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Tre persone sono morte, fra cui il presunto attentatore, nella sparatoria avvenuta in un condominio nel centro di Minneapolis. Quattro altre persone sono rimaste ferite. Fra queste, tre agenti della polizia, secondo quanto riferito dalle autorità. Il sergente Garrett Parten del dipartimento di polizia di Minneapolis ha dichiarato in una conferenza stampa che non è ancora chiaro come sia morto l'autore della strage. Mercoledì, poco dopo le 16:30, gli agenti sono intervenuti in seguito a segnalazioni di una sparatoria presso un edificio. "All'interno, gli agenti hanno trovato delle vittime e udito altri spari", ha dichiarato Parten durante una conferenza stampa. "Gli agenti hanno seguito il suono degli spari fino al piano superiore dell'edificio, dove hanno incontrato una fitta nebbia che ha ridotto significativamente la loro visibilità". Una delle vittime della sparatoria è stata trovata morta sul posto, mentre una seconda è deceduta in ospedale, ha detto. Tra gli agenti feriti, uno è stato colpito a una gamba e un altro è stato sottoposto a intervento chirurgico, ha dichiarato Parten. Un terzo agente è stato sottoposto a valutazione per una ferita apparentemente non pericolosa per la sua vita. Il sergente ha affermato che non è chiaro come sia morto il sospettato. "Si tratta di un evento tremendamente tragico e i nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie, ai cari e a coloro che hanno perso la vita, ai feriti e agli agenti feriti e alle loro famiglie", ha affermato. Il movente della sparatoria non è ancora chiaro.
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Sparatoria a Minneapolis, 3 morti e 3 agenti feriti
Meloni “Ricordare Dalla Chiesa significa onorare un eroe dello Stato”
ROMA (ITALPRESS) – “Il 3 settembre 1982 la mafia assassinava a Palermo il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, insieme a sua moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente Domenico Russo. Un uomo che aveva dedicato la propria vita allo Stato, combattendo prima il terrorismo e poi la criminalità organizzata, fino al sacrificio estremo”. Così sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aggiunge: “A distanza di 44 anni, il suo esempio continua a parlarci con una forza straordinaria. Coraggio, senso del dovere, amore per l’Italia: valori che dalla Chiesa ha incarnato senza mai arretrare, anche quando sapeva di essere nel mirino. Ricordarlo significa onorare un eroe dello Stato. Ma significa soprattutto rinnovare un impegno: non lasciare mai soli coloro che ogni giorno combattono la mafia, difendono la legalità e servono la Nazione. L’Italia non dimentica Carlo Alberto dalla Chiesa. E non dimentica chi ha dato la vita per difenderla”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Us Open, Carlos Alcaraz soffre ma rimonta e batte Jaime Faria: è terzo turno
(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz ha consolidato il proprio percorso agli US Open 2026, superando il secondo turno dopo una prestazione caratterizzata da un avvio incerto. Il tennista spagnolo, reduce da un prolungato periodo di inattività dovuto a un infortunio al polso, ha archiviato la pratica contro il portoghese Jaime Faria con il punteggio di 4-6 6-0 6-3 6-2. L'avvio del match ha evidenziato una condizione di incertezza per Alcaraz con il numero 72 del ranking ATP che ha impostato una strategia aggressiva. La dinamica dell'incontro ha subito una variazione sostanziale a partire dal secondo set. Il rendimento al servizio di Faria ha registrato un calo significativo, mentre Alcaraz ha incrementato l'intensità e la profondità dei propri colpi da fondo campo. Nonostante lo spagnolo abbia dovuto annullare due palle break nel game d'apertura, ha assunto il controllo tattico della sfida. Faria ha subito tre break, permettendo allo spagnolo di imporsi nettamente nel parziale. Il terzo set ha confermato la supremazia di Alcaraz che affronterà ora il cinese Wu Yibing nel terzo turno.
