(Adnkronos) – Quello che, dopo ieri sera, ancora riecheggia all’Arena di Verona è che “quando una donna dice no, è no”. Non è semplicemente uno slogan gridato per effetto, ma è il punto fermo a cui ruota tutta la serata di ‘Una Nessuna Centomila’. A pronunciarla, più e più volte, è stata Fiorella Mannoia, anima e voce della manifestazione e dell'associazione. Attorno a lei, venti artisti si sono alternati sul palco in una serata fatta di musica, parole, storie e testimonianze. Un pubblico intero ha cantato, ma soprattutto ha ascoltato. Perché dietro ogni brano eseguito c’era un messaggio preciso: dalla violenza si può e si deve uscire. Da Laura Pausini a Ligabue, da Luca Carboni ad Angelina Mango, da Noemi a Emma Marrone: sono stati tanti gli artisti che hanno condiviso il palco dell’Arena. Trenta brani in scaletta, tra grandi successi, rivisitazioni e sorprese, per uno spettacolo che aveva per tutti un unico scopo e cioè invitare a denunciare, rivolgersi ai centri antiviolenza al primo segnale di allarme. E sono stati proprio i duetti il cuore pulsante della serata. Ligabue e Angelina Mango hanno cantato insieme ‘Le donne lo sanno’, e per qualche minuto in Arena è calato il silenzio assoluto, non si è sentito altro che le loro due voci, per la prima volta insieme. Poi il clima è cambiato con Alessandra Amoroso e Serena Brancale e la hit ‘Serenata’, dove l’Arena ha iniziato a ballare, a ritmo di mani. E ancora Emma e Annalisa, Malika Ayane e Michele Bravi, Gaia e Levante. C'era spazio per tutti ieri sera all'Arena di Verona. Non solo la violenza contro le donne, ma si è parlato anche di violenze digitali e di violenza di genere. E così che sul palco non poteva mancare Arisa e il brano ‘Canta ancora’, legato a una storia di bullismo. A quella di Andrea Spezzacatena, il ragazzo "dai pantaloni rosa", che si tolse la vita a 15 anni dopo essere stato vittima di bullismo a scuola. Sul palco non c’erano soltanto gli artisti. Ci sono state anche le storie di donne che hanno avuto paura, che hanno trovato la forza di chiedere aiuto e che sono riuscite a ricominciare. Storie vere, raccontate e interpretate dagli attori Carolina Crescentini, Giorgio Pasotti e Gianmarco Saurino. Ad accompagnare Fiorella Mannoia c'era Carlo Conti, che è rimasto al suo fianco nel corso della serata ma sempre un passo indietro, lasciando che fossero le donne a occupare il centro della serata. "Dalla violenza si può e si deve uscire", ha urlato più volte la cantante, presidente onoraria dell'associazione. Ma uscirne non è mai un percorso lineare. Spesso la denuncia non arriva perché manca il coraggio o perché si ha paura di non essere credute. È qui che i centri antiviolenza diventano essenziali: offrono ascolto, sostegno, e strumenti per ricominciare, ed è proprio a loro che l'evento destina i fondi raccolti. Come ha ricordato Tommaso Paradiso, il problema è anche e soprattutto culturale. L’insegnamento deve partire dalle famiglie e proseguire nelle scuole. Essere genitori di una figlia significa sentire ancora più forte il peso di iniziative come queste. Carlo Conti, parlando del figlio Matteo, ha sottolineato proprio questo: il rispetto verso l’altro si impara e si insegna, ogni giorno e si comincia da piccoli. Dal debutto del 2022 alla RCF Arena di Reggio Emilia, con centomila presenze, passando per il doppio sold out di Verona nel 2024 fino all'evento di Napoli nel 2025, 'Una Nessuna Centomila' continua a crescere, portando il suo messaggio in sempre più città italiane. Per una sera, all'Arena, tutto ha trovato il suo posto: la musica, le parole, gli artisti, e soprattutto le donne. L'appuntamento arriva in tv, in prima serata su Rai1, il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Ma la speranza, come hanno ricordato gli artisti in coro, è che un giorno eventi come questo non servano più, perché non dovrebbe essere necessario ricordare che quando una donna dice no, è no.
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‘Una nessuna centomila’ all’Arena di Verona ci ricorda che “quando una donna dice no, è no”
Blitz antimafia nel tarantino, sgominato il clan stellina con 21 arresti
TARANTO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 21 persone ritenute presunte componenti di un sodalizio criminale di tipo mafioso, con base operativa nel comune di Manduria.
