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Ritorno a scuola, pediatri Sipps: “Le 7 regole d’oro per ripartire con energia”

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(Adnkronos) – I rientro a scuola, per circa 7 milioni di studenti italiani, segna la fine delle vacanze estive e l'inizio di una nuova fase fatta di lezioni, attività sportive, impegni extrascolastici e nuove sfide. Un momento importante, che richiede una graduale ripresa delle corrette abitudini quotidiane per affrontare con energia, concentrazione e benessere il nuovo anno scolastico. Proprio in vista del ritorno sui banchi, l'alimentazione ricopre un ruolo chiave, strettamente collegata alla crescita, alle capacità di apprendimento e al benessere psicofisico dei più giovani. Per questo la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) invita le famiglie a sfruttare le settimane che precedono l'inizio della scuola per ristabilire ritmi regolari e abitudini salutari suggerendo 7 regole d’oro per ripartire con il piede giusto. "Il ritorno a scuola rappresenta ogni anno un momento fondamentale per recuperare gradualmente la routine e i comportamenti che favoriscono la salute delle bambine e dei bambini – spiega Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps – Una colazione completa, pasti equilibrati consumati con regolarità, merende con frutta fresca di tutti i colori e di stagione, un'adeguata idratazione, attività fisica quotidiana e un sonno di qualità costituiscono i pilastri per sostenere la crescita e affrontare con le giuste energie le giornate scolastiche”. Secondo i pediatri della Sipps, il ritorno alla routine richiede alcuni semplici accorgimenti: 1) Ripristinare gradualmente orari regolari per sonno e risveglio; 2) Non saltare la colazione, primo carburante della giornata; 3)Mantenere una corretta distribuzione dei pasti durante la giornata. Quindi: 4) Scegliere merende nutrienti ed equilibrate; 5) Bere acqua regolarmente; 6) Praticare attività fisica ogni giorno. Infine: 7) Favorire i pasti in famiglia, escludendo l'uso di smartphone, tablet e televisione durante il pranzo e la cena. Le abitudini alimentari – riferisce una nota – non dipendono esclusivamente da ciò che si mangia, ma anche dal contesto in cui i pasti vengono consumati: la regolarità degli orari, la convivialità e l’attenzione al momento del pasto contribuiscono a sviluppare un rapporto più sano ed equilibrato con il cibo. Il rientro alla normalità non significa infatti rinunciare alla scoperta e alla curiosità che caratterizzano l'estate. A tavola è quindi possibile continuare a viaggiare, conoscere nuove culture e sperimentare sapori diversi. Nasce proprio da questa idea ‘Nutripiatto senza confini’, il progetto promosso da Nestlé in collaborazione con l'Università Campus Bio-Medico di Roma e la Sipps, che amplia il modello educativo di Nutripiatto integrando alimenti e tradizioni gastronomiche provenienti da diverse culture del mondo. L'obiettivo è aiutare le famiglie a preparare pasti nutrizionalmente equilibrati e, al tempo stesso, rappresentativi della crescente multiculturalità presente nelle scuole e nella società italiana.  La regola rimane semplice e immediata: metà del piatto deve essere composta da verdure e ortaggi, un quarto da cereali, pasta (meglio integrali) e patate, e un quarto da fonti proteiche come carne, pesce, uova, legumi o latticini. A completare il pasto, olio extravergine d'oliva, frutta fresca di tutti i colori e di stagione e acqua. La novità risiede negli ingredienti: accanto agli alimenti tipici della tradizione italiana, trovano spazio prodotti e ricette provenienti da altre culture, come il pak choi, i fagioli neri, il teff, il kefir e molti altri alimenti che consentono ai bambini e alle bambine di scoprire il mondo attraverso il cibo, mantenendo un corretto equilibrio nutrizionale. “Nutripiatto senza confini – sottolinea Di Mauro – nasce dall'esigenza, osservata anche dai nostri pediatri sul territorio, di sviluppare strumenti scientificamente validi ma al tempo stesso accessibili, inclusivi e culturalmente adattati alle caratteristiche delle famiglie di oggi. In una società sempre più multiculturale, il cibo può diventare un importante veicolo di conoscenza, integrazione e dialogo”.  Secondo le più recenti elaborazioni della Fondazione Ismu-Iniziative e studi sulla multietnicità su dati del ministero dell'Istruzione e del merito del settembre 2025, nelle scuole italiane sono presenti oltre 930mila studenti provenienti da contesti culturali diversi e la maggior parte di loro è nata nel nostro Paese. Nelle aule si incontrano lingue, tradizioni e abitudini che si riflettono anche nel modo di vivere il cibo. "Con la ripresa della scuola, molte famiglie si trovano a dover conciliare tempi ristretti, gusti differenti ed esigenze alimentari diverse – osserva Di Mauro – Nutripiatto senza confini offre un supporto pratico e immediato, dimostrando che è possibile seguire un'alimentazione corretta, valorizzando al contempo tradizioni culinarie provenienti da culture diverse. Un messaggio particolarmente significativo nelle classi di oggi, dove la diversità rappresenta una ricchezza e il cibo può trasformarsi in un'opportunità di incontro e inclusione". Il ritorno a scuola – conclude la nota – può quindi diventare l'occasione non solo per recuperare le buone abitudini, ma anche per educare i più piccoli a un'alimentazione sana, equilibrata e aperta al mondo: un viaggio che parte dalla tavola e accompagna le nuove generazioni nella crescita, ogni giorno. 
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Busnelli (Amazon): “Dal 2010 30 miliardi investiti e 19.000 posti di lavoro creati in Italia”

