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Usa, padre di tre figli si getta dalla nave da crociera: stava festeggiando l’anniversario di nozze

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(Adnkronos) – Era padre di tre figli il passeggero californiano di una nave da crociera, che si è gettato in mare sabato scorso al largo del Messico e il cui cadavere non è stato ancora ripescato. Secondo quanto riporta 'The Independent' Thomas Gigler, 56 anni, stava festeggiando il suo 15esimo anniversario di matrimonio con la moglie Michelle, 48 anni, quando è scomparso dalla Carnival Panorama nell'ultimo giorno di una crociera di sette notti lungo. Gigler, programmatore informatico, viveva con la moglie e i loro tre figli di 9, 11 e 13 anni a Redlands a est di Los Angeles, secondo il Daily Mail. Sua sorella Wendy ha detto al giornale che non riescono a spiegarsi perché possa essere finito in mare. "Non sappiamo perché l'abbia fatto, davvero non ce lo aspettavamo. Sembrava felice", ha detto. Dopo aver visto le immagini delle telecamere a bordo, il capitano ha annunciato che un passeggero si era gettato in mare. "Si è buttato mentre la nave stava navigando da Puerto Vallarta in Messico verso Long Beach" ha detto un portavoce di Carnival Cruise Line alla Fox News. 
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Chirurgia, operare il cervello a paziente sveglio: a Catania congresso Sinch

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(Adnkronos) – Parlare, contare, nominare un oggetto, leggere una parola o muovere una mano mentre il neurochirurgo interviene sul cervello. Sono alcune delle attività che un paziente può essere invitato a svolgere durante un intervento di chirurgia cerebrale con paziente sveglio. La procedura permette all'équipe di controllare in tempo reale il linguaggio, il movimento e altre capacità. Una procedura che esercita un forte richiamo nell'immaginario collettivo, ma che non rappresenta una novità né una soluzione applicabile indistintamente. Viene infatti impiegata solo in casi selezionati. La chirurgia cerebrale con paziente sveglio è tra i temi principali affrontati al 75esimo Congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia (Sinch), in programma a Catania dal 23 al 26 settembre. Durante alcune fasi dell'intervento, la collaborazione del paziente consente all'équipe di controllare in tempo reale il linguaggio, il movimento e altre capacità, adattando il percorso chirurgico alle caratteristiche individuali del cervello. "La chirurgia cerebrale a paziente sveglio fa parte da molti anni della pratica neurochirurgica. Nei pazienti correttamente selezionati consente di controllare durante l'intervento funzioni fondamentali come il linguaggio e il movimento. È una procedura complessa, fondata su una programmazione accurata e sul lavoro coordinato di un'équipe multidisciplinare", afferma Domenico d'Avella, presidente della Sinch. Ogni cervello presenta infatti una propria organizzazione. "Le immagini forniscono una mappa molto dettagliata, ma durante l'intervento la collaborazione del paziente offre informazioni preziose per adattare il percorso chirurgico all’anatomia del paziente". La chirurgia a paziente sveglio è utilizzata nei centri neurochirurgici di numerosi Paesi, spiega la Sinch in una nota. Un'indagine internazionale pubblicata nel 2024 sulla rivista scientifica internazionale 'Neurosurgical Review', alla quale hanno partecipato 395 neurochirurghi di 46 Paesi, ne conferma l'ampia diffusione e mostra la necessità di continuare a lavorare su criteri condivisi per la selezione dei pazienti, la valutazione delle funzioni e la definizione degli esiti dopo l'intervento. Non esiste tuttavia una modalità migliore in assoluto. Una metanalisi, basata su 3.011 pazienti operati per gliomi localizzati nelle aree motorie, ha riscontrato un'estensione media della resezione del 92,2% con chirurgia a paziente sveglio e del 92,5% con mappaggio eseguito in anestesia generale. I risultati indicano che entrambe le strategie possono essere efficaci e sicure quando vengono scelte in