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Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo 2026, a Sinisa Mihajlovic riconoscimento speciale alla memoria

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(Adnkronos) –
Sinisa Mihajlovic, grande protagonista del calcio internazionale, prima come calciatore con le maglie in Italia di Sampdoria, Roma, Lazio e Inter e poi come allenatore, riceverà il Premio Speciale alla Memoria nell’ambito della quarta edizione del Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo 2026, noto come “Oscar del Mediterraneo”. Il riconoscimento sarà consegnato alla Famiglia Mihajlovic, durante la cerimonia in programma a Roma il 14 ottobre 2026, insieme ad un'opera dedicata al grande giocatore e allenatore, realizzata dall'artista e pittore marchigiano Benito Macerata. Il Premio vuole ricordare non soltanto la straordinaria carriera sportiva di Mihajlovic, ma soprattutto l’uomo, il suo carattere e il coraggio con cui ha affrontato le prove più difficili della sua vita. Mihajlovic ha lasciato una traccia profonda nel calcio europeo, distinguendosi per talento, personalità, determinazione e leadership. Ma è anche il suo percorso umano, segnato dalla battaglia contro la malattia affrontata pubblicamente con dignità e grande forza d’animo, ad averlo trasformato in un esempio per milioni di persone. "Ricordare Sinisa Mihajlovic significa ricordare un grande protagonista del calcio, ma soprattutto un uomo che ha affrontato la vita con una forza straordinaria", sottolinea il Comitato Promotore. "La sua storia ci insegna che il valore di una persona non si misura soltanto dai traguardi raggiunti, ma anche dal modo in cui affronta le difficoltà e dall’eredità che lascia agli altri". 
La cerimonia del Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo 2026 riunirà a Roma rappresentanti delle istituzioni, della diplomazia, dello sport, della cultura, dell’arte, dell’informazione e del mondo sociale. La manifestazione nasce con l’obiettivo di valorizzare personalità e realtà che si sono distinte nei settori dello sport, della cultura, dell’arte, della musica, dell’informazione e dell’impegno sociale, promuovendo al tempo stesso dialogo, cooperazione e conoscenza reciproca tra Europa e Mediterraneo. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo dello sport come strumento di dialogo e di unione tra culture e generazioni. In questo contesto, la figura di Mihajlovic rappresenta uno dei simboli più significativi dell’edizione 2026. L’evento vedrà inoltre la partecipazione di rappresentanti istituzionali e diplomatici di diversi Paesi dell’area euro-mediterranea. Il Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo 2026 si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Ministero per lo Sport e i Giovani, con il coinvolgimento del Comitato Unico di Garanzia (CUG) del Ministero della Cultura, e con il sostegno di importanti realtà del giornalismo e dello sport, tra cui USSI – Unione Stampa Sportiva Italiana e AIPS Europe. La scelta di assegnare a Mihajlovic il Premio Speciale alla Memoria vuole quindi rappresentare non solo un omaggio a un campione, ma anche la volontà di mantenere vivo un messaggio rivolto alle nuove generazioni: coraggio, dignità, solidarietà, rispetto e capacità di non arrendersi davanti alle difficoltà. "Non soltanto ricordare il campione, ma ricordare l’uomo. Non soltanto celebrare ciò che ha conquistato, ma ciò che ha lasciato", è il significato del riconoscimento promosso dal Premio. Sinisa Mihajlovic continua così a essere ricordato non soltanto per ciò che ha vinto nel calcio, ma per l’esempio umano che ha lasciato dentro e fuori dal campo. 
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Ballando con le stelle, Pasquale La Rocca torna come maestro: l’annuncio

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(Adnkronos) – Pasquale La Rocca torna come maestro di Ballando con le stelle 2026. Lo show di Rai1 annuncia il ritorno di uno dei maestri più vincenti nella storia del programma. Nella scorsa edizione della trasmissione, La Rocca ha partecipato in coppia con Barbara D'Urso, che si appresta a prendere posto in giuria. Ballando con le stelle parte il 3 ottobre. Il cast ha preso quasi completamente forma con le coppie in gara tra maestri e concorrenti. Nikita Perotti sarà in coppia con Aurora Ramazzotti, Carlo Aloia, reduce da un infortunio, ballerà con Manuela Moreno. Ancora, Giovanni Pernice sarà in coppia con Noemi Bocchi, Giada Lini con l'ex calciatore Alessandro Matri, Valentina Fiorini con Massimo Ghini, Gioia Giovanatti con il campione Andy Diaz, Anastasia Kuzmina con Jimmy Ghione, Leonardo Lini con Anna Safroncik, Erika Martinelli con Alberto Ravagni, Luca Urso con Monica Guerritore, Elisa Terrasi con Riccardo Rossi e infine Rebecca Gabrielli con Eugenio Finardi. A questi si aggiunge Pasquale La Rocca che pare destinato a far coppia, quindi, con Ornella Muti. 
