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A2A, Bilancio Sostenibilità Territoriale di Valtellina e Valchiavenna, nel 2025 generato valore di 78 mln

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(Adnkronos) – Circa 78 milioni di euro di valore generato per il territorio, 15,4 milioni di investimenti, in crescita del 31% rispetto al 2024, 2.760 GWh di energia rinnovabile prodotta e 1,2 milioni di tonnellate di CO2 evitate. Sono i principali risultati del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Valtellina e Valchiavenna del Gruppo A2A, giunto all’undicesima edizione e presentato oggi dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini, alla presenza di Massimo Sertori, Assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica della Regione Lombardia. Il documento rendiconta le performance ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio nel 2025 e illustra le principali attività previste per i prossimi anni. "Valtellina e Valchiavenna sono per A2A un territorio strategico, dove da oltre un secolo l'idroelettrico contribuisce alla produzione di energia rinnovabile – ha spiegato Renato Mazzoncini –. Nel 2025 abbiamo generato 78 milioni di euro di valore economico locale, con investimenti saliti del 31% fino a superare i 15 milioni di euro complessivi. Confermiamo inoltre la nostra vicinanza al tessuto produttivo dell'area, con oltre 6 milioni di euro di ordini affidati a fornitori del luogo, in gran parte micro e piccole imprese. Risultati che nascono dal confronto con gli stakeholder e che ci spingono a proseguire gli investimenti in infrastrutture e innovazione, consolidando il nostro ruolo di partner industriale e sociale per queste comunità". La necessità di garantire la continuità degli investimenti nelle infrastrutture strategiche è infatti oggi una delle sfide fondamentali per la competitività del Paese, come evidenziato anche dal Position Paper. 'Investire per competere. Il contributo delle Utility a sviluppo e occupazione del Paese', realizzato da Teha Group in collaborazione con A2A e presentato in occasione del Forum di Cernobbio. In questo scenario A2A continua a investire nella transizione energetica e nell’economia circolare dei territori: nel 2025 il Gruppo ha destinato 15,4 milioni di euro a Valtellina e Valchiavenna (+31%). La quota principale, 14,2 milioni di euro, è stata destinata all'idroelettrico, cuore della presenza industriale di A2A sul territorio. Tra gli interventi principali, il rinnovo del nodo idraulico della diga di Lago Truzzo, le manutenzioni alla centrale di San Bernardo, l'ammodernamento della centrale di Prata, la riqualificazione ambientale della sponda destra del torrente Liro utilizzando i sedimenti asportati dal bacino idroelettrico di Isolato. Nel complesso, A2A gestisce in Valtellina e Valchiavenna 21 centrali idroelettriche, per una potenza complessiva di circa 1,2 GW, che nel 2025 hanno prodotto 2.760 GWh di energia elettrica interamente rinnovabile. Per il controllo e la manutenzione degli impianti il Gruppo sta inoltre sperimentando nuove tecnologie: dai rover subacquei del progetto PipeIn per l'ispezione delle condotte forzate, ai sistemi robotici per la gestione dei sedimenti (progetto “Teti”), fino alle tecnologie LiDAR per la ricostruzione digitale degli asset. Nel 2025 A2A ha generato in Valtellina e Valchiavenna circa 78 milioni di euro di valore complessivo, attraverso stipendi, ordini ai fornitori, imposte, canoni e concessioni locali, dividendi, sponsorizzazioni, liberalità e contributi ad associazioni. Sono stati coinvolti 38 fornitori locali, con ordini per 6,1 milioni di euro, di cui l'88% a micro e piccole imprese. La presenza del Gruppo comprende anche servizi alle comunità e iniziative per l'ambiente. Nel 2025 la Stazione di Trasferimento Intelligente di Cedrasco ha trattato circa 43mila tonnellate di rifiuti, mentre i servizi Smart City hanno raggiunto 24 comuni. Sul fronte della biodiversità, alla centrale di Prata è stato avviato il progetto Apicoltura Urbana con sei arnie, che ospitano circa 350 mila api, e attività di biomonitoraggio. Un altro pilastro dell’impegno di A2A riguarda le nuove generazioni, nell’anno scolastico 2025-2026 il Gruppo ha coinvolto 1.165 studenti e docenti nelle proprie iniziative educative, di cui 628 nelle visite alle centrali idroelettriche di Grosio e Mese. Nel 2026 la presenza di A2A sul territorio ha accompagnato anche i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina. A Livigno, il Gruppo ha collaborato con il Comune per la gestione della risorsa idrica destinata all’innevamento. A Grosio ha supportato il Comune attraverso l’illuminazione del patrimonio, mentre a Bormio ha partecipato alle iniziative del Comune. Con Vincenzo Schettini, professore e divulgatore de 'La Fisica Che Ci Piace', A2A ha inoltre realizzato la serie vodcast 'Fisica delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali', conclusa a Bormio con una lezione aperta alla cittadinanza. L’attenzione alle persone coinvolge anche chi lavora nel Gruppo: sul territorio A2A conta 226 dipendenti, tutti con contratto a tempo indeterminato. Nel 2025 sono state effettuate 5 nuove assunzioni ed erogate circa 6mila ore di formazione. Prosegue infine l’impegno sociale e per la valorizzazione del patrimonio locale. Fondazione Banco dell’energia ha sostenuto 21 famiglie di Morbegno in condizioni di vulnerabilità attraverso il progetto 'Energia consapevole'. Fondazione Aem ha continuato le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio storico legato all’idroelettrico, come l’apertura al pubblico dell’ex centrale di Fraele, la salvaguardia degli affreschi ritrovati nella ex chiesa sommersa di San Giacomo di Fraele e le iniziative in vista del centenario della centrale di Mese nel 2027. 
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A2a presenta il ‘progetto Teti’, in Valtellina la prima tecnologia subacquea in italia per la gestione dei sedimenti negli invasi idroelettrici

