(Adnkronos) – "È un settore di grande importanza dal punto di vista quantitativo e qualitativo: solo dalla collaborazione tra Philip Morris e Coldiretti degli ultimi 15 anni è stato creato complessivamente un valore aggiunto di oltre 3 miliardi di euro”. Sono le dichiarazioni di Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, alla seconda tappa del Roadshow 'Da 15 anni nei territori, guardando al futuro' promosso da Coldiretti e Philip Morris Italia, svoltosi ieri a Verona presso il Mercato Campagna Amica, per celebrare i 15 anni dall’accordo di filiera sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura. “Soltanto i prodotti di esportazione del nostro paese legati all’attività della filiera dei nostri produttori agricoli insieme a questa azienda hanno generato oltre 1,8 miliardi di euro di esportazioni”, ha aggiunto Scordamaglia, sottolineando soprattutto il valore del modello di collaborazione. “Quindici anni fa non si parlava neanche di contratti di filiera: è stata Coldiretti, con Philip Morris, a consolidare nelle diverse regioni modelli anche di sviluppo regionale che hanno un diretto ritorno sul territorio”. “Pensiamo soltanto qui, nella Regione Veneto, agli oltre 9.800 occupati coinvolti e ai 55 milioni di euro di valore aggiunto solo nell’ultimo periodo”, ha proseguito. “Quindi un modello che genera valore per il territorio e crea un modello di riferimento per le altre filiere”. Per Scordamaglia, “questo contratto di filiera, questo rapporto tra Coldiretti e Philip Morris, ha fatto da apripista”. “Solo l’ultimo rinnovo, per oltre dieci anni, di un contratto che garantisce le condizioni di produzione, il ritiro del prodotto e la valorizzazione del prezzo del prodotto ha insegnato agli altri settori a seguire lo stesso modello”. “Di fronte a un problema globale di consolidamento delle forniture e di food security, avere un modello che consente all’agricoltore di consolidare la propria fornitura, di investire e di affrontare con tranquillità un passaggio generazionale è straordinariamente innovativo e necessario”, ha affermato. Sul fronte normativo, Scordamaglia ha evidenziato la necessità di “valutazioni serie di impatto” prima di introdurre nuove disposizioni. “Abbiamo un eccesso di voglia normativa e di burocrazia che non tiene conto di serie valutazioni di impatto e dei risultati già raggiunti dalla normativa vigente” ha concluso.
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Tabacco, Scordamaglia (Filiera Italia): “In 15 anni creati oltre 3 mld di valore aggiunto”
Usutu in Italia, un altro virus trasmesso dalle zanzare: i sintomi
(Adnkronos) – "Il virus Usutu è uno dei tanti che vengono trasmessi dalla puntura della zanzara comune Culex, la stessa che è vettore del virus West Nile. Dal punto di vista sintomatologico, il virus Usutu è quello che preoccupa meno, perché dà un quando di una forma similinfluenzale. Le forme gravi sono rare e sono le meningiti. Il problema è che ogni giorno in Italia si segnalano focolai di Dengue, West Nile e ora Usutu". Così all'Adnkronos Salute l'infettivologo Matteo Bassetti, professore di Malattie infettive dell'università di Genova, interviene sul gabbiano morto trovato su una spiaggia a Rapallo, risultato positivo al virus Usutu. E' stata la sindaca di Rapallo, Elisabetta Ricci, a darne notizia in un post sui suoi profili social. "E' una questione di tempo, ma arriveremo ad avere di nuovo la malaria. Non capisco molto anche le disinfestazioni dove vengono trovate le carcasse, perché chissà dove è passato il gabbiano. Ormai l'Italia è un Paese tropicale e non dobbiamo stupirci di questi casi che aumenteranno", sottolinea l'esperto. Dall'inizio della sorveglianza al 9 settembre, l'Istituto superiore di sanità segnala in Italia 12 casi umani di virus Usutu (7 Lombardia, 1 Emilia Romagna, 1 Marche, 1 Lazio, 1 Piemonte, 1 Veneto). Si tratta di un'infezione aviaria di origine africana estremamente rara negli esseri umani. Prende il nome da un fiume dello Swaziland, in Africa meridionale, che scorre vicino alla località del Natal in cui fu effettuato il primo isolamento del virus in una zanzara Culex. Analogamente alla febbre da West Nile, l'agente causale è un Flavivirus patogeno per gli uccelli.
