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Groenlandia, von der Leyen annuncia pacchetto di investimenti da 200 milioni

NUUK (GROENLANDIA) (ITALPRESS) – “Oggi sono tornata per presentare risultati concreti”, che “seguono due anni di lavoro intenso e di stretta cooperazione e ora siamo pronti a implementare. Abbiamo firmato una dichiarazione congiunta” per un “pacchetto di partenariato UE-Groenlandia di 200 milioni di euro per questo e il prossimo anno”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa da Nuuk, in Groenlandia. “La dichiarazione congiunta riflette una scelta chiara, espressa dalla Groenlandia, di rafforzare i legami con l’Unione Europea” e “mostra anche un interesse molto forte dell’Europa ad essere più presente e di essere più impegnata in Groenlandia e nell’Artico”. Il pacchetto di partenariato “si concentra principalmente su tre ambiti o priorità strategiche: connettività, energia pulita e materie prime critiche”. Se guardiamo alla connettività, “la Groenlandia ha bisogno, come tutti, di connessioni affidabili nel Paese, con l’Unione Europea e verso il mondo. Abbiamo firmato un progetto che potenzierà le capacità satellitari nel Paese: entro ottobre, anche le comunità remote della Groenlandia orientale avranno un accesso migliore e più veloce a Internet”, spiega. “Il secondo punto riguarda l’energia pulita: la Groenlandia ha un potenziale inutilizzato nell’energia idroelettrica, il nostro pacchetto di partenariato supporta nuove centrali” con l’obiettivo di “rafforzare la vostra sicurezza energetica con un approvvigionamento energetico locale – il che vi dà maggiore indipendenza – e sviluppare industrie pulite strategiche come, per esempio l’idrogeno rinnovabile”, ricorda von der Leyen. Il terzo punto riguarda le materie prime critiche. “Tutti sanno che la Groenlandia ha vaste risorse e abbiamo concordato che dovrebbero essere utilizzate per creare valore, posti di lavoro e crescita qui nel Paese”. I progetti riguarderanno l’estrazione di molibdeno, che potrebbe generare fino a 90 milioni di euro l’anno per il Paese, e i lavori preparatori per l’estrazione della grafite.
(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –

Indonesia, erutta il vulcano Anak Krakatau: chiusi quattro aeroporti, disagi per oltre 270mila passeggeri

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(Adnkronos) – Almeno 270mila viaggiatori provenienti da tutto il mondo sono bloccati in Indonesia a causa dell'eruzione del vulcano Anak Krakatau che ha provocato la chiusura di quattro aeroporti. Circa duemila voli sono stati cancellati nelle ultime ore.  L'Anak Krakatau, situato a 150 km da Giacarta nello Stretto della Sonda, tra le isole di Giava e Sumatra, ha iniziato a eruttare nella tarda serata di venerdì, producendo fontane di lava e riversando cenere vulcanica sia sulla Capitale che sulla provincia di Lampung. L'attività sismica è rimasta elevata per tutto il fine settimana, per questo – come conferma la Bbc – l'aeroporto internazionale Soekarno-Hatta di Giacarta e altri tre scali hanno deciso di prolungare la chiusura fino alle 18:00 di lunedì, ora locale, a causa del rilevamento di cenere vulcanica nello spazio aereo circostante. Il consiglio dato ai passeggeri è quello di "monitorare regolarmente lo stato dei propri voli con le rispettive compagnie aeree". Ma i disagi non sono mancati neanche per i residenti: tutte le scuole della regione sono rimaste chiuse attivando la modalità online e alcune operazioni di trasporto marittimo sono state interrotte. Al momento, non sono stati emessi ordini di evacuazione e non sono stati segnalati feriti o vittime, ma le autorità hanno avvertito la popolazione locale di mantenersi ad almeno tre chilometri di distanza dal cratere a scopo precauzionale.    
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Federterme: ‘Boom arrivi attesi nelle terme, 521mila a settembre e ottobre’