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(Adnkronos) – A2A porta per la prima volta in Italia una tecnologia che ridefinisce la manutenzione degli invasi idroelettrici: il Progetto Teti. Presso la diga di Cancano, in Valtellina, in provincia di Sondrio, è in corso la sperimentazione pilota di un robot subacqueo in grado di rimuovere i sedimenti dal fondale del bacino senza necessità di svuotarlo, sviluppato in collaborazione con Watertracks, società francese specializzata in soluzioni robotiche avanzate. Una iniziativa che conferma il ruolo di A2A tra le aziende più innovative nella gestione sostenibile delle infrastrutture idroelettriche, in un momento in cui il cambiamento climatico rende sempre più urgente riconsiderare come tutelare l'acqua, risorsa strategica per l'energia, per l'agricoltura e per gli usi potabili.  "L'idroelettrico rappresenta una fonte di energia rinnovabile strategica per l’Italia, e la disponibilità di acqua ne è la condizione essenziale" – commenta Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A – "Di fronte agli effetti del cambiamento climatico, innovare significa ripensare la gestione delle nostre infrastrutture: utilizzare la robotica per rendere più efficiente la manutenzione degli invasi contribuisce a tutelare una risorsa preziosa come l’acqua, a beneficio sia della produzione di energia green sia dei territori. Conclusa con successo la sperimentazione presso la diga di Cancano, intendiamo mettere a disposizione il Progetto Teti a tutti i nostri impianti e potenzialmente estenderlo anche ad altri bacini idroelettrici sul territorio nazionale. Questa soluzione dimostra come l’innovazione possa tradursi in strumenti concreti a supporto dello sviluppo e della competitività del Paese: anche per questo lo scorso anno abbiamo lanciato A2A Life Ventures, il nostro veicolo societario integrato di open innovation". Il cambiamento climatico mette sotto pressione la gestione degli impianti idroelettrici da due direzioni opposte: da un lato, periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati rendono ogni metro cubo d'acqua più prezioso; dall'altro, gli eventi meteorologici estremi intensificano l'erosione dei versanti montuosi e il conseguente accumulo di sedimenti negli invasi. È da questa duplice sfida – e da un percorso di Design Thinking sviluppato internamente ad A2A – che nasce il Progetto Teti: una soluzione pensata per tutelare l'acqua e, allo stesso tempo, rendere più efficiente la produzione di energia green.    Il cuore dell'innovazione è un robot cingolato che opera direttamente sul fondale dell'invaso – nel caso di Cancano, a circa 80 metri di profondità – mantenendo l'impianto sempre operativo, senza fermi produttivi legati allo svuotamento del bacino. Due frese rotanti laterali smuovono il sedimento, che viene poi aspirato da una pompa e trasferito in un'area dedicata dell'invaso, lontano dalle prese d'acqua, evitandone l'ostruzione. Il sistema è inoltre dotato di sensori avanzati che permettono, tramite una control room, il monitoraggio da remoto e in tempo reale dei parametri operativi, come portata e concentrazione dei detriti aspirati. Un'innovazione a basso impatto sia sotto il profilo paesaggistico – poiché l'attività si svolge in modo sommerso e con un cantiere dagli spazi contenuti -, sia ambientale – perché evita l'intorbidimento dell'acqua salvaguardando la fauna lacustre – oltre ad essere alimentata interamente a energia elettrica. La sperimentazione ha già portato alla rimozione di oltre 10.000 metri cubi di sedimenti dal bacino di Cancano, un dato che conferma l'efficacia della tecnologia fin dalle prime fasi di test e apre la strada a una sua applicazione su scala più ampia.  Fino ad oggi, la rimozione dei sedimenti è stata affidata prevalentemente alla fluitazione: un'operazione che richiede lo svuotamento dell'invaso e l'utilizzo dell'acqua stessa per trasportare a valle il materiale, con tempistiche spesso lunghe. Un intervento necessario per garantire la funzionalità delle infrastrutture, ma che riduce temporaneamente la disponibilità della risorsa idrica per la produzione di energia e per altri usi fondamentali, come quello idropotabile e agricolo, con ricadute anche sul paesaggio. Il Progetto Teti supera questi limiti, offrendo una gestione degli invasi più efficiente, continua e sostenibile. Oltre ai benefici immediati, il Progetto Teti apre una prospettiva di più ampio respiro: la possibilità di costruire una filiera strutturata per il trattamento e il riutilizzo dei sedimenti, superando la logica della semplice rimozione a favore di una loro valorizzazione secondo i principi dell'economia circolare. Forte dei risultati raggiunti a Cancano, A2A punta ora a estendere questa tecnologia pionieristica a tutti i suoi impianti idroelettrici e potenzialmente estenderlo anche ad altri bacini idroelettrici sul territorio nazionale, confermandosi come primo operatore in Italia a introdurre soluzioni robotiche subacquee per la gestione degli invasi. 
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Preserve your future, al via campagna per la salute riproduttiva delle giovani donne