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Innovazione, Scavuzzo: “Festival de L’Espresso racconta una Milano che attrae”
(Adnkronos) – "Un'iniziativa che mette al centro l'innovazione e promuove lo scambio di buone pratiche credo che permetta un arricchimento culturale, politico e sociale di grande valore. E mi piace che sia Milano a ospitarla, perché ancora una volta la nostra è una città che attrae, ragiona e rilancia". Così la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, a margine di 'Sette idee', il Festival dell'Italia che innova organizzato da L'Espresso allo Step FuturAbility District di Milano e giunto quest'anno alla sua seconda edizione. Novantotto startup innovative, selezionate tra 374 candidate, si sfideranno tra di loro e le 14 con il punteggio più alto accederanno alla finale, in programma a dicembre a Roma. "Organizzare quest'iniziativa in un quartiere come questo, che ha attraversato una rigenerazione che lo ha completamente trasformato – ha aggiunto Scavuzzo – significa vedere anche quali sono gli effetti delle intuizioni, del coraggio e della creatività".
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Innovazione, Boccia (Pd): “Allineare progresso sociale a progresso tecnologico”
(Adnkronos) – "Mi fa molto piacere essere qui, in questa discussione su come il progresso tecnologico impatta sul progresso sociale, o meglio, su come non impatta, perché da un lato l'innovazione è molto spinta – e le parole del Papa, di Mattarella e dei grandi della Terra aprono una discussione che L'Espresso molto opportunamente declina oggi in un confronto – mentre dall'altro lato c'è un progresso sociale che non avanza. Quindi dobbiamo chiederci davvero quali responsabilità abbia la politica per allineare il progresso sociale al progresso tecnologico, che in questo momento seguono direttrici diverse. Questo deve farci preoccupare e anche responsabilizzare". Ad affermarlo è Francesco Boccia, capogruppo del Partito democratico al Senato, arrivando a 'Sette idee', il Festival dell'Italia che innova organizzato da L'Espresso allo Step FuturAbility District di Milano e giunto quest'anno alla sua seconda edizione.
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Innovazione, Carelli (L’Espresso): “Al Festival gli imprenditori del futuro”
(Adnkronos) – "Il valore dell'iniziativa è quello di mettere in evidenza e di far crescere realtà create soprattutto da giovani imprenditori che mettono in campo la loro creatività tutta italiana, che stanno avendo successo e che saranno probabilmente gli imprenditori del futuro". Ad affermarlo è Emilio Carelli, direttore de L'Espresso, dando il via a 'Sette idee', il Festival dell'Italia che innova organizzato dalla testata e giunto quest'anno alla sua seconda edizione. "L'iniziativa porta oggi a Milano 98 startup scelte fra le 374 che hanno aderito a questo bando – continua – Abbiamo fatto una selezione rigorosa che si basa su criteri scientifici e tecnici: una commissione di esperti ha esaminato tutte le candidature e ha scelto le 98 migliori, anche in base a parametri come creatività, produttività e possibilità di realizzazione. Tra queste ne sceglieremo 14 che arriveranno in finale, a Roma, il 9 dicembre: da questa competizione usciranno le startup alle quali daremo visibilità su L'Espresso, nei prossimi mesi, raccontando la loro storia".
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Da Jordan a Phelps, da Vonn a Williams: i grandi ritorni dello sport
(Adnkronos) – Ci sono sportivi che si ritirano una volta sola. E poi ci sono quelli che, dopo aver detto basta, sentono che la storia non è ancora finita. Clemente Russo, a 44 anni, appartiene alla seconda categoria. Dopo cinque anni lontano dal ring ha deciso di tornare a combattere, spinto da quella voglia di sentirsi ancora un atleta. Una scelta che riporta alla luce una delle storie più affascinanti dello sport: quella dei grandi ritorni. Il nome che viene subito in mente è Michael Jordan. Nel 1993 lasciò il basket, ma nel 1995 tornò con i Chicago Bulls. Non fu un semplice ritorno nostalgico: vinse tre titoli Nba consecutivi e tornò sul tetto del mondo. Jordan ci riprovò anche nel 2001, a 38 anni, con i Washington Wizards. Questa volta il finale fu diverso: nessun titolo e nessun playoff, anche se continuò a regalare prestazioni individuali di altissimo livello. Due ritorni, due storie completamente diverse. Michael Phelps aveva detto addio al nuoto dopo Londra 2012, ma nel 2014 cambiò idea e tornò in piscina. A Rio 2016, alla sua ultima Olimpiade, conquistò altre cinque medaglie d’oro e una d’argento, portando il suo record olimpico a 28 medaglie. Un ritorno che si trasformò nell'ennesimo capitolo di una carriera irripetibile.
