(Adnkronos) – In una email il conduttore di Report Sigfrido Ranucci anticipò a Valter Lavitola i contenuti di un'intervista sui carbon credit a una testata dello Zimbabwe. Lo riporta il Tg1 secondo cui ora la Procura di Roma potrebbe acquisire l'intervista del giornalista. "Il noto giornalista investigativo Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, è sulle tracce di un caso di corruzione in Zimbabwe": inizia così, riporta il Tg1, la mail inviata a Valter Lavitola da Ranucci il 29 giugno scorso con l'anticipazione al faccendiere dell'intervista rilasciata dal giornalista a 'The Standard', testata del Paese africano. Si tratta, riferisce il telegiornale, dell'articolo, poi pubblicato in inglese il 5 luglio, in cui Ranucci parla di una presunta inchiesta avviata da Report sul caso di alcuni imprenditori italiani nel settore dei carbon credit che lamentano di essere stati truffati da un socio locale. In una email, rivelata dal Tg1, Ranucci chiede a Lavitola di mandargli poi i dati del "millantatore" per un'inchiesta. Ranucci tramite il suo legale, ha riferito il Tg1, ha spiegato che Report si era già occupata di carbon credit in passato ed è normale che continuasse ad occuparsi del tema. L'intervista, rimossa ieri dal sito della testata dove era stata scoperta dallo stesso Tg1, potrebbe essere acquisita dalla Procura di Roma.
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Ranucci, al Tg1 mail con cui anticipò a Lavitola intervista su carbon credit: ora Procura potrebbe acquisire l’articolo
Gp Monza, sul web resta… un solo biglietto disponibile: il caso al Gran Premio d’Italia
(Adnkronos) – Corsa all'ultimo biglietto disponibile per il Gp di Formula 1 a Monza. Oggi, giovedì 3 settembre, è iniziato con il media day dei piloti il lungo weekend che porterà al Gran Premio d'Italia di domenica 6 settembre. Come in ogni stagione, è corsa ai biglietti per assistere al grande evento e la curiosità è che quest'anno – almeno dando un occhio alla piattaforma ufficiale – c'è un solo tagliando disponibile per assistere all'iconica gara che andrà in scena all'Autodromo. Questione curiosa. Andando sul portale ufficiale del Gran Premio, nella sezione 'Acquista biglietto', si avanza fino alla scelta dei posti rimanenti. E si scopre che ne resta ancora uno in Tribuna Ascari, con vista su uno dei punti più spettacolari del circuito anche per Kimi Antonelli, che stamattina ne ha parlato così in un incontro con i giornalisti: "Secondo me è la curva più bella, la macchina si muove tanto con il cordolo di destra così scivoloso. Non sarà facile con tutta questa potenza". Quanto costa l'ultimo tagliando disponibile per assistere al Gran Premio di Monza? Sui canali ufficiali, il costo è di 570 euro più commissioni. Eccolo, dunque, il valore dell'ultimo posto per assistere a un Gp che potrebbe essere storico per i tifosi italiani, divisi tra il solito sostegno alla Ferrari e a Kimi Antonelli, leader del Mondiale di F1.
