(Adnkronos) –
Il caldo record dell’estate 2026 sta per finire. La lunga fase subtropicale che ha dominato l’Italia nelle ultime settimane è ormai agli sgoccioli: una perturbazione atlantica è pronta a riportare aria più fresca, con un calo delle temperature fino a 8 gradi e il ritorno di temporali e piogge. Il cambiamento inizierà già nelle prossime ore al Nord-Ovest e si estenderà progressivamente al resto d’Italia nei giorni successivi. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che oggi, martedì 8 settembre, rappresenterà l'ultima vera resistenza canicolare: al Nord si toccheranno ancora punte di 35°C, mentre al Centro-Sud i termometri segneranno picchi di 36-37°C. L'esempio perfetto di questo imminente sbalzo sarà Milano: dai 33°C di martedì, la città scenderà a soli 26°C mercoledì.
Entro il fine settimana tutta l'Italia tornerà a respirare con massime ovunque sui 28-30°C, un valore che solo poche settimane fa rappresentava la temperatura minima notturna in Sardegna, Sicilia e lungo le coste tirreniche. Questa nuova configurazione atmosferica porterà però con sé il rischio di precipitazioni intense: l'impatto dell'aria fresca atlantica su un territorio che registra ancora un'anomalia termica di +7°C, unito a mari italiani più caldi di 4°C rispetto alla media settembrina, fornirà un'enorme quantità di energia per lo sviluppo di rovesci e temporali di forte intensità. Le piogge inizieranno già dalla sera di martedì tra Liguria di Levante, Lombardia e Alpi. Mercoledì e giovedì la perturbazione coinvolgerà in modo più intenso e diffuso il resto del Nord, estendendosi venerdì alle regioni centrali. In questa prima fase, il Sud Italia sarà perlopiù risparmiato dai fenomeni più abbondanti, poi dal weekend il peggioramento interesserà anche il meridione. Ma dopo le piogge e il calo termico, cosa succederà? Tornerà il gran caldo? Al momento, i modelli indicano che non avremo una tregua passeggera, ma una rinfrescata duratura: sebbene le proiezioni non escludano qualche punta simil-estiva al Meridione fino a metà mese, potremo iniziare a mettere via i ventilatori. Torneremo a dormire sereni, spegneremo l'aria condizionata e potremo spalancare le finestre a tutte le ore, ritrovando una normalità atmosferica che attendevamo ininterrottamente da quasi quattro mesi.
NEL DETTAGLIO
Martedì 8. Al Nord: sole e caldo; qualche rovescio sulle Alpi e in tarda serata fin verso le pianure occidentali e poi del Triveneto. Al Centro: soleggiato con rovesci sull’Appennino. Al Sud: sole e caldo.
Mercoledì 9. Al Nord: instabile con piogge e temporali. Al Centro: rovesci e temporali nell’interno e in Toscana, meglio altrove. Al Sud: sole prevalente, instabilità sui rilievi.
Giovedì 10. Al Nord: instabile con piogge e temporali. Al Centro: rovesci e temporali. Al Sud: ultimo giorno di stabilità atmosferica.