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(Adnkronos) – Alcuni fattori, come i progetti personali e la stabilità economica, possono far posticipare la maternità, ma i tempi della vita non sempre coincidono con quelli biologici. Anche da queste riflessioni nasce 'PreServe your future – Tutela la salute riproduttiva', la campagna di sensibilizzazione sulla procreazione medicalmente assistita (Pma) promossa con il contributo non condizionante di Ibsa Italy, che attraverso un camper medico itinerante in 5 città italiane offrirà la possibilità alle giovani donne, tra i 25 e i 35 anni, di effettuare gratuitamente il test dell'Amh sulla riserva ovarica, accompagnato da un momento di informazione e counseling volto a promuovere una maggiore conoscenza della propria salute riproduttiva. L'iniziativa – informa una nota – è realizzata con il patrocinio di 3 società scientifiche – Sifes, Società italiana di fertilità e sterilità; Sidr, Società italiana della riproduzione, e Siru, Società italiana della riproduzione umana – e un board scientifico composto da 5 esperti di medicina della riproduzione: Alberto Vaiarelli, Giovanna Sighinolfi, Francesca Papini, Roberta Venturella e Annalisa Liprino. Gli specialisti hanno contribuito allo sviluppo della campagna e alla realizzazione di un documento informativo dedicato ai principali aspetti della salute riproduttiva, dalla prevenzione alle tecniche di Pma, fino al significato e alla corretta interpretazione del test dell'ormone antimülleriano (Amh). Conoscere il funzionamento del proprio corpo, i cambiamenti legati all'età e i fattori che possono influire sulla fertilità aiuta infatti a compiere scelte più consapevoli in vista di un’eventuale gravidanza. "Parlare di salute riproduttiva significa innanzitutto fornire alle giovani donne conoscenze e strumenti utili prima che emergano eventuali difficoltà di concepimento – afferma Carlo Alviggi, presidente Sifes – Attività di sensibilizzazione come questa contribuiscono a promuovere la fertilità come parte integrante della salute femminile, offrendo strumenti utili per pianificare consapevolmente il proprio futuro, nel pieno rispetto delle scelte individuali". A inaugurare la campagna, il 2 e 3 ottobre, sarà Milano. Presso l'Arco della Pace sarà presente un camper medico attrezzato all'interno del quale ci si potrà sottoporre, dalle 7.30 alle 10, attraverso un semplice prelievo di sangue, al test Amh e ricevere informazioni e counseling. I risultati saranno successivamente consultabili attraverso il proprio fascicolo sanitario elettronico. Per sottoporsi all'esame sarà necessario iscriversi tramite il sito babyheart.it/preserve-your-future: le donne in possesso dei requisiti previsti potranno prenotare uno degli slot disponibili nei 2 giorni, fino a esaurimento dei posti. Negli ultimi anni – ricorda la nota – l'età della maternità ha visto un progressivo innalzamento, a cui si è affiancato un ricorso sempre più frequente alla Pma. In Italia l'età media in cui si diventa madri ha raggiunto i 33,4 anni, mentre i parti a seguito di Pma sono passati dagli 8.309 del 2012 ai 16.160 del 2025, arrivando quasi a raddoppiare: in media quindi, 4,6 gravidanze ogni 100 sono il risultato del ricorso a una tecnica di Pma. Si tratta di una percentuale che aumenta con l'aumentare dell'età materna, raggiungendo il 20,98% tra le donne con più di 40 anni. "L'evoluzione della medicina della riproduzione ha permesso di mettere a disposizione percorsi sempre più personalizzati, da definire sulla base delle caratteristiche cliniche, della storia e delle esigenze della donna e della coppia – commenta Ermanno Greco, presidente Sidr – Questo vale anche per la stimolazione ovarica, una fase fondamentale dei trattamenti di Pma, che deve essere attentamente calibrata sulla singola paziente, individuando il protocollo più appropriato in termini di efficacia e sicurezza". Ogni donna nasce con un numero definito di ovociti, la cosiddetta riserva ovarica, che diminuisce progressivamente per quantità e qualità. Questo processo può essere accelerato da diversi fattori come endometriosi, interventi chirurgici, terapie gonadotossiche come chemioterapia e radioterapia. "Conoscere la propria riserva ovarica può fornire un'informazione utile all'interno di una valutazione più complessiva della salute riproduttiva – sottolinea Guglielmo Ragusa, presidente Siru – Il test dell'Amh consente di stimare la quantità di ovociti disponibili, ma è fondamentale comprendere che questo valore non è indice di fertilità né, da solo, può prevedere la possibilità di una gravidanza. Quanto emerge da questo esame può infatti rappresentare solo un punto di partenza per un confronto con lo specialista che procederà nell'anamnesi richiedendo ulteriori approfondimenti".  Con PreServe your future, conclude la nota, Ibsa Italy "prosegue il proprio percorso nell'ambito della medicina della riproduzione, affiancando alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni terapeutiche all'avanguardia attività di informazione e sensibilizzazione sulla fertilità". Dopo Milano, la campagna farà tappa a Bologna il 9 e 10 ottobre, Firenze il 16 e 17 ottobre, Napoli il 23 e 24 ottobre e Palermo il 30 e 31 ottobre. 
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Condanne per 325 anni al Maxiprocesso Nebrodi 2, Antoci “Ha vinto lo Stato”