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(Adnkronos) – Oltre 30 miliardi di euro investiti dal 2010 e 19.000 posti di lavoro creati. Sono i numeri chiave dell’impatto economico di Amazon in Italia. A ricordarli Giorgio Busnelli, vp e Country Manager di Amazon Italia. "Quando nel 2010 abbiamo aperto lo store Amazon in Italia, l'obiettivo era semplice: offrire ai clienti italiani una selezione più ampia, prezzi competitivi e un servizio affidabile. Quindici anni dopo, la presenza di Amazon in Italia si è trasformata in una rete di infrastrutture, persone, partner e imprese che genera valore ben oltre le attività dirette della nostra azienda", afferma. Busnelli analizza, quindi, i 6 modi in cui Amazon contribuisce ogni giorno alla crescita dell'Italia. 1. Investimenti: oltre 30 miliardi di euro investiti dal 2010. "Siamo una delle aziende – sottolinea – che hanno investito di più in Italia nell'ultimo decennio. Dal 2010 abbiamo investito oltre 30 miliardi di euro, includendo sia le spese in conto capitale – infrastrutture logistiche, uffici, data center – sia le spese operative, a partire dagli stipendi dei dipendenti. Nel solo 2025, i nostri investimenti hanno superato i 5 miliardi di euro, e ogni euro investito ha attivato una filiera di imprese, fornitori e servizi che ne ha moltiplicato l'impatto. Secondo Keystone Strategy, dal 2010 gli investimenti di Amazon hanno contribuito a generare oltre 23 miliardi di euro di valore aggiunto per il Pil italiano, di cui circa 4 miliardi nel solo 2025". "Questo impegno – prosegue – trova conferma anche nelle analisi terze: secondo dati di Teha, Amazon è la terza grande impresa a controllo estero per investimenti realizzati in Italia nel quinquennio 2020-2024. Il dato assume ancora più valore se inserito nel quadro delineato dalla nuova edizione del Global Attractiveness Index (Gai) di Teha Group. Lo studio evidenzia come le multinazionali a controllo estero, pur rappresentando appena lo 0,4% delle imprese italiane, generino il 21% del fatturato, il 17,5% del valore aggiunto e sostengano il 9,8% dell'occupazione del Paese. Sono inoltre responsabili del 38,3% della spesa privata in Ricerca e Sviluppo, confermando il ruolo degli investimenti internazionali come motore di innovazione, trasferimento di competenze e crescita: sono evidenze che sottolineano l'importanza di continuare a valorizzare la capacità dell'Italia di attrarre investimenti".  2. Occupazione: 19.000 dipendenti a tempo indeterminato. "La creazione di opportunità di lavoro – spiega – è uno degli impatti più tangibili della presenza di Amazon nel nostro Paese. Con oltre 19.000 dipendenti a tempo indeterminato, Amazon si conferma l’impresa costituita negli ultimi 30 anni con il maggior numero di dipendenti nel nostro Paese ed è tra i primi 20 datori di lavoro in Italia per numero complessivo di dipendenti. Nel decennio 2015-2024, secondo una ricerca Teha, Amazon è stata l’azienda che ha creato più posti di lavoro".  "Nel complesso, Amazon – osserva – supporta oggi oltre 100.000 posti di lavoro in Italia. Questo dato comprende gli oltre 19.000 dipendenti a tempo indeterminato di Amazon e una forza lavoro estesa di circa 45.000 persone che operano sia nelle nostre sedi logistiche che negli uffici corporate, inclusi collaboratori esterni, lavoratori stagionali e altre figure a tempo determinato. Inoltre, secondo le stime di Keystone Strategy, Amazon sostiene circa 45.000 posti di lavoro indiretti in settori quali l’edilizia, la logistica e i servizi professionali, oltre a oltre 15.000 posti di lavoro indotti in tutta l’economia italiana".  "A conferma della nostra continua capacità di creare opportunità economiche significative, abbiamo recentemente inaugurato il nuovo centro di distribuzione di Jesi, nelle Marche, che a regime porterà alla creazione di oltre 1.000 posti di lavoro, contribuendo allo sviluppo economico di questo territorio. L'impegno non si ferma alla creazione di occupazione. I dipendenti di Amazon in Italia possono scegliere tra più di 20 programmi formativi per sviluppare nuove competenze. Dal 2014, oltre 4.000 dipendenti hanno partecipato a Career Choice, un programma che finanzia percorsi di formazione e certificazione, consentendo a molti di assumere nuovi ruoli in azienda o di intraprendere carriere esterne grazie alle competenze acquisite", ricorda.  