Home Blog Page 8

Euro 5 diesel, Salvini: “Nel prossimo Cdm proroga per il 2027”

0

(Adnkronos) – "Nel prossimo Consiglio dei ministri, personalmente porto un decreto Infrastrutture e Trasporti all'interno del quale c'è anche il rinvio di questo stop insensato agli Euro 5, che rischierebbe di lasciare a piedi centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno il torto, secondo Bruxelles, di non avere abbastanza soldi per cambiar la macchina". Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a Mattino Cinque in onda su Canale 5. "Quindi proroghiamo. Il mio obiettivo è di lasciar tranquilli per tutto il 2027 queste centinaia di migliaia di italiane e di italiani che magari troveranno i soldi per cambiar la macchina l'anno prossimo".  Quanto al bollo auto, "l'obiettivo della Lega, e conto dell'intero governo, sarà di salire sopra gli 80 kW di potenza per arrivare a un maggior numero di auto coinvolte. Vorremmo salire di cilindrata e lo potremo fare solo nelle prossime settimane in legge di bilancio". E ha sottolineto che "è curioso che certa sinistra, che in passato aveva aumentato il bollo, adesso si lamenti che l'abbiamo tolto, però va bene così, sono contento di fare e lascio agli altri commentare". L'obiettivo, ha spiegato ancora Salvini è "non solo di renderlo definitivo negli anni, ma sto lavorando con i nostri tecnici anche per un intervento sul superbollo, sulle auto di potenza superiore. Non sto parlando ovviamente di uno sconto per Ferrari, Porsche e Maserati. C'è tanta gente che per lavoro ha un'auto più potente rispetto alla Panda. Penso a Ncc, tassisti, artigiani, agenti di commercio che pagano migliaia di euro di superbollo. Vorrei dare un primo segnale già nel 2027". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alessandro Di Battista dimesso dal Policlinico Gemelli: “Sto finalmente meglio, torno a casa”

0

(Adnkronos) – "Sto molto meglio e finalmente sono a casa! Grazie ai medici e al personale del Policlinico Gemelli di Roma e grazie a tutti voi per l’affetto che ho sentito ogni giorno. Nelle prossime settimane vi racconterò il percorso che dovrò affrontare". È quanto ha scritto questa mattina Alessandro Di Battista, annunciando le dimissioni dal Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato a seguito del malore avuto a Cuba. L'ex parlamentare del M5s ha anche condiviso una foto in cui compare insieme a Luca Di Giuseppe, presidente dell'associazione Schierarsi.   Di Battista era arrivato nel nosocomio romano lo scorso 12 settembre, dopo un volo di 12 ore da L'Avana. L'ex M5s si trovava sull'isola per realizzare un reportage per Il Fatto Quotidiano, quando lo scorso 29 agosto a seguito di un malore è stato ricoverato prima in un ospedale a Santa Clara per poi essere trasferito a L'Avana, all'Hermanos Ameijeiras dove è stato raggiunto da due medici del Policlinico Gemelli di Roma, il neurochirurgo Giuseppe Maria Della Pepa e l'anestesista e rianimatrice Isabella Melchionda. Nei giorni successivi è stato anche operato ed è rimasto per qualche giorno nel reparto di terapia intensiva, prima di tornare in Italia, accompagnato dalla madre dei suoi due figli, Sahra Lahouasnia, e dal presidente dell’associazione Schierarsi e amico dell’ex deputato, Luca Di Giuseppe. Proprio dai canali social dell'associazione Schierarsi era arrivato l'appello a rispettare la privacy di Di Battista e della sua famiglia in questo momento. "Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora", si legge in un aggiornamento di cinque giorni fa. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Isybank alla scoperta di nuovi autori cinematografici under 35, al via contest