MESSINA (ITALPRESS) – Sono 325 gli anni di carcere comminati a 45 condannati, su 54 imputati, nella sentenza del Maxiprocesso Nebrodi 2. Lo ha stabilito il Tribunale di Patti. I pm avevano chiesto quasi 500 anni per le truffe sui fondi Ue all’agricoltura.
Il Maxiprocesso nasce dall’operazione del 6 febbraio 2024, quando centinaia di uomini della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e dei Carabinieri hanno, dalle prime luci dell’alba, messo letteralmente sottosopra il territorio dei Nebrodi, assicurando alla giustizia numerosi soggetti ai quali sono stati contestati una serie di reati che ruotano soprattutto attorno al lucroso affare dei Fondi Europei per l’Agricoltura. Un meccanismo milionario interrotto proprio da quel Protocollo che l’allora presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, ha voluto insieme al Prefetto di Messina Stefano Trotta e che oggi continua ad essere applicato in tutta Italia.
Quello strumento, recepito nei tre cardini del Nuovo Codice Antimafia e votato in Parlamento il 27 settembre 2017, ha posto le basi per una normativa che consente a Magistratura e Forze dell’Ordine di porre argine ad una vicenda che durava da tanti anni. Per tutto ciò l’ex Presidente del Parco dei Nebrodi e oggi Europarlamentare del M5S, Giuseppe Antoci, ha rischiato la vita in quel tragico attentato mafioso dal quale si è salvato grazie all’auto blindata e a quei valorosi uomini della scorta della Polizia di Stato, tutti promossi per merito straordinario e medaglia d’oro al valore civile, che quella notte, ingaggiando un terribile conflitto a fuoco, salvarono la vita ad Antoci.
Proprio su questo argomento il Giudice scrive nell’ordinanza dell’operazione Nebrodi I che ha generato il primo Maxiprocesso e che ha portato alla sbarra gli imputati: “… nel contesto che emerge nella presente indagine di truffe milionarie e di furto mafioso del territorio trova aspetti di significazione probatoria e chiavi di lettura di quell’attentato… Antoci si è posto in contrasto con interessi milionari della mafia”. Da quella prima attività nacque lo storico “Maxiprocesso Nebrodi” che ha portato alla condanna in Cassazione di ben 50 imputati.
“La sentenza di Nebrodi II è un segnale che arriva dritto al cuore di tutti quegli agricoltori e allevatori onesti che per anni hanno subito umiliazioni, minacce e ritorsioni nonchè la perdita economica di quei fondi europei che invece di andare a loro finivano nelle tasche di criminali e truffatori”, dichiara Antoci, presente in Aula.
“Siamo tutti riconoscenti alla DDA di Messina, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia di Stato – aggiunge -. Il Tribunale di Patti ha oggi confermato, con questa sentenza, non solo il grande lavoro degli inquirenti ma anche il contesto in cui ci siamo mossi in questi anni. Abbiamo colpito con un’azione senza precedenti una criminalità ricca, potente e violenta – ancora Antoci – ed è per questo che quella notte volevano fermarmi. Volevano bloccare l’idea di una legge nazionale e dunque tutto quello che sta accadendo, attraverso la norma poi approvata, e che sta colpendo quel sistema in tutta Italia”, continua Antoci.
“Nonostante la consapevolezza che, con questa ulteriore sentenza, l’odio e il rancore contro di me cresceranno ancora di più, è comunque tanta la felicità che provo oggi nel vedere che il nostro lavoro serva al Paese, alla Sicilia e ai miei amati Nebrodi”, sottolinea Antoci.
“Hanno costretto me e la mia famiglia a vivere una vita blindata con una casa presidiata dall’Esercito. Sono stati anni di dolore, paure e preoccupazioni. Abbiamo resistito con la schiena dritta anche quando volevano spezzarcela. Abbiamo fatto tanta strada con dignità ed è grazie a quest’ultima che continuiamo a vincere. Tutti, ma per primo ha vinto lo Stato. Lo Stato vince sempre. Avanti…”, conclude Antoci.
– foto ufficio stampa Segreteria Giuseppe Antoci –
(ITALPRESS).