Tendenza: perturbazione in spostamento verso Sud e calo termico generale.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Meteo, quando finisce il caldo record 2026: temperature giù di 8 gradi e temporali in arrivo
Il Canada sfida Trump: scattano i dazi contro gli Usa
(Adnkronos) – La guerra commerciale tra Canada e Stati Uniti torna a infiammarsi. Da oggi, martedì 8 settembre, sono entrati in vigore i nuovi dazi canadesi su circa 20 miliardi di dollari di beni importati dagli Stati Uniti, una risposta diretta alle tariffe introdotte dall'amministrazione di Donald Trump. Le nuove misure prevedono aliquote del 15%, 25% e 50% e interessano circa 700 prodotti, tra cui acciaio, latticini, elettrodomestici, abbigliamento, cosmetici, apparecchiature elettroniche e attrezzature agricole. Mentre sono stati rimossi alcuni prodotti ittici dall'elenco iniziale. Ottawa ha scelto una strategia di risposta "dollaro per dollaro", cercando di replicare l'impatto delle misure americane. Il primo ministro canadese Mark Carney ha trasformato la disputa commerciale in una questione che va oltre i semplici dazi. Secondo il governo di Ottawa, le richieste americane rischiano di mettere sotto pressione alcuni dei settori industriali più importanti del Paese e di limitare la capacità del Canada di decidere autonomamente la propria politica economica. I negoziati tra Ottawa e Washington si sono interrotti ad agosto dopo che il governo canadese ha ritenuto le nuove condizioni americane troppo onerose e incompatibili con gli interessi nazionali. Carney ha ribadito che il Canada non è disposto a sacrificare la propria sovranità, la propria cultura o gli interessi delle industrie strategiche per raggiungere un accordo. La risposta di Donald Trump non si è limitata ai dazi. Il presidente americano ha minacciato di impedire alla canadese Bombardier di vendere i propri aerei negli Stati Uniti se l'azienda non aumenterà la produzione sul territorio americano. Il presidente americano sostiene che, se le aziende canadesi vogliono continuare ad avere accesso al mercato statunitense, dovrebbero aumentare la produzione direttamente negli Usa.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Affitti brevi nel mirino dell’Ue, arriva l’Affordable Housing Act
ROMA (ITALPRESS) – Bruxelles si prepara a presentare l’Affordable Housing Act, un regolamento che darebbe ai Comuni europei il potere di limitare gli affitti brevi nelle aree di “stress abitativo”. Una norma, scrive idealista News in un articolo sul tema, che “penalizzerebbe l’Italia a causa dei parametri imposti, che potrebbero colpire quasi tutte le destinazioni turistiche a prescindere dal reale peso delle locazioni brevi, che rappresentano appena l’1,3% del patrimonio immobiliare. A rischio mezzo milione di famiglie e l’intero indotto del settore”. Operatori e associazioni di categoria chiedono di correggere i parametri e di subordinare qualsiasi restrizione ai privati alla previa valorizzazione del patrimonio pubblico sfitto.
Nei prossimi giorni – probabilmente il 9 settembre – Dan Jorgensen, Commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, dovrebbe presentare l’Affordable Housing Act, un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale. Il testo darebbe alle autorità locali – nazionali, regionali e comunali – una procedura comune per limitare gli affitti brevi e l’acquisto o l’uso di immobili non adibiti a prima residenza nelle cosiddette “aree di stress abitativo”.
Il cuore del meccanismo è un parametro definito dall’articolo 6: un’area è considerata in stress abitativo se il rapporto tra il prezzo medio degli immobili e il reddito medio dei residenti è pari o superiore a 8, in crescita da almeno 10 anni e senza prospettive di miglioramento nei successivi tre. Superata questa soglia, i sindaci avrebbero facoltà di introdurre restrizioni alle locazioni brevi nel proprio territorio, anche a scala sub-comunale – quartieri, centri storici, singoli distretti. L’adozione definitiva, attraverso la procedura legislativa ordinaria che coinvolge Parlamento europeo e Consiglio, non è attesa prima del 2028.
Il punto più critico, secondo la nota tecnica del presidente di AIGAB Marco Celani, è che il parametro appare oggettivo ma non tiene conto delle profonde specificità italiane. In Italia il reddito ai fini IRPEF è individuale, non familiare come in altri Paesi europei, e i redditi medi dichiarati sono storicamente bassi. Il risultato è che la soglia di 8 verrebbe superata in quasi tutte le principali destinazioni turistiche e nei centri storici italiani, a prescindere dal reale peso degli affitti brevi sul mercato locale.
Eppure i numeri raccontano un’altra storia: gli affitti brevi rappresentano appena l’1,3% del patrimonio immobiliare italiano, a fronte di 9,6 milioni di case vuote su 25,2 milioni di abitazioni totali. Nelle grandi città lo sfitto si attesta tra il 15 e il 20%, mentre gli affitti brevi, anche nei momenti di picco, non superano il 5%. “Come può esserci stress abitativo dovuto agli affitti brevi dove questi pesano l’1,3% a fronte del 29% di abitazioni vuote?”, si chiede Celani.
A questo si aggiunge un problema di dati: la fonte ufficiale indicata dal Regolamento per i valori immobiliari – Mapadomo – non è pubblica e copre solo l’intera area comunale. Le restrizioni, tuttavia, potrebbero essere applicate a scala sub-comunale sulla base di studi scelti localmente, senza standard metodologici condivisi. Di fatto, osserva AIGAB, “i sindaci potrebbero limitare gli affitti brevi facendo riferimento a studi selezionati in base al risultato già preferito dall’amministrazione”.
