(Adnkronos) – "Il titolo dell'evento di oggi è 'Salute, diritto universale'. Dunque, se noi abbiamo un patrimonio, è quello del sistema sanitario nazionale, con il suo tema dell'universalità e dell'equità di accesso. Quando parliamo di territorio, infatti, parliamo proprio di questo. Pertanto, credo che il Pnrr non sia un traguardo, ma una partenza. Abbiamo investito queste risorse in strutture e adesso dobbiamo fare in modo che queste strutture si trasformino in modelli organizzativi per dare servizi ai cittadini e rispondere ai bisogni di salute. Ecco perché parlo di partenza e non di traguardo, perché queste strutture devono diventare parte integrante dei processi". Lo ha detto Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia, intervenendo alla XXIX edizione di Salute Direzione Nord, evento organizzato a Palazzo Lombardia a Milano. "Questo lo possiamo fare attraverso il tema della multiprofessionalità, della multidisciplinarietà e di tutto il tema dell'innovazione tecnologica e digitale, che diventano quindi strumenti di prossimità", sottolinea. "Oggi – conclude – dobbiamo fare in modo che i cittadini sfruttino queste risorse che abbiamo investito in strutture, per poter dire che il proprio bisogno di salute trova risposta laddove ne hanno bisogno, cioè vicino e prossimo a loro".
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Pnrr, Alparone (Lombardia): “Non è traguardo ma partenza per nuovi servizi sul territorio”
Tajani: “Mi spiace che mie parole siano state fraintese, mi scuso, mai offeso le donne”
(Adnkronos) – "Mi spiace molto che siano state fraintese alcune mie affermazioni, estrapolate da un discorso molto più articolato. Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne. Non l'ho mai fatto in vita mia, né nella vita privata né nella vita pubblica". Ad affermarlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del'Assemblea dell'Onu a New York. "Ho nominato e ho voluto nominare Ambasciatore in Iran e Ambasciatore in Afghanistan due donne, proprio per dare un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne. Questo è un esempio delle mie azioni a difesa del diritto delle donne – ha sottolineato Tajani – Ne potrei fare altri cento. Non voglio fare polemiche né alimentare polemiche". E ancora, il ministro ha ribadito: "Voglio soltanto dire che non devono essere strumentalizzate alcune frasi perché da parte mia non c'è mai stata alcuna volontà di offendere le donne. Ripeto, lo dimostra la mia attività politica, la mia attività di ministro e la mia vita personale". Intervistato alla kermesse 'Itaca' di Formello, Tajani aveva detto: "Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede che ragazza mi devo sposare? Io scelgo sempre quella carina, seria, credibile. Preferisci quella così o quella seria, che magari ha le gonne un po’ più lunghe di quell’altra".
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Sanità, Mennini (ministero Salute): “Investire in prevenzione, cure e trattamenti favorisce salute e Pil”
(Adnkronos) – "Investire nella salute è, in generale, conveniente. Lo dimostrano tutti gli studi: laddove si investe in interventi efficaci, che si tratti di prevenzione, cura o trattamento, il ritorno dell'investimento già nel breve e medio periodo risulta molto vantaggioso, sia per la salute dei cittadini, sia per i conti dello Stato e il Pil del Paese". Così il capo Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, Francesco Saverio Mennini, alla XXIX edizione dell'evento Salute Direzione Nord, organizzato a Palazzo Lombardia a Milano. "A maggior ragione – sottolinea – questo vale per le malattie rare, poiché sappiamo che spesso per queste patologie vi è un'assenza di trattamenti e di cure risolutive. Diventa quindi fondamentale investire il più possibile, innanzitutto nella diagnosi precoce, in modo da individuare percorsi alternativi qualora non vi siano terapie adeguate. Dall'altra parte, occorre favorire gli investimenti dei produttori, incentivandoli a sviluppare farmaci e tecnologie sanitarie anche per un numero ristretto di pazienti, rendendo il percorso sostenibile per le aziende ma, soprattutto, vantaggioso per i pazienti stessi". "Ci siamo mossi e continuiamo a muoverci in questa direzione anche a livello di ministero della Salute. A giugno 2026, con la presentazione della Carta di Roma alla presenza del sottosegretario Gemmato, è stata illustrata la struttura del modello che abbiamo in mente e che è già stato avviato", ricorda Mennini. "Si tratta di un approccio integrato – la fondamentale integrazione tra ospedale, territorio e domicilio – che