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Bollette, addebiti gonfiati e contratti fornitura attivati senza consenso: come dire stop alle truffe

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(Adnkronos) –
Dagli addebiti gonfiati ai contratti di fornitura di luce e gas attivati senza consenso: il settore delle utenze domestiche è diventato terreno fertile per condotte fraudolente di natura e portata assai diverse tra loro. Accanto alle false bollette recapitate via e-mail o per sms, proliferano anche le telefonate ingannevoli, i sedicenti incaricati che si presentano alla porta e le richieste di pagamento per servizi che il consumatore non ha mai sottoscritto. "Trattandosi di servizi essenziali – rileva l'avvocato Nicola Camporese di Immobiliare.it – le conseguenze per il consumatore colpito possono essere rilevanti: bollette gonfiate, addebiti indebiti, cambi di operatore mai autorizzati. Sul versante della tutela, però, il quadro normativo è solido: il Codice del Consumo, la disciplina europea e i provvedimenti dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) mettono a disposizione strumenti concreti per contestare queste pratiche e ottenere il rimborso di quanto indebitamente corrisposto".  L’espressione 'bolletta falsa' evoca immediatamente l’immagine di un documento contraffatto, ricevuto via e-mail con l’invito a effettuare un bonifico urgente. Il fenomeno reale, però, ha contorni molto più ampi e sfumati. Con frequenza crescente i consumatori ricevono telefonate da operatori che si spacciano per incaricati del proprio gestore, dell’Arera o di fantomatici enti pubblici. Con il pretesto di verificare una tariffa, aggiornare l’anagrafica o scongiurare un aumento di prezzo, inducono l’utente a rivelare il codice Pod o Pdr, dati personali o addirittura un codice Otp ricevuto via sms. I dati così ottenuti vengono poi impiegati per perfezionare un cambio di fornitore che l’utente non ha mai realmente voluto, oppure per attivare ex novo un contratto a sua insaputa. Parallelo a questo schema è il phishing via e-mail o messaggio: comunicazioni che riproducono fedelmente la grafica e il logo del fornitore invitano il destinatario a saldare una fattura scaduta tramite un collegamento ipertestuale. Il pagamento viene effettuato, ma il denaro transita su conti nella disponibilità dei truffatori. Alcune spie ricorrenti consentono di riconoscere una comunicazione fraudolenta prima di subirne le conseguenze. Desta, infatti, immediato sospetto qualsiasi comunicazione che intimi un pagamento entro poche ore sotto la minaccia dell’immediato distacco della fornitura: i gestori legittimi non operano in questo modo. Segnalano possibili irregolarità anche errori grammaticali nel testo, indirizzi mittente anomali, IBAN diversi da quelli utilizzati in precedenza, ovvero link che non rimandano al dominio ufficiale del gestore. Regola fondamentale: non cliccare mai sui link contenuti nei messaggi ricevuti. E' preferibile accedere all’area riservata digitando direttamente l’indirizzo del fornitore e verificare lì l’effettiva presenza della fattura. In caso di dubbio, il canale più sicuro resta il servizio clienti raggiungibile ai recapiti ufficiali pubblicati sul sito della società, non quelli eventualmente indicati nel messaggio sospetto. L'avvocato Nicola Camporese ricorda che "al fenomeno delle bollette false c'è quello delle cosiddette forniture non richieste: il consumatore si accorge all’improvviso di aver cambiato operatore, oppure riceve la prima bolletta da una società con la quale non ricorda di aver mai intrattenuto alcun rapporto contrattuale". Il meccanismo fraudolento può assumere forme diverse: telefonate con registrazione ambigua; firme apposte su documenti a insaputa dell’interessato; utilizzo distorto di dati raccolti durante contatti commerciali. In tutti questi casi il Codice del Consumo garantisce una tutela rigorosa. Gli artt. 20 e ss. vietano le pratiche commerciali scorrette, mentre la disciplina sui contratti a distanza impone al professionista precisi obblighi informativi e documentali la cui inosservanza può inficiare la validità del vincolo contrattuale. Di rilievo centrale è l’art. 57 del Codice del Consumo, che esonera il consumatore da qualsiasi obbligo di corrispettivo nelle ipotesi di fornitura non richiesta: chi non ha mai manifestato un consenso valido, semplicemente, non è tenuto a pagare. E' questo uno dei presidi normativi più efficaci contro le attivazioni abusive, in quanto svincola il consumatore da qualsiasi conseguenza economica derivante da un rapporto contrattuale mai autenticamente voluto. Anche nell’ipotesi in cui il contratto sia stato effettivamente perfezionato, il consumatore mantiene il diritto di recesso entro quattordici giorni, a condizione che si tratti di un contratto concluso a distanza o fuori dai locali commerciali. Ben diversa, e strutturalmente più grave, è la situazione del contratto mai richiesto né mai sottoscritto. Quando l’utente ne viene a conoscenza solo con l’arrivo della prima bolletta, può reagire immediatamente: è sufficiente inviare un reclamo scritto al nuovo fornitore, contestando l’esistenza del contratto e chiedendo il ripristino della precedente fornitura. Le procedure previste per il settore energetico consentono il ritorno al gestore precedente ove risulti che il cambio è avvenuto in assenza di consenso valido. Le associazioni dei consumatori mettono inoltre a disposizione modulistica specifica per la presentazione di tali reclami. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha più volte esercitato i propri poteri sanzionatori nei confronti di operatori del mercato energetico responsabili di pratiche commerciali scorrette, consistenti nell’attivazione di contratti privi di consenso reale o fondati su informazioni ingannevoli rese alla clientela. Tali interventi attestano quanto il legislatore e le autorità di vigilanza considerino lesive della libertà contrattuale del consumatore le condotte volte ad alterarne le scelte, anche quando formalmente mascherate da attività promozionale lecita. Nella stessa direzione si muove la giurisprudenza amministrativa, che ha avuto modo di pronunciarsi con chiarezza sul tema. Il Consiglio di Stato, Sez. VI, con la sentenza 6 novembre 2023, n. 9666, ha confermato la piena legittimità dei provvedimenti sanzionatori adottati dall’Agcm nei confronti di operatori energetici che ricorrono a pratiche commerciali scorrette. La pronuncia precisa che il professionista risponde dell’operato degli agenti e dei promotori di cui si avvale e ha l’obbligo di predisporre un sistema di vigilanza effettivo e preventivo. Non è sufficiente scaricare le irregolarità sui singoli incaricati: la società è chiamata a rispondere ogni volta che non dimostri di aver adottato misure di controllo adeguate. E' un approccio che chiude di fatto la via d’uscita più frequentemente tentata dai gestori, ovvero quella di addebitare agli agenti esterni o ai call center la piena responsabilità degli abusi, sottraendosi così alle conseguenze dei provvedimenti dell’Autorità. Cosa fare se arriva una bolletta sospetta? Agire senza indugio è decisivo: quanto prima si interviene, tanto più agevole risulta bloccare eventuali addebiti e ripristinare la situazione contrattuale precedente. Al ricevimento di una bolletta da un gestore sconosciuto, il primo passo è verificare presso il proprio operatore abituale se risulti effettivamente attiva una nuova fornitura a proprio nome. Il passo successivo è presentare al nuovo fornitore un reclamo scritto in cui si contesta l’esistenza del contratto e si richiede copia di tutta la documentazione che attesterebbe il consenso prestato. Ove dall’esame della documentazione emerga che il contratto non è mai stato sottoscritto o che la registrazione telefonica addotta a prova del consenso è incompleta o viziata, il consumatore può chiedere la risoluzione della fornitura non autorizzata e il ripristino del contratto originario. Qualora siano già stati effettuati pagamenti in esecuzione del contratto contestato, è possibile agire per ottenerne la restituzione. Nelle situazioni più gravi, o quando il fornitore non risponda al reclamo nei termini, è opportuno segnalare la vicenda all’Agcm, ricorrere agli strumenti di conciliazione previsti per il settore energetico e, ove necessario, adire le vie giudiziarie. Gli schemi adottati dai truffatori si affinano di continuo, ma alcune cautele elementari consentono di ridurre in misura significativa l’esposizione al rischio: non va mai comunicato telefonicamente il codice Pod o Pdr; non vanno trasmessi codici Otp ricevuti via sms; è indispensabile verificare l’identità dell’interlocutore prima di fornire qualsiasi dato; va conservata con cura la documentazione relativa alle proprie utenze. E comunque prima di sottoscrivere qualsiasi documento o confermare una registrazione telefonica, è necessario leggere con attenzione il contenuto di ogni comunicazione, senza lasciarsi condizionare da pressioni o urgenze artificiose. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Afd spaventa la chiesa, il messaggio dopo le elezioni in Germania: “Chi ha vinto rispetti la Costituzione”

