maniche, di riaprire, continuare a lavorare, fare quello che era possibile fare. Non si registra sempre".  Rispondendo ai cronisti sulla richiesta di stato di emergenza e calamità naturale, Meloni ha ricordato di aver incontrato i rappresentanti locali e di aver visitato alcune attività turistiche sul lungomare, sottolineando la necessità di sostenere chi ha subito i danni. 
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Vannacci-Monti, a Cernobbio il confronto fra due mondi lontanissimi: uno legge, l’altro fa scintille

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(Adnkronos) – Il confronto a Cernobbio fra il leader di Fronte Nazionale, il generale Roberto Vannacci, e il senatore a vita Mario Monti non tradisce le attese. Due mondi lontanissimi, due codici di comunicazione altrettanto diversi, in un contesto sicuramente più favorevole, per consuetudine e formazione, all'ex premier.  Più impacciato il neofita Vannacci. Prima indugia più volte sull'accostamento tra il primo lancio con il paracadute e il debutto di fronte al gotha dell'impresa italiana, senza nascondere una comprensibile apprensione per l' peappuntamento con Cernobbio. Poi, una volta in sala, legge, con rigore e disciplina, il testo che gli è stato preparato. Molto più disinvolto Monti, che si muove da padrone di casa e fa scintille, rispolverando una vis polemica che in passato ha mostrato più volte di possedere.  Si parla molto di Europa, stretta fra il leit motiv vannacciano, "un campione di regole" che ha "una strategia schizofrenica" sull'Ucraina, e la difesa di stampo 'bocconiano', che diventa un contrattacco frontale, "combatterò fino all'ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo". E, ancora, i riferimenti a un programma che "in molti punti viola la Costituzione" e che porterebbe l'Italia fuori dall'Europa e l'ironia sulle curiosità personali sollevate dall'applicazione delle teorie del professor Lorenzo Gasperini, che ha ispirato la piattaforma vannacciana. A partire dalla ritorsione auspicata, l'esclusione dalla vita sessuale, per i giovani che si sono vaccinati.  Più prevedibile il taglio dell'intervento di Vannacci, che la platea del Forum Teha aveva già messo in conto, forse meno scontata la contro narrazione di Monti, che nei corridoi di Villa d'Este è stata accolta con una certa complicità: Il professor ha messo al suo posto il generale, è la sintesi che ricorre nei capannelli di imprenditori che si soffermano lungo il lago, quando il confronto è appena concluso.  
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Artiste italiane espongono in Cina “La ceramica racconta una storia di pace”

NANCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Per l’artista italiana Mirta Morigi, la ceramica rappresenta una storia di pace. “Non abbiamo bisogno di parlare la stessa lingua. Acqua e argilla, passione e amore, tutte queste cose sono uguali”, ha osservato.

Originaria di Faenza, la città italiana della ceramica, Morigi, 53 anni, porta avanti la sua secolare tradizione della maiolica, tramandata da generazioni di ceramisti. “Quello che gli altri chiamano lavoro è sempre stato la mia passione. Questo mestiere è un dono prezioso e mi impegno a lasciare in cambio un’eredità degna di questo nome”, ha affermato Morigi, che da oltre 40 anni lavora nel suo laboratorio di arte ceramica nel centro storico di Faenza.

Negli ultimi decenni, città della ceramica in numerosi Paesi del mondo hanno aperto le proprie porte agli scambi culturali e artistici, e Morigi ha partecipato a questi eventi in Cina, Australia e Giappone, tra gli altri Paesi, condividendo esperienze e conoscenze.

Molte delle sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Una di queste, intitolata “Passion Red”, è esposta in un museo d’arte di Jingdezhen, la celebre “capitale della porcellana” cinese, nonchè città gemellata con Faenza.

Secondo un’altra artista, Angelica Tulimiero, che era solita trascorrere lunghi periodi a Jingdezhen, Italia e Cina sono indissolubilmente legate alla figura di Marco Polo, che contribuì a far conoscere in Italia la porcellana di Jingdezhen.

Quando Tulimiero vi è finalmente giunta nel 2023, ha scoperto questo magnifico regno della ceramica.

