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21° Forum Risk Management di Arezzo, ‘dopo il Pnrr si costruisce il nuovo Ssn’

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(Adnkronos) – Pochi giorni fa si è insediato, presso il ministero della Salute, il Comitato scientifico del 21 Forum Risk Management di Arezzo. Si apre così, di fatto la kermesse aretina, che vedrà protagonisti tutti i più importanti attori del sistema sanità. L’appuntamento è per il 24-27 novembre ad Arezzo – Arezzo Fiere e Congressi; “dopo il Pnrr quale sanità – equità, sicurezza, prossimità delle cure, sicurezza digitale" il tema che vedrà esprimersi assessori, Regionali, direttori generali, operatori professionali, politici sanitari provenienti da tutta L'onorevole Vasco Giannotti, patron dell’evento, a margine della presentazione del Comitato scientifico, "ha posto l’accento su come questa edizione del Forum sia chiamata a dare risposte concrete a tutte le emergenze da affrontare, al tema della sanità territoriale ad un nuovo processo di umanizzazione delle cure, alla digitalizzazione di tutto il sistema, e in ultima, ma non ultimo garantire ai nostri cittadini un accesso alle prestazioni equo", si legge nella nota del Forum.  L’appuntamento del Forum guarderà a questo e tanto altro. Temi cari agli oltre 80 presenti a Roma , in rappresentanza della Conferenza Stato Regioni, del Ministero della Salute, delle Regioni e Confederazioni. Negli interventi di Walter Bergamaschi, Federico Riboldi, Fabrizio d’Alba e’ emerso il desiderio di fare sistema, confrontarsi e unirsi negli sforzi per trovare soluzioni di cambiamento e ottimizzazione del Ssn dopo il Pnrr.  “Il Forum Risk di Arezzo assume oggi un significato particolare, perché arriva nell'anno in cui si chiude il lavoro fatto con il fondi del Pnrr – afferma Angelo Tanese, direttore generale Agenas – e si apre una vera grandissima sfida quella del servizio sanitario che deve dare continuità a questi progetti a questi investimenti a queste infrastrutture e penso che sia davvero il momento in cui il sistema sanitario deve ulteriormente rafforzare la sua capacità di agire come sistema; il Forum Risk Management di Arezzo può essere veramente un momento in cui si scrive l'agenda per i prossimi tre anni, in cui ci si confronta a volte anche con punti di vista diversi, ma io direi con una volontà di andare nella stessa direzione. Penso ad una sanità più digitale che implementa il Dm 77 che aumenta la capacità di governare anche le differenze tra i territori con un'attenzione particolare alla valutazione che poi e’anche uno dei temi di Agenas per valutare, per cambiare conoscersi per diventare migliori. Credo che il Forum – ha proseguito Tanese – debba essere un luogo non soltanto di confronto ma anche di condivisione di questa sfida e quindi anche di responsabilità; il ruolo del management è fondamentale e quindi da questo punto di vista credo che soprattutto noi che siamo addetti ai lavori, dobbiamo dare l'evidenza che trasformeremo tutto quello su cui stiamo lavorando e abbiamo lavorato in questi anni in servizi migliori per i cittadini. "L'Italia compie 48 anni di servizio sanitario nazionale – ha ricordato Nicola Bonaccini – capo segreteria tecnica ministero della Salute – nel suo intervento. E proprio negli anni il Ssn ha rappresentato un'innovazione importante per la salute dei nostri cittadini. Siamo arrivati ad un'aspettativa di vita più alta rispetto a quella degli altri paesi, questa è indubbiamente una buona notizia però allo stesso tempo ci spinge a lavorare tutti insieme con le regioni con i forum, le associazioni, le società scientifiche per cambiarlo. La domanda di salute si è modificata nel corso degli anni: è arrivata l'intelligenza artificiale la telemedicina, ci sono nuovi strumenti e c'è anche un'altra richiesta da parte dei cittadini, nei confronti di un servizio sanitario nazionale che c'è la mette tutta, ma che ogni tanto ha bisogno come tutti i sistemi che funzionano da un po' di manutenzione ed è per questo che la condivisione deve continuare, ma soprattutto la collaborazione, perché poi il nostro obiettivo, è quello di rendere sempre più equa l'attività verso i cittadini". 
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Il futuro delle persone autistiche, Roma ospita la quarta edizione di Aut Art Festival

