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Kallas “Cresce la minaccia di attacchi ibridi russi, risposta deve essere decisa”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “L’Europa è molto più forte di prima, il nostro parteneariato strategico con la Nato significa che lavoriamo gomito a gomito tutti i giorni, ma la minaccia di attacchi ibridi russi in tutta Europa non fa che crescere”. Lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la Politica estera, Kaja Kallas, intervenendo nella plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo nel dibattito sulla guerra ibrida.
“La tecnica di Putin è uquella di un bullo. Gli attacchi ibridi di Mosca sono progettati per intimidirci, paralizzare le nostre società e farci esitare ad agire – ha aggiunto -. Questo è esattamente ciò a cui mira Putin. Non dobbiamo lasciare che la paura determini le nostre scelte. Dobbiamo rispondere in modo deciso. La sicurezza dell’Europa lo richiede e i cittadini se lo aspettano”.
“C’è l’urgenza di agire. Da quando la Russia ha lanciato la sua invesione su larga scala dell’Ucraina c’è stato un costante aumento di attacchi ibridi nei confronti dell’Europa”, ha sottolineato Kallas.
Per l’Alto rappresentante “la Russia è pericolosa, ha dispiegato” attacchi ibridi anche nelle ultime 48 ore, e non si tratta di incidenti ma di “tentativi calcolati di indebolire la nostra risolutezza, la nostra unità e giocare con i timori di un’escalation”.
“L’Europa non diminuirà il sostegno all’Ucraina”, ha spiegato Kallas, aggiungendo come la Russia si adatti ai vari Paesi da che prende di mira: “In alcuni Paesi ci sono attacchi fisici, in altri si agisce sull’informazione e si cerca di interferire nelle elezioni”.
“Una cosa è chiara: Putin non si fermerà, se non lo ferma qualcuno. Per questo dobbiamo smascherare gli attacchi ibridi – ha detto ancora Kallas -. Dobbiamo incoraggiare gli Stati membri a fare cooperare meglio le intelligence”, ha spiegato Kallas.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Quando il cinema cura: la voce dei ragazzi con malattie inguaribili

(Adnkronos) – Prestare la voce a un personaggio per trovare un modo nuovo per esprimere anche le proprie emozioni. È questa la sfida raccolta da dieci bambini e ragazzi dell’Hospice Pediatrico di Padova, affetti da malattie rare e seguiti con cure palliative pediatriche che, per mesi, si sono messi alla prova come doppiatori. I giovani pazienti sono diventati così i protagonisti di 'Ardire 2', un progetto che ha portato il linguaggio del cinema all’interno del percorso di cura attraverso un laboratorio di doppiaggio e interpretazione a distanza pensato per sviluppare competenze comunicative ed espressive, favorire la collaborazione nel gruppo, un’esperienza creativa inserita nel percorso di cura, con l'obiettivo di ridurre ansia, stress e il senso di isolamento legati alla malattia. L’esperienza, iniziata nell’ottobre 2025 e proseguita fino a maggio 2026 si è conclusa con la presentazione ufficiale a Padova del corto realizzato a partire dal cartone animato 'Mavka e la foresta incantata' (gentilmente reso disponibile da Notorious Pictures), e doppiato dai giovani pazienti. Promosso dall’Uoc Hospice Pediatrico dell’Azienda ospedale–università di Padova e dal Dipartimento Salute della Donna e del Bambino dell’università degli Studi di Padova — in collaborazione con la Fondazione La Miglior Vita Possibile e MediCinema Italia Ets – Il Cinema è Cura e—, il progetto ha ricevuto il sostegno di Fondazione Stevanato e del Fondo Carta Etica di UniCredit. La responsabilità scientifica dell’iniziativa – informa una nota – e del relativo protocollo osservazionale è stata affidata a Franca Benini, direttrice dell'Uoc Hospice Pediatrico dell’Aou di Padova, con la collaborazione del professore Francesco Pagnini di Università Cattolica Milano. Il lavoro dei ragazzi – si legge – ha preso forma attraverso 'Mavka e la foresta incantata' (Mavka. The Forest Song), film d’animazione ucraino del 2023 diretto da Oleh Malamuž e Oleksandra Ruban e distribuito nelle sale italiane da Notorious Pictures. I giovani partecipanti ne hanno reinterpretato e doppiato una parte, sotto la guida della nota doppiatrice Ida Sansone, dando vita al corto che verrà mostrato al termine del progetto. Ma quello che arriverà sullo schermo sarà soltanto il risultato più visibile di un percorso ben più ampio. Scegliere una voce, trovare l’intonazione, interpretare un’emozione, lavorare sulla respirazione e sull’espressività: gli strumenti del doppiaggio sono diventati occasioni per sperimentare capacità comunicative e modalità nuove per raccontare il proprio mondo emotivo.   