MILANO (ITALPRESS) – Tensioni geopolitiche, mercati energetici volatili, bollette che possono risentirne: in uno scenario di crescente incertezza, la casa è diventata uno dei luoghi in cui si decide la transizione energetica, perchè è lì che le famiglie misurano la propria consapevolezza delle scelte energetiche e i possibili impatti sul bilancio familiare e sul potenziale contributo all’ambiente. Più efficiente, capace di produrre la propria energia e sempre più intelligente: per le famiglie italiane, infatti, la casa del futuro ha un profilo ben definito. Pur in un contesto che lascia immaginare un bisogno di energia crescente nelle nostre case, legato ad un sostanziale aumento delle esigenze di raffrescamento e all’elettrificazione sempre maggiore, guardando ai prossimi anni, il 47% la immagina con consumi energetici più contenuti di quelli attuali, il 40% in grado di produrre e accumulare energia e il 25% connessa e smart, per gestire i consumi con maggiore autonomia. Soluzioni disponibili e che gli italiani sembrano sempre più propensi ad adottare nello spazio domestico. Efficienza e indipendenza energetica diventano così i tratti distintivi dell’abitazione. A spingere in questa direzione le preoccupazioni legate al costo dell’energia, che riguardano tre italiani su quattro (76%) e che portano sempre più famiglie a guardare all’autoproduzione come a un modo per tenere la spesa sotto controllo. E i numeri lo confermano: le famiglie con fotovoltaico prelevano dalla rete in media il 75% in meno di quelle senza impianto, e un kWh prodotto e consumato in casa vale circa tre volte uno ceduto alla rete. Il 63% di chi non ha un impianto fotovoltaico vorrebbe installarlo e il 35% prevede di farlo nei prossimi tre anni, mentre il 42% vorrebbe una batteria di accumulo e quasi il 40% una pompa di calore. Un potenziale che resta tuttavia in gran parte inespresso: oltre l’84% degli edifici italiani è ancora privo di pannelli. Sono alcune delle evidenze principali della ricerca “La Casa del Futuro: come sta cambiando il rapporto degli italiani con l’energia domestica”, realizzata da TEHA Group per Pulsee Luce e Gas, società per le utenze domestiche di Axpo Italia, e presentata oggi a Milano nel corso dell’evento “L’energia di domani parte dalla casa: sfide, consumi e scenari futuri”. Un momento di confronto durante il quale si sono delineate le sfide della transizione energetica domestica e sono state presentate soluzioni già disponibili e accessibili per rendere i consumatori sempre più “prosumer”.
Secondo lo studio TEHA, il risparmio economico è la prima motivazione per produrre energia in casa, indicata dal 66% degli intervistati, seguita dalla possibilità di non sprecare una risorsa disponibile come il sole (38%) e dalla riduzione dell’impatto ambientale (33%).
Tra il desiderio e la decisione, però, resta un ostacolo: il peso dell’investimento iniziale, indicato come il principale freno all’adozione di soluzioni per rendere la casa più efficiente. Che cosa potrebbe sbloccare la scelta? Per il 52% di chi non ha ancora soluzioni di autoproduzione, serve la certezza di risparmiare in bolletta, seguita da incentivi pubblici stabili nel tempo (44%) e dalla semplicità di gestione e manutenzione (43%). Quanto al tipo di sostegno, gli italiani chiedono soprattutto un aiuto economico immediato: il 48% si aspetta bonus, contributi diretti o agevolazioni fiscali, mentre solo il 24% guarda a prestiti agevolati o garanzie pubbliche. E il 42% chiede meno burocrazia, ma proprio su questo tema emerge un divario generazionale netto: la richiesta di procedure più snelle sale al 53% tra i Boomers, oltre il doppio rispetto alla Gen Z, dove si ferma a uno su quattro.