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(Adnkronos) – Si mantengono positive le previsioni per il turismo termale nei mesi di settembre e ottobre. "Nel bimestre – spiegano da Federterme – sono attesi 521 mila arrivi negli hotel termali, con una crescita stimata dello 0,5% e una permanenza media di quattro giorni". Un andamento che conferma "l’interesse verso una proposta capace di unire salute, prevenzione e cura a relax, benessere e scoperta dei territori". Proprio i mesi autunnali rappresentano tradizionalmente un periodo importante per le località termali, che possono contare su una domanda "meno legata alla stagione estiva" e più orientata verso soggiorni dedicati alla cura di sé e alla qualità del tempo trascorso nella destinazione. La permanenza media "di quattro giorni costituisce inoltre un elemento significativo non soltanto per le strutture alberghiere e termali, ma per tutto ciò che ruota intorno al soggiorno: ristorazione, commercio, servizi e offerta culturale" sottolineano da Federterme. Le terme si confermano così una componente importante di quel "turismo distribuito nell’arco dell’anno che può contribuire a rendere i territori più attrattivi anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza".  "Le previsioni per settembre e ottobre ci restituiscono l’immagine di un comparto solido, capace di mantenere la propria attrattività anche dopo la stagione estiva – dichiara all'Adnkronos Renzo Iorio, Presidente di Federterme -. La permanenza media di quattro giorni è un dato particolarmente interessante, perché dimostra che il soggiorno termale non si esaurisce nella singola prestazione, ma coinvolge l’intera esperienza della destinazione. Oggi le persone cercano risposte qualificate ai bisogni di salute, prevenzione e cura, senza rinunciare al relax e al benessere. Le imprese termali italiane, grazie alla qualità delle acque riconosciute, alle competenze professionali e al loro profondo legame con i territori, possono rispondere in modo concreto a questa domanda”.  Le stime relative al bimestre "confermano quindi il contributo del settore termale alla destagionalizzazione dei flussi turistici e alla crescita delle economie locali, con benefici che si estendono ben oltre le singole strutture". 
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Max Laudadio a ‘Storie Italiane’, come sta dopo l’aggressione. La proposta di Eleonora Daniele: “Vieni da noi”

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(Adnkronos) – "Sono molto fortunato e felice". Così Max Laudadio ha raccontato le sue condizioni di salute dopo l'aggressione subita la scorsa settimana all’interno della sua abitazione a Cuasso al Monte, in provincia di Varese. L'episodio è sfociato in una colluttazione che ha portato l'ex inviato di 'Striscia la Notizia' e il fidanzato della figlia in ospedale.  L'uomo, entrato in casa intorno alle 4 del mattino, è una persona che Laudadio e la sua famiglia conoscono: "Siamo sicuri che questa persona non sia un ladro, la conosciamo. Non è venuta per rubare, per fare qualcosa di brutto. Non sappiamo il motivo per il quale è venuto, ma sappiamo che potrebbe essere mandato da qualcuno", questa la denuncia del conduttore televisivo condivisa sui social. Oggi in collegamento con Eleonora Daniele a 'Storie Italiane', Laudadio ha fatto il punto sulle sue condizioni di salute: "Ho fatto gli esami alla gola e alle corde vocali, gli edemi si stanno assorbendo, la voce sta tornando, quindi la preoccupazione la posso mettere da parte", ha spiegato.  I dolori e i lividi rimangono ma "passeranno, è il male minore di questa brutta storia", ha assicurato. Le telecamere di sorveglianza hanno fornito elementi fondamentali per le indagini: "La certezza – racconta Laudadio – è che questo ragazzo è un tossicodipendente, è una persona che abita nel paese. Ha avuto relazioni con il Comune, con mia moglie, faceva parte dei redditi di cittadinanza che per 1 anno gli hanno dato la possibilità di contribuire con lavori sociali. Stava tentando di uscire dalla tossicodipendeza. Poi è sparito perché è rientrato in questa brutta bestia", ha aggiunto.  L'uomo si è dunque presentato alla porta di casa. Laudadio, sulle intenzioni dell'uomo mantiene diverse ipotesi aperte: "O era completamente fuori da parlare con se stesso, oppure era al telefono. Probabilmente aveva un auricolare. Quando è entrato dentro casa, si è ritrovato davanti mia figlia, che ha avuto molta paura. Non posso affermare che sia stato mandato da qualcuno". Tutte le telecamere dotate di audio sono state consegnate agli investigatori, ora non resta che aspettare "quello che sarà il risultato dell'indagine e speriamo anche veloce".  Laudadio riflette sulla possibilità che l'aggressione possa essere collegata alla sua attività professionale o a quella della moglie, che "rappresenta le istituzioni": "In tutti questi anni di Striscia non mi sono mai preoccupato di ripercussioni in casa. I miei servizi di Striscia hanno probabilmente creato problematiche a molte persone ma sono passati due anni da quando non faccio più Striscia. Se si volessero rifare su di me, sanno dove trovarmi". Resta dunque da capire chi fosse il reale obiettivo: "Può essere anche uno che ha preso la multa e non gli è andata bene e va a farsi giustizia da solo".  Poi Eleonora Daniele ha espresso solidarietà a Laudadio proponendogli di entrare a far parte della sua squadra: "Grande stima per il tuo lavoro, per la tua professionalità. Per tutte le inchieste che hai fatto in questi anni insieme ai tuoi colleghi di Striscia. Oltre a voler seguire l'inchiesta quanto si è accaduto, ma anche per una sorta di protezione nei tuoi confronti e nei confronti della tua famiglia. Mi piacerebbe tanto che tu facessi parte della nostra squadra, il lavoro va sostenuto e le qualità di un uomo come te vanno sottolineate", ha detto la conduttrice. Laudadio ha ringraziato spiegando però le ragioni che lo hanno spinto a pubblicare la vicenda: "Ti ringrazio per questa cosa, ho deciso di rendere pubblica questa storia non per avere qualcosa in cambio. Il mio lavoro mi ha insegnato che denunciare un fatto così proteggi l'ambiente in cui vivi. Il denunciare un'ingiustizia è la base per poter far sì che queste ingiustizie possano limitarsi".  In chiusa, Daniele: "Dai un abbraccio a tua moglie, a tua famiglia. Noi per te ci siamo. Un abbraccio forte". "Un abbraccio più forte a mia figlia – ha risposto Laudadio – sono giorni che non dorme più a casa perché la parte psicologica è la più importante". 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione nella robotica domestica, le novità firmate Ecovacs Robotics a IFA 2026

