(Adnkronos) – "Bellissimo incontro, abbiamo discusso di tanti temi, molto di housing, di politiche per la casa, per assicurare questo diritto che oggi è minacciato da una situazione molto difficile di accessibilità agli alloggi. Abbiamo scambiato esperienze, quello che stiamo facendo a Roma, quello che fanno a New York. Abbiamo parlato di collaborazione culturale. Una tre giorni molto intensa di lavoro, di collaborazione tra tanti sindaci uniti da sfide comuni e anche da una visione di cambiamento che ci accomuna". Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a New York questo weekend, per partecipare all'Urban 20 Mayors Summit 2026, ospitato e organizzato dal sindaco di New York Zohran Mamdani. Tra i temi affrontati, i costi sempre più alti, specialmente nelle grandi città, che le rendono meno accessibili. "Questo è un grande tema che riguarda tutti, in forme diverse – spiega – l'accessibilità all'alloggio, ma anche in generale i costi dell'energia. Questioni che investono la responsabilità dei governi, ma i sindaci, le città, stanno provando a dare risposte, spesso anche non aiutati dai governi o comunque dovendo trovare soluzioni anche con limiti, con strumenti limitati. Le città sono i luoghi dove si stanno sperimentando soluzioni nuove per affrontare la crisi climatica, per affrontare i grandi temi dell'integrazione, la questione dell'accessibilità dei servizi. È stato molto interessato al nostro modello di città dei 15 minuti e anche degli esperimenti di co-housing, così come sono stato colpito anche dal grande piano di edilizia che ha lanciato, dalla sua capacità di dare fin dall'inizio del suo insediamento delle risposte concrete ai cittadini. Perché il bello del mestiere di sindaco, se lo si fa con uno spirito di cambiamento, è che si possono affrontare grandi questioni, ma non in maniera ideologica, in maniera concreta, mostrando come si possono trovare delle strade nuove". "E' stato uno scambio molto approfondito, quindi continueremo a lavorare anche su forme di collaborazione diretta. Abbiamo già un protocollo di collaborazione tra il primo municipio e Manhattan e col sindaco abbiamo deciso di esplorare anche possibili ulteriori forme di collaborazione, anche in ambito culturale. Abbiamo parlato molto di investimenti pubblici ed è solo l'inizio. New York e Roma sono delle città bellissime, molto diverse. Sono due grandi metropoli ed è bello che ci sia un dialogo, una collaborazione, non solo tra di noi, ma anche tra tanti altri sindaci".
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Gualtieri incontra il sindaco di New York Mamdani: “Due grandi metropoli, al lavoro su forme di collaborazione diretta”
Ascolti tv 18 settembre, ‘Byd Music Awards’ vince la prima serata
(Adnkronos) – E' Rai1, con 'Byd Music Awards', a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, venerdì 18 settembre 2026. Lo show ha conquistato 2.213.000 spettatori pari al 18.7% di share. Canale5, con 'L’Erede', è stato la scelta di 1.433.000 spettatori totalizzando uno share del 12.9%. Su Rete4, 'Quarto Grado' ha incollato davanti al video 939.000 spettatori con share all'8.6%, mentre su La7 'Propaganda Live' ha ottenuto un ascolto medio di 834.000 spettatori e il 7.3% di share. Italia1, che ieri trasmetteva 'CIA', ha interessato 733.000 spettatori con il 5.2% di share, mentre su Rai2 la replica de 'L’Ispettore Coliandro 6' ha coinvolto 619.000 spettatori, con share al 4.1%. Rai3, con 'Fidanzata in affitto', è stato visto da 581.000 spettatori, con uno share al 3.7%. Nel Day Time pomeridiano, Canale5 con 'Grande Fratello Vip' ha conquistato 1.753.000 spettatori pari al 15.2%, mentre 'Beautiful' ha ottenuto un ascolto medio di 1.928.000 spettatori pari al 17.2%. 'Forbidden Fruit' ha raggiunto 2.061.000 spettatori, pari al 19.7% di share. Rai2, con 'Ore 14', ha tenuto davanti al video 585.000 spettatori con il 5.7% di share. Nell'access prime time, Canale5 con 'La Ruota della Fortuna' ha incollato davanti allo schermo 4.446.000 spettatori pari al 25%, mentre Rai1 con 'Affari Tuoi' è stato la scelta di 4.029.000 spettatori, con share al 22.5%.