Diffusa l’aspirazione a una casa più autonoma: quasi sette italiani su dieci (68%) si dichiarano aperti all’indipendenza energetica. A guidare la tendenza sono i Millennial, giovani e spesso con una famiglia in crescita: quasi uno su tre punta a rendere più efficienti i consumi energetici di casa. Una sensibilità che cambia anche il modo di immaginare la casa del futuro, vista come uno spazio da trasformare e adattare nel tempo. Tra chi è aperto all’indipendenza energetica, solo l’8% pensa che la propria abitazione resterà invariata nei prossimi 15 anni, contro il 28% di chi è meno interessato al tema, e l’82% che guarda a sistemi aperti e modulari per monitorare e gestire i consumi in autonomia.
Soluzioni in larga parte già disponibili con un ecosistema come Casa Futura di Pulsee Luce e Gas, pensato per rendere i consumi più consapevoli e le abitazioni più efficienti e autonome, grazie alla possibilità di autoprodurre l’energia di cui si ha bisogno, riducendo i prelievi dalla rete, e di immagazzinare il surplus che può essere usato in un momento successivo. Tramite Casa Futura, Pulsee Luce e Gas intende dare una risposta alle nuove esigenze dei consumatori, proponendo diverse soluzioni che, a partire dall’installazione di un impianto fotovoltaico con o senza batterie di accumulo, consente di poter aggiungere altri strumenti per ridurre ed efficientare ulteriormente i
consumi e le emissioni domestiche – come la pompa di calore, la caldaia a condensazione, il climatizzatore o il wallbox per la ricarica dei veicoli elettrici – in modo da aumentare l’autoconsumo e coprire fino al 90% del fabbisogno energetico annuale dell’abitazione.
“Casa Futura rappresenta una nuova evoluzione della visione di Pulsee Luce e Gas: andare oltre la fornitura, integrando soluzioni innovative, strumenti digitali e informativi e prossimità grazie ad una capillare presenza sul territorio – commenta Alicia Lubrani, CEO di Pulsee Luce e Gas -. Le sue soluzioni rispondono ad esigenze concrete e attuali di consumatori sempre più consapevoli, interessati all’autoproduzione e all’efficienza, accompagnandoli verso una casa autonoma e più sostenibile. Casa Futura rientra pienamente in un percorso fatto di strumenti utili alla costruzione di una proposta distintiva e un modello di relazione con l’energia sempre più evoluto e le sue soluzioni rispondono ad esigenze di risparmio e accessibilità e competenze capaci di trasformare la casa di domani come dovrebbe essere già oggi”.
– news in collaborazione con Axpo –
– foto ufficio stampa Axpo –
(ITALPRESS).
Pulsee accelera sull’autonomia energetica delle famiglie con “Casa Futura”
Milano, progettava attentati contro sinagoga e moschea: arrestato 22enne
(Adnkronos) – È stata emessa questa mattina dal gip del Tribunale di Milano un'ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di un ragazzo di 22 anni della provincia di Milano. Il provvedimento scaturisce da una complessa manovra investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Milano, che ha consentito, attraverso una attività di analisi dei dispositivi elettronici in possesso dell'indagato, di riscontrare come egli fosse intenzionato a eseguire un attentato in una sinagoga ebraica e in un luogo di preghiera islamica dell'hinterland milanese, dopo aver pianificato nei minimi dettagli le modalità di confezionamento di ordigni esplosivi e la modifica di armi da sparo. L'analisi dei device del ragazzo ha consentito di documentare, con profili di significativa gravità indiziaria, l'attività dell'indagato nel costante autoaddestramento con finalità terroristiche, nel reperimento di sostanze chimiche atte a confezionare ordigni, nonché nella divulgazione e condivisione di materiale di propaganda e istigazione a delinquere (proclami ideologici con denominazione di 'testamento', scritti e pensieri di Anders Breivik, terrorista autore delle stragi in Oslo e Utoya nel 2011) con contenuti suprematisti, accelerazionisti, negazionisti della Shoah e xenofobi.
