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Superenalotto, centrato ‘6’ da oltre 223 milioni: la vincita record a La Valletta Brianza

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(Adnkronos) –
Un '6' da urlo al Superenalotto in provincia di Lecco. Nel concorso di oggi, venerdì 11 settembre, una schedina giocata a La Valletta Brianza ha centrato la sestina vincente aggiudicandosi un super jackpot del valore di oltre 223 milioni di euro. Il colpo -segnala Agimeg- è arrivato con una schedina da 5 pannelli e rappresenta la seconda vincita più alta nella storia del Superenalotto. Il '6' mancava ormai da oltre un anno: l'ultima sestina vincente risaliva al maggio 2025, quando a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, vennero vinti 35,4 milioni di euro. Da allora il montepremi è cresciuto concorso dopo concorso, alimentando un'attesa che ha coinvolto l'intera penisola. La somma di 223,2 milioni di euro si inserisce tra i montepremi più ricchi mai distribuiti nella storia del concorso, conquistando il secondo posto. Il gradino più alto resta saldamente occupato dai 371,1 milioni di euro della Bacheca dei Sistemi, centrati il 16 febbraio 2023 e suddivisi in 90 quote. "Non sappiamo nulla, sappiamo che è stata realizzata la vincita al Superenalotto perché il telefono non smette di squillare". Così risponde all'Adnkronos il gestore della ricevitoria 'Al Chicherin' di La Valletta Brianza, il comune in provincia di Lecco presso il quale è stata giocata la schedina che questa sera ha centrato il '6' da oltre 223 milioni di euro. Il clima, all'interno del punto vendita, è di grande concitazione: malgrado il gestore ripeta di non saperne nulla, le voci che si sentono in sottofondo lasciano poco spazio all'immaginazione, descrivendo l'atmosfera di grande allegria ed entusiasmo. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; adnkronos_2026adnkronos_2026 – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;   – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Questa la combinazione dei numeri di oggi: 8, 13, 16, 52, 64, 70, 17 numero Jolly e numero Superstar 21. 
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La Fiorentina rinasce con Vanoli e Mastantuono, Venezia ko 4-2

VENEZIA (ITALPRESS) – Torna Vanoli e la Fiorentina si sblocca. Archiviata la vicenda Grosso, la viola passa in una già delicata trasferta a Venezia, battendo gli uomini di Stroppa per 4-2 nel match valido per la quarta giornata di campionato. Protagonista assoluto Franco Mastantuono, che trova tutti insieme il primo, il secondo e il terzo gol in Serie A. Parte da titolare Beto, ma è Pellegrino a timbrare in contropiede, mentre ai lagunari non bastano le reti Adams e Hainaut per evitare il quarto ko in quattro uscite stagionali. La Fiorentina muove la classifica e sale a quota 3 punti, mentre la squadra di Stroppa resta ferma a zero. Nella prossima giornata i ragazzi di Vanoli ospiteranno il Napoli (20 settembre, ore 12.30), con in mezzo la sfida al Pisa in Coppa Italia (15 settembre, ore 21.00). Il Venezia cercherà di evitare di arrivare alla sosta autunnale con zero punti e sarà chiamato a una grande prova in casa contro la Lazio (10 settembre, ore 20.45).