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Amorim “Battere il Lecce una priorità, Milan ancora in fase di costruzione”
MILANO (ITALPRESS) – “Domani la priorità è battere il Lecce. Siamo ancora in fase di costruzione, soprattutto in fase di possesso, domani abbiamo una bella opportunità per migliorare il nostro rendimento in campo”. Lo ha detto il tecnico del Milan, Ruben Amorim, alla vigilia della sfida di campionato al Meazza contro il Lecce. Domani sera i rossoneri scenderanno in campo anche per onorare i 100 anni festeggiati da San Siro: “E’ un onore far parte della storia di San Siro. Vogliamo vincere le partite e giocare bene per onorare lo stadio e i nostri tifosi”, ha assicurato il 41enne mister dei rossoneri, alla ricerca di un immediato riscatto dopo il ko interno all’esordio in Europa League contro il Benfica.
“Non possiamo cambiare il passato, ma la prossima gara sì. Parlo con la squadra sempre, non solo quando si perde: ci sono tante cose da migliorare. Vogliamo essere pronti per domani sera. Perchè il Milan non segna nel primo tempo? Credo sia solo un caso. Contro il Torino stavamo bene e contro il Venezia abbiamo avuto due chiare occasioni con Ramos. Nei primi 45 minuti le squadre sono molto organizzate e attente. Poi possiamo cambiare l’inerzia della partita con i cambi, ma comunque non possiamo concedere, soprattutto nel primo tempo. Dobbiamo controllare la partita un pò meglio”, ha ammesso l’allenatore portoghese. “L’incontro con Ibra? E’ stata solo la visita di una persona che lavora col club – ha poi svelato Amorim – Il contatto con Cardinale? Parliamo di cose del club, niente di speciale”. Infine, sulla possibilità di vedere insieme dall’inizio Pulisic, Moreira e Chukwueze: “Tutti possono giocare insieme. Siete a conoscenza di tante cose che succedono qui durante la settimana, ma altrettante non le sapete e io devo fare le mie scelte. Magari domani vedrete qualcuno di questi giocare insieme”, ha concluso l’ex coach di Sporting e Manchester United rivolgendosi ai cronisti presenti a Milanello.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Sla, Saggese (Campania): “Sforzo massimo per inclusione e cure a casa, sostenere anche caregiver”
(Adnkronos) – "Questa luce verde è una luce che illumina anche la responsabilità nostra, ovviamente, come istituzione, come Regione". Così Angelica Saggese, assessora al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania, intervenuta ieri a Paestum in occasione della XIX Giornata nazionale della Sla – durante la quale sono stati illuminati di verde, in Italia, centinaia di luoghi simbolici come il Tempio di Nettuno a Paestum – ha richiamato l’impegno delle istituzioni non solo nei confronti delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, ma anche delle famiglie e dei caregiver che ogni giorno le assistono. "Immaginiamo che i cittadini che soffrono di questa patologia debbano poter vivere una vita ordinaria, una vita, diciamo, comune, al pari degli altri. Quindi lo sforzo massimo che dobbiamo fare è cercare di garantire a loro l’inclusione e la vita il più ordinaria possibile", ha sottolineato Saggese. Per la Regione, una parte importante dell’assistenza passa dalla possibilità di rimanere a casa, accanto alla propria famiglia. "Preferiamo che siano a casa, assistiti dalla famiglia, che possano vivere all’interno dei propri affetti familiari, che possano trovare lì le misure e gli strumenti di sostegno", ha spiegato l’assessora. "La Regione Campania eroga gli assegni di cura, sono differenti: sono un assegno di cura mensile di 1.200 euro, di 600 euro, in funzione della gravità della patologia. Eroga e assegna i dispositivi, i supporti tecnologici, perché in molte circostanze, con l’avanzare della malattia, c’è la necessità di supporti