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Pari opportunità: Peroni BeHer, ‘non c’è parità senza alleanza’
(Adnkronos) – Per il terzo anno consecutivo torna “PeroniNovembHer”, il mese delle attività di Peroni dedicate alla parità di genere, che quest’anno si focalizza sul valore dell’alleanza. L’iniziativa prende il via il 4 novembre alle 14:30 con la terza edizione del powERTalk, l'evento organizzato da BEpowER, l'Employee Resource Group formato da dipendenti di Birra Peroni e dedicato all'empowerment femminile. Per l'occasione, il talk si trasformerà in uno speciale video-podcast dal titolo "Dalla Stessa Parte (?)", guidato da Irene Facheris, formatrice, scrittrice, podcaster e divulgatrice da anni impegnata nella sensibilizzazione sui temi della parità di genere, degli stereotipi e dell'inclusione. Partendo dalla provocazione racchiusa nel titolo, l'incontro sarà un'occasione per interrogarsi su cosa significhi oggi essere alleate e alleati nel percorso verso una maggiore equità, approfondendo il ruolo che ciascuna persona può svolgere nel superamento delle disuguaglianze e nella costruzione di una cultura più inclusiva. Nel corso dell'evento Facheris si confronterà anche con la community per raccogliere riflessioni e rispondere alle domande. Link per collegarsi: "Dalla Stessa Parte (?)" In diretta dalla sede romana di Birra Peroni, il 9 novembre ore 15:00 il BeHer Talk porterà attorno allo stesso tavolo mondo aziendale, ricerca e terzo settore per riflettere sul ruolo che l'alleanza può svolgere nel promuovere una cultura del lavoro più equa e inclusiva. Ad aprire il dialogo sarà il Comitato Scientifico BeHer: Eva Sacchi, Research Director di Ipsos Doxa, Francesca Panigutto, Responsabile Comunicazione e Fundraising di Fondazione Libellula, e Flaminia De Romanis, Head of Learning & Development di Valore D che, partendo dai dati dell'Osservatorio BeHer 2026, offriranno una lettura delle principali evidenze emerse e delle prospettive per accelerare il cambiamento nel mondo del lavoro. A seguire, Arianna Schiavoni, DE&I, Talent & Development Senior Manager di Birra Peroni, Carlo Cuppari, Diversity, Equity & Inclusion PMO di Intesa Sanpaolo, Luisa Ercoli, Group I&B Strategy and Initiatives Manager di Barilla Group e Roberta Di Brigida, Head of Talent CoE di Fater, condivideranno esperienze, progettualità e buone pratiche sviluppate all'interno delle rispettive realtà. Link per collegarsi: BeHer Talk Dal 10 novembre, la Special Edition BeHer "Calzini spaiati e cuori alleati" nel Peroni Store fisico e online. All'interno della sua recente collezione di abbigliamento, Peroni lancia un'edizione speciale di calzini dedicata a BeHer. L'iniziativa nasce dalla volontà di attivare un'ulteriore leva del brand per contribuire al tema della parità di genere e portare il messaggio dell'alleanza anche nella quotidianità. I calzini, realizzati da Linea Daria e Antonio Colomboni, sono volutamente spaiati: un modo semplice per raccontare che, pur nelle differenze, è possibile scegliere di camminare nella stessa direzione. Il 100% degli incassi legati alla vendita di questa special collection sarà devoluto a Fondazione Libellula per sostenere attività di sensibilizzazione sui temi dell’equità di genere e dell'alleanza. Peroni raddoppierà inoltre la somma raccolta, donando a sua volta un importo equivalente. Il percorso proseguirà il 20 novembre con un appuntamento dedicato a Supporto BeHer, il pilastro del progetto che sostiene giovani donne nei loro percorsi formativi e professionali attraverso iniziative di supporto economico, con un focus particolare sulle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Presso l’Università La Sapienza, nell'Aula Gini della Facoltà di Ingegneria dell'Informazione, Informatica e Statistica e in congiunzione con la Facoltà di Ingegneria Civile ed Industriale e di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, saranno premiate le studentesse assegnatarie delle 20 borse di studio BeHer per l'anno accademico in corso e sarà presentata la nuova edizione dell'iniziativa. Un'occasione per celebrare il talento femminile, ma anche per raccontare come l'alleanza tra impresa e mondo accademico possa contribuire concretamente a ridurre il divario di genere negli ambiti tecnico-scientifici, dove il gender gap continua a rappresentare una sfida rilevante. Alla celebrazione, prenderanno parte anche il Prof. Carlo Massimo Casciola, Preside della Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale, la Prof.ssa Francesca Cuomo, Preside della Facoltà di Ingegneria dell'Informazione, Informatica e Statistica, e il Prof. Gabriele Favero, Preside della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.
