(Adnkronos) –
Donald Trump propone affari a Vladimir Putin. L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti, impegnata nella mediazione per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia, starebbe offrendo nei negoziati forti vantaggi a Mosca. Secondo funzionari americani, questo approccio dovrebbe incoraggiare il presidente russo a porre fine al conflitto, come riporta il New York Times citando fonti vicine ai negoziati. La Casa Bianca sta valutando la possibilità di concludere accordi commerciali con la Russia anche prima della cessazione delle ostilità. Un funzionario americano, che ha parlato in condizione di anonimato, ha affermato che è possibile raggiungere accordi con la Russia prima della fine della guerra, poiché ciò dimostrerebbe la serietà degli Stati Uniti nel voler ripristinare le relazioni con Mosca. L'anno scorso, Trump promise che non sarebbero stati conclusi accordi commerciali con la Russia fino alla fine della guerra. Gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, stanno cercando nuove strategie per persuadere la Russia a porre fine al conflitto, ora che è chiaro che l'Ucraina non si ritirerà dal territorio che Putin pretende gli venga ceduto prima della fine della guerra. Un funzionario americano ha affermato che l'amministrazione Trump intende offrire maggiori incentivi ai membri dell'élite russa per promuovere la pace. La conclusione di alcuni accordi commerciali prima della fine della guerra potrebbe contribuire a convincere i "falchi" sull'impegno concreto di Trump per costruire un nuovo rapporto con la Russia. Allo stesso tempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spera di incontrare Trump durante le sessioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, previste per la prossima settimana a New York. Il ministro degli Esteri Andriy Sibiha ritiene che uno dei principali risultati di questo incontro potrebbe essere la fine degli attacchi al settore energetico e in mare. Nella notte, intanto, più di 350 droni di Kiev hanno sorvolato la regione di Mosca e la maggior parte dei velivoli è stata distrutta. Lo ha annunciato il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin sul social 'Max', aggiungendo che già ieri erano stati distrutti 64 droni in avvicinamento alla capitale.
La Russia, nelle stesse ore, rivendica di aver colpito un centro logistico a Nova Poshta, nella regione di Odessa, dove erano stoccati rifornimenti militari provenienti dall'Europa. Anche una nave nel porto di Chornomorsk è stata colpita, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa russo. "Questa notte, le Forze Armate russe hanno lanciato attacchi con droni contro porti e navi ucraine, nonché contro centri logistici al servizio delle Forze Armate ucraine. L'attacco ha danneggiato il centro logistico di Nova Poshta, a 6 km a nord-ovest di Odessa, utilizzato per lo stoccaggio e la distribuzione di materiale militare proveniente dai paesi europei per l'Ucraina", si legge nella dichiarazione. Anche una nave mercantile che trasportava materiale militare è stata colpita nel porto di Chornomorsk.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ucraina-Russia, Trump propone accordi commerciali a Putin: business per chiudere la guerra
Tabacco, Durigon: “Direttive Ue pericolose, difendere occupazione e filiera”
(Adnkronos) – "Siamo di fronte a una direttiva europea molto pericolosa che può influire negativamente su una filiera fondamentale, arrivando a far perdere posti di lavoro estremamente importanti. La coltivazione del tabacco rappresenta una componente dell'agricoltura molto forte in Italia, la prima a livello europeo, ma sembra quasi che ciò che avviene nel nostro Paese passi in secondo piano rispetto alle scelte di queste direttive. Per questo faremo una battaglia fermissima a livello comunitario per tutelare il settore". Lo ha detto Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, intervenendo a Roma all’incontro di presentazione del 'Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026', promosso da Logista in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata.
Sulle politiche fiscali e sul contrasto al mercato clandestino, "dobbiamo evitare che ogni volta arrivi la tentazione di aumentare le tasse su questo comparto", spiega Durigon. "Incrementare la tassazione sarebbe un errore gravissimo, perché finirebbe solo per avvantaggiare il mercato del contrabbando e dell'illecito, penalizzando i consumatori e le imprese che operano nella legalità. In un momento di profonda trasformazione tecnologica servono regole meno restrittive, capaci di accompagnare e dare prospettiva al settore".
In merito alle competenze e alla protezione dei lavoratori in una fase di transizione guidata anche dall'intelligenza artificiale, "la formazione rappresenta la leva fondamentale per governare i cambiamenti in atto". Come governo "stiamo investendo risorse ingenti: abbiamo stanziato fino a 4 miliardi di euro per la formazione e la riqualificazione professionale, e le grandi filiere devono poter accedere a questi strumenti per adeguare le competenze dei propri addetti". Un processo di innovazione che deve includere l'intero comparto, dalle campagne agricole ai prodotti di nuova generazione. "L'agricoltura ha vissuto un momento di forte trasformazione ed è essenziale incentivare la ricerca e l'innovazione nei prodotti da fumo e senza combustione. Bisogna intensificare questi studi e continuare a dare risposte concrete sia alle esigenze della filiera produttiva e distributiva nazionale sia alla tutela dei cittadini", conclude Durigon.