I reati contestati, vanno dall’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio, alla detenzione illegale di armi da guerra con relativo munizionamento, porto illegale di armi comuni da sparo con matricola abrasa, ricettazione, porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi, estorsione, rapina, tutti aggravati dalla circostanza di aver agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà derivanti dall’appartenenza al clan nonchè al fine di agevolarne l’attività. Tra le condotte estorsive si evidenziano sia quelle commesse in danno di imprenditori locali che degli occupanti abusivi di un complesso residenziale di Manduria, costretti a versare mensilmente somme di denaro al clan, dietro la minaccia di violente aggressioni fisiche o di distacco delle utenze domestiche.
L’articolata indagine ha documentato le condotte illecite del gruppo criminale dal termine del 2021 ai primi mesi del 2023.
Tra i destinatari della misura restrittiva spicca la figura del “capoclan”, noto alle cronache con il soprannome di “Stellina”, storico fondatore e guida dell’omonimo sodalizio operante a Manduria e nei comuni limitrofi, nonchè figura di primario rilievo e punto di riferimento strategico per decenni all’interno delle dinamiche della Sacra Corona Unita. Le precedenti indagini della D.D.A. di Lecce hanno evidenziato come, nonostante la lunga detenzione e la rigidità del regime del carcere duro, abbia costantemente tentato di mantenere la leadership dell’organizzazione, veicolando direttive ed ordini all’esterno attraverso sodali e canali familiari per preservare il controllo egemonico sull’intero versante orientale della provincia ionica.
Insieme a lui, figurano tra gli indagati ulteriori personaggi storici della malavita organizzata locale che ne garantivano l’operatività sul territorio. Le indagini hanno inoltre consentito di raccogliere indizi utili a delineare la dinamica del grave e violento fatto di sangue avvenuto a Manduria il 23
febbraio 2023, costato la vita a Natale Nasser Baktiari.
La vittima sarebbe stata inviata dal fratello – figura di rilievo all’interno di un canale di approvvigionamento di cocaina per conto del sodalizio manduriano – per riscuotere un credito derivante da una precedente cessione di droga. I responsabili dell’omicidio furono sottoposti nel febbraio del 2023 ad un Decreto di Fermo di Indiziato di Delitto emesso dal Pubblico Ministero ed eseguito dalla Squadra Mobile di Taranto, trovando oggi ulteriore e definitivo riscontro nell’ambito dell’odierno quadro cautelare.
All’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare hanno collaborato con la Squadra mobile di Taranto anche gli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Lecce e Bari, dei Cinofili Antiesplosivo e antidroga di Bari e Napoli, delle Squadre Mobili di Avellino, Benevento, Brindisi, Lecce, Matera e Potenza, nonchè delle SISCO di Lecce, Napoli e Potenza.
– Foto: Da Video Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Salini (Webuild) “Pnrr sia modello strutturale, alleanza permanente Stato-imprese”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo vissuto la stagione di investimenti più intensa in Italia degli ultimi anni: nel 2018 gli investimenti pubblici erano al 2,1% del Pil, nel 2023 siamo risaliti al 3,2%, anche grazie al Pnrr. Sarebbe un peccato se questo slancio si esaurisse”. In un’intervista al Corriere della Sera, Pietro Salini, Ceo di Webuild, traccia un bilancio del Pnrr e propone una forte alleanza tra governo e industria, insieme a una pianificazione adeguata degli investimenti in infrastrutture, affinchè la spinta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza diventi strutturale. L’AD di Webuild parte dall’operazione Trevi per spiegarne le ragioni: “La nostra è una proposta industriale coerente con il percorso seguito fin qui, aggregando competenze italiane per costruire un campione internazionale. Nelle grandi opere la dimensione conta, ma ancora di più contano le competenze, che sono rare”. Interrogato sul rischio che la crescita dimensionale per acquisizioni possa creare una concentrazione eccessiva nelle mani di Webuild, Salini è netto: “Webuild lavora in tutto il mondo: abbiamo oltre 58 miliardi di portafoglio ordini e più del 65% dei ricavi arriva dall’estero. In Italia rappresentiamo solo il 2% del mercato delle costruzioni, le commesse italiane oggi sono il 37% del nostro fatturato e derivano da gare aperte a operatori italiani ed esteri. Questa scala internazionale e la capacità di competere rappresentano una piattaforma strategica per tutta la filiera italiana: oggi con noi lavorano nel mondo 17.500 imprese. Nel solo 2025 abbiamo assunto circa 15.000 persone, investito in innovazione in fabbriche anche nel Sud Italia”.
