Home Blog Page 2

Fondazione Brescia Musei, 400mila fruitori l’anno e una grande mostra in arrivo

BRESCIA (ITALPRESS) – Quasi 400 mila fruitori culturali all’anno, una nuova grande mostra in arrivo per il bicentenario dei Musei Civici e l’ambizioso progetto di riqualificazione del Teatro Romano firmato dall’archistar Sir David Chipperfield. Sono il bilancio e la visione del futuro tracciati da Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei, nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Italpress.
La Fondazione, gestisce un sistema articolato che comprende il Museo di Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo delle Armi, il Museo del Risorgimento e il Parco Archeologico di Brescia Romana, oltre al Cinema Nuovo Eden e al Castello di Brescia. “Complessivamente abbiamo circa 230.000 visitatori all’anno nei musei, circa 50.000-60.000 alle mostre e circa 90.000-100.000 spettatori al cinema, per un aggregato di circa 400.000 persone che ricevono un servizio culturale di grande qualità”, ha spiegato Karadjov. Un impatto che dal 2022 viene rendicontato attraverso una Relazione di Missione e un bilancio sociale per mappare il valore generato sul territorio e rafforzare le partnership con i mecenati privati. Il 2026 segna la ricorrenza del bicentenario dei Musei Civici Bresciani, nati dopo il ritrovamento della Vittoria Alata il 20 luglio 1826, celebrata alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Tra le iniziative legate all’evento, quella che martedì 3 novembre vedrà l’inaugurazione della mostra “Tesori, il grande romanzo dei musei bresciani, 1826-2026”, uno svelamento inedito di oltre 100 nuclei di opere custodite nei depositi, tra cui capolavori di Rembrandt, Dùrer, Romanino, reperti etruschi ed egizi, fino all’arte contemporanea. Sul fronte dei grandi progetti urbani, l’intervento centrale riguarda il Teatro Romano, sostenuto da un investimento di 15 milioni di euro da parte del Ministero della Cultura. L’operazione, condotta insieme a Soprintendenza e Comune di Brescia (che trasformerà Palazzo Maggi Gamberi nel nuovo ingresso all’area archeologica), vede il coinvolgimento dell’architetto Sir David Chipperfield. “Il piano prevede la realizzazione di un’arena all’aperto in pietra da circa 1.000 spettatori per eventi e spettacoli estivi, completando un’offerta che è sempre più interessante anche per il pubblico dei turisti che soprattutto d’estate si recano sul lago di Garda e sul lago d’Iseo” commenta Karadjov. Tra le eredità strutturali di Brescia e Bergamo Capitale Italiana della Cultura 2023 spicca anche il completo rinnovo del Museo del Risorgimento in chiave multimediale. Sul piano della partecipazione della cittadinanza e dell’accoglienza turistica, la Fondazione garantisce la gratuità universale per i residenti a Brescia (che ha quasi triplicato le presenze locali a quota 15 mila) e propone il programma d’inclusione per le disabilità “Maneggiare con cura”. Inoltre, grazie all’attività promozionale all’estero con Visit Brescia nei mercati francese, tedesco e olandese, il numero dei visitatori stranieri è più che raddoppiato dal 2023.(ITALPRESS).