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Malika Ayane, la serenità di sentirsi “irrilevanti nell’universo”: dentro il nuovo album ‘Cicale’
(Adnkronos) – "La serenità passa soprattutto dall'accettare di essere irrilevanti nell'universo”. A 42 anni Malika Ayane sembra aver trovato proprio lì una parte della libertà che racconta in 'Cicale', il nuovo album in uscita il 18 settembre, arrivato a cinque anni dal precedente 'Malifesto' (2021). Eppure, appena ci vede posare la borsa a terra prima dell’intervista, strabuzza gli occhi: “Non si mette mai a terra. Porta sfortuna”. La borsa viene immediatamente spostata. Perché si può anche aver fatto pace con la propria irrilevanza nell’universo ma evidentemente con la sfortuna è meglio non scherzare. Nelle dieci tracce dell'album, il tempo, che torna come una delle sue ossessioni, è diventato anche quello necessario per cambiare prospettiva, alleggerire il peso del giudizio e capire quali battaglie meritino davvero di essere combattute. “Un artista deve poter scegliere di schierarsi se sente di farlo, e di non schierarsi se non vuole” dice all'AdnKronos, parlando di un tema molto attuale, quello degli artisti chiamati a esporsi sui grandi temi politici e sociali, dopo il caso Ed Sheeran-Macklemore. Dalla serenità conquistata alla voglia di tornare sul palco, passando per Sanremo, la libertà degli artisti di esporsi e il senso di quell’'ancora' che attraversa il disco, (nel quale figura anche un feat. con Dargen D'Amico) Malika Ayane ci racconta un presente in cui, dice, si sente “perfettamente" nei suoi panni.
Malika, in 'Cicale' torna spesso l’idea del tempo: il tempo che passa, il tempo che ricomincia, quello che cambia. È un disco che arriva a cinque anni da quello precedente. Marika, in questi cinque anni, oltre alla realizzazione dell’album, come sei cambiata e cosa hai fatto in questi anni?
"Ho fatto di tutto. A partire da 'Cats', impersonando la meravigliosa Grizabella. Poi ho fatto un altro spettacolo teatrale, un programma radio, ho scritto un libro di racconti, ho fatto un tanti concerti e attività di ogni tipo. Nel mentre ho scritto canzoni con amici vecchi, come Pacifico e Andrea Bonomo, e nuovi e straordinari collaboratori. Come sono cambiata? Penso che ci sia un modo di rimanere diversamente gli stessi. Per fortuna ho cercato di ammorbidire quelli dei miei difetti pesanti, ho iniziato a usare il ragionamento introspettivo come una forma di autoterapia. Inoltre, non avere una scadenza per il album e fare altre cose in cui non sei tu il centro della scena è un ottimo modo per poterlo realizzare. La mia ossessione per il tempo è cambiata proprio grazie a questo spostarsi dal centro della stanza".
La descrizione che fai del brano 'Finalmente' parte da una frase molto bella: dici che è troppo presto per scrivere una versione di My Way, ma anche troppo tardi per vivere con quella spensieratezza di Rossella O’Hara. Pensando al tuo percorso artistico, dove ti collochi?
"Mi sento perfettamente a mio agio nei miei panni, e me ne sono resa conto proprio a Sanremo. Prima di entrare in scena la prima sera stavo tranquillamente mangiando una caramella: avevo controllato la scaletta e c'erano cinque minuti liberi che mi permettevano di finirla con calma. Poi, all'improvviso, hanno invertito alcuni blocchi e mi hanno mandata subito sul palco. Così mi sono ritrovata ad affrontare la mia prima discesa delle scale dell'Ariston dopo cinque anni di assenza, con uno spacco nell'abito, cosa già di per sé insolita per me, e con una caramella ancora in bocca. Una situazione con un livello di difficoltà decisamente superiore al normale. Eppure, invece di agitarmi o preoccuparmi, mi è venuto da ridere. Alla fine mi sono detta che ero semplicemente andata in televisione, in diretta, scendendo le scale di Sanremo con una caramella in bocca. Niente di grave. Era importante andare a cantare una canzone bella, divertente, suonata bene, con un’orchestra e il resto contava relativamente. Fossi entrata con una testa di bisonte in mano, sicuramente avrebbe avuto un suo senso performativo ma forse sarebbe stata un’altra cosa…sto molto bene nei miei panni".
Sei molto più consapevole e ti preoccupi meno di quello che pensa la gente. Riesci anche a lasciare andare di più tutta una serie di preoccupazioni?
"In fondo, credo che tutto torni a questo. Anzi, più ne parlo nelle interviste, più mi accorgo che è un tema centrale. La serenità arriva soprattutto quando accetti di essere irrilevante nell'universo, e non lo dico in modo negativo: è una presa di coscienza liberatoria. Scrivere e cantare delle belle canzoni è una benedizione. Fare bene il proprio lavoro significa mettere dentro tutto quello che si ha. Poi, se quelle canzoni arriveranno a qualcuno, bene; se non arriveranno, non sarà comunque una tragedia. Penso a dieci anni fa, sempre restando in ambito sanremese. Portavo l'apparecchio ai denti e ricordo che facemmo perfino delle riunioni perché c'era la preoccupazione che si creasse un'attenzione intorno a quella cosa. Io, in realtà, ero serena. Se ci ripenso oggi, mi viene da sorridere per quanto tempo ed energie si possano sprecare domandandosi che cosa penseranno le persone. Per questo credo sia importante alleggerire. Capire che non tutte le battaglie meritano di essere combattute, che non tutto deve essere commentato e che non ogni cosa va vissuta come la più importante del mondo. Non sempre ci si riesce, certo, ma quando succede è una sensazione bellissima".
