(Adnkronos) – "Vogliamo essere un soggetto aggregatore che permette ai nostri soci di raggiungere dimensioni ottimali per creare valore per la cittadinanza e per l'ambiente". Lo ha detto Michele Falcone, direttore generale del Gruppo CAP, in occasione del convegno "Aggregazione ed economia circolare: Le nuove sfide del waste e dell'igiene urbana", che si è svolto al Westin Palace di Milano e che ha riunito istituzioni, imprese ed esperti del settore per discutere di una più stretta collaborazione tra gli operatori che agiscono nell'ambito dei servizi pubblici di waste e igiene urbana. "Il Gruppo CAP da anni investe nel mondo dei rifiuti. Prima lo ha fatto acquisendo impianti come Neutalia o andandone a costruire altri come quello che sta facendo ZeroC. Poi lo ha fatto andando a integrare i propri impianti di depurazione affinché possano ricevere rifiuti liquidi", spiega Falcone. "La Regione Lombardia ha una caratteristica che, a differenza di altre regioni, non ha ambiti ottimali per i rifiuti. Questo fa sì che spesso esistano situazioni molto frammentate e disomogenee che oggi, con il mondo che cambia e l'economia che sicuramente va verso una direzione di grande velocità, non bastano più", sottolinea. "Anche nella raccolta servono dimensioni minime, si parla almeno di 500mila abitanti e, pertanto, utilizzare soggetti come CAP o come altri soggetti che possono spingere i Comuni ad aggregarsi è una sfida che dobbiamo vincere in modo tale che la Regione Lombardia sia pronta anche alle sfide future", conclude il direttore generale del Gruppo CAP.
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Falcone (Gruppo Cap): “Vogliamo essere un soggetto aggregatore”
“Depongo le armi, non giudicatemi”, l’attore Arnaud Denis sceglie l’eutanasia a 43 anni
(Adnkronos) –
L'attore e regista teatrale francese Arnaud Denis è morto oggi all'età di 43 anni, in seguito a un'eutanasia praticata a Namur, in Belgio. Gravemente debilitato da un'operazione per un'ernia inguinale subita nel 2023, aveva fatto della sua dolorosa vicenda una battaglia pubblica. Poche ore prima di morire, ha pubblicato su Facebook un lungo messaggio in cui affermava: "Ho chiuso con i maltrattamenti medici". Il decesso è stato confermato all'Afp dal suo legale, l'avvocato Philippe Courtois. "La decisione di Arnaud Denis è stata presa in accordo con tre medici di Namur", ha dichiarato il legale. "Il suo corpo non lo sorreggeva più, ne aveva perso il controllo. La morte di Arnaud Denis è la conseguenza dei dolori intensi che subiva da molti mesi". Arnaud Denis era stato operato il 17 luglio 2023 per un'ernia all'inguine, con l'applicazione di una protesi in polipropilene. Per l'attore, quell'intervento ha rappresentato l'inizio di un calvario senza fine. "Ho già raccontato a lungo la mia storia. Tre anni interminabili di deterioramento dello stato di salute generale a partire da un intervento chirurgico per ernia nel 2023", ha scritto nel suo ultimo messaggio, descrivendo una rapida perdita di peso, dolori lancinanti, problemi digestivi e una progressiva perdita di autonomia. Le accuse mosse dall'attore contro strutture sanitarie, medici, produttori o istituzioni costituiscono la sua testimonianza personale e non sono state stabilite da alcuna sentenza giudiziaria. Nel testo, Denis ha ricordato il senso di solitudine di fronte al peggioramento del proprio quadro clinico: "Mi sono recato dodici volte al pronto soccorso in un anno. La risposta iniziale è sempre stata: 'Non avete nulla'". Arnaud Denis aveva fondato il collettivo “Victimes françaises des prothèses de hernie”, un gruppo attivo sui social che riunisce