Tornando al Pnrr, ribadisce: “Dobbiamo trasformare lo slancio portato dal Pnrr nella nuova normalità. Bisogna creare un’alleanza permanente tra governo, committenza, imprese e banche, per programmare insieme su un orizzonte pluriennale, prevedendo contratti capaci di adeguarsi quando cambiano le condizioni di progetto e di mercato e strumenti rapidi per risolvere le controversie tecniche. E’ la condizione perchè le imprese continuino ad assumere, formare persone, investire nella filiera, e perchè il Paese continui a costruire ciò di cui ha bisogno”. Riguardo al tema degli adeguamenti che ha messo Webuild sotto i riflettori, dopo la richiesta allo Stato di riconoscere i maggiori costi delle opere in corso, Salini precisa: “Abbiamo evidenziato la necessità dell’applicazione delle regole contrattuali esistenti e stiamo continuando a dialogare con RFI. E’ un tassello dello stesso discorso. Il fabbisogno di cassa di breve termine, pari a circa 2,1 miliardi, è collegato alla prosecuzione di cantieri in corso di esecuzione per conto della committenza pubblica e non è legato a necessità di cassa autonome del gruppo, che conferma le guidance per il 2026. Qualora non fosse stanziato e messo a disposizione quelle opere non potrebbero proseguire. Tra pagamenti scaduti e anticipi non erogati stiamo sostenendo una filiera fatta da migliaia di piccole e medie imprese. E necessario sviluppare la capacità di agire all’interno di un sistema Paese in ottica di competitività. E di gestire la variabile tempo per approvare e far partire i progetti”.
Infine, indica la strada da seguire per sostenere lo slancio infrastrutturale avviato dal Pnrr: “Il divario infrastrutturale continua a pesare sulla crescita, come indicato nel discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen. Questo è il momento giusto per una alleanza strategica ancora più stretta tra Stato e imprese affinchè la fragilità dell’Europa e dell’Italia diventi la molla per scelte coraggiose che guardano al futuro. Un Paese che non investe sulle proprie infrastrutture taglia competitività e welfare. In pratica taglia il futuro dei propri figli”, conclude.
– Foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).
Yemen, scontri fra Houthi e forze governative: “154 morti in due giorni”. Gb schiera aereo per rifornire i jet sauditi
(Adnkronos) – Gli scontri in Yemen tra le forze governative, sostenute dall'Arabia Saudita, e i ribelli Houthi filo-iraniani, hanno causato 154 morti negli ultimi due giorni. Lo hanno riferito all'Afp fonti militari di entrambi gli schieramenti. "Il bilancio degli attacchi sauditi, degli scontri e dei colpi di artiglieria nei governatorati di Taiz, Al-Jawf, Marib e Saada ammonta a 118 morti", hanno affermato fonti militari Houthi, mentre fonti governative hanno parlato di 36 militari uccisi tra le loro fila. Il Regno Unito ha intanto accettato di fornire sostegno aereo difensivo all'Arabia Saudita per contribuire a contrastare gli attacchi degli Houthi e proteggere le infrastrutture energetiche della monarchia del Golfo, ha annunciato il primo ministro britannico, Andy Burnham, alla vigilia del suo primo incontro con il presidente americano, Donald Trump, e mentre le tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare le preoccupazioni sui prezzi dell'energia e sull'economia globale. Secondo quanto riferito dal Guardian, Londra ha accolto la richiesta di Riad di aiutare nel rifornimento in volo dei jet sauditi impegnati nelle operazioni di difesa. Secondo quanto riferito da Burnham, un aereo Voyager della Royal Air Force sarà impiegato per alcune settimane, ma l'operazione potrebbe essere prorogata. Il sostegno britannico si aggiunge al sistema di difesa aerea Sky Sabre già operativo in Arabia Saudita. "Abbiamo ricevuto una richiesta di sostegno militare dall'Arabia Saudita e ho accettato la richiesta di rifornimento difensivo aria-aria", ha dichiarato Burnham ai giornalisti durante il viaggio verso New York. Il primo ministro ha sottolineato la necessità di mantenere aperte le rotte energetiche del Golfo anche nell'interesse della stabilità economica britannica. I ministri degli Esteri del G7 hanno quindi condannato "l'inaccettabile prosecuzione degli attacchi" lanciati dallo Yemen contro l'Arabia Saudita e hanno esortato il gruppo sostenuto dall'Iran a cessare immediatamente il fuoco. "Chiediamo agli Houthi di cessare immediatamente tutte le azioni militari, tutte le minacce e gli attacchi contro le navi mercantili civili e di tornare al processo politico in buona fede", hanno dichiarato in un comunicato i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. I ministri degli Esteri del G7 hanno inoltre chiesto all'Iran di "porre fine all'armamento e al sostegno agli Houthi", evidenziando che Teheran viola le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