Lindsey Vonn ha scelto invece di sfidare il tempo in uno sport nel quale il corpo presenta il conto prima che altrove. Ritiratasi nel 2019, è tornata alle gare nel 2024, a 40 anni, dopo un intervento al ginocchio. Nel 2025 ha conquistato una vittoria in Coppa del Mondo a 40 anni, diventando la più anziana vincitrice di una gara del circuito. Il suo comeback è arrivato fino alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, dove però una caduta nella discesa libera ha chiuso nel modo più duro la sua ultima avventura olimpica. Anche Serena Williams ha dimostrato quanto possa essere difficile considerare definitivo un addio. Dopo l'ultima partita agli US Open del 2022, nel 2026 è tornata a giocare in doppio, a 44 anni. Non per inseguire necessariamente un altro grande titolo, ma per tornare ancora una volta dentro quella dimensione che per oltre vent'anni aveva rappresentato la sua vita. Tra gli italiani uno degli esempi più straordinari è quello di Yuri Chechi, il signore degli anelli. Ritiratosi nel 1997 dopo il quinto oro mondiale che seguiva il trionfo olimpico dell'anno prima, decise di tornare per i Giochi di Atene 2004, a 35 anni, salendo ancora sul podio a 5 cerchi conquistando la medaglia di bronzo. Infine c'è Muhammad Ali, l'esempio che racconta il lato più amaro del ritorno. Dopo aver conquistato tutto, Ali tornò sul ring nel 1980, a 38 anni, per affrontare Larry Holmes. Perse nettamente. L'anno successivo arrivò un'altra sconfitta contro Trevor Berbick e, questa volta, fu davvero la fine. Il campione che aveva deciso di tornare si trovò davanti una realtà inevitabile: il tempo non può essere sconfitto. Adesso tocca a Clemente Russo. A 44 anni non torna soltanto un pugile: torna un uomo che ha già detto addio alla sua carriera e che ha deciso di rimettersi in gioco. Il risultato del suo ritorno è ancora tutto da scrivere.
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Caso Ed Sheeran, Robert Kraft: “Mi ha chiesto di donare 2 milioni di dollari per aiuti a Gaza”
(Adnkronos) –
Ed Sheeran ha chiesto a Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium, lo stadio di Foxborough, nel Massachusetts, e dei New England Patriots, di impegnarsi con una donazione di 2 milioni di dollari per gli aiuti umanitari a Gaza. Lo ha riferito lo stesso Kraft in una dichiarazione diffusa nel pieno della controversia nata dalla decisione di escludere il rapper Macklemore dal tour statunitense del cantante britannico perchè pro-Pal. "Prima che Macklemore mi sfidasse a fare una donazione equivalente, Ed mi ha chiamato e mi ha chiesto di impegnarmi con 2 milioni di dollari per eguagliare la sua donazione e aiutare ad affrontare la crisi umanitaria nella regione del Medio Oriente", ha scritto Kraft. Il proprietario del gruppo Kraft non ha tuttavia confermato di avere accettato formalmente l'impegno né ha indicato a quali organizzazioni sarebbero destinati i fondi. Sheeran, da parte sua, non ha commentato la dichiarazione né annunciato pubblicamente una propria donazione di quella entità. La vicenda si inserisce nella polemica esplosa dopo la decisione di escludere Macklemore dagli appuntamenti di Sheeran negli Stati Uniti. Kraft, che è ebreo e possiede il Gillette Stadium di Foxborough, vicino a Boston, aveva annunciato lunedì che il rapper non avrebbe potuto esibirsi nella struttura, dove Sheeran è atteso il 25 e 26 settembre. Secondo Kraft, la decisione è legata alle dichiarazioni pronunciate da Macklemore durante precedenti esibizioni, nelle quali l'artista aveva espresso sostegno alla causa palestinese, invocato una "Palestina libera" e parlato di "genocidio" a Gaza, definizione respinta da Israele. Il rapper ha inoltre sostenuto che le sue critiche a Israele non fossero rivolte contro "i miei fratelli e sorelle ebrei". La rimozione di Macklemore ha provocato una reazione a catena nel tour. Altri artisti previsti come support act hanno annunciato il loro ritiro in solidarietà con il rapper. Tra questi Finneas, fratello di Billie Eilish, il cantautore irlandese Aaron Rowe, la band danese Lukas Graham e il gruppo folk irlandese Beoga. Gli artisti hanno sostenuto che l'esclusione