Ti sei ispirata anche a una frase molto bella di Paul Valéry per il brano 'Probabile': 'l’amore consiste nel voler dire ancora', e torni più volte sull’idea di ancora: ancora amore, ancora possibilità, ancora cambiamento. Quella 'ancora', oggi, che significato ha per te?
"Per me ha esattamente il significato più bello che questa parola porta con sé. A 42 anni guardo il mondo e mi rendo conto che, nella sua natura profonda, non è diverso da come era dieci, venti o trent'anni fa, e probabilmente non lo sarà nemmeno tra dieci anni. Quello che cambia siamo noi. Aver attraversato qualche stagione in più, aver visto ripetersi certi cicli, ti regala una prospettiva diversa. L'esperienza non offre certezze e non permette di prevedere il futuro, ma ti aiuta a riconoscere situazioni, dinamiche e persone, intuendo già dove potrebbero portarti. Per questo, quando qualcuno oggi ti si avvicina dicendoti che sei speciale, unica o indispensabile, magari ti fai una risata. Credo che la vera lezione sia questa: non sopravvalutare gli arrivi ma nemmeno svalutare quello che si possiede già".
Sei tornata quest’anno in gara a Sanremo con 'Animali Notturni'. Adesso abbiamo davanti un nuovo Festival con Stefano De Martino direttore artistico. Intanto, ti piacerebbe tornare, sia in gara sia come ospite? E poi, secondo te, cosa dovrebbe cambiare, se c’è qualcosa che dovrebbe cambiare, rispetto al Festival che siamo stati abituati a conoscere finora?
"Tornare a Sanremo è sempre un'idea che mi diverte, ma in gara non credo. Ho appena pubblicato un album a cui voglio dedicare tutta la mia attenzione. Poi ci saranno i concerti, e spero ancora altri concerti. Mi auguro che questo sia l'inizio di un periodo in cui possa concentrarmi soltanto sulla musica. Come ospite, invece, ci tornerei domani. È la condizione ideale: vivi il bello del Festival senza lo stress della competizione, incontri gli amici, fai una cantata e poi torni a casa. Allo stesso tempo sono molto curiosa di vedere il lavoro del nuovo direttore artistico, Stefano De Martino. Mi piace il fatto che stia cercando di costruire un Festival che abbia una sua impronta personale. In fondo è quello che fanno tutti i direttori artistici, ma nel suo caso c'è un interesse particolare perché si tratta di un debutto. Anche perché Sanremo, per certi aspetti, è sempre uguale a se stesso. Cambia la narrazione, cambiano i volti, ma la sua natura resta la stessa. Io ne ho fatti sei, con cinque direttori artistici diversi: da Fazio a Clerici, da Bonolis ad Amadeus, fino a Carlo Conti. Personalità e visioni molto differenti tra loro, eppure gli effetti che il Festival ha sulle persone e sul Paese sono sempre gli stessi. Per questo mi auguro soprattutto che sia divertente per chi lo fa. Perché quando chi sale su quel palco si diverte davvero, il divertimento arriva anche a chi guarda da casa".
Il tour statunitense di Ed Sheeran si trova al centro di una dura bufera politica dopo che il rapper Macklemore è stato escluso dalle date a causa dei suoi messaggi pro-Palestina lanciati dal palco. Da noi anche Albano è stato criticato per essere andato a suonare in Israele. Visto che si parla spesso della libertà degli artisti di esprimere o schierarsi anche politicamente, come ti collochi su questo tema: cosa pensi di un artista che decide di schierarsi, anche rischiando magari la censura?
"Penso che un artista debba essere libero di schierarsi quando sente il bisogno di farlo, così come debba essere libero di non prendere posizione se non vuole. Dietro ogni artista c'è prima di tutto una persona. Chi decide di esporsi sa che dovrà accettare il peso delle reazioni, dei giudizi e delle critiche che inevitabilmente ne conseguono. Allo stesso modo, anche chi sceglie di non schierarsi, come nel caso di Ed Sheeran, si ritrova spesso al centro delle polemiche. E si potrebbe persino sostenere che non prendere posizione, in qualche modo, equivalga già a prenderne una. Quello che mi piacerebbe, però, è tornare a discutere soprattutto del contenuto delle cose, dei temi, delle questioni che stanno all'origine del dibattito, più che delle singole persone e delle loro reazioni. Ho l'impressione che troppo spesso, negli ultimi anni, ci siamo abituati a commentare il commento di qualcun altro, perdendo progressivamente di vista ciò da cui la discussione era partita. Un po' come accade con le cicale: restiamo affascinati dal luccichio e smettiamo di guardare ciò che c'è sotto. Detto questo, sono felice che il confronto esista e che ci sia spazio per il dibattito. Per quanto mi riguarda, cercherò sempre di portarlo al livello più profondo che sono in grado di raggiungere".