“Nel 2004 ho iniziato a lavorare ai miei progetti. Ho cominciato a lavorare con il gres, sperimentando varie argille e tecniche, e mi sono interessata anche alle tecniche di cottura, esplorando la cottura a legna”, ha ricordato Tulimiero.

Durante la sua residenza a Jingdezhen, ha avuto l’opportunità di incontrare grandi maestri della ceramica provenienti da tutto il mondo, persone di cui fino ad allora aveva soltanto letto nei libri. Per mesi hanno parlato di ceramica, condividendo informazioni, conoscenze e aspetti tecnici.

“Per me Jingdezhen è ormai come una casa, l’ho sognata per molti anni. Le conoscenze e le tradizioni della ceramica diffuse ovunque in città sono appaganti e fonte di ispirazione. Le gallerie, i negozi, i mercati, i forni pubblici, tutto è fonte di ispirazione e stimolo. La trovo una città entusiasmante e vivace, un sogno per i ceramisti”, ha affermato Tulimiero.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Tra giustizia e tutela del pazienti, il lavoro poliedrico del medico legale in ospedale

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(Adnkronos) – La medicina legale evoca spesso nell'immaginario collettivo scenari distanti dalla quotidianità di un normale ospedale. Eppure, la medicina legale ospedaliera rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela dei diritti dei pazienti, la gestione della sicurezza delle cure e l'interfaccia tra il mondo della sanità e quello della giustizia. A raccontare all'Adnkronos Salute questo lavoro è Matteo Scopetti, professore associato di Medicina Legale presso l'Azienda ospedaliera Sant'Andrea di Roma, ci guida alla scoperta di una professione poliedrica. Dal delicato supporto alle vittime di violenza alla gestione dei pazienti incapaci di esprimere il consenso, fino alla complessa valutazione della responsabilità professionale sanitaria, emerge il ritratto di una disciplina in cui convivono perfettamente il rigore dell'accertamento tecnico-giuridico con l’umanizzazione delle cure. 
Qual è l'ambito di azione del medico legale in una struttura ospedaliera? “L'attività della medicina legale in un ambito ospedaliero è variegata e consta di più profili principali – risponde Scopetti – Ad esempio, un medico legale in ospedale si occupa della valutazione della lesività dei pazienti nell'ambito dei percorsi di vittime di violenza e maltrattamento. Allo stesso modo il medico legale si occupa di fornire il supporto a quei pazienti che per motivi patologici sono impossibilitati ad esprimere il consenso informato. Ancora, il medico legale è implicato nelle valutazioni che riguardano appropriatezza e proporzionalità nell’ottica di garantire la dignità dell’esistenza nella fase finale della vita. Nondimeno, esprime il proprio parere specialistico e intrattiene i necessari rapporti con l’Autorità giudiziaria nei casi di accertamento della realtà della morte con successiva possibilità di prelievo di organi e tessuti ai fini di trapianto. Da ultimo l'attività del medico legale riguarda la gestione del contenzioso da responsabilità professionale sanitaria; in altri termini, ogni qualvolta insorge una contestazione rispetto ad una condotta sanitaria, il medico legale si occupa di valutare la vicenda e cercare di vedere se effettivamente vi sia la necessità di risarcire un danno al paziente”. 
Cosa fa il medico legale quando c’è un'aggressione o un maltrattamento? "Chiunque sia vittima di violenza può accedere al Pronto soccorso, dove si attivano percorsi protetti come il Codice rosa. In questo contesto, il medico legale interviene per documentare e certificare le lesioni in modo scientifico e oggettivo. Questa attività – avverte – è fondamentale per il cittadino, perché fornisce prove medico-legali indiscutibili e immediatamente utilizzabili in sede giudiziaria per la propria tutela e per l'avvio delle procedure di denuncia".  
Riguardo invece alla gestione del contenzioso e della malpractice sanitaria, il medico legale in ospedale si trova spesso in una posizione delicata tra la tutela dell'azienda e il diritto al risarcimento del paziente? "Il medico legale che lavora in ospedale non ha il compito di 'difendere l'azienda a prescindere', ma quello di analizzare la documentazione in suo possesso in modo neutrale per ricostruire i fatti secondo una prospettiva scientifica e nell’interesse della verità. Per il paziente – osserva Scopetti – questo significa che l'ospedale, attraverso una valutazione oggettiva, avvia un'analisi interna trasparente; laddove sia riscontrata una condotta non conforme alle evidenze scientifiche da cui sia derivato un danno al paziente, viene suggerita una risoluzione della controversia che permetta al cittadino di ottenere il giusto risarcimento in tempi più brevi rispetto a una lunga causa penale o civile e con minore aggravio per l’erario". 
E infine, con quali reparti e strutture collabora quotidianamente il medico legale in ospedale? "Nel lavoro quotidiano di collaborazione clinica, il medico legale interagisce con le differenti Unità operative mediche e chirurgiche; allo stesso tempo coopera con i Servizi e con la Direzione strategica. Un simile profilo configura la Medicina Legale ospedaliera come un tessuto imprescindibile ai fini della garanzia della sicurezza delle cure e della qualità dell’assistenza", conclude.  
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Gp Monza, Russell domina la terza sessione di libere davanti a Hamilton