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Re Carlo, secondo giorno ai Caraibi: i passi di danza dopo le scuse sulla schiavitù
(Adnkronos) – Nel secondo giorno della sua visita di nove giorni nei Caraibi, Re Carlo si è liberato delle formalità per sostituirle con alcuni passi di danza. Balli, dunque, accanto alle doverose scuse per gli errori del passato coloniale britannico e ai discorsi pubblici in cui ha riconosciuto le responsabilità della Corona nella tratta degli schiavi. Armato di un paio di maracas con i colori della bandiera delle Bahamas, Charles si è unito a un Junkanoo, un evento culturale e carnevalesco pensato per celebrare la vita sull'isola. Tra copricapo piumati e costumi dai colori sgargianti, nel caldo pomeridiano caraibico, il Re, vestito in abito e occhiali da sole, si è unito ai ballerini in testa alla parata, tra gli applausi della folla. L'atmosfera si è dunque fatta più leggera – racconta la Bbc – dopo l'arrivo del Re martedì, quando ha pronunciato un discorso in cui ha riconosciuto il dolore causato dalla tratta degli schiavi, descrivendo "le sofferenze del passato". Intervenendo a un evento alle Bahamas dedicato ai giovani del luogo, il Re ha affermato che la cultura del Paese è "nata dalle tenebre" ed è "giusto" riconoscere le ingiustizie storiche. Carlo ha iniziato il secondo giorno del suo viaggio rendendo omaggio ai membri caduti della Royal Bahamas Defence Force. Ha parlato con i militari prima di deporre una corona di fiori al Monumento Flamingo, che commemora i quattro marines della Royal British Defence Force uccisi quando un caccia Mig cubano affondò la Hmbs Flamingo nel maggio del 1980. In seguito, durante una visita alla Bahamas Boxing Academy, il Re ha incontrato giovani pugili e l'allenatore capo, che indossavano magliette del club con la sua immagine stampata, raffigurante il Sovrano completo di corona, guantoni e cintura da pugilato. Carlo ha poi fatto visita al Parco Nazionale di Bonefish Pond. Il sito, un tempo discarica, è stato riqualificato e ora protegge 1.235 acri di mangrovie. La protezione di questa regione dai cambiamenti climatici è uno dei temi del suo viaggio. Il Re ha percorso una nuova passerella che attraversa le zone umide per constatare di persona i lavori di conservazione in corso per proteggere quest'isola vulnerabile e pianeggiante dai cambiamenti climatici. Ha incontrato gli studenti impegnati in attività sul campo nelle zone umide, chiedendo loro informazioni sugli esami e sulle loro ambizioni di diventare biologi marini.
