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Billie Jean King Cup, oggi il quarto di finale Italia-Cina: orario e dove vederla in chiaro

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(Adnkronos) – Dopo aver trionfato nelle ultime due edizioni, l’Italia cerca il tris alle Final 8 di Billie Jean King Cup. La squadra azzurra si trova a Shenzen in Cina per difendere il proprio titolo. Oggi, giovedì 24 settembre, le azzurre affrontano le padrone di casa della Cina nell'ultimo quarto di finale della competizione a squadre più importante del mondo. L'Italia, guidata da Tathiana Garbin, si affida a Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti, Sara Errani e Tyra Grant. La Cina, capitanata da Zheng Jie, schiera Zheng Qinwen, Wang Xiyu, Zhang Shuai, Guo Hanyu e Jiang Xinyu.   Il match tra Italia e Cina, valido per i quarti di finale di Billie Jean King Cup, in programma oggi giovedì 24 settembre, si disputerà a partire dalle 11, quando inizierà il primo singolare, a seguire il secondo singolare e in chiusura il doppio.  Italia-Cina sarà visibile in diretta su Super Tennis e in streaming su Super Tennis + e sul sito di Super Tennis.   
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Damiano David e Dove Cameron, oggi sposi: il matrimonio a Montalcino e l’attesa per la reunion dei Maneskin

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(Adnkronos) – Oggi è il grande giorno: Damiano David e Dove Cameron si sposeranno in Val d'Orcia, la cornice delle nozze dell’anno a Montalcino, in provincia da Siena. Oggi pomeriggio, giovedì 24 settembre, come anticipato da Montalcinonews.com, la coppia pronuncerà il fatidico sì davanti al sindaco Silvio Franceschelli, nell’antico Palazzo Comunale, affacciato sulla piazza del Popolo, il 'salotto' della città del Brunello amato da vip e personaggi famosi, e che anche una delle coppie rock e pop più seguite del momento ha scelto per il suo matrimonio da sogno. E anche se, nel più completo riserbo, non trapelano ancora particolari – dagli abiti degli sposi all’allestimento floreale, dai testimoni di nozze alla presenza di vip e amici – la domanda più gettonata per i fan è: ci sarà anche la tanto attesa reunion dei Måneskin, tra Damiano, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio? Quel che è certo è che la fanbase è già in fermento e si sta organizzando per raggiungere la cittadina toscana, nella speranza di riuscire a scorgere gli sposi e i loro invitati. Dopo la cerimonia nuziale, come apprende l'Adnkronos, i neo sposi festeggeranno con gli invitati a Castiglion del Bosco, il wine resort del gruppo Rosewood Hotels tra i più belli del mondo, con la sua ampia proprietà, con 42 suite e 11 ville private, la Spa, oltre alla storica cantina, e che vanta il ristorante bistellato Campo del Drago con lo chef Matteo Temperini e il suo grande orto. Sono tante le celebrities che, appassionate di vino italiano e del Brunello di Montalcino, tra i simboli del made in Italy e dell’italianità nel mondo, e affascinati dalla bellezza del suo territorio, che negli ultimi anni si sono concessi una fuga tra relax, natura e buona cucina tra i vigneti, da Michael Douglas e Catherine Zeta Jones a Paul McCartney, da George Clooney e Adam Sandler, alla figlia primogenita del presidente Usa, Ivanka Trump, dal pilota della Mercedes in Formula 1 George Russell, agli Obama.  
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“Russia prepara attacchi con droni in Spagna, Francia o Italia”, El Mundo rivela l’allarme della Cia

