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La BC Roma si presenta alla città e lo fa nella sua casa, il PalaTiziano, davanti ad oltre mille spettatori. Una serata che segna il primo incontro tra il nuovo Club, Roma e i suoi tifosi e dà ufficialmente il via alla stagione 2026-27. Un Opening Show di oltre due ore, condotto da Pierluigi Pardo, per raccontare non soltanto la squadra e lo staff, ma l’identità, la visione e le ambizioni del progetto BC Roma. Talk, musica, unveiling della nuova maglia, presentazione del roster, open practice e l’incontro finale tra giocatori e pubblico hanno scandito il primo atto della nuova storia del Club. Ad aprire il racconto del progetto Donnie Nelson, General Partner di BC Roma, che ha illustrato la visione della proprietà e le ambizioni alla base della nascita del Club. "Abbiamo tanto lavoro da fare ma la squadra è forte. È un progetto che era nell’aria da molto tempo. Roma ha tutte le caratteristiche per essere un progetto vincente", le parole di Nelson. Sul parquet del PalaTiziano, Pardo ha poi coinvolto alcune delle figure chiamate a rappresentare le diverse anime del progetto: Valerio Bianchini, Presidente Onorario; Sergio Scariolo, Consulente Tecnico; Alessandro Magro, Head Coach; e Nico Mannion, Capitano della squadra. "C’è tanta voglia. Abbiamo scelto di venire qua perché conosciamo progetto e visione. Vogliamo portare Roma più in alto possibile. Il nome sul petto è molto importante, conosciamo la responsabilità che abbiamo e daremo il nostro meglio", le parole di Mannion, chiamato a rappresentare la squadra e il legame che giocatori e Club vogliono costruire con Roma e con i propri tifosi. A svelare la nuova maglia è stato proprio il Capitano, protagonista dell’unveiling davanti al pubblico del PalaTiziano. Per la prima volta squadra e tifosi hanno così potuto vedere la divisa che accompagnerà BC Roma nelle gare casalinghe della stagione 2026-27.
A Bianchini il compito di raccontare il rapporto tra Roma, la sua storia cestistica e la cultura della vittoria: "Questi ragazzi sono figli e nipoti di quelli della finale Roma-Milano del 1983. I loro padri e nonni hanno trasmesso loro questa passione. Una passione che poi ha dato luogo a tanti campioni e che è perdurata anche nei tempi bui. Sotto c’era questo fiume carsico che si chiama passione. Sono ottimista, Roma abbraccerà di nuovo il grande basket".
Scariolo ha invece tracciato i valori e la cultura sportiva sui quali BC Roma vuole costruire il proprio percorso: "Dobbiamo guardare all’eccellenza e avere chiaro che per pretendere bisogna dare. Riconquistare la passione di questa città e di questo pubblico. Con pazienza". Coach Magro ha raccontato l’identità tecnica della squadra, il lavoro iniziato sul parquet e la mentalità che dovrà accompagnare il gruppo durante la stagione: "Fare pallacanestro a Roma è speciale. Approccio questa opportunità con grande senso di responsabilità per poter guidare assieme a queste persone una città e un club a un livello di pallacanestro in cui competere con professionalità del lavoro e sacrificio. Vogliamo riportare Roma ai fasti del passato". C'è stato poi il momento musicale con l'arrivo di Carl Brave. L’artista romano, coinvolto nel progetto per la realizzazione dell’inno di BC Roma, ha raccontato il proprio rapporto con la città e la nascita del brano, prima di presentare per la prima volta dal vivo l’inno del Club, accompagnato dai tifosi presenti che hanno vissuto il momento vestendo maglie e sciarpe giallorosse con logo BC Roma fatte recapitare dal club sui seggiolini del PalaTiziano. Sabato 26 settembre si comincia sul parquet con l’esordio in campionato in trasferta contro Treviso. Poi, domenica 4 ottobre, BC Roma tornerà nella sua casa, il PalaTiziano, per la prima partita casalinga della stagione contro Bertram Derthona Tortona.