comunicativi per i pazienti". Ma, ha evidenziato Saggese, il sostegno deve riguardare anche chi si prende cura quotidianamente del malato. "Dal confronto con Aisla è emersa infatti l’idea di prendersi cura anche dei caregiver, perché svolgono un ruolo importante perché molti di loro e in molti casi, soprattutto, sono le donne, rinunciano alla propria vita, rinunciano al lavoro, rinunciano alla propria attività, pur di prendersi cura con tanto affetto e con tanto impegno di un proprio familiare che soffre della patologia della Sla”" Un’attenzione particolare è stata quindi dedicata alla formazione dei caregiver. "Anche per loro un’attività di formazione, perché è vero, imparano sul campo a fare ciò che devono perché sono costretti, però se fossimo in grado di formarli prima, sicuramente sarebbero nella condizione di assistere meglio i propri familiari”, ha detto. Il tema riguarda però anche il momento in cui termina l’attività di assistenza. "Dobbiamo anche porci la domanda: cosa accade ai caregiver al termine dell’attività di caregiver, quando non fanno più questa attività?", ha sottolineato Saggese, evidenziando il rischio di trovarsi, dopo anni di rinuncia al lavoro, “nell’impossibilità e a quella difficoltà, nel disorientamento di decidere cosa fare. Dobbiamo provare a prenderli in carico, riformarli, capire in che direzione orientarli, per farli formare, per provare a dare loro la possibilità di essere reinseriti nel mondo lavorativo e di proseguire la propria vita ordinariamente e regolarmente", ha concluso l’assessora.
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Direttrice Parchi Paestum e Velia D’Angelo: “Apriamo luoghi cultura a comunità e a persone fragili”
(Adnkronos) – "Questo è un luogo del passato, però nel passato la città si prendeva cura della propria comunità, della propria popolazione. Noi vogliamo che i luoghi della cultura continuino a farlo oggi". Così Tiziana D’Angelo, direttrice dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, a Paestum, in occasione della XIX Giornata nazionale della Sla, ha raccontato il percorso avviato per rendere il patrimonio archeologico sempre più accessibile e vicino alle persone più fragili. "Vogliamo che questi luoghi si aprano a comunità che possono raggiungerci, ma anche a visitatori che non possono forse arrivare qui per ragioni di salute", ha spiegato D’Angelo, sottolineando la necessità di superare "l’idea del museo e del parco archeologico come luoghi esclusivamente legati alla conservazione e alla visita". In questa direzione nasce il progetto "il benessere è un’opera d’arte", attraverso il quale, ha spiegato la direttrice, "trasformiamo questi luoghi in luoghi d’incontro, alcune volte d’incontro a distanza, alcune volte invece creando dei laboratori proprio all’interno dei nostri spazi. Lo facciamo per persone che soffrono di diverse patologie, dal Parkinson all’Alzheimer, malati di lunga degenza". Per rendere concreto questo percorso, però, serve una rete. "Per prenderci davvero cura di queste persone abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo bisogno di una rete di supporto", ha sottolineato D’Angelo, collegando questa esperienza alla collaborazione avviata con Aisla. "Quello che stiamo realizzando con Aisla è un passo importante in questa direzione, perché proprio questa associazione ci può aiutare a costruire un nuovo ponte e a portare Paestum e Velia nelle case di tutte le persone che soffrono di Sla, ma anche delle loro famiglie", ha evidenziato. "L’obiettivo è fare del patrimonio culturale uno spazio capace di continuare, anche nel presente, quella funzione di cura della comunità che apparteneva alla città antica. Essere lì per loro, così come questi luoghi hanno curato nel passato, noi vogliamo che continuino a farlo oggi".