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(Adnkronos) – In occasione della fiera tecnologica IFA 2026 a Berlino, le nuove soluzioni per la robotica di servizio evidenziano una progressiva evoluzione verso l'automazione integrata degli spazi domestici e aziendali. Un recente report pubblicato da Forbes China e presentato in occasione del keynote ha confermato il posizionamento di Ecovacs Robotics tra i principali attori del settore a livello globale, evidenziandone la diffusione in circa 38 milioni di famiglie distribuite in quasi 180 mercati. L'azienda ha progressivamente esteso la propria capacità produttiva e di ricerca e sviluppo dai tradizionali dispositivi per la pulizia dei pavimenti a sistemi dedicati alle superfici vetrate, alle piscine e alla cura dei tappeti erbosi.  

Graham Earnshaw, Chief Strategy Officer Forbes China Group illustra il report di Forbes China sul mercato globale della robotica per la casa

   Riguardo alle prospettive di sviluppo del comparto, David Qian, CEO di Ecovacs Robotics, ha dichiarato: "Il futuro della robotica domestica non è semplicemente offrire nuove soluzioni, ma rendere la vita quotidiana più semplice, lasciando alle persone più tempo per ciò che conta davvero. Facendo leva su circa l’80% delle nostre tecnologie di base e adattando il restante 20% alle esigenze specifiche di ogni ambiente, possiamo portare la robotica dai pavimenti e dalle finestre fino alla cura del prato e alla pulizia delle piscine. Il nostro obiettivo è continuare a rendere la robotica sempre più intelligente, autonoma e accessibile, portando soluzioni capaci di creare valore concreto nella vita quotidiana di un numero crescente di persone." Questa visione ha trovato concreta attuazione nelle numerose novità presentate sullo stand berlinese, a partire dalla nuova generazione di robot aspirapolvere della serie DEEBOT (X12S, T90 MAX e T90S), accreditati di potenze d'aspirazione comprese tra i 10.000 e i 40.000 Pa, sistemi di lavaggio a rulli pressurizzati con copertura estesa per i bordi e stazioni di svuotamento automatico senza sacchetto pensate per abbattere i costi di manutenzione nel lungo periodo, affiancati dal modello ultracompatto DEEBOT MINI 2.   

Installazione promozionale della serie WINBOT a Potsdamer Platz – Berlino

 

 

 

 
L
'ecosistema si estende poi alle superfici verticali con la serie WINBOT W2S PRO, dotata di sistemi di nebulizzazione e stazioni multifunzione con batteria integrata per un funzionamento senza cavi per la pulizia delle finestre, fino al debutto nelle soluzioni outdoor rappresentato dai robot per piscina della linea ULTRAMARINE, equipaggiati con sensori LiDAR subacquei per la mappatura tridimensionale delle vasche, e dai robot tagliaerba della serie GOAT, sviluppati per la gestione autonoma di manti erbosi di ogni metratura fino a 10.000 metri quadri.     A margine delle innovazioni svelate in fiera, Andrea Civitelli, Head of Sales Western Europe di ECOVACS Robotics, ha tracciato il bilancio delle performance nel nostro Paese, evidenziando il trend di forte espansione in ogni segmento: "La nostra leadership globale la possiamo chiaramente vedere in tutte le categorie nel mercato italiano. Stiamo crescendo notevolmente nel settore dei robotic vacuum cleaners, dove stiamo raddoppiando sia il numero di pezzi che il fatturato." 
Civitelli ha poi sottolineato come il successo del brand passi dalla capacità di andare oltre i classici robot per pavimenti, introducendo soluzioni uniche per l'ambiente indoor e outdoor: "Molto importanti per noi sono le nuove categorie oltre ai robot aspirapolvere: la categoria dei window cleaners con i nostri Winbot, sostanzialmente creata da Ecovacs e che sta crescendo a tripla cifra nel mercato italiano, i robot rasaerba e gli ultimi arrivati, la linea Ultramarine per le piscine. Tutti questi prodotti danno un contributo fondamentale al rafforzamento della nostra leadership globale nei robot domestici." Per sostenere questo importante ritmo di crescita, Ecovacs punta su una presenza capillare e su un modello flessibile che abbraccia sia il canale fisico sia l'e-commerce. L'obiettivo dell'azienda è infatti quello di presidiare ogni potenziale punto di contatto con il consumatore, spaziando dall'online al retail tradizionale, attraverso una strategia che combina la gestione diretta a una solida rete di distributori partner. Una formula commerciale dinamica, modulata in base alle specifiche caratteristiche di ciascun prodotto per ottimizzare la penetrazione di mercato e massimizzare i risultati.  