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Vuelta di Spagna, oggi dodicesima tappa: orario, percorso e dove vederla
(Adnkronos) – Torna la Vuelta di Spagna 2026. Oggi, giovedì 3 settembre, si corre la dodicesima frazione della corsa a tappe spagnola, con il gruppo che affronterà i 166,6 chilometri da Vera a Calar Alto: una tappa che verrà corsa tutta in Andalusia, con 4530 metri di dislivello. In maglia rossa c'è Enric Mas. Ecco orario, percorso e dove vedere la tappa 12 della Vuelta in tv e streaming.
Qual è il percorso della tappa 12? In Andalusia tornano a essere protagonisti gli uomini di classifica. Nella prima parte della tappa potrebbe prendere forma una fuga numerosa, favorita dai tre Gpm concentrati nei primi 90 chilometri. La corsa, però, dovrebbe decidersi nel finale, sulle due salite che caratterizzano la giornata: l’Alto de Velefique, 13 km al 7,2%, e soprattutto il Calar Alto, salita di prima categoria lunga 17 km e con una pendenza media del 6%. La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels). La dodicesima tappa partirà alle 13.07 per finire alle 17.17.
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44 anni fa l’omicidio del generale Dalla Chiesa, a Palermo atteso il ministro Piantedosi
PALERMO (ITALPRESS) – Ricorre oggi il 44esimo anniversario dell’omicidio del Prefetto di Palermo, generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo, avvenuto la sera del 3 settembre 1982 in via Isidoro Carini, nel capoluogo siciliano. La strage mafiosa, attuata da Cosa nostra, rappresenta un momento cruciale nella lotta alla criminalità organizzata. Commemorazioni con momenti di riflessione e iniziative istituzionali non solo a Palermo. In rappresentanza del Governo presente nel capoluogo siciliano il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Agrigento, la Guardia di Finanza sequestra 750 litri di gasolio da autotrazione
AGRIGENTO (ITALPRESS) – I Finanzieri della Tenenza di Porto Empedocle hanno scoperto 33 taniche di plastica di diverse capacità che sono risultate contenere gasolio per autotrazione in un autocarro sottoposto a controllo nel comune di Realmonte, in località Contrada Fauma, nell’Agrigentino. Il conducente non è stato in grado di esibire alcuna documentazione di accompagnamento, quindi, si legge in una nota, i militari gli hanno contestato “l’illecito amministrativo relativo alla sottrazione all’accertamento o al pagamento delle accise sui prodotti energetici, procedendo, conseguentemente, a sequestrare il gasolio illecitamente detenuto, per un quantitativo complessivo di circa 750 litri, nonché a sottoporre a fermo amministrativo l’autocarro utilizzato per il trasporto”.
– Foto ufficio stampa GDF –
(ITALPRESS).
Russia e guerra ibrida, Tajani: “Italia non è al riparo dalle minacce”. L’allarme sulle elezioni: “Rischio condizionamenti”
(Adnkronos) – Frenata sugli asset russi. Allarme per il rischio influenze russe sul voto. Da Wicklow, Antonio Tajani traccia la linea mentre cresce la preoccupazione nelle cancellerie europee per l'escalation attribuita a Mosca dopo l'attacco all'aeroporto di Lipsia. Sotto un tipico acquazzone irlandese, il vice premier ha riconosciuto come neanche l'Italia sia completamente al riparo dalle minacce ibride russe o da sabotaggi. Non si può escludere nulla in questa fase, è il senso del suo ragionamento condiviso con i giornalisti. "Quando c'è un pericolo bisogna alzare la guardia per evitare che diventi concreto", ha detto, rimarcando che "attacchi cibernetici ce ne sono stati e continuano ad esserci quotidianamente da parte di hacker russi" e che "l'Italia può essere oggetto" di iniziative di guerra ibrida.