Pronti via ed è subito molto attiva la Fiorentina, grazie ai lampi di Mastantuono sulla fascia destra. Gioca meglio la squadra di Vanoli, ma è il Venezia a colpire in contropiede. Busio scappa via palla al piede, serve Adams, che con un gran destro da posizione defilata trafigge de Gea per l’1-0 al 22′. La risposta degli ospiti arriva immediata: Mastantuono si mette in proprio, si accentra e buca Stankovic con il sinistro a giro dell’1-1 al 29′. Blackout Venezia e Mastantuono firma la doppietta personale sfruttando l’invito di Beto al 30′. I padroni di casa tornano in carreggiata, ma non riescono a finalizzare le diverse chance create tra Yeboah e Adams. Vanoli azzecca i cambi: fuori Beto e dentro Pellegrino. Il centravanti ex Parma colpisce dopo soli sei minuti dal suo ingresso in campo e mette dentro il 3-1 al 66′. I ritmi scendono, ma Mastantuono è incontenibile e trova il 4-1 all’84’ dopo un’iniziativa personale chiusa con un rimpallo fortunoso per battere Stankovic. Nel finale Hainaut (86′) prova a riaccendere i lagunari, ma arriva la quarta sconfitta in quattro giornate per la squadra di Stroppa.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Palermo, scontro auto-moto in viale Regione Siciliana: perde la vita un uomo di 42 anni

PALERMO (ITALPRESS) – Un uomo di 42 anni è morto in un incidente stradale avvenuto in viale Regione Siciliana, a Palermo, in direzione Trapani, all’altezza di piazzale John Lennon, l’ex piazzale Giotto. Lo scontro ha coinvolto un’auto e una moto. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della polizia e i sanitari del 118, che hanno tentato per oltre mezz’ora di rianimare il motociclista, ma ogni tentativo è stato vano. L’uomo è morto sul posto. Sulla circonvallazione si sono formate lunghe code a causa dell’incidente.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

US Open, oggi semifinale Zverev-Khachanov – Diretta

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(Adnkronos) – E' il giorno delle semifinale maschili allo Us Open. Oggi, venerdì 11 settembre, alle ore 21 in campo Alexander Zverev, numero 2 del mondo e prima testa di serie, affronta il russo Karen Khachanov, numero 50 del ranking Atp. A seguire, non prima dell'una di notte, ci sarà il derby statunitense tra Ben Shelton, numero 9 del mondo e 8 del seeding, opposto a Frances Tiafoe, numero 12 del ranking Atp e 11 del tabellone.  Domani alle 22 si assegna il titolo del singolare femminile, in campo la numero 1 del mondo, la bielorussa Aryna Sabalenka contro la numero 2, la kazaka Elena Rybakina.  
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Cagliari, soffoca la moglie 81enne e chiama i carabinieri: “L’ho uccisa”

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(Adnkronos) –
Tragedia familiare questo pomeriggio a Monserrato, comune dell'hinterland di Cagliari, dove un 81enne, Giovanni Secci, ha ucciso la moglie Mariolina Seguri, anche lei di 81 anni, soffocandola con un cuscino. Dopo aver ucciso la donna, l'81enne ha chiamato i carabinieri che sono accorsi immediatamente nell'abitazione, una palazzina in via Boezio.  L'uomo avrebbe confessato di non riuscire a gestire più la situazione di disperazione a causa delle cattive condizioni di salute della moglie: è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario. 
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Ultimate Championship, Iapichino trionfa nel lungo a Budapest

ROMA (ITALPRESS) – Altro acuto di Larissa Iapichino. La campionessa azzurra, delle Fiamme Oro, ha vinto questa sera, a Budapest, la gara di salto in lungo femminile della prima edizione degli Ultimate Championship di atletica. La saltatrice toscana, doppia figlia d’arte, si è imposta con la misura di 6.90. Argento per la britannica Jazmin Sawyers (6.78); bronzo per la statunitense Alyssa Jones (6.77).
Al termine della gara, per Iapichino, il trofeo di rito e alcune lacrime, per via della notizia di un lutto (arrivata nella giornata odierna).
E’ approdata intanto alla finale degli 800 metri femminili la romana Eloisa Coiro (Fiamme Azzurre). In semifinale per l’azzurra il crono di 1:58.48: domani sera l’atto conclusivo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Rapina a Donnarumma, Procura di Parigi chiede 10 anni per ‘Ganito’

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(Adnkronos) –
La Procura di Parigi ha chiesto 10 anni di carcere per Ilyas Kherbouch, detto “Ganito”, accusato di aver avuto un ruolo nell'organizzazione della violenta rapina a casa di Gianluigi Donnarumma e della compagna Alessia Elefante, nel luglio 2023, quando il 27enne portiere partenopeo giocava nel Paris Saint Germain. Durante il colpo, la coppia fu minacciata, aggredita e immobilizzata dai rapinatori, che portarono via denaro, gioielli, orologi e altri oggetti di valore. 
Kherbouch, che si trovava già in carcere al momento dei fatti, nega le accuse. Nel processo sono coinvolti anche altri due imputati: Khyan Mamouni, che respinge ogni responsabilità, e Moktar Diop, che ha ammesso di aver partecipato alla rapina ma nega di aver commesso violenze. 