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Ascolti tv 13 settembre, Gerry Scotti vince ancora la sfida con Stefano De Martino: Rai 1 insegue Canale 5

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(Adnkronos) – Nel prime time di domenica 13 settembre 2026 ‘Racconto di una Notte’, in onda su Canale5, è il programma più seguito con 1.746.000 spettatori e il 14.6% di share. Al secondo posto ‘Europei di Pallavolo Maschile – Italia‑Slovacchia’ su Rai2, che totalizza 1.879.000 spettatori e il 12.3% di share. Terza posizione per ‘Il principe abusivo’ su Rai1, con 1.532.000 spettatori e l’11% di share. A seguire, tra gli altri ascolti della serata: ‘Presadiretta’ su Rai3 (834.000 spettatori, share 5.5%), ‘Le Iene presentano: Inside’ su Italia1 (658.000 spettatori, share 6.1%), ‘Giganti – I Protagonisti della Storia’ su Rete4 (418.000 spettatori, share 3.5%), ‘Ufficiale e gentiluomo’ su La7 (386.000 spettatori, share 2.6%), ‘Comedy Match’ sul Nove (279.000 spettatori, share 2%), ‘Italia’s Got Talent’ su Tv8 (235.000 spettatori, share 2.1%). In access prime time, ‘La Ruota della Fortuna’ su Canale5 si conferma leader con 3.945.000 spettatori e il 23.7% di share, preceduta da ‘Gira La Ruota della Fortuna’ (3.424.000, share 20.8%). Su Rai1, ‘Affari Tuoi’ arriva a 3.487.000 spettatori con il 21% di share. 
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Mostre, a Potenza ‘Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro’

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(Adnkronos) – Un dipinto che da oltre quattro secoli interroga chi lo guarda, sospeso tra buio e riflesso, tra desiderio e abisso, ha lasciato le sale di Palazzo Barberini per approdare in Basilicata. È stata inaugurata oggi al Museo Archeologico Provinciale di Potenza "Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro", la mostra che porta nel capoluogo lucano il Narciso attribuito al maestro lombardo, custodito alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma. L'esposizione, con ingresso gratuito e prenotazione online obbligatoria sul portale basilicataturistica.it, resterà aperta fino al 30 novembre 2026. L'iniziativa è promossa e organizzata da Apt Basilicata e Regione Basilicata in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e con le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, con il patrocinio del Ministero della Cultura , del Comune e della Provincia di Potenza. (LINK) Ad aprire la cerimonia i saluti istituzionali del sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, e del presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, nella veste di padroni di casa. Sono poi intervenuti il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il direttore generale di Apt Basilicata, Margherita Sarli, il capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, Massimo Osanna, il coordinatore scientifico del progetto e direttore del Pantheon e di Castel Sant'Angelo, Luca Mercuri, il direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Galleria Corsini, Thomas Clement Salomon, e i due curatori del percorso espositivo, Paola Nicita e Fabrizio Carinci. Ad accompagnare il taglio del nastro è stata l'installazione performativa "Narciso", proposta a titolo gratuito da Metamorfosi Danza con la direzione artistica di Michela Consolo e l'interpretazione di Tonia Laterza e Nunzia Picciallo. Due corpi, un ring d'acqua e una macchina fotografica hanno riportato in scena, in forma dal vivo, la stessa domanda che attraversa la mostra, quella sul confine tra identità e sguardo. A illustrare il senso dell'operazione è stata per prima Margherita Sarli, che ha rivendicato la scommessa culturale alla base del progetto. "Portare a Potenza il 'Narciso', opera raramente concessa in prestito, significa scommettere sulla cultura come motore capace di attivare anche i territori meno battuti dai grandi circuiti espositivi, generando un valore che può competere con quello dei poli museali maggiori – ha spiegato- Non vogliamo che resti un episodio isolato per quanto di grande pregio. La mia intenzione è che sia l'inizio di un percorso che renda le grandi mostre un tratto strutturale dell'offerta culturale della Basilicata. Non è un caso partire da Caravaggio e dal mito di Narciso, opera che indaga lo sguardo e il rapporto tra realtà e riflesso. Un'immagine coerente con una Basilicata che rifiuta rappresentazioni addomesticate e sceglie la propria identità autentica. La cultura riconosciuta a livello internazionale non ha bisogno delle grandi metropoli per generare valore, ma semplicemente di territori pronti ad accoglierla".  