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La BC Roma di basket si presenta al Palatiziano, Mannion: “Vogliamo portare il club in alto”
Schlein attacca Meloni: “Provoca Mattarella, totale mancanza di senso dello Stato”
(Adnkronos) – Le opposizioni contro Giorgia Meloni dopo la replica della presidente del Consiglio alle parole sulla scuola del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato e costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l’Italia non ha assolutamente bisogno", ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Sulla stessa lunghezza d'onda della segretaria anche Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati: "Quando una proposta è indifendibile nel merito, si cerca uno scudo politico. Meloni, non sapendo come giustificare una misura sbagliata e inaccettabile, tira in ballo in modo squallido il presidente della Repubblica di cui evidentemente non ha gradito le parole: la scuola non deve alzare barriere. È esattamente il contrario di ciò che la sua proposta vuole fare. Non consentiremo al governo di usare la scuola italiana per un’inaccettabile guerra ideologica alla rincorsa della peggiore destra europea". "Le parole dette ieri dal presidente della Repubblica sono nette e chiare. Inequivocabili. Sono un evidente messaggio di accoglienza e di apertura, in netto contrasto con le scelte demagogiche e propagandistiche fatte da Giorgia Meloni e dal suo governo. Sono evidentemente parole che hanno dato fastidio alla presidente del Consiglio. Per questo trovo squallido il tentativo di strumentalizzare l’azione e le affermazioni del capo dello Stato. La destra non può usare la scuola e i minori per rincorrere la destra più estrema", così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia. "Giorgia Meloni ormai non ha più limiti. Per giustificare la sua propaganda sul tetto agli studenti stranieri tira in ballo persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Meloni dovrebbe occuparsi dei veri problemi della scuola pubblica italiana", è stata invece la reazione di Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde, "il problema non sono il burqa o gli studenti stranieri. Il problema sono gli oltre 320 mila precari, gli edifici scolastici fatiscenti e i tanti bambini e ragazzi con disabilità che ancora non ricevono un’assistenza adeguata. Su tutto questo il governo non dà risposte. Continua invece a usare la scuola come terreno di propaganda e apre uno scontro istituzionale con il presidente della Repubblica creando un problema serio al Paese". Anche il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Luca Pirondini ha criticato Meloni: "Delle due, l'una. O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata ed inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del presidente della Repubblica. In entrambi i casi siamo davanti a una presidente del Consiglio fuori controllo che non si fa scrupolo di fare propaganda sulla pelle della scuola pubblica e attaccare il Quirinale con una sola mossa. Se questa materia è stata sempre regolata da circolari e non da una legge dello Stato, la ragione sta nella doverosa elasticità nella sua applicazione e nell'autonomia che va lasciata alle scuole. Questo Meloni lo sa benissimo, ma ha deciso di avviare la sua campagna elettorale in maniera ancora più sfacciata di quanto non abbia governato in questi anni. Da qui alle elezioni saranno mesi lunghissimi e, davanti alle sparate di Meloni, molto penosi per gli italiani".
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Vespa in onda con fasciatura al braccio e volto tumefatto: “Ho fatto una rovinosa caduta”
(Adnkronos) – Volto tumefatto e braccio fasciato, ma Bruno Vespa va in onda lo stesso. Il giornalista si è presentato negli studi Rai per le registrazioni di 'Cinque Minuti' e 'Porta a Porta' con una vistosa fasciatura al braccio e i segni della caduta sul volto. Ospite di questa sera è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Ho fatto una rovinosa caduta", racconta Vespa. La stessa premier, prima dell'inizio della puntata, aveva provato a convincerlo a rinviare l'ospitata: "Avevo proposto il rinvio, non lo volevo costringere". Alla fine, però, la registrazione si è svolta regolarmente.