(Adnkronos) – Quattro giorni dedicati alle persone autistiche, alle famiglie, all’autonomia e al diritto alla partecipazione. Fino a domenica 27 settembre il Teatro degli Eroi di Roma ospita la quarta edizione di Aut Art Festival, organizzata da Siamo Delfini Aps, con oltre 130 ospiti provenienti da tutta Italia tra esperti, associazioni, artisti, famiglie e persone autistiche. Incontri, testimonianze, musica, cinema, moda, mostre, spettacolo ed esibizioni sportive compongono un programma che mette al centro la qualità della vita e il futuro delle persone autistiche, raccontando esperienze, bisogni, talenti e percorsi verso una maggiore autonomia. "Parlo da presidente di un’associazione, ma prima ancora da madre – dichiara Paola Nicoletti, presidente di Siamo Delfini Aps – Quando hai un figlio autistico, una delle domande che ti accompagna è: cosa sarà di lui quando io non ci sarò? È una domanda che riguarda moltissime famiglie e alla quale dobbiamo rispondere come società. Non basta occuparsi dei nostri figli quando sono bambini: diventano adolescenti e poi adulti, hanno desideri, capacità, affetti e il diritto di costruire il proprio progetto di vita. Dobbiamo creare le condizioni perché possano scegliere, essere autonomi per quanto possibile, lavorare, avere relazioni ed essere parte della comunità. L’autismo non può significare isolamento, né per la persona né per la sua famiglia". Il Festival nasce proprio con l’obiettivo di spostare l’attenzione dalla sola dimensione assistenziale alla partecipazione delle persone autistiche alla vita sociale. L’arte diventa uno degli strumenti attraverso i quali creare relazione, espressione e occasioni di incontro. La quarta edizione si conclude domenica 27 settembre con Aut Art award, il premio nazionale promosso da Siamo Delfini Aps in sinergia con Fida – Forum Italiano Diritti Autismo Aps, La Palestra delle Autonomie Ets e Io Autentico Odv, dedicato ai progetti capaci di produrre un miglioramento concreto nella qualità della vita delle persone autistiche. "Con Aut Art Award vogliamo accendere i riflettori su ciò che in Italia funziona davvero nel mondo dell’autismo – spiega Nicoletti – Esistono progetti e buone pratiche capaci di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone autistiche, ma troppo spesso restano confinati nei territori in cui sono nati. Il premio nasce per farli conoscere, metterli in rete e fare in modo che un’esperienza efficace possa diventare un modello anche per altri. Non ci interessa soltanto stabilire chi è il migliore: vogliamo far circolare idee, soluzioni ed esperienze. Perché una buona pratica, quando viene condivisa, può diventare un’opportunità per molti". I progetti selezionati saranno presentati nel corso della giornata conclusiva del Festival, con particolare attenzione alle esperienze che favoriscono autonomia, libertà di scelta, espressione personale e partecipazione alla società. 
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Viola il divieto di avvicinarsi all’ex compagna, arrestato due volte in 24 ore un 38enne a Messina

MESSINA (ITALPRESS) – I Carabinieri di Messina Centro hanno arrestato due volte nell’arco di 24 ore un 38enne messinese per aver violato la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex compagna.

La vicenda ha preso il via il 15 settembre con la denuncia dell’uomo per maltrattamenti e la successiva attivazione delle tutele del “Codice Rosso”, culminate il 22 settembre nell’esecuzione dell’allontanamento dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi alla donna.

Già nella notte di mercoledì 23 settembre, non riuscendo a contattare la vittima, i militari delle Stazioni di Camaro e Faro Superiore si sono recati presso la sua abitazione, sorprendendovi il 38enne. Arrestato in flagranza e posto ai domiciliari in un’altra casa, l’uomo è stato monitorato attentamente dalle pattuglie, che temevano una recidiva.