Le potenziali ricadute sull’Italia sono rilevanti. Mezzo milione di famiglie ha investito nelle locazioni brevi e potrebbe vedersi ridotta una fonte di reddito o spinta verso il sommerso. L’intero ecosistema collegato – property manager, società di pulizie, servizi agli immobili, piattaforme software, indotto delle case vacanze – rischierebbe un colpo difficilmente recuperabile. Sul piano macroeconomico, una contrazione dell’offerta di posti letto turistici avvantaggerebbe altri Paesi europei, con effetti negativi sul turismo e sulla bilancia dei pagamenti.
C’è poi un effetto potenzialmente depressivo sull’intero comparto immobiliare, sottolinea idealista News: “in molte aree del Paese il valore degli immobili è sostenuto dalla loro capacità di produrre reddito. Se gli affitti brevi venissero limitati, quelle proprietà avrebbero valore solo per chi le abita come prima casa – una domanda che in larga parte del territorio nazionale è insufficiente”.
Un ulteriore nodo riguarda la proporzionalità: il meccanismo previsto dall’articolo 10 non include alcun obbligo per le amministrazioni di verificare preventivamente l’entità dello sfitto locale nè di valorizzare il patrimonio pubblico inutilizzato prima di limitare quello privato. Nonostante la Commissione stimi che circa il 20% delle abitazioni UE sia inutilizzato, questo dato non entra in alcun modo nella valutazione.
Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e CEO di Apartments Florence, mette in guardia dal rischio di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato: “Il problema della casa è reale, ma non si risolve stabilendo per legge come un proprietario debba utilizzare il proprio immobile. Pensare che vietando una destinazione d’uso un immobile diventi automaticamente un affitto residenziale è un errore”.
L’esempio di Firenze – città che ha già adottato misure restrittive sulle locazioni turistiche – è emblematico: “Agli immobili ai quali viene tolta la possibilità di essere destinati alle locazioni turistiche non corrisponde necessariamente una domanda sufficiente di affitto lungo periodo. Il risultato può essere che quelle case rimangano vuote o vengano vendute. Se non c’è convenienza a investire nel mercato immobiliare, non investirà quel proprietario e non investiranno altri”.
La proposta alternativa del settore punta su tutele contro la morosità, incentivi fiscali, certezza delle regole, recupero degli immobili sfitti e più edilizia sociale, oltre a interventi strutturali su salari e potere d’acquisto: “La casa disponibile non si crea con un divieto: si crea aumentando l’offerta e rendendo sostenibile l’investimento”.
Più netto Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: “La bozza di regolamento UE sulla casa è inaccettabile. Si tratta di un testo gravemente lesivo della libertà contrattuale e del diritto di proprietà, che arriva persino a consentire limitazioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale. E’ un esercizio di dirigismo in purezza, predisposto da funzionari lontani dalla realtà, che confidiamo non veda mai la luce”.
Il settore non si limita a criticare ma avanza richieste concrete. AIGAB chiede di correggere il parametro di riferimento – alzando la soglia da 8 ad almeno 12 o introducendo un fattore di aggiustamento basato su dati Istat e Banca d’Italia – e di sostituire Mapadomo con una fonte pubblica e verificabile per i prezzi immobiliari. Sul piano probatorio, la proposta è di innalzare l’onere della prova a un effetto “significativo e prevalente” degli affitti brevi rispetto agli altri fattori di domanda, rendendo necessario dimostrare il nesso causale tra locazioni brevi e aumento dei prezzi, anzichè darlo per scontato.
Si chiede inoltre di rendere vincolante la verifica preventiva del tasso di sfitto come condizione di proporzionalità: nessuna restrizione ai privati dovrebbe essere possibile finchè il patrimonio pubblico inutilizzato non viene prima mobilizzato. Infine, AIGAB chiede il riconoscimento esplicito della figura del property manager professionale già registrato con CIN, per evitare che il criterio di “scala commerciale” previsto dall’articolo 10 penalizzi indiscriminatamente gli operatori conformi che hanno effettuato investimenti nel settore.