Andrea Civitelli, Head of Sales Western Europe Ecovacs Robotics

    Uno dei pilastri della vision dell'azienda è la capacità di rendere accessibile la tecnologia d'avanguardia a fasce di pubblico sempre più ampie, trasferendo rapidamente le soluzioni più evolute sui prodotti destinati al grande pubblico. "Il fatto di riuscire a democratizzare il prodotto Ecovacs è un grande plus per il consumatore italiano, a cui permettiamo di avere accesso a tecnologie molto avanzate per la pulizia", continua Andrea Civitelli. "Mettiamo le ultime novità R&D sui prodotti top di gamma e poi, man mano che queste tecnologie vengono ammortizzate nel tempo, le installiamo anche sui prodotti di fascia media o medio-bassa." L'introduzione di nuovi prodotti richiede una pianificazione attenta e una sinergia costante con la rete di vendita, specialmente in vista dei picchi stagionali di acquisto. In quest'ottica, la strategia commerciale punta a stimolare l'interesse dei consumatori fin dalle prime fasi di lancio attraverso incentivi dedicati. Un approccio che si concretizza in un calendario promozionale articolato lungo tutto l'arco dell'anno, sviluppato in stretta collaborazione tra brand e grande distribuzione, pur confermando nel periodo del Black Friday il vero baricentro delle vendite, con un mese di novembre ormai consolidato come momento chiave per l'intero mercato. Il riscontro da parte della rete di vendita verso la strategia di differenziazione dell'offerta, riporta il colosso della tecnologia robotica cinese, si sta rivelando estremamente positivo, soprattutto perché consente di superare le logiche di una pura competizione ribassista sui prezzi. I rivenditori mostrano infatti un forte interesse verso l'espansione in nuove categorie merceologiche ad alto potenziale di crescita, accogliendo favorevolmente la capacità di Ecovacs di apripista in segmenti emergenti nei quali vanta già una consolidata leadership a livello globale. L'ampliamento della gamma verso l'outdoor ha spinto l'azienda ad adeguare tempestivamente le proprie strutture di supporto per garantire la massima soddisfazione del cliente finale. "L'introduzione di categorie differenti dall'indoor all'outdoor comporta chiaramente una gestione più complicata del post-vendita. Conclude Andrea Civitelli, Head of Sales Western Europe Ecovacs Robotics. "Come azienda abbiamo pensato, prima ancora di lanciare i prodotti, di rinforzare il nostro team di assistenza post-vendita per rispondere all'aumento delle richieste e gestirne le specificità: vendere un robot per piscina o un tosaerba comporta esigenze diverse rispetto a un robot per pavimenti. C'è stato quindi un investimento preventivo per rafforzare tutto il servizio di assistenza e post-vendita." 
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Inter, Dimarco recupera dall’infortunio? Le ultime verso il Real Madrid

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(Adnkronos) – L'infortunio di Federico Dimarco tiene in ansia l'Inter. L'esterno nerazzurro si è fermato durante il match di Serie A contro il Napoli, vinto per 3-2 in rimonta, lasciando il campo nel corso del secondo tempo. Oggi, lunedì 7 settembre, arrivano però buone notizie in vista dell'esordio in Champions League contro il Real Madrid. Come riportato da SkySport, Dimarco ha riportato una lieve distorsione al ginocchio sinistro e le sue condizioni saranno monitorate nelle prossime ore. L'esterno però si è allenato il gruppo durante la seduta di questa mattina, un segnale che potrebbe recuperare in vista del match contro i Blancos. Dimarco partirà, con ogni probabilità, con la squadra alla volta di Madrid e Chivu valuterà all'ultimo se impiegarlo o meno. In caso decidesse di risparmiarlo, potrebbe tornare titolare nella prossima giornata di Serie A, quando l'Inter affronterà l'Udinese in casa lunedì 14 settembre.  
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, l’ultima tecnica per le rapine: “Con la scusa di aiutare con la spesa segue anziane in ascensore”