L’intuizione dei Carabinieri si è rivelata fondata: nel pomeriggio dello stesso mercoledì 23 settembre, i militari del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Camaro Superiore lo hanno sorpreso nuovamente mentre tentava di avvicinare l’ex compagna. Bloccato per la seconda volta in un solo giorno, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Messina Gazzi.

(ITALPRESS).

Azzurre di BJK Cup sfidano Ucraina, in palio l’ultimo atto delle Finals

SHENZHEN (CINA) (ITALPRESS) – La Nazionale di Billie Jean King Cup torna in campo domani a Shenzhen (ore 11 italiane, 17 in Cina, diretta su SuperTennis) per la semifinale delle Finals 2026. Dopo la sofferta rimonta sulle padrone di casa della Cina, la formazione guidata da Tathiana Garbin e rappresentata da Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti, Tyra Grant e Sara Errani affronta l’Ucraina. Attuale numero 7 del ranking Wta, e vincitrice di 20 titoli in carriera (comprese tre edizioni degli Internazionali d’Italia, nel 2017, 2018 e 2026), Svitolina è la leader indiscussa della nazionale guidata da capitan Illya Marchencho. Classe 1994, in Nazionale dal 2012 e con un record di 19 vittorie in singolare nella competizione, è di certo la tennista più esperta tra le avversarie delle azzurre. A completare la rosa dell’Ucraina ci sono Anhelina Kalinina (numero 48 del mondo ed ex finalista di Roma nel 2023), Katarina Zavatska (n.262) e la doppista Lyudmyla Kichenok. Negli head-to-head le azzurre conducono per 5-0, in virtù dei successi del 1997 (sfida di round robin giocata sui campi di Bari), 2008 (quarti di finale a Olbia), 2010 (sfida di quarti di finale giocata a Kharkiv), 2012 (ancora quarti di finale, disputati a Biella) e 2025 (semifinale nella scorsa edizione di Shenzhen). Le azzurre, bi-campionesse del mondo in carica grazie ai trionfi di Malaga 2024 (in finale sulla Slovacchia) e di Shenzhen 2025 (sugli Stati Uniti), sono per la quarta volta consecutiva nella semifinale della competizione. Per arrivarci in questo caso c’è stato bisogno di una veemente e sofferta rimonta sulla nazionale cinese nei quarti di finale: nel tie giocato ieri, le padrone di casa sono andate in vantaggio grazie al successo in due set di Shuai Zhang su Elisabetta Cocciaretto (6-0 6-2); il pareggio lo ha firmato la miglior Jasmine Paolini degli ultimi mesi che, grazie ad una prestazione impressionante, ha piegato la star di casa Qinwen Zheng con il punteggio di 63 76(4). Il punto del successo lo ha firmato il doppio Errani-Paolini che, dopo oltre due ore di sofferenza contro Guo e Jiang, hanno chiuso con lo score di 6-3 5-7 6-3. Anche l’Ucraina ha avuto bisogno del doppio nella sfida di quarti di finale con il Belgio: dopo le vittorie di Kalinina e Minnen (in tre set sulla Svitolina), il punto decisivo lo hanno messo a segno Kalinina e Kichenok.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Russia, l’esperto di difesa: “Attacchi contro Ue fattibili, potrebbero arrivare dal mare”