Un investimento che, per il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, va ben oltre il singolo evento espositivo. "La mostra dedicata al Narciso di Caravaggio rappresenta un passaggio strategico della politica culturale regionale – ha sottolineato – La Regione Basilicata ha creduto fin dall’inizio in questa operazione, sostenendo il progetto con Apt Basilicata e investendo risorse per consegnare alla città di Potenza un evento di respiro internazionale, un Museo rinnovato, più forte e più competitivo. Questa esposizione è il simbolo di una Basilicata che si muove, si rinnova e si riconosce nella cultura come motore di sviluppo. Un risultato che nasce dalla collaborazione tra istituzioni e dalla capacità della Regione di orientare e sostenere processi di valorizzazione che generano benefici reali per i cittadini". Sul valore nazionale dell'operazione si è soffermato anche il capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, Massimo Osanna. "È un giorno di grande soddisfazione per il Ministero della Cultura e per la Basilicata – ha detto – Già la prima giornata conferma il successo dell'iniziativa, che non si limita a portare un Caravaggio a Potenza ma ne restituisce il valore narrativo. Abbiamo scelto il mito di Narciso, cardine della coscienza occidentale dal Novecento in poi, per ricondurci ai classici e al loro peso sulla nostra idea di umanità.La mostra ripercorre questa eredità dagli affreschi pompeiani fino al Narciso di Carlo Levi, tra gli artisti che più hanno amato la Basilicata. Un mito dalla fortuna singolare – ha aggiunto – Nato in Beozia come racconto locale, ripreso da Ovidio nelle 'Metamorfosi', diffuso nelle case vesuviane, riproposto tra Umanesimo e Rinascimento, fino a ispirare Levi proprio a partire dal dipinto di Caravaggio — che oggi, per la prima volta, gli viene affiancato". A dare la propria lettura del prestito è stato anche Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, l'istituzione che ha concesso l'opera. "Le Gallerie Nazionali di Arte Antica sono felici di sostenere questa mostra di approfondimento sui temi incarnati da Narciso – è intervenuto – La presentazione di uno straordinario dipinto attribuito a Caravaggio, esposto in confronto ad altre opere che trattano il tema del celeberrimo testo di Ovidio, e l'opportunità per le scuole e i giovani di avvicinarsi alla storia dell'arte e a Narciso stesso, sono tutte componenti virtuose per sostenere con entusiasmo questo progetto del Museo Archeologico Provinciale di Potenza. Siamo certi che migliaia di visitatori e studiosi potranno fruire di questa opportunità irripetibile di ammirare il Narciso e la mostra a lui dedicata a Potenza, attuando la missione del museo di offrire un'esperienza di conoscenza frutto di un progetto di ricerca, studio e condivisione con altri territori e con tutti i pubblici". Il percorso, pensato dai curatori come un racconto in cinque atti, accompagna il visitatore dapprima tra le radici archeologiche e letterarie del mito — dall'affresco pompeiano 'Narciso alla fonte' del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alla cinquecentesca edizione delle Metamorfosi di Ovidio — per poi entrare in uno spazio immersivo di superfici riflettenti e giochi di luce che trasforma il mito in un'esperienza fisica di sdoppiamento e vertigine. Un montaggio di estratti da documentari, cinema d'autore e animazione racconta come l'immagine di Narciso continui a popolare l'immaginario contemporaneo, prima del momento culminante del percorso. L'incontro, in uno spazio quasi meditativo, con il dipinto di Caravaggio, opera di sintesi tra mito, psicologia e riflessione sull'atto stesso del vedere. Chiude la mostra un confronto inedito con il Novecento lucano, attraverso le opere che Carlo Levi dedicò allo stesso soggetto. Un dialogo diretto tra il Seicento romano e la Basilicata del secolo scorso, che nessuna altra sede avrebbe potuto proporre. Ad arricchire il percorso, prestiti da istituzioni di primo piano come le Gallerie degli Uffizi, le Gallerie Estensi, il Museo di Capodimonte, i Musei Nazionali di Genova e le Gallerie dell'Accademia di Venezia, con opere di Vincenzo Gemito, Antonio Giovanni Boltraffio, Domenico Parodi, Jean Roos, Charles Mellin e Giulio Carpioni.   
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Campiello Giovani, la finale al Campus di H-Farm a Roncade

(Adnkronos) – Sarà il Campus di H-Farm a Roncade (Treviso) a ospitare, venerdì 18 settembre, la giornata conclusiva della 31/a edizione del Campiello Giovani, il concorso letterario rivolto ai ragazzi tra i 15 e i 21 anni e organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. Il programma si articolerà in due appuntamenti: al mattino le attività dedicate agli studenti e la proclamazione del vincitore e delle menzioni speciali; in serata lo spettacolo che vedrà i racconti finalisti protagonisti insieme alla gli studenti del Corso di Music Production del Cpm Music Institute. La scelta di H-Farm rappresenta la principale novità dell’edizione 2026 e dà forma a una nuova collaborazione fondata sulla comune attenzione alle giovani generazioni. Il Campus di Roncade, luogo nel quale convivono formazione, innovazione, startup e impresa, offrirà al Campiello Giovani una sede che riflette la visione e le prospettive del progetto: uno spazio nel quale far incontrare la tradizione umanistica e i linguaggi del futuro, la creatività e le competenze, la capacità di raccontare il presente e quella di trasformare le idee in percorsi concreti. Dichiara Raffaele Boscaini, presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto: «Portare la giornata conclusiva del Campiello Giovani a H-Farm significa collocare le parole e le storie dei ragazzi in un luogo che investe ogni giorno sul loro talento e sulla loro capacità di immaginare il futuro. Come imprenditori veneti, crediamo che sostenere i giovani significhi creare occasioni concrete in cui possano esprimere il proprio talento, confrontarsi con il presente e costruire il domani. Il programma del 18 settembre, con il coinvolgimento degli studenti e il dialogo tra scrittura, teatro e musica, dà concretezza a questa visione: fare del Premio un laboratorio aperto, capace di ascoltare le nuove generazioni.»  