sfrutta i vantaggi della digitalizzazione e della condivisione dei dati e delle informazioni. In questo contesto rientra anche l'utilizzo della piattaforma per le liste d'attesa, dato che queste ultime rappresentano un grave problema, in particolare per i pazienti affetti da malattie rare. L'implementazione della piattaforma, avviata 1 anno e mezzo fa, ci sta permettendo di iniziare a ridurre i tempi e, soprattutto, di individuare dove si annidano le inefficienze, collaborando con le singole Regioni per colmare il divario nei tempi di attesa". "Un altro aspetto centrale – prosegue Mennini – riguarda il finanziamento legato alla diagnosi precoce. Nell'ultima legge di Bilancio abbiamo previsto fondi importanti, che rappresentano un punto di partenza fondamentale per sostenere in maniera strutturale i finanziamenti dedicati alle malattie rare e all'impiego dei test, inclusi quelli genomici. Questa rappresenta una rivoluzione significativa per il nostro sistema sanitario, poiché in passato non si era mai verificata un'attenzione di questo tipo. Infine, vi è il tema legato ai livelli essenziali di assistenza (Lea). All'interno del Dipartimento che dirigo abbiamo innescato un meccanismo di aggiornamento dei Lea molto più rapido rispetto al passato: l'obiettivo è arrivare a un aggiornamento annuale. In alcuni casi ci siamo già riusciti, mentre per altri la tempistica si attesta tra 1 anno e mezzo e 2 anni. È tuttavia necessario continuare a informare le associazioni di pazienti e i produttori affinché forniscano evidenze costanti: più i dossier sottoposti al ministero e al Comitato Lea saranno robusti, più veloce sarà l'iter di approvazione dei livelli essenziali di assistenza", conclude Mennini.
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Malattie rare, Scopinaro (Uniamo): “Per sanità davvero migliore si considerino bisogni pazienti”
(Adnkronos) – "Risolvere i problemi per le persone con malattia rara significa migliorare la sanità davvero per tutti. In questa giornata importante parleremo molto di equità, che deve riguardare tutte le fasce della popolazione, compresi i malati rari, che sono circa 2 milioni in Italia e hanno bisogni peculiari. Quando si costruiscono i percorsi si deve tenere conto di tutto questo, per far sì che le persone siano prese per mano dal sistema e il carico non ricada così solo sulle famiglie e i caregiver". Lo ha detto Annalisa Scopinaro, presidente di Uniamo – Federazione italiana malattie rare, alla XXIX edizione di Salute Direzione Nord, evento organizzato a Palazzo Lombardia a Milano. "Le malattie rare – ricorda – pongono diverse sfide: la sfida dell'individualità, perché abbiamo a volte pochissime persone con la patologia; la sfida dell'innovatività, in quanto molte terapie per le malattie rare sono trattamenti innovativi ad altissimo costo; la sfida della disponibilità e accessibilità equa su tutto il territorio nazionale, e la necessità di continuare a studiare per scoprire sempre più trattamenti. A ciò si affiancano le necessità assistenziali e sociali delle famiglie, che non devono essere mai lasciate da sole".
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Sanità, Pavesi (Aifa): “Interoperabilità dei dati per creare valore comune”
(Adnkronos) – "Oggi il problema non è disporre di ulteriori step a livello tecnologico, nei servizi informativi di Aifa, che ci sono e ci saranno, ma è capire come questa tecnologia generi valore comune per il sistema. In termini più semplici, abbiamo un numero importante e sempre crescente di dati, ma è difficile avere un numero organizzato e utile per tutte le informazioni che dobbiamo estrarre dagli stessi. Pertanto, come Aifa, dobbiamo trovare una piattaforma in cui tutti gli attori del sistema riescono ad accedere e attingere a questi dati". Lo spiega Giovanni Pavesi, direttore amministrativo dell'Aifa – Agenzia italiana del farmaco, intervenendo alla XXIX edizione di Salute Direzione Nord, evento organizzato a Palazzo Lombardia a Milano. “Vi è anche un problema di normativa e di condivisione del dato con quello che secondo me è l'attore più importante oggi per noi: le Regioni. L'accesso al dato delle Regioni, che consente loro di trasferirlo in politiche comuni e quindi in valore comune, potrebbe essere il passaggio più importante – sottolinea Pavesi – Cito l'esempio del Registro di monitoraggio di Aifa, uno strumento su cui stiamo investendo tanti soldi, in cui vogliamo monitorare, migliorare i processi clinici per determinati farmaci innovativi: il risultato lo possiamo ottenere solo se creiamo una forte interoperabilità del dato".