pazienti intenzionati a segnalare dolori e complicazioni dopo l'inserimento di questi dispositivi medici. L'attore intendeva accendere i riflettori sulle conseguenze subite da alcuni pazienti, chiedendo maggiore ascolto, trasparenza e follow-up clinico. Nel suo testamento spirituale, Denis ha menzionato anche l'encefalomielite mialgica, una patologia neurologica invalidante di cui soffriva, denunciando la scarsa attenzione e la carenza di ricerche dedicate. Ha inoltre lamentato la mancanza di accesso a cure palliative adeguate in Francia, che lo ha costretto a non potersi più lavare o nutrire autonomamente. Anticipando le critiche sulla sua scelta di ricorrere all'eutanasia, l'attore ha scritto: "Rifiuto a chiunque il diritto di giudicarmi", aggiungendo: "Ho resistito a tutti i costi per tre anni di sofferenze atroci. Adesso depongo le armi". Il suo avvocato ha confermato che Denis gli aveva chiesto di portare avanti la sua causa e di sostenere la famiglia. Il 5 gennaio 2026 l'attore aveva depositato una querela contro ignoti per lesioni colpose, archiviata a fine agosto per "reato non sufficientemente caratterizzato", secondo quanto riferito dal legale. Una nuova querela con costituzione di parte civile è stata successivamente depositata. Nonostante la rabbia trasparisse dal suo scritto, Arnaud Denis ha concluso con parole d'affetto per quanti lo hanno sostenuto, rivolgendo un pensiero a "tutti coloro che sono saliti sul treno della mia vita". Come ultimo atto pubblico, l'artista ha condiviso la scena finale del film "Fuga di mezzanotte" (1978), accompagnandola con la didascalia: "Con tutto il mio amore a tutti".
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Prada, la gonna è un’ossessione e un invito alla contraddizione
(Adnkronos) – Chissà se la lunghezza è quella giusta. Per qualcuno probabilmente sì, per altri forse ci sarebbe da ridire. Di sicuro, con un tempismo eccezionale, proprio mentre la lunghezza della gonna anima il dibattito pubblico italiano, Prada decide di metterla al centro della propria collezione. Non come misura della rispettabilità di una donna, né come dettaglio attraverso cui giudicarla ma come oggetto da scomporre e reinventare. È il tema della Primavera/Estate 2027 firmata da Miuccia Prada e Raf Simons, presentata negli spazi della Fondazione Prada, nel giorno di apertura della Milano Fashion Week.
Il riferimento all’attualità è inevitabile. Nei giorni scorsi le parole di Antonio Tajani sulla relazione tra lunghezza della gonna e affidabilità di una donna hanno aperto una polemica politica, alla quale si è aggiunto anche il leader di Fn, Roberto Vannacci con una nuova battuta sul tema. Tajani si è poi scusato, dicendo di non aver voluto offendere le donne. Prada, quasi per contrasto, prende quello stesso oggetto e lo porta altrove. “La gonna è un oggetto contemporaneo perché è flessibile, adattabile. Invita alla contraddizione”. dice Miuccia Prada presentando la collezione. Non è una provocazione costruita sull’attualità, naturalmente. Ma è difficile non cogliere la singolare coincidenza: mentre fuori si discute ancora una volta di cosa una gonna possa dire della donna che la porta, dentro la Fondazione Prada la domanda è opposta: quante cose può diventare una gonna? È un esercizio di stile. Prada e Raf Simons partono da una forma precisa e la sottopongono a variazioni continue, senza abbandonarne il perimetro. La gonna è una “struttura di riferimento” spiega Prada, una materia prima, quasi una tela sulla quale far emergere idee differenti. Eccola dunque la gonna secondo Prada: la prima di 63 uscite è rossa, sopra il ginocchio, con un grande