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Torino, abuso su 12enne al parco dell’Arrivore: fermato presunto autore
(Adnkronos) – E’ stato fermato ieri sera il presunto autore degli abusi compiuti venerdì scorso su un ragazzino di 12 anni al parco dell’Arrivore, alla periferia nord di Torino. Si tratta di un ventenne italiano di origini egiziane gravemente indiziato di aver commesso la violenza sessuale sul minore che, secondo la ricostruzione, avrebbe attirato con la scusa di un giro in monopattino e la promessa di un dolcetto in zona Regio Parco. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino e condotta dagli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato 'Barriera Nizza'. La vicenda ha spinto i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Enzo Liardo, Ferrante De Benedictis ed Emilio Iodice a presentare una richiesta di comunicazioni in Sala Rossa, rivolta al sindaco di Torino, per conoscere "quali siano le strutture dell’amministrazione comunale competenti per il controllo del territorio e, in particolare, per la sorveglianza dei parchi".
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Icch Sport e Comunicazione, a Roma il confronto sulla reputazione aziendale
(Adnkronos) – La comunicazione sportiva come un laboratorio avanzato di definizione di nuove strategie di business. Lo sport viene inteso, in questo quadro, come valore sociale ed economico ma non solo. Diviene leva reputazionale e piattaforma di visibilità per aziende, istituzioni e territori, generando ricadute economiche e comunicative. Questi sono stati i temi al centro dell’evento di presentazione del numero diciannove del The Corporate Communication Magazine, dal titolo 'Sport e comunicazione. Un nuovo paradigma per la reputazione aziendale', prodotto dall’Osservatorio International Corporate Communication Hub. Il dibattito si è svolto presso Palazzo Wedekind, in piazza Colonna, 366 a Roma, alla presenza di rappresentanti del mondo istituzionale, aziendale e professionisti del settore dello sport e della comunicazione. Nel corso dell’evento, moderato da Emanuele Rizzi, capo della redazione sportiva di Adnkronos, si sono confrontati esponenti del settore sportivo, aziendale, istituzionale e associativo, chiamati a discutere sul valore strategico dello sport e sulle prospettive e sfide del settore. Ad aprire i lavori con i saluti di indirizzo Pierangelo Fabiano, Segretario generale dell’International Corporate Communication Hub: "In questo diciannovesimo numero del The Corporate Communication Magazine, abbiamo voluto guardare allo sport non solo come ad un settore economico e sociale, ma come un vero e proprio laboratorio di innovazione per la comunicazione. Lo sport diviene oggi uno spazio di incontro tra identità, comunità, imprese e territori, ed è per questo che rappresenta una leva fondamentale per costruire reputazione e relazioni di lungo periodo". Tra gli ospiti intervenuti durante l’evento, Marco Giunio De Sanctis, Presidente Comitato Italiano Paralimpico "Lo sport paralimpico ha dimostrato negli anni di non essere soltanto una straordinaria competizione agonistica, ma un motore potentissimo di cambiamento culturale e sociale. Oggi le aziende e le istituzioni riconoscono che comunicare lo sport, e in particolare la dimensione paralimpica, significa abbracciare valori autentici di inclusione e merito. Non si tratta di una semplice vetrina o di una scelta di facciata, ma di una leva reputazionale strategica che crea legami profondi con le comunità, arricchisce i territori e costruisce un’eredità morale ed economica duratura per tutto il Paese". Un focus è stato posto al ruolo dello sport come strumento educativo e di crescita delle nuove generazioni: «Lo sport – ha detto il Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri e Vicepresidente del Coni, Marco Di Paola – è una straordinaria palestra di valori. Insieme al Coni e al Cip, le Federazioni sportive rappresentano una vera e propria agenzia educativa, probabilmente la terza dopo la famiglia e la scuola. È vero, i riflettori e la comunicazione si concentrano quasi sempre sui grandi risultati agonistici, ma