MILANO (ITALPRESS) – Isybank, la banca digitale di Intesa Sanpaolo, assieme a OffiCine- IED, con la collaborazione di Mastercard, ha promosso il “Contest Cinematografico per Nuovi Autori” per offrire a giovani sceneggiatori e autori italiani emergenti un’opportunità concreta di formazione e di accesso al mondo del cinema. L’iniziativa, presentata alla 83^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si rivolge ad aspiranti autori fino a 35 anni, che potranno presentare proprio progetto filmico scegliendo tra due categorie: lungometraggio e cortometraggio d’autore.
La giuria è composta da Carolina Crescentini, Matteo Oscar Giuggioli, Edoardo Leo, Doriana Leondeff, Bruno Oliviero e Silvio Soldini. I finalisti saranno annunciati il 30 novembre in occasione di un evento che si svolgerà al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino durante il 44° Torino Film Festival, mentre i vincitori saranno proclamati a dicembre.
Da gennaio 2027, gli autori prescelti accederanno a laboratori di alta formazione guidati dal regista Bruno Oliviero. Per la sezione lungometraggi il percorso si svolgerà con la supervisione artistica del premio Oscar Paolo Sorrentino e avrà come obiettivo la realizzazione di una sceneggiatura professionale da presentare alle case di produzione. Per la sezione cortometraggi, la supervisione artistica sarà affidata a Silvio Soldini, che ha ricevuto importanti riconoscimenti nella sua carriera.
Il percorso porterà alla stesura della sceneggiatura e alla successiva produzione del corto da parte di OffiCine-IED.
“Isybank è la banca di riferimento per le nuove generazioni e questo si traduce in iniziative che possono sostenerne il talento, le aspirazioni e il percorso professionale, oltre che le scelte di finanza personale – ha dichiarato Antonio Valitutti, amministratore delegato -. Isybank è parte della grande realtà aziendale di Intesa Sanpaolo, che è uno dei maggiori e più riconosciuti datori di lavoro in Italia, con cui condivide l’obiettivo di favorire la connessione tra la formazione e mondo del lavoro. In particolare, grazie a questo progetto innovativo stimoliamo nuove idee nello spettacolo e nel settore audiovisivo, un’industria importante per l’Italia che il Gruppo finanzia da tempo con titoli di grande successo fra le centinaia di produzioni sostenute”.
L’iniziativa, infatti, estende ulteriormente l’impegno del Gruppo Intesa Sanpaolo a sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva. Dal 2009 Intesa Sanpaolo ha erogato circa 4 miliardi di euro alle imprese dell’audiovisivo, contribuendo alla realizzazione di oltre 750 opere tra film e serie televisive nazionali e internazionali, oltre a 214 produzioni tra spot pubblicitari, factual e format televisivi, per un totale di 964 contenuti audiovisivi.
Isybank raccoglierà le candidature per la partecipazione al “Contest Cinematografico per Nuovi Autori” fino al 15 ottobre sul sito web https://isybank-pre.isybank.com/it/landing/contest-cinematografico-nuovi-autori.html

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).

Made in Italy, Valentini: “Sul tabacco sono fiducioso sul cambiamento delle posizioni Ue’

0

(Adnkronos) – "Sulle normative che riguardano la filiera del tabacco, l'Italia e gli Stati membri possono agire efficacemente a Bruxelles per cambiare alcune posizioni 'ideologiche' della Commissione europea". Lo ha detto Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, intervenendo alla presentazione del "Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026", in occasione dell’evento "Logistica e distribuzione al servizio del Paese" organizzato da Logista. "Questo – ha ricordato Valentini – è un settore che vede una forte presenza di multinazionali che hanno scelto l'Italia per investire e per fare innovazione. Grazie alla loro presenza abbiamo costruito una competenza e una capacità unica, abbiamo visto un innesto dell'attività agricola tradizionale direttamente nella filiera. Bisogna pensare anche in termini innovativi: i nuovi prodotti non devono essere visti solo nell'oggi ma nelle logiche per il futuro, come strumenti utili anche per altre forme di consumo, come i farmaceutici".   
Per il vice ministro, "uno dei principali errori che commette l'Europa, e io sono europeista, lo vediamo quando assume degli atteggiamenti ideologici, si pone in modo etico e dice: il tabacco, l'acol, sono colpevoli e li tassiamo. Ti tassano come se fossi colpevole. Questo atteggiamento ha da un lato l'effetto di creare il fenomeno dello spostamento verso l'illegalità, dall'altro quello di non consentire il cambiamento culturale che sta accadendo. Il consumatore è libero ed è informato e sta trasformando il suo comportamento, ce lo dice il mercato: vediamo il passaggio dalla combustione ad altri prodotti simili o al tabacco riscaldato. Il consumatore è un soggetto responsabile che decide e cambia. E lo stesso avviene nell'alcol. Dunque procedere in maniera etica, e talvolta strumentale o interessata, è la maniera più sbagliata di aiutare il consumatore e raggiungere gli obiettivi di salute e tutela che tutti perseguiamo. L'errore dell'Europa è voler dare indicazioni dirigiste, spesso etiche, che vanno contro anche la nostra cultura".    
Valentini si è però detto "ottimista" perché "al di là delle differenze, le forze politiche italiane quando si tratta di difendere gli interessi nazionali trovano un punto in comune. E poi in Europa bisogna fare aggregazioni, saper andare a parlare, dall'interno dell'Europa si può lavorare. Se come Italia facciamo valere l'aspetto dell'agricoltura, della sanità, dell'impatto economico che distrugge intere filiere, se riusciamo a essere aggregatori riusciremo a vincere. La Commissione – ha concluso – non è un organo politico ma si comporta come un soggetto politico senza averne le responsabilità e il Consiglio non riesce a trovare degli orientamenti e direttive specifiche nei confronti dell'organismo che dovrebbe essere tecnico. Spetta alla politica e agli Stati membri far valere obiettivi ragionevoli, proporzionali e che guardano al futuro". 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tabacco, Frega (Philip Morris): “Il modello italiano è all’avanguardia per controlli e regole”