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(Adnkronos) –
Delusione e preoccupazione nella Chiesa cattolica tedesca dopo la vittoria schiacciante dell'AfD nelle elezioni in Sassonia-Anwalt. In un editoriale sul portale della Chiesa tedesca, don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, analizza i risultati elettorali con la vittoria del partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania. Birgener annota che durante la campagna elettorale “non sono mancati avvertimenti e valide argomentazioni in anticipo. La diocesi di Magdeburgo ha condotto un’ampia campagna elettorale, promuovendo valori come carità, solidarietà e dignità umana. Il fatto che tutti questi sforzi non siano riusciti a impedire la vittoria elettorale dell’AfD può avere molte ragioni. Un fattore certo è la posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est. Ciononostante, tutti coloro che si sono dedicati a questa causa e hanno sopportato una notevole ostilità meritano riconoscimento e gratitudine. Non ultimo tra questi, il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, che, con il suo modo di fare autentico e chiaro, ha offerto una guida a molti”. Per Birgener "una possibile spiegazione del risultato elettorale è che le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili”. Nell’editoriale, Birgener sottolinea inoltre che “può sembrare paradossale: proprio in tempi di chiusure di chiese, tagli al bilancio e allontanamento, si avverte la necessità di una presenza più forte. I processi strutturali e i loro promotori tendono spesso a pensare dall’alto verso il basso. Ma i veri esperti sono sul campo. È lì che si comprende se le riforme valgono la pena. L’aspetto cruciale è se possa emergere una chiesa presente nella vita quotidiana, che promuova la vicinanza, affronti le tematiche che stanno a cuore alle persone e le sostenga nel vivere la propria fede a modo loro. Bisogna evitare tutto ciò che è artificiale; tutto ciò che è vitale e collaudato nella pratica va incoraggiato”. 
L'allarme non scatta solo nella chiesa cattolica. "La nostra preoccupazione è per la pace sociale e la convivenza pacifica dei cittadini nel nostro Stato", dichiarano in una nota congiunta la diocesi di Magdeburgo, la Chiesa evangelica della Germania centrale e la Chiesa evangelica dell’Anhalt. "La nostra preoccupazione si estende anche alle conseguenze annunciate dall’AfD che il risultato elettorale avrà sulla cultura e l’istruzione, il lavoro comunitario e il volontariato, i servizi sociali, le organizzazioni caritative e le chiese, nonché sulla sicurezza interna ed esterna – sottolineano -. Come Chiese, abbiamo una lunga storia di resilienza; siamo sopravvissuti a dittature e oppressioni, guerre e crisi, e continueremo ad aprire le nostre porte a tutte le persone che cercano protezione e pace, guarigione e guida nella presenza di Dio". Il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, rivolge un appello: "Facciamo appello ai vincitori delle elezioni affinché rispettino pienamente la Costituzione del nostro Paese, come la Legge fondamentale, e difendano la dignità di tutte le persone. Chiunque voglia assumersi una responsabilità di governo si assume anche la responsabilità di tutti i cittadini del Paese". 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Russia riprende gli attacchi dopo la tregua: almeno due morti a Kiev