(Adnkronos) – Con la scusa di aiutare un'anziana signora che rientra a casa a portare la spesa la accompagna fino all'ascensore, lì poi la rapina. E' questo il nuovo modus operandi documentato dai carabinieri di Napoli che hanno fermato un 35enne, già noto alle forze dell’ordine e gravemente indiziato di aver commesso tre rapine. Secondo quanto sottolineano gli stessi investigatori si tratta di un modus operandi praticamente inedito. Le vittime sono tutte donne anziane. La scusa è quella di aiutarle con la spesa per poi una volta in ascensore agire indisturbato. L'uomo fermato dai Carabinieri della stazione di Scampia, indiziato per tre rapine, è stato tradito dalle scarpe, dall'orologio e dai tatuaggi. La prima il 27 agosto scorso. Una donna del ‘43 sta per entrare nell’androne del condominio dove vive. Zoppica, cammina lentamente e si guarda intorno smarrita. Il 35enne arriva in scooter, casco e scaldacollo calzati. La minaccia, poi le strappa la borsa facendola cadere a terra. Cinque i giorni di prognosi per le contusioni subite. Il 35enne agisce nuovamente il 2 settembre. Le immagini delle telecamere restituiscono una condotta agghiacciante. La vittima ha 73 anni. Sta rientrando in casa con le buste della spesa. L’uomo si avvicina, le apre il portone del palazzo lasciandole la precedenza con gentilezza. Poi la solleva del peso di una delle buste e la aiuta fino all’ascensore. E’ lì che colpisce. La fa entrare nella cabina, lì dove non ha via d’uscita. Impugna una pistola e, puntandola contro l’anziana terrorizzata, afferra la sua borsa. La vittima sbatte la testa e la schiena sul pavimento. Sette i giorni di prognosi per le lesioni subite. Il 35enne fugge con la refurtiva. Raccolte le denunce e analizzate le immagini di videosorveglianza, i carabinieri della stazione di Scampia riescono a tracciare un profilo del presunto rapinatore. Acquisiscono il suo identikit e la targa del veicolo utilizzato per fuggire. Organizzano un servizio di osservazione, cinturando il parco dei Ciliegi, in via Fratelli Cervi, luogo che il 35enne sembra prediligere per i suoi colpi. Durante l’appostamento incrociano la sua auto e lo fermano. Addosso una pistola giocattolo con tappo rosso e 1145 euro in contanti. I militari scopriranno che poco prima aveva verosimilmente commesso la terza rapina. Isolato B di via Fratelli Cervi 108. Il fermato, documenteranno i carabinieri, entra in ascensore con una 63enne. Al terzo piano fa per uscire ma blocca la porta che da sul ballatoio condominiale, punta la pistola contro la donna e prova a strapparle la fede. Non riesce ma le sottrae un bracciale e degli orecchini in oro. Poi scappa. Grazie alla descrizione fornita, i carabinieri riescono ad attribuire al 35enne anche quella rapina. Determinante il confronto dei tatuaggi e del suo abbigliamento, distintamente ripresi dalle telecamere. L’uomo è stato portato in carcere, in attesa dell’udienza di convalida. 
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Afghanistan, Emergency: con costi trasporto e medicine, carenza dottoresse a rischio vita mamme e bambini