0

(Adnkronos) – "Negli anni l'Italia ha messo in piedi un impianto di distribuzione e di controllo estremamente fluido e d'avanguardia, anche nella protezione dei consumatori. Oggi non solo la distribuzione è fatta in 50 mila tabaccherie, ma c'è un controllo importante sull'illecito che è il più basso a livello mondiale, e le categorie di prodotto, comprese quelle nuove, sono ben definite, dando quindi l'opportunità a tutti di conoscere bene i prodotti che vengono consumati secondo regole chiare e a beneficio di tutti". Lo ha detto Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, intervenendo a Roma, all'Auditorium Ara Pacis, all’incontro di presentazione del 'Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026', promosso da Logista in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata. 
In merito alle prospettive della regolamentazione europea e agli effetti che avrebbe sulla filiera italiana il superamento della distinzione tra sigarette e prodotti innovativi senza combustione, "esistono due elementi importanti – ha spiegato Frega – Il primo è quello che riguarda la differenza tra questi prodotti, il secondo riguarda il modello che è stato costruito in Italia che è basato su una collaborazione importante con il mondo agricolo, con 8 mila piccole e medie imprese e con un export di molti miliardi. Queste regole che vorrebbero equiparare i prodotti che sono senza combustione corrono il rischio di mettere in pericolo questa importante filiera". Un'eventuale equiparazione normativa e fiscale tra le diverse categorie rischia di impattare pesantemente sui livelli economici e occupazionali del Paese. "Un recente studio italiano ha dimostrato come entro il 2030 questo rischi un impatto di circa 7,5 miliardi di euro su circa 85 mila posti di lavoro. Auspichiamo quindi che qualsiasi evoluzione in sede europea sia opportunamente valutata in tutti i suoi possibili impatti sistemici sui cittadini e su una filiera di eccellenza del Made in Italy, preservando un sistema di regole che ha dato prova di efficacia nel tempo", ha concluso Frega. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Trump propone accordi commerciali a Putin: business per chiudere la guerra

