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Fischi all'Olimpico durante l'inno belga. Oggi, venerdì 25 settembre, l'Italia affronta i Diavoli Rossi nella prima giornata della nuova edizione di Nations League, in una partita carica di emozione per il minuto di silenzio per Sandro Mazzola e l'omaggio a Franco Baresi, ma in cui il pubblico non si è fatto notare per fair play. Durante gli inni nazionali infatti, quando nelle casse dell'Olimpico è risuonato quello del Belgio, una buona parte dei circa 40mila spettatori ha fischiato. Il resto dello stadio ha coperto invece i fischi applaudendo.
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Italia, fischi all’Olimpico durante l’inno belga
Falsa partenza per Mancini, Italia sconfitta 2-0 dal Belgio all’Olimpico
ROMA (ITALPRESS) – Eppur si muove. L’Olimpico di Roma – che cinque anni fa dava il via alla splendida cavalcata culminata a Wembley – da carrozza diventa zucca e il nuovo corso azzurro con Roberto Mancini di nuovo al timone parte col piede sbagliato. Un Belgio che come l’Italia è in fase di ristrutturazione, ma sicuramente molto più avanti nei lavori, mette subito in salita la nostra Nations League: 2-0 con le reti di Godts e Lukebakio ma poteva andare decisamente peggio, soprattutto per quanto visto nel primo tempo. La strada per uscire dalle sabbie mobili, si sapeva, sarà lunga e tortuosa ma qualche timido segnale incoraggiante, soprattutto nella prima parte della ripresa, si è visto. Ed è da lì che bisogna ripartire, a cominciare dalla trasferta turca di lunedì a casa Montella.
Mancini, come nelle previsioni, rispolvera il 4-3-3 che ha contraddistinto il suo primo mandato, lanciando dal primo minuto Romano in regia con Barella e Tonali a fargli da scudieri e Kean largo nel tridente completato da Pio Esposito come riferimento centrale e Cambiaghi sulla corsia mancina. Sull’altro fronte Van Bommel, all’esordio sulla panchina dei Diavoli Rossi, affida le chiavi dell’attacco all’atalantino De Ketelaere, con De Bruyne a galleggiare fra mediana e trequarti. Ed è proprio il giocatore del Napoli che prova ad accendere la sfida con l’imbucata al 7′ per De Ketelaere il cui diagonale trova Donnarumma reattivo. La risposta azzurra è nel palo di Esposito cancellato dalla bandierina del guardalinee, con un’Italia che però fatica a divincolarsi dalla morsa belga e che al 20′, al primo vero errore, viene punita: passaggio orizzontale di Romano intercettato da De Ketelaere, verticalizzazione immediata di De Bruyne per Godts che mette a sedere Mancini e Coppola e fredda Donnarumma. Gli azzurri sbandano e solo le parate di Gigio su De Keteleare, Raskin e ancora Godts ci tengono a galla. Il cross di Cambiaghi su cui Kean non trova la correzione vincente è una boccata d’ossigeno che nella ripresa diventa qualcosa di più. Lammens si prende la scena salvando di piede sull’attaccante del Como e poi negando l’1-1 a Esposito ma nel miglior momento dell’Italia – dentro anche Scalvini, Frattesi e Maldini per Coppola, Romano ed Esposito – arriva il raddoppio belga: altra palla persa, stavolta da Barella, e ripartenza veloce dei Diavoli Rossi con Lukebakio, entrato per Moreira, che da fuori manda al tappeto gli azzurri. C’è spazio anche per il debutto di Doumbia e Zoma e una chance di accorciare fallita da Scalvini ma per allontanare le nuvole di Zenica servirà di più.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Caso Garlasco, Tg1: i pm sentono il generale Garofano e gli ex del Ris
(Adnkronos) – Secondo quanto riporta il Tg1, fra gli ultimi atti istruttori a sorpresa, la procura di Pavia ha sentito Luciano Garofano, ex generale del Ris di Parma, e alcuni ufficiali del Ris che nel 2007 indagarono sull'omicidio di Chiara Poggi. Secondo quanto riferito dal Tg1, Garofano è stato ascoltato come persona informata sui fatti per circa 90 minuti e in precedenza sono stati ascoltati anche altri ufficiali di allora del Ris che collaborarono alle indagini. Massimo riserbo sul contenuto del faccia a faccia. Non si escludono approfondimenti sulle indagini scientifiche del 2007 al centro dei nuovi accertamenti della procura di Pavia.