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(Adnkronos) – "La Russia si sta preparando a nuovi attacchi con droni in Europa, ma questa volta prenderà di mira i Paesi del Mediterraneo". A scriverlo è quotidiano spagnolo El Mundo, che spiega come i servizi segreti statunitensi hanno raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino e le hanno condivise con diversi governi europei. "Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti in un container, non è affatto difficile", spiega una fonte vicina al Ministero della Difesa lituano, che ha parlato a condizione di anonimato. "La giustificazione di una simile escalation – scrive El Mundo – è sul tavolo da tempo. Mosca ha ripetutamente insistito sul fatto che fornire armi, informazioni e consiglieri militari all'Ucraina rende i paesi occidentali partecipanti alla guerra e obiettivi legittimi. Finora, ha agito al di sotto di quella che gli esperti definiscono la 'soglia di guerra', evitando così azioni che potrebbero provocare una risposta coordinata della Nato. Tuttavia – sottolinea ancora il quotidiano -, ha lanciato una crescente campagna di sabotaggio contro obiettivi in Paesi che sostengono l'Ucraina, oltre a episodi isolati apparentemente progettati per testare i limiti e valutare la reazione.  Una prima escalation, si legge ancora, si è verificata quando 19 droni, senza munizioni, hanno sconfinato nello spazio aereo polacco un anno fa. Il punto di svolta principale è stato il recente incidente che ha coinvolto droni armati all'aeroporto di Lipsia, che le autorità tedesche attribuiscono all'intelligence russa. Le autorità lituane, continua E Mundo, "ora conoscono persino il tipo di drone che i russi potrebbero usare contro Spagna, Francia o Italia. Si tratterebbe di un Gerbera: lungo circa due metri, con un'apertura alare di 2,5 metri, un peso fino a 18 chilogrammi, in grado di raggiungere velocità intorno ai 160 chilometri orari e con un'autonomia dichiarata di 600 chilometri, a seconda del carico esplosivo trasportato e di altre variabili come il vento. Una nave mercantile può trasportare diversi di questi droni, che possono essere lanciati con molta meno difficoltà rispetto a uno Shahed o un Geran, che sono considerevolmente più grandi" Da una distanza di 200 o 300 chilometri dalla costa, si spiega, il volo durerebbe all'incirca da un'ora e quindici minuti a due ore, a seconda della velocità effettiva. Il suo piccolo carico utile non è sufficiente a distruggere una grande struttura, ma potrebbe causare un incendio, danneggiare attrezzature esposte o chiudere temporaneamente un porto o un aeroporto. L'effetto previsto potrebbe essere di natura politica ed economica, oltre che materiale. Per El Mundo, "la Lituania, come altri Paesi, era a conoscenza di queste informazioni poco dopo il misterioso viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto. Ratcliffe arrivò a bordo di un aereo militare statunitense che aveva fatto scalo a Riga, proprio sul fianco baltico della NATO. Non ci sono prove pubbliche di suoi incontri in Lettonia, sebbene fonti diplomatiche di un Paese baltico confermino di essere state informate del viaggio in anticipo e di esserne state successivamente a conoscenza. Il Wall Street Journal e Politico hanno riportato che Ratcliffe si era recato in Lituania per mettere in guardia la Russia da qualsiasi attacco o provocazione contro la Nato". Secondo fonti a conoscenza dell'allerta, continua il quotidiano, anche i governi di Spagna, Francia e Italia sarebbero stati informati che la Russia si stava preparando a una possibile operazione con droni contro uno di questi Paesi. "Questo avvertimento coincide con la reazione eccezionale di Emmanuel Macron: dopo aver convocato il Consiglio di Difesa il 16 settembre, due giorni dopo ha chiamato al Palazzo dell'Eliseo i leader di tutti i partiti e i candidati alle elezioni presidenziali del 2027". Diversi analisti della difesa interpellati, sostiene il quotidiano, hanno confermato di essere a conoscenza di un rapporto della Cia che è circolato tra i ministeri degli Esteri europei, "un rapporto molto preciso nella descrizione dell'attacco e al quale i francesi hanno dato notevole credito".  
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Stop a burqa e niqab a scuola, tetto del 30% agli stranieri in classe: il governo stringe sul dl, oggi in Cdm