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La Russia riprende gli attacchi sull'Ucraina dopo la scadenza della tregua di tre giorni concessa per la visita nella capitale ucraina degli inviati del presidente statunitense Donald Trump Jared Kushner e Steve Witkoff a Mosca e a kiev. Almeno due i morti e dieci i feriti, secondo quanto annunciato dalle autorità militari ucraine. I raid hanno danneggiato edifici in tutta la capitale, tra cui un condominio di cinque piani nel quartiere di Solomianskyi, mentre alcuni veicoli hanno preso fuoco nel quartiere di Podilskyi. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha dichiarato che alcune persone erano intrappolate in un edificio residenziale. Intorno alle 5:30 del mattino (02:30 GMT), l'allerta aerea era attiva in una dozzina di regioni dell'Ucraina. L'allerta a Kiev è stata successivamente revocata. I canali Telegram che monitorano le minacce aeree sull'Ucraina hanno affermato che la Russia ha iniziato a trasportare missili balistici e a spostare bombardieri pesanti dalla parte orientale del paese verso aeroporti più vicini all'Ucraina. Anche la Polonia ha annunciato l'inizio di "operazioni aeree" in seguito all'attacco russo.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mini celebra 25 anni in Italia, oltre 480mila vetture vendute dal debutto

ROMA (ITALPRESS) – Dal debutto ufficiale dell’8 settembre 2001, sotto la gestione del BMW Group, MINI ha superato le 480mila unità consegnate in Italia, con circa 350mila ancora oggi in circolazione. A 25 anni dall’arrivo in Italia, il marchio celebra un percorso che ha trasformato MINI in un’icona dello stile urbano, capace di unire heritage e modernità e di conquistare generazioni di automobilisti, entrando nella quotidianità degli italiani con grinta, ironia e una personalità unica.
Dalla sua presentazione, in soli quattro anni l’auto ha superato quota 86.000 unità vendute nel Paese, eleggendo l’Italia subito tra i mercati di riferimento a livello globale, grazie all’apprezzamento per il design e la guida sportiva. Alle classiche versioni Hatch, si sono affiancati successi strategici come la MINI Countryman, che ad esempio rappresenta il 48% delle vendite totali del marchio in Italia.
Negli ultimi anni (2024-2026), MINI ha rinnovato profondamente la propria gamma ampliando l’offerta di motorizzazioni elettriche (prima con l’arrivo della Cooper SE e in tempi più recenti della Countryman a zero emissioni e della MINI Aceman), registrando un forte apprezzamento del pubblico italiano con una percentuale di vendita di modelli puramente elettrici del 10%.
Anche la gamma John Cooper Works, fiore all’occhiello e simbolo dell’anima sportiva del brand MINI, è molto apprezzata dal pubblico italiano, rappresentando quasi il 10% dei volumi totali dal 2001 ad oggi.
A distinguersi è anche il profilo dei clienti MINI, che conferma la forte affinità tra il marchio e uno stile di vita attivo e contemporaneo. La clientela italiana è composta in prevalenza da uomini (63%), con una significativa presenza femminile (37%), a testimonianza dell’ampia capacità del brand di attrarre target diversi grazie a un’identità distintiva e trasversale.
Ma la storia di MINI parte da lontano: dalla visione di Sir Alec Issigonis nel 1959 al rilancio sotto il BMW Group, che nel 2001 ha riportato in vita il mito con la prima MINI moderna uscita da Oxford. Da allora il marchio ha saputo fondere heritage e innovazione, regalando a ogni guida il caratteristico “gokart feeling” e un’estetica che parla immediatamente al cuore.
Un nuovo capitolo cruciale è iniziato con l’acquisizione del marchio da parte del BMW Group: la prima MINI moderna è uscita dalla linea di produzione dello stabilimento di Oxford il 26 aprile 2001, avviando la produzione della MINI contemporanea che fonde il carattere storico con tecnologie e qualità premium.
Il debutto italiano dell’8 settembre 2001 è stato accompagnato da campagne di comunicazione immediate e riconoscibili, che hanno
trasformato la vettura in un simbolo di personalità e lifestyle.
Fin dalle prime apparizioni, MINI ha scelto di parlare alle emozioni. La storica campagna ‘IS IT LOVE?’ ha catturato lo spirito del brand: un messaggio semplice e potente, che invitava a guardare oltre l’aspetto funzionale dell’automobile per scoprirne il potere evocativo. Del resto, anche lei, la MINI, non aveva certo voglia di essere un’auto seriosa, con la sua vasta gamma di colori sgargianti, le “bonnet stripes” (le caratteristiche strisce sul cofano) e le diverse bandiere per il tetto. Di tipologie differenti anche la lunga lista di cerchi in lega. Configurare la propria MINI doveva essere divertente quasi come guidarla, perchè una volta in strada sfoggiava la stessa grinta e la precisione dell’antenata. La Nuova MINI piaceva e piace tutt’ora per il suo stile British, trendy e ricercato, capace di esprimere la personalità del proprietario.
In Italia ha scelto la città come palcoscenico naturale: boutique popup in quartieri creativi, collaborazioni con designer e brand di moda, installazioni artistiche e eventi esclusivi hanno trasformato il veicolo in un accessorio di stile.
MINI è diventata simbolo di individualità per chi cerca un oggetto bello da vedere e emozionante da vivere. Collaborazioni con mondi creativi come moda, design, musica e cultura urbana e la partecipazione a eventi dedicati hanno rafforzato l’immagine del marchio presso target urbani e attenti al design, contribuendo a rendere MINI parte integrante della scena culturale italiana.
Un elemento chiave del successo è stato l’impegno nelle attività sul territorio, insieme alla rete di partner: roadshow, test drive esperienziali, eventi popup hanno permesso al pubblico italiano di vivere l’esperienza MINI in prima persona. Queste attività hanno creato relazioni dirette con la community, generato passaparola positivo e trasformato il rinnovato interesse in fedeltà al brand.