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Ismea, valore assicurato superfici risicole a quasi 740 mln, coperto il 75%

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(Adnkronos) – Con circa il 75% delle superfici risicole coperte da polizze assicurative, il riso si colloca al primo posto tra le colture vegetali seminative in Italia, distanziando nettamente la media nazionale, che si attesta intorno al 9%. Un livello di copertura che conferma la particolare propensione del comparto a utilizzare gli strumenti assicurativi per la gestione del rischio. Il quadro emerge dall’analisi Ismea sulla gestione del rischio nel comparto risicolo, presentata oggi a Vercelli nell’ambito dell’incontro ‘Strumenti e prospettive per la prevenzione e gestione dei rischi nella filiera del riso’, organizzato in occasione di Risò – Festival Internazionale del Riso di Vercelli. All’iniziativa, dedicata agli strumenti e alle prospettive per la prevenzione e la gestione dei rischi nella filiera, hanno preso parte Camillo Zaccarini Bonelli, Responsabile della Direzione Supporto al Piano strategico della Pac di Ismea, Paola Pietropoli, Direttore di Condifesa Vercelli Biella, Patrizia Barrale, HowdenRE Climate Risk & Resilience e Marco Pieri, Consorzio di Riassicurazione Ismea. I lavori sono stati aperti dal saluto istituzionale del Presidente IsmeaLivio Proietti e conclusi dalla relazione del Direttore Generale IsmeaSergio Marchi. Nel 2025 il valore assicurato del riso ha sfiorato i 740 milioni di euro, registrando un incremento dell’11,9% rispetto al 2024. Il dato conferma il ruolo centrale delle polizze agevolate nella tutela delle produzioni risicole nazionali e si inserisce nella più ampia evoluzione del mercato assicurativo agricolo. La distribuzione territoriale delle coperture riflette quella delle superfici coltivate: il Nord Italia concentra il 99,7% dei valori assicurati, a conferma della forte concentrazione territoriale della risicoltura italiana.  La composizione delle polizze evidenzia una prevalenza delle coperture contro le avversità di frequenza, in particolare grandine, vento forte ed eccesso di pioggia. Restano invece più limitate le coperture contro i rischi catastrofali, tra cui la siccità, che ha inciso in maniera significativa sulle produzioni nell’attuale campagna. L’analisi Ismea evidenzia inoltre, accanto all’elevato livello di copertura delle superfici, una minore volatilità dei costi assicurativi rispetto alla media delle colture vegetali. Elementi particolarmente rilevanti in una fase in cui le imprese agricole devono fronteggiare rischi climatici e produttivi sempre più frequenti e severi, come confermato anche dagli eventi che hanno caratterizzato l’estate 2026. “In un quadro caratterizzato da una crescente incertezza climatica e da una forte volatilità economica, la gestione del rischio cessa di essere un mero adempimento burocratico e si trasforma in un pilastro strategico della resilienza e della competitività delle imprese”, ha commentato Sergio Marchi, direttore generale Ismea. “Ismea è al fianco delle imprese e delle istituzioni con strumenti sempre più innovativi a supporto delle decisioni: dal Fondo di Riassicurazione pubblico al Consorzio di Riassicurazione, che favoriscono lo sviluppo di polizze innovative sul mercato, fino ad AgriCat, il Fondo mutualistico nazionale cofinanziato dall’Unione europea, e al nuovo indice elaborato dall’Istituto, il Cevi (Comuni Eventi Extremes Vulnerability Index). Quest’ultimo consente di identificare in maniera granulare la vulnerabilità del territorio a gelo, alluvioni e siccità, offrendo un supporto per la pianificazione delle coperture e degli interventi di prevenzione attiva previsti dai Csr regionali”, ha dichiarato Livio Proietti, presidente Ismea.