il nostro compito va ben oltre la competizione: ci riporta dritti al cuore della società civile. Tutti noi che siamo cresciuti nel mondo dello sport – ha aggiunto Di Paola – portiamo ancora oggi nel cuore i ricordi e gli insegnamenti dei nostri maestri, perché sono stati i punti di riferimento fondamentali della nostra crescita. Per questo penso che come Federazioni e come Istituzioni sportive abbiamo una responsabilità enorme nei confronti delle nuove generazioni. Chi fa sport non forma semplicemente tecnici o atleti, ma cresce dei veri e propri maestri di sport che diventano, inevitabilmente, maestri di vita per i più giovani". Per Romano Zanforlin, direttore commerciale e marketing Atalanta: «Una tematica che ci è particolarmente cara è quella della Legacy Building: la capacità di un club, come l’Atalanta, di lasciare alla propria comunità qualcosa di concreto e di valore, che possa avere un impatto positivo e duraturo sul territorio. L’Atalanta vuole rappresentare al meglio i valori che da sempre contraddistinguono Bergamo e la sua gente: la laboriosità, e la capacità di lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune.» Un contributo al confronto è stato dato da Rossana Bruno, Head Corporate Affairs di Amgen Italia, che ha portato il suo punto di vista sul rapporto tra sport, comunicazione e reputazione. "La promozione dell’esercizio fisico e l’informazione relativa ai suoi benefici sulla salute, dimostrati scientificamente, sono temi entrati a pieno titolo nella comunicazione di Amgen, sempre più impegnata a interagire in modo efficace con i suoi interlocutori d’elezione, cioè comunità scientifica e pazienti. Per loro rendiamo disponibili non solo farmaci innovativi ma anche, e in misura crescente, idee, e programmi che li aiutino nel percorso, migliorando la qualità della vita e le prospettive di cura. In questo modo confidiamo di rafforzare il nostro ruolo nella tutela della salute, dei singoli come della collettività". I temi chiave emersi a Palazzo Wedekind proseguiranno nel The Corporate Communication Vodcast, il nuovo format multimediale dell’Osservatorio che esplorerà l'impatto economico e sociale dello sport attraverso tre direttrici principali: Sport come sistema: leadership, governance e nuove sfide della comunicazione. Valori in campo: etica, inclusione e sostenibilità come driver d'impatto sociale. Il business della passione: l'evoluzione di mega eventi, sponsorizzazioni e ritorni d'investimento. Tutte le puntate saranno disponibili sui canali social ufficiali dell’Osservatorio (LinkedIn e Instagram), oltre che sulle piattaforme audiovideo di Core Video Factory su YouTube e Spotify. Grazie al contributo incondizionato di Amgen Italia, Coca Cola Italia, Eni, Lavazza Group e Axpo Group, nonché al patrocinio di Inps e alla collaborazione con Il Salotto Think Thank, l’ampia partecipazione registrata e il livello del dibattito hanno confermato il valore di 'The Corporate Communication Magazine' come piattaforma di confronto strategico tra imprese, istituzioni e professionisti. Un luogo di riflessione per approfondire l’evoluzione della comunicazione corporate e istituzionale e, in questo caso, il ruolo che lo sport può assumere nella costruzione di reputazione, relazioni di lungo termine e valore per aziende, territori e cittadinanza.
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Carburanti, i prezzi volano: serie di record per il gasolio, su anche la benzina
(Adnkronos) –
Ancora in rialzo i prezzi dei carburanti alla pompa, nonostante il tonfo delle quotazioni petrolifere internazionali seguito ai segnali di distensione sull’asse Usa-Iran. Staffetta Quotidiana evidenzia come prosegua la serie dei record storici per il prezzo del gasolio alla pompa, oggi sopra quota 2,34 euro. E con il nuovo aumento dell’accisa in programma sabato prossimo, si rischia di andare oltre quota 2,4 euro. In lieve rialzo anche la benzina. Questa mattina 22 settembre il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,156 euro/l per la benzina (+1 millesimo rispetto a ieri), 2,341 euro/l per il gasolio (+5), 0,748 euro/l per il Gpl (invariato) e 1,880 €/kg per il metano (+6). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,248 €/l per la benzina (+3), di 2,422 €/l per il gasolio (+8), 0,885 €/l per il Gpl (invariato) e 1,795 €/kg per il metano (-2). Stando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Q8 registriamo un rialzo di cinque centesimi al litro sulla benzina e di sei sul diesel.