base alle caratteristiche del paziente, del tumore e delle funzioni da proteggere. La chirurgia a paziente sveglio – chiarisce la Sinch – può offrire un vantaggio particolare quando è necessario controllare capacità che non possono essere verificate nello stesso modo con il paziente addormentato, come alcune componenti del linguaggio, della lettura, dell'attenzione o di altre funzioni cognitive. Perché il paziente non sente dolore al cervello? L'espressione 'chirurgia da sveglio' può suscitare una comprensibile preoccupazione, ma non significa che il paziente venga lasciato senza anestesia o senza controllo del dolore. Il tessuto cerebrale non possiede recettori sensoriali del dolore. La cute, i muscoli, le membrane che circondano il cervello e il cranio sono invece sensibili e vengono trattati con anestesia locale, sedazione e farmaci antidolorifici. Il neuroanestesista rimane accanto al paziente durante tutta la procedura e ne controlla costantemente le condizioni. A seconda del caso, il paziente può essere sedato nella fase iniziale, mentre il neurochirurgo raggiunge il cervello, e risvegliato nel momento in cui è necessario verificare le funzioni neurologiche. Può poi essere nuovamente sedato per la parte conclusiva dell’intervento. Modalità e tempi vengono stabiliti dall'équipe sulla base della patologia, delle caratteristiche della persona e del tipo di operazione. La preparazione – proseguono gli specialisti – comincia prima della sala operatoria: la selezione e la preparazione del paziente sono fondamentali. Prima dell'intervento, l'équipe illustra le diverse fasi della procedura e prova con il paziente gli esercizi che saranno utilizzati in sala operatoria. Durante l'operazione, il paziente può essere invitato a parlare, leggere, riconoscere immagini o compiere semplici movimenti. Nel frattempo, il neurochirurgo stimola per pochi secondi piccole aree del cervello. Se una funzione si interrompe temporaneamente, l'équipe individua la zona da preservare e adatta il percorso chirurgico. L'effetto della stimolazione si esaurisce generalmente in pochi secondi. "Il paziente partecipa attivamente a una fase dell'intervento. Gli esercizi vengono preparati in anticipo e scelti in base alla posizione della lesione e alle funzioni da proteggere. Le risposte ottenute durante il mappaggio aiutano l'équipe ad adattare l'intervento all’organizzazione funzionale di quel singolo cervello", descrive Giuseppe Barbagallo, presidente del congresso e segretario della Sinch.  Sicurezza e selezione dei pazienti: come ogni intervento neurochirurgico, anche la chirurgia a paziente sveglio presenta possibili rischi che devono essere spiegati e valutati con il paziente. Uno dei possibili eventi durante il mappaggio è la comparsa di una crisi epilettica provocata dalla stimolazione. Una revisione sistematica con metanalisi, basata su 1.815 pazienti, ha rilevato crisi durante l'intervento nell'8,4% dei casi. Il rischio è risultato maggiore nei pazienti con lesioni frontali, una precedente storia di crisi epilettiche o in trattamento con farmaci antiepilettici. Il dato conferma l'importanza della selezione, della preparazione e dell'esperienza del centro. La chirurgia a paziente sveglio non viene quindi proposta automaticamente, precisa la Sinch. La scelta dipende dalla posizione della lesione, dalle funzioni potenzialmente coinvolte, dalle condizioni cliniche, dalla valutazione anestesiologica e dalla possibilità del paziente di collaborare durante l'intervento. Come ogni operazione neurochirurgica, presenta rischi che devono essere illustrati e valutati insieme al paziente. Il controllo delle funzioni durante la procedura può contribuire a ridurre alcuni rischi ma non può eliminarli completamente. "Non esiste una tecnica migliore in assoluto. Esiste la tecnica più appropriata per quel paziente, per quella lesione e per le funzioni che devono essere preservate. La chirurgia a paziente sveglio è uno degli strumenti a disposizione del neurochirurgo e deve essere proposta soltanto quando può offrire un vantaggio concreto", chiosa d'Avella. 