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Resistenza a farmaci in cancro rene e fegato, studio apre nuove vie
(Adnkronos) – Le cellule tumorali, per adattarsi alle condizioni avverse e resistere alle terapie anticancro, sono in grado di modificare i processi cellulari volti a produrre l’energia necessaria per la sopravvivenza, ovvero cambiare il proprio metabolismo. L’utilizzo di nuove vie metaboliche che favoriscono la sopravvivenza, può però trasformarsi in un punto debole, un possibile tallone d’Achille per il tumore che può essere colpito con nuove strategie terapeutiche. È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica ‘Nature Communications’ condotto nell'ambito di una collaborazione internazionale coordinata da Giuseppe Filomeni, professore associato di Biochimica presso il dipartimento di Biologia dell’università di Roma Tor Vergata e direttore di ricerca presso il Danish Cancer Institute di Copenaghen, che vede, tra i principali ricercatori coinvolti – riferisce l’ateneo in una nota – Chiara Pecorari che, dopo la laurea in Biologia a Roma Tor Vergata, ha proseguito la propria ricerca al Danish Cancer Institute, dove ha conseguito il dottorato e dove è nato il lavoro alla base dello studio. Lo studio focalizzato sul tumore del rene e del fegato ha individuato un meccanismo attraverso il quale cellule di cancro modificano il proprio metabolismo per sopravvivere alle terapie. “Una delle principali difficoltà nella cura dei tumori è infatti la capacità delle cellule tumorali di sviluppare resistenza ai farmaci – spiega Filomeni – Un farmaco può inizialmente essere efficace, ma alcune cellule riescono a sopravvivere e possono acquisire caratteristiche che le rendono progressivamente più difficili da eliminare. Il nostro studio mostra come alcuni cambiamenti del metabolismo cellulare possano contribuire alla loro resistenza”. Al centro del meccanismo individuato dai ricercatori c’è la perdita di una proteina (Akr1A1). Questa mutazione determina un cambiamento del metabolismo nelle cellule di tumore del rene e del fegato, e porta, tra gli altri effetti, all'accumulo di metilgliossale, una molecola altamente reattiva che può essere spontaneamente prodotta all’interno del nostro organismo. L’aumento di metilgliossale – chiariscono gli autori – contribuisce a rinforzare i meccanismi cellulari di risposta allo stress che, in ultimo, favoriscono la sopravvivenza delle cellule tumorali e la resistenza ai farmaci normalmente in uso per il trattamento del cancro renale ed epatico. Lo stesso adattamento che offre un vantaggio alle cellule tumorali crea però una nuova vulnerabilità: in quantità elevate, infatti, il metilgliossale può diventare dannoso per la cellula che quindi diventa particolarmente dipendente dal sistema deputato alla sua neutralizzazione. “Negli esperimenti condotti nello studio – continua Filomeni – interferire con questi sistemi ha reso nuovamente vulnerabili cellule tumorali resistenti ai farmaci normalmente utilizzati per il loro trattamento”. L'effetto è stato osservato sia in modelli cellulari derivati da tumori umani sia in modelli preclinici. “Il principio è relativamente semplice: una cellula tumorale acquisisce mutazioni che possono cambiare il suo metabolismo. Se questo cambiamento da una parte permette alla cellula di adattarsi e resistere ai trattamenti, dall’altro ha un costo – precisa – Per sopravvivere diventa infatti sempre più dipendente da un'altra via metabolica. Colpire questa dipendenza può quindi trasformare un vantaggio acquisito dal tumore in un suo punto debole”. Questo – conclude la nota -non significa che sia già disponibile una nuova terapia per i pazienti. I risultati dovranno essere ulteriormente validati e sarà necessario comprendere quali tumori e quali pazienti possano beneficiare maggiormente di questo approccio. Lo studio indica però una possibile strada per lo sviluppo futuro di strategie terapeutiche combinate, nelle quali i trattamenti antitumorali possono essere affiancati da farmaci capaci di colpire le nuove dipendenze metaboliche sviluppate dalle cellule resistenti.
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Federlegnoarredo firma il rinnovo del Ccnl, aumenti in tre tranche
(Adnkronos) – Federlegnoarredo ha sottoscritto oggi il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore legno-arredo, al termine di un confronto avviato con le organizzazioni sindacali nel gennaio 2026. “L'intesa raggiunta rappresenta un risultato importante non solo per i suoi contenuti, ma anche per il metodo adottato", dichiara Andrea Gava, presidente della commissione sindacale di Federlegnoarredo e delegato alla trattativa. "Il percorso – spiega – è stato affrontato con grande senso di responsabilità da parte di tutte le parti coinvolte, in un clima costruttivo e nel rispetto delle reciproche posizioni. Fin dall'inizio il nostro obiettivo è stato individuare un punto di equilibrio tra la necessità di garantire la sostenibilità delle imprese