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Sla, Massimelli (Aisla): “Diritto alla cura deve essere uguale su tutto il territorio nazionale”
(Adnkronos) – "Noi chiediamo al Governo di fare un patto con le Regioni perché purtroppo in Italia il diritto alla cura non è uguale per tutti. Ci sono Regioni in cui i trattamenti e i percorsi di cura sono diversi rispetto ad altre, questo non è giusto. Il diritto alla cura deve essere uguale, senza distinzioni, su ogni territorio". Così Fulvia Massimelli, presidente nazionale Aisla – Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, ieri Palazzo Chigi, a Roma, in occasione della XIX Giornata nazionale Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Le istituzioni italiane hanno celebrato l’evento illuminando di verde centinaia di luoghi simbolici come il Tempio di Nettuno a Paestum, il Pirellone, la Loggia di Brescia, i quattro ponti storici di Torino, il Teatro Massimo di Palermo, il Castello Aragonese di Taranto, la Fontana di Piazza De Ferrari a Genova, Palazzo Chigi, torri, municipi, fontane, università e chiese nei capoluoghi e nei piccoli comuni. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso la sua vicinanza ad Aisla. "Vogliamo ringraziare la presidente – aggiunge Massimelli – per la lettera che ha inviato, si tratta di un riconoscimento importante per la nostra associazione. Giorgia Meloni nel suo messaggio ha parlato proprio del diritto alla cura delle persone che non sono numeri: la cura deve rivolgersi a loro a 360 gradi. Aisla questo lo fa da sempre, mettendo la persona al centro di tutti i percorsi. La presidente ha anche parlato dei fondi stanziati per la non autosufficienza, per l’assistenza domiciliare e per la telemedicina. Sono fondi importanti per Aisla che possono concretizzarsi in progetti importanti sui territori".
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Lucarelli-Fedez, botta e riposta: lui pubblica le battute (tagliate) di ‘Roast in Peace’, lei replica
(Adnkronos) –
Botta e risposta social tra Fedez e Selvaggia Lucarelli. Il rapper di Rozzano è stato uno dei concorrenti della seconda edizione di 'Roast in Peace', lo show disponibile in streaming su Prime Video. Alcune delle sue battute, tuttavia, sarebbero state escluse dal prodotto finale per "esigenze di montaggio", come spiegato dallo stesso Fedez sui social. Il rapper ha quindi deciso di condividere comunque le sue "parti preferite", tra cui l'affondo a Selvaggia Lucarelli. "Questa è terribile. Volevo suggerirvi degli ospiti per la prossima stagione. Per esempio, Marco Cappato. Sarebbe bello invitare chi si prodiga per il fine vita assistito, anche se sembrerebbe una puntata già vista, dato che avete già avuto Selvaggia Lucarelli", dice Fedez sul palco di 'Roast in Peace'. La replica dell'opinionista non si è fatta attendere. Su Instagram, Lucarelli ha risposto senza peli sulla lingua: "Gli hanno detto 'esigenze di montaggio' per non confessargli la verità: purtroppo il battutone che pensava di fare su di me non funzionava perché era scritto semplicemente male. E tra l’altro probabilmente non da lui, visto che ha pure chi gli scrive libri autobiografici (e glielo ha scritto un candidato allo Strega di anni fa eh). Purtroppo quello che dovrebbe far ridere non si capisce, infatti la risata è fiacca e imbarazzata perché tutti in studio stanno cercando di capire la costruzione della battuta e dove vuole arrivare“. Poi, la giornalista rincara la dose: "E premette pure come i guitti, ‘questa è terribile’. Ho chiesto a più persone e nessuno ha capito bene, la spiegazione più diffusa è: forse dice che si è suicidato il programma (persino un comico che era lì). Forse intendeva che induco al suicidio ma istigazione e suicidio assistito sono le mele con le pere e quindi la comprensione non arriva. Perciò la battuta non funziona. Morale: il cucciolo poteva chiedere a me, gliela costruivo meglio".