Più di un’auto, un’icona culturale che ha ridefinito cinema, musica e moda.
Ci sono automobili che segnano un’epoca e altre che la creano. Fin dal suo debutto nel 1959, MINI si è imposta non solo come miracolo di design ingegneristico, ma come un vero e proprio fenomeno di costume globale. Capace di abbattere ogni barriera sociale, il marchio britannico ha attraversato i decenni da protagonista assoluto, esercitando un’influenza profonda e duratura sui territori del cinema, della musica e della moda.
Nel mondo del cinema, MINI ha ridefinito il concetto stesso di vettura cinematografica, trasformandosi da comparsa a vera e propria star di Hollywood.
Altrettanto indissolubile è il legame con la musica e lo spirito della Swinging London. Negli anni ’60, MINI è diventata il manifesto su ruote della gioventù ribelle e creativa: tutti i membri dei Beatles ne possedevano una.
Ma è forse nella moda che il brand ha lasciato l’impronta più rivoluzionaria. La stessa Mary Quant ha dichiarato che la minigonna, simbolo di emancipazione femminile, deve il suo nome proprio alla MINI, accomunate dalla stessa filosofia: eliminare il superfluo per dare spazio alla libertà. Un dialogo con l’haute couture proseguito negli anni attraverso collaborazioni storiche, come l’indimenticabile signature a strisce multicolore firmata da Paul Smith.
Oggi MINI continua a proiettare nel futuro questa straordinaria eredità.
Coniugando lo storico spirito ‘Go-Kart feeling’ a una visione pionieristica della mobilità sostenibile e del design urbano Gamma, personalizzazione e innovazione prodotto. In 25 anni MINI ha saputo evolversi costantemente, ampliando la propria offerta e rafforzando il posizionamento premium e lifestyle del marchio. Dalla MINI Hatch alle versioni John Cooper Works, fino ai più recenti modelli elettrici, la gamma si è arricchita per rispondere a esigenze sempre più diversificate, mantenendo intatti i valori distintivi del brand: design iconico, piacere di guida e forte carattere. Nove famiglie di prodotto presentate hanno visto susseguirsi 19 generazioni complessive.
Il rilancio della MINI moderna all’inizio degli anni 2000 ha unito l’heritage della Mini classica con gli standard qualitativi e le tecnologie tipiche del BMW Group.
La prima MINI moderna uscita dalla linea di produzione di Oxford ha segnato l’inizio di un percorso in cui design iconico, gokart feeling e qualità premium si sono fusi in un’offerta contemporanea pensata per la città e per chi cerca personalità nel quotidiano.
Dalle versioni urbane alle proposte ad alte prestazioni firmate John Cooper Works, fino alle varianti a zero emissioni, la gamma oggi risponde a esigenze di stile, performance e sostenibilità, offrendo opzioni di propulsione diverse e soluzioni pensate per contesti differenti.
La personalizzazione è diventata un tratto distintivo di MINI: colori, stripe sul cofano, tetti multicolore e numerose opzioni di finitura permettono a ogni vettura di riflettere la personalità del proprietario. Le edizioni speciali e le tecniche produttive innovative, come i tetti a tre colori realizzati nello stabilimento di Oxford, hanno rafforzato la dimensione esclusiva e fashion del brand.
L’integrazione delle motorizzazioni elettriche ha rappresentato una tappa strategica nell’evoluzione di prodotto: le varianti a batteria crescono in importanza nella gamma, rispondendo alla domanda di soluzioni di mobilità più sostenibili senza rinunciare al carattere MINI.
La transizione verso propulsioni pulite si inserisce nella più ampia strategia di innovazione del marchio.
L’esperienza e le competenze del BMW Group hanno favorito l’introduzione di tecnologie avanzate nelle MINI moderne: interfacce utente aggiornate, funzioni di assistenza alla guida e sistemi di sicurezza di ultima generazione. Le generazioni più recenti della famiglia MINI hanno ottenuto valutazioni elevate nei crash test Euro NCAP, a testimonianza dell’alto livello di protezione offerto ai clienti.
Il design iconico e l’estetica ricercata sono tra le caratteristiche maggiormente apprezzate, insieme a performance, comfort e facilità di guida. I clienti del brand mostrano inoltre una spiccata propensione per il viaggio, lo sport e le attività outdoor, confermando il ruolo di MINI come espressione di individualità e compagna ideale per vivere esperienze dentro e fuori dalla città.
“Celebrare 25 anni di MINI in Italia significa raccontare una relazione unica ed autentica – dichiara Federica Manzoni, Head of MINI -. In questi anni MINI è entrata nell’immaginario italiano con un’identità capace di evolvere senza perdere il proprio carattere: dal design iconico al go-kart feeling, dalla libertà di personalizzazione alla capacità di dialogare con la moda, il design, la musica e la cultura urbana”.
“Fin dall’esordio, con ‘IS IT LOVE?’, MINI ha scelto di andare oltre l’automobile per costruire un legame emotivo e un mondo di esperienze. E’ questa capacità di trasformare la mobilità in qualcosa di personale, riconoscibile e sorprendente ad aver reso il brand parte della vita di generazioni di clienti. Questo anniversario rappresenta l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno scelto MINI e per guardare al futuro con la stessa curiosità, creatività e capacità di sorprendere che ci hanno accompagnato in questi 25 anni”.
Verso i prossimi 25 anni Guardando al futuro, MINI conferma il proprio impegno nel coniugare innovazione, sostenibilità e libertà di espressione. Forte di una community appassionata e di una gamma completamente rinnovata, il brand si prepara ad affrontare i prossimi 25 anni continuando a ispirare nuove generazioni di clienti attraverso esperienze, prodotti e iniziative capaci di lasciare il segno.