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(Adnkronos) – "Tecnologicamente questi attacchi sono fattibili e, anzi, sono facili da portare avanti per i russi con gli strumenti di cui dispongono oggi". Ad affermarlo all'Adnkronos è Xavier Tytelman, esperto di difesa e aeronautica, specializzato nella guerra tra Ucraina e Russia, commentando l'allarme Cia su un possibile attacco della Russia con droni contro la Spagna, la Francia o l'Italia. Un allarme che è stato rivelato dal quotidiano spagnolo El Mundo che ha sottolineato come l'agenzia di intelligence statunitense abbia raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino e le abbia condivise con diversi governi europei. Secondo l’articolo di El Mundo, gli attacchi sarebbero portati avanti con dei droni lanciati dalle navi nel Mediterraneo. L’informazione è confermata da Tytelman: "Se un attacco parte dal territorio russo, deve percorrere migliaia e migliaia di chilometri. Dovrebbe superare tutte le difese della Polonia, della Germania e di tutti i paesi che si trovano prima. Il vantaggio di lanciarlo dal mare è che, in quel punto, non ci sono difese”. Secondo l’esperto, sarebbe facile per la Russia far partire gli attacchi “dalla flotta fantasma, che già naviga nelle acque vicine ai nostri paesi”. “Fino ad ora abbiamo assistito a diverse incursioni di droni probabilmente russi sul territorio europeo, ma non siamo ancora passati allo step successivo, quello di un attacco frontale”, spiega Tytelman. “Se si dovesse arrivare a quello step, i russi hanno preparato tutto il necessario, in particolare quella che viene chiamata containerizzazione”. L’esperto spiega che si tratta di navi civili che transitano al largo con centinaia di container a bordo, e, tra tutte queste navi, ne hanno trasformate alcune in lanciamissili o lanciatori di Shahed (i droni più comuni e economici utilizzati contro l’Ucraina). “Si stima che una sola nave in transito possa trasportare centinaia e centinaia di Shahed”, aggiunge. Tytelman fa l’esempio del missile russo chiamato Club-K: si tratta di un missile lanciato da un container civile che transita al largo. “Non si nota assolutamente alcuna differenza rispetto a un’imbarcazione che trasporta questo missile e altre imbarcazioni civili”, spiega. L’esperto continua parlando dei droni. “In una prima fase è molto più probabile che utilizzino droni anonimi”, dice, escludendo per esempio i droni Gerbera, direttamente attribuibili ai russi, o i droni Shahed. “È più facile che si utilizzino droni commerciali”, aggiunge, indicando ad esempio i cinesi Mugin-5, acquistabili su Alibaba. Teoricamente paesi come l’Italia, la Francia e la Spagna potrebbero difendersi contro un tale attacco, avendo sistemi anti-missili e aerei caccia, “ma dipende di che attacco si parla”, dice Tytelman. “Se parliamo di un attacco portato avanti con centinaia di droni, ci troviamo di fronte a una saturazione che non siamo in grado di gestire in quanto europei, perché non disponiamo di attrezzature come quelle degli ucraini, che hanno degli intercettori molto efficaci ed economici. Noi disponiamo invece solo di missili che costano moltissimo”. (Di Veronica Gennari)  
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America’s Cup, dal 25 al 27 settembre le regate preliminari in diretta su Sky Sport

(Adnkronos) – Torna lo spettacolo dell’America’s Cup su Sky e in streaming su Now. Da domani, venerdì 25 a domenica 27 settembre, il Golfo di Napoli ospiterà la seconda Preliminary Regatta della stagione, dopo l’esordio di maggio a Cagliari. Un evento che rappresenta un importante banco di prova per i team in vista della prossima edizione della competizione velica più prestigiosa e antica al mondo, la Louis Vuitton America’s Cup, in programma a Napoli dal 10 al 18 luglio 2027 e in diretta su Sky Sport. In acqua saranno protagonisti sei team e nove imbarcazioni. I padroni di casa di Luna Rossa, i detentori del trofeo di Emirates Team New Zealand e il team britannico GB1 schiereranno due equipaggi ciascuno. Completano la flotta gli svizzeri di Alinghi, i francesi di La Roche-Posay Racing Team e American Racing Challenger Team Usa. Le regate si disputeranno a bordo degli spettacolari AC40, imbarcazioni foiling capaci di superare i 40 nodi di velocità. 
Sky Sport garantirà un’ampia copertura editoriale dell’evento che sarà trasmesso integralmente su Sky Sport Max, accompagnando gli appassionati attraverso il racconto delle regate preliminari. A guidare la narrazione della competizione sarà Guido Meda, voce di riferimento dell’America’s Cup su Sky, affiancato in telecronaca da Giovanni Bruno e dall’ex olimpionica Flavia Tartaglini. Sandro Donato Grosso seguirà invece l’evento sul campo, con collegamenti, interviste e aggiornamenti in tempo reale. La copertura sarà arricchita da momenti di approfondimento dedicati, con studi pre e post gara in programma da venerdì a domenica, in concomitanza con le dirette delle prove in mare.  
Alla conduzione Francesca Piantanida, insieme a Giulia Fava, velista e vincitrice della Women’s America’s Cup con Luna Rossa nel 2024, per offrire analisi tecniche, commenti e contenuti esclusivi. Ampio spazio all’evento anche su Sky Sport 24, con notizie, approfondimenti, interviste e highlights, oltre che sui canali social ufficiali di @SkySport, sul sito skysport.it e sulla App Sky Sport. 
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Millennial consapevoli ma stressati, boomer caregiver con gli acciacchi: generazioni a confronto