L’iter è ancora lungo, e le ordinanze già in vigore a Firenze, Venezia, Bologna, Roma, Napoli e Rimini restano valide nel frattempo. Ma il segnale che arriva da Bruxelles è chiaro, e il settore è già in moto per farsi sentire prima che il testo diventi definitivo.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Emma Bonino ricoverata, notte tranquilla in terapia intensiva: atteso il bollettino medico
(Adnkronos) – Notte tranquilla per Emma Bonino. La storica leader radicale da ieri pomeriggio è ricoverata nel reparto di Terapia intensiva del Santo Spirito di Roma, dove i medici stanno monitorando le sue condizioni dopo la crisi respiratoria che ha reso necessario il ricovero. "E' in corso la misurazione dei parametri dopo la notte" fanno sapere all'Adnkronos dal suo staff, sottolineando che "la situazione resta tranquilla" e che "in mattinata verrà emesso un bollettino medico ufficiale". Bonino era arrivata al pronto soccorso del Santo Spirito intorno alle 18 di ieri, trasportata in ambulanza a seguito di una crisi respiratoria. Dopo circa due ore, intorno alle 20, i sanitari avevano deciso di trasferirla in Terapia intensiva per tenere sotto stretto controllo i suoi parametri. "E' vigile e lucida", aveva spiegato il medico curante Claudio Santini, in costante contatto con l'ospedale romano. Nelle ore successive, il medico curante Claudio Santini aveva invitato alla massima cautela rispetto alle numerose indiscrezioni circolate sulle condizioni di Bonino: "In queste ore stanno uscendo notizie incontrollate di tutti i tipi: condizioni critiche, terapia intensiva e altro", ha detto parlando con Adnkronos. "Nel rispetto della privacy di Emma Bonino e della sua famiglia – ha spiegato – abbiamo deciso che le uniche informazioni sul suo stato di salute saranno diramate dalla sua segreteria personale attraverso dei bollettini realizzati sulla base di quanto verificato dai medici che l'hanno in cura e in raccordo con me". Già nel 2025 la leader di +Europa, a cui nel 2015 è stato diagnosticato un tumore da cui è guarita nell'ottobre del 2023, era stata ricoverata in terapia intensiva nello stesso ospedale, sempre per una insufficienza respiratoria. Stabilizzata, il giorno dopo fu trasferita al San Filippo Neri da dove fu dimessa dopo una settimana.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Immense 2026: con Anir Confindustria il confronto sulla grande ristorazione italiana
(Adnkronos) – Partire dalla ristorazione collettiva per leggere una componente più ampia della ristorazione italiana: la Grande Ristorazione. Un sistema nel quale organizzazione, lavoro, programmazione, logistica e continuità del servizio assumono una dimensione industriale per garantire ogni giorno pasti su larga scala alla collettività. E' il nuovo percorso che Anir Confindustria avvia con Immense 2026, in programma martedì 15 settembre all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, con il patrocinio della Regione Lazio. Giunto alla quinta edizione, Immense ha costruito negli anni uno spazio di confronto sui temi della ristorazione collettiva e sul valore pubblico dei servizi alimentari rivolti alle comunità. L’edizione 2026 apre una fase nuova e pone al centro la grande ristorazione italiana. Il perimetro parte dall’esperienza delle imprese attive ogni giorno nelle scuole, negli ospedali, nelle strutture assistenziali e nei luoghi di lavoro e si estende alle attività nelle quali la preparazione e la somministrazione dei pasti richiedono un’organizzazione complessa, un impiego strutturato di personale e continuità operativa, come il catering contrattuale e continuativo nei trasporti e nei grandi hub, oltre ai servizi di ristorazione per grandi eventi.
L’obiettivo è costruire una conoscenza di sistema più precisa di questa componente della ristorazione italiana, definirne progressivamente il perimetro, misurarne il peso economico e occupazionale, analizzare la struttura delle imprese e il rapporto con le filiere e individuare le questioni che richiedono politiche e strumenti precisi. I dati sul perimetro e sul peso economico del comparto saranno presentati e approfonditi durante l’evento. "In cinque edizioni – dichiara Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria – Immense ha costruito uno spazio stabile di confronto per la ristorazione collettiva e per il cibo pubblico. Quest’anno compiamo un passaggio ulteriore. Partiamo dall’esperienza delle imprese del settore per portare all’attenzione delle istituzioni e del mercato il comparto della grande ristorazione italiana, la sua capacità organizzativa e il contributo che può offrire alla crescita del Paese".