Gp Austria, Acosta domina le pre-qualifiche davanti ad Aldeguer e Marquez 4°

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(Adnkronos) –
Pedro Acosta firma il miglior tempo nelle pre-qualifiche del Gp d'Austria fermando il cronometro sul tempo di 1'28"381, confermando un grande feeling con il Red Bull Ring. Alle spalle del pilota della Ktm c'è Fermín Aldeguer (Ducati-Gresini) che centra il secondo tempo in 1'28"880, precedendo l'Aprilia Trackhouse di Ai Ogura, terzo in 1'28"893. Il campione del mondo in carica e leader iridato Marc Márquez artiglia la quarta posizione con la Ducati ufficiale girando in 1'28"963, mentre Jorge Martín, con l'Aprilia ufficiale chiude la top 5 fermando il tempo sull'1'29"048. Staccano il pass diretto per la Q2 anche Fabio Di Giannantonio (Ducati-VR46, 1'29"091), Brad Binder (Ktm, 1'29"126), Álex Márquez (Ducati-Gresini, 1'29"161), Marco Bezzecchi (Aprilia, 1'29"210) e Fabio Quartararo (Yamha, 1'29"266). Primo degli esclusi è Luca Marini con la Honda, 11° con un crono di 1'29"293 che lo costringerà al taglio iniziale. Partiranno dal Q1 anche Francesco 'Pecco' Bagnaia (Ducati), soltanto 18° in 1'29"666 e Raúl Fernández (Aprilia Trackhouse), 19° con il tempo di 1'29"721. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yemen, nave Marina militare accompagna mercantile italiano nello stretto di Bab El-Mandeb