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Diesel, ‘sexy e dirompente’ l’ultima festa di Glenn Martens
(Adnkronos) – La struttura in acciaio e le luci rosse ricordano un club di Berlino. Potrebbe quasi essere il famigerato Berghain, visto che in prima fila è seduto il temuto buttafuori ormai più famoso del club stesso, Sven Marquardt. Ma siamo a Milano, da Diesel, per l’ultima sfilata disegnata da Glenn Martens, che, va specificato, resterà saldamente al timone di Maison Margiela. Il marchio di punta di Otb sceglie di chiudere il fortunato capitolo del creativo belga trasformando lo show in una festa che sfugge alla definizione di classica sfilata. Prima un bacio. Poi un altro. Una coppia si lascia andare alle effusioni tra gli ospiti, poi un’altra e un’altra ancora. Sono 200 performer camuffati tra gli invitati che prendono vita mentre i modelli sfilano. Dietro l’apparente improvvisazione c’è una regia precisa. La performance è firmata da (LA)HORDE, il collettivo artistico francese che dal 2019 dirige il Ballet National de Marseille e che ha curato il corpo di ballo del LUX Tour di Rosalía. L’idea è quella di un happening nel quale l’imprevisto diventa parte dello show. Una festa che, per tensione e sensualità, ricorda 'Climax' di Gaspar Noé. “Da Diesel la festa viene sempre prima di tutto" spiega Glenn Martens, raccontando una collezione che definisce “disruptive, sexy, fluida, divertente” e costruita sull’idea che tutti siano parte della stessa esperienza. E anche la moda segue questa logica. Il daywear viene scomposto e ricomposto. I modelli, qualcuno col rossetto volutamente sbavato sulla bocca, indossano giacche di pelle, blazer, maglioni e camicie ‘fusi’ nello stesso capo; i ricami e i cut-out disegnano orchidee sul corpo; il nuovo Pantasock mescola pelle e denim. Le gonne sono corte davanti e ancora più drasticamente accorciate sul retro, mentre il trompe-l’œil trasforma camicie leggere in pesanti cappotti, il denim in pelle e i microshorts in un’illusione ottica. È il caos di chi si veste di corsa dopo una notte troppo lunga: abiti trasparenti, sottovesti, camicie e completi sartoriali sembrano essersi aggrovigliati addosso, tagliati e ricomposti senza preoccuparsi troppo delle regole. E alla fine torna il denim, il codice più riconoscibile di Diesel, fino ai micro shorts dell’ultimo look indossato da Ella Snyder, la stessa modella che aveva aperto la prima sfilata di Martens per il brand nel 2021. Un cerchio che si chiude. Per Renzo Rosso è una conclusione concordata tempo addietro. Il patron di Otb racconta ai cronisti di aver deciso con Martens già un anno fa di chiudere così il percorso creativo, lasciandogli una sorta di “red carpet” finale. Ma, assicura, non rappresenta una frenata per il marchio. Al contrario, Rosso sottolinea il lavoro di Martens non solo sulla collezione ma anche sull’intrattenimento e sul coinvolgimento del pubblico: “Ha lavorato sul montaggio, sul rimontaggio dei capi, sull’entertainment, sulla sensualità. È qualcosa di veramente particolare e speciale”. E sul futuro creativo di Diesel non scopre ancora le carte. “Abbiamo un team veramente fortissimo”, dice, annunciando che il prossimo nome sarà comunicato più avanti. Per Rosso, del resto, la creatività resta il principale strumento con cui un gruppo come Otb può competere con i grandi conglomerati del lusso: “Non possiamo gareggiare solo contro le loro risorse, per questo basiamo tutto sulla creatività. Penso che abbiamo un Dna unico”. La tecnologia è un altro dei terreni sui quali Rosso dice di voler spingere l’azienda. È un convinto sostenitore dell’intelligenza artificiale e racconta di averla già introdotta in diverse aree del gruppo, coinvolgendo anche centinaia di manager. Ma, sottolinea, deve essere guidata: la sfida è utilizzare l’AI senza permettere che sostituisca la componente umana e creativa. Un tema che affronta anche nel suo ultimo film, ‘Be Brave’, nel quale racconta il rapporto tra innovazione e coraggio. “Be Brave è la mia vita”, dice. E i cambiamenti, osserva, arrivano anche dalle nuove generazioni, influenzate dalla trasformazione sociale, politica e tecnologica. Per questo, secondo lui, anche le aziende devono continuare a evolvere. Quanto a Milano, Rosso la considera sempre più un centro internazionale della moda e della creatività. “Sta facendo veramente dei grandi passi”, osserva, sottolineando la crescente presenza dei grandi marchi e il ruolo di Montenapoleone come vetrina internazionale. Una crescita che, ammette, porta con sé anche il problema degli affitti sempre più alti ma che secondo lui riflette la forza attrattiva della città e dello stile di vita italiano. Diesel oggi volta pagina ma la festa continua fino all’ultimo look. L’ultima notte di Glenn Martens per il brand è sensuale e volutamente disordinata. Proprio come un club notturno dal quale, prima o poi, bisogna uscire. (di Federica Mochi)