di Macklemore rappresentasse un effetto deterrente sulla libertà di espressione. Sheeran ha precisato di non essere stato direttamente responsabile della decisione. In una dichiarazione, il cantante ha spiegato che la scelta è stata presa dai suoi promoter, Messina Touring Group. La società ha sostenuto che alcuni luoghi, tra cui il Gillette Stadium, non avrebbero consentito lo svolgimento dei concerti con Macklemore in cartellone, mettendo a rischio l'intero tour. Il cantante britannico ha espresso rispetto per la posizione di Macklemore e per la sua volontà di sostenere pubblicamente ciò in cui crede, aggiungendo però di non utilizzare abitualmente la propria piattaforma per fare politica. "Questo non significa che non mi importi", ha affermato Sheeran, spiegando di sostenere cause umanitarie anche attraverso iniziative personali. La controversia ha riacceso il dibattito sul rapporto tra artisti, libertà di espressione e organizzatori degli eventi, mentre il tour di Sheeran negli Stati Uniti dovrebbe proseguire con il prossimo appuntamento a Philadelphia. Nella sua nuova dichiarazione, Kraft ha ribadito di avere sostenuto iniziative rivolte alla creazione di opportunità per i palestinesi e progetti destinati a favorire l'incontro tra giovani palestinesi e israeliani. "Ho dedicato gran parte della mia vita a costruire ponti tra tutte le persone. Credo profondamente che tutte le vite meritino di essere protette", ha dichiarato. Kraft ha inoltre accusato Macklemore di avere una più ampia storia di dichiarazioni antisemite, accusa respinta dal rapper. Il proprietario del Gillette Stadium ha anche criticato l'artista per avere, a suo giudizio, presentato informazioni selettive e ignorato le azioni di Hamas. Nel frattempo, Macklemore ha annunciato che devolverà l'intero milione di dollari di guadagni netti derivanti dal Loop Tour a sei organizzazioni palestinesi. L'obiettivo dichiarato dal rapper è riportare il dibattito "al popolo palestinese" e chiedere un cambiamento politico immediato. (di Paolo Martini)
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Inter, risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra per Stones
(Adnkronos) – Il difensore dell'Inter John Stones si è sottoposto questa mattina a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra. Le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni. Il 32enne inglese, che aveva abbandonato il campo al 62' del match di lunedì scorso contro l'Udinese, salterà sicuramente il big match di sabato all'Olimpico contro la Roma.
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Erri De Luca sul rabbino aggredito: “Episodi si accumulano in clima, ormai è licenza di antisemitismo”
(Adnkronos) – Un rabbino sessantenne picchiato e insultato a Milano mentre aspetta il bus nella zona di Bande Nere. Le condanne per l'aggressione e gli interrogativi di sempre: caso isolato o clima deteriorato? "E' licenza di antisemitismo", dice senza mezzi termini all'AdnKronos lo scrittore Erri De Luca in merito all'aggressione. Qualcuno invita a non generalizzare, mentre le diverse comunità ebraiche denunciano – e da tempo – un clima apertamente antisemita. Per De Luca l'aggressione diventa occasione di un ragionamento: “Gli episodi si chiamano aggressioni, con preferenza di superiorità numerica contro un indifeso", premette lo scrittore all'AdnKronos. "A forza di essere definite isolate si accumulano in clima e in sistema. Non sono critiche a Israele, sono licenza di antisemitismo”. Proprio ieri, a caldo, poco dopo la denuncia dell'aggressione, il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, aveva tuonato all'Adnkronos contro le forze politiche responsabili di osteggiare la legge sull'antisemitismo: "Siamo a cavallo dell'approvazione del disegno di legge sull'antisemitismo e questa è un'aggressione a scopo razziale. Vorrei dirlo ai partiti che non lo votano e che vanno alla Camera con i cartelli di svegliarsi: la colpa è solo loro". La chiosa finale sulla natura delle aggressioni: "Il clima è diventato sempre più difficile: queste sono aggressioni antisemite, a scopo razziale: non per rubare un portafoglio o 50 euro".