spacco, abbinata a un reggiseno nero. Poi cambia forma e proporzione: diventa mini a pieghe con piccoli fiori, lunga e ad ‘A’, a portafoglio, ancora plissettata. Si accompagna a un maglione oppure a un chiodo di pelle, si apre a corolla o si gonfia a palloncino. È completamente foderata di nylon, attraversata da ruches, chiusa da bottoni gioiello, oppure interamente ricoperta di cristalli e portata come un completo, sopra un abito o sotto una giacca a vento. In alcuni look le modelle la tengono raccolta con una mano, come se fosse sul punto di cadere: anche il modo di indossarla diventa parte della sua costruzione. La silhouette rimane dunque riconoscibile ma cambia continuamente identità. Il velcro, elemento funzionale e industriale, diventa base per ricami di cristalli; i grandi automatici metallici si trasformano in gioielli; la crinolina, nata per sostenere e costruire la forma, diventa superficie decorativa o guscio protettivo. Il Re-Nylon e il ciré opaco vengono trasformati in plissé, il cotone assume l’aspetto della pelle o del suede. Le gonne possono essere preziose come gioielli, ricamate di cristalli a imitare un pizzo guipure, oppure stampate con piccoli fiori dall’aria apparentemente innocente. Anche il rapporto con il corpo cambia. Una gonna plissettata si espande oltre la silhouette e viene raccolta con una mano, diventando quasi un gesto garbato. Gli strati mostrano e nascondono. Una gonna può essere indossata come parte di un insieme oppure diventare un frammento autonomo, modificato dal rapporto con una camicia, un maglione, un top a reggiseno. “Ogni gonna può essere completamente reinventata da chiunque la indossi” osserva Prada. È una storia che la gonna conosce bene. Per secoli è stata uno degli strumenti con cui la moda ha stabilito cosa mostrare e cosa nascondere, quanto spazio concedere al corpo, quanto limitarne i movimenti. Poi è diventata anche il contrario: il simbolo di una libertà conquistata, dalla minigonna di Mary Quant alla gonna-pantalone, fino alle infinite riletture contemporanee. Il cinema ne ha fatto un’immagine, talvolta più potente del vestito stesso. La gonna bianca di Marilyn Monroe sollevata dalla grata della metropolitana in ‘Quando la moglie è in vacanza' è diventata una delle immagini più riconoscibili della cultura popolare; la gonna di ‘Belle de jour’ ha contribuito a costruire l’idea di una femminilità apparentemente composta e insieme inquieta; e prima ancora il movimento del tessuto attorno al corpo, da ‘Via col vento’ in poi, ha dimostrato come una gonna possa raccontare un personaggio prima ancora che questo pronunci una parola. “Eravamo affascinati dal modo in cui le gonne Prada resistono alla prova del tempo – dice Raf Simons -. La loro eccentricità, la loro forma, le loro decorazioni: c’è qualcosa di duraturo nel loro linguaggio progettuale”. Una contraddizione che appartiene alla moda stessa: creare qualcosa destinato a una stagione e cercare, nello stesso momento, una forma capace di sopravviverle. E infatti Simons insiste proprio sull’”illogico” come principio della collezione: il velcro industriale accostato al ricamo di cristalli, la crinolina utilizzata in un modo diverso da quello per cui è stata inventata. “È un processo di messa in discussione, di rivalutazione, di ripensamento”. La gonna, insomma, non ha una lunghezza giusta. O meglio, ne può avere infinite. Può aderire al corpo o allontanarsene, essere corta, lunga, rigida, fluida, preziosa, funzionale, quasi invisibile oppure diventare l’intero abito. E soprattutto può cambiare significato a seconda di chi la indossa e di come decide di indossarla.