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(Adnkronos) – Il governo stringe sul dl scuola, atteso oggi nel Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi alle 16,30. Sciolto definitivamente il nodo sullo strumento normativo. "Sarà un decreto legge, perché urge intervenire da quest'anno, quindi entrerà direttamente in vigore", ha dichiarato il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, durante una conferenza stampa della Lega dedicata alla misura che introdurrà un tetto del 30% di studenti non italofoni e il divieto di indossare burqa e niqab in classe.  Le norme erano state annunciate domenica scorsa dalla premier Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la kermesse della giovanile di Fdi, e stanno infiammando il confronto politico con le opposizioni, sotto lo sguardo del Colle. Proprio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella era stato chiamato in causa da Meloni nel corso della puntata di 'Porta a Porta' di martedì sera, quando la premier aveva ricordato le circolari firmate dall'allora ministro dell'Istruzione sull'integrazione scolastica. Le interlocuzioni tra governo e Quirinale proseguono, mentre gli uffici del Mim sono al lavoro per limare il testo.  
Il Quirinale, intanto, guarda soprattutto al merito della proposta. Secondo quanto trapela all'Adnkronos da ambienti del Colle, non ci sarebbe stata una preferenza per un particolare strumento normativo: il punto centrale sarebbero i contenuti. Tra i principi richiamati figurano l'integrazione e il diritto allo studio. E proprio il passaggio da una circolare a una norma di legge, viene osservato, avrebbe un peso diverso sul piano dell'applicazione: "Se un preside disattende una circolare, forse gli fanno un'ispezione; se disattende una legge, è un'altra cosa". Se l'esecutivo punta a rendere operative le nuove regole già nell'anno scolastico in corso, viene osservato, è chiaro che dovrà muoversi rapidamente.  Quanto alle polemiche sulle parole della premier sulla circolare del 1990, dagli stessi ambienti si sottolinea la consapevolezza del contesto politico: c'è una campagna elettorale, seppure anticipata, e quella in corso viene considerata parte della dialettica politica. Il Presidente, viene ribadito, guarda invece al merito delle norme.   Il provvedimento che oggi arriverà sul tavolo del Cdm si articolerà su più fronti, con l'obiettivo dichiarato di contrastare la formazione di classi-ghetto e favorire l'integrazione degli studenti stranieri attraverso una maggiore conoscenza della lingua italiana. La proposta prevede un tetto del 30% per gli alunni che non possiedono un'adeguata conoscenza dell'italiano. Il criterio non sarebbe dunque legato alla cittadinanza, ma al livello di competenza linguistica. Dal conteggio verrebbero esclusi, tra gli altri, gli studenti che abbiano frequentato la scuola dell'infanzia o maturato un numero sufficiente di anni di scuola in Italia. La distribuzione degli alunni sarebbe affidata agli uffici scolastici territoriali, chiamati a coordinare i dirigenti per evitare concentrazioni eccessive di studenti con difficoltà linguistiche nelle stesse scuole e favorire una presenza più equilibrata sul territorio. Qualora non fosse possibile rispettare il limite, è prevista la possibilità di deroghe, accompagnate da un rafforzamento dell'insegnamento dell'italiano. La misura punta a superare la precedente impostazione contenuta nella circolare Gelmini del 2010, introducendo una norma di legge destinata a rendere il meccanismo vincolante e operativo. Tra gli obiettivi indicati figurano anche il contrasto al rallentamento dei processi di apprendimento per l'intera classe, la riduzione della fuga delle famiglie italiane dalle scuole con una forte presenza di studenti stranieri e la promozione dell'integrazione attraverso la conoscenza della lingua.  Un secondo capitolo riguarda il divieto di burqa e niqab nelle scuole. La proposta viene collegata al principio della parità tra uomo e donna e alla necessità di garantire pienamente la frequenza scolastica. In questo quadro, viene richiamato anche l'obbligo di istruzione: una famiglia non potrebbe sottrarre una ragazza alla scuola per aggirare il divieto, fermo restando che la normativa già prevede conseguenze per i genitori che violano l'obbligo scolastico. Infine, è prevista l'obbligatorietà di corsi di italiano per i genitori degli studenti stranieri che presentino particolari difficoltà di apprendimento o di comportamento riconducibili, secondo quanto indicato nella proposta, alla barriera linguistica presente all'interno della famiglia. La palla ora passa nelle mani del Cdm.  
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Rottamazione-quinquies, seconda rata entro il 30 settembre: cosa c’è da sapere