0

(Adnkronos) –
Donald Trump propone affari a Vladimir Putin. L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti, impegnata nella mediazione per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia, starebbe offrendo nei negoziati forti vantaggi a Mosca. Secondo funzionari americani, questo approccio dovrebbe incoraggiare il presidente russo a porre fine al conflitto, come riporta il New York Times citando fonti vicine ai negoziati.  La Casa Bianca sta valutando la possibilità di concludere accordi commerciali con la Russia anche prima della cessazione delle ostilità. Un funzionario americano, che ha parlato in condizione di anonimato, ha affermato che è possibile raggiungere accordi con la Russia prima della fine della guerra, poiché ciò dimostrerebbe la serietà degli Stati Uniti nel voler ripristinare le relazioni con Mosca. L'anno scorso, Trump promise che non sarebbero stati conclusi accordi commerciali con la Russia fino alla fine della guerra. Gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, stanno cercando nuove strategie per persuadere la Russia a porre fine al conflitto, ora che è chiaro che l'Ucraina non si ritirerà dal territorio che Putin pretende gli venga ceduto prima della fine della guerra. Un funzionario americano ha affermato che l'amministrazione Trump intende offrire maggiori incentivi ai membri dell'élite russa per promuovere la pace. La conclusione di alcuni accordi commerciali prima della fine della guerra potrebbe contribuire a convincere i "falchi" sull'impegno concreto di Trump per costruire un nuovo rapporto con la Russia. Allo stesso tempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spera di incontrare Trump durante le sessioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, previste per la prossima settimana a New York. Il ministro degli Esteri Andriy Sibiha ritiene che uno dei principali risultati di questo incontro potrebbe essere la fine degli attacchi al settore energetico e in mare.  Nella notte, intanto, più di 350 droni di Kiev hanno sorvolato la regione di Mosca e la maggior parte dei velivoli è stata distrutta. Lo ha annunciato il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin sul social 'Max', aggiungendo che già ieri erano stati distrutti 64 droni in avvicinamento alla capitale. 
La Russia, nelle stesse ore, rivendica di aver colpito un centro logistico a Nova Poshta, nella regione di Odessa, dove erano stoccati rifornimenti militari provenienti dall'Europa. Anche una nave nel porto di Chornomorsk è stata colpita, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa russo. "Questa notte, le Forze Armate russe hanno lanciato attacchi con droni contro porti e navi ucraine, nonché contro centri logistici al servizio delle Forze Armate ucraine. L'attacco ha danneggiato il centro logistico di Nova Poshta, a 6 km a nord-ovest di Odessa, utilizzato per lo stoccaggio e la distribuzione di materiale militare proveniente dai paesi europei per l'Ucraina", si legge nella dichiarazione. Anche una nave mercantile che trasportava materiale militare è stata colpita nel porto di Chornomorsk. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tabacco, Durigon: “Direttive Ue pericolose, difendere occupazione e filiera”

0

(Adnkronos) – "Siamo di fronte a una direttiva europea molto pericolosa che può influire negativamente su una filiera fondamentale, arrivando a far perdere posti di lavoro estremamente importanti. La coltivazione del tabacco rappresenta una componente dell'agricoltura molto forte in Italia, la prima a livello europeo, ma sembra quasi che ciò che avviene nel nostro Paese passi in secondo piano rispetto alle scelte di queste direttive. Per questo faremo una battaglia fermissima a livello comunitario per tutelare il settore". Lo ha detto Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, intervenendo a Roma all’incontro di presentazione del 'Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026', promosso da Logista in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata.
 
Sulle politiche fiscali e sul contrasto al mercato clandestino, "dobbiamo evitare che ogni volta arrivi la tentazione di aumentare le tasse su questo comparto", spiega Durigon. "Incrementare la tassazione sarebbe un errore gravissimo, perché finirebbe solo per avvantaggiare il mercato del contrabbando e dell'illecito, penalizzando i consumatori e le imprese che operano nella legalità. In un momento di profonda trasformazione tecnologica servono regole meno restrittive, capaci di accompagnare e dare prospettiva al settore".

In merito alle competenze e alla protezione dei lavoratori in una fase di transizione guidata anche dall'intelligenza artificiale, "la formazione rappresenta la leva fondamentale per governare i cambiamenti in atto". Come governo "stiamo investendo risorse ingenti: abbiamo stanziato fino a 4 miliardi di euro per la formazione e la riqualificazione professionale, e le grandi filiere devono poter accedere a questi strumenti per adeguare le competenze dei propri addetti". Un processo di innovazione che deve includere l'intero comparto, dalle campagne agricole ai prodotti di nuova generazione. "L'agricoltura ha vissuto un momento di forte trasformazione ed è essenziale incentivare la ricerca e l'innovazione nei prodotti da fumo e senza combustione. Bisogna intensificare questi studi e continuare a dare risposte concrete sia alle esigenze della filiera produttiva e distributiva nazionale sia alla tutela dei cittadini", conclude Durigon. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malika Ayane, la serenità di sentirsi “irrilevanti nell’universo”: dentro il nuovo album ‘Cicale’