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Bancomat integra Hercle nel progetto Eur.Bank
(Adnkronos) – Bancomat, il circuito di pagamento domestico italiano, annuncia l’ingresso di Hercle, fornitore globale di infrastrutture per la tesoreria e i pagamenti cross-border in stablecoin, nel progetto Eur.Bank, la stablecoin di sistema denominata in euro. L’adesione anticipa il lancio commerciale che a breve interesserà Eur.Bank e rafforza lo sviluppo di un ecosistema dedicato, aperto, interoperabile e pienamente integrato con il sistema bancario. L’iniziativa punta ad ampliare, una volta completato l’iter autorizzativo, le possibili applicazioni della stablecoin di Bancomat, integrando le competenze di Hercle, operatore autorizzato come Casp e Imel, e favorirne l’adozione da parte di banche, imprese e operatori. L’effettiva applicazione garantirà di fatto un accesso completo a infrastrutture e servizi basati su blockchain attraverso una rete fondata su regole condivise e ancorata al sistema bancario europeo. Hercle è la prima fintech italiana a entrare nell’ecosistema. Fornirà layer di connettività fondamentali per la gestione della liquidità, le conversioni multivaluta e l’integrazione tra sistemi bancari, anche nei mercati emergenti, asset digitali e infrastrutture blockchain. Questo include potenziali applicazioni nei pagamenti cross-border, con l’obiettivo di snellire e ottimizzare i trasferimenti di valore tra mercati e giurisdizioni differenti. Attraverso Hercle, l’ecosistema Bancomat potrà estendere la portata della propria stablecoin in euro oltre i confini europei, collegandosi a pool di liquidità globali, controparti e mercati internazionali. In questo modello, le operazioni in euro continueranno a mantenere un legame diretto con il sistema bancario, mentre istituti finanziari e operatori aderenti potranno beneficiare di connettività e accesso a opportunità globali senza la necessità di realizzare infrastrutture dedicate. Gli aderenti al progetto Eur.Bank, che ha già coinvolto nove istituti bancari rilevanti in una sperimentazione per l’emissione, potranno scegliere di utilizzare l’intera soluzione o singole componenti, integrandole agilmente con i propri servizi. Inoltre, potranno avere a disposizione non soltanto una stablecoin, ma anche le infrastrutture e i servizi necessari per offrire soluzioni complete ed end-to-end ad aziende e consumatori. “L’ingresso di Hercle nell’ecosistema Eur.Bank rappresenta un passo importante nel percorso di sviluppo del progetto di stablecoin che stiamo realizzando. La collaborazione ci consentirà di rafforzare le infrastrutture e i servizi a supporto del progetto, ampliandone le potenzialità applicative anche nell’ambito dei pagamenti internazionali. Il nostro obiettivo è costruire un ecosistema aperto e interoperabile, pienamente integrato con il sistema bancario, capace di coniugare l’innovazione della blockchain con l’affidabilità delle infrastrutture finanziarie tradizionali. L’iniziativa contribuisce a preparare il terreno per l’evoluzione di EUR.BANK in previsione del lancio commerciale”, ha dichiarato Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat. “Collegare la finanza istituzionale alle infrastrutture per asset digitali di nuova generazione richiede canali solidi e un rigoroso allineamento normativo. La collaborazione con Bancomat su Eur.Bank convalida la nostra visione: consentire alle istituzioni di migliorare la capacità di eseguire pagamenti transnazionali e di accedere a una liquidità in stablecoin globale e multivaluta senza compromettere la conformità normativa o la sicurezza operativa”, ha commentato Gabriele Sabbatini, Ceo e Co-fondatore di Hercle.
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Antonelli verso la vittoria del mondiale di F1, i conti prima del traguardo: il titolo vale 73 milioni di euro
(Adnkronos) – Il pilota italiano della Mercedes Kimi Antonelli è ad un passo dal diventare il nuovo campione del mondo di Formula 1. E il titolo gli porterà 73 milioni di euro (86 milioni di dollari) aggiuntivi da qui al 2030. È quanto emerge dallo studio elaborato da StageUp, società di ricerca e consulenza in sport marketing e sponsorizzazioni, che ha deciso di anticiparne le conclusioni alla vigilia del Gp del Messico. Con un secondo titolo entro il 2028 la cifra salirebbe a oltre 105 milioni di euro (124 milioni di dollari). Il Mondiale può chiudersi già domenica 1° novembre a Città del Messico. Dopo la vittoria di Austin, Antonelli guida la classifica con 365 punti: 123 in più di George Russell e 124 in più di Lewis Hamilton, con 125 punti ancora da assegnare. A 20 anni sarebbe il più giovane Campione del Mondo della storia della Formula 1. StageUp ha realizzato lo studio basandosi su fonti proprie e pubbliche (tra cui Forbes, F1 Salaries, Gazzetta dello Sport e Milano Finanza) e confrontando due scenari. Il primo analizza i guadagni se Antonelli vincerà il Mondiale e il secondo prevede i guadagni senza il titolo. La differenza è il valore del Mondiale per il pilota. "Nel settembre scorso insieme a Gazzetta dello Sport avevamo stimato in € 50 milioni il valore potenziale di Antonelli in assenza di vittoria del Mondiale. Il titolo non crea il valore di Kimi: ne accelera e consolida la consacrazione. Vincere il Mondiale lo trasformerebbe nel più giovane iridato della storia della Formula 1 ponendo le basi per una leadership sportiva e commerciale duratura. La Formula 1 trova in lui un ambasciatore naturale per la Generazione Z mentre l’Italia con la vittoria del Mondiale ritroverebbe un campione che aspetta dal 1953. Antonelli ha la capacità agonistica, l'età e la maturità per sostenere questa crescita e questa responsabilità nel tempo", commenta il Presidente di StageUp Giovanni Palazzi.