e quella di valorizzare il contributo delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori. Oggi consegniamo al settore un accordo importante che contiene l'aggiornamento di numerosi istituti contrattuali e prevede una revisione complessiva dell’intero contratto, con l'obiettivo di rafforzarne la competitività”. Le aziende del legno-arredo hanno voluto dare un segnale concreto ponendo al centro competenze e lavoratori quali valori indiscussi per la crescita di un settore che, nonostante le molteplici difficoltà, continua a essere una delle espressioni più autorevoli del Made in Italy nel mondo. “In una fase in cui attrarre e trattenere competenze rappresenta una sfida decisiva, il rinnovo conferma la volontà di investire sulle persone quale principale patrimonio del comparto”, aggiunge Gava, che sottolinea altresì il prezioso contributo apportato da Gianfranco Bellin, che lo ha preceduto nel percorso di rinnovo del ccnl, e dai tecnici appartenenti al sistema confindustriale, coordinati da Gloria Mutti. “Un apprezzamento e un ringraziamento va senz’altro all’intera Commissione Sindacale di FederlegnoArredo, per il prezioso lavoro di squadra a supporto del percorso”. Fa parte dell’accordo anche l’impegno a rendere pienamente operativo l'osservatorio bilaterale legno-arredo (obl), organismo paritetico già previsto dal contratto. L'obl avrà il compito di promuovere attività di studio, ricerca, analisi e raccolta di dati utili, elaborando anche proposte condivise sui temi strategici per il comparto: dal rafforzamento dei percorsi formativi specialistici all'analisi dei principali interventi legislativi e normativi di interesse per le imprese e i lavoratori. Un’attenzione particolare sarà dedicata al mercato del lavoro e all’occupazione, con ricerca di soluzioni e percorsi per accrescere l’attrattività del settore, a partire dall’inserimento dei giovani.
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Mario Acampa, inviato di Camper, si spoglia e si getta nel lago in diretta tv: “Grazie a tutti”
(Adnkronos) – "Se ce la faccio a gettarmi nel lago?". Detto fatto: Mario Acampa, inviato della trasmissione di Rai 1 Camper-Osteria Italia, si è tolto t-shirt e pantaloni e in diretta tv si è tuffato nel lago di Cernobbio, dove era in collegamento. Il simpatico siparietto è andato in onda oggi, giovedì 3 settembre, in una delle ultime repliche della stagione. "Ho deciso di salutarti con una sfida", dice Acampa rivolgendosi al conduttore Peppone Calabrese, aggiungendo: "Rodolfo mi ha chiesto se ce la faccio a buttarmi nell'acqua e io lo faccio. Ringrazio te per questa esperienza pazzesca, la direzione, la produzione, tutti gli autori, Perla, Andrea, tutti i colleghi. Siete una quadra pazzesca. Porterò Camper nel cuore per sempre. Vi voglio bene". E tutto mentre abbandona tutti i suoi vestiti e si getta, infine, nel lago tra le risate dei presenti in studio.
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Hamilton: “Antonelli alla Ferrari? Non credo lo lascino andar via tanto presto…”
(Adnkronos) – "Antonelli alla Ferrari in futuro? È una possibilità, ma ci sono tanti bravi piloti. Non credo che Wolff lo lasci andare via tanto presto. Kimi merita quello che sta facendo e ha un grande team al suo fianco. Bono è una persona ostinata e sa indicargli la strada". Lewis Hamilton, pilota della Ferrari, ha parlato così nel media day del Gp di Formula 1 a Monza. L'inglese ha parlato del 'derby' che vivranno nel weekend di Monza gli appassionati, divisi tra il tifo per il leader del Mondiale Antonelli e la Ferrari: "Penso che in Italia – ha sorriso – il tifo sia soprattutto per la Rossa. Qui è papa e Ferrari, un po' come pasta e pizza. La penalità di Kimi? Penso che non avrà difficoltà a raggiungere subito le prime 5-6 posizioni. Noi dobbiamo restare concentrati sulla nostra gara".
"Cosa significa vivere il Gp di Monza con la Ferrari? È il secondo anno, mi devo ancora abituare. Non ho visto la livrea dedicata a Schumacher, ma quelle sette stelle che avremo, come le mie, mi daranno una bella sensazione". Il pilota britannico, arrivato all'Autodromo a bordo dell'iconica F40, ha spiegato: "Ricordo le domeniche con le partenze della Formula 1, la sigla che dava l’inizio all’evento. Era bellissimo vedere Schumacher, ai videogiochi sceglievo solo lui. Ora ho la possibilità di vivere quella esperienza come lui, è un personaggio enorme". Hamilton ha poi parlato delle novità della Ferrari in questo weekend: "Nuova power unit
? Speriamo che possa aiutare, sono orgoglioso del lavoro visto. C’è una concentrazione diversa rispetto all'anno scorso, abbiamo tutto per vincere anche se c'è tanta strada da fare". Sempre parlando dei cambiamenti sulla monoposto, il britannico ha spiegato che "oggi un input deve arrivare anche dai piloti. Ho spinto per avere cambi che non erano stati possibili l'anno scorso. Ho lavorato tanto al simulatore con l’obiettivo di crescere, perché venivo da una prospettiva esterna. Ho visto i progressi".