– Foto ufficio stampa Mini Corporate –
(ITALPRESS).

Lorena Isceri era viva quando è stata lanciata dal viadotto: i risultati dell’autopsia

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(Adnkronos) –
Lorena Isceri era ancora viva quando è stata scaraventata dal viadotto dell'Autostrada A1 dal suo ex fidanzato, Federico Vella. E' il risultato dell'autopsia, eseguita ieri sul corpo della donna di 45 anni. Isceri, rapita dall'ex compagno, è stata rinchiusa nel bagagliaio dell'auto con cui Vella ha raggiunto il viadotto dove si è consumato il femminicidio compiuto il 4 settembre a Barberino di Mugello. "Lo immaginavamo", dice all'Adnkronos l'avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia della donna, commentando i primi esiti dell'autopsia disposta dal pubblico ministero Antonio Natale, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Firenze per sequestro di persona al fine di commettere un omicidio e femminicidio aggravato dalla premeditazione.  "Alla fine della telefonata che riesce a fare Lorena e che dura 19 minuti, si sente quando Vella apre il bagagliaio per buttarla, si percepisce qualcosa e anche qualche lamento. Probabilmente non era nelle sue capacità strutturali, anche dal punto di vista psico-fisico eccellenti, perché aveva subito delle percosse, perché ha passato 20-25 minuti in un bagagliaio piccolo. Piuttosto, la famiglia sperava forse che quando è caduta nel vuoto Lorena fosse almeno priva di conoscenza", aggiunge l'avvocato. Dopo gli accertamenti medico legali "la salma di Lorena sarà restituita alla famiglia e poi partirà alla volta di Squinzano, dove mercoledì o giovedì si celebreranno i funerali", le parole di Miccoli. Nelle ultime ore è tornato a parlare Franco Isceri, papà della vittima. "Mi auguro che mia figlia sia l'ultima vittima", ha detto ai microfoni di 'Dentro la notizia', condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5. "Figlia mia, ti abbraccio. Non hai incontrato una persona perbene, hai incontrato un mascalzone. Non lo meritavi. Figlia mia, facciamoci forza. Dobbiamo affrontare purtroppo un periodo duro", ha aggiunto visibilmente commosso. Nei giorni scorsi, Isceri ha inviato un appello alle Istituzioni: "Penso che il mio messaggio l'abbiano capito, penso che si interessino al massimo, perché di queste tragedie il popolo italiano ormai ne ha le tasche piene. Non si può più andare avanti. Stanno morendo tante donne che non lo meritano. Ormai è tardi, fate presto. Anche alle donne mando un grande abbraccio; mi raccomando, non fate come mia figlia, che lo voleva difendere e mi diceva che non lo voleva distruggere. Io rispettavo la decisione di mia figlia. Quanto vorrei vedere una legge con l’unanimità della politica per difendere le donne".  
Nel frattempo, gli investigatori stanno ricostruendo le ore che hanno preceduto il delitto. Particolare attenzione è rivolta alla presenza di Vella nei pressi dell'abitazione della vittima nei giorni precedenti a Firenze. Secondo quanto emerso finora, l’uomo sarebbe stato notato da alcuni vicini mentre si aggirava nella zona, nonostante abitasse in un’altra parte della città. Un elemento che, insieme agli altri acquisiti dagli inquirenti, viene valutato nell’ambito dell’ipotesi di una possibile premeditazione. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Vella avrebbe preparato le condizioni per poter raggiungere Lorena nel parcheggio del condominio e allontanarsi successivamente con la propria auto. Tra gli elementi acquisiti dalla Squadra mobile c’è anche del nastro adesivo che sarebbe stato utilizzato sulla fotocellula del cancello. Gli investigatori stanno inoltre esaminando uno scontrino relativo a un acquisto effettuato dall’uomo nella mattinata del delitto e il materiale successivamente trovato nella vettura, tra cui fascette, un martello, forbici e un telo. Gli accertamenti dovranno stabilire se questi elementi siano collegati alla preparazione dell’agguato.  La ricostruzione dell’aggressione è ora al centro degli accertamenti della Squadra mobile. Lorena sarebbe stata sorpresa nel parcheggio dello stabile, immobilizzata e successivamente trasportata nel bagagliaio dell’auto di Vella. L’uomo avrebbe quindi raggiunto l’autostrada e si sarebbe diretto verso Barberino di Mugello. Saranno soprattutto gli accertamenti medico-legali e le altre verifiche investigative a chiarire la successione precisa degli eventi e il momento in cui la donna è deceduta. Gli investigatori stanno passando al setaccio anche le comunicazioni intercorse tra Vella e Lorena dopo la fine della relazione, comprese quelle inviate dall’uomo ai familiari della 45enne. L’obiettivo è ricostruire il rapporto tra i due nelle settimane precedenti al delitto e verificare se nei messaggi emergano elementi utili a comprendere il comportamento dell’ex compagno e l’eventuale progressione delle condotte persecutorie. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Lorena aveva deciso di interrompere i contatti dopo una serie di atteggiamenti sempre più insistenti e preoccupanti. La famiglia della 45enne ha inoltre riferito agli investigatori di precedenti episodi di violenza. Il padre di Lorena ha raccontato di maltrattamenti e di una minaccia con un coltello durante una discussione. Secondo i familiari, la donna aveva cercato di sostenere l’ex compagno nonostante le difficoltà della relazione, ma negli ultimi tempi aveva maturato la decisione di allontanarsi. Anche questi elementi sono ora oggetto di verifica nell’ambito dell’inchiesta. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zverev elimina Darderi in tre set, nessun italiano ai quarti agli Us Open