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Me Contro Te, sito in manutenzione dopo ricorso. Consumerismo: “Tempistiche corrispondono”
(Adnkronos) – Nel fatato mondo dei Me Contro Te spunta un piccolo 'giallo' digitale: il sito ufficiale risulta temporaneamente offline proprio nei giorni in cui la coppia, attualmente in 'luna di miele' in Sudafrica, finisce sotto la lente di Consumerismo No Profit. All'indirizzo mecontrote.it compare, infatti, una schermata che parla di “interventi tecnici di aggiornamento e ottimizzazione”: “Ci scusiamo per il disagio e stiamo lavorando per rendere nuovamente disponibile il sito nel più breve tempo possibile”. Il fatto incuriosisce i fan perché accade a pochi giorni dal ricorso depositato dall'associazione Consumerismo No Profit al Tribunale civile di Palermo contro la società riconducibile alla coppia composta da Luigi Calagna e Sofia Scalia. Nel ricorso l'associazione contestava, tra le altre cose, un ambiente rivolto a bambini e preadolescenti in cui emergeva una commistione tra intrattenimento e contenuti commerciali. A colpire, oltre alla schermata di manutenzione, è il riferimento al "disclaimer privacy in revisione", come evidenzia all'Adnkronos Consumerismo. "Probabilmente la nostra azione li ha messi in una condizione di autotutela. Di certo le tempistiche corrispondono", dice Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit. “Quel che possiamo dire è che non immaginavamo che la coppia più amata dai bambini fosse così poco attenta ai diritti dei propri clienti”, aggiunge all'Adnkronos Gabriele. “Inoltre, rendiamo noto che, a seguito di questa vicenda, stiamo ricevendo una enorme mole di segnalazioni da parte dei genitori, i quali stanno sollevando, oltre all'unanime appoggio rispetto alla nostra azione, anche altri profili che non avevamo considerato e che adesso saranno oggetto di ulteriori approfondimenti tecnico-giuridici”. Il ricorso, depositato il 14 settembre, è un'azione inibitoria con cui Consumerismo chiede al Tribunale di Palermo di "accertare le violazioni contestate e di ordinare la cessazione delle pratiche ritenute scorrette", oltre all'adeguamento di sito e app. Per ora, dal sito dei Me Contro Te, nessuna spiegazione ulteriore: solo un messaggio che promette di tornare online “nel più breve tempo possibile”.
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Djokovic, il fisioterapista svela: “Ci chiede perché non si allena come Sinner”
(Adnkronos) –
Novak Djokovic 'spia' gli allenamenti di Jannik Sinner. Il tennista serbo, eliminato al primo turno degli US Open, sta preparando l'ultima parte di stagione e, per farlo, si ispira agli allenamenti dell'azzurro, ancora alle prese con l'infortunio al ginocchio che lo ha costretto a saltare lo Slam americano. A rivelarlo è stato il fisioterapista di Djokovic, Carlos Costa: "Non ho visto mai niente di simile a Novak Djokovic. Presta attenzione a ogni dettaglio come al tempo che ci mettiamo per dargli l’asciugamano… se c’è qualcosa che non è previsto, si crea attrito", ha detto ad A Bola. "Arriva persino a creare dei test all’interno del team per scoprire se stiamo davvero cercando le migliori strategie di recupero e fornendo i trattamenti più efficaci. Ad esempio, ci ha chiesto perché Sinner si dedicasse all’allenamento visivo e noi non lo facessimo. È costantemente alla ricerca di modi per essere il migliore al mondo".
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Famiglia nel bosco, avvocato Pillon: “Oggi incontro gioioso tra genitori e figli”
(Adnkronos) – "Questo pomeriggio, dopo 23 giorni dall'ordinanza, i bambini hanno finalmente potuto recarsi a Palmoli per stare con mamma e papà nella casa messa a disposizione dal sindaco. L'incontro è stato gioioso e sereno: mamma Catherine aveva preparato i biscotti allo zenzero, i bambini hanno giocato e poi hanno preparato tutti insieme la cena con mamma e papà". Lo comunica in una nota l'avvocato Simone Pillon, legale dei genitori della cosiddetta 'famiglia nel bosco', Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. "Colgo l'occasione – prosegue Pillon – per ringraziare il sindaco di Palmoli che ha garantito il servizio d'ordine, i giornalisti che si sono mantenuti alla giusta distanza, come peraltro già accaduto la scorsa settimana, la tutrice e la curatrice che sono state presenti insieme alla difesa, e lo stesso servizio che ha finalmente garantito l'attuazione delle decisioni del Tribunale per i Minorenni. Ci auguriamo tutti – conclude il legale – che l'ormai iniziato percorso di rientro possa ora svolgersi nel migliore dei modi e senza più intoppi, anche in vista dell'imminente graduale inserimento dei pernotti".