Il programma di Immense affronterà alcune delle condizioni che incidono direttamente sulla qualità e sulla continuità dei servizi di ristorazione. Il lavoro sarà uno dei temi centrali. 'Pasto giusto, lavoro giusto' metterà in relazione professionalità, organizzazione e qualità del pasto, affrontando anche gli effetti della compressione dei costi in un settore ad alta intensità di manodopera. Sul fronte degli appalti pubblici, il confronto partirà dalla progettazione delle gare per arrivare all’esecuzione dei contratti, con particolare attenzione al rapporto tra prezzo e qualità, alla revisione ordinaria dei prezzi e alla misurazione dei risultati. Lo sguardo sarà esteso alle politiche europee che incidono sul procurement e sui servizi industriali. Alla vigilia dei dieci anni dall’entrata in vigore della legge 166 del 2016, uno spazio sarà dedicato alla prevenzione dello spreco alimentare, dalla programmazione dei servizi alla misurazione degli scarti e al recupero delle eccedenze. Immense ospiterà inoltre un approfondimento su Restacove, il progetto cofinanziato dall’Unione europea di cui Anir Confindustria è partner. Diciotto organizzazioni di sei Paesi stanno lavorando alla costruzione di nuovi percorsi formativi per il food service europeo, con particolare attenzione alle micro-credenziali, alla formazione sul lavoro e alla riconoscibilità dei profili professionali.
La quinta edizione dedicherà uno spazio al ruolo del cibo negli scenari geopolitici contemporanei. Il focus 'Cibo e pace' metterà a confronto voci autorevoli sul rapporto tra accesso alle risorse alimentari, vita delle comunità e costruzione della pace. "Dare voce a tutta la filiera della grande ristorazione – spiega Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria e ideatore di Immense – apre una nuova fase per Anir. Vogliamo definire e rappresentare questo comparto nel grande mondo della ristorazione italiana. Pensiamo che abbia bisogno di politiche e riferimenti specifici che amplino quelli della ristorazione collettiva e coinvolgano un sistema di imprese molto ampio".
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Alessandro Di Battista, come sta dopo l’operazione: è sedato e in terapia intensiva
(Adnkronos) – Alessandro Di Battista resta ricoverato in terapia intensiva all’Avana, dopo l’intervento chirurgico d’urgenza al quale è stato sottoposto il 5 settembre. L’operazione, secondo le informazioni raccolte nelle ultime ore, sarebbe riuscita e arrivano segnali di prudente ottimismo, ma resta necessario attendere l’evoluzione del decorso post-operatorio. Come riferiscono i giornali, Di Battista è sedato e in terapia intensiva, come previsto dalla prassi in questo tipo di interventi. Al momento, dunque, non è possibile stabilire quando potrà tornare in Italia: il rientro, che era stato programmato con un’aeroambulanza, è stato rinviato e tutto dipenderà dal decorso post-operatorio e da come evolverà il quadro clinico dell’ex parlamentare. Secondo alcune fonti, inoltre, i tempi potrebbero essere tutt’altro che brevi: Di Battista potrebbe infatti restare ricoverato a Cuba per almeno le prossime quattro settimane, arrivando quindi a circa 30 giorni di permanenza dopo l’operazione. Si tratta, tuttavia, di una previsione e non di una data fissata per il rientro, che potrà essere valutato soltanto sulla base delle sue condizioni cliniche.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Champions League, oggi Real Madrid-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv
(Adnkronos) – L'Inter fa il suo esordio in Champions League. Oggi, martedì 8 settembre, i nerazzurri sfidano il Real Madrid al Bernabeu – in diretta tv e streaming – nella prima giornata della massima competizione europea. L'Inter arriva al match dopo la vittoria in rimonta contro il Napoli, battuto per 3-2 a San Siro, mentre il Real Madrid di Mourinho è stato battuto dal Betis Siviglia per 1-0 in trasferta nell'ultimo turno di Liga. Il match tra Real Madrid e Inter è in programma oggi, martedì 8 settembre, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni:
Real Madrid (4-2-3-1): Courtois; Dumfries, Konaté, Huijsen, Cucurella; Valverde, Bellingham; Diomande, Brahim Diaz, Vinicius Jr; Mbappé. All. Mourinho.