 
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Regina (Confindustria): “Con prezzi energia alle stelle si rischia distruzione tessuto industriale italiano”

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(Adnkronos) – "Se i prezzi dell'energia dovessero restare strutturalmente più elevati rispetto ai concorrenti europei, a causa delle crisi continue e concatenate si corre il rischio concreto di distruzione del tessuto industriale". Lo afferma il vicepresidente di Confindustria per l’energia, Aurelio Regina, intervistato dall'Adnkronos. "Con questi livelli di costi energetici le imprese stanno già riducendo la produzione e c'è il rischio che si vada verso delle chiusure parziali", avverte. "I valori futures dell’energia restano alti, bisogna fare di tutto per evitare il peggio e farlo in fretta", secondo il vicepresidente. "Il disallineamento dei prezzi di mercato fra Stati Ue è legato alla composizione dei mix energetici ed ha motivazioni storiche che potranno essere superate solo con scelte strutturali come il ritorno al nucleare, su cui finalmente l’Italia si sta muovendo".  
La crisi energetica sta mettendo a dura prova l’intero Vecchio continente, ma l’Italia soffre più degli altri Paesi.
 "Oggi tutta l’Europa è a rischio rincari e non solo l’Italia: si guardi al livello di riempimento degli stoccaggi di gas naturale, che da noi è superiore alla media Ue, e potrebbe portare costi elevati per tutti nel prossimo inverno. Con questi prezzi non si può andare avanti: le cartiere vivono rallentamenti della produzione e le imprese della ceramica stanno pensando di fermare alcune linee produttive. Ciò che è certo è che tutti hanno bloccato gli investimenti. Le nostre imprese soffrono più di altre questi shock" rispetto agli altri Paesi europei come Francia e Spagna. Se i prezzi dell'energia dovessero restare strutturalmente più elevati la distanza per la manifattura si allargherebbe soprattutto nel confronto con la Francia, ma la perdita di competitività non sarebbe marginale neanche rispetto alla Germania".  
Dopo l’ennesima proroga del taglio delle accise, l’ultima ieri, il governo ha annunciato interventi strutturali.  "Stiamo vivendo una condizione eccezionale e non è possibile fronteggiarla con strumenti tradizionali. Il taglio delle accise è stato necessario in una fase particolarmente difficile ma è arrivato ora il momento di lavorare in maniera più selettiva. E’ necessario supportare i comparti che stanno subendo le più gravi conseguenze dei rincari di petrolio, gas ed elettricità, a partire dalle aziende della logistica e delle imprese a forte consumo di energia. Per fronteggiare l'emergenza energia si deve lavorare su più fronti contemporaneamente con misure che abbiano effetti immediati ma anche pensando al futuro in modo strutturale. Purtroppo, non esiste un 'silver bullet' in situazioni come queste. Dobbiamo guardare alla contingenza senza perdere la visione prospettica”. 
Quali misure sarebbero necessarie?
 “Nell’immediato servono risposte che possano essere rapidamente attuate, come l’incremento dei fondi per la compensazione dei costi indiretti Ets, la riduzione degli oneri generali di sistema della bolletta elettrica per piccole, medie e grandi imprese e l’impiego del miliardo di euro ottenuto della vendita del gas di sicurezza per ridurre le bollette delle imprese a forte consumo di gas. Allo stesso tempo per Regina occorre velocizzare le autorizzazioni e procedere nello sviluppo delle risorse nazionali per generare sul territorio italiano energia elettrica rinnovabile, gas naturale e gas verdi, petrolio e biocarburanti ed essere meno esposti a queste dinamiche geopolitiche. Noi proponiamo un commissario sul modello Zes unica per portare a conclusione i procedimenti autorizzativi velocemente. Dobbiamo inoltre creare partnership stabili con i produttori internazionali di elettricità, combustibili e carburanti, le imprese sono disposte a impegnarsi in contratti di lungo periodo che possano ridurre la volatilità dei prezzi". 
La premier ha annunciato il rafforzamento dell’estrazione nazionale di idrocarburi. Cosa ne pensa?