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(Adnkronos) – La fregata Carlo Bergamini, impegnata nell’operazione europea Aspides, nelle ultime ore, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. "Un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell’area – osserva la Marina Militare – L’attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell’operazione Aspides e rappresenta un contributo concreto alla libertà di navigazione e alla sicurezza del traffico mercantile in uno dei passaggi strategici per i collegamenti marittimi mondiali". "In uno scenario caratterizzato da persistenti rischi per la navigazione commerciale, garantire la sicurezza del passaggio attraverso gli stretti significa proteggere la continuità delle rotte e dei traffici dai quali dipendono l’economia e la sicurezza del nostro Paese", conclude la Marina Militare che partecipa all’operazione Aspides sin dal suo avvio, assicurando una presenza continuativa nell’area e contribuendo alla protezione del naviglio mercantile e alla salvaguardia della libertà di navigazione.  "Gli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita sono inaccettabili e sabotano l'economia globale", denuncia l'Alta rappresentante per gli affari europei Kaja Kallas, che, dopo un colloquio con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, fa sapere che, "data la situazione di sicurezza in peggioramento, l'Operazione Aspides dell'Ue ha elevato il livello di allerta delle sue navi mentre continua i suoi compiti di scorta". Con bin Farhan, prosegue Kallas su X, si è discusso "degli sforzi diplomatici per porre fine ai combattimenti in Yemen e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Il passaggio marittimo deve essere senza e privo di pedaggi". "L'Europa – assicura infine – sta aiutando a proteggere la navigazione nel Mar Rosso dagli attacchi Houthi".  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cina, cambiano la domanda e l’offerta nel mercato immobiliare

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il mercato immobiliare cinese ha registrato importanti cambiamenti sul fronte della domanda e dell’offerta ed è entrato in una nuova fase, sempre più incentrata sul patrimonio abitativo già esistente. Lo ha dichiarato oggi Zhang Xuetao, funzionario del ministero dell’Edilizia Abitativa e dello Sviluppo Urbano-Rurale, nel corso di una conferenza stampa.

La quota delle compravendite di abitazioni di seconda mano sul totale delle transazioni immobiliari è salita dal 27% del 2020 al 46% del 2025, raggiungendo il 52% nei primi otto mesi di quest’anno, ha dichiarato il funzionario.

Secondo Zhang, una quota superiore al 50% segna il passaggio del mercato immobiliare a questa nuova fase.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Inaugurata a L’Aquila l’opera site specific di Ai Weiwei donata alla città