0

(Adnkronos) – "La serenità passa soprattutto dall'accettare di essere irrilevanti nell'universo”. A 42 anni Malika Ayane sembra aver trovato proprio lì una parte della libertà che racconta in 'Cicale', il nuovo album in uscita il 18 settembre, arrivato a cinque anni dal precedente 'Malifesto' (2021). Eppure, appena ci vede posare la borsa a terra prima dell’intervista, strabuzza gli occhi: “Non si mette mai a terra. Porta sfortuna”. La borsa viene immediatamente spostata. Perché si può anche aver fatto pace con la propria irrilevanza nell’universo ma evidentemente con la sfortuna è meglio non scherzare. Nelle dieci tracce dell'album, il tempo, che torna come una delle sue ossessioni, è diventato anche quello necessario per cambiare prospettiva, alleggerire il peso del giudizio e capire quali battaglie meritino davvero di essere combattute. “Un artista deve poter scegliere di schierarsi se sente di farlo, e di non schierarsi se non vuole” dice all'AdnKronos, parlando di un tema molto attuale, quello degli artisti chiamati a esporsi sui grandi temi politici e sociali, dopo il caso Ed Sheeran-Macklemore. Dalla serenità conquistata alla voglia di tornare sul palco, passando per Sanremo, la libertà degli artisti di esporsi e il senso di quell’'ancora' che attraversa il disco, (nel quale figura anche un feat. con Dargen D'Amico) Malika Ayane ci racconta un presente in cui, dice, si sente “perfettamente" nei suoi panni. 
Malika, in 'Cicale' torna spesso l’idea del tempo: il tempo che passa, il tempo che ricomincia, quello che cambia. È un disco che arriva a cinque anni da quello precedente. Marika, in questi cinque anni, oltre alla realizzazione dell’album, come sei cambiata e cosa hai fatto in questi anni?
 "Ho fatto di tutto. A partire da 'Cats', impersonando la meravigliosa Grizabella. Poi ho fatto un altro spettacolo teatrale, un programma radio, ho scritto un libro di racconti, ho fatto un tanti concerti e attività di ogni tipo. Nel mentre ho scritto canzoni con amici vecchi, come Pacifico e Andrea Bonomo, e nuovi e straordinari collaboratori. Come sono cambiata? Penso che ci sia un modo di rimanere diversamente gli stessi. Per fortuna ho cercato di ammorbidire quelli dei miei difetti pesanti, ho iniziato a usare il ragionamento introspettivo come una forma di autoterapia. Inoltre, non avere una scadenza per il album e fare altre cose in cui non sei tu il centro della scena è un ottimo modo per poterlo realizzare. La mia ossessione per il tempo è cambiata proprio grazie a questo spostarsi dal centro della stanza". 
La descrizione che fai del brano 'Finalmente' parte da una frase molto bella: dici che è troppo presto per scrivere una versione di My Way, ma anche troppo tardi per vivere con quella spensieratezza di Rossella O’Hara. Pensando al tuo percorso artistico, dove ti collochi?
 "Mi sento perfettamente a mio agio nei miei panni, e me ne sono resa conto proprio a Sanremo. Prima di entrare in scena la prima sera stavo tranquillamente mangiando una caramella: avevo controllato la scaletta e c'erano cinque minuti liberi che mi permettevano di finirla con calma. Poi, all'improvviso, hanno invertito alcuni blocchi e mi hanno mandata subito sul palco. Così mi sono ritrovata ad affrontare la mia prima discesa delle scale dell'Ariston dopo cinque anni di assenza, con uno spacco nell'abito, cosa già di per sé insolita per me, e con una caramella ancora in bocca. Una situazione con un livello di difficoltà decisamente superiore al normale. Eppure, invece di agitarmi o preoccuparmi, mi è venuto da ridere. Alla fine mi sono detta che ero semplicemente andata in televisione, in diretta, scendendo le scale di Sanremo con una caramella in bocca. Niente di grave. Era importante andare a cantare una canzone bella, divertente, suonata bene, con un’orchestra e il resto contava relativamente. Fossi entrata con una testa di bisonte in mano, sicuramente avrebbe avuto un suo senso performativo ma forse sarebbe stata un’altra cosa…sto molto bene nei miei panni". 