(Adnkronos) –
George Russell è ancora il più veloce a Monza e chiude davanti a tutti le terze libere del Gran Premio d'Italia oggi, sabato 5 settembre. Dopo la migliore prestazione in pista di ieri, il pilota della Mercedes fa segnare il miglior tempo nella sessione della mattinata in 1:22:219 davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton (+0.226) e alla Red Bull di Max Verstappen (terzo a +0.350). Quarto il compagno di squadra Kimi Antonelli (che nella gara di domenica scatterà dall'ultima posizione a causa di una penalità per aver sostituito la power unit per la quinta volta in stagione). Poi Norris quinto, Leclerc sesto e Lindblad settimo. Piastri, Gasly e Colapinto chiudono la top ten. Nel pomeriggio, alle 16, le qualifiche per definire la pole position.
 
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Gb, centinaia di manifestanti incappucciati bloccano Dover: “Fermate le barche dei migranti”

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(Adnkronos) – Centinaia di uomini incappucciati si sono radunati al porto della città costiera britannica di Dover nell’ambito di quella che la polizia ha definito una "protesta". Secondo il consigliere Chris Vinson, leader dell'opposizione conservatrice nel Consiglio Distrettuale di Dover, la protesta sembra essere collegata all'immigrazione illegale: "Durante la notte – ha dichiarato Vinson, citato da SkyNews – diverse centinaia di uomini mascherati, vestiti di nero e con passamontagna, apparentemente coordinati, hanno preso posto all'interno di furgoni noleggiati per poi occupare le strade che portano da e verso Dover, con l'obiettivo di bloccarle. Ci sono riusciti, paralizzando completamente la città. Molte persone sono bloccate in auto o sul posto di lavoro".   "Non sono a conoscenza di alcuna violenza, ma è ovvio che essere bloccati da uomini in uniforme paramilitare nera e passamontagna è estremamente intimidatorio, soprattutto quando non si conoscono le loro motivazioni. La polizia non ne era a conoscenza e quindi non è stata in grado di avvertire la popolazione o garantirne la sicurezza", ha aggiunto. "Le persone sono bloccate negli ingorghi con code infinite sulle strade di accesso a Dover." La polizia, presente in forze, sta scortando i manifestanti verso la stazione ferroviaria della città britannica. Gli incappucciati affermano di non voler parlare con i media, ma comunicano attraverso slogan, riporta la Bbc: "Fermate le imbarcazioni" e "rimandateli indietro", affermano, riferendosi chiaramente agli sbarchi di migranti che attraversano il Canale della Manica a bordo di barchini.  
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Udine, non accetta la fine della relazione e uccide il fratello della ex: è caccia all’uomo

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(Adnkronos) – È caccia all’uomo a Udine e provincia dopo l’omicidio, avvenuto ieri sera, nel quartiere di Sant’Osvaldo. Un 65enne di origini marocchine è stato accoltellato e ucciso da un connazionale di 32 anni, ex fidanzato della sorella. L’aggressore è fuggito subito dopo il delitto e da allora i carabinieri hanno attivato posti di blocco in città e nell’intera provincia, mentre gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire gli spostamenti del ricercato. Secondo quanto emerso il 32enne non aveva accettato la fine della relazione con la sorella della vittima. Una tensione che, secondo gli inquirenti, potrebbe aver alimentato la spirale di violenza culminata nell’omicidio. Ora l’uomo è in fuga e le ricerche proseguono senza sosta. 
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Studio Teha, serve una strategia nazionale per attrarre e trattenere i talenti

CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – In un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche accelerate, transizione industriale e crescente competizione internazionale per le competenze, la perdita dei talenti costituisce una sfida strategica per il futuro di un Paese. E’ quanto emerge dallo Studio “Comprendere e contrastare il fenomeno della perdita dei talenti: la Roadmap per l’Italia”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Philip Morris Italia e presentato oggi nell’ambito della 52ma edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” di TEHA, in una conferenza stampa cui ha preso parte il top management di TEHA Group e Philip Morris Italia, insieme a Giovanna Iannantuoni, Advisor Scientifico dello Studio.

La perdita dei talenti rappresenta una sfida strategica per la competitività dell’Italia. Nel 2024 oltre 141mila italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero, di cui circa 45mila laureati, e negli ultimi dieci anni il Paese ha perso oltre 300mila cittadini qualificati. Questo fenomeno incide sulla capacità dell’Italia di trasformare competenze, conoscenza e innovazione in maggiore produttività e crescita economica, generando per lo Stato un costo stimato di 7,2 miliardi di Euro annui per la formazione di capitale umano che non contribuisce più al sistema Paese. Lo Studio individua una Roadmap concreta di policy per rafforzare la capacità dell’Italia di trattenere, attrarre e valorizzare talenti qualificati, con l’obiettivo di rilanciare la produttività e sostenere l’innovazione e la competitività del Paese”, ha commentato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group.

Le persone e le loro competenze rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro del Paese. Dalla capacità di valorizzarle dipendono la qualità dello sviluppo economico, la forza dell’innovazione e le opportunità che sapremo offrire alle nuove generazioni. Per questo, la perdita dei talenti non può essere affrontata con interventi isolati, ma richiede una visione di sistema e una responsabilità condivisa tra imprese, istituzioni e mondo della formazione. Da questa consapevolezza nasce la Roadmap proposta dallo Studio, che guarda al talento non solo come a una questione legata al mercato del lavoro, ma come a una priorità strategica per la competitività e il futuro dell’Italia”, ha commentato Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia.

Negli ultimi 25 anni, l’economia italiana ha mostrato una dinamica insoddisfacente della produttività, accompagnata da una debole capacità di innovazione e da una progressiva difficoltà nel valorizzare pienamente le competenze disponibili. La teoria economica e l’evidenza empirica convergono nell’individuare due motori fondamentali della crescita nel lungo periodo: il capitale umano e l’innovazione tecnologica. In questa prospettiva, il capitale umano costituisce una forma di investimento produttivo e il contrasto alla fuga dei talenti si colloca al centro di una più ampia strategia per la crescita italiana. Il Paese deve essere in grado di offrire un adeguato ‘rendimento del restarè, adottando un approccio integrato, capace di intervenire lungo l’intero ciclo di vita del talento e che possa rendere l’Italia un Paese più competitivo nel confronto globale per il capitale umano”, ha commentato Giovanna Iannantuoni, Professoressa Ordinaria di Economia Politica e già Rettrice dell’Università di Milano-Bicocca.

Nel 2024 oltre 141mila cittadini italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero, di cui circa 45mila, pari al 32% del totale, in possesso di almeno un titolo di laurea. I dati preliminari per il 2025 relativi al totale degli espatriati dall’Italia mostrano un ridimensionamento post effetti delle modifiche alla normativa sull’iscrizione al registro AIRE (- 22,7% rispetto al 2024). Negli ultimi dieci anni il Paese ha perso oltre 300mila cittadini qualificati, con un impatto che va oltre la dimensione demografica e investe direttamente la competitività del sistema economico. La perdita dei laureati genera infatti ogni anno per lo Stato italiano un costo stimato in 7,2 miliardi di Euro, riconducibile alla spesa pubblica sostenuta per la loro formazione, che salgono a 10,7-11,4 miliardi considerando anche il valore aggiunto potenziale non generato.