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Cafà (FonARCom): “Serve un lavoro di sistema per creare un ecosistema dell’apprendimento”
(Adnkronos) – “È importante in questo momento di transizione cercare di fare un lavoro di sistema, dar vita a quello che deve essere l’ecosistema della formazione e quindi l’apprendimento a livello distretto”. Lo ha detto Andrea Cafà, presidente Cifa e FonARCom, al Net Forum 2026 di Firenze, sottolineando la necessità di rafforzare la collaborazione tra parti sociali, imprese e istituzioni per accompagnare i cambiamenti dei sistemi produttivi. E' stato infatti firmato un nuovo accordo territoriale per accompagnare le imprese, in particolare le piccole e medie, nei processi di trasformazione e costruire un vero “ecosistema della formazione”. “Oggi i nostri dirigenti regionali Cifa e Confsal hanno sottoscritto un accordo territoriale finalizzato proprio ad accompagnare le aziende verso questi grandi cambiamenti”, ha detto Cafà. “Serve un’analisi dei fabbisogni chiara e una risposta immediata in termini di formazione – ha aggiunto – perché altrimenti se i tempi si allungano il rischio è che quella formazione è già obsoleta”. Cafà ha quindi richiamato l'impegno di Cifa e Confsal nell'accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese: “Andare a costruire quell’ecosistema formativo necessario a mantenerle in vita e soprattutto renderle più competitive e più produttive”. “La formazione deve essere sempre più tailored, sempre più a misura di esigenza delle persone e delle organizzazioni”. Lo ha detto Andrea Cafà, presidente Cifa e FonARCom, intervenendo al laboratorio del Net Forum 2026 a Firenze dedicato al rapporto tra competenze, filiere e territori. “Stiamo vivendo una fase di grande trasformazione – ha spiegato – e quindi anche gli enti di formazione si devono mettere in discussione”. Secondo Cafà, il compito è soprattutto quello di accompagnare le piccole e medie imprese nella comprensione dei cambiamenti in atto, sostenendole nel percorso di riorganizzazione. “Hanno tanto lavoro da fare, che è quello di far comprendere soprattutto alla piccola e media impresa i cambiamenti e quindi accompagnarli a riorganizzare le aziende, a ridisegnare quelli che sono i flussi, i processi, le attività per dar vita alle nuove organizzazioni”, ha aggiunto.
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Net Forum, una rete attiva per trovare soluzioni innovative ai cambiamenti
(Adnkronos) – “Il Net Forum è un processo continuativo di partecipazione di tutti gli attori, gli stakeholder della formazione e delle politiche attive del lavoro”. Lo ha detto Antonello Calvaruso, presidente del Net Forum, intervenendo a Firenze al laboratorio dedicato a competenze, filiere e territori. “Si compone di incontri territoriali tematici – ha spiegato – e quello di oggi a Firenze è sull’industria e sulle capacità degli attori che caratterizzano i sistemi industriali dei territori di fare rete, ma una rete che non sia triste, bensì una rete attiva di partecipazione e di concertazione, per ritrovare sempre soluzioni innovative soprattutto in un mondo che ha una forte accelerazione sui cambiamenti”. Secondo Calvaruso, il Net Forum attraverso il lavoro laboratoriale “facilita l’incontro” e consente di far emergere idee tra attori che spesso “partecipano allo stesso processo ma hanno linguaggi differenti”. Da Firenze, ha aggiunto, “ci aspettiamo che possa emergere questo tipo di meccanismo di collegamento tra quelli che sono i bisogni delle imprese e la necessità dei territori di fare tutt’uno delle dinamiche industriali per riportarle sui territori e generare un benessere che sia tanto un benessere individuale quanto diffuso e territoriale”.