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Formula 1, Verstappen furioso con la Red Bull: “Li ho mandati a fan***o”
(Adnkronos) –
Max Verstappen furioso con la Red Bull dopo le qualifiche del Gran Premio dell'Azerbaigian. Oggi, venerdì 25 settembre, il pilota olandese, che aveva fatto segnare ottime prestazioni nelle prove libere, ha chiuso con l'ottavo tempo, riscontrando qualche problema sulla sua vettura. "Durante tutta la qualifica il motore non ha funzionato. Abbiamo fatto un aggiustamento alla macchina che non è stato del tutto positivo. Rispetto al mio compagno di squadra (Isack Hadjar, che partirà quarto in griglia, ndr) ero già mezzo secondo più lento sui rettilinei", ha detto Verstappen in zona mista, "e poi in Q3 quando bisognava spingere nel giro intermedio, improvvisamente la batteria non era piena, non si riusciva caricare, non funzionava, e poi mi hanno detto: 'Devi spingere con mezza batteria, io ho risposto di andare a fan***o. Ero davvero stufo. Ti prepari così bene per tutto il weekend, la macchina va bene, e poi tutto va a rotoli in qualifica, non c'è più niente che puoi fare al riguardo". "Dopo quel giro che ho dovuto interrompere la mia qualifica perché la batteria era piena soltanto a metà, le gomme si sono raffreddate troppo, non potevo spingere perché non funzionava, quindi non riescivo a portare abbastanza temperatura in quelle gomme", ha raccontato Verstappen, "quindi anche in quell'ultimo giro semplicemente non avevo la giusta aderenza e un problema con il motore. Quindi sì, c'è qualcosa di seriamente sbagliato".
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Quattro soldati italiani feriti nell’esercitazione Nato in Lettonia
(Adnkronos) –
Quattro militari italiani impegnati nella missione Nato in Lettonia sono rimasti feriti nel corso di un incidente avvenuto durante un addestramento. Secondo quanto rende noto il ministero della Difesa nel tardo pomeriggio di oggi, nel corso di un’esercitazione a fuoco presso l’area addestrativa di Ādaži, in Lettonia, si è verificato un incidente che ha coinvolto quattro militari italiani dell’Esercito, appartenenti all’11esimo Reggimento Bersaglieri, impegnati nell’ambito della missione Nato Forward Land Forces (Flf) in Lettonia. Per cause attualmente in corso di accertamento, durante l’esercitazione si è verificato un incidente con un'arma da fuoco non automatizzata installata su un veicolo militare italiano. I colpi esplosi hanno raggiunto un altro veicolo militare italiano sul quale si trovavano i quattro militari coinvolti. I quattro militari sono stati immediatamente soccorsi e trasferiti presso una struttura sanitaria di Riga, dove sono attualmente sottoposti alle cure e agli accertamenti necessari. Secondo le informazioni attualmente disponibili, uno dei quattro militari presenta condizioni più serie. Nessuno dei militari risulta, al momento, in pericolo di vita. Sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per accertare le cause e ricostruire la dinamica dell’accaduto. I familiari sono stati informati.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è costantemente informato dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e dal Comandante del Covi, generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci. Il ministro, i Vertici militari e la Difesa tutta sono vicini ai propri commilitoni feriti e alle loro famiglie con l’augurio di una pronta guarigione.
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A Palermo il convegno per i 100 anni dalla nascita di Pino Rauti
PALERMO (ITALPRESS) – Non solo la celebrazione di un personaggio centrale nella storia della destra italiana del secondo Novecento, ma un viaggio a tutto tondo in quello che era il suo pensiero, le battaglie e l’eredità che avrebbe lasciato alle generazioni successive. A Villa Zito a Palermo si è svolto il convegno “Pino Rauti a 100 anni dalla nascita. L’uomo, il politico, intellettuale e le idee”: a organizzarlo la Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, che ha coinvolto nell’evento una serie di personalità politiche e intellettuali che hanno conosciuto da vicino l’ex esponente dell’Msi e ne hanno seguito l’insegnamento. L’iniziativa si inserisce nel novero di una serie di eventi che, in tutta Italia, celebrano i cent’anni dalla sua nascita. Tra i presenti Isabella Rauti, figlia di Pino e sottosegretaria alla Difesa nonché presidente del Centro Studi Pino Rauti: con lei, tra gli altri, il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, la deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi e il senatore Raoul Russo; a moderare i lavori è Fabio Tricoli, presidente della Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli.