 "Avere una maggiore produzione nazionale di materia prima può favorire una inversione di rotta e ridurre i prezzi. Si devono superare le contrarietà ideologiche e ampliare le aree in cui poter operare per intercettare tutte le riserve nazionali che sono stimate in oltre 80 miliardi smc di gas e circa 160 milioni di tonnellate di petrolio (certe, probabili e possibili). Gli industriali chiedono al Governo di portare avanti la gas release, aumentando l’estrazione di gas naturale e destinandola alle imprese gasivore. Negli ultimi 15-20 anni l’Europa ha chiuso oltre 20 raffinerie e questo ha contribuito all’aumento dei prezzi. Oggi in Europa sono attive 94 raffinerie contro le 117 del 2009 facendo scendere la capacità di raffinazione di circa il 20%. Questa contrazione non è però legata a una riduzione dei consumi di carburanti a livello globale: mentre l’Europa chiudeva le proprie raffinerie, la capacità nei Paesi asiatici e mediorientali è cresciuta del 50% passando dalla produzione di 25,8 a 38,5 milioni di barili al giorno. Bisogna guardare alle cause di queste scelte e, chiaramente, anche l’iper-regolamentazione ambientalista Ue ha avuto un suo peso". 
Ci spieghi meglio.  "A remare contro la nostra competitività non sono solo i prezzi delle commodity energetiche per via della crisi geopolitica ma anche la nostra politica europea. In questa bufera non capiamo con quale coraggio la Commissione Europea tenga bloccato il decreto legge bollette italiano, una legge nazionale che allevierebbe i costi energetici a carico di famiglie e imprese. Allo stesso tempo la Commissione propone una riforma dell’Ets totalmente inadeguata al momento storico che stiamo vivendo: per colpa dell’Ets paghiamo di più l’energia e l’Europa non se rende conto in nome dell’ideologia ambientalista. L’Unione Europea è cieca o fa finta di non vedere, a partire dalla Commissione Europea ma anche gli eurodeputati sembrano aver perso contatti con la realtà”.  
Che intende?  “Questa settimana c’è stato l’ennesimo segnale negativo perché la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha espresso un voto incomprensibile sulla revisione della riserva di stabilità del mercato Ets. I parlamentari rischiano paradossalmente di peggiorare ulteriormente le già deludenti proposte della Commissione Ue ristabilendo la cancellazione automatica delle quote inserite nella Market stability reserve. Speriamo che il buon senso prevalga e queste posizioni aberranti siano bloccate nella sessione plenaria del Parlamento della prossima settimana". 
Il ministro Giorgetti ha ipotizzato la possibilità di centrare l’obiettivo di un Pil a +1% nel 2026. Lo vede possibile dato il contesto?
 “La stima di una crescita del Pil dell'1% per il 2026, ipotizzata dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti non è lontana dalla crescita già acquisita al secondo trimestre, che era di un +0,8% ma nella seconda metà del 2026 si sentirà di più l’impatto dello shock energetico sul Pil. Se l’energia resta cara si compromettono anche gli obiettivi di crescita. Infatti, con questi livelli di prezzo le imprese stanno riducendo la produzione e si rischia di andare verso le chiusure".  
Quali sono gli interventi più urgenti anche sul fronte europeo?
 “Le misure da mettere a terra il prima possibile sono quelle previste dal decreto legge bollette, bloccato dalla Commissione europea, che ha già ampliato il novero degli interventi per affrontare il costo dell’energia. Uno dei punti più rilevanti è il servizio di liquidità: si tratta di una misura importante perché affronta uno dei nodi più gravi per le imprese italiane: il differenziale strutturale tra il mercato italiano del gas (psv) e quello del centro Europa (ttf). Inoltre, è urgente attuare il meccanismo di rimborso ai produttori termoelettrici di parte dei costi connessi ai prelievi di gas per la produzione elettrica: questa misura porterà a un abbassamento dei costi di generazione dell'energia elettrica da gas, favorendo il trasferimento dei benefici economici direttamente sulle bollette di tutti i consumatori, cittadini e imprese". 
Quali misure il governo dovrebbe inserire nella prossima manovra?