Guidati da professionisti del cinema, fonici e psicologi- riferisce la nota – i ragazzi hanno lavorato sull’interpretazione, sulla voce e sulla riscrittura del copione. Il laboratorio ha offerto loro uno spazio in cui mettersi alla prova attraverso il gioco e la creatività, affrontare paure e timidezze, allenare la respirazione, migliorare l’espressività verbale e sviluppare una maggiore consapevolezza emotiva. La voce è diventata così uno strumento di espressione e relazione: con il personaggio interpretato, con gli altri partecipanti e con le proprie emozioni. Ardire 2 raccoglie l’eredità di Ardire 1 – Arte per Dire, il progetto promosso dalla Fondazione La Miglior Vita Possibile e l’Associazione Medicinema Italia, che aveva coinvolto dodici pazienti dell’Hospice Pediatrico di Padova in un percorso di arteterapia dedicato al disegno e al fumetto. Quell’esperienza aveva mostrato come l’espressione artistica potesse diventare uno strumento prezioso per raccontare la malattia, ridurre ansia e stress, migliorare la qualità di vita e rafforzare la relazione con le famiglie e i professionisti sanitari. Accanto alla dimensione creativa, Ardire 2 ha previsto un monitoraggio scientifico dei benefici associati all’esperienza del doppiaggio, gestito attraverso uno studio osservazionale.  La valutazione è stata impostata per osservare il miglioramento psicologico e attitudinale di ciascun partecipante e misurarne i progressi sia sul piano pratico-esecutivo sia su quello relazionale. Vengono prese in considerazione la situazione clinica globale e la qualità di vita dei ragazzi, il livello di adattamento socio-emotivo e l’impatto del percorso sul loro stato psicofisico. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione delle emozioni correlate alla malattia inguaribile e alle problematiche legate alle cure palliative, sia sul piano personale sia nella relazione sociale e familiare. Il monitoraggio è affidato a un protocollo di valutazione curato dal professor Francesco Pagnini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e seguito da un team di psicologhe dell’Hospice Pediatrico di Padova, con focus group mirati. A sottolineare il senso di questo percorso umano e scientifico è Giuseppe Zaccaria, presidente della Fondazione La Miglior Vita Possibile: "Con Ardire 2 abbiamo voluto offrire ai ragazzi dell’Hospice Pediatrico un’esperienza capace di andare oltre la malattia e di mettere al centro le loro possibilità, la creatività e il desiderio di esprimersi. Il doppiaggio ha dato loro uno spazio nuovo in cui sperimentarsi, giocare con la voce, interpretare emozioni e condividerle con gli altri. Vedere oggi il risultato di questo percorso significa soprattutto riconoscere il valore di ciò che questi ragazzi sono riusciti a costruire insieme, accompagnati dalle loro famiglie e dai professionisti che hanno reso possibile il progetto". "Lo studio, anche se su piccoli numeri, ha dato risultati molto promettenti – aggiunge Benini – Durante il laboratorio i ragazzi si sono aperti, hanno partecipato, hanno stretto legami, e chi era partito più chiuso è quello che si è mosso di più. Le interviste raccontano un'esperienza che per molti ha avuto senso profondo, fatta di scoperta di sé e di costruzione di rapporti positivi con gli altri ragazzi. Il percorso ha innescato in tutti i ragazzi doppiatori un processo evolutivo significativo. Anche per i genitori è stata una esperienza positiva, motivante che ha portato anche dei cambiamenti tangibili nei rapporti intra familiari e nella vita di ogni giorno". "Questo progetto sottolinea l’importanza della integrazione della cura con l’arte, strumento di primaria importanza oggi nella prescrizione sociale – spiega Fulvia Salvi, presidente di Medicinema Italia Ets -. Con Ardire 2, dopo l’esperienza di Ardire 1, si è dimostrata l’efficacia dell’intervento terapeutico con il doppiaggio cinematografico, eseguito con grande rigore scientifico, per garantire ai piccoli pazienti il miglior sollievo e benessere e la maggiore inclusività".   "Crediamo che la cura non si esaurisca nella dimensione clinica, ma si compia anche attraverso cultura, creatività e relazione. Con Ardire 2 – sottolinea Sergio Stevanato, presidente di Fondazione Stevanato – abbiamo voluto offrire ai bambini e ai ragazzi dell’Hospice Pediatrico di Padova, impegnati in percorsi complessi e delicati, un’opportunità per ritrovare fiducia e dare voce alle proprie emozioni. È un progetto che riflette i valori della Fondazione Stevanato: costruire comunità più inclusive e capaci di attenzione verso chi affronta le sfide più difficili della vita". A confermare l'importanza del sostegno del territorio è stato anche Roberto Burato, Area Manager Retail Padova e Rovigo di UniCredit, che ha evidenziato il valore dell'inclusione attraverso il linguaggio artistico: "Come UniCredit siamo orgogliosi di aver sostenuto Ardire 2, un progetto che ha unito cura, inclusione e creatività, offrendo ai bambini e ai ragazzi dell’Hospice Pediatrico di Padova un’opportunità concreta di espressione e partecipazione. Iniziative come questa dimostrano come l’arte possa diventare uno strumento di benessere, crescita e condivisione, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei giovani pazienti e delle loro famiglie". 
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Intelligenza artificiale, Italiano (Luiss): “Allarme Onu va preso sul serio, costruire regole e controlli”

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(Adnkronos) – L'allarme dell'Onu sull'intelligenza artificiale come "minaccia per le democrazie" va "preso sul serio" senza "trasformarlo in allarme apocalittico" e per questo è necessario costruire "oggi regole e controlli proporzionati alle capacità reali dell'Ai, senza aspettare che sia il prossimo incidente a imporcelo". E' la posizione di Giuseppe Francesco Italiano, prorettore per l'Artificial Intelligence e le Digital Skills all'Università Luiss 'Guido Carli' di Roma, in cui è anche professore ordinario di Informatica. Secondo Italiano, tra i massimi esperti italiani ed europei di informatica, algoritmi e intelligenza artificiale, " i rischi più concreti per i servizi essenziali e per le democrazie sono già visibili oggi, non tra dieci anni".  
Professor Italiano, come giudica l'allarme dell'Onu sull'Ai? Può davvero paralizzare i servizi essenziali ed essere una minaccia per le democrazie? Quali sono i rischi reali?
 "L'allarme dell'Alto commissario Türk va preso sul serio, ma senza trasformarlo in un allarme apocalittico. Nella sua lettera parla di una soglia irreversibile che riguarderà anche le generazioni future: un linguaggio molto forte, e non è un caso che arrivi proprio ora, mentre il dibattito sui rischi dell'AI si fa più acceso. Detto questo, i rischi più concreti per i servizi essenziali e per le democrazie sono già visibili oggi, non tra dieci anni: attacchi informatici sempre più automatizzati, disinformazione su scala industriale, frodi, manipolazione dell'opinione pubblica, sistemi decisionali che amplificano discriminazioni o errori quando vengono usati per selezionare persone, credito, cure mediche. C'è poi un rischio emergente che merita attenzione: sistemi sempre più autonomi, capaci di interagire direttamente con Internet e con infrastrutture reali, scrivere ed eseguire codice, usare credenziali, agire senza supervisione costante. Il problema qui non è che una macchina abbia cattive intenzioni: basta che abbia molta capacità, molta autonomia, accesso a sistemi critici, e che noi non siamo ancora in grado di controllarla adeguatamente. È la combinazione di potenza e scarso controllo a essere pericolosa, non l'intenzione. Per questo insisterei su una distinzione che nel dibattito pubblico si perde troppo spesso: rischi documentati, rischi plausibili, scenari estremi. Prendere sul serio l'allarme non significa credere a ogni previsione catastrofica. Significa costruire oggi regole e controlli proporzionati alle capacità reali dell'Ai, senza aspettare che sia il prossimo incidente a imporcelo".  