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(Adnkronos) –
Si avvicina la scadenza della seconda rata della Rottamazione-quinquies. Il termine di pagamento è fissato al prossimo 30 settembre e riguarda i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla legge di Bilancio 2026. Lo indica l'Agenzia delle Entrate-Riscossione Il versamento deve essere effettuato utilizzando il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute. I contribuenti che ne hanno necessità possono recuperare la comunicazione, con il dettaglio degli importi da versare e i moduli di pagamento, direttamente nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it oppure riceverli via e-mail inviando una richiesta dall’area pubblica, senza necessità quindi di credenziali di accesso, allegando un documento di riconoscimento.   
Le regole della decadenza. In vista del termine di pagamento, è importante ricordare che la Rottamazione-quinquies perde efficacia se, alla data di scadenza di una rata del piano, risultano due rate non saldate o versate solo parzialmente. Quindi, se al prossimo 30 settembre risultassero omessi o insufficienti i pagamenti relativi alle prime due rate (la precedente scadeva il 31 luglio), verrebbero meno i benefici della definizione agevolata. La decadenza dalla Rottamazione-quinquies si verifica anche a seguito dell’omesso o insufficiente versamento dell’ultima rata del piano (se si è scelto il pagamento in due sole rate, la seconda da versare il 30 settembre è anche l’ultima), ma in questo caso saranno considerati tempestivi i versamenti effettuati entro i 5 giorni successivi alla data di scadenza, quindi entro il 5 ottobre. La legge prevede, infatti, che tale maggior termine di 5 giorni sia considerato nelle sole ipotesi di versamento in un’unica rata (che era previsto il 31 luglio 2026) o dell’ultima rata di quelle nelle quali il debitore ha scelto di dilazionare il pagamento.  È possibile pagare in banca, agli uffici postali, nelle tabaccherie e ricevitorie, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati, utilizzando i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti al nodo pagoPa, sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l'App Equiclick. Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento. Per agevolare i contribuenti nella gestione dei pagamenti, sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione è disponibile un calendario completo con tutte le scadenze previste per la Rottamazione-quinquies e per le altre definizioni agevolate in corso, uno strumento utile che consente di tenere sotto controllo le date di interesse, salvarle come promemoria e, se si vuole, procedere direttamente al pagamento delle rate.  La definizione agevolata introdotta dalla Legge n.199/2025 (Legge di Bilancio 2026), alla quale si poteva aderire presentando domanda entro lo scorso 30 aprile 2026, presenta un ambito applicativo riferito esclusivamente a determinati carichi affidati in riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 (imposte dichiarate ma non versate, omesso versamento dei contributi Inps diversi da quelli richiesti a seguito di accertamento, sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada affidate dalle Prefetture). La definizione agevolata consente di pagare il solo importo del debito residuo dovuto a titolo di capitale e quello dovuto a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non saranno invece da corrispondere gli interessi e le sanzioni inclusi negli stessi carichi, gli interessi di mora, le cosiddette “sanzioni civili", accessorie ai crediti di natura previdenziale, e l'aggio. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative irrogate per violazioni al codice della strada dalle competenti amministrazioni dello Stato (Prefetture) non sono, invece, da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi (comunque denominati, comprese le cosiddette “maggiorazioni”), nonché quelle dovute a titolo di aggio. 
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Russia, El Mundo “Per Cia possibili attacchi droni in Spagna, Francia e Italia”