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Stress da rientro? Lo psichiatra: “La verità è che non ci siamo mai assentati”
(Adnkronos) – La sindrome da rientro "non è una diagnosi: è il conto di un'estate in cui non ci siamo mai assentati". Lo afferma Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli per la salute emotiva e comportamentale, commentando la “formula” che ogni fine agosto sembra voler collocare lo stress post-vacanze e la fatica del rientro tra le condizioni cliniche. Quella sindrome, ricorda lo psichiatra, "non compare in alcun sistema diagnostico riconosciuto, e non per una svista dei classificatori: il riadattamento a una routine dopo un'interruzione è un processo ordinario, con una fisiologia propria e una durata breve". Chiamarlo "sindrome" ha, per Barretta, un costo doppio: "Induce a leggere come malattia ciò che malattia non è, e sottrae parole e attenzione al disagio che in autunno emerge davvero, con ben altra consistenza e con assai minore spazio mediatico". "Ogni settembre discutiamo per giorni di una condizione che non esiste, mentre di quelle che esistono non parliamo quasi mai – spiega Barretta -. Il paradosso è che questo eccesso di allarme su un fenomeno normale finisce per rendere meno riconoscibile il disagio vero, quello che non si esaurisce in due settimane e che meriterebbe una risposta clinica". Resta però la questione di fondo, e lo psichiatra la considera la più scomoda: se il rientro è un processo ordinario, occorre chiedersi perché oggi pesi più di ieri. La risposta, sostiene, non sta nel rientro ma in ciò che lo ha preceduto: "Le ferie hanno funzionato storicamente come discontinuità, un intervallo in cui il contesto lavorativo diventava temporaneamente irraggiungibile. Quella condizione è largamente venuta meno: la posta resta consultabile, le conversazioni professionali proseguono sulle stesse applicazioni e sugli stessi social che ospitano quelle familiari, la reperibilità si frammenta in micro-intrusioni che nessuno contabilizza come lavoro perché durano pochi secondi". "Chi torna stanco da due o tre settimane di ferie – osserva il direttore scientifico del Centro Noesis – non ha un disturbo. Ha una vacanza che non è mai cominciata. Ad agosto possiamo cambiare luogo, ma non cambiamo ambiente. Quello in cui si svolge gran parte della nostra vita lavorativa e relazionale è un ambiente immateriale che non ha coordinate geografiche, si sposta con noi, e nessun chilometro lo attenua. Chi rientra da tre settimane di connessione ininterrotta non sta reagendo male al ritorno, sta registrando tutto insieme il costo di una continuità che non ha mai interrotto". Da qui una riformulazione della domanda pubblica che Barretta considera più utile di ogni decalogo sul rientro graduale. "La questione non è come sopravvivere a settembre, ma se siamo ancora capaci di andarcene», sottolinea. «Non riguarda la resilienza di chi torna al lavoro con fatica, riguarda la possibilità concreta, organizzativa e culturale, di costruire intervalli reali". Su questo terreno l'esperto chiama in causa "il diritto alla disconnessione, inalienabile del lavoratore e non una concessione" negoziabile. "Il diritto al riposo, se l'ambiente immateriale resta accessibile – rimarca Barretta – in ogni ora e in ogni luogo, è un diritto svuotato. Riconoscere la disconnessione come diritto inalienabile significa restituire alle ferie e al fine giornata la sostanza che avevano: non un permesso a rispondere più lentamente, ma la garanzia che ci sia un tempo in cui nessuno è raggiungibile". Una tutela di questo tipo, avverte però Barretta, non basta da sola: "Nessuna norma protegge chi non ha strumenti per abitare consapevolmente l'ambiente immateriale. Accanto al diritto serve un'educazione al benessere che comprenda il benessere digitale, e che parta dalla scuola e dai contesti familiari prima ancora che dai luoghi di lavoro. Solo così la salute emotiva e comportamentale smette di essere una questione individuale di resistenza e torna a essere ciò che è: una responsabilità collettiva".