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Meloni: “Non leggo le parole di Mattarella sulla scuola come contestazione. Bollo auto? Non tagliamo sanità”
(Adnkronos) – "Ho letto questa interpretazione prevalente, per la quale le parole di ieri del Presidente della Repubblica erano delle parole per contestare l'iniziativa del governo, ma personalmente non la leggo così". Così la premier Giorgia Meloni, ospite di '5 Minuti' su Rai1, commentando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tema della scuola e della presenza degli studenti stranieri nelle classi. "Il Presidente della Repubblica, per l'appunto, dice: la scuola deve superare le incomunicabilità, non creare ghetti. È chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire che un ragazzo straniero, quanto anche i ragazzi italiani, possano sentirsi nel ghetto", ha spiegato Meloni. Meloni ha poi parlato della misura sul bollo auto: "Niente viene tagliato alla sanità regionale. E se i presidenti delle Regioni della sinistra ritengono che questa misura sia così vergognosa, possono sempre decidere di non aderire, rifiutare il contributo dello Stato e far pagare il bollo. Ma temo che non lo faranno. Giustamente, spero non lo faranno". Meloni ha quindi spiegato che "la misura che costa 2,4 miliardi non viene pagata dalle Regioni. Le Regioni vengono rimborsate dallo Stato per le risorse che non chiaramente raccolgono con il bollo auto". "Quindi mi pare chiaramente che le critiche che sto ascoltando da diversi presidenti di Regione, particolarmente dei partiti dell'opposizione, siano ovviamente, insomma, siano in questo caso strumentali, mettiamola così", ha concluso. "Ho sentito anche accuse abbastanza gravi: 'Dobbiamo pagare la campagna elettorale…' Quando sento una frase del genere da esponenti del Movimento 5 Stelle, atteso che sto ancora cercando di pagare i 200 miliardi di euro di bonus edilizi che abbiamo utilizzato per consentire a Giuseppe Conte di dire che le persone potevano gratuitamente ristrutturare la loro casa, mi fa abbastanza sorridere", ha detto la premier rispondendo alle critiche sul provvedimento. Meloni si è detta invece "chiaramente dispiaciuta" per la mancata uscita dalla procedura di infrazione "perché noi abbiamo fatto un lavoro da questo punto di vista molto complesso, in questi anni, che ci ha portato a diminuire il deficit, lo dobbiamo ricordare, dall'8,1% quando ci siamo insediati all'attuale non 3,1%, 3,08%. E quindi, insomma, è il classico: hai fatto 30, eri molto vicino al 31. Chiaramente, stare sotto il 3% ci avrebbe consentito in anticipo sulla tabella di marcia di uscire dalla procedura di infrazione, ma vuol dire che chiaramente andremo per quella che era la tabella di marcia". "Voglio dire che mi rammarica, però, anche perché nella stessa giornata in cui l'Istat ci dice che siamo al 3,08% di deficit, ci dice anche che rivede le stime della crescita italiana del 2024. Quando ci dissero che la crescita italiana era stata dello 0,7%, oggi si scopre che è stata dell'1,1%… Ora io non so se l'Istat sottostimi gli italiani o sottostimi il governo, ma sta accadendo sempre e mi dispiacerebbe molto se questo accadesse anche fra due anni e se noi fra due anni dovessimo scoprire che in realtà stavamo sotto al 3%, ma le stime erano, diciamo, troppo prudenti", ha aggiunto. "Quando non è passato l'emendamento sulle preferenze alla Camera con voto segreto, si è detto che il governo non aveva più la fiducia del Parlamento. Quindi noi siamo tornati, adesso le preferenze sono nella norma e credo che sia una grande vittoria che gli italiani possano tornare a scegliere il parlamentare. E chiaramente, nel momento in cui torna alla Camera, credo che vada fatta chiarezza sull'accusa che veniva fatta relativamente al fatto che non ci sarebbe fiducia", ha detto Meloni sulla legge elettorale, "se non c'è la fiducia del governo penso che ne dobbiamo prendere atto, no?". Mattarella aveva commentato la questione integrazione a scuola in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico nell'istituto omnicomprensivo 'Sergio Marchionne' di Amatrice: "La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti – 'È aperta a tutti': così dispone l’articolo 34 della Costituzione. Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale".