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Presley Gerber, media Usa: “Il figlio di Cindy Crawford morto per sospetta overdose”
(Adnkronos) – "Sospetta overdose". Sarebbe questa la causa della morte di Presley Gerber, figlio 27enne di Cindy Crawford e dell'uomo d'affari Rande Gerber, trovato senza vita ieri in una struttura di riabilitazione a Los Angeles. È quanto scrive in esclusiva Tmz. Si tratta al momento di una indiscrezione, dal momento che l'ufficio del medico legale di LA nell'ultima nota rilasciata ha sottolineato: "Le indagini sono ancora in corso e le informazioni disponibili sono limitate. Il decesso è stato constatato alle ore 09:45 del 20 settembre 2026 dal personale paramedico intervenuto sul posto. Il Dipartimento di Polizia di Santa Monica è l'autorità incaricata delle indagini". Fonti informate hanno riferito a Tmz che la famiglia del giovane, con una carriera di modello alle spalle, è stata informata che il decesso è riconducibile a una sospetta overdose. Presley Gerber al momento della morte alloggiava in una casa separata all'interno del complesso di una struttura di riabilitazione, situata nell'area di Los Angeles. L'autopsia, che ancora non è stata effettuata, includerà esami tossicologici per determinare quali sostanze fossero presenti nel corpo del 27enne quando il suo cuore ha smesso di battere.
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Salute Direzione Nord: “Prevenzione, equità e innovazione leve per garantire diritto universale”
(Adnkronos) – "La salute come diritto universale e come asset strategico capace di generare valore sociale ed economico per il Paese e di garantire ai pazienti le giuste cure". È il filo conduttore della nuova edizione di Salute Direzione Nord, evento promosso da Fondazione Stelline e organizzato da Inrete – Relazioni istituzionali e comunicazione, giunto alla 29esima edizione e ospitato al Belvedere di Palazzo Lombardia a Milano. Prevenzione, nutrizione, oncologia, malattie rare, equità nell'accesso alle cure, digitalizzazione, intelligenza artificiale, ricerca e sviluppo e collaborazione pubblico-privato sono fra i temi principali al centro dei panel di discussione: "Leve diverse, ma interconnesse, di un unico ecosistema salute", spiegano gli organizzatori dell'appuntamento. Una giornata di confronto tra rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, professionisti sanitari, mondo scientifico e accademico, associazioni dei pazienti e imprese del settore, con l'obiettivo di "approfondire le diverse dimensioni attraverso cui la salute può produrre benefici che vanno oltre l'ambito clinico, contribuendo alla qualità della vita delle persone, alla coesione sociale, all'innovazione e alla competitività del sistema Paese. Una prospettiva che supera una lettura della sanità legata esclusivamente alla spesa e alla sostenibilità economica", perché "investire in salute significa creare valore, rafforzando la capacità del Servizio sanitario nazionale di rispondere ai bisogni dei cittadini e, al tempo stesso, sostenendo lo sviluppo sociale ed economico del Paese". Ad aprire i lavori, riporta una nota, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. "L'invecchiamento della popolazione e l'emergere di nuovi bisogni – dichiara – ci impongono di ripensare il modello di assistenza, mettendo sempre di più la persona al centro, affinché si possa garantire una presa in carico che consideri il cittadino nella sua globalità. In questo percorso, prevenzione e corretti stili di vita sono fondamentali, così come lo sviluppo di una sanità sempre più territoriale, vicina alle persone e capace di utilizzare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. È una trasformazione che deve accompagnare il cittadino nelle diverse fasi e necessità della vita, senza contrapposizioni ideologiche. È con questo approccio che Regione Lombardia ha scelto di intervenire anche sul tema dei caregiver, mettendo a disposizione risorse importanti, circa 110 milioni di euro l'anno. E lo stesso principio di attenzione alla persona deve guidarci nell'affrontare un tema delicato come quello del fine vita: nel rispetto delle diverse sensibilità etiche e liberali e di quanto stabilito dalla Corte costituzionale, deve essere garantita la possibilità di scelta del cittadino. Regione Lombardia ha già definito le proprie linee guida, ma è necessaria una legge nazionale che assicuri un quadro chiaro e omogeneo su tutto il territorio". "Sul fine vita – concorda l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso – è necessario arrivare a una legge nazionale che definisca un quadro chiaro e omogeneo. Le sentenze della Corte costituzionale rappresentano un riferimento fondamentale, che chi governa ha il dovere di