Aggiunge Riccardo Donadon, fondatore, presidente e amministratore delegato di H-Farm: «Siamo davvero felici di ospitare il Campiello Giovani e di collaborare con un Premio così importante, che da oltre trent’anni avvicina le nuove generazioni alla cultura e alla scrittura e, soprattutto, le incoraggia a credere nelle proprie passioni e a coltivarle. È qualcosa in cui crediamo molto anche noi: creare occasioni per mettersi alla prova, esprimersi, scoprire il proprio talento e capire fin dove può portarci. Avere il Campiello Giovani nel nostro Campus significa mettere insieme mondi che solo apparentemente sono lontani: cultura e innovazione, parole e tecnologia, la capacità di raccontare il presente e il coraggio di immaginare quello che ancora non c’è.» Il primo appuntamento si svolgerà al mattino e sarà dedicato agli studenti. Attraverso alcune sessioni sul racconto, realizzate in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e il Cpm Music Institute di Milano – la Scuola di Musica fondata e presieduta da Franco Mussida – i partecipanti potranno confrontarsi con le forme e i linguaggi attraverso cui una storia prende vita. Nel corso della mattinata saranno inoltre proclamati il vincitore della 31/a edizione e assegnate le menzioni speciali. Si confermano la menzione speciale del Movimento Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria per il miglior racconto dedicato alla cultura d’impresa e la menzione sul tema del viaggio, inteso in senso reale o immaginario, realizzata in collaborazione con Trenitalia. A queste si aggiunge una nuova menzione speciale promossa in collaborazione con la Regione del Veneto. Resta centrale il sostegno di Intesa Sanpaolo, Main Partner del Premio Campiello e Partner Esclusivo del Campiello Giovani. La collaborazione accompagna l’intero percorso del concorso e ne rafforza l’impegno nella valorizzazione dei giovani talenti, nella diffusione della lettura e nella promozione dei temi della sostenibilità sociale e ambientale. Nel corso della proclamazione mattutina sarà assegnata, per il quinto anno consecutivo, l’attestazione di merito dedicata al racconto che meglio affronta questi temi.  In serata il Campus ospiterà “Note e Parole”, il format sviluppato in collaborazione con il Cpm Music Institute. Nei mesi precedenti all’evento, i cinque finalisti lavoreranno con alcuni allievi del Cpm alla creazione di composizioni originali ispirate ai racconti in gara, che saranno presentate dal vivo nel Campus. Il percorso conferma la volontà di superare i confini tra i linguaggi artistici e di restituire le opere dei giovani autori attraverso un’esperienza in cui scrittura e musica si rafforzano reciprocamente. Lo spettacolo sarà curato sotto la direzione artistica di Davide Stefanato e vedrà il contributo di Franco Mussida. I cinque finalisti della 31/a edizione sono: Matteo D’Angelo, 21 anni di Arezzo, con "Con crescendo rossiniano"; Ofelia Fioretti, 18 anni di Vicenza, con "Un panopticon"; Matteo Ghisleri, 21 anni di Vercelli, con "Ricalcolo percorso"; Vincenzo Carlo Savoca, 18 anni di Carini (Palermo), con "Il re di vetro"; Mattia Schifaudo, 21 anni di Palermo, con "Conservare". I racconti sono stati scelti dalla Giuria dei Letterati, presieduta da Ermanno Paccagnini e composta da Giulia Belloni, Michela Possamai e Daniela Tonolini, tra i quindici semifinalisti selezionati a loro volta tra 168 racconti provenienti dall’Italia e dall’estero. Hanno partecipato alla realizzazione dei brani come compositori Andrea Colasante, Giuseppe Garavana, Isabella Ambroggio, Leonardo Pugliese, Giorgio Granelli, Francesco Paganoni e Leonardo Munari e i musicisti Giulio Molteni (basso), Lorenzo Niniano (chitarra), Marzia Tonello (tastiere), Daniele Bressani (Batteria), Pietro Bombardelli (Cantante) e Susanna Lecce (Cantante). I musicisti sono stati coordinati sotto la direzione artistica dal Maestro Alberto Cipolla.  Il nuovo rapporto con H-Farm si inserisce nel più ampio percorso di alleanze formative avviato nel 2026, che comprende anche l’Università Luiss Guido Carli, con l’obiettivo di far dialogare letteratura, alta formazione e competenze del futuro. Prosegue anche la collaborazione con il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, che accompagna i finalisti in ulteriori occasioni di incontro, formazione e valorizzazione del territorio. Il vincitore del Campiello Giovani sarà premiato ufficialmente sabato 3 ottobre al Lido di Venezia, durante la Cerimonia di Premiazione della 64/a edizione del Premio Campiello. Si aggiudicherà una vacanza-studio di due settimane in Europa; tutti i finalisti vedranno i propri racconti pubblicati in una collana della Fondazione Il Campiello, riceveranno una dotazione di libri e saranno invitati all’evento conclusivo. Il Campiello Giovani si avvale della collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, i Campionati di Italiano del Ministero dell’Istruzione e del Merito e la rete dei Giovani Imprenditori di Confindustria, oltre che del costruttivo interesse di presidi e docenti che continuano a sostenere questa vetrina di giovani talenti. 