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Tabarelli: “Senza stop alla guerra, carburanti a 2,5 euro al litro e boom bollette gas”
(Adnkronos) – Un autunno 'caldo'. E non solo per le temperature che non accennano a calare. Ma per via del possibile aumento dei prezzi dei carburanti alla pompa, che potrebbero toccare i 2,5 a litro, ma anche del gas, con bollette più salate per imprese e famiglie. E' quello che prospetta, con una situazione di tensione internazionale per la guerra Iran-Usa che non accenna ad arrestarsi, l'economista Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, intervistato da Adnkronos.
Presidente Tabarelli, lei ha pronosticato che per via delle tensioni internazionali i prezzi dei carburanti potranno arrivare a toccare cifre tra i 2,5 e i 3 euro al litro. Stiamo andando in quella direzione con gli ultimi aumenti?
"I prezzi dei carburanti stanno salendo ancora. Siamo molto lontani dai picchi del 2022, ma andiamo in quella direzione. La cosa che preoccupa è che non c'è qualcosa che faccia pensare diversamente, perché stanno salendo i prezzi del petrolio, del gasolio, manca capacità di raffinazione. Il petrolio in questo momento è a 97. Ma mi preoccupa molto più il gas del petrolio, perché gli automobilisti possono rallentare, mentre l'aumento del costo del gas è una tendenza un po' più pericolosa e preoccupante".
Sconti sulle accise: è ancora convinto che sono degli incentivi a consumare ancora più benzina?
"Esatto. Capisco perfettamente le difficoltà del governo di fronte alle pressanti richieste di sconti, tanto più che siamo in un anno elettorale. Comunque è compito della politica rispondere anche all'emergenza delle parti sociali ed economiche. Però la gente non ha capito la crisi che stiamo vivendo. Quando sento gli agricoltori e i pescatori chiedere gasolio – e che già godono di metà accise rispetto a quelle che abbiamo sulla strada – penso che sono gli stessi che dovevano prendere posizione per mantenere aperte le raffinerie, per produrre più petrolio in Italia, e non l'hanno fatto. Anzi, spesso queste categorie parlano contro il petrolio e a favore delle rinnovabili, dei pannelli fotovoltaici e degli incentivi ai biocarburanti. Tutte cose che sono belle, ma non fanno andare i camion, i trattori e le barche".
Quindi secondo lei nell'immediato cosa può fare il governo? E cosa si può fare anche nella legge di bilancio se la situazione non si sblocca?
"La questione è europea. La commissaria europea Ribera ha detto che bisogna aumentare il debito. E facciamo questo. L'Europa non fa altro che questo. Ribera dice: 'Serve un fondo per la transizione'. È quello che abbiamo fatto nel 22-23. Abbiamo aumentato il debito pubblico europeo di un trilione per andare contro la crisi. E va bene, però io devo pagare quando non riusciamo a fare più gas e più petrolio da noi. Ecco, questo mi sembra un'ingiustizia. E la paghiamo questa ingiustizia con debiti. La prima cosa di cui la gente deve rendersi conto è che serve il petrolio, che serve il gas. Poi magari se vince la guerra Trump, come dice, tra dieci giorni, allora dopo per altri quarant'anni non parleremo di raffinerie".
E se invece la situazione internazionale non si sblocca che inverno ci aspetta? "Vedo uno scenario difficile perché nei prossimi mesi se manca il gas del Qatar e l'Asia comincia ricomincia a comprare gas, avremo problemi sia sul gas sia sull'elettricità. Perciò bollette più salate, inflazione che sale e i carburanti che vanno verso 2,5 euro al litro. Il grande vantaggio che abbiamo è che siamo stati temprati dalla violenza del 22-23, che comunque rimane ancora lontano. Ci stiamo riavvicinando a quei massimi in termini nominali, ma vista la gravità della crisi questo è ancora niente".