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Università, Soffientini (Udu Roma): “Nuovo rettore Sapienza sia portatore voci studenti, casa e trasporti al centro”

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(Adnkronos) – "La Sapienza è un'università particolare, l'ateneo per iscritti più importante d'Europa e uno dei più importanti in Italia. Il rettore della Sapienza non svolge solo un ruolo di gestione della comunità accademica e della didattica, di organizzazione dei corsi e delle lezioni, ma ha anche un ruolo centrale per quanto riguarda anche quelle che sono le interlocuzioni direttamente col ministero dell'Università e della Ricerca e con il governo. E anche chiaramente un 'protagonismo' necessario sull'Anvur e sulla Crui. E noi ci aspettiamo che il prossimo rettore riesca a farsi portatore delle voci della comunità studentesca nei confronti delle istituzioni esterne, in particolare sui temi della casa e dei trasporti, ascoltando le rappresentanze studentesche. Si tratta di un'evoluzione del ruolo del rettore perché stanno cambiando un po' le necessità dell'università, il modo in cui l'ateneo sta dentro la città". Così, con Adnkronos/Labitalia, Leonardo Soffientini, coordinatore dell'Unione degli universitari (Udu) di Roma, sulle prossime elezioni per il nuovo rettore della Sapienza di Roma, in programma dal 6 al 9 ottobre.  Sono cinque le candidature validate, con i professori ordinari: Antonio Carcaterra (Meccanica applicata alle macchine); Pierpaolo D’Urso (Statistica); Riccardo Faccini (Fisica); Fabio Lucidi (Psicometria); Maria Sabrina Sarto (Elettrotecnica), mentre oggi la rettrice uscente Antonella Polimeni tiene la conferenza di fine mandato.  "La nostra proposta è di un''università costituzionale' -continua Soffientini- e come futuro rettore pensiamo a una figura che dovrà riuscire a rispondere sicuramente sia alle necessità di organizzazione della politica interna dell'ateneo, sia di posizionamento forte, importante rispetto alle questioni più nazionali. Penso in primis alla questione dei fondi per la ricerca e per l'università, quindi un ruolo di contrattazione primario", continua.   E Soffientini spiega cosa si intende per 'università costituzionale': "La nostra idea di 'Università costituzionale', che un po' abbiamo ripreso dalla proposta del professor Fabio Lucidi, uno dei candidati a rettore, riguarda il discorso di riportare al centro, e quindi in realtà di applicare, quelli che sono i principi costituzionali che per buona parte riguardano anche l'istruzione universitaria. Riportarli anche al centro di un programma di governo di un ateneo importante come quello della Sapienza".  "Che significa? Significa -sottolinea- un ateneo laico, aperto a tutti, in cui il diritto allo studio sia garantito come elemento primario, oltre che chiaramente unito a una serie di elementi di gestione, che permettono l'accessibilità a tutti. E riuscire in questo a bilanciare quella specificità della Sapienza tra un'università di eccellenza e di massa, che diffonda quindi un'educazione di altissimo livello, ma a tanti cittadini e cittadine che poi appunto possono svolgere un ruolo attivo nel Paese", sottolinea il coordinatore dell'Udu Roma.  Per Soffientini, è necessario per il prossimo rettore "rispondere anche a delle questioni importanti dell'ateneo". "Penso in primis al tema della casa. Su questo pensiamo che appunto il rettore della Sapienza debba farsi 'capofila' un po' regionale, un po' cittadino, dell'università, e promotore di un tavolo con la Regione Lazio, con il Comune di Roma, con Disco, che è l'ente del diritto allo studio, e con il governo per agire sugli sportelli dedicati all'abitare", conclude.  
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Imprese, reputazione è asset strategico ma solo una su dieci ha funzioni e budget dedicati

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(Adnkronos) – La reputazione è uno degli asset più importanti per un’impresa: costruisce fiducia, rafforza le relazioni con clienti e stakeholder, attrae talenti e contribuisce alla competitività. Eppure, proprio mentre intelligenza artificiale, fake news e social media moltiplicano i rischi, molte aziende italiane continuano a gestirla senza strutture, procedure e risorse adeguate. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Astra Ricerca per Manageritalia su oltre 1.100 dirigenti d’impresa, al centro dell’incontro 'Il fattore reputazionale. Gestire il rischio, guidare la fiducia nell’epoca dell’Ai', organizzato da Manageritalia Lazio ieri a Roma presso gli spazi del Cfmt. Ad aprire i lavori Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, che ha presentato i principali risultati dell’indagine. “La reputazione non riguarda più soltanto la comunicazione, ma è un fattore di competitività e di gestione del rischio”, spiega Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, che prosegue: “I manager ne riconoscono il valore, ma resta una distanza troppo ampia tra consapevolezza e organizzazione. Nell’epoca dell’AI e della disinformazione occuparsene soltanto quando arriva una crisi significa essere già in ritardo, la fiducia si costruisce prima, con comportamenti coerenti, ascolto, competenze, relazioni solide e strategie professionali di comunicazione e Pr. Una reputazione richiede anni per essere costruita, ma oggi può essere messa in discussione in poche ore”. Per Luca Poma, professore di Reputation management all’Università Lumsa di Roma, uno dei più noti esperti in Italia su questi temi, "il problema è che i brand confondono la reputazione con l’immagine, e sono convinti che per costruirla basti un Adv brillante o un’efficace campagna di influencer marketing, mentre è un bene intangibile molto più complesso". "Per non parlare – prosegue – della mitigazione del rischio: il problema è culturale, i manager nel nostro Paese spesso sono poco sensibili alla previsione e gestione anticipata degli scenari di crisi reputazionale. Gli strumenti esistono, ma si preferisce gestire in emergenza qualora capiti qualcosa, e questo finisce per distruggere valore per gli azionisti”.  Per i dirigenti del terziario, la reputazione è anzitutto una questione di condotta. La coerenza tra ciò che un’impresa dichiara e ciò che fa è al primo posto con il 71,9% delle indicazioni, seguita dal trattamento dei dipendenti e dal clima interno (58,4%), dal comportamento etico verso gli stakeholder (49,2%) e dalla qualità di prodotti e servizi (48%). Complessivamente, l’86,6% riconduce la reputazione ad almeno una dimensione etica, contro il 29,4% che la lega all’impegno sociale o alle relazioni con istituzioni e territorio. Per il management, quindi, la reputazione resta soprattutto il risultato di come un’impresa si comporta, non di come si racconta. Il suo valore emerge anche dagli effetti sull’attività aziendale: per l’80,5% dei manager ha un forte impatto sulla fiducia e fidelizzazione dei clienti e per il 78,4% sull’attrazione dei talenti. L’incidenza scende al 44,4% sulla possibilità di applicare prezzi premium e al 42,1% sulla velocità delle trattative B2B. La reputazione viene quindi percepita soprattutto come una 'licenza a operare': serve per essere scelti, attrarre persone, costruire relazioni e finanziarsi. Un patrimonio oggi sempre più esposto. Fake news, contenuti manipolati, attacchi online e disinformazione possono diffondersi in poche ore, mentre l’intelligenza artificiale generativa rende più semplice produrre testi, immagini, audio e video falsi o difficili da distinguere da quelli autentici. In questo scenario non presidiare la reputazione e non disporre di una strategia continuativa di comunicazione e relazioni pubbliche rappresenta esso stesso un rischio d’impresa. Le Pr non possono essere attivate soltanto quando esplode una crisi: servono prima, per costruire autorevolezza, relazioni con media e stakeholder e canali credibili attraverso i quali l’azienda possa far sentire la propria voce.  È proprio sul passaggio dalla consapevolezza all’organizzazione che emergono le maggiori criticità. Solo l’11,3% delle aziende dispone contemporaneamente di una funzione dedicata alla reputazione e di un budget specifico, mentre il presidio strutturato si ferma al 26,4%. Per il 42,2% si tratta invece di una priorità riconosciuta, ma priva di struttura e risorse. Nel 49,4% dei casi la responsabilità è concentrata sul vertice e nel 19,3% non è formalmente definita. Soprattutto, il 45,6% dei dirigenti non ha mai incontrato procedure scritte per la gestione delle crisi reputazionali nelle aziende in cui ha lavorato. Eppure, il 36,6% si considera preparato ad affrontarne una. Anche sui tempi emerge una contraddizione: il 72,5% ritiene che la prima risposta pubblica debba arrivare entro 24 ore, ma per il 41,3% la strategia strutturata può arrivare molto più tardi. Il rischio è parlare rapidamente senza avere prima stabilito cosa dire e come agire nel medio periodo. Una crisi, invece, richiede responsabilità, procedure, monitoraggio e strategie definite prima dell’emergenza. Dai numeri si è passati alle esperienze concrete grazie alla tavola rotonda che ha messo a confronto case history e testimonianze di chi ha vissuto o analizzato direttamente dinamiche reputazionali complesse. Sono intervenuti: Marco Astorri, imprenditore e Founder di Bio-On; Lorenzo Castelli, Co-Founder & Managing Director di Alchimia Investments; Giorgia Grandoni, docente e ricercatrice presso il Centro Studi Reputation Management; Luca Poma, professore di Reputation Management all’Università Lumsa di Roma; Carmine Rotondaro, Ceo di Philipp Plein, già Tax & Real Estate Director Worldwide del Gruppo Kering; Fabrizio Sisti, direttore amministrazione e Finanza di Romana Diesel Spa. Il confronto ha mostrato, attraverso esperienze reali, quanto preparazione, tempestività, capacità di ascolto e qualità delle relazioni costruite nel tempo possano fare la differenza quando la reputazione viene messa alla prova.  