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(Adnkronos) – A cinque anni dal ritiro delle forze internazionali e dal ritorno al potere dei talebani, le donne in Afghanistan continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure durante gravidanza, parto e periodo postnatale. Costi di trasporto e medicine, carenza di personale sanitario femminile, servizi insufficienti e restrizioni ai diritti delle donne compromettono la salute di madri e neonati e contribuiscono a mantenere il tasso di mortalità materna tra i più alti della regione. È quanto emerge da 'Nascere sicuri, cure affidabili: il report di Emergency sulla maternità in Afghanistan', presentato ieri in chiusura del Festival della ong di Reggio Emilia. Il rapporto analizza le principali barriere che impediscono alle donne afgane di accedere a cure adeguate durante la gravidanza, il parto e il periodo postnatale, attraverso dati raccolti nelle strutture di Emergency, questionari rivolti al personale sanitario di 32 strutture pubbliche afgane e gruppi di discussione nelle comunità locali. Nel Paese, dove 21,9 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria e 14,4 milioni hanno bisogno di cure sanitarie, sono soprattutto donne e bambini a pagare il prezzo della crescente crisi economica e umanitaria. Il drastico calo dei finanziamenti internazionali, le tensioni regionali, i disastri naturali e la sistematica limitazione dei diritti delle donne stanno aggravando ulteriormente una situazione già critica. Presente in Afghanistan dal 1999, Emergency osserva da vicino queste difficoltà soprattutto nel Centro di maternità di Anabah, nella valle del Panshir, e nelle cliniche di cure primarie presenti in 5 province afgane, dove assiste gratuitamente donne e bambini. Qui le storie delle pazienti e del personale sanitario raccontano concretamente le barriere che le donne incontrano quotidianamente nell’accesso alle cure nella sfera della maternità. Secondo il rapporto appena pubblicato le barriere economiche rappresentano uno dei principali deterrenti alla ricerca di cure da parte delle donne e delle loro famiglie. “Anche quando i servizi dovrebbero essere gratuiti – ha spiegato dal palco del Festival di Reggio Emilia Francesca Bocchini, coordinatrice ufficio advocacy Emergency – i costi che le famiglie devono affrontare per esami e servizi specialistici sono molto alti poiché è necessario rivolgersi a strutture private”. Ad esempio, l’ecografia non è disponibile in nessuna clinica di base esaminata, mentre terapie intensive, banche del sangue e diagnostica avanzata sono concentrati in poche strutture che per questa ragione risultano sovraffollate. Degli ospedali analizzati, diversi si trovano spesso a dover accogliere due o tre pazienti per letto nei reparti di degenza. Così, in 17 su 18 strutture primarie analizzate, le donne non accedono ai servizi o li raggiungono troppo tardi perché le famiglie non possono permettersi costi di medicine e trasporti. Anche questi ultimi sono infatti troppo dispendiosi, o inaccessibili nelle aree remote in cui le pazienti vivono. Le ambulanze sono disponibili solo in un terzo delle strutture analizzate: l’assenza di ambulanze attive 24/7 e adeguatamente equipaggiate risulta spesso fatale perché le famiglie devono provvedere autonomamente. “Nel nostro distretto le strade sono molto impervie e non esistono mezzi di trasporto adeguati – spiega un partecipante al gruppo di discussione in Helmand –. Quando una donna deve partorire, viene prima sistemata in un cesto di fortuna, poi trasportata da diverse persone sulle spalle e, in seguito, il cesto viene caricato su un asino per proseguire il viaggio. Molte volte muoiono durante questo viaggio”. Un altro ostacolo, tra gli effetti più gravi delle restrizioni imposte negli ultimi cinque anni alle donne, è la crescente carenza di personale sanitario femminile. Nelle 18 strutture sanitarie primarie analizzate al di fuori della rete Emergency, soltanto una dispone della presenza di una dottoressa. “Il divieto di accesso all’università e alla specializzazione limita infatti la possibilità di formare nuove ginecologhe e specialiste – ha proseguito Bocchini – con conseguenze dirette sulla qualità delle cure posto che per prassi culturale le donne vengono preferibilmente curate da donne. In molti casi sono quindi le ostetriche devono gestire le complicanze e le procedure d’emergenza senza poter contare sul supporto di specialisti”.  L’anello più debole lungo il percorso di cura materna e neonatale è il periodo postnatale: sia nelle strutture sanitarie primarie che in quelle ospedaliere analizzate la dimissione entro sei ore dal parto – e non dopo le raccomandate 24 – è una pratica diffusa in 25 delle 28 strutture analizzate, e, nonostante la familiarità con le pratiche di base per la cura del neonato, la consapevolezza della comunità riguardo alla necessità di controlli postnatali rimane limitata, lasciando una grave lacuna nelle conoscenze sulla salute post-parto sia per le madri che per i neonati. “Nella società afgana – racconta poi una delle ginecologhe afgane del Centro di maternità di Emergency ad Anabah – non si sceglie autonomamente se recarsi in ospedale per una visita, ma ci si consulta con la famiglia, con la comunità, bilanciando esigenze logistiche ed economiche con esperienze passate, norme e prassi culturali. Anche durante la gravidanza la consapevolezza dell’importanza delle visite di controllo è molto limitata e questo può portare a una mancata identificazione di complicanze o fattori di rischio con gravi conseguenze per la salute della mamma e del neonato”. Lo dimostra ad esempio l’aumento del 45% dei ricoveri in terapia sub-intensiva al Centro di Maternità di Emergency nell’arco di cinque anni. Nonostante i membri della comunità abbiano raccontato di un cambiamento intergenerazionale, con un maggiore ricorso al parto nelle strutture sanitarie per una maggiore sicurezza, i dati raccolti da Emergency evidenziano ancora un accesso tardivo all’assistenza prenatale: il 54% delle donne si presenta alle visite soltanto nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza e appena l’11% completa le quattro visite raccomandate. “Quando sono rimasta incinta per la prima volta – racconta una partecipante al gruppo di discussione di Kabul –, non ero consapevole dell’importanza di un’adeguata assistenza medica, né immaginavo che potessero insorgere gravi complicazioni. Non mi sono recata da un medico e nemmeno la mia famiglia ha compreso l’importanza di accompagnarmi alle visite di controllo. A causa di questa mancanza di consapevolezza e di cure tempestive, ho perso la mia bambina”. Sia donne che uomini intervistati durante la ricerca hanno sottolineato poi in visite e ricoveri nelle strutture pubbliche la mancanza di una comunicazione diretta, di supporto emotivo e psicologico, e di un trattamento rispettoso sottolineando come quindi anche la sfera più emozionale della cura rappresenti un tassello fondamentale per garantire alle donne un accesso pieno e dignitoso al diritto alla salute.  “Il report dimostra che le difficoltà di accesso alle cure materne e neonatali non dipendono da un singolo fattore, ma dall’interazione di ostacoli economici, geografici, sociali e culturali che colpiscono in modo particolare le donne – ha concluso Bocchini –. L’esperienza di Emergency dimostra che, anche nei contesti umanitari più difficili, è possibile ridurre queste barriere attraverso un modello integrato che garantisca continuità assistenziale, rafforzi l’assistenza primaria e assicuri percorsi di riferimento efficaci verso i livelli di cura più avanzati. Per questo chiediamo che la comunità internazionale non abbandoni l’Afghanistan, che alle donne vengano restituiti il diritto allo studio e al lavoro e che si investa nella formazione del personale sanitario e nel rafforzamento del sistema sanitario afgano attraversi aiuti a lungo termine”. Emergency è presente in Afghanistan con il Centro chirurgico per vittime di guerra di Kabul, il Centro chirurgico per vittime di guerra di Lashkar-gah (Helmand), il Centro chirurgico, il Centro pediatrico e il Centro di maternità di Anabah (valle del Panshir) e una rete di oltre 30 Posti di primo soccorso (FAP) e di Centri sanitari di base (PHC). Lo staff delle sue strutture è composto per il 20% da donne afgane di cui 76 sono ostetriche e 23 sono specialiste e specializzande in ginecologia e ostetricia. Dal 1999 ha curato oltre 8,5 milioni di persone in un Paese che oggi conta più di 48 milioni di abitanti. Dalla sua apertura nel 2003 il Centro di maternità di Anabah ha visto nascere oltre 100mila bambini. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un nuovo consorzio europeo per sperimentare un’immunoterapia innovativa contro un aggressivo tumore cerebrale pediatrico