La nostra economia che finora è stata in un certo qual modo resiliente a questo punto rischia se non ci saranno interventi?
"Sì, problemi in prospettiva. Noi abbiamo dei problemi strutturali, che a gran parte dell'Europa non interessano: e cioè la deindustrializzazione. La nostra competitività con questo sistema energetico non regge contro la Cina e contro gli Stati Uniti in questa competizione globale. L'industria perde, perde la capacità di innovazione. Siamo quindi un bellissimo posto per fare dei festival di cinema, quello del cinema di Venezia, dove c'è tantissimo glamour".
Sulle raffinerie in Italia però non ci sono stati investimenti negli ultimi anni. Secondo lei si potrebbe fare qualcosa per accelerare in questi mesi? "Dobbiamo incrociare le dita e sperare che la capacità delle raffinerie, che è più o meno adatta alle situazioni normali, regga questi ritmi. Alcune raffinerie devono fare degli investimenti importanti altrimenti chiudono, peggiorando la nostra situazione nell'anno prossimo. Dobbiamo garantire che quelle rimaste possano fare degli investimenti, ma c'è una grande ostilità a livello locale, a volte anche sul fronte internazionale e da parte della Commissione europea. E invece le raffinerie presenti in Italia sono importanti, ci sono migliaia di operai che ci lavorano, tecnici, ingegneri bravissimi. Perché poi se non viene raffinato il petrolio è inutile, no? Serve buon senso per far capire il valore di un bene che si consuma in maniera così pervasiva. La gente non ha capito quanto vale, da dove viene e quanto sia strategico".
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Tecnologia, Dreame all’Ifa di Berlino rafforza leadership in Europa e presenta due nuove categorie di prodotti
(Adnkronos) – In occasione di Ifa 2026, a Berlino, Dreame segna un nuovo importante traguardo nel proprio percorso di crescita facendo il proprio ingresso in due nuove categorie di prodotto. Dopo essere diventata nel 2025 il brand numero 1 in Europa nel segmento dei robot aspirapolvere, l’azienda ha confermato la propria leadership anche nel primo semestre del 2026. "L’Europa ricopre un ruolo centrale nella strategia globale di Dreame – afferma Sean Chen, president di Dreame Western Europe – I risultati che annunciamo oggi sono il frutto di una visione di lungo periodo, guidata dall’innovazione, dalla fiducia di milioni di consumatori e da solide partnership con i principali retailer. Continueremo a costruire con questo slancio, rafforzando la nostra presenza in questo mercato strategico e sviluppando innovazioni in grado di rispondere alle aspettative in continua evoluzione dei consumatori europei". Negli ultimi anni, Dreame ha costruito un ecosistema completo di soluzioni intelligenti progettate per supportare i consumatori in ogni aspetto della vita quotidiana. Dopo aver consolidato la propria leadership nel floor care, l’azienda ha progressivamente ampliato la propria presenza nei settori del garden care e beauty e a IFA 2025 ha compiuto un ulteriore passo importante, estendendo il proprio ecosistema alle categorie kitchen ed entertainment. Oggi, a Ifa 2026, Dreame prosegue questo percorso con l’ingresso in due nuove categorie di prodotto: una nuova gamma di stampanti 3D pensata per liberare la creatività e una nuova generazione di action camera progettata per catturare i momenti più significativi della vita. In occasione di Ifa 2026 inoltre Dreame segna un nuovo importante traguardo con la presentazione di Dreame Group, una nuova identità corporate che riunisce Dreame, Mova e NAavee all’interno di un unico gruppo tecnologico. Più che una nuova struttura aziendale, il Gruppo Dreame rappresenta la fase successiva dell’evoluzione dell’azienda, che riunisce anni di sviluppo tecnologico, competenze ingegneristiche, capacità di ricerca e sviluppo ed esperienza internazionale per creare una base più solida per l’innovazione in tutto il proprio ecosistema. "La nostra ambizione è sempre stata quella di migliorare la vita quotidiana di tutti – afferma Chen – Fin dal primo giorno siamo stati guidati da una convinzione semplice: la tecnologia deve rendere la vita delle persone più facile. Automatizzando un numero sempre maggiore di attività quotidiane, restituiamo ai consumatori il tempo per creare, connettersi e dedicarsi a ciò che conta davvero. Le innovazioni che presentiamo a Ifa 2026 incarnano questa visione e rappresentano un ulteriore importante traguardo nel percorso di espansione del nostro ecosistema". Oggi Dreame è presente in oltre 120 Paesi e regioni e può contare su una rete globale di oltre 10.000 punti vendita fisici. In Europa, Dreame continua inoltre ad ampliare la propria rete di negozi monomarca ed entro la fine del 2026 arriverà a gestire 23 flagship store in tutto il continente. Oggi, più di cinque milioni di famiglie europee possiedono un prodotto Dreame, mentre nel 2025 l’azienda ha registrato una crescita dei ricavi del 103%. Questo slancio si riflette anche nella continua leadership di Dreame nel mercato europeo dei robot aspirapolvere. Già al primo posto in Europa nel 2025, Dreame ha ulteriormente rafforzato la propria posizione nel primo semestre del 2026, raggiungendo una quota di mercato del 42,1% in Europa occidentale. Fin dalla sua fondazione, l’innovazione rappresenta il principale motore della crescita di Dreame, un impegno che si riflette in un portafoglio di oltre 14.000 domande di brevetto a livello globale, di cui più di 4.400 già concesse.