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Conte a scuola, il messaggio contro il riarmo: c’è un errore alla lavagna

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(Adnkronos) – "No al riarmo, si a scuole più sicure". Giuseppe Conte inciampa nell'ortografia. Il leader del Movimento 5 Stelle pubblica sui propri canali social un video con cui documenta gli interventi effettuati in una scuola di Isernia, in Molise, grazie ai fondi ottenuti con il Pnrr. La clip si apre con il messaggio che l'ex presidente del Consiglio scrive con il gesso sulla lavagna di un'aula. "No al riarmo, si a scuole più sicure", scrive Conte. Sul sì, però, manca l'accento e su X scatta subito la correzione firmata da utenti e profili inflessibili.   "I bambini qui ritroveranno aule nuove, più sicure, più pulite. Potranno studiare in un ambiente più confortevole grazie al Pnrr. Abbiamo portato quei soldi per difendere un modello di welfare. Il piano di riarmo non ci rende più sicuri, fatto come lo stiamo facendo per riarmare i singoli paesi che se lo possono permettere senza lo straccio di una difesa europea", dice Conte. 
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Turismo: Indra Group, trasformazione presenza digitale Alto Adige, più 42% di prenotazioni grazie a nuovo hub

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(Adnkronos) – Minsait, società di Indra Group, ha realizzato per Idm Südtirol Alto Adige, l’Agenzia per lo sviluppo e il marketing del territorio altoatesino, Suedtirol.info: un ecosistema digitale integrato che ridefinisce il modo in cui l’Alto Adige si presenta al mondo. Il nuovo hub riunisce in un’unica piattaforma i contenuti e i servizi digitali del territorio, accompagnando la transizione verso un portale unico che connette viaggiatori, operatori locali e contenuti del territorio, e diventando il punto di riferimento dell’intero ecosistema digitale altoatesino. La soluzione è stata sviluppata in collaborazione con Adobe, che ha messo a disposizione la propria tecnologia di gestione dei contenuti (Adobe Experience Manager as a Cloud Service) come motore dell’intera architettura. Il progetto nasce dall’esigenza di mettere ordine in un patrimonio di informazioni distribuito su molti canali e piattaforme diverse, trasformandolo in un’unica infrastruttura digitale coerente, accessibile e aperta ai mercati internazionali. La piattaforma gestisce i contenuti in più lingue, aggiorna automaticamente i siti tematici dei partner e garantisce un’immagine di marca uniforme su tutti i canali, inclusa l’app ufficiale dell’Alto Adige, che condivide con il portale gli stessi contenuti e servizi in tempo reale. I risultati parlano chiaro. Nei primi sei mesi dal go-live, suedtirol.info ha registrato un incremento del 51% del traffico sul portale, una crescita del 72% di nuovi visitatori, un incremento del 24% del volume delle richieste arrivate dal sito e un aumento del 42% delle prenotazioni. Il portale ha raggiunto eccellenti performance nelle metriche di indicizzazione Seo, assicurando la massima visibilità sui motori di ricerca internazionali, e ha migliorato in modo significativo l’accessibilità digitale, ampliando il numero di persone che possono fruirne. Per Michael Bernhart, Head Technologies di Idm Südtirol Alto Adige “con questo progetto abbiamo finalmente un’unica voce digitale per tutto il territorio. Non si tratta solo di un sito più moderno: è il punto di incontro tra chi vuole scoprire l’Alto Adige e chi lo abita, vi lavora, lo promuove ogni giorno. Grazie a questa piattaforma possiamo raggiungere i nostri ospiti in modo più coerente e personale, su tutti i mercati in cui operiamo, e offrire ai nostri partner locali una visibilità che prima richiedeva sforzi molto maggiori”. “Il progetto Idm Südtirol Alto Adige dimostra come la tecnologia, quando è progettata con la giusta visione, possa trasformare un territorio in un ecosistema digitale di eccellenza. Abbiamo costruito un'infrastruttura capace di connettere persone, contenuti e servizi in modo fluido e coerente, mettendo al centro l’esperienza del viaggiatore e valorizzando al contempo il patrimonio di ogni operatore locale. È esattamente il tipo di impatto che Minsait persegue ogni volta che affianca le istituzioni nel loro percorso di trasformazione digitale”, ha dichiarato Igino Di Lello, Head of IT Strategy & Web Portals di Indra Group in Italia. Il principio alla base del