Inter (3-5-2): J. Martinez; Bisseck, Stones, Bastoni; Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram. All. Chivu. Real Madrid-Inter sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà seguire anche in streaming su SkyGo e su NOW.
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Temptation Island e poi, la delusione di Sara e i dubbi di Danilo: cosa è successo ieri sera
(Adnkronos) –
Nuovi colpi di scena nello speciale di 'Temptation Island e poi… e poi…'. Nella puntata di oggi, la prima delle due previste – la seconda e ultima andrà in onda lunedì prossimo – le coppie arrivate davanti a Filippo Bisciglia per un nuovo confronto sono state quelle di Sabrina e Giovanni, Sara e Gabriele, Bernadette e Diamante, Francesca e Danilo. Sabrina e Giovanni avevano deciso di prendere due strade diverse durante l'ultimo falò di confronto, una decisione confermata anche nella puntata speciale 'un mese dopo'. Nel corso dello speciale di questa sera, Sabrina ha rivolto nuovamente le sue scuse all'ex fidanzato: "Ti chiedo scusa perché mi rendo conto che ti ho trattato malissimo, mi sento in colpa", ha detto la giovane, cercando di trattenere le lacrime. Sabrina ha ammesso di aver cercato più volte un confronto lontano dalle telecamere, senza però riuscire a ottenerlo. Giovani è rimasto fermo sulla sua decisione: "Io le auguro tutto il bene del mondo, però ho messo davanti la mia persona, la mia felicità, la mia famiglia e il mio lavoro". Poi però Sabrina ha svelato un nuovo retroscena che ha cambiato le carte in tavola. La giovane sarebbe entrata in possesso di una vecchia chat tra Giovanni e una ragazza, risalente al periodo in cui i due erano ancora una coppia. La rivelazione ha fatto infuriare il giovane, che ha perso il controllo durante il confronto. Tanto da spingere Filippo Bisciglia a intervenire per riportare la situazione alla calma: "Ti devi calmare, stai sbagliando, ti stai agitando troppo". Dopo averla accusata di dare troppo attenzione ai social e poco alla realtà, si è concluso il falò esattamente come era cominciato: Sabrina e Giovanni tornano a casa separati. Quello tra Gabriele e Sara è stato invece un confronto fatto da accuse reciproche e momenti di forte tensione. A chiedere di incontrare l'ex fidanzato è stata Sara, che non ha gradito alcune dichiarazioni rilasciate da Gabriele nel corso dell'ultima puntata. La giovane sarebbe rimasta "scioccata" perché quello che è accaduto non è quello che ha riportato l'ex fidanzato. Sara ha accusato Gabriele di aver "rinnegato i suoi sentimenti" e soprattutto di aver provato a tutti costi di apparire come quello "forte" della coppia. Da lì è cominciato un botta e risposta: Sara lo accusa di lanciarle frecciatine attraverso i social, Gabriele invece afferma di aver voltato totalmente pagina. "Adesso mi è indifferente", ha ammesso lui senza pensarci due volte. "Mi hai rotto. Siamo stati insieme sette anni, io da te volevo dei figli. Io stavo con te per stare con te ed è normale che dopo sette anni ti chiedo di parlare e di vederci, perché non è normale lasciarsi sul tronco di un programma". Queste le dichiarazioni di Sara, visibilmente delusa per il modo in cui si è conclusa la loro storia d'amore. Tutto procede a gonfie vele per Diamante e Bernadette che dopo l'esperienza a Temptation Island sono pronti a convolare a nozze. I preparativi per il matrimonio sono ancora agli inizi, ma la coppia guarda già al futuro. Durante il confronto, Filippo Bisciglia e la redazione hanno deciso di fare una sorpresa speciale: un viaggio di nozze. Francesca ha cambiato pagina. Dopo la decisione di Danilo di mettere fine alla relazione, a causa delle chat trovate con il single Marco, Francesca è andata avanti e ha bloccato Danilo sui social. Nel confronto di oggi, lei non torna indietro e rimane ferma sulla sua decisione: "Non c'è nessun altro nella mia vita. L'amore però può finire". Un cambiamento repentino che però non convince Danilo: "È cambiata lei come persona, non sono solo io a dirlo".