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Simone Biles, tre uomini mascherati in casa e Porsche rubata

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(Adnkronos) –
Paura per Simone Biles. La ginnasta olimpionica ha pubblicato un video sul proprio profilo TikTok che tre uomini mascherati si sono introdotti in casa per rubare la sua automobile, una Porsche GTS. La rapina sarebbe avvenuta durante i suoi ultimi mesi a Chicago e avrebbe portato l'olimpionica e il marito, Jonathan Owens, giocatore di football americano, a comprare un cane da guardia, un Dobermann Pinscher. "Mi sento come se avessi bisogno di un reality show", ha detto Biles, "le cose che mi succedono sono pura follia". La ginnasta ha poi fatto sapere che la sua vecchia auto è stata recuperata dopo la denuncia presentata alle autorità, ma lei e il marito hanno comunque deciso di comprarne una nuova: "Quando l'hanno accesa, mi ha convinta subito", ha raccontato in un nuovo video pubblicato su TikTok. Non è la prima volta che Biles, sempre molto attiva sui social, racconta le proprie disavventure ai suoi follower. Lo scorso giugno la ginnasta più titolata del mondo aveva fatto sapere di essere "quasi morta", pur senza specificare le circostanze dell'incidente: "Di solito non condivido cose del genere perché tengo molto alla privacy, soprattutto nell'era digitale", ha detto Biles, "ma rischiare di morire non era certo nei miei piani di inizio settimana".  
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Maria Chiara Carrozza: “Ingegnere ruolo decisivo in progettazione Società 5.0”

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(Adnkronos) – "Penso che sia molto importante nella Società 5.0 la visione di quello che vogliamo realizzare nei processi, nel progettare la casa, l'ospedale, la fabbrica, in cui effettivamente l'ingegnere ha un ruolo decisivo, cercando l'impossibile, immaginando con creatività quello che si può fare cambiando a volte anche le regole. L'ingegnere oggi ha quindi un ruolo decisivo per portarci a una tecnologia più vicina a noi, con un maggiore impatto sociale, più comprensibile, più utilizzabile e che alla fine rispetti il bene comune". Lo ha detto all'Adnkronos/Labitalia Maria Chiara Carrozza, docente Università degli studi Milano-Bicocca e past president del Cnr, a margine del Congresso nazionale degli ingegneri in corso a Trieste. 
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Cuore e reni, una sola sfida, a Palermo le Giornate Siciliane di nefrocardiologia

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(Adnkronos) – Cuore e reni non si ammalano sempre separatamente e curarli come due mondi distinti può non bastare. È soprattutto nei pazienti fragili e con più patologie che diventa necessario mettere insieme nefrologia, cardiologia e metabolismo in un unico percorso di cura. Da questa sfida parte la terza edizione delle Giornate siciliane di nefrocardiologia, in programma il 25 e 26 settembre all’Hotel Casena dei Colli di Palermo. Il congresso, presieduto da Giuseppe Mulè, dipartimento Promise – Promozione della salute materno-infantile specialistica di eccellenza, Università degli Studi di Palermo, Cattedra Scuola di Specializzazione in Nefrologia, Università di Palermo, sarà dedicato alle più recenti acquisizioni scientifiche nella gestione del paziente cardiorenale e cardionefrometabolico e a strategie diagnostiche e terapeutiche sempre più personalizzate. Un approccio che a Palermo ha già trovato applicazione nell’ambulatorio di Nefrocardiologia del policlinico universitario Paolo Giaccone, ideato e curato da Caterina Carollo, dipartimento Promise e Salvatore Evola, responsabile dell' unità operativa di Emodinamica Policlinico Paolo Giaccone dove nefrologia e cardiologia si integrano nella valutazione e nella definizione del percorso terapeutico. Un modello di presa in carico multidisciplinare diventato anche oggetto di una pubblicazione scientifica internazionale sul 'Journal of Clinical Medicine'. Il programma attraverserà l’intero continuum cardiorenale, dai fattori di rischio alle nuove terapie. Si parlerà di scompenso cardiaco, ipertensione, anemia e alterazioni metaboliche, dei nuovi farmaci per le patologie renali e cardiovascolari, ma anche di diagnostica avanzata, procedure interventistiche e cardiochirurgia nel paziente nefropatico. Ci sarà spazio anche alle malattie rare, con focus su amiloidosi e malattia di Fabry. A chiudere le due giornate sarà una tavola rotonda sulla nefrocardiologia in Italia tra ospedale e territorio, dedicata ai percorsi e alle sinergie per una presa in carico integrata del paziente. L'appuntamento venerdì 25 settembre dalle 8.30, con apertura del congresso alle 9.30. L’evento è accreditato Ecm e prevede il riconoscimento di 15 crediti formativi. 