Foto: Italpress

“King Kimi”, “Il re più giovane”, la stampa mondiale esalta Antonelli

ROMA (ITALPRESS) – L’impresa di Kimi Antonelli, il più giovane pilota della storia a laurearsi campione del mondo di Formula 1, è stata celebrata dalla stampa di tutto il mondo, con particolare riferimento alla giovane età del fuoriclasse bolognese della Mercedes. “Un gigante così giovane”, scrive il quotidiano sportivo francese “L’Equipe”, mentre “Le Figaro” parla della “incoronazione di un prodigio di precocità”. In Spagna, “Marca” intitola “Bravissimo Kimi”, definendolo poi, in un focus, “il bambino che si addormentava sui circuiti”. Per il “Mundo Deportivo”, Antonelli è “il re più giovane”, per “As” è “il vincitore in una battaglia tra giganti”, sottolineando il podio in Messico alle spalle degli pluri-iridati Verstappen e Hamilton. “King Kimi!”, intitola la tedesca Bild, definendo l’emiliano “un ragazzo con i riflessi di un campione”. “Come Antonelli ha stupito tutti, entrando nella storia della Formula 1”, è l’analisi della britannica BBC, convinta che dopo questo trionfo l’italiano sia “destinato a grandi traguardi”. “Antonelli si laurea campione del mondo e scrive la storia della Formula 1. A 20 anni, l’italiano è (di gran lunga!) il più giovane di sempre a raggiungere l’apice della categoria regina dell’automobilismo”, recita il portoghese “A Bola”. “Storico traguardo in Messico: la F1 incorona il più giovane campione nella storia della categoria”, intitola “USA Today”, mentre l’argentino “Clarin” esalta “Kimi Antonelli, il ragazzino che non voleva scendere dal kart e che ora è il più giovane campione nella storia della Formula 1”. “Antonelli piange via radio e festeggia il titolo insieme ai campioni di F1: ‘Terrò una foto del podiò”, scrive il brasiliano “O Globo”. Sceglie una frase di Antonelli, il “China Daily”, per festeggiare l’impresa del bolognese della Mercedes: “Questo titolo potrebbe essere solo l’inizio”. Un auspicio condiviso da tutti i tifosi italiani.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Antonelli “Sono senza parole, sentivo la tensione”

CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – “Ce l’abbiamo fatta. Grazie alla Mercedes e alla mia famiglia: senza di loro non sarei qui. E’ un momento che ricorderò per sempre. Sono senza parole, sto ancora cercando di metabolizzarlo nella mia testa. E’ stata una stagione incredibile, e condividere questo podio con Max (Verstappen, ndr) e Lewis (Hamilton, ndr) è incredibile. Non vedo l’ora di avere altre battaglie con loro in futuro”. Così il campione del mondo della Formula 1, Kimi Antonelli, dopo la conquista del titolo nel Gran Premio del Messico. “Questo weekend ho sentito un pò più di tensione, ma sono felicissimo di esserci riuscito e di potermi godere il resto della stagione”, conclude.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Kimi Antonelli campione del mondo, in Messico 3° dietro Verstappen ed Hamilton

CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – Kimi Antonelli è il nuovo campione del mondo della Formula 1. Nel Gran Premio del Messico vinto da Max Verstappen, il pilota della Mercedes chiude terzo ed è matematicamente sicuro del titolo. Si tratta del primo italiano a riuscirci dopo 73 anni dall’ultima volta, datata 1953 con Alberto Ascari. Nella gara di Città del Messico, fermata da una bandiera rossa dopo 45 giri per l’incidente a Valtteri Bottas, sale sul podio anche la Ferrrari di Lewis Hamilton, secondo, mentre Charles Leclerc è quarto in una giornata cominciata con la penalità di 5 secondi per un episodio con il compagno di squadra al primo giro. Quinta piazza per Lando Norris (McLaren), davanti alla Mercedes di George Russell.
Ma a firmare l’impresa è questo ragazzino bolognese classe
2006, amante delle tagliatelle al ragù, cresciuto guardando i
vecchi video di Ayrton Senna e muovendo i primi chilometri sotto
lo sguardo attento di papà Marco, pure lui pilota e poi
proprietario dell’AKM Motorsport, squadra impegnata in diversi
campionati GT. Ci aveva visto lungo Toto Wolff, il deus ex machina dell’era Mercedes, quando è stato chiamato a scegliere l’erede di un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton: dopo una normale stagione di apprendimento, Kimi è esploso, diventando a 20 anni, due mesi e 7 giorni il più giovane campione del mondo di sempre. Polverizzato il record di un altro giovane fuoriclasse come Sebastian Vettel, iridato per la prima volta nel 2010 a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. Antonelli non ha bruciato le tappe, le ha divorate: dopo essersi fatto largo fra i kart – conquistando i primi titoli già a nove anni – e aver attirato le attenzioni della Mercedes, che nell’aprile 2019 lo ha inserito nel suo programma Junior, nel 2022 si laurea campione F4 Adac e F4 italiana e l’anno dopo vince i campionati Formula Regional Middle East ed Europea. E dopo che anche in Formula 2 conferma tutto il suo talento, per lui si spalancano le porte della serie A del motorsport. Appena 18enne, debutta nelle prime libere di Monza dove viene anche annunciato come pilota per la stagione 2025. Un’annata dove raccoglie tre podi che fanno da trampolino di lancio per la stagione della definitiva consacrazione: secondo subito in Australia, in Cina diventa il più giovane di sempre a conquistare una pole position in F1 (19 anni, 6 mesi e 18 giorni, battuto anche in questo caso Vettel che nel Gp d’Italia 2008 aveva 21 anni, 2 mesi e 11 giorni). Il weekend di Shanghai gli regalerà anche la prima vittoria nel circus, a cui faranno seguito anche i successi di Suzuka, Miami, Montreal e Montecarlo: cinque perle consecutive che lo proiettano in testa al Mondiale e con ampio margine. Se è vero che la Mercedes è stata la più brava a interpretare i nuovi regolamenti, a Kimi va dato atto che ha
saputo capitalizzare al meglio la superiorità delle Frecce
d’Argento, mandando in crisi anche un compagno di squadra più
esperto come George Russell, le cui ambizioni sono state soffocate sul nascere. Ma quello che distingue un ottimo pilota da un campione è la capacità di restare a galla anche quando il mare è mosso. E Antonelli, anche quando imperversa la tempesta, tiene la barra dritta. Imola e Barcellona le pagine più buie, dalle quali però il 20enne pilota bolognese esce rafforzato. E anche se davanti Ferrari e McLaren si concedono un pò di gloria, lui è sempre lì, fino al capolavoro di Monza: su una pista sulla carta non favorevole alla sua Mercedes, il team decide di sostituire la power unit costringendolo a partire dal fondo della griglia. Ma quello che sembrava dovesse essere un weekend in difesa si trasforma in un trionfo: Antonelli risale dalla 19esima casella della griglia e festeggia sotto la bandiera a scacchi, primo italiano a vincere il Gp di casa dopo sessant’anni. Il resto è storia: mentre il redivivo Max Verstappen torna a fare la voce grossa come ai bei tempi, Kimi chiude a doppia mandata la cassaforte col bottino e lancia un avviso ai naviganti: c’è un nuovo sceriffo in città.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