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
‘Porta a Porta’, al via da stasera su Rai1: Vespa apre con Germania, governo Meloni e campo largo
(Adnkronos) –
Bruno Vespa riapre il salotto di 'Porta a Porta'. Dalla vittoria dell'estrema destra in Sassonia ai quattro anni del governo Meloni passando per un approfondimento sulla partita aperta nel campo largo. Un nuovo inizio che prenderà il via da stasera su Rai1 in seconda serata con i consueti appuntamenti fissati dal martedì al giovedì. "Cerchiamo di rinnovarci nella continuità", ha detto il conduttore durante la presentazione della trasmissione e di'Cinque Minuti', che prenderà invece il via dal 21 settembre dopo il Tg1. "L'anno scorso – ha ricordato Vespa – 'Porta a Porta' ha chiuso con il 9,40% di share, quasi un punto in più dell'anno precedente. 'Cinque Minuti' ha chiuso al 21%, 2 punti e qualcosa meno dell'anno precedente. Bisogna tenere conto, però, che fino all'anno precedente, avevamo conto 'Striscia La Notizia' che faceva più di 10 punti meno de 'La Ruota della Fortuna", il programma condotto da Gerry Scotti campione di ascolti nella stagione televisiva scorsa. "Avremo una effervescente stagione politica – ha affermato Vespa – alla quale noi ci avvicineremo con il nostro consueto pluralismo. Basti notare che a 'Porta a Porta' Fratelli d'Italia e il Partito Democratico hanno avuto entrambi 43 presenze con 2 defezioni del Pd. Il governo ha avuto 9 presenze, l'opposizione 108, la maggioranza 102". Quanto invece a 'Cinque Minuti', Vespa ha ricordato che "il Pd ha avuto 14 presenze, il governo è stato presente 34 volte, 12 volte soltanto tra Tajani e Crosetto per le guerre; 28 presenze della maggioranza, 22 presenze l'opposizione". 'Porta a Porta' seguirà la cronaca affrontando temi di politica interna e internazionale, seguendo gli sviluppi delle guerre ai confini dell'Europa. Ma, come sempre, ci sarà spazio anche per la cronaca, l'attualità, il costume e gli stili di vita. Da parte sua, invece, 'Cinque Minuti' proseguirà nel solco già tracciato con interviste a personaggi politici e non solo. "Ci sono programmi televisivi che entrano nella storia della televisione, e altri che finiscono per far parte della storia del Paese. 'Porta a Porta' appartiene senza dubbio a questa seconda categoria", ha chiosato il direttore Approfondimento Rai Paolo Corsini che si è soffermato anche su 'Cinque Minuti': "'Cinque Minuti' possono non bastare per fare spettacolo, ma sono perfetti per fare informazione. È quasi un tweet televisivo, ma con profondità e densità".
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Vuelta di Spagna, oggi 16esima tappa: orario, percorso e dove vederla
(Adnkronos) – Torna la Vuelta di Spagna 2026. Oggi, martedì 8 settembre, la corsa a tappe spagnola metterà di fronte ai ciclisti la 16esima frazione, la Cortegana-La Rábida, Palos de la Frontera di 181,1 chilometri. La frazione prevede una prima parte ondulata con i corridori che affrontano numerosi saliscendi e una seconda totalmente pianeggiante. Non sono previsti Gpm che assegnano punti per la conquista della maglia a pois. Qual è il percorso della tappa 16 della Vuelta? La frazione odierna misura 181,1 chilometri e non presenta particolari difficoltà altimetriche. Dopo la partenza da Cortegana, i corridori affronteranno una salita breve prima di arrivare a Fuenteheridos al chilometro 22. Dopodiché scenderanno passando per Aracena e proseguiranno verso le miniere di Riotinto. Al chilometro 111 inizia la parte più pianeggiante della giornata, con lo sprint intermedio a Villarrasa al chilometro 114,5 della tappa. Dopo una breve salita e una successiva discesa a Lucena del Puerto, i corridori affronteranno la parte finale della tappa su un terreno ondulato che passerà per Moguer e Palos de la Frontera prima di un possibile arrivo in volata a La Rábida. La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels). La 16esima tappa partirà alle 13.05 e finirà intorno alle 17.30.
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)