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Dal menarca alla menopausa, la giusta informazione sul benessere intimo contro ogni tabù
(Adnkronos) – Esistono piccoli gesti che possono fare una grande differenza quando si parla di salute. Tra questi c’è sicuramente l’igiene intima, un aspetto fondamentale per assicurare il proprio benessere intimo e prima forma di prevenzione delle infezioni; eppure resta un argomento che spesso genera vergogna anche al pensiero di affrontarlo con specialisti. È a questo tema che viene dedicato il primo episodio intitolato “Intima” della serie vodcast ‘IntimaMente Noi’ realizzato da Essity in collaborazione con Adnkronos, dove rappresentanti delle istituzioni ed esperti scientifici dibattono di alcuni dei tabù emersi dalla ricerca ‘Gli italiani, l’igiene personale e l’igiene intima’ realizzata da Essity con AstraRicerche sul rapporto della popolazione italiana con l’igiene personale e intima.
La ricerca
Dall’indagine emerge che il tema dell’igiene è solo parzialmente condiviso con gli altri e che, in caso di insicurezza, il 36,1% non ne parla con nessuno. Quando si decide di parlarne, il partner resta il confidente principale che con genitori e fratelli porta i parenti al 40,9%, seguiti dagli amici (22,2%) mentre medici e specialisti sono consultati raramente (14,5% in totale tra medico di base, ginecologo, psicologo o altri medici). Ad ogni modo il livello di conoscenza percepito sul tema è mediamente alto: secondo la ricerca sociologica di AstraRicerche circa l’85% degli intervistati si ritiene molto o abbastanza informato su come curare la propria igiene ma emerge anche un forte desiderio (nel 78,7% dei casi) di approfondire aspetti specifici come l’evoluzione dei bisogni nelle diverse fasi della vita.
Gli ospiti
Il primo episodio del vodcast, ‘Intima’, vede confrontarsi Nicoletta Orthmann, Direttrice Medico-Scientifica di Fondazione Onda ETS; la ginecologa e divulgatrice Chiara Di Pietro e la Marketing Manager di Essity Italia, Ilaria Spinelli, sul benessere intimo nelle diverse fasi della vita. ‘IntimaMente Noi’, spiega Ilaria Spinelli di Essity, “nasce come uno spazio di condivisione e informazione rispetto all'igiene femminile, un tema che è fondamentale per benessere, prevenzione e cura della donna. Il progetto ha lo scopo di aprire quella che è la discussione rispetto a questo tema per abbattere gli stereotipi e i tabù che ancora oggi sono presenti nella nostra società”. Secondo Nicoletta Orthmann “il tema dell'igiene intima, nella sua accezione più complessa e più completa di benessere intimo è qualcosa che deve accompagnare la donna in modo dinamico da sempre, fin dalla giovanissima età, e deve poi modularsi nel tempo per rispondere a quelle che sono le diverse fasi della vita della donna e che sono fasi connotate da bisogni specifici, da attenzioni e cura specifica”. Chiara Di Pietro è convinta che sia necessario insegnare senza filtri alle donne a vivere con serenità l’igiene intima. Nella sua pratica clinica, racconta, lavora “con donne di ogni età ogni giorno e la cosa più importante che negli anni ho imparato è quanto fondamentali siano l'ascolto e la comunicazione”. “Il medico – spiega la ginecologa – non deve aver paura di chiedere, di sembrare indiscreto o giudicante perché il nostro ruolo è quello di ascoltare, accompagnare, educare le donne a una consapevolezza della nostra fisiologia, del nostro corpo e del nostro cambiamento partendo dall'anatomia e dall'igiene intima intesa come cura di se stesse”. La specialista, peraltro, ricorda quanto comunicare alle donne le giuste informazioni possa innescare un circolo virtuoso: se una madre ha gli strumenti corretti può insegnarli a sua volta alle proprie figlie. “In modo tale che le donne di domani – conclude Di Pietro – crescano già con un bagaglio che non tutte noi abbiamo avuto la fortuna di ricevere”. YouTube: https://youtu.be/e2TvRIU9c1U?si=exSDGjdH-eyo5U_1
Spotify: https://open.spotify.com/episode/2ebG5mbjvaKqjB5oevv4Ty?si=PXj1zQoaTWeuy7he3EYxvA
Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/intima-esplorare-la-dimensione-fisica-delligiene-intima-femminile/
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