Sei molto più consapevole e ti preoccupi meno di quello che pensa la gente. Riesci anche a lasciare andare di più tutta una serie di preoccupazioni?
 "In fondo, credo che tutto torni a questo. Anzi, più ne parlo nelle interviste, più mi accorgo che è un tema centrale. La serenità arriva soprattutto quando accetti di essere irrilevante nell'universo, e non lo dico in modo negativo: è una presa di coscienza liberatoria. Scrivere e cantare delle belle canzoni è una benedizione. Fare bene il proprio lavoro significa mettere dentro tutto quello che si ha. Poi, se quelle canzoni arriveranno a qualcuno, bene; se non arriveranno, non sarà comunque una tragedia. Penso a dieci anni fa, sempre restando in ambito sanremese. Portavo l'apparecchio ai denti e ricordo che facemmo perfino delle riunioni perché c'era la preoccupazione che si creasse un'attenzione intorno a quella cosa. Io, in realtà, ero serena. Se ci ripenso oggi, mi viene da sorridere per quanto tempo ed energie si possano sprecare domandandosi che cosa penseranno le persone. Per questo credo sia importante alleggerire. Capire che non tutte le battaglie meritano di essere combattute, che non tutto deve essere commentato e che non ogni cosa va vissuta come la più importante del mondo. Non sempre ci si riesce, certo, ma quando succede è una sensazione bellissima". 
Ti sei ispirata anche a una frase molto bella di Paul Valéry per il brano 'Probabile': 'l’amore consiste nel voler dire ancora', e torni più volte sull’idea di ancora: ancora amore, ancora possibilità, ancora cambiamento. Quella 'ancora', oggi, che significato ha per te?
 "Per me ha esattamente il significato più bello che questa parola porta con sé. A 42 anni guardo il mondo e mi rendo conto che, nella sua natura profonda, non è diverso da come era dieci, venti o trent'anni fa, e probabilmente non lo sarà nemmeno tra dieci anni. Quello che cambia siamo noi. Aver attraversato qualche stagione in più, aver visto ripetersi certi cicli, ti regala una prospettiva diversa. L'esperienza non offre certezze e non permette di prevedere il futuro, ma ti aiuta a riconoscere situazioni, dinamiche e persone, intuendo già dove potrebbero portarti. Per questo, quando qualcuno oggi ti si avvicina dicendoti che sei speciale, unica o indispensabile, magari ti fai una risata. Credo che la vera lezione sia questa: non sopravvalutare gli arrivi ma nemmeno svalutare quello che si possiede già". 
Sei tornata quest’anno in gara a Sanremo con 'Animali Notturni'. Adesso abbiamo davanti un nuovo Festival con Stefano De Martino direttore artistico. Intanto, ti piacerebbe tornare, sia in gara sia come ospite? E poi, secondo te, cosa dovrebbe cambiare, se c’è qualcosa che dovrebbe cambiare, rispetto al Festival che siamo stati abituati a conoscere finora?
 "Tornare a Sanremo è sempre un'idea che mi diverte, ma in gara non credo. Ho appena pubblicato un album a cui voglio dedicare tutta la mia attenzione. Poi ci saranno i concerti, e spero ancora altri concerti. Mi auguro che questo sia l'inizio di un periodo in cui possa concentrarmi soltanto sulla musica. Come ospite, invece, ci tornerei domani. È la condizione ideale: vivi il bello del Festival senza lo stress della competizione, incontri gli amici, fai una cantata e poi torni a casa. Allo stesso tempo sono molto curiosa di vedere il lavoro del nuovo direttore artistico, Stefano De Martino. Mi piace il fatto che stia cercando di costruire un Festival che abbia una sua impronta personale. In fondo è quello che fanno tutti i direttori artistici, ma nel suo caso c'è un interesse particolare perché si tratta di un debutto. Anche perché Sanremo, per certi aspetti, è sempre uguale a se stesso. Cambia la narrazione, cambiano i volti, ma la sua natura resta la stessa. Io ne ho fatti sei, con cinque direttori artistici diversi: da Fazio a Clerici, da Bonolis ad Amadeus, fino a Carlo Conti. Personalità e visioni molto differenti tra loro, eppure gli effetti che il Festival ha sulle persone e sul Paese sono sempre gli stessi. Per questo mi auguro soprattutto che sia divertente per chi lo fa. Perché quando chi sale su quel palco si diverte davvero, il divertimento arriva anche a chi guarda da casa". 