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(Adnkronos) – Sanno che per invecchiare bene bisogna iniziare presto, ma sono anche la generazione che incontra più ostacoli nel trasformare questa consapevolezza in abitudini costanti: l'80% dei 'millennial' ritiene che sia necessario porre le basi per un buon invecchiamento entro i 40 anni, contro il 55% dei 'boomer'. Eppure, negli ultimi 12 mesi, i 30-45enni dichiarano di essersi occupati meno regolarmente di alimentazione, attività fisica, sonno, allenamento della mente e, soprattutto, controlli preventivi e screening. È il paradosso generazionale fotografato da un'indagine realizzata da Elma Research in occasione del X congresso nazionale di Fondazione Onda Ets, 'La crescita delle cronicità in un mondo che invecchia: differenze di genere', appena concluso. La ricerca ha coinvolto 1.000 persone: 640 boomer tra i 65 e i 75 anni e 360 millennial tra i 30 e i 45 anni. Per Fondazione Onda (nata nel 2005 come Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) il paradosso indica una doppia priorità: sostenere chi continua a prendersi cura degli altri – 7 boomer su 10 ancora gestiscono casa e cari, dimostrandosi come una risorsa ancora attiva per famiglie e comunità – e investire oggi sui millennial, consapevoli ma più stressati e con difficoltà a mettere in pratica sane abitudini.  Il 65% del campione tra i 30 e i 45 anni lavora full time e indica nei costi, nella mancanza di tempo e nello stress mentale le principali barriere. Anche l'ecosistema informativo è cambiato: il medico resta il primo riferimento, ma pesa meno che tra i boomer, mentre raddoppiano web e social (34% contro 17%) e cresce il ruolo dello psicologo, figura a cui nel 2024 è ricorso un italiano su 3 (+62% di consulti tra il 2018 e il 2024). "La generazione più consapevole – osserva Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda – è anche quella che incontra più difficoltà a fare spazio alla prevenzione. Chiediamo a Istituzioni e imprese di passare dall'informazione all'attivazione, con politiche pubbliche e programmi di welfare aziendale accessibili nei costi, flessibili nei tempi e non colpevolizzanti: la continuità conta più della perfezione, ma per renderla possibile occorre ridurre le barriere che comprimono la vita quotidiana. Per raggiungere i millennial e aiutarli a diventare gli anziani in salute di domani dobbiamo cambiare il modo in cui comunichiamo, utilizzando i loro canali e il loro linguaggio senza rinunciare all'autorevolezza scientifica. Allo stesso tempo i boomer non sono soltanto destinatari di assistenza, ma una risorsa ancora attiva per famiglie e comunità, con una visione concreta e ottimista degli anni che hanno davanti. Una politica per la longevità deve riconoscere e sostenere anche questa risorsa sociale". Boomer e millennial "ci mostrano due modi diversi di guardare alla salute, al futuro e alla longevità – spiega Massimo Massagrande, Ceo di Elma Research – I boomer, nonostante una maggiore presenza di patologie, restano attivi e progettuali e vedono nella salute la condizione per preservare autonomia e indipendenza. I millennial hanno una consapevolezza più precoce e ambiziosa, molto focalizzata sul benessere psico-emotivo, ma faticano a metterla in pratica perché il presente assorbe energie e risorse. Il paradosso è proprio qui: la generazione più consapevole è anche quella che fatica a immaginare un futuro e a investire oggi nella salute di domani. Per parlare efficacemente di salute e longevità è necessario quindi riconoscere che boomer e millennial attribuiscono significati diversi a salute, tempo e futuro. Servono quindi progettualità e narrative distintive, capaci di rivolgersi a ciascuna generazione in modo mirato, per rendere la prevenzione una possibilità concreta e accessibile e trasformare la consapevolezza in azione". 
Il confronto capovolge, inoltre, il rapporto atteso tra malattia e benessere percepito. Pur avendo quasi il doppio delle cronicità, i boomer sono più soddisfatti per salute mentale, autonomia, possibilità di fare ciò che desiderano e serenità rispetto al futuro. Per loro stare bene significa soprattutto conservare indipendenza e progettualità; tra i millennial acquistano invece più peso serenità emotiva, gestione dello stress e qualità del sonno. Per entrambi, il semplice 'vivere a lungo' si ferma al 16%. "Il confronto tra generazioni ci consegna un messaggio chiaro – conclude Claudio Mencacci, co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e presidente del Comitato scientifico di Fondazione Onda Ets – la prevenzione non può iniziare quando la malattia è già presente. I millennial sanno che bisogna agire presto; la maggiore diffusione delle cronicità tra i boomer mostra quanto questa scelta possa incidere nel tempo. Trasformare la consapevolezza in comportamenti concreti significa ridurre i fattori di rischio e proteggere anche la salute mentale: nelle principali malattie croniche la prevalenza di ansia e depressione è generalmente compresa tra il 20% e il 40% e tende a crescere con il dolore, la disabilità e la gravità della patologia. Nel dolore cronico, una metanalisi pubblicata su 'Jama Network Open' nel 2025, condotta su oltre 347mila persone, rileva depressione nel 39,3% dei casi e ansia nel 40,2%, con percentuali superiori al 50% nella fibromialgia e un impatto spesso maggiore sulle donne. Nella donna con malattia cronica la salute mentale non è dunque una comorbidità accessoria, ma parte integrante della malattia e del suo esito: per questo salute fisica e psicologica devono essere tutelate insieme, dalla prevenzione alla presa in carico".  
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Le Terre del Balsamico, consegnate le Chiavi dell’Acetaia d’Italia a Lollobrigida