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Messico, uragano Polo si rafforza: potrebbe diventare ‘catastrofico’
(Adnkronos) – L'uragano Polo continua a rafforzarsi rapidamente al largo della costa pacifica del Messico e ha raggiunto la categoria 4 sulla scala Saffir-Simpson. Secondo gli ultimi aggiornamenti del Centro nazionale uragani degli Stati Uniti (NHC), il ciclone potrebbe intensificarsi ulteriormente fino a raggiungere la categoria 5, la massima prevista dalla scala degli uragani. Polo si trova al largo della costa messicana e, al momento, le previsioni non indicano un impatto diretto del centro dell'uragano sulla terraferma. La traiettoria prevista dovrebbe infatti mantenere il sistema sull'oceano, anche se la situazione resta in rapida evoluzione. A preoccupare i meteorologi è soprattutto la velocità con cui Polo si sta rafforzando. Dopo aver raggiunto la categoria 4, il ciclone potrebbe continuare a intensificarsi nelle prossime ore, con la possibilità di arrivare alla categoria 5 tra martedì e mercoledì. La categoria 5 rappresenta il livello più elevato della scala Saffir-Simpson e corrisponde a un uragano con venti estremamente violenti e potenzialmente devastanti. Anche se il centro di Polo dovrebbe rimanere al largo, la costa pacifica del Messico potrebbe comunque essere interessata dagli effetti della tempesta. Sono possibili piogge intense, forti onde, mareggiate e correnti pericolose, con il rischio di allagamenti e frane nelle zone maggiormente esposte.
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Deficit/Pil a -3,1%, Giorgetti “L’Italia non esce dalla procedura d’infrazione”
ROMA (ITALPRESS) – “Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025.
Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027″. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in una nota, commentando i dati Istat, secondo cui nel 2025 il rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e Pil è pari a -3,1% ed è rimasto invariato rispetto alle stime di aprile scorso. Si conferma il saldo primario, passato dallo +0,5% del 2024 allo +0,8%. La pressione fiscale si è portata a 42,9% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024.
(ITALPRESS)
– foto: Ipa Agency –
Webuild, Salini: “Grandi opere, alleanza strategica tra Stato e imprese per crescere”
(Adnkronos) – ''Abbiamo vissuto la stagione di investimenti più intensa in Italia degli ultimi anni: nel 2018 gli investimenti pubblici erano al 2,1% del Pil, nel 2023 siamo risaliti al 3,2%, anche grazie al Pnrr. Sarebbe un peccato se questo slancio si esaurisse''. Il Ceo di Webuild, Pietro Salini, lo spiega in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Sull’Opa su Trevi, Salini dice che ''La nostra è una proposta industriale coerente con il percorso seguito fin qui, aggregando competenze italiane per costruire un campione internazionale. Nelle grandi opere la dimensione conta, ma ancora di più contano le competenze, che sono rare. Trevi ha competenze specialistiche e un management che ha dimostrato di saper risanare e far crescere l’azienda e oggi con Webuild si trova davanti a un’opzione per continuare a crescere su una scala più ampia, mantenendo la propria identità, per affrontare meglio le sfide globali''. ''Webuild lavora in tutto il mondo: abbiamo oltre 58 miliardi di portafoglio ordini e più del 65% dei ricavi arriva dall’estero -sottolinea Salini-. In Italia rappresentiamo solo il 2% del mercato delle costruzioni, le commesse italiane oggi sono il 37% del nostro fatturato e derivano da gare aperte a operatori italiani ed esteri. Questa scala internazionale e la capacità di competere rappresentano una piattaforma strategica per tutta la filiera italiana: oggi con noi lavorano nel mondo 17.500 imprese. Nel solo 2025 abbiamo assunto circa 15.000 persone, investito in innovazione in fabbriche anche nel Sud Italia''. ''Dobbiamo trasformare lo slancio portato dal Pnrr nella nuova normalità -aggiunge Salini-. Bisogna creare un’alleanza permanente tra governo, committenza, imprese e banche, per programmare insieme su un orizzonte pluriennale, prevedendo contratti capaci di adeguarsi quando cambiano le condizioni di progetto e di mercato e strumenti rapidi per risolvere le controversie tecniche. È la condizione perché le imprese continuino ad assumere, formare persone, investire nella filiera, e perché il Paese continui a costruire ciò di cui ha bisogno''. Nota stampa sul sito: 20260922-CorSera-Grandi Opere alleanza Stato imprese per crescere.pdf
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