“A novembre ricorre il centenario della nascita di mio padre – sottolinea Isabella Rauti – Stiamo organizzando una serie di eventi che andranno oltre la fine di quest’anno, a Roma ci sarà la presentazione alla Camera degli atti con i discorsi parlamentari e politici, nonché con una mostra documentale. È un crescendo di richieste per organizzare incontri culturali, intellettuali e di analisi sulla sua figura: Pino Rauti ha avuto una vita avventurosa, quasi simile a un romanzo, di cui pochi conoscono i tratti; si conosce di più il Rauti politico, che ha lasciato molti scritti e molte tracce concentriche del suo pensiero. Queste tracce sono la formazione culturale e politica, che ha sempre messo al primo posto davanti anche alla ricerca del consenso, la formazione della classe dirigente, un’abitudine allo studio, l’idea che l’Msi dovesse essere portatore non solo di valori ma di un modello politico alternativo che fosse una terza via oltre il socialismo realizzato, il marxismo, il comunismo e le etichette ottocentesche di destra e sinistra: un modello sociale, comunitario, solidale, con i bisogni della persona al centro di ogni declinazione politica; ancora oggi emergono tanti spunti e temi di attualità, perché ha avuto una visione profetica al punto da risultare a volte inattuale nel suo tempo e molto attuale oggi”.
L’omaggio a Pino Rauti, spiega Tricoli, è “doveroso, soprattutto da parte di un ente come la Fondazione Tricoli che ha nella memoria storica e nella memoria della destra italiana uno dei suoi obiettivi principali. Rauti è stato un leader carismatico, un uomo che ancora oggi è ricordato per la sua capacità, lo spessore culturale, il carisma, la forza intellettuale ancor prima che politica di forgiare intere classi dirigenti nonché tanti giovani militanti: parlare di lui oggi è un omaggio, ma anche un modo per capire quanto sia stato attuale il suo pensiero soprattutto per quanto riguarda la capacità di prevedere i fenomeni migratori e parlare di Europa-nazione in un momento in cui esistevano solo Usa e Urss come grandi blocchi contrapposti. C’è anche il tema dell’ecologismo, che a destra a quel tempo sembrava un’eresia: fu un grande leader, ancora oggi merita di essere ricordato. Lo faremo insieme a Isabella Rauti e al Centro Studi Pino Rauti, che ci ha onorato di quest’iniziativa: ci sono tanti esponenti politici per ricordarlo e parlare di lui raccontando il rapporto personale e il rilievo politico avuto nella storia dell’Msi e nella formazione culturale delle classi dirigenti della destra italiana”. Il presidente della Fondazione Tricoli si sofferma poi sul rapporto tra il padre Giuseppe e Pino Rauti: “Sono sempre stati su posizioni diverse, se non opposte, all’interno dell’Msi: la forza del pensiero della destra però era proprio questa dialettica fatta di confronto e di scontro all’interno dei congressi, ma con uno spessore politico e culturale che oggi stento a vedere nei congressi e nei dibattiti dei partiti attuali; il tutto alla fine raggiungeva una sintesi politica che si trasformava in grandi idee, che ancora oggi resistono. Pino Rauti ha avuto la grande capacità di anticipare la questione migratoria e l’islamizzazione della società: fino a cinquant’anni fa era scarsamente immaginabile, oggi è una realtà con cui ci confrontiamo quotidianamente con tutte le ricadute che conosciamo sui piani della sicurezza, della scuola e del lavoro. Il mio ricordo è quello di una contrapposizione, da cui sono usciti fuori idee, progetti e visioni del mondo di uno spessore culturale e intellettuale oggi difficilmente reperibile in politica”.