Tornerai presto anche in tour. In questi anni abbiamo visto una crescita enorme dei grandi concerti, i grandi concerti negli stadi, sold out eccetera. Tu pensi che questo boom dei live, dei grandissimi live, riesca a trainare poi anche gli artisti che si trovano in realtà più piccole, medie, oppure rischia un po’ di offuscare questa realtà?
"Non credo che un artista debba trainarne un altro. Anzi, penso che il fatto che in Italia ci siano sempre più grandi eventi e più concerti nelle stesse città sia una cosa positiva. Mi ricordo che una volta a Berlino, nella stessa sera, suonavano Lady Gaga ed Elvis Costello. Due artisti enormi, ciascuno nel contesto più adatto alla propria musica e al proprio pubblico. È giusto così: Elvis Costello, da solo con le sue chitarre, probabilmente perderebbe qualcosa in un'arena da 18mila persone, mentre uno show monumentale come quello di Lady Gaga avrebbe meno forza in uno spazio più raccolto. Per quanto mi riguarda, nei teatri sto benissimo. Preferirei fare cinquanta date nei teatri piuttosto che un palazzetto: il palazzetto mi stresserebbe da morire. Mi piace la dimensione più intima, il rapporto diretto con il pubblico. Allo stesso tempo, adoro andare a vedere i grandi show e restare a bocca aperta davanti a produzioni gigantesche. Anche se poi, scherzando, penso sempre che con il budget di due di quelle luci potrei finanziare altre quattro date della mia tournée".
Un’ultima cosa: in tour dobbiamo aspettarci qualche ospite speciale, senza magari scendere nei dettagli?
"Adesso sto pensando al lancio e non è ruffianeria, anzi, io non so tenermi in cecio, quindi quando inizierò a pensare al tour, se tutto funzionerà giusto, è ovvio che chiamerò tutti gli amici. È un momento in cui ho voglia di condividere il palco, lo spazio, la musica, di stare insieme con questa forma. Quindi un giorno per volta, ma penso che qualcuno risponderà all’appello".
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Prodotti da fumo, Crisci (Logista): “Sulle regole serve tempo per misurare gli effetti”
(Adnkronos) – "Siamo di fronte a ciò che definirei la nostra storia e il nostro dna: l'errore che spesso si compie nel valutare Logista è inquadrarla unicamente come un mero operatore logistico dedicato allo spostamento di un prodotto. La mera esecuzione dell'attività di distribuzione deve infatti essere effettuata nel rispetto di regole rigide e di controlli estremamente efficaci, data la natura specifica del bene trattato". Lo ha dichiarato Dario Crisci, amministratore delegato di Logista Italia, durante l’incontro di presentazione del 'Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026', promosso da Logista in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata.
Sulle modalità con cui la rete e i sistemi aziendali traducono le norme in tracciabilità e contrasto all'illegalità, "eventi come questo rappresentano l'occasione fondamentale per anticipare l'adozione di un quadro regolatorio e avere il tempo necessario a pianificare e far evolvere i sistemi, le procedure e le automazioni che vengono messe a terra – spiega Crisci – Questo approccio consente di adeguarsi nel tempo all'evoluzione del mercato e della regolamentazione, garantendo elevati standard di sicurezza e un costante monitoraggio della filiera".
In merito ai tempi di attuazione necessari alla rete distributiva per adattarsi alla revisione delle direttive europee Ted e Tpd, l’ad di Logista chiarisce: "Il tempo richiesto da un punto di vista strettamente ingegneristico per l'adeguamento delle soluzioni non è un tempo lunghissimo. Essendo una società che opera nella distribuzione, innoviamo per far fronte nei tempi a ciò che viene richiesto. Ciò che necessita invece di un confronto molto più fitto e di un tempo adeguato è l'interlocuzione necessaria per verificare le conseguenze dell'evoluzione normativa". Un confronto indispensabile per salvaguardare la sostenibilità dell'intero comparto e l'apporto garantito alle casse dello Stato. "Bisogna comprendere a fondo quali sono le ricadute su un sistema economico in cui la parte logistica rappresenta solo un nodo, ma che vede il controllo e la tutela di un gettito erariale fondamentale per il Paese e il coinvolgimento diretto di oltre 50 mila rivendite, che si traduce nel lavoro di 50 mila famiglie – conclude Crisci – Esiste un tempo contenuto per l'adozione della soluzione ingegneristica, ma deve esserci un tempo adeguato al confronto per verificare se un'evoluzione di questo tipo possa garantire la sostenibilità di un ecosistema complesso e articolato entro cui operiamo".