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Caso Ranucci, scintille a via Teulada tra Sottile e gli inviati di Report Iovene e Bertazzoni: volano insulti
(Adnkronos) – Volano scintille e insulti nel cortile della sede Rai di via Teulada tra il conduttore Salvo Sottile e gli inviati di ‘Report’ Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Secondo quanto anticipato da Fanpage, e confermato poi all’Adnkronos, nello spiazzo antistante gli uffici Rai si sarebbe verificato uno scambio acceso di battute fra Sottile, che stava entrando alla presentazione della conferenza stampa del suo programma ‘Ore 14’, e i due storici inviati della trasmissione di inchiesta. Il fatto viene confermato dallo stesso Salvo Sottile, che a margine della conferenza stampa di ‘Ore 14’ spiega: “Mentre ero in procinto di entrare alla conferenza stampa di Ore 14, c’è stato un incontro con alcuni inviati della trasmissione Report, e sono volate battute e battutacce. Sono cose che possono succedere negli ambienti di lavoro, tutti facciamo parte della direzione Approfondimento Rai e probabilmente c’è del nervosismo, ma sono cose che ovviamente non dovrebbero succedere”. Secondo la ricostruzione di Sottile, entrando nella sede Rai e incrociando i due inviati Sottile ha salutato, chiarendo che "non c’è stata da parte mia alcuna provocazione, ho solo salutato, chiedere come sta qualcuno è una provocazione?", scandisce Sottile. Che aggiunge: "Io non ho fatto nulla, sono tranquillissimo -ricostruisce il conduttore- sono entrato in una conferenza stampa e quello che è successo è successo perché io ho salutato una persona che conosco". Alla domanda se lo scontro possa essere accaduto a causa dei post che nelle scorse settimane il conduttore ha dedicato a Report (questione sollevata nei giorni scorsi anche dal consigliere Rai Roberto Natale), Sottile precisa: "Natale è stato male informato. Io non ho fatto dei post contro qualcuno. Io do conto di quello che succede in Italia, sui fatti più importanti. Ho postato dei pezzi di colleghi, se questo è stato visto come un attacco o una mancanza di rispetto mi dispiace ma non è così". "Sono volati insulti -conferma poi Sottile ricostruendo l’episodio- credo che insultare un collega sia sempre una cosa spiacevole, anche se capisco che in un ambiente di lavoro possa succedere". Ora "Ci sarà la verifica da parte della Rai", aggiunge il conduttore. Raggiunto telefonicamente dall’Adnkronos, l’inviato storico di Report Bernardo Iovene butta acqua sul fuoco: “Un saluto tra vecchi amici”, dice laconico.
A stretto giro, Ranucci commenta la notizia sui propri canali social affermando: "La mia squadra è sempre la mia squadra. Spalle d’acciaio e schiena dritta che non si piega neppure di fronte all”arroganza e le miserie di chi si sente protetto dal potere. E per proteggersi meglio ha pure bloccato i commenti sotto i suoi post".
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