ROMA (ITALPRESS) – Secondo il quotidiano spagnolo El Mundo, la Cia ha avvertito i governi europei che la Russia sta preparando possibili attacchi con droni contro paesi del Mediterraneo come Spagna, Francia e Italia. Il piano prevede di nascondere droni Gerbera (con un’autonomia di 600 km) all’interno di container a bordo di navi mercantili e di lanciarli dalle acque internazionali. Questi droni, di dimensioni relativamente ridotte, potrebbero raggiungere obiettivi situati a centinaia di chilometri nell’entroterra. Fonti europee competenti in materia di sicurezza ritengono che tali attacchi abbiano lo scopo di minare il sostegno all’Ucraina, creare divisioni all’interno della Nato e diffondere l’ansia tra la popolazione senza innescare uno scontro militare su vasta scala.(ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

Mafia, misure cautelari per 25 indagati tra Catania e Siracusa e sequestri per 5,5 milioni

CATANIA (ITALPRESS) – Dalle prime ore della mattinata, nell’ambito di attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa e i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma stanno dando esecuzione – nelle province di Catania e Siracusa – a un’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale etneo.

Sono state disposte misure cautelari personali nei confronti di 25 persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo e in concorso, dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, illecita detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, percosse, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, riciclaggio, rapina, traffico organizzato di sostanze stupefacenti e spaccio, reati con l’aggravante, per alcuni indagati, dell’agevolazione mafiosa.

Contestualmente è in corso di esecuzione un sequestro preventivo per la confisca di complessi aziendali, quote societarie, beni immobili e mobili registrati, oltre a disponibilità finanziarie per un controvalore stimato complessivo di circa 5,5 milioni di euro.

– foto da video Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Xi Jinping arriva negli Stati Uniti, al via vertice “Stabilizzare rapporti”

ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente cinese Xi Jinping è atterrato negli Stati Uniti per dare il via a un attesissimo vertice di alto livello volto a stabilizzare le relazioni tra le due principali potenze economiche mondiali. Ad accoglierlo sulla pista d’atterraggio una delegazione di alto profilo composta da rappresentanti dell’amministrazione statunitense, tra cui la Segretaria al Tesoro Janet Yellen e il Governatore della California Gavin Newsom, oltre all’Ambasciatore cinese negli USA Xie Feng. Donald Trump ha ricevuto il presidente cinese Xi Jinping direttamente sul tarmac della Join Base Andrews, in un mossa rarissima da parte del capo della Casa Bianca nei confronti di un leader straniero. I due si sono stretti la mano alla presenza delle rispettive first lady, Melania Trump e Peng Liyuan. Cina e Stati Uniti “sono entrambe grandi nazioni”, con “grandi popoli” ha scritto Trump su X. I due Paesi “dovrebbero essere partner, non avversari” e la “grande rinascita della nazione cinese e il ritorno alla grandezza dell’America possono essere raggiunti simultaneamente, reciprocamente vantaggiosi e a beneficio del mondo intero”. Trump ha parlato di “ottimo incontro”. La visita del leader cinese si concentra su un’intensa agenda bilaterale e multilaterale. Al centro dei colloqui figurano i nodi cruciali della stabilità economica globale, la gestione delle catene di fornitura, la cooperazione su intelligenza artificiale e clima, nonchè il contenimento delle tensioni geopolitiche e commerciali. L’arrivo di Xi è stato accompagnato da rigide misure di sicurezza e dall’accoglienza di rappresentanti della comunità cinese locale. Oltre ai colloqui istituzionali con i vertici della presidenza statunitense, il programma prevede incontri strategici con importanti leader del mondo finanziario e industriale americano, volti a rassicurare gli investitori esteri e riaprire canali diretti di dialogo tra Pechino e Washington.(ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