Nel tracciare un profilo di Pino Rauti, Cannella lo definisce “un personaggio contemporaneo: la sua cifra culturale è quella di un pensatore, un ideologo e un intellettuale che in anni passati aveva già intravisto le insidie della nostra contemporaneità attraverso lo studio dei temi etici ed ecologici e dei flussi migratori. In anni che sembravano lontani dai problemi attuali aveva già individuato gli aspetti su cui la politica doveva interrogarsi e trovare soluzioni: ha offerto analisi e soluzioni a problemi che non hanno una connotazione politica, ma riguardano l’intero paese”.
Gli fa eco Varchi, secondo cui l’ex esponente dell’Msi “rappresenta un unicum nel panorama politico italiano: è riuscito a passare alla storia non solo per le azioni, ma per le sue idee. Credo che questa sia la cifra più importante della sua vita e della carriera politica, nonché quello che oggi celebriamo davvero: le sue idee ci pongono ancora di fronte a interrogativi sulla vera visione della politica. Europa e Mediterraneo erano presenti nel suo agire e nel suo ideale, oggi proviamo a declinarli anche in Sicilia e a Palermo: le sue battaglie erano l’ambiente e un’economia e che mettesse al centro l’uomo e non i consumi; sono battaglie ancora attuali, a dimostrazione che devono essere le idee a muovere la politica e non il contrario. È un personaggio ancora molto contemporaneo: quello che ha scritto e gli interrogativi che ha posto sul ruolo dell’uomo all’interno della società sono oggi più vivi che mai. La politica deve avere il coraggio di anteporre la visione ai temi quotidiani, all’ordinaria amministrazione, ai dibattiti da retrobottega, alle candidature: Pino Rauti su questo è stato il maestro”.
Da ‘rautiano’ della prima ora, Russo evidenzia come “appartengo a una generazione in cui lui lanciò la sua sfida per conquistare la segreteria dell’Msi dopo la fine dell’almirantismo: per me Rauti è arrivato nel momento in cui sono entrato in politica, seguendo una persona già anziana ma che per noi giovani aveva una visione estremamente lungimirante e contemporanea. Ci ha insegnato un metodo: la politica è ricerca del cambiamento seguendo non necessariamente le mode o il compromesso, ma il sogno. Questo può avvenire attraverso lo studio e la proposizione politica: lo stiamo declinando attualmente, è stato tra i precursori di un pensiero che ha consentito alla destra italiana di andare al governo”.
Centrato il 5+1 al Superenalotto a Palermo, vinti 417.320,75 euro
ROMA (ITALPRESS) – E’ stato realizzato un “5+1” al Superenalotto da 417.320,75 euro a Palermo. Questa la combinazione vincente del concorso SuperEnalotto di oggi: 10-18-26-33-39-45. Numero Jolly: 89. Numero Superstar: 48. Nessun “6”. Il jackpot stimato a disposizione del “6” per il prossimo concorso è pari a 32.600.000,00 euro.
Il “5+1” da 417.320,75 è stato realizzato a Palermo “presso il punto vendita Tabacchi, situato in via dei Nebrodi 50/52, tramite schedina 2 pannelli”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
86enne investito da uno scooter a Ragusa mentre usciva da una farmacia
RAGUSA (ITALPRESS) – Un uomo di 86 anni è stato investito da uno scooter mentre usciva da una farmacia in viale dei Platani, a Ragusa. L’anziano è stato soccorso dal personale dei Vigili del Fuoco, che transitava lungo la strada di rientro da un altro intervento e ha assistito all’incidente. I vigili del fuoco hanno prestato le prime cure all’uomo, in attesa dell’arrivo del personale del 118. Una volta giunti sul posto, i sanitari hanno preso in carico l’86enne e lo hanno trasferito all’ospedale Giovanni Paolo II per gli accertamenti e le cure del caso.
– foto ufficio stampa Vigili del Fuoco –
(ITALPRESS).