Anche le Big Tech americane hanno lanciato l'allarme sullo sviluppo non controllato dell'AI. Ma non potevano prevederlo prima? E davvero l'AI può impadronirsi del web?
 "È una contraddizione evidente, e non da oggi. Le stesse aziende che ora chiedono prudenza, penso all'appello di Amodei di pochi giorni fa, sostenuto pubblicamente anche da Musk con il suo 'Dario ha ragione' su X, sono quelle che hanno spinto più di chiunque altro sull'acceleratore negli ultimi anni. Non è la prima volta: nel 2023 Musk firmò una lettera per una moratoria sullo sviluppo dell'AI che non si è mai concretizzata, mentre altri leader del settore firmavano dichiarazioni sul rischio esistenziale e continuavano comunque a correre più veloci dei concorrenti. Il punto è che le buone intenzioni delle singole aziende non bastano: se tutti dicono che bisogna rallentare, ma nessuno vuole essere il primo a farlo per paura di perdere terreno, il problema si risolve soltanto con regole comuni, non con appelli. Quanto alla possibilità che l'AI si impadronisca del web, non è più fantascienza, ma non nel senso in cui lo intendiamo di solito. I modelli più avanzati possono già navigare in Internet, scrivere ed eseguire codice, usare credenziali, interagire con sistemi reali in autonomia. Quindi la domanda giusta non è se l'AI possa 'prendere il controllo di Internet' in senso assoluto — probabilmente no, almeno non ancora — ma quanto accesso le concediamo, a chi, e quanto siamo davvero in grado di controllare ciò che fa una volta che glielo abbiamo dato. Forse è questa, oggi, la domanda che conta".  
Il presidente Trump ha invece sottolineato che gli USA non rallenteranno. Quale è a suo parere l'obiettivo del presidente americano?
 "Le dichiarazioni del presidente Trump vanno sempre lette con un margine di iperbole tipico del personaggio, ma qui il messaggio di fondo mi sembra abbastanza chiaro. Lo ha detto lui stesso, a margine dell'Irish Open: gli Stati Uniti sono 'all'avanguardia rispetto alla Cina' e devono restare il Paese più avanzato al mondo nell'intelligenza artificiale, perché 'chi vince sull'intelligenza artificiale vince su tutto'. Per Washington l'AI non è più soltanto una tecnologia: è potere economico, militare e geopolitico, tutto insieme. In questa logica, rallentare unilateralmente significa regalare vantaggio ai concorrenti. Ed è per questo che l'appello di Amodei, per quanto sostenuto anche da Musk, difficilmente troverà sponda concreta alla Casa Bianca senza un accordo che coinvolga anche la Cina: è lo stesso problema di coordinamento di cui parlavamo prima, solo spostato dal piano delle aziende a quello degli Stati. 
Venendo all'Europa, cosa pensa della proposta di Lagarde sulla necessità di progetti Ue per essere meno dipendenti dagli Usa? E quale contributo può arrivare dall'Italia?