Morbillo, l’allarme dell’infettivologo Andreoni: “Casi in crescita, ricoveri frequenti negli adulti”

(Adnkronos) – "Il progressivo aumento dei casi di morbillo che si sta registrando negli ultimi 3 anni, accompagnato da un'età media dei pazienti superiore ai 30 anni e da un tasso di ospedalizzazione che nel 2026 si è attestato intorno al 60%, porta a fare alcune considerazioni importanti". Così all'Adnkronos Salute l'infettivologo Massimo Andreoni, professore emerito dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Consiglio superiore di Sanità, commentando i dati contenuti nella circolare del ministero della Salute 'Morbillo – Analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative', firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute.  "Il primo elemento da sottolineare – osserva Andreoni – è che i casi di morbillo negli adulti possono essere particolarmente gravi e richiedere il ricovero in ospedale. Il secondo è che la principale causa di questi casi è la mancata vaccinazione, insieme alla mancata somministrazione dei richiami previsti in età adolescenziale". Per l'infettivologo, i livelli di copertura vaccinale rappresentano un elemento di particolare attenzione: "Siamo fermi a circa l'80% di copertura. Questo dato deve essere considerato un campanello d'allarme e non va sottovalutato".  La circolare del ministero della Salute fotografa un aumento dei casi e dei ricoveri per morbillo e segnala una particolare attenzione per Campania, Calabria, Lazio e Toscana. "Come ci ricorda il ministero della Salute – conclude Andreoni – il morbillo sta tornando a rappresentare un problema di sanità pubblica. Questo andamento ci allontana dall'obiettivo indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità, che punta all'eliminazione della malattia entro il 2030".   
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Groenlandia, ecco i contenuti dell’accordo per cui Trump ha messo a rischio la tenuta della Nato