progetto è semplice: ogni contenuto viene creato una sola volta e pubblicato automaticamente su tutti i canali, il portale, l’app ufficiale e i siti tematici dei partner, sempre aggiornato e coerente, in ogni lingua. In questo modo si eliminano le duplicazioni e i team editoriali di Idm Südtirol Alto Adige possono lavorare in modo più rapido ed efficiente. Le immagini e i materiali multimediali sono ottimizzati per caricarsi velocemente e in modo leggero su qualsiasi dispositivo, dallo smartphone al computer. Attorno a questo nucleo, Minsait ha costruito un ecosistema di servizi pensati per accompagnare il viaggiatore in ogni fase del suo percorso: un sistema che ne riconosce le preferenze e personalizza le comunicazioni, dalla prima ricerca fino alla prenotazione; strumenti di analisi che aiutano a comprendere che cosa cercano gli utenti, sempre nel pieno rispetto delle normative sulla privacy; collegamenti affidabili e sicuri con i sistemi di prenotazione e con le piattaforme degli operatori locali, per garantire informazioni e disponibilità sempre coerenti, in ogni condizione. Particolare attenzione è stata dedicata al motore di ricerca, uno degli elementi più importanti del progetto. Oggi il portale comprende ciò che l’utente sta cercando, suggerisce i risultati mentre si digita, propone alternative utili anche quando una ricerca non dà esiti e riduce il numero di passaggi necessari per arrivare alla prenotazione. Il risultato è un’esperienza più intuitiva, che trasforma ogni ricerca in un’occasione per trovare con facilità ciò che si desidera. Fin dalle prime fasi, l’obiettivo è stato costruire una piattaforma che funzioni davvero per tutti: accessibile anche a chi utilizza tecnologie assistive e conforme ai principali standard internazionali di accessibilità, rapida su qualsiasi dispositivo e attenta al consumo di risorse digitali. Il risultato è un portale che non esclude nessun utente e offre un’esperienza fluida indipendentemente dal dispositivo o dalla connessione disponibile, riflettendo i valori di qualità e inclusività che contraddistinguono il brand Südtirol Premium. Il nuovo hub contribuisce al posizionamento dell’Alto Adige come uno degli habitat più attrattivi e sostenibili d’Europa. La piattaforma, inoltre, è stata progettata su standard aperti che ne assicurano l’autonomia e la libertà di evoluzione nel tempo, ed è pronta a crescere insieme al territorio, estendendosi in futuro a nuovi ambiti e servizi. 
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Napoli, sequestra per ore ragazza adescata sui social e la violenta: arrestato

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(Adnkronos) –
Dopo aver adescato su un social network una ragazza, poco più che maggiorenne, l'avrebbe attirata con l'inganno in una cantina, sequestrata diverse ore e costretta a ripetute e gravi violenze fisiche e atti sessuali, con percosse, minacce di morte e usando travi di legno per immobilizzarla. Per questo motivo stamattina i militari della stazione dei carabinieri di Sant'Antonio Abate (Napoli), in esecuzione di un'ordinanza per la misura cautelare della custodia in carcere emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della procura, hanno arrestato un giovane di 26 anni. Secondo quanto riferisce una nota della procura di Torre Annunziata, il 26enne è accusato di violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona pluriaggravati, commessi nella notte tra il 2 e il 3 agosto scorso. Le indagini, coordinate dalla stessa procura ed eseguite dai carabinieri, sono partite dalla denuncia-querela presentata dalla vittima nei giorni successivi. Da quanto emerso dalle indagini, secondo l'accusa, l'indagato avrebbe adescato la ragazza tramite social network per poi portarla nella sua cantina, buia e isolata in un condominio di Castellammare di Stabia. Qui, dopo aver sbarrato l'unica porta d'ingresso con un pesante termosifone e averle preso il cellulare, il ragazzo l'avrebbe sequestrata per diverse ore.  Nonostante le suppliche e i tentativi di difesa della vittima, l'indagato l'avrebbe costretta a subire ripetute e gravi violenze fisiche e atti sessuali. Secondo quanto riferiscono gli inquirenti, la ricostruzione della vittima avrebbe trovato anche "riscontro nei referti medici ospedalieri, nei rilievi fotografici effettuati dalla polizia giudiziaria e nelle testimonianze delle persone" con le quali la ragazza si era confidata.  