rispettare, ma non possiamo demandare alla Corte il compito che spetta alla politica: assumersi la responsabilità delle decisioni, confrontarsi anche tra posizioni diverse e trovare una sintesi. Sarà necessariamente una legge frutto di una mediazione, come è accaduto per molte grandi questioni sociali del nostro Paese, ma l'importante è arrivare a una norma. Oggi la sanità è sempre più in rete e una materia così delicata non può essere lasciata alla capacità organizzativa delle singole strutture. Allo stesso tempo, al fine di ridurre al massimo le richieste di fine vita, abbiamo il dovere di garantire a ogni persona che soffre la migliore assistenza possibile, intervenendo in tutti gli ambiti in cui possiamo alleviarne la sofferenza e rispondere ai suoi bisogni. In questo quadro è centrale anche il ruolo dei caregiver, troppo spesso dimenticati nonostante rappresentino un pilastro fondamentale dell’assistenza: il loro lavoro deve essere riconosciuto e tutelato. Su questo abbiamo già una proposta normativa pronta e auspico che, trovate le necessarie coperture, possa essere approvata. Credo che la politica possa riuscire a trovare la stessa capacità di sintesi anche sul fine vita, auspicabilmente entro la fine della legislatura". Durante i lavori – continua la nota – ampio spazio è stato dedicato al valore della prevenzione, in un contesto caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescita delle patologie croniche. "Anticipare i bisogni di salute, favorire diagnosi precoci, aumentare la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini significa non soltanto migliorare gli esiti di salute, ma contribuire alla sostenibilità complessiva del sistema", è il messaggio. A confrontarsi sul tema, fra gli altri, Gian Antonio Girelli, membro della Commissione Affari sociali della Camera; Emanuele Monti, presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, Casa e Famiglia di Regione Lombardia; Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano; Danilo Cereda, direttore Uo Prevenzione della Dg Welfare di Regione Lombardia; Maria Grazia Colombo, direttore Generale Asst Fatebenefratelli Sacco Milano; Annarosa Racca, presidente Federfarma Lombardia; e Andrea Gori, professore ordinario di Malattie infettive dell'università degli Studi di Milano. "La prevenzione non può essere considerata un capitolo accessorio alle politiche sanitarie, ma deve diventare il principio intorno al quale programmare l'intero sistema – afferma Monti – Investire nella diagnosi precoce, negli screening e nella promozione di corretti stili di vita significa tutelare la salute delle persone e ridurre il peso delle cronicità sui cittadini, sulle famiglie e sul servizio sanitario". La prevenzione passa dall'alimentazione, come sottolineato nel panel 'Promuovere la salute attraverso la nutrizione', che ha portato al centro del dibattito il ruolo dell'alimentazione quale determinante di salute, insieme alla promozione di corretti stili di vita, fondamentali per la gestione delle principali sfide epidemiologiche. Tra gli interventi quelli di Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia; Elena Murelli, componente della Commissione Affari sociali e Sanità del Senato; Simona De Stefano, direttore Ufficio 5 Nutrizione ed Etichettatura del ministero della Salute; e Riccardo Caccialanza, direttore della Struttura complessa di Dietetica e Nutrizione clinica della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. L'argomento alimentazione è stato affrontato anche dalla prospettiva delle disuguaglianze di salute con un focus dedicato a povertà e sicurezza alimentare, perché "l'accesso a un cibo sicuro e di qualità rappresenta un fattore che incide direttamente sulla salute delle fasce più fragili e sulla pressione esercitata sul sistema sociosanitario". Il confronto ha coinvolto l'intera catena del valore, dai mercati all'ingrosso alla distribuzione, fino al welfare territoriale e al Terzo settore, al fine di individuare strategie di prevenzione e inclusione. Innovazione e accesso alle cure sono stati un altro grande asse della giornata, prosegue la nota. Un focus specifico è stato dedicato all'oncologia, uno degli ambiti in cui ricerca biomedica, diagnostica e innovazione terapeutica stanno rapidamente modificando le prospettive di cura e la qualità di vita dei pazienti. Al confronto hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e alcuni dei principali esponenti del mondo clinico e scientifico, tra cui Giancarlo Pruneri, Diego Cortinovis, Andrea Sartore-Bianchi, Lorenzo Preda e Giulia Veronesi, insieme alle associazioni dei pazienti e al mondo dell'industria. A fare da ponte tra innovazione e diritto universale alla salute anche il tema delle malattie rare, per le