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Assegno unico settembre 2026, le date del pagamento: quando arrivano gli aumenti nel 2027
(Adnkronos) –
Si avvicina la data del pagamento dell'assegno unico per il mese di settembre 2026. Le date indicate sono lunedì 21 e martedì 22, per le prestazioni che non hanno subito variazioni. La situazione può essere diversa per chi ha presentato una nuova domanda o ha comunicato modifiche che devono ancora essere verificate dall'Inps. In questi casi il pagamento può arrivare in una data differente. Nei primi sette mesi del 2026 sono stati erogati alle famiglie assegni per 11,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025. Sono i dati contenuti nell’aggiornamento dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale (AUU) pubblicato oggi con riferimento al periodo gennaio 2025 – luglio 2026. Sono 6.118.775 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno nel 2026, per un totale di 9.652.838 figli: l’importo medio per figlio a luglio 2026, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 177€, e va da circa 58 € per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2026 è pari a 46.582,71€), a 227 € per la classe di ISEE minima 7.468,51 € per il 2026). L'assegno unico diventerà più 'ricco' per le famiglie con i figli a carico, grazie all'introduzione di un "Isee per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione", che viene utilizzato per il calcolo degli importi dovuti. La novità, introdotta nel 2026, prevede il calcolo della scala di equivalenza che viene aumentata in funzione del numero di figli: 0,10 per 2 figli; 0,25 per 3 figli; 0,40 per 4 figli; 0,55 per 5 o più figli. Inoltre viene introdotta una maggiore franchigia sulla casa di proprietà, che aumenta con l'aumentare del valore della casa e a seconda del numero di figli. Tra le novità introdotte per l'erogazione dell'assegno unico c'è l'erogazione anche per i figli residenti in un altro Stato Ue e per i genitori non residenti in Italia ma con domicilio e lavoro nel Paese. L'istituto spiega che l'erogazione "spetta alle famiglie in cui ricorrono le seguenti condizioni: per ogni figlio minorenne a carico; per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza; per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni (che frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, o un corso di laurea; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolga il servizio civile universale); per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età. L'Istituto di previdenza ricorda che l'assegno spetta alle famiglie che "al momento della domanda siano in possesso di Isee valido", in base alla corrispondente fascia. L’importo è corrisposto "con decorrenza retroattiva con tutti gli arretrati, anche a coloro che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso di Isee ma per i quali l’Isee sia successivamente attestato entro il 30 giugno". L’importo viene determinato in base all’Isee , tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi. In particolare, è prevista: una quota variabile progressiva in relazione alle soglie Isee rivalutate annualmente (da un massimo di 203,8 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,3 euro per ciascun figlio minore in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 46.582,71 euro). Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di: nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo); madri di età inferiore a 21 anni; nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; figli affetti da disabilità; figli di età inferiore a un anno; figli di età compresa tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e Isee fino alla soglia massima rivalutata annualmente (46.582,71 euro per l’anno 2026).
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Imprese, Logista: il fumo tradizionale cala al 70%, allarme sulle regole Ue
(Adnkronos) – Pur mantenendo una posizione dominante, i prodotti tradizionali come sigarette, sigari e tabacco trinciato, vedono ridursi la propria quota di mercato al 70% in termini di volumi distribuiti , rispetto all’85% del 2019. È la fotografia scattata dal Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026, presentato a Roma da Logista in partnership con Fondazione Tor Vergata in occasione dell’evento 'Logistica e distribuzione al servizio del Paese'. A trainare il cambiamento sono soprattutto i prodotti di nuova generazione senza combustione (ad es. HTP – Heated tobacco products). È quanto si legge in una nota di Logista, secondo la quale questi prodotti rappresentano la novità più significativa degli ultimi anni arrivando quasi al 20% nel 2025.
Nonostante la flessione delle sigarette tradizionali, il mercato complessivo cresce da 18,5 miliardi di euro nel 2019 a quasi 22 miliardi di euro nel 2025. Il calo dei consumi di sigarette è infatti accompagnato dal passaggio dei fumatori verso prodotti innovativi. La crescita di fatturato dei prodotti senza combustione è trainata dall’espansione dei volumi e dalla conversione dei consumatori, mentre la riduzione delle sigarette risulta quasi interamente compensata dall’aumento dei prezzi (+11% dal 2019).
Ogni anno, Logista movimenta oltre 80 milioni di kg di prodotti e versa all’Erario circa 15 miliardi di euro di accise (quasi 18 miliardi di euro considerando il prelievo fiscale indiretto complessivo). In particolare, il 2025 si è chiuso con un incremento stimato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di circa 300 milioni di euro rispetto all’anno precedente, un risultato significativamente superiore alle previsioni della Legge di Bilancio. Con tecnologie di controllo lungo l’intera filiera, Logista ricorda i sistemi conformi al track & trace europeo che garantiscono tracciabilità e sicurezza: ogni confezione è identificata da un codice univoco rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm). Questo permette alle autorità di monitorare i flussi e individuare rapidamente eventuali anomalie. Un meccanismo che potenzia il contrasto a l contrabbando che in Italia vale circa 1,2 miliardi di euro e procura un mancato gettito fiscale di 690 milioni di euro.
La rete distributiva conta circa 90 Transit Point assicurano consegne a 60.000 punti vendita in oltre 8.000 comuni, coprendo il 100% del territorio nazionale. La revisione congiunta delle Direttive europee sulla tassazione (TED) e sui prodotti del tabacco (TPD) apre una fase delicata per la filiera italiana. La TPD, che disciplina ingredienti ed emissioni, etichettatura, confezionamento e tracciabilità dei prodotti del tabacco e della nicotina , ha introdotto negli ultimi anni le categorie delle sigarette elettroniche e dei prodotti di nuova generazione. La possibile futura proposta punterebbe invece a uniformare il trattamento regolatorio tra prodotti combustibili e non combustibili, un’ipotesi che la filiera italiana invita a riconsiderare per preservare la differenziazione attuale , che ha garantito un quadro regolatorio completo, bilanciato e in grado di favorire gli investimenti, si legge nella nota.