 Christine Lagarde, da presidente della Bce, ha usato un paragone efficace: è un po' come l'Ottocento delle ferrovie americane, quando i risparmi europei finanziarono la crescita ferroviaria degli Stati Uniti e i benefici restarono in gran parte oltreoceano. Oggi, dice Lagarde, rischiamo di ripetere lo stesso schema con l'intelligenza artificiale: le famiglie dell'area euro hanno circa 440 miliardi di euro investiti in aziende tecnologiche americane, mentre le imprese europee destinano solo il 10% dei loro investimenti all'AI, con un divario che si allarga rispetto agli Stati Uniti. Il punto che coglie è fondamentale: l'Europa non deve necessariamente produrre tutto in casa, ma non può permettersi di dipendere completamente da chi produce tecnologie di intelligenza artificiale. E qui sovranità tecnologica significa una cosa molto concreta: poter decidere cosa fare con l'AI anche se domani cambiano le condizioni geopolitiche o commerciali. Pensiamo a cosa vorrebbe dire vedersi interrompere, o rinegoziare a proprio svantaggio, l'accesso a un servizio cloud da cui dipende la pubblica amministrazione. Significa avere una capacità europea significativa di calcolo, dati, modelli e competenze; poter valutare autonomamente quanto sono sicuri e affidabili i sistemi che usiamo; non dipendere da un unico fornitore straniero per servizi essenziali; avere la capacità di sviluppare alternative quando serve. Lagarde stessa indica una strada concreta: potenziare la capacità di calcolo europea e sviluppare modelli "sufficientemente buoni" per la maggior parte degli usi (cita l'esempio di Mistral in Francia) invece di inseguire in ogni segmento i giganti americani. Non significa costruire un'Europa completamente autonoma, né replicare la Silicon Valley: sarebbe illusorio. Significa evitare che le infrastrutture da cui dipenderanno la nostra economia, la pubblica amministrazione e persino la nostra conoscenza siano interamente controllate da altri. E qui l'Italia può dare un contributo reale: abbiamo università, ricerca, imprese, una quantità enorme di dati e competenze. Quello che ci manca non è il materiale grezzo, ma la capacità di metterlo a sistema. E soprattutto di trasformare più rapidamente la ricerca in tecnologia, e la tecnologia in applicazioni che qualcuno usa davvero. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Famiglia nel bosco, psichiatra Cantelmi: “Bimbi a scuola? Grande capacità di adattamento, ma a rischio bullismo”

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(Adnkronos) – Lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia nel bosco, commenta l'inizio della scuola per i tre bambini, iscritti alle elementari di Vasto dalla tutrice legale contro il volere dei genitori che avrebbero voluto che i figli proseguissero con un percorso di homeschooling. "I bambini Trevallion hanno dimostrato un'enorme capacità di adattamento, sapranno prendere il meglio da questa esperienza – dice all'Adnkronos -. Sullo sfondo rimane una potenziale trappola: incontreranno bambini che inevitabilmente avranno interiorizzato giudizi e pregiudizi dei loro genitori su una vicenda così mediaticamente nota e questi giudizi e pregiudizi potrebbero trasformarsi in forme di bullismo. Ma su questo credo che il monitoraggio, effettuato dagli specialisti della neuropsichiatria infantile, sarà efficace".  "Tutto questo – afferma lo psichiatra – evidenzia l'enorme sproporzione tra le misure adottate, tra cui il prelievo e l’eradicazione dei bambini dalla loro famiglia, rispetto alle criticità evidenziate. Quando i tre bambini sono stati portati via dalla famiglia, due di loro non erano in età scolare e, dunque, l’istruzione non era una criticità. La più grande effettuava un percorso di scuola parentale, ritenuto insufficiente. Tuttavia la scuola parentale è un diritto delle famiglie italiane, sancito dalla legge. A mio giudizio – sottolinea Cantelmi – le istituzioni avrebbero dovuto aiutare questa famiglia a vivere questo diritto nella pienezza, migliorando il percorso di scuola parentale e non devastando l’intero nucleo familiare".  "La buona notizia è che i bambini potranno tornare nei luoghi della loro felicità, rivedere i loro amatissimi animali e riprendere il contatto con la natura vivendo tutto questo nell’intimità della famiglia" aggiunge, commentando l'incontro dei tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion con i genitori previsto per oggi per la prima volta nella loro casa di Palmoli.. C’è una nota stonata: il fatto che questi incontri, che avvengono proprio nell’intimità della famiglia, debbano essere addirittura sorvegliati, quasi come se Catherine e Nathan fossero genitori abusanti o maltrattanti o delinquenti". "Segnalo tuttavia che questo ricongiungimento a tappe – evidenzia Cantelmi – dovrebbe essere rapido, perché ogni rientro in casa riattiva al momento della successiva separazione il trauma del prelievo. Sono sicuro che l’amore di questi genitori – conclude – riuscirà a compensare il potenziale traumatismo, ma credo che prolungare in modo sconsiderato questa fase possa essere ulteriormente dannoso". 