3. Le consegne più veloci di sempre per i clienti in Italia: nel 2025 oltre 230 milioni di prodotti consegnati in giornata o entro il giorno successivo. "Gli investimenti in infrastrutture – assicura – si traducono in un miglioramento costante del servizio per milioni di clienti italiani. Nel 2025, i clienti Prime in Italia hanno beneficiato dei tempi di consegna più rapidi di sempre: oltre 230 milioni di prodotti sono stati consegnati in giornata o entro il giorno successivo. L'espansione della nostra copertura geografica ha consentito a sempre più clienti, anche in aree meno densamente popolate, di accedere più velocemente a milioni di prodotti. Per sostenere questa accelerazione, Amazon ha introdotto nuove soluzioni operative: vicino a Milano, a Peschiera Borromeo, è stata creata un'area dedicata alle consegne rapide, progettata per avvicinare i prodotti più richiesti ai clienti e ridurre ulteriormente i tempi di consegna". "Ma la velocità di consegna – precisa – non è l’unica area su cui lavoriamo per migliorare l’esperienza dei clienti italiani. Stiamo puntando anche su nuove tecnologie per evolvere i nostri servizi e prodotti: per questo Amazon ha introdotto in Italia Alexa+, la nuova generazione dell'assistente vocale basata sull'IA generativa, progettata per interagire in modo ancora più naturale, offrendo suggerimenti personalizzati e con la capacità di svolgere attività concrete dalla gestione della casa connessa alla pianificazione delle attività quotidiane".  "Oltre ad Alexa+, offriamo strumenti innovativi – continua – per rendere lo shopping ancora più semplice e intuitivo, tra cui Rufus, l'assistente virtuale per lo shopping basato sull’Ia generativa, che fornisce suggerimenti rendendo ancora più facile la scoperta dei prodotti, e Amazon Lens, che permette ai clienti di cercare i prodotti semplicemente scattando una foto o caricando uno screenshot per identificare corrispondenze o prodotti simili disponibili su Amazon".  4. Il supporto al tessuto imprenditoriale e l’impegno per il Sud: 20.000 pmi italiane e il ruolo crescente delle regioni meridionali. "Il supporto alle piccole e medie imprese – dice – è uno dei principali canali attraverso cui l'impatto economico di Amazon contribuisce a sostenere il tessuto produttivo italiano. Oggi circa 20.000 pmi italiane vendono attraverso il negozio online di Amazon, di cui il 45% proviene da aree rurali, e hanno generato oltre 4 miliardi di euro di vendite complessive nel 2025, spedendo più di 100 milioni di prodotti ai clienti in Italia e nel mondo. Di queste vendite, oltre 1 miliardo di euro arriva dai mercati esteri, confermando il ruolo dell’e-commerce come leva per accompagnare le imprese italiane nei percorsi di internazionalizzazione e per portare le eccellenze del Made in Italy a nuovi clienti globali".  "Per supportare le aziende che ci scelgono, promuoviamo attivamente il Made in Italy – rimarca – attraverso strumenti dedicati, come la Vetrina Made in Italy, che oggi raccoglie oltre 5.500 aziende italiane e più di 3 milioni di prodotti disponibili ai clienti in 11 Paesi del mondo, e attraverso programmi di formazione come Accelera con Amazon, realizzati anche in collaborazione con istituzioni e partner nazionali. Per molte di queste imprese, in particolare quelle che operano lontano dai grandi poli economici, Amazon rappresenta un canale strutturato di accesso ai mercati internazionali: sostenere la crescita delle pmi italiane significa anche fornire strumenti concreti per superare le barriere legate alla dimensione aziendale e alla distanza geografica dai grandi mercati. Attraverso la nostra infrastruttura logistica e digitale, programmi di formazione e iniziative dedicate, aiutiamo le imprese a digitalizzarsi, valorizzare il proprio patrimonio produttivo e raggiungere milioni di clienti in Italia e all’estero". "Un dato particolarmente significativo – puntualizza – emerge infatti dal contributo delle imprese del Sud: le regioni del Sud e le Isole hanno generato oltre il 40% del valore complessivo delle vendite realizzate dalle pmi italiane su Amazon nel 2025, dimostrando la capacità delle aziende del territorio di competere sui mercati digitali. Le imprese meridionali hanno inoltre spedito il 43% dei prodotti venduti attraverso Amazon, per un totale di oltre 50 milioni di prodotti, evidenziando un modello imprenditoriale dinamico e produttivo".   "In questa direzione si inserisce anche – fa notare – il nostro impegno per il Sud. Nell’ambito di Amazon Destinazione Sud, abbiamo introdotto incentivi dedicati alle nuove pmi del Sud Italia che scelgono di vendere nella vetrina Made in Italy, offrendo un supporto concreto per accompagnarle nel percorso di accesso ai mercati digitali e internazionali. L’iniziativa si affianca a un ecosistema più ampio di attività sul territorio, dalla formazione sulle competenze digitali e sull’intelligenza artificiale alle iniziative dedicate agli studenti, fino agli investimenti nelle infrastrutture e nell’energia rinnovabile. Dal nostro arrivo in Italia, Amazon ha investito oltre 2 miliardi di euro nelle regioni del Sud, contribuendo a generare più di 3.000 posti di lavoro a tempo indeterminato e oltre 1,5 miliardi di euro di impatto economico aggiuntivo. Un impegno che conferma come la trasformazione digitale possa rappresentare una leva concreta per valorizzare i territori, sostenere le imprese locali e contribuire alla crescita dell’intero Paese". 