Ma è sul rischio ingerenze straniere sul voto che risuonano i campanelli d'allarme più forti. La Russia potrebbe tentare di condizionare anche le politiche italiane, in un'Europa dove la minaccia di Mosca viene ritenuta sempre più aggressiva e "sconsiderata" – per usare le parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte. E con diversi appuntamenti elettorali all'orizzonte – il prossimo anno si vota in Francia, Italia, Spagna, Polonia – il voto può diventare un nuovo terreno di confronto. "Bisogna stare molto attenti per quello che i paesi extra europei non alleati dell'Europa possono fare anche per condizionare le elezioni nei nostri paesi. Certamente i cittadini italiani non si faranno condizionare, però il tentativo ci sarà perché è noto, basta leggere qualche libro di storia per capire che cos'è la 'disinformatia' ", ha scandito il vice premier.
L'Europa, dunque, alza il livello di allerta di fronte alla Russia. Ursula von der Leyen e Mark Rutte hanno assicurato che Ue e Nato aumenteranno la pressione su Mosca, mentre l'Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas – che a Wicklow ha aperto i lavori della ministeriale Ue in formato Gymnich – ha parlato di un'azione con le caratteristiche del terrorismo "sponsorizzato" dallo Stato. Il caso nelle ore sembra lambire anche l'Italia. Un visto italiano, infatti, sarebbe stato rilasciato a uno dei due presunti autori del tentato attacco a Lipsia, un cittadino bielorusso. Dalla località a sud di Dublino, Tajani ha assicurato che saranno effettuati "tutti i controlli necessari, verificheremo se è così", sottolineando che per il rilascio dei visti esiste una procedura e che, in assenza di specifici alert sulla persona interessata e in presenza dei requisiti previsti, il visto viene concesso. "Accerteremo per quale motivo sia stato concesso questo visto", ha aggiunto. Sul fronte degli asset russi congelati – dossier rilanciato da una lettera inviata da Svezia, Polonia, Olanda e Spagna nei giorni scorsi a Kallas – Tajani ha ribadito che l'Italia non è contraria in linea di principio al loro utilizzo per finanziare l'Ucraina, ma chiede garanzie. "Bisogna vedere se ci sono le condizioni giuridiche per farlo", ha avvertito, perché senza una valutazione certa da parte dei giuristi della Commissione europea e della Banca centrale europea il rischio è che l'operazione si trasformi in un "boomerang" e si finisca per fare il gioco di Vladimir Putin. La 'padrona di casa', la ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee, ha chiarito che tra i capi delle diplomazie europee al momento si registra un "impasse" sulla questione. Sul piano europeo la risposta all'attacco di Lipsia è quella di una maggiore compattezza. Von der Leyen ha parlato di un'azione condotta "con materiale di livello materiale da agenti russi sul territorio dell'Unione europea", assicurando che Bruxelles non intende tollerarlo. Se l'obiettivo di Mosca era intimidire i Paesi europei e indebolire il sostegno a Kiev, ha sottolineato la presidente della Commissione, l'effetto è stato opposto: "Ha solo rafforzato la nostra determinazione", ha scandito, precisando che Ue e Nato "aumenteranno" la pressione sulla Russia e non si fermeranno finché Mosca non metterà fine alla guerra contro l'Ucraina. Il segretario generale della Nato ha rilanciato lo stesso messaggio, avvertendo il Cremlino che sbaglierebbe a pensare di poter dividere gli alleati. "La nostra unità resta incrollabile", ha assicurato Rutte, ricordando come negli ultimi mesi siano aumentate le "attività ostili" russe sul territorio europeo, "dagli incendi appiccati in fabbriche che producono equipaggiamenti di difesa per l'Ucraina" fino all'attacco ibrido in Germania. Un'escalation che, secondo Rutte, rende ancora più evidente la necessità di lavorare "senza sosta" per proteggere la popolazione europea. Sulla stessa linea Kallas, che ha annunciato la convocazione del rappresentante russo presso l'Ue e ha esortato gli Stati membri