Sul piano fiscale "è essenziale tutelare, a livello nazionale ed europeo, un modello, come quello italiano, che, negli anni, ha garantito risultati concreti e misurabili. Il calendario fiscale del nostro Paese dimostra, infatti, l’efficacia di incrementi certi, graduali e sostenibili della tassazione : il gettito fiscale è cresciuto in modo stabile e superiore alle attese, registrando +314 milioni di euro nel 2024 e +300 milioni di euro nel 2025, senza generare shock di prezzo né distorsioni nei consumi. La prevedibilità degli aumenti fiscali ha consentito agli operatori di programmare investimenti e sviluppo della capacità produttiva , riducendo l’incertezza e rafforzando così la sostenibilità economica della filiera". La filiera distributiva "genera oltre 7 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e indiretto e sostiene più di 7.400 posti di lavoro. Nel suo complesso la filiera – dal comparto agricolo alla produzione, fino alla vendita al dettaglio, spiega la nota – impiega oltre 300mila addetti e richiede ingenti investimenti. Alcune delle proposte attualmente in fase di valutazione a Bruxelles introducono elementi di forte discontinuità rispetto al modello italiano, che negli ultimi dieci anni ha garantito la stabilità del gettito, la tutela della salute pubblica, il contrasto all’illegalità e un funzionamento efficiente del mercato interno. Una eventuale equiparazione dei prodotti di nuova generazione a quelli tradizionali del tabacco, accompagnata dall’adozione di ulteriori misure non proporzionate , rischierebbe di compromettere gravemente la tenuta dei comparti agricoli, produttivi e distributivi nazionali favorendo al contempo l’espansione del mercato illecito". Secondo le stime, "una migrazione dei consumi verso il contrabbando potrebbe ridurre le entrate fiscali tra 1,2 e 5 miliardi di euro. La gradualità fiscale e la certezza delle regole rappresentano pertanto condizioni decisive per la salvaguardia del gettito, la tenuta della filiera e l’efficacia del contrasto all’illecito", secondo il report.
La presentazione dello studio è stata introdotta da Federico Rella, vicepresidente di Logista Italia, che ha dichiarato che "la revisione delle Direttive europee TED e TPD arriva in un momento cruciale, con un mercato in piena trasformazione. È estremamente impegnativo affrontare contemporaneamente due riforme di questa portata. Per questo è fondamentale che l’Europa trovi un equilibrio tra tutela della salute, sostenibilità economica e gradualità dei provvedimenti, garantendo tempi e modalità di attuazione sostenibili per la filiera. Misure troppo rigide, come l’aumento delle accise o i divieti su intere categorie di prodotti, rischiano di generare effetti dirompenti per il nostro Paese, rendendo insostenibili i costi produttivi, favorendo la delocalizzazione e ampliando lo spazio per il contrabbando. Logista, grazie al suo ruolo centrale nella distribuzione regolamentata, vede ogni giorno come si muovono i consumi e quanto rapidamente l’illecito possa crescere quando il quadro normativo perde coerenza. Per questo la collaborazione con le istituzioni nazionali è decisiva: garantisce legalità, tracciabilità e controlli efficaci, protegge una filiera che vale miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro e mantiene i consumatori nei canali legali. La stabilità regolatoria non è solo una scelta tecnica: è la condizione necessaria per difendere gettito, investimenti, occupazione e sicurezza”.