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Pilota Usa abbattuto in Iran: “E’ stato terrificante, ecco come mi sono salvato”

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Ore trascorse in fuga, ferito e nascosto tra le montagne, dopo che il suo aereo era stato abbattuto in Iran. Per la prima volta un 'top gun' dell’aeronautica degli Stati Uniti ha raccontato pubblicamente cosa è accaduto nelle ore più drammatiche della sua missione in Iran e, in un’intervista trasmessa domenica sera dal programma '60 Minutes' della CBS, ha ricostruito l’operazione di salvataggio. Per proteggerne l’identità, nel corso della trasmissione è stato utilizzato soltanto il suo nome in codice, 'Bravo'. Il militare era il weapon systems officer (ufficiale addetto ai sistemi d'arma) a bordo di un F-15 colpito durante la missione. Dopo l'impatto è riuscito ad attivare l'ejection seat system per abbandonare il velivolo. Il suo paracadute è rimasto danneggiato e, durante la caduta, ha fatto tutto il possibile per "aprirlo e separarne i pezzi". "È stata la cosa più terrificante che abbia mai visto", ha raccontato. L'impatto con il terreno gli ha provocato gravi ferite: una frattura alla schiena, ad un braccio e ad una spalla, oltre a una distorsione alla caviglia e profonde escoriazioni alla testa e al volto. Nonostante le condizioni fisiche, 'Bravo' si è messo in movimento verso un crinale montuoso alto oltre 2.100 metri. Dopo aver trovato una grotta, è rimasto nascosto per circa 50 ore, riuscendo ad evitare le forze iraniane che si stavano avvicinando. Aveva con sé soltanto una pistola, un dispositivo per comunicare e un localizzatore GPS.  Intervistato dalla giornalista della CBS Norah O’Donnell, 'Bravo' ha raccontato che "dopo aver trovato un posto che ritenevo abbastanza nascosto, ho iniziato a lavorare per riuscire a comunicare". Quando finalmente è riuscito a fermarsi e a valutare tutto quello che era successo, ha inviato il primo messaggio: "Dio è buono". L’operazione di salvataggio ha coinvolto centinaia di militari e uomini dell’intelligence americana, comprese unità d’élite come la Delta Force dell’Esercito e il SEAL Team Six della Marina. Prima dell’intervento sarebbe stata inoltre avviata una complessa operazione di depistaggio da parte della Cia per confondere i piani iraniani: Teheran aveva offerto una ricompensa per la cattura del militare. Durante '60 Minutes' sono state mostrate anche immagini declassificate dal Pentagono che documentano le operazioni dei paracadutisti d'élite dell'Aeronautica militare mentre si dirigevano verso il militare per soccorrerlo. Il momento in cui ha visto i suoi soccorritori arrivare sulla cresta dove si era nascosto, ha affermato 'Bravo', "è stato uno dei momenti più belli della mia vita, e non so come esprimerlo in modo più chiaro di un semplice 'grazie' per tutto quello che hanno fatto".  I nomi del militare e del pilota dell'F-15 recuperato subito dopo lo schianto non sono mai stati resi pubblici dal Pentagono, sia per ragioni di sicurezza sia per evitare la divulgazione di informazioni sensibili. 
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Anthropic, il country manager Mattia Gamberoni: “Trasparenti sui rischi senza precedenti dell’Ai”

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(Adnkronos) – Anthropic annuncia la nomina di Mattia Gamberoni a Country manager per l’Italia, dopo l'annuncio dell’apertura di un ufficio a Milano, che è già operativo. Il manager guiderà il team in Italia supportando imprese, startup e ricercatori. In precedenza Gamberoni ha lavorato in Salesforce e Cisco, ha guidato Stripe nell’Europa meridionale e ha contribuito all’avvio di Aws nella penisola iberica. Mentre gli allarmi sulla possibile apocalisse provocata dall'Ai aumentano, il manager all’Adnkronos dice che “siamo sempre stati trasparenti sul fatto che l'Ai porterà con sé enormi benefici, ma anche rischi senza precedenti”. “Non commentiamo”, dice il manager “eventuali accessi futuri a Mythos 5”, la famiglia più avanzata di modelli di Anthropic a cui è appena stato garantito l’accesso all’Agenzia europea per la cybersecurity. 
Quali progetti sono attualmente in corso in Italia e chi sono i vostri clienti più importanti?
 Anthropic collabora con importanti imprese italiane nei settori dei servizi finanziari, delle life sciences, dell'energia, dell'automotive e della tecnologia. Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Unipol sono tra le aziende che stanno estendendo l'utilizzo di Claude Code ai propri sviluppatori, affiancandolo alle competenze ingegneristiche interne per modernizzare il modo in cui sviluppano il software. 
Di cosa si occuperà il team ospitato nell'ufficio di Milano? Ci sarà una componente di ricerca?
 Guiderò un team focalizzato sul mercato italiano, con competenze trasversali che spaziano dal rapporto con le grandi imprese alle partnership, dal supporto tecnico e a diretto contatto con i clienti allo sviluppo dell'ecosistema. L'obiettivo è combinare una conoscenza approfondita del mercato italiano con l'accesso alle competenze e alle risorse di Anthropic a livello europeo e globale, in ambiti che comprendono prodotto, ricerca, sicurezza e implementazione. Il team italiano non opererà come un'unità autonoma, ma lavorerà in stretto coordinamento con i team di Anthropic nel mondo. Questo modello permette a clienti e partner locali di beneficiare sia di un supporto diretto sul territorio, sia del collegamento con i team che sviluppano Claude e con il più ampio lavoro dell'azienda su prodotto e sicurezza. 
Cosa l'ha convinta ad accettare un ruolo in Anthropic?