LO STIPENDIO: L’AUMENTO ARRIVA CON IL RINNOVO DEL CONTRATTO
In Formula 1 la quota maggiore dei guadagni di un pilota arriva dalla squadra, non dagli sponsor personali. Vale per tutti i piloti di vertice, anche per i più grandi. Max Verstappen percepisce circa $ 70 milioni dalla Red Bull contro $ 6-8 dagli sponsor personali: più di nove decimi del totale arrivano dal team. Lewis Hamilton ottiene circa $ 60 milioni dalla Ferrari e circa $ 20 dagli sponsor: tre quarti dal team. Anche per Antonelli, nello scenario con il titolo, la squadra resterebbe la voce principale di introiti: al rinnovo, l’accordo con la scuderia raggiungerebbe quota $ 35-40 milioni contro gli $ 8-15 milioni stimati per le sponsorizzazioni. L’aumento potrebbe però non essere immediato. Il rinnovo, secondo fonti giornalistiche non confermate da Mercedes e dal pilota, avverrebbe nel 2028 perché la Scuderia, utilizzando un’opzione del contratto in essere, avrebbe protratto le condizioni economiche attuali fino a fine 2027. Nel frattempo, Antonelli resterebbe a circa $ 3,4 milioni l’anno di base e il titolo aggiungerebbe premi che StageUp stima fino a $ 10 milioni (€ 9 milioni), in linea con i circa $ 10 milioni di bonus mondiale incassati da Lando Norris per il successo del 2025. Il salto vero arriva con il rinnovo che, prudenzialmente, StageUp prevede nel 2028. Un pilota da secondo posto in classifica può aspettarsi $ 20-30 milioni l’anno, un campione del mondo $ 30-45 milioni. Per StageUp il titolo vale quindi $ 10-15 milioni (€ 8,5–12,75 milioni) in più di solo stipendio ogni anno.
SPONSOR E IMMAGINE: TANTE OPPORTUNITÀ MA CON UN LIMITE
Oggi gli sponsor personali di Antonelli valgono circa $ 1,5 milioni l’anno. In aprile 2026 la Aka Srl, che detiene i diritti di immagine del pilota, ha depositato il marchio “Kimi Antonelli”. Oltre alle attività di sponsorizzazione, promozione e licensing, la registrazione tutela prodotti che vanno dall’abbigliamento e i cosmetici sino ad automobili, vetture sportive e da competizione, e si estende anche a servizi di progettazione e ingegneria automobilistica e ai software di simulazione. Con la vittoria nel Mondiale 2026, StageUp ritiene realistico che i ricavi da diritti d’immagine, sponsorizzazioni e licensing possano raggiungere $ 9-18 milioni l’anno nel giro di due anni (€ 8-15 milioni).