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Sorelline ritrovate nel Nisseno, la Procura di Caltanissetta chiede l’archiviazione
CALTANISSETTA (ITALPRESS) – Non c’è stato alcun sequestro di persona e così la Procura di Caltanissetta ha depositato una richiesta di archiviazione. Infatti, secondo quanto emerso dall’inchiesta, le due sorelline di San Cataldo, di 12 e 8 anni, si sarebbero allontanate volontariamente per mettere in pratica una challenge vista sui social, nascondendosi all’interno di un negozio di abbigliamento durante le ore di chiusura.
La circostanza è emersa nel corso delle indagini svolte dai Carabinieri del Comando Provinciale a seguito della denuncia di scomparsa delle due sorelline, presentata sabato scorso dal padre, e del successivo ritrovamento delle bambine.
In primo luogo, fa sapere il Procuratore Salvatore De Luca, le acquisizioni testimoniali e gli accertamenti di natura tecnica hanno permesso di escludere ogni possibile coinvolgimento di terzi nella scomparsa delle due minori, che secondo quanto ricostruito, hanno consapevolmente, e all’insaputa del padre, fatto accesso nell’esercizio commerciale, dove poi sono state ritrovate, approfittando delle operazioni di chiusura e con l’intento di passarvi la notte all’interno.
Ricostruita anche la motivazione a fondamento del gesto, maturato, come dichiarato dalle stesso bambine, volendo emulare analoga pratica osservata sulla piattaforma Youtube e sui canali social di noti influencer, in cui i protagonisti descrivono ai propri followers l’esperienza di nascondersi all’interno di negozi, magazzini o altre tipologie di luoghi eludendo le misure di sicurezza, restarvi tutta la notte e uscirne l’indomani senza essere scoperti; alcuni di questi contenuti, come accertato durante l’analisi delle navigazioni effettuate sui dispositivi nella disponibilità delle minori, contano milioni di visualizzazioni.
Proprio la reiterata visione di video su questo tipo di challenge da parte di una delle due bambine ha fatto maturare il proposito di riprodurre la “sfida” ed emulare l’influencer, coinvolgendo nella condotta anche la sorellina.
La titolare dell’esercizio, al momento della riapertura pomeridiana, si sarebbe accorta della
presenza delle due minori allertando quindi il dispositivo di ricerca nel frattempo dispiegato sul territorio secondo le indicazioni dei Carabinieri, che avevano inizialmente ristretto il campo in base alle prime risultanze investigative.
Le indagini a carico di ignoti per sequestro di persona sono quindi concluse senza che sia emerso alcun elemento indiziate, e la Procura ha depositato la richiesta di archiviazione.