a coordinarsi sulle prossime mosse. I fatti di Lipsia, ha spiegato, rappresentano un segnale ulteriore della crescente aggressività do Mosca. La priorità per l'Alta rappresentante dell'Ue è esercitare una pressione ancora maggiore sulla Russia. "Vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che siano anche un campanello d'allarme per i Paesi che forse non sono stati così decisi" sul tema delle sanzioni a Mosca, ha pronunciato nel doorstep, pungolando gli Stati finora troppo morbidi con la Russia a mettere da parte la cautela. "Colpito" dalla reazione ferma dell'Europa, si è detto invece il ministro tedesco Johann Wadephul, che in Irlanda – al pari del suo omologo britannico Ed Miliband – ha incassato la solidarietà dei suoi colleghi. Il capo della diplomazia di Berlino ha insistito sulla necessità di dimostrare a Mosca che la strategia basata sulla forza non sta producendo l'effetto sperato. L'approccio russo, fatto di pressione militare e mezzi ibridi, "è fallito", ha rimarcato. Il nodo resta però quello della protezione dell'Ucraina. Wadephul ha richiamato la necessità di mettere a disposizione di Kiev le riserve di armamenti ancora presenti negli arsenali di alcuni Paesi europei, soprattutto per rafforzare la difesa aerea e impedire che gli attacchi con droni e missili balistici possano raggiungere i loro obiettivi. Un messaggio colto al volo dal ministro ucraino, Andrii Sybiha, che ha lanciato un appello affinché Kiev disponga finalmente di un numero di intercettori in grado di "chiudere i cieli ucraini".
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Meteo, afa allenta la presa: venerdì zero bollini rossi e 12 città in giallo
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L'afa allenta ancora la sua presa sull'Italia. Oggi, giovedì 3 settembre, solo Bari sarà in allerta massima, mentre domani, venerdì 4 settembre, i bollini rossi raggiungeranno quota zero, e resteranno 12 città in pre-allerta (bollino giallo). Secondo l'ultimo bollettino diffuso dal ministero della Salute le 12 città con bollino giallo sono: Ancona, Bari, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Latina, Napoli, Palermo, Perugia, Rieti e Roma. Completano il quadro di venerdì le restanti 15 città, tutte con bollino verde, ossia condizioni meteo che non comportano un rischio per la salute).
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Il marchio di Trump alla conquista del mondo, dal Golfo d’America allo Stretto di Hormuz
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Lo Stretto di Hormuz è solo l'ultimo dei luoghi, istituzioni, navi da guerra, aeroporti o programmi governativi sui quali Donald Trump sembra intenzionato a lasciare la propria impronta, se non direttamente il proprio nome o la propria faccia. Dall'inizio del suo secondo mandato, il presidente americano ha mostrato una particolare inclinazione a ribattezzare luoghi e organismi, recuperare vecchie denominazioni o associare direttamente il proprio nome a edifici e iniziative pubbliche. L'ultimo esempio è arrivato con la proposta, lanciata su Truth Social, di cambiare il nome dello Stretto di Hormuz in "Stretto di Trump", ora che, sostiene, sarebbe "sotto il controllo degli Stati Uniti".
Uno dei primi provvedimenti firmati dopo il ritorno alla Casa Bianca è stato quello per ribattezzare il Golfo del Messico "Golfo d'America", denominazione adottata dal governo federale ma che non ha avuto seguito a livello internazionale. Negli ultimi giorni Trump, nel pieno dello scontro commerciale con il Canada, ha ordinato di cambiare il nome del Lago Ontario in "Lake America", sostenendo che la sua amministrazione intende "riconoscere gli straordinari contributi del popolo americano e il ricco patrimonio della nostra storia, dando ai grandi monumenti naturali nomi che celebrino i nostri successi condivisi". Una scelta contestata sia in Canada che dalla governatrice democratica di New York Kathy Hochul, che ha assicurato: "New York non lo chiamerà così".