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Dlbcl, Ladisa (Int): “Con glofitamab-GemOx migliore percorso di cura”

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(Adnkronos) – “Quando parliamo di sostenibilità dobbiamo fare riferimento a un aspetto fondamentale: l'appropriatezza. Il trattamento glofitamab-GemOx rappresenta proprio un'innovazione in tal senso, poiché si tratta di un'innovazione legata al valore clinico espresso dal nuovo intervento terapeutico e dalla sua combinazione. Mi aspetto che questa combinazione garantisca equità di accesso per i pazienti affetti da linfomi maligni molto aggressivi, in particolar modo per chi non può permettersi di attendere altri tipi di terapie. Si ribadisce così, ancora una volta, il legame inscindibile tra costo-efficacia ed equo accesso alle cure”. Lo ha detto Vito Ladisa, direttore della Struttura complessa di Farmacia ospedaliera della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, intervenuto oggi all’incontro con la stampa dedicato al linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario (Dlbcl) e alla disponibilità, in Italia, del nuovo trattamento che combina l'anticorpo bispecifico con la chemioterapia, in una patologia che rappresenta il tipo più comune di linfoma non-Hodgkin. “Il trattamento glofitamab-GemOx si traduce non solo in un miglioramento dell'efficacia sanitaria per il paziente, ma porta benefici a tutto ciò che è correlato al suo percorso di cura – osserva Ladisa – Nell'ambito di questa nuova strategia si possono annoverare vantaggi innegabili: in primo luogo, la durata fissa della terapia, un fattore cruciale che permette di programmare e definire una predittività sia sul piano dell'efficacia clinica, sia su quello dell'allocazione delle risorse economiche. Allo stesso tempo – precisa – si ottiene un risparmio, o quantomeno una riduzione dei costi, sui trattamenti successivi o più tardivi. Questi ultimi, essendo molto più aggressivi, rappresentano un notevole onere per il sistema sanitario in termini di risorse ospedaliere necessarie, come ricoveri, accessi ambulatoriali e ricorsi ai dipartimenti di urgenza-emergenza. Un altro aspetto centrale – conclude – è la rapidità di accesso garantita da questa terapia in quanto prodotto off-the-shelf, ossia pronto all'uso e immediatamente disponibile. Un accesso tempestivo significa anche contrazione dei costi ed è direttamente correlato al concetto di costo-efficacia”. 
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Università: atenei del Gruppo Multiversity, nasce la Corporate finance lecture series

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(Adnkronos) – Mercatorum, Pegaso e San Raffaele Roma, gli atenei del Gruppo Multiversity, annunciano una partnership con Goldman Sachs che porta la Corporate finance lecture series all'interno dell'offerta formativa di una selezione di corsi di laurea. Fruibili in modalità digitale e pensate per integrare il percorso accademico, pur senza costituire materia d’esame, le lecture approfondiranno alcuni dei principali ambiti della finanza d’impresa, tra cui M&A, mercati dei capitali, finanza a leva, private capital e opportunità di carriera nell’investment banking. Il ciclo di incontri vedrà la partecipazione di senior banker di Goldman Sachs, attivi in posizioni di vertice in Italia e in Europa, che metteranno a disposizione degli studenti la propria esperienza e visione.  “La nostra ambizione è costruire un'offerta formativa capace di evolvere insieme ai settori professionali ai quali si rivolge, e le Corporate finance lecture vanno in questa direzione” dichiara Francesco Durante, amministratore delegato di Multiversity. “Rendere accessibili ai nostri studenti contenuti sviluppati da alcuni dei principali bankers di Goldman Sachs significa offrire un'opportunità di apprendimento che, per qualità dei relatori e valore dei contenuti, rappresenta un elemento distintivo nel panorama universitario italiano”. “Oggi il valore di una università si misura anche dalla capacità di affiancare alla solidità dell'impianto accademico il confronto con le realtà che operano ai più alti livelli nei diversi settori” commenta Fabio Vaccarono, presidente esecutivo di Multiversity. “Questa collaborazione si inserisce nel percorso avviato dal Gruppo per integrare nei corsi di laurea esperienze formative di alto profilo, contribuendo a preparare laureati più consapevoli delle dinamiche che caratterizzano i mercati globali". 