La vicenda, evidenzia il Procuratore Salvatore De Luca, apre comunque un importante focus sul delicato tema dell’accesso da parte dei minori alle piattaforme digitali e sui rischi legati all’uso incontrollato dei social network (tra cui, come in questo caso, il rischio di emulazione in sfide virali che spingono i giovani a compiere azioni rischiose o addirittura lesive pur di ottenere approvazione, visualizzazioni e un senso di appartenenza alla community), aspetti di grande attualità che impongono ulteriori riflessioni sulle possibili misure di prevenzione e contenimento del fenomeno quali il differimento nella età di accesso ai media, l’incremento della sicurezza da parte dei fornitori di servizi e l’adozione di strumenti di verifica dell’età.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Epilessia farmacoresistente, all’Irccs Neuromed la neuromodulazione epicranica
(Adnkronos) – Una nuova possibilità terapeutica entra a far parte dei trattamenti offerti dall’Irccs Neuromed di Pozzilli (Is) alle persone con epilessia focale farmacoresistente, nelle quali le crisi continuano a manifestarsi nonostante un’adeguata terapia farmacologica. "Nell’Istituto è stato infatti eseguito il primo impianto di un sistema di neuromodulazione mediante stimolazione epicranica, una tecnologia introdotta solo recentemente nella pratica clinica e che vede Neuromed tra le prime esperienze italiane – si legge nella nota – Il sistema è indicato per pazienti a partire dai 18 anni nei quali sia possibile identificare con precisione il focolaio epilettogeno, cioè l’area della corteccia cerebrale dalla quale hanno origine le crisi. Proprio in corrispondenza di questa zona viene posizionato un elettrodo che invia attraverso il cranio impulsi elettrici diretti alla corteccia cerebrale, con l’obiettivo di modularne l’attività e ridurre la frequenza delle crisi. I parametri della stimolazione possono essere regolati e adattati alle caratteristiche del singolo paziente". La particolarità di questa tecnologia è che l’elettrodo non viene inserito nel cervello, ma fissato sulla superficie esterna del cranio, al di sotto del cuoio capelluto. Non è quindi necessario aprire il cranio per raggiungere il tessuto cerebrale. L’elettrodo è collegato, attraverso un cavo che passa sotto la pelle, a un piccolo generatore di impulsi collocato anch’esso sottocute. “L’introduzione di questa tecnologia – spiega Alfredo D’Aniello, neuropsichiatra infantile ed epilettologo presso il Centro per lo Studio e la Cura dell’Epilessia dell’Irccs Neuromed – amplia ulteriormente l’offerta terapeutica del nostro Centro. La neuromodulazione rappresenta un’importante possibilità terapeutica nell’epilessia farmacoresistente, soprattutto nei pazienti nei quali la chirurgia resettiva non è praticabile o non rappresenta una soluzione adeguata. Questo nuovo sistema di stimolazione aggiunge un’ulteriore opzione all’interno di un percorso altamente personalizzato, costruito sulla corretta identificazione del focolaio epilettogeno e sulla valutazione multidisciplinare del paziente”. La nuova tecnica "va infatti ad aggiungersi alle diverse possibilità disponibili per il trattamento dell’epilessia. Quando i farmaci non riescono a controllare adeguatamente le crisi, un accurato studio prechirurgico permette di valutare se la zona epilettogena possa essere rimossa o ablata. Questa soluzione, tuttavia, non è indicata – precisa la nota – per tutti i pazienti, ad esempio quando l’area coinvolta comprende regioni cerebrali che svolgono funzioni importanti. In questi casi la neuromodulazione offre un approccio diverso: non elimina il focolaio epilettogeno, ma interviene sulla sua attività elettrica con l’obiettivo di ridurre le crisi. Gli studi clinici condotti finora su questa tecnologia hanno mostrato una riduzione della frequenza delle crisi nei pazienti trattati, associata a un buon profilo di tollerabilità". “Un elemento particolarmente interessante – spiegano i neurochirurghi Felice Esposito e Alice Esposito – è rappresentato dalla bassa invasività della procedura. Lo stimolatore viene posizionato sotto la cute del cuoio capelluto e fissato alla superficie della teca cranica, senza la necessità di introdurre elettrodi all’interno del tessuto cerebrale. Questo consente di ottenere una stimolazione mirata dell’area corticale individuata attraverso una procedura chirurgica relativamente poco invasiva”.