In Formula 1 gli accordi personali dei piloti sono limitati dai contratti con la squadra e dagli sponsor del team. Max Verstappen, quattro volte campione, incassa dagli sponsor personali tra 6 e 8 milioni di dollari l’anno; Lewis Hamilton circa 20. Jannik Sinner, il punto di riferimento italiano fuori dai motori, è a quota € 37 milioni dopo anni da numero uno. Per Antonelli c’è però un vantaggio che altri campioni non hanno: il mondo della F1 non ha un campione italiano dal 1953. L’interesse di media, istituzioni e aziende del “Made in Italy” e non solo sarebbe particolarmente favorevole. "Antonelli può esprimere una simpatia che diventa un valore per le aziende: è giovane e il pubblico lo sente vicino, come il ragazzo della porta accanto che vince. Sul piano sociologico è un profilo che favorisce l’identificazione: i coetanei si riconoscono in lui, gli adulti lo guardano con affetto quasi familiare e questo gli dà credibilità verso più generazioni", conclude il Presidente di StageUp Palazzi.
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Juventus, Spalletti a rischio esonero? I tifosi sognano Conte: i nomi per la panchina
(Adnkronos) –
Luciano Spalletti rischia l'esonero? La sconfitta della Juventus sul campo del Genoa, che si è imposto per 2-0 nella nona giornata di Serie A, ha rilanciato le ombre sulla panchina bianconera, con i tifosi che chiedono un cambio in panchina e non smettono di sognare Antonio Conte. "Spalletti out", è il messaggio più rilanciato su X dai tifosi bianconeri, che dopo la partita del Ferraris si sono scagliati contro il tecnico toscano: "Chiunque arrivi non può fare peggio di lui", "è evidente, Spalletti non è più seguito dal gruppo e non ha in mano lo spogliatoio", è l'analisi di un utente. "Cosa deve accadere ancora per un cambio di allenatore?", ha chiesto retoricamente un altro tifoso, condividendo un pensiero largamente diffuso. Il nome che accenderebbe l'entusiasmo dei tifosi è quello di Antonio Conte. Il tecnico leccese è libero dopo l'addio al Napoli ed è stato accostato anche alla panchina del Manchester United, che però ha confermato Carrick nonostante un avvio di stagione da incubo. È stato lo stesso Conte, nei giorni scorsi, a far sapere di non essere in trattativa con alcun club per un suo imminente ritorno in panchina: "Il mio nome è stato accostato a numerosi club, ma al momento non ci sono trattative in fase avanzata. Dopo una splendida e vincente esperienza alla guida del Napoli, mi prenderò tutto il tempo necessario per valutare come e quando tornare ad allenare. Sarà una decisione ponderata, che prenderò quando riterrò che ci siano le condizioni giuste", aveva scritto sul proprio profilo Instagram. Tra i nomi per la panchina della Juventus c'è anche una vecchia conoscenza come Didier Deschamps, che ha lasciato il proprio incarico da commissario tecnico della Francia dopo il Mondiale 2026. Oltre all'allenatore transalpino in lizza ci sono anche Stefano Pioli e Vincenzo Montella, soprattutto se la dirigenza decidesse per un traghettatore in attesa di rilanciare il progetto il prossimo giugno, magari tentando l'assalto proprio a Conte.
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Martini (Nestlé): “Modo di comunicare evolve nel tempo”
(Adnkronos) – “Il modo di comunicare cambia molto nel tempo, anche per quanto riguarda la categoria in cui gioca il nostro brand Solgar, che esiste ormai da tantissimi anni e vede un forte coinvolgimento anche del professionista della salute. Oggi, però, il consumatore è diventato molto evoluto e informato, che vuole essere coinvolto”. Lo afferma Rosa Martini, Head of Marketing di Nestlé Nutrition & Health, intervenuta a Intersections 2026, il più grande evento italiano dedicato a marketing, creatività e tecnologia, in corso all’Allianz MiCo di Milano. “In un’era in cui l’intelligenza artificiale ha ormai un ruolo importante, il rischio non è tanto quello di avere dei contenuti, come poteva essere un tempo, ma quello di non avere un proprio punto di vista e, quindi, di non educare nel modo corretto – aggiunge Martini – Ciò che oggi fa la differenza è proprio avere un punto di vista, esprimere una posizione propria che crei un rapporto di fiducia e di coerenza con l’utente finale. Una voce diventa influente se ha credibilità e coerenza. L’endorsement legato alla scientificità di chi parla, assume un ruolo rilevante. Ci sono tantissime fake news, ognuno propone le proprie ricette di nutrizione ideale, ma la figura del professionista della salute, con la sua esperienza, deve essere una delle voci più credibili perché si basa su competenze scientifiche”.