La Juventus piega il Napoli 2-0 con Alajbegovic e Boga

TORINO (ITALPRESS) – Dopo una settimana carica di tensione, la Juventus torna a sorridere, battendo per 2-0 il Napoli. All’Allianz Stadium, i ragazzi di Spalletti non brillano sul piano del gioco, ma riescono a portarsi a casa i tre punti grazie alle iniziative dei singoli: i gol vittoria, infatti, sono due autentiche perle e portano la firma di Alajbegovic e Boga. Quarto ko in Serie A, invece, per il Napoli, troppo spento e remissivo. Il grande assente della serata è Hojlund, fermato ai box dalla febbre: al centro dell’attacco partenopeo prende dunque posto Lucca. Ma i problemi nel team di Allegri sono diversi.
Il primo squillo del match è dell’attaccante ex Udinese, che al 7′ stacca in area di rigore su Bremer e costringe Vicario al miracolo con la mano aperta. La Juve prova a rispondere alle iniziative degli ospiti, faticando però a innescare Kolo Muani e Woltemade. Nonostante le difficoltà offensive, i bianconeri sfiorano il vantaggio al 28′, colpendo una traversa con Cabal sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Seguono due occasioni per parte al 30′: prima Lang cestina l’1-0 sparando alto da buona posizione, poi Alajbegovic, su ribaltamento di fronte, non trova lo specchio della porta con un tiro di controbalzo. Il bosniaco è nuovamente pericoloso nel finale di frazione, impegnando Meret con un insidioso rasoterra.
Juve vicina al gol anche in avvio di ripresa. Passano nove minuti, infatti, e Woltemade lancia Kolo Muani in contropiede: il francese, però, non sfrutta il due contro uno, sbagliando l’appoggio per Alajbegovic e restituendo palla al Napoli. Questo, di fatto, sarà l’ultimo frame della partita dell’ex Psg: la sua uscita dal campo per l’ingresso di Zhegrova è stata accompagnata dai fischi copiosi dello Stadium. Nonostante i tanti errori tecnici, la Juve gioca un secondo tempo migliore rispetto al Napoli e trova la rete del vantaggio al 70′. L’1-0 bianconero porta la firma di Alajbegovic, che estrae fuori dal cilindro un gol da fenomeno: il bosniaco, infatti, scarica un potente sinistro dalla distanza, battendo un incolpevole Meret. Piove sul bagnato per gli ospiti che al 75′ rimangono in dieci, a seguito dell’espulsione di Marianucci, per doppia ammonizione. La Juve gestisce il risultato senza patemi e chiude la pratica all’87’, grazie al neoentrato Boga ,che replica la prodezza di Alajbegovic, pescando l’angolino con un micidiale destro a giro. Con questa vittoria la squadra di Spalletti si piazza al settimo posto della classifica della Serie A, a quota 17 punti: una posizione più giù, invece, la formazione partenopea, ferma a quota 14.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cina presenta piano dettagliato per lo sbarco umano sulla Luna