MODENA (ITALPRESS) – Il Premio “Le Chiavi dell’Acetaia d’Italia” 2026 è stato conferito ieri, giovedì 24 settembre, al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. La consegna si è svolta nella Galleria Centrale dei Laboratori Aperti Ex Centrale AEM di Modena, nell’ambito della settimana di iniziative che accompagna il territorio verso Acetaie Aperte, in programma domenica 27 settembre. Il Premio è stato consegnato al ministro Francesco Lollobrigida da Enrico Corsini, presidente de Le Terre del Balsamico e del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, e da Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena. Alla cerimonia sono intervenuti anche Massimo Mezzetti, sindaco di Modena; Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna; Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia; Giacomo Ponti, presidente di Federvini; Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale; e Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita e di Origin Italia. L’incontro, moderato da Federico Desimoni, direttore del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, ha visto la presenza congiunta delle istituzioni e dei rappresentanti del sistema delle Indicazioni Geografiche e ha sottolineato il valore di una strategia condivisa per la tutela e la promozione del patrimonio balsamico modenese.
“Ringrazio per questo prestigioso riconoscimento, che testimonia il comune impegno nella tutela delle nostre eccellenze. L’Aceto Balsamico di Modena – commenta il Ministro Francesco Lollobrigida – è frutto del lavoro, della storia e dell’identità di un territorio. Dobbiamo difenderlo dalle imitazioni, garantire informazioni chiare ai consumatori e proteggere le imprese e il valore economico e culturale che generano”.
Istituito nel 2002, il Premio “Le Chiavi dell’Acetaia d’Italia” viene assegnato a personalità del mondo economico, accademico e istituzionale che si sono distinte per il contributo alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e, più in generale, del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche. Il conferimento al ministro Lollobrigida riconosce l’attenzione delle istituzioni nazionali verso le produzioni DOP e IGP e il ruolo dei Consorzi di tutela nello sviluppo economico, sociale e culturale dei territori.
Nel corso della cerimonia, Le Terre del Balsamico ha inoltre ricevuto il riconoscimento onorifico di «Ambasciatore della Cucina Italiana nel Mondo – Patrimonio UNESCO», assegnato per l’impegno nella tutela, nella valorizzazione e nella promozione internazionale dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Un riconoscimento che premia il lavoro condiviso dei due Consorzi e il contributo del sistema balsamico modenese alla conoscenza della cultura gastronomica italiana nel mondo.
“Consegnare al ministro Lollobrigida le Chiavi dell’Acetaia d’Italia significa affidargli simbolicamente l’accesso a un patrimonio fatto di famiglie, imprese, saperi e tempo – dichiara Enrico Corsini -. E’ anche un riconoscimento all’attenzione riservata alle Indicazioni Geografiche e al lavoro dei Consorzi.
Questa cerimonia, alla vigilia di Acetaie Aperte, rende ancora più evidente quanto sia importante fare sistema: solo unendo tutela, promozione e accoglienza possiamo far conoscere nel mondo i nostri Aceti Balsamici e, insieme a essi, Modena e il suo territorio”.
“L’Aceto Balsamico di Modena IGP e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP sono espressioni diverse e complementari di una stessa terra. – aggiunge Cesare Mazzetti – La sinergia dei due Consorzi conferma la volontà di lavorare insieme, valorizzando l’identità di ciascuna denominazione e costruendo occasioni capaci di avvicinare il pubblico alla qualità certificata, alla cultura produttiva e alle persone che ne sono custodi. Dare le Chiavi dell’Acetaia d’Italia al ministro Lollobrigida è l’occasione per ringraziarlo per quanto fatto per la filiera e per il territorio”.
La consegna delle Chiavi si inserisce nel percorso di avvicinamento ad Acetaie Aperte 2026, la giornata promossa da Le Terre del Balsamico che domenica 27 settembre coinvolgerà 43 acetaie e realtà della provincia di Modena. Produttori, acetaie familiari e comunali e luoghi della cultura balsamica accoglieranno visitatori, famiglie e appassionati con visite guidate, degustazioni, dimostrazioni di cottura del mosto, travasi e rincalzi, masterclass, abbinamenti gastronomici e attività dedicate al paesaggio e alla biodiversità.
Dalla cerimonia istituzionale all’incontro diretto con i produttori, le due iniziative compongono un unico racconto: quello di un prodotto che nasce da una tradizione profondamente radicata nel territorio e che trova nel turismo enogastronomico uno strumento decisivo di conoscenza e promozione. Entrare nelle acetaie consente infatti di comprendere da vicino il valore delle denominazioni, delle competenze tramandate nel tempo e del legame tra il Balsamico, il paesaggio e la comunità modenese.
Il programma completo di Acetaie Aperte, con orari, indirizzi, modalità di accesso e indicazioni per le prenotazioni, è disponibile su www.acetaieaperte.com.