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Sla, Esposito (Aisla): “La luce verde è una voce potente che racconta la nostra comunità”
(Adnkronos) – "L’illuminazione di questo tempio maestoso, magnifico, non è soltanto simbolica, è molto significativa". Parte dalla luce verde del Tempio di Nettuno il messaggio di Pina Esposito, segretario nazionale Aisla e presidente della sezione Salerno-Avellino-Benevento, intervenuta a Paestum in occasione della XIX Giornata Nazionale Sla. La serata è stata anche l’occasione per la firma del protocollo tra Aisla e i Parchi archeologici di Paestum e Velia, un accordo che punta a mettere il patrimonio culturale al servizio dell’accessibilità e della partecipazione. "Per noi la sottoscrizione di questo protocollo significa molto, permette che il patrimonio culturale, come dire, sia al servizio dell’accessibilità e della partecipazione delle persone", spiega Esposito. "Quindi non è più un simbolo. Abbiamo detto: il patto ha spalancato le braccia alla nostra comunità". Il significato della luce verde, aggiunge, va oltre la serata. "Attraverso quel colore illuminato di verde, insieme a questa illuminazione si eleva una voce potente che narra della nostra comunità, che racconta di noi". Poi l’attenzione si sposta su ciò che deve rimanere dopo l’accensione del Tempio. "Siamo certi che all’indomani, quando questi riflettori si spegneranno e le luci verdi si spegneranno, noi saremo ancora presenti", sottolinea Esposito. "Lasciamo che questo faro resti illuminato, e cioè attenzione sulle nostre vite, consapevolezza di che cosa significa, cosa si sviluppa nelle nostre case, che cosa fanno i nostri familiari, il carico dei nostri caregiver". Da qui la richiesta dell’associazione: "E quindi noi chiediamo questo: attenzione, tempi definiti". Il protocollo con i Parchi si inserisce, per Esposito, in un percorso più ampio. "Questo protocollo è un pezzo all’interno del grande pezzo dell’inclusione", dice, perché l’inclusione "definisce e sancisce la capacità di una comunità di prendersi cura di ognuno di noi". Infine, il significato della mobilitazione che nella stessa sera ha illuminato di verde luoghi simbolici in tutta Italia: "Per noi oggi questa serata, questa illuminazione simultanea con tutta Italia rappresenta questo: tutti uniti per combattere". E il messaggio conclusivo guarda alle risposte concrete per le persone con Sla e per le loro famiglie. "Sappiamo che la Sla è una malattia inguaribile, ma le cure, le attenzioni, l’umanità, le risposte ai nostri bisogni, le assicuro che sono una garanzia di civiltà".
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Due sorelline di 8 e 12 anni scomparse nel Nisseno, in corso le ricerche
CALTANISSETTA (ITALPRESS) – A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, sono in corso le ricerche di due sorelline di 8 e 12 anni. Le bimbe sarebbero rimaste a casa da sole. Il padre ha presentato una denuncia ai carabinieri. Un appello è stato diffuso dalla famiglia anche sui social. Gli investigatori stanno vagliando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona in cui sono state viste per l’ultima volta, ieri sera verso le 20, in corso Vittorio Emanuele.
– Foto di repertorio Carabinieri –
(ITALPRESS).