 "Nella prossima legge di bilancio, sul fronte dell’energia, si deve partire dall’utilizzo efficace della flessibilità di bilancio. Confindustria ha elaborato un set di proposte per l’utilizzo dei circa 14 miliardi di euro per la flessibilità di bilancio, riconosciuta dall’Ue per investimenti in materia di energia. L’auspicio è che la flessibilità possa avere un orizzonte temporale di spesa non limitato al 2028 ma al 2030, come previsto per la clausola di flessibilità per la difesa di seguito i punti principali. Nello specifico riteniamo importante prorogare l’energy release, investire su infrastrutture, impianti rinnovabili e batterie ma anche sulla ricerca, con particolare attenzione al nucleare. Sarà inoltre importante la valorizzazione della filiera del gas e delle molecole verdi, fondamentali per i settori industriali hard to abate, e promuovere l’efficienza energetica e la decarbonizzazione nell'industria, nella pubblica amministrazione e nei servizi pubblici essenziali come, ad esempio, scuole e ospedali". 
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Fava (Inps): “Aumento produttività realizzato grazie ad Ai deve contribuire al sistema previdenziale”

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(Adnkronos) – “Se una parte crescente del lavoro sarà prodotta da sistemi di Ai dobbiamo chiederci come una quota di quel nuovo valore possa continuare ad alimentare il sistema sociale e il sistema previdenziale. Il nostro welfare è stato costruito in un mondo nel quale lavoro, salario e contribuzione erano strettamente collegati, l’intelligenza artificiale invece modifica questo rapporto e non possiamo più aspettare che il cambiamento sia avvenuto per domandarci come finanziare le conseguenze e fare in modo che l'aumento di produttività, generato proprio dalla tecnologia contribuisca anche alla sostenibilità sociale. Questa è un'ipotesi sulla quale credo sia necessario, se non indispensabile, aprire una riflessione”. Il presidente dell’Inps Gabriele Fava guarda alle opportunità che l’Ai può offrire in un mondo del lavoro in rapida trasformazione e lancia il tema, in un’intervista all’Adnkronos.  
Presidente Fava, dunque le imprese private e anche le pubbliche amministrazioni, i datori di lavoro dovrebbero versare dei contributi sulla produttività che deriva dall’impiego della intelligenza artificiale?
 “Il tema vero su cui bisogna concentrarci è il valore prodotto e i parametri andrebbero costruiti con grande attenzione. Questo naturalmente è un compito esclusivo del Parlamento, dopo aver ascoltato naturalmente tutti gli stakeholder o le parti interessate. Io penso a un meccanismo collegato al valore o all'incremento di produttività generato dall'impiego dell'intelligenza artificiale nei processi produttivi. Dobbiamo evitare però che si interrompa il legame tra produzione di valore e solidarietà sociale”. 
Può fare qualche esempio di quale potrebbe essere, a suo avviso, un modo per calcolare una contribuzione legata all’intelligenza artificiale?
 “A titolo esemplificativo, potrebbe riguardare l'intensità di utilizzo dell'AI o il valore aggiunto prodotto o gli effetti sui processi di lavoro. Però anticipare adesso una formula sarebbe veramente sbagliato e poco rispettoso”. 
Presidente, che significa il termine ‘collega digitale’. Che cosa intende?
 “Quando parlo di ‘collega digitale’ non intendo umanizzare una macchina, vorrei che fosse chiaro. Un ’collega digitale’ che entra nell'organizzazione del lavoro non significa attribuire autonomia decisionale, la governance che la responsabilità della decisione devono rimanere identificabili e riconducibili a una persona. Non dobbiamo scegliere tra uomo e macchina, dobbiamo decidere chi governa chi”. 
In questi giorni è stato lanciato un allarme ‘apocalisse’ da parte di un ricercatore di Anthropic nella corsa per il raggiungimento di una super intelligenza artificiale in grado di migliorarsi da sola. Inoltre, Sam Altman, ceo di OpenAi ha detto che ‘sarebbe un buon momento per rallentare’. Lei cosa ne pensa?