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Influenza 2026-2027, a ottobre al via la campagna vaccinale: le previsioni per la stagione
(Adnkronos) – Nove vaccini aggiornati e via alla campagna vaccinale già dalla prima settimana di ottobre. Sono le linee guida per la stagione antinfluenzale 2026-2027 del ministero della Salute e dell’Aifa. Si conferma l'indicazione della vaccinazione a partire dai 6 mesi di vita e vengono individuate le categorie alle quali il vaccino deve essere raccomandato e offerto attivamente e gratuitamente. Sono 9 i vaccini autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) per l’immunizzazione contro l’influenza stagionale. Come ogni anno, l’autorizzazione riguarda l’aggiornamento dei ceppi virali sulla base delle caratteristiche antigeniche di quelli circolanti nell’ultima stagione, secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Si tratta di vaccini antinfluenzali utilizzati da anni nelle campagne vaccinali e hanno un profilo di sicurezza consolidato. La vaccinazione è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente a tutti coloro che hanno compiuto 60 anni, alle donne in gravidanza e nel post-partum, ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, a chi è affetto da malattie che espongono a un maggior rischio di complicanze in caso di influenza, alle persone ricoverate presso strutture di lungodegenza, ai familiari di soggetti ad alto rischio di complicanze, agli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (come medici e personale sanitario e socio-assistenziale, forze di polizia e vigili del fuoco), ad altre categorie di lavoratori socialmente utili e particolarmente esposti, a lavoratori a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, ad altre categorie come i donatori di sangue. Non tutti i vaccini autorizzati sono necessariamente disponibili sul mercato. Le Regioni decidono annualmente, tramite gare per la fornitura, tra i prodotti disponibili in commercio, quelli che verranno utilizzati durante le campagne vaccinali per l’offerta gratuita a carico del Servizio sanitario nazionale. La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell'influenza e delle sue complicanze. L’Aifa ricorda che, oltre alle misure di protezione e cura basate sui vaccini, una misura importante nel limitare la diffusione dell’influenza è rappresentata dalle buone norme di comportamento quali l’igiene delle mani – da lavare regolarmente e frequentemente con acqua e sapone- e il contenimento delle secrezioni respiratorie , ovvero: coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna). "Quest'anno per fortuna i dati sull’influenza che ci arrivano dall'Australia evidenziano un andamento meno pesante degli ultimi anni” per la stagione dei virus respiratori. “Comunque la previsione è sempre su almeno 12-14 milioni di casi attesi, anche se tutto questo poi dovremo profilarlo meglio in funzione dell'andamento delle temperature, vedremo cioè se la stagione invernale sarà particolarmente rigida e quindi avremo più casi di influenza oppure se sarà caratterizzata da sbalzi termici o temperature più miti che invece faciliteranno il lavoro di quel mix di virus respiratori che comunque fanno parte di questa stagione invernale”. È il quadro prospettato dal virologo Fabrizio Pregliasco, professore associato del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’università degli Studi di Milano e direttore sanitario aziendale dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano. Quali virus circoleranno di più? "Dopo una stagione, quella passata, che ha superato i 15 milioni di casi, anche per il 2026-2027 ci attendiamo una circolazione sostenuta di virus respiratori. Si contano 262 agenti infettivi, per dare un'idea" dell'affollamento. "Ed è vero che l'influenza è la protagonista, ma – puntualizza Pregliasco – abbiamo purtroppo ancora il Covid che, anche se si presenta in modalità meno pesante dal punto di vista degli effetti clinici, resta comunque un rischio per i soggetti più fragili. C'è poi il virus respiratorio sinciziale (Rsv), il metapneumovirus, rhinovirus e tanti altri patogeni che vanno a finire nel calderone delle forme simil-influenzali. Quindi è fondamentale non abbassare la guardia quest'anno. Siamo come sempre alle porte della campagna vaccinale, la raccomandazione è quella di fare un richiamo vaccinale che è un'opportunità per tutti, ma diventa una stringenza per le persone più fragili, per le quali sappiamo che l'influenza e il Covid ancora possono far male". Quanto ai virus dell'influenza vera e propria, "abbiamo visto che continua a circolare in particolare in Australia l'ormai nota variante K del virus H3N2", che l'anno scorso aveva contribuito ai numeri significativi della stagione, "però anche i virus H1N1 e B Victoria fanno da concerto per quanto riguarda i casi della vera influenza". Il virologo ricorda anche i sintomi 'spia' dei virus dell'influenza che "sono sempre caratterizzati da un inizio brusco della febbre oltre i 38 gradi, almeno un sintomo respiratorio come tosse o mal di gola, almeno un sintomo sistemico come dolori muscolari o spossatezza", elenca. Se manca uno di questi "si tratta più facilmente di una delle numerose sindromi simil-influenzali". "L'auspicio è che la stagione in arrivo effettivamente non sia pesante, perché arriviamo da 3 anni in cui le nuove varianti virali hanno particolarmente inciso". I primi isolamenti di virus influenzali "ci sono già stati" in Italia, in particolare "qualche isolamento di H3N2, ma anche perché di fatto rispetto al passato c'è una maggiore capacità di cogliere i casi che si verificano addirittura anche in estate. Abbiamo questo sistema di sorveglianza dei virus respiratori che è la rete Respivirnet, fatta dai medici di famiglia e coordinata dall'Istituto superiore di sanità (Iss) che oggi ha una maggiore sensibilità. Come sempre però il 'trigger'", la scintilla che darà il via a tutto, "per la partenza della stagione influenzale arriva con quel cambio di temperature e il peggioramento delle condizioni climatiche che sono facilitanti per la diffusione del virus". In ogni caso "i segnali che arrivano dall'emisfero australe ci invitano a stare attenti, perché la circolazione precoce di più virus può creare una sorta di 'pre-stagione' con un progressivo aumento degli accessi agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, mentre l'influenza vera e propria tende a diventare protagonista nel cuore dell'inverno. La pressione sui servizi sanitari resta un rischio concreto, soprattutto per le fasce più fragili". L'approccio complessivo per tutte le infezioni respiratorie, che siano influenza o virus 'cugini', "è quello di un'automedicazione responsabile – conclude Pregliasco – quindi l'uso dei farmaci riconoscibili per il bollino rosso, farmaci senza prescrizione da utilizzare tenendo sempre presente una parola d'ordine: gestione responsabile. Ovvero per attenuare i sintomi, seguendo l'andamento della malattia nei primi tre giorni e rivolgendosi al medico se le cose non migliorano".