– Foto ufficio stampa Acetaie Aperte –
(ITALPRESS).

Tabacco, Scordamaglia (Filiera Italia): “Accordo Philip Morris ha anticipato in 15 anni oltre 13 mld di valore aggiunto”

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(Adnkronos) – “Questa forma di contratto di filiera ha aperto la strada a tutti i contratti di filiera oltre 15 anni fa, e ha creato oltre 3 miliardi di euro di valore, tra investimenti e ritorni lungo tutta la fase della filiera, con un’equa distribuzione del valore creato”.  Lo ha dichiarato Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, intervenendo al Roadshow “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, promosso da Coldiretti e Philip Morris Italia per celebrare i quindici anni dell’accordo di filiera tra l’azienda e il mondo agricolo italiano. Scordamaglia ha sottolineato come il modello abbia anticipato strumenti e temi oggi al centro del dibattito europeo. “Abbiamo anticipato temi che oggi sono di fondamentale importanza: un long term commitment addirittura di 10 anni, la certezza di un collocamento, di un prezzo trasparente, di investimenti, digitalizzazione e sostenibilità sono parole che oggi a livello europeo si cominciano a usare, ma che questa filiera ha reso concrete già 15 anni fa e per i prossimi 10 anni”, ha spiegato. “Quindi – ha aggiunto – io credo che abbia fatto bene al Paese, abbia fatto bene ai produttori agricoli e, attraverso strumenti che ovviamente nel momento in cui si decide di fumare sono sicuramente meno impattanti di altri, abbia fatto bene anche allo stesso cittadino”.  Nel suo intervento, l’ad di Filiera Italia ha allargato il ragionamento alla politica commerciale europea e alla necessità, a suo avviso, di rafforzare la tutela delle filiere produttive comunitarie. “C’è una sola via: se l’Europa vuole continuare ad essere destinata all’ininfluenza, è cambiare questa leadership”, ha affermato Scordamaglia, parlando di “approcci assolutamente antistorici” nelle politiche europee. “Continuiamo ad importare da Paesi terzi prodotti che non sono conformi ai nostri standard produttivi. Questo vale per il nostro cibo e vale anche, per esempio, per i prodotti da fumo”, ha proseguito. “Assistiamo a sistemi che facilitano l’importazione di una nicotina sintetica dalla Cina e che consegnerebbero la salute dei nostri consumatori, alla distruzione delle nostre filiere, a Paesi terzi che non rispettano le nostre regole”. Da qui l’appello a un cambio di approccio a livello europeo: “O l’Europa ha il coraggio di invertire questi trend assolutamente inaccettabili o è destinata a fallire. Noi chiaramente non lo consentiremo, nell’interesse dei nostri produttori ma anche dei cittadini europei”. 
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Tabacco, Trippella (Philip Morris): “Accordi di filiera fino al 2035, attenzione a regole e accise”