Il tour statunitense di Ed Sheeran si trova al centro di una dura bufera politica dopo che il rapper Macklemore è stato escluso dalle date a causa dei suoi messaggi pro-Palestina lanciati dal palco. Da noi anche Albano è stato criticato per essere andato a suonare in Israele. Visto che si parla spesso della libertà degli artisti di esprimere o schierarsi anche politicamente, come ti collochi su questo tema: cosa pensi di un artista che decide di schierarsi, anche rischiando magari la censura?
 "Penso che un artista debba essere libero di schierarsi quando sente il bisogno di farlo, così come debba essere libero di non prendere posizione se non vuole. Dietro ogni artista c'è prima di tutto una persona. Chi decide di esporsi sa che dovrà accettare il peso delle reazioni, dei giudizi e delle critiche che inevitabilmente ne conseguono. Allo stesso modo, anche chi sceglie di non schierarsi, come nel caso di Ed Sheeran, si ritrova spesso al centro delle polemiche. E si potrebbe persino sostenere che non prendere posizione, in qualche modo, equivalga già a prenderne una. Quello che mi piacerebbe, però, è tornare a discutere soprattutto del contenuto delle cose, dei temi, delle questioni che stanno all'origine del dibattito, più che delle singole persone e delle loro reazioni. Ho l'impressione che troppo spesso, negli ultimi anni, ci siamo abituati a commentare il commento di qualcun altro, perdendo progressivamente di vista ciò da cui la discussione era partita. Un po' come accade con le cicale: restiamo affascinati dal luccichio e smettiamo di guardare ciò che c'è sotto. Detto questo, sono felice che il confronto esista e che ci sia spazio per il dibattito. Per quanto mi riguarda, cercherò sempre di portarlo al livello più profondo che sono in grado di raggiungere". 
Tornerai presto anche in tour. In questi anni abbiamo visto una crescita enorme dei grandi concerti, i grandi concerti negli stadi, sold out eccetera. Tu pensi che questo boom dei live, dei grandissimi live, riesca a trainare poi anche gli artisti che si trovano in realtà più piccole, medie, oppure rischia un po’ di offuscare questa realtà?
 "Non credo che un artista debba trainarne un altro. Anzi, penso che il fatto che in Italia ci siano sempre più grandi eventi e più concerti nelle stesse città sia una cosa positiva. Mi ricordo che una volta a Berlino, nella stessa sera, suonavano Lady Gaga ed Elvis Costello. Due artisti enormi, ciascuno nel contesto più adatto alla propria musica e al proprio pubblico. È giusto così: Elvis Costello, da solo con le sue chitarre, probabilmente perderebbe qualcosa in un'arena da 18mila persone, mentre uno show monumentale come quello di Lady Gaga avrebbe meno forza in uno spazio più raccolto. Per quanto mi riguarda, nei teatri sto benissimo. Preferirei fare cinquanta date nei teatri piuttosto che un palazzetto: il palazzetto mi stresserebbe da morire. Mi piace la dimensione più intima, il rapporto diretto con il pubblico. Allo stesso tempo, adoro andare a vedere i grandi show e restare a bocca aperta davanti a produzioni gigantesche. Anche se poi, scherzando, penso sempre che con il budget di due di quelle luci potrei finanziare altre quattro date della mia tournée". 
Un’ultima cosa: in tour dobbiamo aspettarci qualche ospite speciale, senza magari scendere nei dettagli?
 "Adesso sto pensando al lancio e non è ruffianeria, anzi, io non so tenermi in cecio, quindi quando inizierò a pensare al tour, se tutto funzionerà giusto, è ovvio che chiamerò tutti gli amici. È un momento in cui ho voglia di condividere il palco, lo spazio, la musica, di stare insieme con questa forma. Quindi un giorno per volta, ma penso che qualcuno risponderà all’appello". 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Prodotti da fumo, Crisci (Logista): “Sulle regole serve tempo per misurare gli effetti”