quali "equità significa garantire diagnosi tempestive, percorsi assistenziali appropriati e accesso alle opportunità offerte dal progresso scientifico, indipendentemente dalla complessità o dalla rarità della patologia". Ne hanno discusso, tra gli altri, Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute; Alessandro Scardoni della Dg Welfare di Regione Lombardia; Lisa Noja; Chiara Valcepina; Annalisa Scopinaro, presidente Uniamo; e Tonino Aceti, presidente Salutequità, insieme ai rappresentanti dell'industria. La giornata ha poi destinato due momenti di confronto al presidente dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), Robert Giovanni Nisticò, e al vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia, Marco Alparone, chiamati a intervenire sui principali temi legati al farmaco, all'innovazione, all'accesso alle terapie e alla sostenibilità economica. "La salute è un diritto – evidenzia Nisticò – ma è anche uno dei più importanti investimenti per il futuro del nostro Paese. Sappiamo che prevenzione, innovazione terapeutica, equità nell'accesso alle cure, trasformazione digitale e investimenti in ricerca e sviluppo possono generare benefici per la salute e, allo stesso tempo, rafforzare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e la competitività dell'Italia. La sfida è tradurre l'innovazione in benefici concreti e accessibili per tutti i cittadini. Per questo dobbiamo continuare a costruire un sistema capace di innovare, garantire equità e mettere davvero al centro le persone, con strumenti e modelli regolatori capaci di evolvere insieme alla ricerca, coniugando sicurezza, appropriatezza e sostenibilità, e attraverso una strategia di lungo periodo e una collaborazione sempre più stretta tra le agenzie regolatorie europee e internazionali, in grado di rendere la filiera farmaceutica meno dipendente dagli equilibri geopolitici mondiali". Per Alparone "il Pnrr ha accelerato un processo di trasformazione già avviato in Lombardia, sostenendo il rafforzamento della rete territoriale, l'ammodernamento delle strutture e l'innovazione tecnologica e digitale. La sfida della fase post-Pnrr – avverte – è trasformare questi investimenti in capacità strutturale del sistema, integrandoli nei modelli organizzativi e nei percorsi di presa in carico. Questo richiede un'evoluzione della programmazione, con maggiore integrazione tra ospedale e territorio, interoperabilità tra professionisti e servizi, valorizzazione dei dati e misurazione degli esiti. Una programmazione pluriennale e integrata consente di valutare gli investimenti non solo in termini di spesa, ma di valore prodotto in salute, appropriatezza ed efficacia, generando così le condizioni per la sostenibilità del sistema nel tempo". Fra le sfide decisive per il futuro del Servizio sanitario nazionale, si è parlato anche di trasformazione digitale: "Dati, interoperabilità e intelligenza artificiale stanno modificando il modo in cui la sanità programma, organizza e gestisce i percorsi di cura, offrendo nuovi strumenti per supportare le decisioni, integrare i servizi e accompagnare l'evoluzione dei modelli assistenziali". Il panel 'Tra digitalizzazione e nuove strutture assistenziali, dati e Ai al servizio del valore' ha messo a confronto, tra gli altri, l'europarlamentare e co-relatore dell'Ai Act Brando Benifei; Simona Loizzo, presidente dell’Intergruppo parlamentare Sanità digitale e Terapie digitali; Manuela Lanzarin, presidente della Commissione permanente nelle Politiche sanitarie, sociosanitarie e sociali della Regione Veneto; l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi; rappresentanti di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), Aifa, strutture sanitarie, mondo accademico e imprese. A chiudere il percorso il tema della collaborazione fra pubblico e privato come "fattore strategico per generare valore condiviso, accelerare l'innovazione e migliorare la capacità del sistema di rispondere a bisogni di salute sempre più complessi". Un confronto tra istituzioni, management sanitario, ricerca e industria, "per individuare nuovi modelli di collaborazione capaci di coniugare sostenibilità, competitività e qualità dell’assistenza". Salute Direzione Nord, conclude la nota, conferma così la propria "vocazione di luogo di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, associazioni, mondo accademico e imprese, con l'obiettivo di mettere a sistema competenze e prospettive differenti e individuare le condizioni affinché equità, prevenzione, innovazione e sviluppo possano procedere insieme. La salute non soltanto come costo da sostenere, dunque, ma come investimento e diritto universale: un asset strategico per le persone, per il sistema sanitario e per il Paese".