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’Italtennis non avrà nessun rappresentante in singolare ai quarti di finale dello Us Open. Anche Luciano Darderi, ultimo azzurro rimasto in corsa nel tabellone maschile, esce di scena agli ottavi di finale, battuto dalla prima testa di serie Alexander Zverev. Il tedesco, protagonista nei primi due turni di altrettante battaglie al quinto set, vince nuovamente in tre parziali come aveva fatto con Tabilo ai sedicesimi, imponendosi con il punteggio di 6-2 6-2 7-6(3) in due ore e 31 minuti. Un avvio complicato quello dell’italo-argentino, numero 22 del ranking Atp e 21esima testa di serie, entrato in partita soltanto nel terzo parziale, quando la situazione era ormai complicata da risollevare. “Lui è stato bravo, ha giocato una grande partita e ha sempre servito bene – le parole di Darderi a Supertennis -. Io invece ero un pò teso: era la prima volta che giocavo di sera, in un palcoscenico diverso, tanta gente in movimento e non sono riuscito a giocare sciolto”. Poi, parlando della stagione americana appena conclusa, aggiunge: “Penso sia stata una buona trasferta: tanti punti, tante partite giocate. Ho perso con giocatori forti, e sono convinto di avere ancora tanto da migliorare”. Con questa vittoria, Zverev, n.2 del mondo e primo favorito del seeding, diventa l’unico uomo ad aver raggiunto i quarti di finale in tutti gli Slam nel 2026, anno in cui è arrivato il primo titolo Major di sempre al Roland Garros. “Sono contento di essere arrivato ai quarti di finale e di aver giocato in questo modo – afferma il tedesco -. Rispetto alle prime due partite, il mio livello è aumentato”. Ai quarti, Zverev se la vedrà con l’olandese Botic van de Zandschulp (70 Atp), protagonista di una vittoria in rimonta al quinto set con il lucky loser francese Arthur Gea, che cede dopo cinque ore e 13 minuti per 3-6 6-7(0) 7-6(7) 7-6(3) 6-4. Successo sudato anche per Karen Khachanov (50 Atp), uscito vincitore dalla battaglia di tre ore e 50 minuti con Learner Tien (15esimo del mondo e testa di serie numero 14) con il punteggio di 7-5 4-6 6-7(6) 6-1 6-4. Il russo è atteso ora alla sfida con il belga Alexander Blockx (34 Atp e 28esimo favorito), che batte l’argentino Francisco Cerundolo (25 Atp e 24esima testa di serie) per 6-3 4-6 7-5 7-5. Nel tabellone femminile, ok la numero due del mondo e del torneo, la kazaka Elena Rybakina, che stende la giapponese Naomi Osaka (13 del ranking Wta e del tabellone) per 6-1 6-4 in un’ora e sei minuti. Avanza anche Coco Gauff (4 Wta e quarta favorita), vincitrice per 6-1 6-4 con l’altra statunitense Iva Jovic (n.14 della classifica e del seeding).
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Tajani “I sovranisti di Afd sono nemici dell’Italia, noi diversi dalla Lega”

ROMA (ITALPRESS) – “Voglio dirlo a chi nel nostro Paese coltiva sogni sovranisti: il sovranista tedesco è il peggior nemico dell’Italia. Ricordo che al tempo della crisi dell’euro, Alternative fur Deutschland nacque proprio per avere una linea dura nei confronti dei Paesi del Sud e in particolare dell’Italia”. Lo dichiara il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al Corriere della Sera, definendo la recente affermazione elettorale di AfD in Sassonia e Turingia come una “pessima notizia” perchè “si tratta di una forza antitetica ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia“.

Il segretario azzurro esclude qualsiasi parallelismo all’interno della maggioranza, marcando nettamente le distanze politiche dall’alleato leghista: “Noi e la Lega siamo due partiti diversi. Forza Italia è un partito cristiano, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista. Io non condivido quello che dice la Lega su questi temi, così come non condivido quello che dice AfD o il Rassemblement national, che pure hanno posizioni diverse”.

Sulla stabilità dell’esecutivo, tuttavia, Tajani rassicura: “Quella che conta è la linea del governo su questi temi. Il presidente del Consiglio non è certamente antieuropeista e antiatlantico. Se fosse così non staremmo al governo”.

(ITALPRESS)

Foto: Ipa Agency

Riprendono gli attacchi russi su Kiev, almeno due morti e sette feriti

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – E’ di almeno due morti e sette feriti il bilancio dell’attacco combinato con missili e droni lanciato dalle forze russe contro Kiev nella notte. Lo riferisce l’amministrazione militare della capitale ucraina, citata da Ukrinform. Secondo il Servizio statale ucraino per le emergenze (Dses), l’attacco ha provocato danni e incendi in almeno cinque distretti della capitale. I raid russi, quindi, sono ripresi dopo la tregua. Mosca aveva interrotto per tre giorni gli attacchi contro la capitale ucraina in concomitanza con la visita, senza precedenti, degli inviati del presidente statunitense Donald Trump. (ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

Ucraina-Russia, Zelensky: “Putin vuole negoziare”. Ma Mosca ha risorse per la guerra fino al 2028