Il fenomeno si inserisce in un contesto caratterizzato da alcune fragilità strutturali del sistema-Paese: la stagnazione della produttività, una quota ancora contenuta di laureati rispetto ai principali benchmark internazionali, una carenza di competenze STEM e la difficoltà nel generare opportunità professionali adeguate per i profili più qualificati.
I risultati del report mostrano come la fuga dei talenti sia ormai considerata una priorità per il sistema produttivo. Il 93,9% delle imprese considera il fenomeno problematico o molto problematico per l’Italia, mentre circa un’azienda su due dichiara un impatto molto rilevante sul proprio business.

Secondo le aziende coinvolte, la perdita dei talenti è legata soprattutto a retribuzioni basse rispetto al costo della vita, indicate dall’82,1% dei rispondenti.
La survey evidenzia inoltre come le imprese stanno già intervenendo per rispondere alla sfida dell’attrazione e della retention dei talenti.
Ad integrazione dell’attuale quadro normativo, lo Studio propone una Roadmap nazionale per costruire una strategia organica in grado di agire sull’intero ciclo di vita del talento, dalla formazione all’ingresso nel mercato del lavoro, dalla permanenza in Italia al rientro dall’estero.

L’implementazione della Roadmap consentirebbe di recuperare potenzialmente fino a circa 119 mila laureati entro il 2035 e un impatto economico positivo fino a 11,1 miliardi di euro di PIL aggiuntivo annuo nello scenario più ambizioso.
Fonte foto uff stampa Philip Morris (ITALPRESS).

Alessandro Di Battista, dal malore all’operazione a L’Avana: le ipotesi del neurologo

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(Adnkronos) – Dopo una settimana di ricovero all'ospedale 'Hermanos Ameijeiras' dell'Avana, Alessandro Di Battista è stato operato. Doveva rientrare oggi a Roma ma il viaggio è stato rimandato. Il 28 agosto l'ex M5S è stato colpito da un forte mal di testa che l'ha costretto a chiedere assistenza in un ospedale vicino Santa Clara, oltre 300 chilometri da l'Avana, dove si trovava per realizzare delle riprese per un documentario. Poi il trasferimento nella Capitale dell'isola. Di Battista in questi giorni ha scritto dei post sui social rassicurando e manifestando la volontà di tornare in Italia. Nel frattempo sono arrivati a Cuba due medici del Policlinico Gemelli di Roma, la compagna e alcuni amici. La situazione, dall'Italia, appariva sotto controllo. Cosa potrebbe essere successo in queste ore?  "Tutto parte da quello che ha raccontato il paziente, un violentissimo mal di testa che gli ha fatto perdere coscienza – risponde all'Adnkronos Salute Piero Barbanti, direttore dell'Unità Cefalee e Dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e professore di Neurologia all'Università San Raffaele di Roma -. Quello che lui potrebbe aver avuto per i neurologi è una cefalea sentinella, seguita da cefalea a rombo di tuono che come particolarità che va da zero a massima intensità in un un minuto. Non è una cosa comune e causa principale di questa cefalea a rombo di tuono è generalmente un'emorragia subaracnoidea (Esa), dovuta a rottura di aneurisma. Non è la causa unica, ma la più frequente".  Perché l'operazione ora e non subito? "Perché potrebbe esserci un'emorragia dentro il cervello, un'emorragia subaracnoidea o una neoplasia – precisa il neurologo -. Se un soggetto viene operato dopo un forte mal di testa è per intervenire sull'emorragia che nell 85% dei casi è causata da un aneurisma, meno frequentemente da un tumore".  Il rientro in Italia quando potrebbe essere riprogrammato? "Parliamo sempre di ipotesi, la patologia aneurismatica pone il problema della pressurizzazione del volo – risponde Barbanti – ci possono essere degli spasmi. Serviranno diversi giorni di convalescenza. Se il problema della rottura dell'aneurisma viene risolto tranquillamente, il soggetto riprende la sua normale condizione di salute, come è accaduto per Pier Luigi Bersani che è stato operato a 'cielo aperto', ma c'è anche il trattamento endovascolare".   
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