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(Adnkronos) – Nasce nell’ambito della Missione Cancro di Horizon Europe il nuovo consorzio europeo di ricerca Epica-dipg (European Paediatric Immunotherapy Trial with Combinatory Advanced Therapy Medicinal Products for Dipg), coordinato dall’Institut de Recerca Sant Joan de Déu Barcelona (Irsjd). Il progetto, della durata di cinque anni, ha l’obiettivo di valutare una nuova strategia immunoterapica per bambini e adolescenti affetti da glioma pontino intrinseco diffuso (Dipg), un tumore cerebrale pediatrico letale caratterizzato da un deterioramento neurologico progressivo e irreversibile. "Oltre allo studio clinico, il progetto svilupperà una strategia diagnostica complementare per il monitoraggio minimamente invasivo della risposta immunitaria e della risposta al trattamento e un modello transfrontaliero per la produzione centralizzata e la distribuzione delle terapie avanzate agli ospedali dei diversi Paesi coinvolti. Il consorzio valuterà se questo modello possa contribuire a rendere in futuro più accessibili trattamenti così complessi e costosi". Lo sottolinea una nota dell'ospedale Bambino Gesù.  Tra i partner del consorzio figurano l’ospedale pediatrico Bambino Gesù Irccs di Roma e il Princess Máxima Center di Utrecht, insieme a tre organizzazioni di pazienti, una per ciascun Paese partecipante, ed esperti di regolamentazione dei medicinali e di valutazione delle tecnologie sanitarie. Il glioma pontino intrinseco diffuso (Dipg). "E' il più frequente tumore pediatrico del tronco encefalico e uno dei tumori pediatrici con la più alta mortalità. Ogni anno in Europa vengono diagnosticati più di 300 nuovi casi, generalmente in bambini di circa sette anni. Il tumore si sviluppa nel ponte, una regione del tronco encefalico coinvolta in funzioni essenziali come il movimento, la respirazione e la deglutizione, e progredisce rapidamente – ricorda l'ospedale del Vaticano – La sua crescita diffusa nel tessuto cerebrale sano rende impossibile l’asportazione chirurgica, mentre i trattamenti oncologici convenzionali si sono dimostrati inefficaci. La radioterapia focale rimane il principale trattamento e può fornire un sollievo temporaneo dai sintomi, ma non è curativa. Meno del 10% dei bambini sopravvive per due anni dopo la diagnosi e meno dell’1% per cinque anni. Nel loro insieme, le diverse attività del progetto affronteranno gli aspetti clinici, regolatori e logistici necessari per sperimentare un’immunoterapia complessa, ancora in fase di ricerca, in ospedali di diversi Paesi europei".  Un progetto fondato sulla collaborazione. "Epica-Dipg riunisce centri di riferimento di oncologia pediatrica, organizzazioni di ricerca, esperti in ambito regolatorio, specialisti nella valutazione delle tecnologie sanitarie, partner della comunicazione e organizzazioni di pazienti di Spagna, Italia e Paesi Bassi. Il reclutamento dei pazienti coinvolgerà il Pediatric Cancer Center Barcelona (Pccb) del Sant Joan de Déu Barcelona Children’s Hospital, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Italia e il Princess Máxima Center nei Paesi Bassi", ricorda la nota.  "Epica-Dipg non si limita a chiedersi se sia possibile sperimentare una nuova strategia terapeutica, ma anche se l’intero percorso che la accompagna possa essere portato su una scala più ampia – ha dichiarato il Principal Investigator Andrés Morales La Madrid, del Pccb del Sant Joan de Déu Barcelona Children’s Hospital – Per un tumore pediatrico raro come il DIPG, lo studio clinico, gli strumenti di monitoraggio, la preparazione regolatoria e il modello di distribuzione devono essere considerati nel loro insieme, affinché il progetto possa produrre evidenze utili". Il consorzio comprende inoltre organizzazioni di pazienti dei tre Paesi partecipanti: Pulseras Candela, Fondazione Il Coraggio dei Bambini e Vereniging Kinderkanker Nederland. Le organizzazioni di pazienti, i rappresentanti delle famiglie e i caregiver contribuiranno alla progettazione, alla revisione e alla valutazione continua del protocollo clinico e dei materiali destinati ai pazienti. Il loro coinvolgimento mira a garantire che lo studio sia comprensibile, solido dal punto di vista etico e attento all’esperienza concreta dei bambini e delle famiglie che si trovano ad affrontare una diagnosi grave e rara. "Le famiglie portano con sé conoscenze e punti di vista maturati attraverso la loro esperienza con il Dipg e con le difficoltà che si trovano ad affrontare – dichiarato Alessandro Cannolicchio, presidente della Fondazione Il Coraggio dei Bambini – Il loro coinvolgimento può aiutare Epica-Dipg a comprendere meglio le domande e le preoccupazioni delle famiglie, a comunicare l’incertezza in modo aperto e trasparente e a garantire che le informazioni siano condivise con sensibilità e comprensione quando è necessario prendere decisioni difficili".  