L’AQUILA (ITALPRESS) – E’ stata inaugurata oggi pomeriggio a L’Aquila “Figure and wheelbarrow for L’Aquila”, l’opera site specific che Ai Weiwei ha ideato e realizzato appositamente per la città. Il progetto è curato da Giacinto di Pietrantonio e promosso e sostenuto da Fondazione Carispaq e Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, nonchè dal Consiglio Regionale d’Abruzzo, dal Comune dell’Aquila, dal Comitato di coordinamento L’Aquila Capitale della Cultura 2026 e dall’ANCE L’Aquila, con il supporto di Galleria Continua e Associazione MU6.
La presenza dell’artista cinese all’Aquila e la nascita di quest’opera hanno un significato che va oltre il semplice intervento nello spazio pubblico. Nel luglio 2025, durante un sopralluogo in città, Ai Weiwei ha attraversato il centro storico, osservato i monumenti e i cantieri della ricostruzione, rimanendo profondamente colpito dalla bellezza dei luoghi e dal processo di trasformazione dell’Aquila. E’ proprio in quell’occasione che ha individuato nella carriola da cantiere un simbolo capace di raccontare la città: il lavoro, la ricostruzione, la fatica e, insieme, la possibilità della rinascita.
La carriola ha per Ai Weiwei anche un forte valore personale, legato ai ricordi dell’infanzia trascorsa con la famiglia e alla figura del padre Ai Qing, poeta cinese autore proprio di un componimento intitolato “Carriola”. Il legame con L’Aquila si intreccia inoltre con la sua esperienza del terremoto del Sichuan del 2008, dopo il quale l’artista si dedicò alla documentazione delle conseguenze del sisma e alla ricerca della verità sulle vittime, in particolare sui bambini. E’ in questo intreccio di memoria, perdita, ricostruzione e futuro che si inserisce l’opera aquilana.
Alta quasi tre metri, lunga 3 metri e 40 realizzata in acciaio, la scultura rappresenta Ai Weiwei stesso mentre conduce una carriola da cantiere: l’artista diventa così parte della scena della ricostruzione, mettendo in relazione la propria storia con quella della città e trasformando un oggetto quotidiano in un’immagine di rinascita.
“La mia visita a L’Aquila è stata fondamentale per comprendere quanto l’esperienza vissuta dal mio Paese nel 2008 fosse simile a quella affrontata dalla città dopo il terremoto del 2009 – ha dichiarato Ai Weiwei in un messaggio video – Attraversando le strade e i cantieri della ricostruzione, e conoscendo le storie delle vittime e di chi aveva perso tutto, ho incontrato però anche una città capace di rinascere, facendo della bellezza e della cultura un filo conduttore. Da qui è nata l’idea di una scultura di arte pubblica legata alla storia di questo luogo: una figura simbolica che porta una carriola da cantiere e che diventa l’archetipo della fase che L’Aquila sta vivendo, tra fatica, ricostruzione e rinascita. Oggi l’opera è in una piazza pubblica e spero che, guardandola, le persone possano riconoscervi una testimonianza di memoria, ma anche una lezione di sopravvivenza e di speranza”.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, che ha scelto di fare dell’arte contemporanea e del confronto con grandi personalità della scena artistica internazionale uno degli strumenti attraverso cui interpretare e accompagnare la trasformazione della città.
Portare all’Aquila artisti come Ai Weiwei significa infatti utilizzare la cultura e l’arte contemporanea non solo come occasione espositiva, ma come strumenti di rigenerazione urbana e sociale, capaci di restituire nuovi significati agli spazi della città, creare occasioni di incontro e confronto e mettere in relazione la memoria del territorio con una dimensione internazionale.
In questa prospettiva, “Figure and wheelbarrow for L’Aquila”entra nello spazio pubblico e nel tessuto urbano come un segno destinato a dialogare con la città che si ricostruisce, con i suoi cittadini e con il suo futuro.
Un progetto di questa portata è stato possibile grazie alla volontà e alla collaborazione di una pluralità di istituzioni e realtà del territorio. Il loro contributo ha reso possibile portare nel cuore dell’Aquila un’opera nata dall’ascolto e dall’osservazione della città e affidare all’arte contemporanea il compito di costruire un nuovo dialogo tra memoria del sisma, ricostruzione e futuro.
“La Fondazione Carispaq è particolarmente orgogliosa di aver promosso e sostenuto la realizzazione di Figure and wheelbarrow for L’Aquila, l’opera site specific che Ai Weiwei ha dedicato alla nostra città – ha sottolineato Fabrizio Marinelli, Presidente della Fondazione Carispaq -. La scelta di accompagnare questo progetto nasce dalla volontà della Fondazione di sostenere iniziative capaci di valorizzare L’Aquila attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea e di creare un dialogo tra la dimensione internazionale e la storia, la memoria e le trasformazioni del nostro territorio. La carriola, osservata dall’artista nei cantieri della ricostruzione post-sisma, diventa il simbolo della fatica, della trasformazione e della rinascita di L’Aquila. Con il sostegno a questo progetto, la Fondazione Carispaq conferma il proprio impegno nel promuovere la cultura come strumento di crescita e nel contribuire a fare della città un luogo sempre più aperto al confronto con l’arte e la cultura contemporanea internazionale”.
Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, a sua volta ha commentato: “Da abruzzese legata indissolubilmente a questa terra, sono profondamente orgogliosa di vedere L’Aquila elevarsi a protagonista della scena culturale internazionale proprio grazie alla sintonia e comunanza di intenti tra la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e la Fondazione Carispaq, nonchè in sinergia con il Consiglio Regionale, il Comune, l’ANCE e il Comitato L’Aquila Capitale della Cultura 2026. La comproprietà pro-quota da parte dei nostri enti dell’opera site-specific dal titolo Figure and wheelbarrow for L’Aquila garantisce infatti la permanenza in città di un capolavoro di Ai Weiwei, uno dei più grandi maestri del panorama artistico contemporaneo mondiale, la cui iniziale installazione presso il Palazzo dell’Emiciclo si fa metafora immediata della ricostruzione dopo il terremoto e omaggio alla straordinaria resilienza del popolo aquilano. E’ un’iniziativa di eccezionale potenza simbolica che consacra la città, Capitale della Cultura 2026, come centro nevralgico dell’arte, capace di sfidare il futuro attraverso il coraggio della bellezza e della memoria civile”.
Il valore del progetto, che riafferma l’essenza dell’arte come strumento di verità e impegno civile, è stato infine sottolineato dal Sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi: “L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 non si misura soltanto negli eventi che animano quest’anno, ma in ciò che saprà lasciare alla città. L’opera di Ai Weiwei è esattamente questo: un’eredità permanente, un segno che resterà agli aquilani e a chi verrà a visitarci negli anni a venire. Questa inaugurazione conferma che L’Aquila, dopo il sisma del 2009, ha scelto di ripartire dalla cultura e di parlare al mondo a partire dalla propria storia, lasciando un messaggio importante soprattutto ai giovani: dalle ferite può nascere una nuova consapevolezza. Ringrazio la Fondazione Carispaq, che ha voluto e promosso il progetto, il Consiglio regionale, la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, l’Ance L’Aquila e il curatore Giacinto Di Pietrantonio: la dimostrazione di come le istituzioni del territorio, lavorando insieme, sappiano generare valore per tutta la comunità”.

– foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale –
(ITALPRESS).

Maltempo a Roma, ramo cade fuori liceo a Coppedè: feriti 3 studenti

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(Adnkronos) – Questa mattina, intorno alle 12.30, un ramo si è staccato da un albero ed è caduto all’esterno del Liceo Scientifico “Avogadro”, in via Brenta 26, nel quartiere romano di Coppedè. Lievemente feriti e medicati sul posto dai sanitari del 118 tre studenti minorenni che avevano appena lasciato l’istituto. Uno di loro, a causa di un edema al braccio, è stato trasportato in ospedale in codice giallo per ulteriori accertamenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Parioli e del Nucleo Radiomobile di Roma, insieme ai vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terna, Monti “Investimenti sulla rete per sicurezza e costi energia più bassi”

GENOVA (ITALPRESS) – Al via da oggi i “Portofino Talks 2026 – Una piazzetta sul mondo”, la manifestazione che riunisce rappresentanti delle istituzioni, dell’economia, delle imprese e dello sport per discutere delle principali sfide del Paese.
A Portofino si alterneranno ministri, amministratori delegati e protagonisti del mondo produttivo, in un confronto dedicato a temi come energia, turismo, trasporti, sanità e sviluppo economico. Tra gli interventi della giornata anche quello di Pasqualino Monti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna che, leggendo e spiegando dal palco le voci della bolletta del moderatore del panel, Andrea Ruggieri, ha posto l’attenzione sul ruolo strategico della rete di trasmissione elettrica per la competitività del Paese. “Per una famiglia tipo il costo della trasmissione elettrica vale circa il 4%. Terna incide per una parte limitata della bolletta, ma ha una responsabilità fondamentale sul funzionamento del sistema elettrico, gestendo la rete di trasmissione dell’energia. Gli investimenti che stiamo facendo sulla rete non servono soltanto a rendere il sistema più sicuro. Creano anche le condizioni perchè, nel tempo, il costo dell’energia possa diminuire. L’Italia – ha concluso Pasqualino Monti – dipende ancora molto dall’estero per il proprio fabbisogno energetico. Comunque, nel breve termine, il gas rimane una fonte indispensabile per la sicurezza del sistema”.

– Foto ufficio stampa Terna –
(ITALPRESS).