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Con passamontagna e coltello aggrediva giovani donne e le violentava: arrestato a Sassari

(Adnkronos) – Il Gip di Tempio Pausania (OT), su richiesta del Tribunale gallurese, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di diverse presunte violenze
sessuali a carico di giovani donne. I fatti sarebbero accaduti nella costa gallurese, tra Aglientu e Santa Teresa di Gallura.  L'uomo sarebbe accusato di aver aggredito, con il volto coperto da un passamontagna, e in diverse occasioni, alcune donne costringendole a subire violenza dietro minaccia di un'arma bianca.  L'ordinanza è stata eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Tempio Pausania, che avrebbero lavorato sul caso per oltre un anno, supportando le indagini con prove e filmati. L'uomo, che sarebbe noto negli ambienti sportivi automobilistici dell'Isola, è stato portato nel carcere di Sassari-Bancali a disposizione dell'Autorità giudiziaria. 
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‘Messaggi di alto valore civico’, a polizia stradale premio comunicazione civica e sociale

(Adnkronos) – E' stato assegnato alla polizia stradale, specialità della polizia di Stato, il premio 'Comunicazione civica e sociale' nell'ambito del Grand prix della comunicazione istituzionale 2026, tenutosi alla Camera dei Deputati, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Il riconoscimento è stato consegnato dal segretario di presidenza della Camera, Francesco Battistoni e al direttore del servizio polizia stradale, Santo Puccia. Il premio valorizza le campagne sulla sicurezza stradale della polizia di Stato e il ruolo della comunicazione come strumento di prevenzione. Nella motivazione viene sottolineata la capacità della polizia stradale di diffondere messaggi di alto valore civico, unendo informazione, tutela della vita, educazione stradale e legalità, contribuendo alla riduzione dei rischi e a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La cerimonia, inserita nel programma del Grand prix della comunicazione istituzionale, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della comunicazione, delle imprese e delle organizzazioni impegnate in progetti di interesse pubblico. Nel corso dell’evento sono stati premiati anche Rai Sport per la comunicazione sportiva, Sviluppo lavoro Italia e Anci Lazio per la comunicazione pubblica, il fondo pensione Fon.Te Kids, Ugl e Confcommercio. Riconoscimenti anche a: Luiss Business School, Fondazione policlinico universitario Campus Bio-Medico, Dekra Italia, Poste Italiane, Ispra, FonArCom, Abi e Abi Servizi, WePlan e Gruppo Ferrovie dello Stato. Il riconoscimento alla polizia stradale conferma il valore della comunicazione istituzionale quale parte integrante dell’attività di prevenzione e sensibilizzazione, che affianca l’attività di controllo quotidiana degli operatori della Specialità, per promuovere comportamenti responsabili per una mobilità sempre più sicura. 