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Nuova data del tour degli Oasis a Roma, l’annuncio dei fratelli Gallagher: “Ci vediamo anche il 26 luglio”

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(Adnkronos) – Buone notizie per i fan degli Oasis: i fratelli Gallagher hanno infatti annunciato di aver aggiunto una nuova data italiana – il 26 luglio – a quelle già programmate del 29 e 30 luglio come tappe del loro atteso tour 2027 allo Stadio
Olimpico di Roma.
 La comunicazione è avvenuta sui social: "Vista la richiesta eccezionale, sono state aggiunte date extra nel Regno Unito, in Italia e in Germania per Oasis Live ‘27!". Si legge sulla pagina X della band. Nello specifico: "Knebworth: 25 e 26 settembre; Roma: 26 luglio; Monaco: 6 luglio. Gli Oasis si esibiranno anche a Parigi il 20 e il 23 luglio, a causa di lavori ferroviari previsti nei pressi della sede dell'evento il 24 luglio".  Riparte così la caccia ai biglietti.  
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Ucraina, Cremlino: “Non ci sono le condizioni per la pace”. Mosca accusa Kiev e l’Occidente

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(Adnkronos) –
Al momento non esistono le condizioni per la ripresa di un vero processo negoziale per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. Lo ha ribadito Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo Vladimir Putin, accusando Kiev di continuare a perseguire una linea che, secondo Mosca, rende impossibile un accordo.  Peskov ha ribadito che la Russia sostiene a parole la possibilità di una soluzione diplomatica e di un eventuale vertice. Putin è pronto a un incontro con il presidente americano Donald Trump – reduce da faccia a faccia con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a New York – ma "un vertice tra Russia e Stati Uniti senza una preparazione preliminare sarebbe una perdita di tempo", ha affermato Il portavoce del Cremlino ha quindi aggiunto: "La militarizzazione dell'Ucraina continua", sostenendo che i Paesi europei stanno cercando nuove risorse per acquistare armi. Per Mosca, dunque, le dichiarazioni occidentali sulla necessità di una pausa nei combattimenti non sarebbero coerenti con il contemporaneo rafforzamento dell'assistenza militare all'Ucraina. Peskov ha definito questo contrasto come una forma di "mera retorica", riferendosi in particolare al tema del cessate il fuoco nel settore energetico. Nel suo intervento, il portavoce del Cremlino ha inoltre sostenuto che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky conosce le decisioni che, secondo Mosca, sarebbero necessarie per arrivare a una soluzione del conflitto. 
Peskov ha poi rivolto critiche particolarmente dure ai Paesi europei, accusandoli di sostenere una linea che Mosca considera apertamente ostile alla Russia. Nel quadro tracciato dal portavoce del Cremlino, il Regno Unito avrebbe un ruolo nel mantenimento di quella che Mosca definisce una politica "russofoba", mentre Germania, Francia e altri Paesi europei ne seguirebbero sostanzialmente l'impostazione. 
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Oscar 2027, ‘L’Estranea’ di Strippoli è il film candidato a rappresentare Italia

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(Adnkronos) –
'L'Estranea' di Paolo Strippoli è il film candidato a rappresentare l'Italia agli Oscar 2027. Il Comitato di Selezione per il film italiano da designare agli Oscar, istituito dall’Anica su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, riunito davanti a un notaio e composto da Giorgio Carlo Brugnoni, Cristina Comencini, Federica Lucisano, Francesco Melzi D’Eril, Niccolò Vivarelli, ha scelto il film del regista pugliese per concorrere alla 99esima edizione degli Academy Awards, nella selezione per la categoria International Feature Film Award, con la seguente motivazione: “Perché è un film nuovo, di genere, di un giovane autore, che ha da poco iniziato il suo percorso ed è stato apprezzato dal pubblico e dalla critica nazionale e internazionale”. 'L’Estranea' concorrerà per la shortlist che includerà i quindici migliori film internazionali selezionati dall’Academy e che sarà resa nota il 15 dicembre 2026. L’annuncio delle nomination (la cinquina dei film nominati per concorrere al premio) è previsto per il 21 gennaio 2027, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 14 marzo 2027. 
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