5. Tra le prime 25 aziende per contributo fiscale allo Stato con 1,89 miliardi di euro nel 2025. "Il contributo alle finanze pubbliche – va avanti – è uno dei modi più concreti in cui l'attività economica di Amazon produce benefici per l'intero sistema Paese. Nel 2025, infatti, i ricavi totali delle attività di Amazon in Italia sono stati di oltre 12 miliardi di euro e il contributo fiscale complessivo (combinando imposte dirette e indirette) ha raggiunto oltre 1,89 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 1,7 miliardi di euro del 2024".  "Questo totale – chiarisce – può essere suddiviso in due macro-categorie: le imposte sostenute da Amazon sono state pari a oltre 480 milioni di euro (+14% rispetto al 2024), si tratta delle imposte maturate e pagate da Amazon, tra cui l’imposta sulle società (Ires e Irap), le imposte sulla proprietà, imposta di registro, le imposte sui salari e le tasse per la previdenza sociale pagate dai datori di lavoro, i dazi di importazione e la Dst (Digital Services Tax); le imposte raccolte e versate da Amazon hanno superato 1,41 miliardi di euro (+7% rispetto al 2024), si tratta delle imposte raccolte e versate per conto dei nostri clienti, dipendenti e altre terze parti come conseguenza delle nostre attività commerciali in Italia. Queste imposte includono l'Iva e i contributi previdenziali a carico dei nostri dipendenti".  "Questi dati includono – sintetizza – tutte le imposte generate dalla nostra attività in Italia e riflettono il modo in cui le economie moderne generano effettivamente gettito fiscale. Inoltre, secondo una ricerca della Luiss Business School, Amazon si colloca tra i principali contribuenti fiscali del Paese, con un livello di contribuzione diretta significativamente superiore alla media delle 25 aziende analizzate. Lo stesso studio evidenzia come il settore del commercio, tradizionale e online, sia tra quelli con il livello di tassazione più elevato rispetto al valore aggiunto prodotto, con un'incidenza media nell'e-commerce intorno al 20%". 6. Sostenibilità e impegno per le comunità: 40 progetti di energia rinnovabile e 600.000 prodotti donati. "La crescita economica – dichiara – è sostenibile solo quando crea opportunità per le persone e per i territori. Secondo un report di Frontier Economics, dal 2021, Amazon ha investito in Italia 0.5 miliardi di euro in aziende, tecnologie e infrastrutture nei settori dell'energia, dei trasporti e del packaging. Questi investimenti hanno generato un impatto sull’occupazione stimato in circa 6.000 posti di lavoro e 0,4 miliardi di euro di valore aggiunto lordo".  "Questi numeri trovano riscontro – sottolinea – in interventi concreti lungo l’intera catena del valore, che stanno aiutando l’azienda a progredire verso il raggiungimento dei suoi obiettivi di decarbonizzazione. Amazon punta su fonti carbon-free per il suo approvvigionamento energetico. In linea con questo impegno, ha contribuito allo sviluppo in Italia di 8 parchi solari su scala industriale e 32 impianti fotovoltaici sui tetti dei siti logistici. L’azienda sta inoltre lavorando per ridurre i propri imballaggi. L’Italia, in questo processo, riveste un ruolo centrale grazie al suo Operations Innovation Lab di Vercelli, dove sono stati sviluppati i macchinari automatizzati che creano packaging su misura con carta ultraleggera, oggi adottati in tutta Europa".  "Infine, per quanto riguarda la rete dei trasporti, Amazon – ricorda – sta elettrificando le flotte dei suoi partner di consegna. Nel 2025 sono stati introdotti nel Paese più di 500 furgoni elettrici, mentre in 8 città italiane (Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Trento e Verona) hub di micromobilità consentono di effettuare consegne nei centri storici con cargo scooter elettrici e cargo bike a pedalata assistita". "Sul fronte dell’impegno per le comunità, il programma Amazon Dona, dal 2025 ad oggi, ha già supportato 35.000 famiglie in tutta Italia, dando una seconda vita – aggiunge – a oltre 600.000 prodotti in eccedenza per un valore superiore a 8 milioni di euro, attraverso una rete di 1.400 organizzazioni benefiche. Ci siamo inoltre impegnati a sostenere 200.000 talenti in Italia nella formazione Stem entro la fine del 2026, con programmi come Amazon Future Engineer che avvicinano le nuove generazioni alle professioni scientifiche e tecnologiche". Quindi conclude: "Quello che è iniziato nel 2010 con l’apertura dello store italiano è diventato oggi un ecosistema articolato di infrastrutture, con oltre 60 siti su tutto il territorio, da Trento a Palermo, persone, tecnologie e collaborazioni che contribuisce a generare valore per clienti, imprese, comunità e territori in tutto il Paese. Un percorso costruito negli anni, attraverso investimenti di lungo periodo e una presenza sempre più radicata in Italia, con l’obiettivo di sostenere la crescita economica e l’innovazione del Paese tramite le opportunità offerte dalla trasformazione digitale".  
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Paola Coco nominata Medical Affairs Director Italy di BeOne Medicines Italy