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Xhaka ammette la frode sul pass Covid, niente Nazionale: rischia carcere e lunga squalifica
(Adnkronos) –
Il centrocampista e capitano della Nazionale svizzera, Granit Xhaka, ha ammesso pubblicamente di aver acquistato un falso certificato di vaccinazione contro il Covid nel 2022. Attraverso una nota e un messaggio social, il classe 1992 ha spiegato di aver agito in uno stato emotivo condizionato da "forte sfiducia, paure e incertezze" nei confronti del vaccino, definendo la scelta come un grave errore e chiedendo scusa. In seguito alla confessione, di comune accordo con la Federazione svizzera, il giocatore ha rinunciato alla convocazione per i prossimi impegni di Nations League.
Dal punto di vista giudiziario, la Procura di Lucerna ha aperto un'indagine per dichiarazioni false nei documenti e ottenimento fraudolento di attestato falso, reati per i quali la legge svizzera prevede sanzioni pecuniarie o una pena detentiva che può arrivare fino a cinque anni di reclusione. Sul fronte sportivo, oltre ad ampie sanzioni economiche, il calciatore rischia una lunga squalifica sia a livello federale che internazionale, sulla scia di recenti precedenti sanzionati duramente dalle federazioni competenti.
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Incontro Regione-Comuni sulla A20, Schifani: “A breve le gare per i lavori”
PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione, Renato Schifani, e l’assessore alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, hanno ricevuto a Palazzo d’Orléans, a Palermo, una delegazione dei Consigli comunali e degli uffici del Genio civile delle province di Messina e Palermo per un confronto sugli interventi previsti sulla A20. L’incontro è stato richiesto dai Comuni che, nelle scorse settimane, hanno approvato una mozione sulle criticità dell’autostrada Messina-Palermo.
Nel corso della riunione, si legge in una nota, la Regione ha ribadito l’impegno per l’ammodernamento e la messa in sicurezza sia dell’A20 che dell’A18, per cui sono già stati stanziati 253 milioni di euro nell’ambito del Fondo sviluppo e coesione. Le procedure di gara per l’affidamento di alcuni lavori prenderanno avvio già nei prossimi giorni.
“L’attenzione del governo regionale sulla sicurezza e sull’efficienza della A20 è massima – ha dichiarato il presidente Schifani –. Abbiamo già individuato e messo in campo risorse importanti e ora seguirò con il massimo rigore l’intero iter di affidamento dei lavori, fino alle aggiudicazioni e all’effettiva apertura dei cantieri. Vigilerò personalmente su ciascun passaggio e sul rispetto dei tempi, affinché gli impegni assunti si traducano in opere concrete nel minor tempo possibile. L’incontro di oggi ci ha consentito di ascoltare direttamente le esigenze dei territori e di fare il punto sulle principali criticità. La collaborazione istituzionale resta per noi un metodo di lavoro imprescindibile e continueremo su questa strada anche per gli interventi sulla rete viaria provinciale”.
“I progetti legati ai finanziamenti Fsc rispondono pienamente anche ai solleciti e alle linee di indirizzo arrivate dal Mit – ha aggiunto l‘assessore Aricò -. Le strutture tecniche della Regione sono pronte a far partire i primi bandi già nei prossimi giorni. Parallelamente, la nostra azione prosegue per individuare ulteriori coperture finanziarie che consentano di completare il quadro complessivo delle opere e mettere in sicurezza la totalità dell’arteria. Ma oltre a queste risorse, stiamo lavorando per individuare ulteriori fondi, con l’obiettivo di completare tutti gli interventi necessari a garantire la sicurezza e l’ammodernamento della nostra rete viaria”.