Una strategia terapeutica pionieristica entra nella fase di sperimentazione clinica. "Epica-Dipg valuterà un’innovativa immunoterapia combinatoria ancora in fase di ricerca, che in questa forma non è mai stata sperimentata nell’uomo. Trattandosi di uno studio di Fase I, il suo obiettivo principale è valutarne la sicurezza. Lo studio – continua la nota – ne esaminerà inoltre la fattibilità e produrrà evidenze utili a orientare le successive ricerche cliniche e traslazionali. Epica-Dipg identificherà e validerà inoltre biomarcatori rilevanti e svilupperà un approccio diagnostico complementare per il monitoraggio minimamente invasivo e in tempo reale della risposta immunitaria e del carico di malattia durante lo studio. Questo lavoro diagnostico potrà aiutare i ricercatori a comprendere se, dopo il trattamento, si stiano verificando modificazioni della risposta immunitaria e in che modo il tumore possa rispondere. Sarà inoltre funzionale a un disegno dello studio nel quale trattamento, monitoraggio e interpretazione dei risultati devono funzionare in maniera integrata nei diversi centri". Un modello accademico per la produzione e la distribuzione delle terapie avanzate. I medicinali per terapie avanzate sono complessi e costosi da produrre, soprattutto quando il numero di pazienti è ridotto e la capacità produttiva specializzata è concentrata in un numero limitato di centri. Epica-Dipg sperimenterà un modello nel quale i medicinali per terapie avanzate vengono prodotti centralmente presso strutture accademiche specializzate conformi alle Gmp (Good Manufacturing Practice) e inviati ai centri partecipanti in cui vengono reclutati i pazienti. Ciò consentirà di valutare se il reclutamento decentralizzato dei pazienti possa funzionare in modo affidabile insieme a una produzione centralizzata, anche negli ospedali che non dispongono di una propria capacità produttiva. Epica-Dipg sperimenta "quindi un percorso di ricerca integrato: lo studio clinico costituisce il contesto per la valutazione della terapia, la diagnostica complementare aiuta a interpretare ciò che avviene a livello biologico durante il trattamento e il modello di produzione e logistica consente di verificare se questo approccio possa funzionare tra centri diversi. Questo modello – conclude la nota – potrebbe avere rilevanza anche al di là dell’oncologia pediatrica, fornendo indicazioni utili per la distribuzione e l’impiego di altre terapie contro altre malattie. Se Epica-Dipg produrrà le evidenze che il progetto si propone di generare, i risultati potranno orientare le successive fasi della valutazione clinica, il futuro sviluppo della diagnostica complementare, il confronto sulla valutazione delle tecnologie sanitarie e i modelli di ricerca accademica sulle terapie avanzate nei tumori pediatrici rari, contribuendo a porre le basi per future opportunità di ricerca per i bambini e le famiglie colpiti dal Dipg".  
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Merz su voto in Sassonia-Anhalt “Mi assumo la responsabilità, ma non mi arrendo”

BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Sono consapevole della mia responsabilità personale”. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco e leader dell’Unione cristiano-democratica (Cdu), Friedrich Merz, in un punto stampa all’indomani delle elezioni in Sassonia-Anhalt. Il voto ha visto una vittoria schiacciante di Alternative fuer Deutschland (AfD) e un calo consistente del partito conservatore di Merz. “Arrendersi non è un’opzione”, ha poi detto il cancelliere, che ha annunciato una riflessione “su come possiamo tornare a un successo politico”. Il risultato elettorale nel Land tedesco, ha poi aggiunto Merz, non modificherà “di un millimetro” il sostegno del governo all’Ucraina.
(ITALPRESS).
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