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Dadone (Regione Lombardia): “Incentivare l’aggregazione per una gestione più efficiente”
(Adnkronos) – "Incentivare l'aggregazione significa avere delle gare più efficienti, più efficaci, dei bacini più ampi. Dall'altra parte, il singolo Comune fa sempre più fatica a seguire quelle che sono le necessità regolatorie imposte dalla regolazione di Arera". Lo ha detto Filippo Dadone, direttore vicario della Direzione Ambiente e Clima della Regione Lombardia, in occasione del convegno "Aggregazione ed economia circolare: Le nuove sfide del waste e dell'igiene urbana", che si è svolto al Westin Palace di Milano e che ha riunito istituzioni, imprese ed esperti del settore per discutere di una più stretta collaborazione tra gli operatori che agiscono nell'ambito dei servizi pubblici di waste e igiene urbana. "Regione Lombardia ha deciso di non definire dall'alto degli Ato per la regolazione e per la gestione, ma vuole mettere in campo tutte le iniziative, siano esse normative, finanziarie e di incentivo, per fare in modo che a livello volontario e inizialmente anche sperimentale ci possano essere delle aggregazioni a livello sovracomunale, in maniera tale che la gestione vada verso questa direzione più aggregata e quindi più efficiente", spiega Dadone. "È molto interessante per noi, un primo confronto anche con Arera che ha dato la massima disponibilità da questo punto di vista a seguirci, considerato che il modello lombardo è di fatto unico a livello nazionale", conclude.Rifiuti, Dadone (Regione Lombardia): "Incentivare l'aggregazione per una gestione più efficiente"
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Prof accoltellata: “Io triturata sui social, sono in pace con la mia coscienza”
(Adnkronos) – "Io sono stata davvero triturata sui social, evidentemente perché non mi è stata concessa la libertà di avere una pagina Facebook con dei post o qualche piccola dichiarazione che ha disturbato una parte dell'utenza". Così Isabella Marsilio, la professoressa accoltellata venerdì scorso da uno studente della scuola media Giovanni Verga di Roma, intervistata a 'Verità nascoste', il programma condotto da Milo Infante in onda questa sera, 22 settembre, in prima serata su Retequattro. Il tema riguarda le ragioni per cui la docente è passata, nel giro di poche ore, da vittima a carnefice. "Devo dire che mi sento molto in pace con la mia coscienza – spiega – Non credo di dovermi rimproverare assolutamente nulla, né dal punto di vista professionale né da quello personale". Del resto, "ho dichiarato da più parti che ho perdonato e che perdono il ragazzo. Questo però mi costringe anche a dire che, dopo quanto accaduto, il ragazzo non va lasciato solo". Proprio riferendosi al 13enne aggiunge: "A quel ragazzo vorrei dire: 'Non avere paura di tornare davanti a me, gli direi 'cercami, vieni a trovarmi. Da me non potrai avere altro che una parola di conforto e il dispiacere per aver visto quante brutte cose avevi dentro'". Quanto alla sua famiglia, "direi naturalmente: 'Dovete prendere piena e profonda coscienza di ciò che vostro figlio ha saputo mettere in atto'. Mentre a chi mi ha condannata trasformandomi nella carnefice della situazione non voglio dire altro". In fondo, "tutto quell'odio che mi hanno riversato addosso non c'entrava assolutamente nulla con quanto era accaduto. Non aveva alcun collegamento con l'aggressione che ho subito". Alla domanda se abbia avuto paura di essere colpita mortalmente, poi, risponde: "Se quell'altro alunno non fosse intervenuto, non so, forse avrebbe potuto anche colpirmi ancora". Aggiungendo poi di conoscere il 