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Ryanair provoca: “Voglio i loro angeli custodi”. E la Lazio risponde
(Adnkronos) –
Ryanair provoca, la Lazio risponde. Il botta e risposta tra la compagnia aerea e i biancocelesti è andato in scena su X, dove i social media manager di Ryanair si trovano spesso a 'battibeccare' su questioni calcistiche. In questo caso l'azienda irlandese ha pubblicato un grafico riguardante gli 'expected goals', ovvero il dato statistico che misura per ogni squadra la probabilità che un tiro diventi un gol in una determinata partita. Ryanair ha fatto notare come la Lazio sia riuscita a contare su molte più reti in confronto ai gol attesi, tanto da essere in cima, insieme a Roma e Inter, proprio le squadre che guidano dopo cinque giornate la classifica di Serie A, a questo speciale grafico. "Voglio gli stessi angeli custodi della Lazio", è stato l'ironico commento della compagnia low cost, che non è sfuggito al social media manager biancoceleste. Pronta, e piccata, la replica del club capitolino: "È come il vostro volo delle 8, quello che decolla alle 13".
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Sicilia protagonista ai Fancy Food Show, intesa Regione-SFA-Universal Marketing
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Regione Siciliana, Specialty Food Association e Universal Marketing hanno siglato oggi a New York un Protocollo d’Intesa istituzionale con l’obiettivo di consolidare la presenza e la promozione delle eccellenze agroalimentari siciliane sul mercato statunitense.
L’accordo è stato sottoscritto presso Piazza Italia, sede di Universal Marketing a New York, nel cuore di Times Square.
Il Protocollo definisce un percorso di collaborazione pluriennale che prevede, tra i suoi punti centrali, la programmazione della collettiva regionale siciliana alle prossime edizioni dei Fancy Food Show.
La collaborazione punta a dare continuità alla presenza della Sicilia negli Stati Uniti, sviluppando nuove opportunità di promozione per le imprese e i prodotti agroalimentari dell’Isola e accompagnando la partecipazione fieristica con attività promozionali, commerciali e di comunicazione rivolte al mercato americano.
Il Protocollo intende anche rafforzare il rapporto istituzionale tra le tre Parti e costruire una programmazione condivisa , creando le condizioni per una presenza sempre più strutturata del sistema agroalimentare siciliano negli Stati Uniti.
“La presenza della Sicilia al Fancy Food Show rappresenta un’occasione concreta per sostenere le nostre imprese e valorizzare la qualità dell’agroalimentare siciliano negli Stati Uniti. L’obiettivo è dare continuità a questo lavoro, offrendo alle aziende strumenti e occasioni per farsi conoscere, sviluppare nuovi contatti commerciali e rafforzare la propria presenza sul mercato americano. La programmazione delle prossime partecipazioni ci consente di lavorare con maggiore continuità e di accompagnare le imprese interessate in questo percorso”, ha dichiarato Edy Tamajo, assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana.
“Siamo molto lieti di rafforzare il rapporto con la Regione Siciliana attraverso un accordo che dà continuità alla sua presenza alle manifestazioni Fancy Food nei prossimi anni. Un percorso reso possibile anche grazie al lavoro della Universal Marketing, nostro agente unico per l’Italia, che ha favorito questa iniziativa e contribuito a creare le condizioni per una collaborazione pluriennale con la Regione Siciliana”, ha dichiarato Bill Lynch, presidente della Specialty Food Association.
“Questo accordo nasce da un percorso costruito nel tempo e dalla volontà comune di dare ancora più continuità alla presenza della Sicilia negli Stati Uniti nella fiera più rappresentativa del nord America. La programmazione ci permette di andare oltre il singolo appuntamento fieristico e di lavorare su un progetto più ampio, creando occasioni concrete di promozione e sviluppo per le imprese agroalimentari siciliane sul mercato americano. Come Universal Marketing siamo particolarmente felici di poter contribuire, insieme alla Regione Siciliana e alla Specialty Food Association, a questo nuovo percorso”, ha spiegato Donato Cinelli, presidente di Universal Marketing e agente unico per l’Italia della Specialty Food Association.
– Foto Universal Marketing –
(ITALPRESS).