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(Adnkronos) – “Quest’anno celebriamo 15 anni dal primo accordo di filiera che abbiamo siglato nel 2011 con Coldiretti.  Il nostro principale partner in Italia è la filiera agricola e, nel Memorandum of Understanding firmato con il Ministero dell’Agricoltura dal 2011, rinnovato per molti anni, l’impegno arriva oggi fino al 2035”. Lo ha detto Cesare Trippella, director value chain and external engagement Philip Morris, intervenendo sul futuro della filiera tabacchicola italiana e sull’importanza degli accordi di lungo periodo per agricoltori e imprese. “Questi accordi sono molto importanti perché danno certezze e prospettive ai coltivatori”, ha sottolineato Trippella, evidenziando in particolare il tema della successione generazionale. “Questo accordo non è fatto solamente di acquisti di tabacco, quindi di investimenti diretti per i coltivatori, ma anche di programmi come ‘Digital farmer’, per introdurre nuovi coltivatori, nuove generazioni nell’agricoltura e nel distretto agricolo”. “Quindi guardiamo al futuro con questo accordo, mentre le sfide del cambiamento climatico, le sfide dell’innovazione e le sfide del futuro delle competenze le affrontiamo con questo accordo di lunga durata”, ha aggiunto.  Il rappresentante di Philip Morris ha però richiamato l’attenzione anche sull’evoluzione del quadro normativo, con particolare riferimento alla revisione della direttiva europea sui prodotti del tabacco e alla disciplina fiscale. “Le altre sfide che vengono da Bruxelles sono molto pericolose per il settore, perché proprio in questo momento stanno discutendo un’accelerazione che noi consideriamo non adeguata sulla nuova TPD, cioè sulla direttiva sui prodotti, e soprattutto anche quella sull’accisa del tabacco, che potrebbe mettere a rischio questo settore”. Trippella ha quindi rivendicato il ruolo della filiera legale del tabacco e l’importanza di un quadro regolatorio che, secondo l’azienda, tenga conto anche del rischio di crescita del mercato illecito. “Il settore legale genera molte risorse per il Governo italiano ed è un business legale che apporta molte risorse e che permette anche che in Italia ci sia il più basso livello di mercato illegale del tabacco in Europa, cioè l’1%”. Solamente un esempio: in Francia, dove hanno raddoppiato il prezzo delle sigarette, quindi è aumentata l’accisa, il tabacco illegale è arrivato al 40%, con una perdita per lo Stato francese di circa 9 miliardi di euro all’anno”, ha proseguito. “Quindi attenzione: noi abbiamo fatto accordi di lunga durata, però bisogna vigilare sulle regolamentazioni che possono mettere in crisi il settore. Un segnale ai nostri legislatori affinché prendano delle decisioni di buon senso, adeguate e graduali, ma di buon senso”, ha concluso Trippella. 
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