 “C’è un allarme che va preso sul serio ma senza trasformarlo né in apocalisse né in propaganda. Quando interrogativi di questo tipo arrivano anche da chi ha lavorato direttamente allo sviluppo di sistemi avanzati, il tema della responsabilità non può essere minimamente ignorato. Ma attenzione a un altro rischio. La risposta non può essere soffocare l’innovazione. Se l’Europa imponesse vincoli tali da rallentare in modo sostanziale ricerca, sviluppo e applicazione dell’intelligenza artificiale, mentre Stati Uniti, Cina o altre grandi economie continuassero a investire e a utilizzarla per aumentare produttività e competitività, noi non avremmo un’intelligenza artificiale più sicura. Avremmo semplicemente meno capacità di svilupparla, comprenderla e governarla. Le regole sono indispensabili, ma devono governare l’innovazione, non impedirla. Perché la tecnologia continuerà comunque ad avanzare. E se rinunciamo a svilupparla noi, non significa che gli altri faranno lo stesso. Significa che rischiamo di dipendere dalle tecnologie, dagli standard e dalle decisioni costruite altrove. Attualmente non esiste una legge obbligatoria che imponga il versamento di contributi per un 'dipendente virtuale', ma il dibattito su questa proposta (nota come Robot Tax o Contributo Automazione) è in corso sia nell'Unione Europea sia in Italia. La sfida europea è questa. Proteggere le persone senza perdere competitività e sovranità tecnologica. Sicurezza e innovazione non sono alternative. Devono avanzare insieme". 
Dunque Presidente Fava, condivide le considerazioni di Mario Draghi che in una lettera al ‘Financial Times’ sollecita un'adozione diffusa dell'intelligenza artificiale per stimolare la crescita in Europa e al contempo avverte sulla tensione che si può creare con le aspirazioni di sovranità dell'Europa. A meno che l’Europa non controlli una parte della catena del valore.- sostiene Draghi – la crescita attraverso l’Ai e la sovranità si scontreranno…
  “La riflessione di Mario Draghi coincide assolutamente con la mia. La tecnologia continuerà ad avanzare e se rinunciamo a sviluppare noi, non significa che gli altri faranno lo stesso. Significa che rischiamo di dipendere dalle tecnologie, dagli standard e dalle decisioni costruite altrove”.  
L’Inps utilizza Tools per i suoi servizi che tipo rapporto ha l’ente previdenziale italiano con i grandi players della Ai?
 "L’Inps utilizza tools di proprietà e sta lavorando sull'AI in maniera molto concreta con numerose progettualità finalizzate proprio a rendere i servizi innanzitutto processabili, personalizzati e molto più semplici perché vogliamo essere molto più vicini ai cittadini. Il rapporto con i grandi player tecnologici, deve essere per me, collaborazione tecnologica sì, dipendenza strategica no. Vede per una grande istituzione pubblica come l'Inps, dati, sicurezza, responsabilità delle decisioni e controllo dei processi devono rimanere governati necessariamente dall'amministrazione". 
I giovani devono svolgere un ruolo fondamentale anche per sostenere il sistema previdenziale ma troppo spesso fuggono all’estero. Qual è il modo migliore per coinvolgere chi entra nel mercato del lavoro?
 "Partirei da un dato di realtà. Non possiamo chiedere ai giovani di sostenere domani il sistema previdenziale se oggi non diamo loro condizioni sufficienti per costruire qui il proprio futuro. Noi non possiamo chiedergli di sostenere domani il sistema previdenziale se oggi non diamo loro condizioni sufficienti per costruire qui il proprio futuro. Lo dico con estrema franchezza serve una politica che tenga insieme formazione, salari, produttività e previdenza. Anche i servizi sono importanti per agevolarli nel lavoro e nella vita sociale. Noi con il portale giovani abbiamo proprio segnato un’inversione di tendenza e i feedback che abbiamo sono positivi. A un anno dal lancio di questo progetto abbiamo già 3 milioni di utenti under 34, stabili, assolutamente stabili. Dobbiamo davvero investire sulle competenze che il nuovo mercato richiede, accompagnare al tempo stesso l'ingresso nel mondo del lavoro e favorire percorsi di crescita economica coerenti però con l'aumento delle competenze. Questo è il percorso da fare". 
Presidente, in vista della manovra il vicepremier Matteo Salvini propone di ripensare ai criteri di calcolo dell’Isee sostenendo che i vari bonus vadano sempre alle stesse categorie di beneficiari. Lei cosa ne pensa?
 L’Isee è uno strumento fondamentale perché consente di valutare la condizione economica delle famiglie attraverso il reddito, il patrimonio e la composizione del nucleo ma non deve essere considerato intoccabile e non migliorabile, ma il contrario. Rimane comunque una competenza esclusiva del legislatore, del governo e della politica". 
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