Il tema della viabilità provinciale è stato un altro punto toccato durante l’incontro. La Regione, che l’anno scorso ha avviato un piano di manutenzione straordinaria da 55 milioni di euro per l’apertura di cantieri sulle reti viarie delle nove province, ha invitato le amministrazioni locali a predisporre un piano dei bisogni, utile a programmare in modo organico le prossime priorità di intervento sul territorio.
A promuovere l’iniziativa è stato Gianfranco Gentile, presidente del Consiglio comunale di Pettineo, che ha raccolto le istanze provenienti da numerose amministrazioni locali del territorio. Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti dei Consigli comunali di Pettineo, San Mauro Castelverde, Castelbuono, Pollina, Capo d’Orlando, Pace del Mela, Isnello, San Fratello, Torrenova, Tusa, Castel di Lucio, Santo Stefano di Camastra, Motta d’Affermo e Mistretta. Nel corso del confronto sono state illustrate alla Presidenza della Regione le numerose criticità presenti lungo l’A20, con particolare riferimento alle condizioni dell’infrastruttura, alla sicurezza della circolazione e ai disagi che quotidianamente interessano migliaia di automobilisti, pendolari, lavoratori e imprese.
I rappresentanti dei Consigli comunali hanno posto all’attenzione del presidente Schifani e dell’assessore Aricò le problematiche riscontrate nei diversi tratti dell’autostrada, evidenziando la necessità di interventi concreti e tempestivi. Sul punto, il presidente della Regione e l’assessore alle Infrastrutture hanno comunicato che sono stati stanziati 253 milioni di euro per interventi strutturali sull’A20, con l’obiettivo di affrontare le criticità esistenti e migliorare le condizioni di sicurezza dell’importante arteria autostradale.
Durante l’incontro sono state inoltre segnalate ulteriori problematiche riguardanti l’A20. Il presidente Schifani ha ribadito che la risoluzione delle criticità dell’autostrada rappresenta una priorità dell’azione del Governo regionale, assicurando attenzione e impegno da parte della Regione. Un confronto, dunque, che ha consentito ai rappresentanti delle comunità locali di portare direttamente ai vertici della Regione le esigenze di un territorio che considera l’A20 un’infrastruttura indispensabile per la mobilità, i collegamenti e lo sviluppo economico.
Al termine della riunione, il promotore dell’iniziativa Gianfranco Gentile ha espresso soddisfazione per gli impegni assunti: “Siamo pienamente soddisfatti degli impegni presi da parte del presidente della Regione e dell’assessore regionale alle Infrastrutture, poiché la mobilità in sicurezza rappresenta un principio cardine che deve essere garantito. Adesso ci auguriamo che i tempi di intervento siano celeri e che i lavori procedano senza rallentamenti”.
L’attenzione, adesso, è rivolta alla fase operativa: gli amministratori locali chiedono che alle risorse stanziate seguano interventi concreti e rapidi, affinché l’A20 possa finalmente offrire condizioni di sicurezza adeguate a chi ogni giorno è costretto a percorrerla.
-Foto ufficio stampa Regione Siciliana-
(ITALPRESS).
Teatro Massimo di Palermo, al via la campagna abbonamenti per la stagione 2026/2027
PALERMO (ITALPRESS) – Con la presentazione del nuovo cartellone, la Fondazione Teatro Massimo di Palermo dà ufficialmente il via martedì 22 settembre 2026 alla campagna abbonamenti alla Stagione 2026-27, una programmazione speciale che festeggia 130 anni di storia del Teatro e 30 dalla riapertura del 1997. Un cartellone di alto profilo che si sviluppa da novembre 2026 a dicembre 2027 e comprende quattordici spettacoli tra opera e balletto (due in più rispetto alla stagione precedente) che impegneranno Orchestra, Coro e Corpo di Ballo della Fondazione, e quattordici concerti (tre in più rispetto alla scorsa stagione), oltre a quattro concerti fuori abbonamento, tra i quali spicca l’atteso Concerto di Capodanno.
In programma, tra gli altri, il Falstaff di Verdi diretto da Ruggero Cappuccio (nell’esatta ricorrenza del 16 maggio) con Ambrogio Maestri, Roberta Mantegna e Desirée Rancatore, il Macbeth diretto da Riccardo Muti, l’Ernani con la regia di Francesco Zito e nel ruolo di Elvira Pretty Yende, Tosca, diretta da Umberto Clerici con la regia di Pontiggia; Carmen con Judith Kutasi e, come Micaela, Federica Guida, cinque produzioni per la danza, e per la stagione concertistica, tra gli altri, Giovanni Sollima, Gabriele Ferro, Diego Matheuz, Fabio Biondi, e Daniil Trifonov, insieme all’omaggio a Salvatore Sciarrino con il Klangforum Wien.