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(Adnkronos) –
Donald Trump prova a mediare tra Ucraina e Russia per porre fine alla guerra. Volodymyr Zelensky punta sul contributo diplomatico degli Stati Uniti per spingere Mosca al tavolo dei negoziati ma non si aspetta la conclusione del conflitto prima del 2027. L'intelligence di Kiev completa il quadro delineando uno scenario che arriva fino al 2028: Mosca è economicamente molto più debole rispetto all'inizio dell'invasione, ma Vladimir Putin dispone ancora di risorse sufficienti per continuare la guerra contro l'Ucraina per altri 18-24 mesi. A definire il quadro èil capo dell'intelligence militare ucraina (Hur), Oleh Ivashchenko, in un'intervista a Ukrinform. "I principali problemi dell'economia russa sono la carenza di forza lavoro, il crescente deficit del bilancio federale e il deterioramento della situazione nel sistema bancario – ha spiegato – Allo stesso tempo, dispone ancora di risorse sufficienti per condurre la guerra contro l'Ucraina. Non escludiamo che queste risorse possano durare per tutto il 2027 e il 2028". Secondo Ivaschchenko, gli attacchi ucraini contro raffinerie, depositi, infrastrutture industriali e logistiche stanno contribuendo ad aggravare le difficoltà economiche di Mosca e il deficit russo, che "oggi ammonta a 82 miliardi di dollari". Kiev punta inoltre a ostacolare la logistica russa nel Mar Nero, costringendo Mosca a ricorrere a rotte più costose per esportare cereali. "La Russia produce circa 130 milioni di tonnellate di grano all'anno. Circa 80 milioni servono per il fabbisogno interno, il resto va sui mercati esteri. E oggi questo è bloccato", ha affermato il capo dell'Hur, sottolineando che Kiev considera tali esportazioni una fonte di risorse per l'economia e, di conseguenza, per lo sforzo bellico russo. 
L'iniziativa diplomatica degli Stati Uniti mira a far calare il sipario sulla guerra prima del 2028. Gli emissari del presidente Trump – Steve Witkoff e Jared Kushner – sono reduci dalla missione del weekend: prima colloqui a Mosca con Putin, poi tappa a Kiev per il meeting con Zelensky. Washington sta valutando possibili misure di de-escalation tra Russia e Ucraina in vista dell'inverno, parallelamente alla ripresa dei negoziati per un accordo di pace più ampio, spiega Zelensky a Axios.  "Il messaggio che ho ricevuto è che i russi sono pronti a negoziare", ha detto Zelensky, precisando tuttavia di restare scettico alla luce delle azioni di Mosca sul campo. Secondo il presidente ucraino, tra le ipotesi discusse ci sono intese "sugli impianti energetici e sulle spedizioni di grano, sulle infrastrutture elettriche e sulle esportazioni di petrolio e gas". L'obiettivo sarebbe trovare, prima o durante l'inverno, misure che "possano avvicinare la parti alla pace". Zelensky ritiene che Putin punti sull'inverno per aumentare la pressione sull'Ucraina, ma che allo stesso tempo non voglia irritare Trump. "La mia sensazione è che Putin abbia bisogno di Trump. Non vuole farlo arrabbiare", ha affermato, aggiungendo che Mosca "pensa davvero che questo inverno possa aiutarla a spezzarci" e rendere Kiev "più disponibile a compromessi". Da parte sua, Zelensky ha chiesto garanzie di sicurezza, sostegno economico e nuove sanzioni verso Mosca: "Putin ha bisogno di soldi. Putin vuole soldi per continuare la guerra". "Abbiamo settembre e ottobre per trovare un modo per parlare. Senza dialogo non avremo un risultato – ha concluso – Penso che il presidente Trump possa trovare la strada per un vero avvio del processo negoziale prima del freddo inverno". 
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Effetto Afd, dopo Sassonia-Anhalt la mappa delle elezioni che possono cambiare Ue e Occidente