Alcaraz scatenato in Laver Cup, la reazione show dopo il match point
(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz scatenato in Laver Cup. Il tennista spagnolo è impegnato nel torneo che mette di fronte Team Europe contro Team World e che ha preso il via oggi, venerdì 25 settembre, a Londra. Una competizione particolarmente sentita da Alcaraz, tornato in campo agli US Open dopo l'infortunio al polso rimediato a Barcellona che lo ha tenuto lontano dai campi per oltre quattro mesi. Durante la prima sfida tra il norvegese Casper Ruud e l'argentino Francisco Cerundolo, le telecamere di SuperTennis hanno catturato le reazioni di Alcaraz, che ha vissuto soprattutto il super tie break che ha deciso il match con particolare ansia. Quando Ruud ha trasformato il match point, vincendo il match con il punteggio di 6-7 (4), 6-4, 10-8 e regalando così il primo punto al Team Europe, lo spagnolo è prima 'collassato' su Cobolli e Zverev e poi si è lasciato andare a un urlo liberatorio.
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Caltanissetta, sorelline trasferite in comunità. Parla il padre: “Vogliono tornare a casa”
(Adnkronos) – "La prima cosa che mi hanno chiesto è stata: 'Papà, quando torniamo a casa?'. Non sapevo cosa dire, li ho rassicurati. 'Presto, tornate presto', ho detto loro. Dentro, però, provo un grande dolore e tanta rabbia". Alessandro Costanza, il papà delle due sorelline di San Cataldo in provincia di Caltanissetta, scomparse venerdì scorso e ritrovate il giorno successivo in un negozio poco distante da casa, dove avevano trascorso la notte per emulare una challenge su YouTube, è un fiume in piena. I suoi figli – tre maschietti e tre femminucce, di età compresa tra i 5 e i 13 anni – sono da quasi una settimana in una comunità. Oggi per un'ora ha avuto l'opportunità di incontrarli. "Fisicamente stanno bene – racconta all'Adnkronos – ma psicologicamente sono provati. La più grande mi ha detto: 'Papà, ma perché in tv parlano di maltrattamenti se tu ci hai sempre amato?'. Non possono capire quello che sta succedendo. E' un'ingiustizia tenere sei bambini là dentro per una marachella e lo è anche infangare il papà: io ho dimostrato di essere sempre dedito ai miei figli, di amarli, rispettarli, educarli e coccolarli. Sono la mia vita". Da tre anni Costanza era seguito dai servizi sociali. Negli ultimi mesi, dopo la separazione dalla sua ex moglie, aveva ottenuto l'affidamento esclusivo dei bambini. "Ho dimostrato durante tutto questo tempo di essere in grado da solo e con l'aiuto delle baby-sitter di crescerli e di prendermi cura di loro. Ho lottato per poterli avere con me e qualche mese fa i servizi sociali hanno confermato la mia idoneità genitoriale". Costanza ammette l'errore commesso nelle ore immediatamente successive alla scomparsa delle due bimbe. "Ho sbagliato a non andare subito dai carabinieri, ma ero terrorizzato. Nei primi minuti ho pensato a un banale ritardo, poi sono subentrati sentimenti contrastanti: preoccupazione, ansia, terrore. Ho pensato 'magari è una bravata' e non ho voluto creare allarmismi. Ho commesso un grandissimo errore ma essendo stato seguito dai servizi sociali ho temuto che me li portassero via, come poi è successo. Solo io so tutti i sacrifici fatti in questi tre anni per dimostrare quanto ami i miei figli". Per tutta la notte Costanza ha cercato le due bambine. L'indomani il ritrovamento. "Quel negozio per loro è un ambiente familiare, conoscono la titolare e amano quel posto pieno di vestiti e trucchi", aggiunge. Nell'esercizio commerciale in corso Vittorio Emanuele, le due sorelline hanno trascorso la notte per emulare una sfida social. "Solo le mie figlie più grandi hanno il cellulare e io so sempre cosa guardano. Quei video sono guardati da tanti altri loro coetanei, ma certo non avrei potuto prevedere che volessero emularli. E' stata una bravata". Costanza è "fiducioso" che "le istituzioni rimanderanno a casa il più presto possibile" i suoi figli, ma si dice pronto – se necessario – a una dura battaglia legale. "Questi bambini non meritano di stare là dentro. Sono la mia vita. Ho dimostrato durante questi tre anni di essere una persona impeccabile. Ho fatto un errore, ma l'ho fatto in buona fede e per un senso di protezione. Rivoglio i miei figli e i miei figli vogliono tornare a casa".
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