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(Adnkronos) – BeOne Medicines Italy annuncia la nomina di Paola Coco a Medical Affairs Director Italy. In questo ruolo, spiega in una nota azienda oncologica, entrerà a far parte del Leadership Team di BeOne Italia, contribuendo alla definizione e all'implementazione della strategia aziendale. “Paola vanta oltre vent’anni di esperienza, maturata in ambito clinico e nell’industria farmaceutica – afferma Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines Italia – Nella sua carriera, ha guidato aree terapeutiche strategiche in oncologia ed ematologia, ricoprendo anche incarichi internazionali e contribuendo allo sviluppo e all’accesso a terapie innovative. Il suo ingresso in BeOne rappresenta un importante rafforzamento del nostro Leadership Team e del nostro focus strategico in ambito scientifico, a sostegno delle grandi ambizioni di crescita della nostra azienda. La sua esperienza e leadership contribuiranno ad accelerare lo sviluppo di BeOne in Italia, incrementando ulteriormente la nostra capacità di innovare e generare valore per i pazienti, la comunità scientifica e tutti i nostri stakeholder”. Paola Coco è oncologo medico. Dopo gli anni trascorsi alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, dove ha svolto attività clinica e di ricerca in oncologia, è entrata nel settore farmaceutico, assumendo incarichi di crescente responsabilità in aziende leader quali Roche e Novartis. Recentemente ha ricoperto il ruolo di Country Chief Scientific Officer e Head of Medical Affairs di Novartis Italia. “Sono entusiasta e onorata di entrare a far parte di BeOne Medicines Italia in un momento così significativo della sua evoluzione – spiega Coco – Entrare in BeOne Medicines significa unirsi a un'organizzazione che sta contribuendo a ridefinire il futuro dell’oncologia e dell’onco-ematologia attraverso una scienza innovativa e una profonda attenzione ai bisogni dei pazienti. La qualità della Ricerca di BeOne è testimoniata da una pipeline ampia e diversificata. Mi impegnerò perché ricerca e innovazione si traducano in benefici concreti per i pazienti. Sono orgogliosa di assumere questo incarico e di contribuire, insieme a un team di straordinario valore, ad accelerare lo sviluppo e l'accesso a terapie trasformative e credo che il dialogo tra ricerca, comunità scientifica, istituzioni e pazienti – conclude – sia la chiave per generare un impatto duraturo sulla salute delle persone e sul progresso del sistema sanitario”. 
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Sindrome di Rett, ok in Europa a trattamento per sintomi neurocomportamentali