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Vitiello (Obe): “Podcast è esperienza intima tra ascoltatore e contenuto”
(Adnkronos) – “Il podcast ha una caratteristica: è un’esperienza intima, un contenuto che si ascolta molto spesso da soli. Per questo si crea un legame e una relazione molto forte tra il contenuto e l’ascoltatore. È il motivo per cui viene scelto sempre in base all’argomento, che è il criterio principe. Oggi, però, emerge sempre più un altro fattore decisionale, ossia chi lo racconta. Così, cresce d’importanza il ruolo del creatore e dello speaker”. Lo ha spiegato Anna Vitiello, direttrice scientifica dell'Osservatorio Branded Entertainment, intervenuta a Intersections 2026, in corso all'Allianz MiCo di Milano. A dirigere la scelta non è “quanto il narratore sia famoso, questo è un bias che abbiamo considerato in alcuni momenti, ma la sua capacità di raccontare, di intrattenere e di dare valore a quel contenuto – precisa – Un altro elemento molto importante, diventato un po’ un mantra è il video podcast. Non si tratta di due contenuti diversi, ma di due modi diversi di fruire dello stesso contenuto. Analizzando questa fruizione ibrida, emerge che spesso anche il video podcast si ascolta soltanto in audio. Il 68% delle persone dichiara infatti di essere infastidito quando, ascoltando un video podcast, si fa riferimento a degli elementi visivi che in audio, ovviamente, non si possono percepire”.
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Fattori (Iab Italia): “Il 48% dei consumatori acquista su suggerimento Intelligenza artificiale”
(Adnkronos) – “Quando parliamo di intelligenza artificiale, il fenomeno è ormai molto maturo: tra chi utilizza l'Ia, il 48% dei consumatori dichiara di aver effettuato un acquisto o una prenotazione basandosi proprio sulle sue raccomandazioni. In questo contesto dobbiamo per forza ragionare in un'ottica di agent marketing. Prima parlavamo di consumer marketing e business marketing, oggi abbiamo un altro segmento da indirizzare. Tuttavia, questo non basta, perché se l'Ia ci consente di farci trovare, ciò che determina la singola scelta, quel singolo secondo che ci spinge a cliccare in una direzione o persino a recarci in un negozio fisico, è dato dalla ‘magia’ e dal valore che il brand riesce a trasferire. Questa scelta si basa sul ricordo delle esperienze precedenti o sulla prefigurazione di ciò che sarà. È proprio lì che dobbiamo lavorare seriamente, comprendendo che non si tratta soltanto di razionalità, ma spesso del suo contrario”. È quanto affermato da Erika Fattori, presidente di Iab Italia, l’associazione di riferimento per la pubblicità digitale, intervenuta a Intersections, l'evento dedicato a marketing, comunicazione, creatività e tecnologia, in corso all’Allianz MiCo di Milano. Quindi, nel concreto, quali sono i fattori che determinano la scelta? “Giocano un ruolo fondamentale tutte quelle componenti soft collegate al brand, che devono tuttavia rimanere in perfetto equilibrio con la strategia aziendale – approfondisce – Questa ricetta è complessa, ma abbiamo la fortuna di vivere in Italia: siamo circondati da arte, poesia, letteratura e cultura, tutti elementi da riscoprire per generare, migliorare e creare quella magia del contenuto. Per la scelta, la sola razionalità non è sufficiente. “La maggior parte degli acquisti che facciamo non è propriamente essenziale – osserva – Ciò significa che nella logica e nella psicologia dei consumi esiste uno spazio estremamente importante in cui entrano in gioco componenti prevalentemente emotive, più che puramente razionali. Altrimenti, molti dei prodotti dei brand che acquistiamo tutti i giorni rimarrebbero sugli scaffali, invece sappiamo bene che non è così”, conclude.
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