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Mobilità, Giaconia (Trenitalia): “Regionali dorsale sistema integrato, 80% di flotta green”

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(Adnkronos) – Il trasporto ferroviario regionale "è la dorsale di un sistema integrato e intermodale, alla base di una mobilità sostenibile. Per dare un'idea della capillarità, i treni toccano oggi 1.700 destinazioni. La flessibilità che le persone chiedono per poter lasciare l'auto privata e utilizzare il trasporto pubblico locale la si può costruire pianificando un sistema integrato e intermodale. Noi siamo in questa direzione tenendo conto della specificità di ciascuna città: è con la pianificazione che si disegna la mobilità sostenibile". Così Maria Annunziata Giaconia, direttore operations Regionale di Trenitalia, intervistata da Nicola Porro ad Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma. Riguardo ai treni regionali di Trenitalia "abbiamo fatto una vera e propria rivoluzione grazie alle Regioni e ai fondi europei. I contratti lunghi con le Regioni – spiega – ci hanno permesso di comprare dei treni nuovo. Rispetto a una flotta di 1.300 treni, 1.000 sono nuovi e girano sulla nostra rete. Nel 2027 arriveremo a 1.081 treni nuovi, cioè l'80% della nostra flotta è nuova. Parliamo di 7 miliardi di investimento, di cui circa 1 miliardo da fondi Pnrr e della comunità europea. Peraltro treni non solo di ultima generazione in termini di prestazioni, ma li abbiamo pensati per consumare meno del 30% di energia. Treni ibridi, cioè che non sono solo ad elettricità, ma anche diesel laddove non c'è la trazione elettrica e con batteria. C'è anche un primo treno alimentato con biocarburante che si produce dagli scarti alimentari. Il riciclo dei materiali è stato utilizzato anche per i sedili dei vagoni Intercity. E' chiaro quindi che la pianificazione della mobilità sostenibile richiede degli investimenti".  Trenitalia ha inoltre investito sull'accessibilità che aiuta a lasciare l'auto privata a favore del treno, aggiunge Giaconia. "Abbiamo il biglietto digitale anche per il regionale che si può fare comodamente da casa collegandosi al sito o all'app. E si può cambiare fino alla partenza. Inoltre, lasciando i dati si ricevono anche informazioni sul viaggio. Abbattere le barriere è fondamentale, e siamo sulla strada giusta".  
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Mentana, contratto in scadenza. Cairo: “Stima intatta. Rinnovo? Serve voglia da ambo parti”

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(Adnkronos) – “Ricordo che quando arrivò Enrico Mentana, La7 non era una rete schierata con il centrodestra, semmai il contrario e non è cambiata rispetto ad allora. E quello che va rispettato dei media è il loro Dna”. Lo ha detto l’editore Urbano Cairo, parlando – a margine della presentazione del 25esimo Premio Cairo – del rinnovo del contratto del direttore del TgLa7 e della richiesta da parte di Enrico Mentana di una maggiore neutralità della rete.  La7 “ha una sua linea editoriale che è fatta di una serie di conduttori e chiaramente io, così come non dico a Mentana come fare il Tg, non dico neanche alla Gruber o a Floris o a Cazzullo o a Formigli come fare la loro trasmissione o chi invitare. Il mio modo di fare l’editore è un modo in cui lascio libertà ai miei conduttori, ai miei giornalisti, così come faccio anche al Corriere, come faccio da altre parti. È la mia filosofia editoriale, quindi questa non la cambio”, ha detto Cairo, aprendo però alla possibilità di “inserire altri conduttori, magari che abbiano punti di vista diversi. È una cosa che avevamo già anche in passato”.  Senza stravolgere però la linea editoriale, perché “se un media ha un Dna di un certo tipo, non lo puoi cambiare, lo devi mantenere. Quando è successo in passato che alcuni media hanno cambiato il Dna, si sono dissolti e hanno avuto dei problemi” con il pubblico, “non soltanto di chi la pensa in un certo modo, ma anche di chi non la pensa così come magari emerge da alcune trasmissioni, che però le vede. Alla fine le critica, però le vede”.  Fermo restando – ha assicurato Urbano Cairo – che le trasmissioni di La7 “non è che siano schierate, sono trasmissioni in cui il conduttore fa le domande e le fa tutte, senza risparmiarne neanche una”. Quanto al rinnovo del direttore del TgLa7, “il contratto va avanti fino a fine dicembre, abbiamo ancora davanti a noi tre mesi e mezzo. È una cosa di cui io ho già parlato con lui mille volte. È con me da 16 anni, per cui l'ho rinnovato più volte. La mia stima per lui è intatta”, ma – ha aggiunto Cairo – “chiaramente deve esserci la voglia da ambo le parti. Io credo che la cosa importante sia quella: ognuno deve fare la sua attività, il suo lavoro. Non si può pensare di dire ad altri cosa fare o cose di questo genere. Poi se arriveranno altri conduttori con idee anche diverse per ampliare, io sono il più felice. Non ho mai posto veti allo sviluppo anche di trasmissioni con idee diverse”. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)