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(Adnkronos) – La Commissione europea (Ce) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio per trofinetide “nel trattamento dei sintomi neurocomportamentali della sindrome di Rett in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a cinque anni. Il farmaco è il primo e unico trattamento approvato per questa indicazione nell’Unione Europea (Ue)”. Lo annuncia, in una nota Acadia Pharmaceuticals. "La sindrome di Rett è caratterizzata da un quadro neurocomportamentale complesso che include una fase regressiva, contraddistinta dalla rapida perdita delle competenze linguistiche e comunicative, frequentemente associata a disturbi del sonno, ansia e altre alterazioni comportamentali che compromettono significativamente la qualità di vita delle pazienti e delle loro famiglie”, spiega commenta Aglaia Vignoli, professore associato di Neuropsichiatria infantile dell'Università Statale di Milano, direttore del dipartimento di Neuropsichiatria infantile Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano. “Con la progressione della malattia, il coinvolgimento si estende ad altri aspetti, in particolare a quello motorio, determinando una disabilità complessa che interessa pressoché ogni aspetto della vita quotidiana. Per questo siamo entusiasti del passo avanti compiuto a livello europeo, per dare ai pazienti, alle loro famiglie e a tutta la comunità clinica, una nuova opportunità per contrastare i sintomi neurocomportamentali della malattia”. L’approvazione di trofinetide “segna un importante passo avanti nella nostra missione di fornire un trattamento innovativo alle migliaia di persone che convivono con la sindrome di Rett nell’Ue e che da tempo vivono con ampi bisogni medici insoddisfatti – afferma Catherine Owen Adams, Ceo di Acadia Pharmaceuticals – Siamo entusiasti di questo traguardo e siamo impegnati a collaborare con le autorità regolatorie competenti e con la comunità di clinici e di pazienti europea, per favorire l’accesso tempestivo a questa nuova opportunità terapeutica per i pazienti europei idonei”. L’autorizzazione all’immissione in commercio di trofinetide nell’Ue – informa la nota – si basa principalmente sui risultati dello studio di fase 3 Lavender™, che ha dimostrato miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi nelle caratteristiche principali della sindrome di Rett, misurati mediante i seguenti endpoint co-primari: il Questionario sul comportamento della sindrome di Rett (Rsbq) e la scala dell’impressione clinica globale di miglioramento (Cgi-I).  “Questo traguardo storico – commenta Pedro Rocha, presidente di Rett Syndrome Europe – rappresenta un progresso significativo per i pazienti, i caregiver e la più ampia comunità della sindrome di Rett in Europa, che da molto tempo è in attesa di un’opzione terapeutica incentrata specificamente sui sintomi neurocomportamentali di questo disturbo complesso. Troviamo incoraggiamento in questa approvazione e nutriamo fiducia circa l’impatto positivo che potrebbe avere per le famiglie in Europa affette dalla sindrome di Rett”. Con questa approvazione – conclude la nota – trofinetide, un analogo sintetico del tripeptide N-terminale del fattore 1 di crescita insulino-simile (Igf-1), ha ricevuto l’autorizzazione all'immissione in commercio in tutti i 27 Stati membri dell’Ue, nonché in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Come passo successivo per rendere disponibile trofinetide ai pazienti nell’Ue, Acadia intraprenderà i necessari processi approvativi con le autorità competenti. 
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Sicilia nella morsa degli incendi, ancora allerta rossa nelle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna

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PALERMO (ITALPRESS) – Dopo un weekend drammatico sul fronte incendi in Sicilia la situazione ieri è apparsa in lieve miglioramento: pochi episodi significativi e un’allerta che, per la giornata di oggi, appare più contenuta. Nel documento diramato dalla Protezione civile regionale solo in tre province (Agrigento, Caltanissetta ed Enna) persiste il livello massimo di attenzione (allerta rossa), mentre nelle altre sei vige il livello intermedio (allerta arancione). Ieri in provincia di Palermo le fiamme si sono concentrate in particolare su tre zone, ovvero Santa Caterina, Misilmeri e Bompietro, mentre è stato domato dopo quasi 36 ore l’incendio che sabato sera aveva sconvolto Ciminna. In tutto il weekend i roghi in Sicilia sono stati 198, con venti interventi aerei tra Canadair ed elicotteri.

A TAORMINA EVACUAZIONI NELLE ZONE A RISCHIO, FIAMME VERSO CASTELMOLA

Ore di apprensione a Taormina per un vasto incendio divampato in contrada Sant’Antonio, nella zona sottostante la casa di riposo per anziani. Le fiamme si sono rapidamente propagate raggiungendo anche contrada Zappulla e contrada Tirone e avanzando verso l’area boschiva al confine con il territorio di Castelmola. La presenza del fronte del rogo nelle vicinanze di abitazioni e strutture ha reso necessaria l’evacuazione delle zone maggiormente esposte. Sul posto sono impegnati i vigili del fuoco e le altre squadre di emergenza, mentre è stato richiesto anche l’intervento di un elicottero per contrastare dall’alto le fiamme nelle aree più difficili da raggiungere. A seguire le operazioni c’è anche il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, presente sul posto e impegnato nel coordinamento delle attività legate all’emergenza. Il primo cittadino ha fornito aggiornamenti sulla situazione anche attraverso i social. Resta alta l’attenzione sull’avanzata del fuoco verso Castelmola. L’obiettivo delle squadre impegnate sul campo è contenere il fronte e impedire che possa raggiungere altre abitazioni o estendersi ulteriormente alle aree boschive. Le operazioni di spegnimento sono in corso e la situazione resta in evoluzione.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Toscana virus cos’è, Pregliasco: “Non sottovalutare, tra luglio e settembre picco pappataci”

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(Adnkronos) – "Il Toscana virus è un'infezione ancora poco conosciuta dal grande pubblico, ma tutt'altro che nuova in Italia. Viene trasmesso dai flebotomi, i cosiddetti pappataci, e proprio tra luglio e settembre raggiungiamo il periodo di maggiore attività del vettore". A spiegarlo è il virologo Fabrizio Pregliasco. I piccoli insetti e l'infezione che possono trasmettere sono tornati sotto i riflettori in questi giorni, dopo il racconto social del cantautore Tommaso Paradiso che è stato costretto a rinunciare a due appuntamenti estivi. "Una decina di giorni fa – ha scritto Paradiso sulle Instagram stories – un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana virus. Sono in via di guarigione ma non ancora al massimo". Nella grande maggioranza dei casi, spiega Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università degli Studi di Milano, "l'infezione passa inosservata o provoca febbre, mal di testa e malessere generale. In una piccola quota di persone, però, il virus può raggiungere il sistema nervoso centrale e provocare meningite o meningoencefalite, con cefalea molto intensa, rigidità nucale, fotofobia, nausea e vomito. I casi osservati anche nell'estate 2026 ci ricordano che il Toscana virus deve ormai entrare stabilmente nella diagnosi differenziale delle meningiti estive, soprattutto nelle aree rurali e mediterranee. Non bisogna creare allarmismo: la mortalità è eccezionale e nella maggior parte dei casi l'evoluzione è favorevole. Ma non va neppure sottovalutato", avverte.  Contro questo patogeno, ricorda l'esperto, "non esiste un vaccino né una terapia antivirale specifica. La prevenzione passa quindi dalla protezione contro i pappataci: repellenti, abiti coprenti soprattutto nelle ore serali e zanzariere a maglia molto fine. E soprattutto ricordiamo che non è una meningite che normalmente si trasmette da persona a persona: il contagio avviene attraverso il vettore". 
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Traffico di droga ed estorsione, sette misure cautelari nel Palermitano

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TERMINI IMERESE (PALERMO) (ITALPRESS) – I carabinieri della compagnia di Bagheria hanno eseguito un’ordinanza, emessa dal GIP di Termini Imerese, su richiesta della Procura, nei confronti di sette soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico di cocaina e di condotte estorsive finalizzate al consolidamento dell’egemonia sullo spaccio nei territori di Ficarazzi e Bagheria.

Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Nei confronti di un altro soggetto, si legge in una nota, sono stati disposti gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico e, per altri cinque, le misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria congiuntamente all’obbligo di dimora nel Comune di residenza con obbligo di permanenza domiciliare notturna.

L’operazione trae origine in una più ampia ed articolata attività di indagine coordinata dalla procura di Termini Imerese finalizzata all’accertamento e alla repressione di delitti in materia di sostanze stupefacenti, prevalentemente inquadrabili nell’ambito della cocaina, partendo dal territorio di Bagheria per proseguire verso una vera e propria centrale di spaccio presente sul territorio di Ficarazzi.

Le indagini hanno consentuto di ricostruire anche due episodi di estorsione finalizzate “a colpire l’egemonia sul territorio di Ficarazzi con riguardo allo spaccio ed al controllo del mercato delle sostanze stupefacenti, dove due dei soggetti oggi sottoposti a misura cautelare sono ritenuti responsabili di aver utilizzato violenza fisica nei confronti di ulteriori “pusher”, al fine di impedirgli l’espletamento dell’attività di spaccio”. 

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
(ITALPRESS).

22 anni fa la scomparsa di Denise Pipitone, i genitori: “Continuiamo a lottare con amore e speranza”

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MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) (ITALPRESS) – “Amore nostro, dal 1° settembre 2004, il giorno in cui sei stata rapita quando avevi quasi 4 anni, la nostra vita è cambiata per sempre. È quanto si legge nella nota a firma di Piera Maggio e Pietro Pulizzi, genitori di Denise Pipitone, rapita 22 anni fa a Mazara del Vallo e mai più ritrovata.

“Da quel giorno continuiamo a lottare con amore e speranza, con il desiderio più grande di poterti riabbracciare e riportarti a casa” -continua la nota- “Denise, ovunque tu sia, vogliamo che tu sappia che non sei mai stata dimenticata. Il nostro amore per te non ha mai avuto confini e continueremo a cercarti finché non ti troveremo e finché non avremo quella risposta che aspettiamo da tanti anni. Denise, noi ti aspettiamo. Non smetteremo mai di cercarti”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Porto di Civitavecchia, maxi sequestro di tabacco proveniente dall’Algeria

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ROMA (ITALPRESS) – Maxi sequestro di tabacco al porto di Civitavecchia, dove la Guardia di Finanza e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno intercettato un tentativo di introduzione illecita in Italia di tabacchi lavorati esteri e tabacco da mastico provenienti dall’Algeria.

L’operazione è scattata nell’ambito dei controlli sui passeggeri, sui bagagli e sui mezzi in arrivo allo scalo portuale, con particolare attenzione alle tratte internazionali considerate più esposte al rischio di traffici illeciti.

Nel corso delle verifiche, i militari del Gruppo di Civitavecchia e i funzionari dell’Ufficio ADM del Lazio – sede di Civitavecchia hanno controllato due cittadini algerini appena sbarcati da un traghetto proveniente da Annaba.

La perquisizione dei bagagli ha permesso di scoprire 8,695 chili di prodotti da tabacco, di cui 400 grammi di tabacchi lavorati esteri e 8,295 chili di tabacco da mastico, occultati per sottrarli ai controlli doganali e al pagamento dei relativi diritti.

La merce è stata sequestrata e ai due cittadini sono state contestate sanzioni amministrative per complessivi 43.475 euro, calcolate nella misura di 5 euro per ogni grammo di tabacco introdotto illecitamente nel territorio nazionale.

I prodotti sequestrati saranno successivamente confiscati e avviati alla distruzione secondo le procedure previste dalla normativa.

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Foto: screenshot video Guardia di Finanza

In Nepal si aggrava il bilancio delle vittime, oltre 1000 i morti

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ROMA (ITALPRESS) – Si aggrava ancora il bilancio delle vittime in seguito alle devastanti inondazioni che hanno colpito il Nepal.
Secondo quanto riferito dalle autorità, il bilancio è salito a 987 corpi recuperati, mentre sarebbero quasi 4 mila i dispersi. Sul fronte tibetano, invece, le autorità cinesi hanno riportato 16 morti nel loro ultimo aggiornamento, portando così il bilancio provvisorio delle vittime del disastro a 1.003. Intanto, le forze di sicurezza proseguono le operazioni di ricerca e soccorso, in coordinamento con le diverse agenzie governative e con la popolazione locale.

– Foto Ipa Agency –
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