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina adotterà un’architettura basata su “due lanci e il ricongiungimento in orbita lunare” per il suo programma di esplorazione lunare con equipaggio, come dichiarato da un ingegnere di alto livello, mentre i lavori di sviluppo per lo sbarco sulla Luna procedono a ritmo sostenuto.

Wang Xiang, vice progettista capo del programma spaziale con equipaggio della Cina e progettista capo del programma di esplorazione lunare, ha illustrato il piano durante il settimo Simposio sul volo spaziale con equipaggio, a Pechino.

Secondo il piano, due razzi lanceranno separatamente il modulo di allunaggio Lanyue e la navicella spaziale con equipaggio Mengzhou su una traiettoria di trasferimento Terra-Luna, e i due veicoli spaziali effettueranno un ricongiungimento e un attracco in orbita lunare. Gli astronauti si trasferiranno quindi dalla navicella Mengzhou al modulo Lanyue per la discesa sulla superficie lunare e le successive attività scientifiche.

Wang ha affermato che questo approccio è in linea con le attuali capacità tecniche e infrastrutture della Cina, e che lo sviluppo separato della navicella spaziale e del modulo di allunaggio può contribuire a standardizzare la produzione e sostenere la creazione di una famiglia di veicoli a lungo termine.

Sebbene il piano presenti anche sfide considerevoli, Wang ha dichiarato che il nuovo sistema di mobilitazione delle risorse a livello nazionale rappresenta il vantaggio fondamentale per affrontarle.

L’ingegnere ha affermato che il programma ha definito piani di sistema, standard tecnici e requisiti di qualità nell’ambito di un unico quadro di sviluppo, e ha adottato un approccio di progettazione integrata che pone l’accento sulla verifica delle interfacce tra i sottosistemi.

Finora, lo sviluppo del razzo vettore Long March-10, della navicella spaziale con equipaggio Mengzhou e del modulo di allunaggio Lanyue sta procedendo senza intoppi.

-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).

Il Genoa espugna Lecce, vince 2-1 con i gol di Osmajic e Messias

LECCE (ITALPRESS) – Il Genoa sbanca il Via del Mare con pieno merito, vince 2-1 e inguaia il Lecce. I rossoblù centrano il terzo successo consecutivo in Serie A, dominando, soprattutto nel primo tempo, i salentini. Se c’è qualcosa che si può imputare ai grifoni è la mancanza di concretezza in zona gol. Troppi errori davanti a Falcone, troppe occasioni sciupate per i liguri, che hanno tenuto, di fatto, il Lecce in vita fino al triplice fischio. Passo indietro pesante, invece, per i pugliesi, che avrebbero dovuto assumere un atteggiamento diverso per una sfida diretta.
Si comincia con Wiafe (7′) che tira non lontano dal palo poi, all’11’, passa il Genoa. Messias per Osmajic, piatto preciso, Falcone è battuto. Difesa giallorossa in bambola. Risponde il Lecce al quarto d’ora con un cross di Monteiro per Stulic, colpo di testa sballato. El Shaarawy sfiora il raddoppio (20′) mentre piovono fischi sui ragazzi di Di Francesco. Al 28′ meritato raddoppio rossoblù. Ancora il “Faraone” per Messias, che si allarga e batte in rete.
I pugliesi reagiscono e al 40′ accorciano le distanze con una punizione di Maleh deviata in rete da Osmajic. In pieno recupero Gallo per Stulic, che mette dentro. L’urlo in gola viene strozzato dal Var per un braccio galeotto dell’attaccante giallorosso.
Nella ripresa il Genoa punge con El Shaarawy (palo al 6′). Kaba cerca di fare tutto da solo ma viene bloccato dalla difesa ligure, Vitinha si divora il terzo gol, il Genoa comincia a sciupare troppo, i salentini rispondono con una sassata di Ngom su cui Bijlow su supera (35′). I salentini attaccano a spron battuto nel finale. Il Genoa si difende e riparte in contropiede. Il pubblico segue con apprensione l’evolversi della sfida. Non bastano nemmeno i 4′ di recupero per cambiare le sorti della sfida. Vince con merito il Genoa; per il Lecce fischi del pubblico locale.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