De Sisti: “Mazzola tra i giocatori italiani più forti, la nascita dell’Assocalciatori una nostra grande battaglia”
(Adnkronos) – "Credo che oggi il dolore per la scomparsa di Sandro Mazzola accomuni tutti. Amici, conoscenti, parenti, tifosi di tutta Italia". Giancarlo De Sisti risponde al telefono all’Adnkronos e la voce è meno squillante del solito. Stamattina si è svegliato con la notizia della morte di Sandro Mazzola e l’umore è quello che è: "Ci conoscemmo che eravamo giovinetti, io nella rappresentativa laziale e lui in quella lombarda, era il capitano. Ci ritrovammo poi nella Nazionale juniores e da lì giocammo un gran numero di partite insieme, fino ai Mondiali del 1970. Sandro – ricorda – è stato uno dei calciatori più forti della storia italiana, ma forse anche a livello mondiale. Ha onorato la maglia dell’Inter e della Nazionale, in azzurro stavamo sempre bene insieme". Bandiera di Roma e Fiorentina, campione d'Italia con i viola nel 1969 e campione d'Europa con l'Italia nel 1968, 'Picchio' oggi ha 83 anni e con il leggendario capitano nerazzurro ha condiviso tanti momenti di vita.
Vi eravate sentiti di recente?
"Qualcuno mi ha detto che non stava benissimo e mi sono preoccupato per queste parole, senza chiedere in maniera diretta. Negli anni abbiamo mantenuto un buon rapporto, ci scrivevamo addirittura cartoline".
Lei, Mazzola e Rivera siete la fotografia di un calcio italiano fatto di stile, classe ed eleganza. Calciatori d’altri tempi…
"Quel periodo è diventato letteratura, basti pensare al Mondiale in Messico del 1970 e alla famosa staffetta tra Gianni e Sandro. Mi chiedono spesso se sia stato giusto quello che fece il ct Valcareggi, o se magari sarebbe stato meglio metterli in campo insieme. Lui aveva però uno schema in testa e idee tattiche difficili da cambiare. Qualcuno era contento, altri meno. Come succede sempre in una squadra di calcio".
Qualcuno diceva anche che, sacrificando lei in mezzo al campo, ci sarebbe stato spazio per Rivera e Mazzola dall’inizio. Che ne pensa?
"Io mi sarei tirato indietro (ride) ma Valcareggi la pensava così. Rivera e Mazzola erano due fenomeni a parte. Uno inventava calcio anche con 40 di febbre, l’altro se ti puntava era la fine e potevi solo dire una preghiera. A volte mi chiedono anche se potevamo giocare tutti e tre insieme, io dico: ‘E allora, chi bisognava togliere?’. Resta un dubbio senza soluzione, ma di certo sono stato io a beneficiare di questo dualismo. Ero un altro tipo di giocatore, legavo a metà campo, avevo caratteristiche diverse ed è stata la mia fortuna".
Nel 1968, proprio con Mazzola e altri campioni lei si impegnò per la nascita dell’Assocalciatori. Come nacque la vostra battaglia?
"Rivera e Mazzola iniziarono a chiamare i capitani delle varie squadre, per far fronte comune. In quel periodo, io ero il capitano della Fiorentina. Ci venne in mente perché al tavolo delle discussioni sul gioco del calcio c'erano tutti meno che i calciatori, quindi cominciammo a fare una serie di riunioni tra Milano, Firenze e Roma per concordare progetti a lunga scadenza, con versamenti per garantire una pensione ai giocatori, ma anche un’assistenza in caso di malattia. Cose di cui non si era mai parlato fino a quel momento. Il problema era soprattutto per i più giovani e per chi giocava in serie minori, ragazzi che guadagnavano meno e che a fine carriera avrebbero avuto difficoltà. Andammo a parlare con le istituzioni, spiegando di voler essere padroni della nostra sorte".
Nacque così, dopo tante battaglie, l'associazione italiana calciatori.
"Qualcuno, all’inizio, era un po’ scettico. Poi, tanti nostri colleghi hanno capito l’importanza del sindacato e sono orgoglioso di aver preso parte a questa iniziativa insieme a grandi nomi del nostro calcio. Sandro fu tra questi, fu una delle sue grandi battaglie e credo che, pensare anche a tanti suoi colleghi, sia stata una delle sue più belle vittorie".
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