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salvini “In prossimo Cdm rinvio stop auto Euro5 nel 2027”
ROMA (ITALPRESS) – “Nel prossimo Cdm presenteremo un decreto dove all’interno c’è il rinvio di questo stop insensato” sugli Euro5 “che rischierebbe di lasciare a piedi chi, secondo Bruxelles, ha il torto di non aver abbastanza soldi per cambiare la macchina. E’ inserito nel decreto scritto al Ministero per dare ossigeno in un momento complicato per centinaia di migliaia di persone che vogliamo lasciare tranquille per tutto il 2027”. Lo afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a Mattino Cinque su Canale5.
Tornando, invece, sull’abolizione del bollo il leader della Lega dice: “E’ un’operazione che non raggiunge tutti, ma nella prossima legge di Bilancio l’obiettivo della Lega, e conto dell’intero governo, è di salire sopra gli 80 kW per arrivare a un maggior numero di auto coinvolte. E’ curioso che una certa sinistra che in passato aveva aumentato il bollo oggi si lamenta che noi lo abbiamo tolto. L’impegno è di renderlo definitivo negli anni per chi è già compreso adesso, ovvero la maggior parte delle auto, ma vorremmo anche salire. Sto lavorando anche per un intervento sul superbollo per le auto di potenza superiore, perchè c’è tanta gente che ha un’auto più potente per lavoro che paga migliaia di euro, per loro vorrei già dare un segnale nel 2027”, aggiunge.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Di Battista “Sto meglio e finalmente sono a casa”
ROMA (ITALPRESS) – “Sto molto meglio e finalmente sono a casa!
Grazie ai medici e al personale del Policlinico Gemelli di Roma e grazie a tutti voi per l’affetto che ho sentito ogni giorno. Nelle prossime settimane vi racconterò il percorso che dovrò affrontare”. Lo scrive su Facebook Alessandro Di Battista. L’ex
deputato M5S si trovava a Cuba quando, il 28 agosto scorso, era
stato ricoverato a causa di un forte mal di testa, prima a Santa
Clara e poi a L’Avana.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Milano Serravalle, Catania “Più sicurezza e servizi grazie a digitale e AI”
MILANO (ITALPRESS) – Un nodo strategico da 185 chilometri, 500 mila veicoli al giorno e due corridoi europei che vi transitano: è la fotografia scattata da Elio Catania, presidente di Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
La rete gestita dalla società – il tratto di A7 da Milano a Serravalle Scrivia e l’anello delle tangenziali est, ovest e nord di Milano – sostiene, come spiega Catania, sia il traffico “d’affari” legato alle imprese lombarde e del Nord Italia, sia un’intensa mobilità privata, con una densità di traffico tra le più alte in Italia. Il 20% dei flussi è costituito da mezzi pesanti.
Tra le priorità strategiche dei prossimi anni, secondo il Presidente, ci sono la sicurezza e una sempre migliore qualità del servizio, grazie anche all’uso di tecnologie digitali e intelligenza artificiale: già oggi modelli matematici calcolano la velocità media ottimale per prevenire la formazione di code, mentre oltre 600 telecamere intelligenti installate lungo la rete monitorano volumi e velocità dei flussi e individuano comportamenti a rischio, come manovre in retromarcia o inversioni in autostrada. Droni sorvegliano il tratto dell’autostrada A7 per un monitoraggio rapido su incidenti e rallentamenti, mentre sensori e intelligenza artificiale alimentano il “gemello digitale” dei viadotti, per una manutenzione predittiva più efficace.
Una quota rilevante degli investimenti dei prossimi quattro anni sarà destinata all’ammodernamento dei guardrail sulla Tangenziale Est e Nord e al potenziamento dell’illuminazione.
Guardando al quadro infrastrutturale nazionale ed europeo, Catania richiama le stime di un fabbisogno di circa 500 miliardi di euro in 15 anni per portare il sistema italiano al livello di competitività necessario, a fronte di risorse pubbliche insufficienti: servono partenariati e project financing. A livello continentale, avverte, mancano risorse adeguate per i corridoi Ten-T e pesa la scarsa integrazione tra sistemi nazionali, spesso frenata da logiche autonome dei singoli Paesi: “Serve una leadership politica e una governance forte a livello europeo”, ha sottolineato il manager.
Tra le leve più immediate, Catania indica l’interoperabilità tra i diversi sistemi di trasporto – aeroportuale, fieristico, autostradale, ferroviario – come chiave per migliorare subito l’esperienza degli utenti, portando l’esempio di un viaggiatore che atterra a Linate e deve raggiungere la fiera di Milano.
Sul versante ambientale, la società utilizza energia interamente da fonti rinnovabili, promuove asfalti a minore impatto ed economia circolare, e ha completato l’installazione di cinque stazioni di rifornimento a idrogeno lungo la rete, due sulla Tangenziale Est, una sulla Ovest e due verso Genova, con un investimento di 55 milioni di euro tra fondi europei e italiani, per servire sia i mezzi pesanti che i veicoli leggeri in transito sui corridoi Ten-T.
Infine, sul rapporto con i territori e le istituzioni lombarde e nazionali, il presidente parla di un dialogo “costruttivo e continuo”, pur sollecitando maggiore rapidità nei processi decisionali e autorizzativi, condizione ritenuta indispensabile per non frenare gli interventi infrastrutturali ritenuti ormai urgenti.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).