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(Adnkronos) – In tutto 10 pagine, negoziate per mesi dai diplomatici che poi hanno aspettato il momento giusto per presentarle all'attenzione di Donald Trump. Questo il contenuto dell'accordo firmato al Palazzo di Vetro da Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia, un accordo definito "fantastico" dal presidente americano che sembra essersi 'accontentato' di poter costruire due basi militari Usa sull'isola artica che nei mesi scorsi aveva minacciato di invadere e occupare per averne il controllo, non esitando a mettere a dura prova la tenuta dell'Alleanza Atlantica.  "Il possesso ti dà cose ed elementi che non si possono avere firmando un documento che dice che puoi avere una base", diceva il tycoon lo scorso gennaio spiegando il suo bisogno di fare della Groenlandia un territorio americano. Ma mertedì è stato proprio lui a firmare a New York l'accordo, che in realtà non è nuovo ma "un emendamento e un supplemento" di quello che Stati Uniti e Danimarca hanno firmato nel 1951 e che, come hanno ripetuto per mesi esperti e diplomatici, già garantiva al tycoon le cose che chiedeva a gran voce, cioè la capacità di costruire basi militari e controllare la sicurezza della regione.  L'unica, importante, differenza rispetto al patto di difesa di 75 anni fa, e poi aggiornato nel 2004, è che ora anche la Groenlandia ha firmato il testo che esplicitamente riafferma la sovranità danese sul territorio artico ma anche il diritto alla autodeterminazione dei groenlandesi, compresa quindi la possibilità di scegliere l'indipendenza dalla Danimarca. Trump ha detto che l'accordo consentirà a Washington di realizzare due basi militari "molto importanti" in Groenlandia, ma dal testo dell'accordo, diffuso dal governo danese, si tratterebbe di un ampliamento di vecchie basi. La prima sarebbe infatti a Nasarsuaq, nel sud dell'isola, dove gli Usa avevano la base American Blue West One chiusa negli anni '50. L'altra a Mestersvig, nella parte orientale, dove attualmente esiste la base di un'unità di slitte trainate da cani dell'esercito danese.  
Gli Stati Uniti avranno "libero accesso" ai collegamenti di aria, terra e mare tra le due basi, e potranno anche istituire nuove strutture per droni, con le autorità danesi e groenlandesi che però avranno l'ultima parola sulla loro costruzione e localizzazione. L'accordo sembra soddisfare la richiesta di Trump di ampliare l'attuale presenza militare Usa, ora concentrata principalmente nella base militare Pituffik Space Base costruita nel 1953 nel nord dell'isola a poco più di mille chilometri dal circolo polare artico, con un contingente di 150 militari che operano un sito di monitoraggio di missili balistici per proteggere l'America del Nord da un attacco con missili a lungo raggio.  Ma durante la Guerra Fredda la presenza militare Usa nell'isola è arrivata a 25mila truppe e 17 basi, a riprova quindi del fatto che l'accordo di oltre 70 anni rendeva già possibile la presenza rafforzata voluta da Trump. Sono invece nuove le diverse clausole del testo tese ad impedire a potenziali rivali e avversari, vale a dire Russia e Cina, di avere un ruolo militare o economico in Groenlandia, con l'esplicito divieto per nazioni non Nato di stabilire basi militari, dispiegare truppe nell'isola o avviare investimenti nel settore dei minerali critici e minerario, senza il permesso esplicito dei tre Paesi firmatari, tra i quali appunto gli Usa.  "Questo accordo affronta in modo permanente e completo le nostre preoccupazioni di sicurezza riguardo alla Groenlandia", ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio, che ha guidato i negoziati per l'accordo, riferendosi alle preoccupazioni così tante volte espresse da Trump." Se guardate ora intorno alla Groenlandia, ci sono cacciatorpedinieri russi, cinesi, ci sono sottomarini russi ovunque, noi non permetteremo che la Russia e la Cina occupino la Groenlandia", era il ritornello di Trump, affermazioni respinte dalla Nato dove i diplomatici continuavano a ripetere che "non vediamo nessuna attività cinese" intorno alla Groenlandia e che i movimenti russi non sono cambiati in modo significativo nella zona dell'Artico.  
C'è anche la questione dei costi: nell'annunciare l'accordo con un post venerdì scorso, Trump ha scritto che "non ci saranno costi per gli Stati Uniti" per la costruzione delle basi e l'espansione della presenza militare Usa in Groenlandia. Non è chiaro, sottolinea oggi Politico, cosa significherà questo se il Pentagono intende, come si prevede, realizzare sui vecchi siti basi con nuovi sistemi di difesa aerea e radar si devono considerata ingenti costi di costruzioni. Nell'accordo non vi sono indicazioni di un meccanismo di condivisione dei costi tra le parti firmatarie, osserva ancora Politico.  Infine alla domanda su chi ne esca vincitore, gli analisti non sembrano avere dubbi: "Leggendo l'accordo, uno si chiede perché tanto rumore per così poco che poteva essere fatto dall'inizio. E penso anche che la Danimarca abbia giocato molto ben, in modo pulito e diplomatico, qualcuno potrebbe parlare del tocco europeo", dichiara a Politico, Gregoire Roos, direttore del programma Europa della Chatham House. "E' un prezzo straordinariamente alto per cambiamenti relativamente moderati", gli fa eco, parlando con il New York Times, Mikke Runge Olesen, dell'istituto danese di studi internazionali, notando che l'accordo contiene miglioramenti moderati per gli Usa a fronte dei danni che le minacce di Trump hanno provocato nelle relazioni con Danimarca e intera Europa. Ma secondo l'ex ambasciatore americano in Polonia, Daniel Fried, ora analista dell'Atlantic Council, la firma dell'accordo darebbe a Washington qualcosa da poter rivendicare come una vittoria e, soprattutto, "permette agli Usa di fare marcia indietro dalle dannose e inutili minacce di aggressione".   
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