La Lazio batte 2-1 il Cagliari e vola in vetta da sola

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio batte in rimonta il Cagliari, per 2-1, e si prende il primo posto in solitaria della classifica di Serie A, con tre punti di vantaggio sull’Inter, sconfitta ieri sera nel derby dal Milan. All’Olimpico sono le reti di Isaksen e Pinamonti a far esultare Gennaro Gattuso a una settimana dal big match da ex contro il Napoli al “Maradona”. La squadra di Pisacane – che chiude il match in 10 uomini per il rosso ai danni di Obert – subisce la seconda sconfitta in rimonta nella Capitale nel giro di cinque giorni. Proprio come nel match contro la Roma è Nzola a illudere i sardi. Al 21′ l’attaccante angolano sfrutta l’assist di Fadera sulla dormita di Belahyane e tocca di punta quanto basta per spiazzare Mandas. La Lazio è la squadra con la percentuale di conversione realizzativa più alta (16,8%) e così, nonostante le difficoltà a sfondare la linea difensiva sarda, è una magia di un singolo a regalarle il pareggio. Al 36′ Noslin serve Isaksen che calcia di prima dal limite indirizzando la palla sull’incrocio dei pali lontano, dove Caprile non può arrivare.
All’intervallo Pisacane – che poco prima era stato costretto a sostituire l’infortunato Fadera con Kofler – lascia negli spogliatoi Nzola e inserisce Mendy. Al 56′ Gattuso cambia tutta la catena di sinistra: fuori Nuno Tavares e Zaccagni, dentro Pedraza e Pinamonti. Sostituito anche Frattesi, con Dele-Bashiru dentro al suo posto. E’ proprio il centrocampista nigeriano a restare a terra in area per un contatto con Rodriguez che scatena le proteste dell’Olimpico. Per l’arbitro Colombo è tutto regolare e il Var conferma la decisione di campo. La Lazio aumenta i giri del motore e al 68′ va vicina al gol con un colpo di testa di Provstgaard su calcio di punizione di Taylor. Al 71′ è proprio l’olandese a divorarsi il 2-1 al termine di una prolungata azione collettiva, mentre poco dopo Isaksen sfiora il secondo palo dopo essersi accentrato dalla destra. A risolvere i problemi del team di Gattuso è il secondo gol stagionale di Pinamonti, che di testa buca Caprile dopo un tiro sbilenco di Pedraza. Proteste dei sardi, in quanto un giocatore del Cagliari era rimasto a terra dopo una pallonata sulla testa nel corso dell’azione. La prossima settimana la Lazio capolista farà visita al Napoli. Gattuso e i suoi uomini si candidano a sorpresa per lottare per la vittoria dello scudetto.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Italia-Libia, a Misurata il forum per rafforzare la cooperazione economica