In altri casi, il nome scelto è stato direttamente quello del presidente. Lo United States Institute of Peace è stato ribattezzato Donald J. Trump United States Institute of Peace, mentre più travagliato è stato il tentativo di aggiungere il suo nome al John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington: dopo che il nuovo board nominato da Trump aveva approvato la modifica, un giudice ne ha ordinato la rimozione e ora il consiglio punta alla dicitura "Restaurato e rinnovato dal presidente Donald J. Trump". Il suo nome accompagna anche i "Trump Accounts", i conti di risparmio per i bambini, e la piattaforma governativa per i farmaci TrumpRx. Già nel 2020 Trump aveva fatto inserire il proprio nome sugli assegni degli aiuti economici distribuiti durante la pandemia. Il presidente ha poi un occhio di riguardo per le forze armate. La Marina ha annunciato il progetto di una nuova flotta di 15 corazzate della "classe Trump", anche se secondo il Congressional Budget Office la prima richiederebbe almeno otto anni per essere costruita e il programma potrebbe costare 275 miliardi di dollari.
L'Air Force ha invece battezzato F-47 il futuro caccia di sesta generazione, richiamando Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti. "È un numero bellissimo", aveva commentato lui. Tra le altre proposte attribuite al presidente dai media americani ci sono quella di intitolargli il nuovo stadio della squadra della Nfl dei Washington Commanders e quella di ribattezzare con il suo nome l'aeroporto internazionale di Washington-Dulles, mentre quello di Palm Beach è già stato intitolato a Trump all'inizio di luglio. Tra le altre ipotesi circolate c'è anche quella di intitolare al tycoon la nuova portaerei in costruzione che avrebbe dovuto onorare Doris Miller, il marinaio afroamericano eroe dell'attacco a Pearl Harbor. Non soltanto il nome: anche il volto di Trump sta moltiplicando le proprie apparizioni. Grandi ritratti del presidente sono comparsi sugli edifici di diversi dipartimenti federali e abbondano alla Casa Bianca. Il suo volto compare inoltre accanto a quello di George Washington sul pass annuale dei parchi nazionali e sul "Patriot Passport" realizzato per i 250 anni degli Stati Uniti. Da oggi è possibile ritrovarlo persino sulle monete: la Us Mint ha avviato la vendita di monete da un dollaro color oro con il volto di Trump, utilizzabili anche come valuta legale e coniate per celebrare i 250 anni dell'indipendenza. Una scelta controversa poiché la legge americana vieterebbe generalmente di raffigurare persone viventi sulla valuta, ma che l'amministrazione ritiene consentita da una legge del 2020 che autorizzava speciali monete commemorative per l'anniversario del 2026. Di oro, peraltro, hanno soltanto il colore: sono composte principalmente di rame. Il Tesoro ha inoltre annunciato che la firma di Trump comparirà sulle future banconote.
Ci sono infine sogni ancora incompiuti per il presidente americano, su tutti uno di cui parlava già durante il suo primo mandato: vedere il proprio volto scolpito sul Monte Rushmore accanto a quelli di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. L'allora deputata del South Dakota Kristi Noem raccontò già nel 2018 che Trump le aveva confidato: "Sai che è il mio sogno avere la mia faccia sul Monte Rushmore?".
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Us Open, finisce il sogno di Guerrieri: De Minaur liquida l’azzurro in tre set e avanza al secondo turno
(Adnkronos) – Finisce contro Alex De Minaur il sogno di Andrea Guerrieri agli Us Open 2026. L'azzurro, al debutto nel tabellone principale di uno Slam, è stato eliminato nel primo turno del torneo americano dal numero 8 del ranking Atp oggi, mercoledì 2 settembre. L'australiano ha dominato il match (interrotto anche per pioggia), archiviando la pratica in 3 set con il punteggio di 6-2 6-2 6-4.
Una sfida iniziata non benissimo dal tennista di Correggio, emozionato per il grande esordio a New York e un po' impacciato soprattutto nei primi game: sicuro fin dall'inizio invece De Minaur, che accusa un solo passaggio a vuoto nel finale, con un controbreak di Guerrieri a metà del terzo parziale. L'australiano avanza così al secondo turno.
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