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(Adnkronos) – Il trionfo dell'Afd in Sassonia-Anhalt, con il partito di estrema destra al 44%, apre una stagione di appuntamenti elettorali destinati a misurare la tenuta dei partiti moderati in Europa e nel mondo occidentale, con l'appuntamento in Italia fissato nel 2027. La Germania è la protagonista assoluta di settembre 2026. Altri due Lander, quelli di Berlino e di Meclemburgo-Pomerania Anteriore, andranno al voto il 20 settembre. Nella capitale gli ultimi sondaggi indicano un testa a testa intorno al 20% tra la sinistra estrema di Die Linke e la Cdu, con l'Afd terza al 18%, anche se il partito è nettamente in testa (al 28%) nel Lander dell'ex Germania Est, che condivide con la Sassonia-Anhalt il tessuto sociale.  Il 13 settembre in Svezia si vota per il rinnovo del Riksdag, il parlamento locale. I Socialdemocratici restano in testa nei sondaggi, ma il distacco dal blocco di governo guidato dal premier uscente Ulf Kristersson e dall'alleato di destra nazionalista e populista Democratici Svedesi si è ridotto: gli ultimi rilevamenti danno il centrosinistra al 47,9-50,6% contro il 47,3-47,9% della coalizione di governo. Decisamente inferiore la suspense per il rinnovo della Duma di Stato russa (18-20 settembre): si prevede che il partito dell'autocratico presidente Vladimir Putin, Russia Unita, ottenga una maggioranza schiacciante. Del resto, la natura puramente formale delle elezioni russe e la mancanza di opposizione liberale o indipendente non fanno presagire grandi cambiamenti politici a Mosca.  Il 3 ottobre invece tocca alla Lettonia, dove in testa nei sondaggi c'è la civica Lista unita al 22-23% circa, ma cresce con forza il partito populista ed euroscettico "Lettonia al primo posto", che punta a diventare la seconda forza del Paese raddoppiando i consensi rispetto al 2022. Inoltre, dopo il trionfo di Rumen Radev e della sua coalizione Bulgaria Progressista alle politiche anticipate di aprile, il 25 ottobre la Bulgaria torna alle urne per eleggere il nuovo capo dello Stato. I sondaggi prevedono una facile vittoria dell'ex vicepresidente di Radev e attuale presidente ad interim, Iliana Iotova, che attirerebbe circa la metà dei consensi, mentre i partiti filoeuropei si contendono il ruolo di sfidante.  Fuori dall'Ue, altre due elezioni avranno impatti ben al di fuori dei confini nazionali. Il 27 ottobre gli israeliani voteranno per la Knesset, in quello che viene descritto come un referendum sull'operato di Benyamin Netanyahu dopo il 7 ottobre 2023. I sondaggi più recenti danno l'opposizione, riunita attorno all'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, in vantaggio sul blocco del premier: le stime oscillano tra 56 e 59 seggi per i partiti sionisti d'opposizione contro 49-50 per la coalizione Netanyahu-Ben Gvir-Smotrich, con i partiti arabi come ago della bilancia. Un sondaggio Channel 12 dà inoltre Eisenkot in vantaggio su Netanyahu come premier preferito, 44% a 34%. Il 3 novembre si terranno negli Stati Uniti le elezioni di metà mandato. Le medie dei sondaggi indicano i democratici in vantaggio di circa 6-8 punti sul voto generico e favoriti per la conquista della Camera, con probabilità stimate tra l'83% e l'87% dai principali modelli previsionali. Al Senato, dove i repubblicani partono da un vantaggio più solido (53 a 47, contando anche gli indipendenti allineati ai dem), la sfida resta invece aperta, con alcuni Stati, tra cui Ohio, Iowa e Alaska, considerati in bilico. In una gara elettorale spesso percepita come un referendum sul presidente in carica, l'approvazione per Donald Trump è scivolata sotto al 40%, un dato che storicamente anticipa perdite per il partito del leader.  Tornando in Ue, il voto per il parlamento estone (Riigikogu) è fissato al 7 marzo 2027. I sondaggi più recenti danno in testa i conservatori di Isamaa al 24-26%, seguiti dal centrista Keskerakond (19-21%) e dai socialdemocratici di Sde, in netta risalita fino al 15-19%. Il partito di governo, i liberali di Reformierakond, è invece in caduta libera, sceso al 12-14% dal 31% delle ultime elezioni, dato che segnala un possibile ribaltamento della maggioranza. La destra nazionalista ed euroscettica di Ekre appare stabile tra l'11% e il 13%, pienamente in corsa per un ruolo di governo in caso di coalizione con Isamaa.   Successivamente, dal 18 aprile, la Francia sceglierà il successore di Emmanuel Macron in un voto che si rivelerà decisivo per gli equilibri dell'Ue. Marine Le Pen, leader nazionalista ed euroscettica del Rassemblement National, è data in testa al primo turno tra il 33% e il 36% delle intenzioni di voto, con un margine di 15-20 punti sugli avversari, e risulterebbe vincente in tutte le simulazioni di ballottaggio (che si terrà il 2 maggio) testate finora. L'ex premier centrista Édouard Philippe è il candidato moderato meglio posizionato, tra il 14,5% e il 16,5%, mentre a sinistra Jean-Luc Mélenchon si attesta intorno al 14-15%. Contestualmente si terranno anche le elezioni parlamentari finlandesi, fissate per il 18 aprile 2027. I sondaggi danno l'opposizione di centrosinistra Sdp prima al 22,6%, ma il vero dato politico è il testa a testa che si apre alle sue spalle, con i conservatori del Kokoomus, che esprimono il premier Petteri Orpo, sceso al 17%, e i nazionalisti dei Veri Finlandesi saliti a portata di tiro, sopra il 16%. La coalizione di governo è fortemente logorata (solo il 2% vorrebbe vederla proseguire), mentre i Veri Finlandesi, già al potere, continuano comunque a crescere di mese in mese. Entro fine luglio 2027 si vota anche in Grecia, dove la Nuova Democrazia del premier Kyriakos Mitsotakis è data in forte calo al 29,1% (-11,5 punti rispetto al 2023), insidiata sia dalla nuova sinistra radicale Elas al 15,5%, sia dalla destra nazionalista di "Soluzione Greca" al 9,4%. In Spagna, dove gli aventi diritto dovranno andare alle urne entro fine agosto, i sondaggi più recenti registrano per la prima volta il blocco del Partito popolare e dell'estrema destra di Vox superare il 50% delle intenzioni di voto nazionali, una soglia che si tradurrebbe in una maggioranza assoluta, ampiamente superiore ai 176 seggi necessari.  In autunno (entro inizio novembre) tocca alla Polonia, dove per ora la Coalizione Civica di Donald Tusk resta la prima forza tra il 27% e il 33%, ma deve fare i conti con l'erosione interna e con un blocco di destra composto dai nazionalisti di Diritto e Giustizia e da due partiti ancora più a destra, Confederazione e la Confederazione della Corona Polacca di Grzegorz Braun, che nelle proiezioni più recenti supererebbe il 47% dei voti, a un passo dalla maggioranza dei seggi nella Sejm. Infine, l'ultima elezione europea prevista per il 2027 vede un testa a testa tra i più incerti della mappa in Slovacchia. Gli ultimi sondaggi danno il partito di opposizione liberal-progressista Slovacchia Progressista al 18-19%, appena davanti allo Smer-Sd del premier populista e filorusso Robert Fico, fermo al 17,5-19%. Il vero elemento di instabilità è però Republika, partito di estrema destra guidato da Milan Uhrík (ex esponente del gruppo ultranazionalista Ľsns), stabile in terza posizione al 10%-13% e in grado di condizionare pesantemente qualunque maggioranza di governo.  
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