 Il mio obiettivo è aiutare le imprese italiane a trasformare il potenziale dell'AI in valore duraturo, attraverso sistemi di AI di cui possano fidarsi. Molte aziende, istituzioni e sviluppatori in Italia stanno già sperimentando e utilizzando tecnologie di frontiera, e io ho trascorso la mia carriera a costruire mercati e a far crescere piattaforme tecnologiche in Europa. È proprio l'attenzione di Anthropic a sicurezza, affidabilità e creazione di valore nel lungo periodo ad avermi convinto ad accettare questo ruolo. 
Cosa rappresenta per voi il mercato italiano in termini di numeri e obiettivi? Per Anthropic questa presenza è puramente commerciale o apre anche possibilità strategiche, o persino di M&A?
 Vediamo l'Italia come un Paese con un forte potenziale nell'AI, dove imprese, istituzioni e sviluppatori stanno già utilizzando tecnologie di frontiera per sperimentare nuovi modi di lavorare. L'apertura dell'ufficio di Milano e la nomina di un Country Manager si inseriscono nel più ampio percorso di crescita europea di Anthropic e riflettono la nostra volontà di lavorare fianco a fianco con aziende, founder, università e istituzioni pubbliche italiane per promuovere un'adozione responsabile dell'AI. Il nostro obiettivo è costruire una presenza solida e affidabile, capace di supportare nel lungo periodo i clienti e l'intero ecosistema italiano. 
A quali clienti contate di rivolgervi in prima battuta? Ci sono già pubbliche amministrazioni o ministeri tra i vostri clienti?
 L'approccio di Anthropic in Italia parte dalle esigenze dei clienti, non da un singolo segmento. Lavoriamo con imprese nei settori dei servizi finanziari, delle life sciences, dell'energia, dell'automotive e della tecnologia, che stanno utilizzando Claude principalmente in tre modi. I team utilizzano Claude per fare ricerca, analizzare informazioni, redigere contenuti e scrivere codice. Le aziende stanno integrando Claude nei processi operativi, affidandogli attività ad alto volume e permettendo così ai propri specialisti di concentrarsi sulle decisioni che richiedono esperienza e giudizio umano. Le imprese stanno integrando Claude nei prodotti e nei servizi che offrono ai propri clienti. Oltre al mondo enterprise, stiamo lavorando con università e istituzioni pubbliche sul tema dell'adozione responsabile dell'AI in Italia. 
Sono previste partnership con attori come Cdp o iniziative simili per l’ecosistema?  Avere un ufficio a Milano significa essere presenti sul territorio per supportare le imprese italiane, la ricerca e l'ecosistema tecnologico italiano nel percorso verso un'adozione sicura dell'AI. Più di recente abbiamo anche lanciato a Milano il programma Claude Community Ambassador, che riunisce founder e sviluppatori attraverso meetup, workshop e hackathon e crea un canale attraverso cui la community italiana degli sviluppatori può contribuire a plasmare il futuro di Claude. 
Gli allarmi sulla sicurezza dell'AI aumentano mentre si avvicinano le grandi IPO. Qual è la sua visione sull'approccio di Anthropic alla sicurezza?
 Siamo sempre stati trasparenti sul fatto che l'AI porterà con sé enormi benefici, ma anche rischi senza precedenti. Per affrontarli, continuiamo a sviluppare modelli dotati di alcune delle più solide salvaguardie del settore. Anthropic è stata pioniera nella mechanistic interpretability, un campo di ricerca che mira a comprendere cosa accade all'interno dei modelli di AI e come questi funzionano, e che oggi viene utilizzato per analizzare e prevenire potenziali fenomeni di disallineamento dell'AI. Siamo stati il primo laboratorio di AI a pubblicare una Responsible scaling policy, un framework pubblico dedicato alla mitigazione dei rischi catastrofici associati ai modelli di AI. Continuiamo inoltre a sottoporre i nostri modelli a test rigorosi per individuare capacità potenzialmente pericolose, in ambiti come la cybersecurity e la biologia, e a condividere ciò che impariamo per favorire il confronto e la ricerca nel settore. È anche per questo che riteniamo che il mondo trarrebbe beneficio dall'adozione, da parte dell'intero settore, di modalità legali e verificabili per collaborare alla definizione di criteri condivisi per lo sviluppo e il rilascio di modelli sempre più potenti. 
Qual è l'attuale utilizzo in Italia dei vostri modelli più avanzati, parte della famiglia Mythos? Mentre a Enisa è stato appena garantito l'accesso a Mythos 5, avete avuto o avrete colloqui con le istituzioni italiane sul tema sicurezza?
 Claude viene utilizzato in Italia in diversi ambiti, dallo sviluppo software al knowledge work, dalla ricerca e analisi alla trasformazione dei flussi di lavoro. Claude Code, in particolare, rappresenta un esempio concreto. Stiamo coinvolgendo l'ecosistema più ampio, comprese università e istituzioni pubbliche, nell'ambito di un confronto più ampio sull'adozione responsabile dell'AI. In questa fase non commentiamo eventuali accessi futuri a Mythos 5. 
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