MISURATA (LIBIA) (ITALPRESS) – Rafforzare la cooperazione tra la Libia e l’Italia, esplorare opportunità di investimento e di commercio e aprire alle imprese l’accesso al mercato libico e a quelli africani. Questi gli obiettivi del Libyan-Italian Business and Investment Forum (LIBIF 2026), piattaforma economica e commerciale che ha riunito imprese e istituzioni libiche e italiane, tenutosi nella sala Sea Side della Zona Franca di Misurata. Il forum, promosso dalla Zona Franca di Misurata in collaborazione con la Camera di Commercio Libico-Italiana, ha visto la presenza di rappresentanti del governo, ambasciatori, missioni diplomatiche africane, imprenditori e investitori e la partecipazione di oltre 20 istituzioni, oltre 110 aziende e più di 10 relatori.
L’evento ha fatto seguito al roadshow della Zona Franca di Misurata a Roma del 9 luglio 2026. Secondo gli organizzatori, quell’iniziativa ha confermato la crescita delle partnership con grandi gruppi internazionali, tra cui MSC, confermata anche dai numeri: con uno scambio commerciale bilaterale di 3,627 miliardi di euro per i primi quattro mesi del 2026, l’Italia tra i principali partner commerciali della Libia. Strategica, in questo senso, la posizione della Zona Franca, una ‘porta verso Africa ed Europà. Il porto di Misurata è stato presentato come il più grande del Paese e gestirebbe circa il 60% del volume degli scambi libici. Il forum ha guardato a otto comparti: industrie metalmeccaniche e ingegneria leggera, industria farmaceutica e medicale, industria alimentare, industria marittima, servizi logistici e stoccaggio, industrie di trasformazione e valore aggiunto, riciclo e recupero di rifiuti e oli, commercio e distribuzione. I temi centrali sono stati le opportunità di investimento nei progetti della Zona Franca, i trasporti e la logistica, il commercio e le partnership, e il ruolo di porta d’Africa per transito e riesportazione.
Durante l’incontro, Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, ha annunciato all’Italpress l’apertura di un ufficio a disposizione di tutte le imprese italiane all’interno della Misurata Free Zone, come “primo passo verso una presenza stabile del sistema produttivo italiano in Libia”. Colicchi ha definito l’apertura “una grossa scommessa sulle prospettive e sul lavoro delle nostre imprese”. Ha poi precisato che la sede “non è l’ufficio della Camera di commercio, ma l’ufficio delle imprese italiane”, aperto a tutte le aziende del Paese presso la Misurata Free Zone. Secondo il presidente, l’iniziativa segnava l’inizio di un lavoro su quello che era destinato a diventare “un grandissimo polo logistico”, un hub di scambio commerciale capace di attrarre imprese e investimenti. “Speriamo che sia un passo che anticipa i tempi”, ha spiegato, indicando gli obiettivi: creare commercio, investimenti e posti di lavoro, formare persone e tecnici e avviare una presenza italiana stabile a Misurata e, più in generale, in Libia.
Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso in un messaggio anche dall’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Gianluca Alberini: “L’Italia si conferma costantemente il primo partner commerciale della Libia” e Misurata “ha tutto il potenziale per diventare un hub logistico trans-continentale” capace di collegare Italia, Europa e Africa “nel pieno spirito del Piano Mattei”. Pur non potendo essere presente per impegni istituzionali, Alberini ha espresso “viva soddisfazione” per l’iniziativa, che ha visto la partecipazione di imprese italiane e libiche. Un segnale concreto, ha sottolineato, della volontà reciproca di costruire nuove opportunità dopo i Forum di Tripoli nel 2024 e Bengasi nel 2025.
Mohsen al-Suqutri, presidente del consiglio di amministrazione della Misurata Free Zone, ha indicato come obiettivi il rafforzamento della presenza delle imprese italiane in Libia e la valorizzazione del ruolo di Misurata come piattaforma di collegamento tra l’Europa e i mercati africani. L’Italia è “il principale partner commerciale della Libia, in particolare nell’Unione europea”, ha spiegato illustrando il significato dell’incontro organizzato nella zona franca con la partecipazione di imprese italiane. Un’iniziativa che, ha precisato, rappresentava il seguito di un precedente appuntamento svoltosi a Roma nel luglio scorso, caratterizzato da “un’ottima partecipazione delle aziende italiane”. “Da qui è nata l’idea di invitare le imprese interessate a investire nel mercato libico a essere presenti nella zona franca, entrare in contatto con partner locali e valutare la possibilità di sviluppare una cooperazione economica tra i due Paesi”, ha proseguito. “Ci auguriamo di organizzare eventi analoghi nel prossimo periodo”, ha aggiunto.