13enne da tempo e di aver percepito un cambiamento nel suo comportamento, negli ultimi tempi: "Un piccolo cambiamento l'ho notato lo scorso anno, in seconda media. Ho avuto modo di convocare la famiglia, erano abbastanza consapevoli di qualche piccolo malessere che il ragazzo poteva nutrire e coltivare dentro di sé". Pensando infine al ragazzo che ha bloccato l'aggressore e che probabilmente ha fatto in modo che le cose non andassero peggio, dice: "Devo molto a quel ragazzo e appena lo incontrerò gli darò un abbraccio con tutto il mio affetto e la mia gratitudine perché è vero: probabilmente, se non fosse intervenuto, l'epilogo sarebbe stato sicuramente un altro". E aggiunge: "Vorrei spendere due parole su questo ragazzo perché tutta l’aggressione verbale che ho ricevuto sui social, relativamente alla mia pagina Facebook, per cui sono stata accusata di remigrazione, non c'entrava nulla con quanto era accaduto. Ecco, quanto fatto da quel ragazzo è la dimostrazione concreta di come potrebbe cadere qualunque tipo di resistenza verso il concetto di immigrazione". Che poi, conclude, "ho anche letto, in tutto ciò che ho dichiarato in questi giorni, che avrei detto anche con testuali parole che 'se questo ragazzo congolese non fosse stato regolare nel nostro Paese, non sarebbe stato un mio alunno'. Vorrei smentire queste parole, davvero crudeli, che non rispondono assolutamente a ciò che è il mio pensiero".
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Santagostino (Gruppo Cap): “La sfida principale è l’aggregazione”
(Adnkronos) – "Un po' come è avvenuto per il servizio idrico credo che una delle sfide principali sia quella dell'aggregazione. Abbiamo bisogno di soggetti industriali che siano in grado di gestire in maniera efficace e facendo investimenti questi servizi pubblici e quindi è fondamentale in termini di leva industriale andare verso un'aggregazione e superare la grande frammentazione che attanaglia questo settore". Lo ha detto Yuri Santagostino, presidente e amministratore delegato del Gruppo CAP, in occasione del convegno "Aggregazione ed economia circolare: Le nuove sfide del waste e dell'igiene urbana", che si è svolto al Westin Palace di Milano e che ha riunito istituzioni, imprese ed esperti del settore per discutere di una più stretta collaborazione tra gli operatori che agiscono nell'ambito dei servizi pubblici di waste e igiene urbana. "Siamo entrati in questo mondo qualche anno fa rilevando il termovalorizzatore di Busto Arsizio dove trattiamo 100mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all'anno e con l'impianto di Sesto che è un vero e proprio hub di economia circolare dove trattiamo ad oggi 30mila tonnellate di Forsu e tra qualche mese saranno conclusi i lavori dell'impianto di trattamento dei fanghi da depurazione", spiega Santagostino. "L'anno scorso invece siamo entrati nel settore dei servizi di igiene urbana acquisendo il 20% di Aemme Linea Ambiente, società che è cresciuta moltissimo negli ultimi mesi rispettando quelle che erano le tappe del piano industriale e ad oggi gestiamo circa 450mila abitanti", aggiunge. "La seconda sfida invece riguarda l'integrazione tra servizio e filiera complessiva del trattamento dei rifiuti, quindi una gestione che vada dalla raccolta fino al trattamento finale. Queste credo che siano le sfide principali. Le utility oggi possono mettere a terra grandi investimenti dal punto di vista economico ed è fondamentale, visto che stiamo uscendo dalla stagione del Pnrr, che il nostro Paese continui a investire nei servizi pubblici", conclude il presidente e Ad del Gruppo Cap.
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