Tante le novità introdotte, a partire dai nuovi orari e dai due nuovi turni. Per esigenze di produzione, alcuni spettacoli del turno Prime avranno inizio alle ore 19.00 (Macbeth, Tosca, Carmen), mentre la serata inaugurale con Samson et Dalila avrà inizio alle ore 18.00; L’orario degli spettacoli dei turni B e C viene posticipato dalle 18.30 alle 19.00. Ai consueti turni, Prime, Opera, Danza, Scuola, B, C, D e F, se ne aggiungono quest’anno altri due: il turno E (Verdi), dedicato al percorso verdiano della stagione, che riunisce le tre opere (Macbeth, Falstaff ed Ernani) insieme al balletto Sylvia; e un ulteriore turno Scuola che raddoppia l’offerta dedicata agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Si rafforza inoltre l’attenzione per la danza con un turno di sei spettacoli interamente dedicato alle produzioni del Corpo di Ballo. È confermata l’attenzione alle riduzioni, rivolte ai giovani fino a 26 anni, agli spettatori oltre i 65 anni, ai titolari di Card Under 35, agli studenti dell’Università di Palermo, del Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo e dell’Accademia di Belle Arti, ai soci Uncalm, ai gruppi di minimo venti persone e ai titolari di Diamond Card.
La vendita, come di consueto, darà la precedenza ai rinnovi, previsti dal 22 settembre al 13 ottobre, periodo durante il quale gli abbonati della passata stagione potranno esercitare gratuitamente il diritto di prelazione sui posti precedentemente occupati. A partire dal 16 ottobre 2026 si aprirà la vendita dedicata ai nuovi abbonamenti, che proseguirà fino al giorno della prima rappresentazione inclusa nell’abbonamento scelto.
È possibile acquistare o rinnovare il proprio abbonamento on line al webshop sul sito ufficiale teatromassimo.it. La Biglietteria di Piazza Verdi, è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 15.30 (telefono 091 6053580); Call Center +39 091 8486000, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 18.00.
IL CONCERTO DELLE FORMAZIONI GIOVANILI
È dedicato alla freschezza e all’energia delle Formazioni giovanili della Fondazione Teatro Massimo, il concerto sinfonico-corale intitolato La Voix et l’Âme in programma il 22 settembre, alle ore 20:30, nella Sala Grande del Teatro Massimo. Sul palco la Massimo Youth Orchestra, diretta dal Maestro Michele De Luca, solista la violinista Denise De Luca, e la partecipazione della Cantoria e del Coro di Voci Bianche del Teatro Massimo, preparati rispettivamente dai Maestri Salvatore Punturo e Giuseppe Ricotta. Il programma propone un affascinante percorso musicale, tra suggestioni francesi, pagine sacre e profane, e grandi classici del repertorio operistico.
A partire dalle Litanies à la Vierge Noire, prima opera di musica sacra di Francis Poulenc, seguite dal Poème op. 25 di Ernest Chausson, per violino e orchestra, pagina di grande virtuosismo ed espressività, tra le più impegnative del repertorio per violino e orchestra, che vedrà protagonista come solista la giovane Denise De Luca, dal 2017 violino di spalla prima della Massimo Kids e poi della Massimo Youth Orchestra, vincitrice del Primo Premio al King’s Peak International Music Competition (2024), del Primo Premio al Premio VIVART Musica (2022) e del Primo Premio Assoluto al Premio VIVART Musica in formazione cameristica (2019).
La prima parte del concerto si conclude con il travolgente e ipnotico Boléro di Maurice Ravel e si proseguirà nella seconda parte con il lirismo del Cantique de Jean Racine op. 11 di Gabriel Fauré, e il brano sacro Veni Sancte Spiritus composto da Giuseppe Ricotta, per poi concludersi in un clima di festa con due celebri pagine tratte dalla Carmen di Georges Bizet: il vivace Coro dei Monelli e la trascinante Marcia e Coro “Les voici”. Biglietti: da 10 a 25 euro.
-Foto ufficio stampa Fondazione Teatro Massimo-
(ITALPRESS).