0

(Adnkronos) – "Siamo di fronte a ciò che definirei la nostra storia e il nostro dna: l'errore che spesso si compie nel valutare Logista è inquadrarla unicamente come un mero operatore logistico dedicato allo spostamento di un prodotto. La mera esecuzione dell'attività di distribuzione deve infatti essere effettuata nel rispetto di regole rigide e di controlli estremamente efficaci, data la natura specifica del bene trattato". Lo ha dichiarato Dario Crisci, amministratore delegato di Logista Italia, durante l’incontro di presentazione del 'Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026', promosso da Logista in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata. 
Sulle modalità con cui la rete e i sistemi aziendali traducono le norme in tracciabilità e contrasto all'illegalità, "eventi come questo rappresentano l'occasione fondamentale per anticipare l'adozione di un quadro regolatorio e avere il tempo necessario a pianificare e far evolvere i sistemi, le procedure e le automazioni che vengono messe a terra – spiega Crisci – Questo approccio consente di adeguarsi nel tempo all'evoluzione del mercato e della regolamentazione, garantendo elevati standard di sicurezza e un costante monitoraggio della filiera". 
In merito ai tempi di attuazione necessari alla rete distributiva per adattarsi alla revisione delle direttive europee Ted e Tpd, l’ad di Logista chiarisce: "Il tempo richiesto da un punto di vista strettamente ingegneristico per l'adeguamento delle soluzioni non è un tempo lunghissimo. Essendo una società che opera nella distribuzione, innoviamo per far fronte nei tempi a ciò che viene richiesto. Ciò che necessita invece di un confronto molto più fitto e di un tempo adeguato è l'interlocuzione necessaria per verificare le conseguenze dell'evoluzione normativa". Un confronto indispensabile per salvaguardare la sostenibilità dell'intero comparto e l'apporto garantito alle casse dello Stato. "Bisogna comprendere a fondo quali sono le ricadute su un sistema economico in cui la parte logistica rappresenta solo un nodo, ma che vede il controllo e la tutela di un gettito erariale fondamentale per il Paese e il coinvolgimento diretto di oltre 50 mila rivendite, che si traduce nel lavoro di 50 mila famiglie – conclude Crisci – Esiste un tempo contenuto per l'adozione della soluzione ingegneristica, ma deve esserci un tempo adeguato al confronto per verificare se un'evoluzione di questo tipo possa garantire la sostenibilità di un ecosistema complesso e articolato entro cui operiamo". 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assegno unico settembre 2026, le date del pagamento: quando arrivano gli aumenti nel 2027

0

(Adnkronos) –
Si avvicina la data del pagamento dell'assegno unico per il mese di settembre 2026. Le date indicate sono lunedì 21 e martedì 22, per le prestazioni che non hanno subito variazioni. La situazione può essere diversa per chi ha presentato una nuova domanda o ha comunicato modifiche che devono ancora essere verificate dall'Inps. In questi casi il pagamento può arrivare in una data differente. Nei primi sette mesi del 2026 sono stati erogati alle famiglie assegni per 11,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025. Sono i dati contenuti nell’aggiornamento dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale (AUU) pubblicato oggi con riferimento al periodo gennaio 2025 – luglio 2026. Sono 6.118.775 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno nel 2026, per un totale di 9.652.838 figli: l’importo medio per figlio a luglio 2026, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 177€, e va da circa 58 € per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2026 è pari a 46.582,71€), a 227 € per la classe di ISEE minima 7.468,51 € per il 2026). L'assegno unico diventerà più 'ricco' per le famiglie con i figli a carico, grazie all'introduzione di un "Isee per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione", che viene utilizzato per il calcolo degli importi dovuti. La novità, introdotta nel 2026, prevede il calcolo della scala di equivalenza che viene aumentata in funzione del numero di figli: 0,10 per 2 figli; 0,25 per 3 figli; 0,40 per 4 figli; 0,55 per 5 o più figli. Inoltre viene introdotta una maggiore franchigia sulla casa di proprietà, che aumenta con l'aumentare del valore della casa e a seconda del numero di figli. Tra le novità introdotte per l'erogazione dell'assegno unico c'è l'erogazione anche per i figli residenti in un altro Stato Ue e per i genitori non residenti in Italia ma con domicilio e lavoro nel Paese. L'istituto spiega che l'erogazione "spetta alle famiglie in cui ricorrono le seguenti condizioni: per ogni figlio minorenne a carico; per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza; per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni (che frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, o un corso di laurea; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolga il servizio civile universale); per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età. L'Istituto di previdenza ricorda che l'assegno spetta alle famiglie che "al momento della domanda siano in possesso di Isee valido", in base alla corrispondente fascia. L’importo è corrisposto "con decorrenza retroattiva con tutti gli arretrati, anche a coloro che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso di Isee ma per i quali l’Isee sia successivamente attestato entro il 30 giugno". L’importo viene determinato in base all’Isee , tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi. In particolare, è prevista: una quota variabile progressiva in relazione alle soglie Isee rivalutate annualmente (da un massimo di 203,8 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,3 euro per ciascun figlio minore in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 46.582,71 euro). Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di: nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo); madri di età inferiore a 21 anni; nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; figli affetti da disabilità; figli di età inferiore a un anno; figli di età compresa tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e Isee fino alla soglia massima rivalutata annualmente (46.582,71 euro per l’anno 2026). 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)