Il senatore Nicola Scurria, presidente del gruppo parlamentare di amicizia Italia-Libia, in un videomessaggio inviato alle imprese italiane presenti nella città libica per il business forum, ha evidenziato come Misurata stesse diventando “uno dei principali hub, e potrebbe diventare forse il principale hub nel Mediterraneo”. Un rapporto che riguarda non solo Italia e Libia, ha ribadito Scurria, ma anche Italia e Africa e Italia e Medio Oriente.
Il ministro dei Trasporti libico, Mohammed Ashahoubi, ha indicato nella cooperazione con l’Italia un’opportunità per lo sviluppo di trasporti, infrastrutture e logistica. Il ministro ha definito il forum un evento che “riflette l’importanza della partnership economica” tra Tripoli e Roma. Ha detto che apriva nuove prospettive in investimenti, commercio, trasporti e servizi logistici. Ashahoubi ha ricordato la posizione strategica della Libia, che collega il nord e il sud dell’Africa e si affaccia sul Mediterraneo. Secondo il ministro, il Paese aveva l’occasione di diventare un punto di collegamento commerciale e logistico tra i mercati europei e l’Africa interna, in particolare Ciad, Niger, Mali e Burkina Faso. In questo quadro il ministero dei Trasporti puntava sullo sviluppo della rete stradale e delle infrastrutture, a partire dalla strada del Sud. Il ministro l’ha indicata come uno degli assi strategici per rilanciare commercio e transito e rafforzare i collegamenti con i Paesi vicini.
“Siamo molto felici della presenza delle imprese italiane in Libia. La zona franca di Misurata ha le potenzialità e le infrastrutture per diventare una porta d’accesso all’Africa e, allo stesso tempo, all’Europa”, ha affermato in un’intervista all’Italpress Mohammed Raeed, presidente dell’Unione delle Camere di commercio, industria e agricoltura della Libia, evidenziando le opportunità di investimento e il ruolo della cooperazione economica tra i due Paesi. “La Libia gode di una posizione geografica privilegiata e Misurata dispone di tutte le condizioni per svolgere questa funzione”, ha spiegato Raeed, osservando come la vicinanza al continente europeo rappresentasse un ulteriore punto di forza. Nella zona franca, ha aggiunto, “le infrastrutture sono complete e sono presenti investimenti di società internazionali”.
“Di progetti ce ne sono molti. Quello che fa Confindustria Assafrica Mediterraneo è far sì che i progetti delineati diventino concreti e reali partnership durature”, ha spiegato Federico Cardu, responsabile marketing associativo e comunicazione di Confindustria Assafrica. Cardu ha illustrato il ruolo dell’associazione del sistema Confindustria, che “rappresenta e accompagna le imprese italiane nei loro rapporti economici e commerciali con i Paesi dell’Africa, Medio Oriente e Turchia”. “Il nostro obiettivo è quello di favorire l’internazionalizzazione delle aziende italiane e creare loro reali opportunità di business, promuovere partenariati industriali e commerciali e facilitarli nelle interlocuzioni con le istituzioni e gli operatori economici locali”, ha aggiunto.
“C’è bisogno di persone, di personale altamente specializzato”, perchè il lavoro attraversa “una fase di grande trasformazione”, ha aggiunto Enrico della Gatta, Vice President of Defence Market di Fincantieri, sottolineando il ruolo dell’innovazione tecnologica e della formazione nell’evoluzione delle attività industriali. Anche nei cantieri, ha spiegato della Gatta, “l’intelligenza artificiale e la robotizzazione contribuiranno a trasformare il lavoro”. Un cambiamento accompagnato da investimenti nelle infrastrutture e nella preparazione delle persone, anche attraverso il Piano Mattei, con l’obiettivo di formare personale specializzato da inserire nelle aziende di produzione. Un percorso che, ha evidenziato, univa “la forza e l’imprenditorialità di un’azienda quotata alla Borsa di Milano” alla stabilità, alla lungimiranza e alla responsabilità legate a una proprietà per il 60% in capo al governo italiano. Da questa caratteristica discendeva anche una responsabilità “morale”: accompagnare l’intera catena del valore, fino alle startup, nel processo di evoluzione industriale.

– Foto xn8/Italpress –
(ITALPRESS).

Il rigore di Da Cunha lancia il Como, Venezia battuto 1-0

COMO (ITALPRESS) – Il Como non si ferma più. I ragazzi di Fabregas superano di misura il Venezia, conquistando la quinta vittoria consecutiva tra campionato e Champions grazie al rigore del suo capitano, Lucas Da Cunha. Ma sul successo del Sinigaglia c’è l’ombra di un penalty prima assegnato e poi tolto ai lagunari da Ferrieri Caputi che, richiamata al Var, fa un passo indietro sul mani di Milla, apparso netto.
I padroni di casa costruiscono la loro prima occasione al 14′ con Douvikas: l’attaccante, servito da Nico Paz, tenta il destro ma trova la deviazione di Moreno. Al 25′ sale in cattedra Da Cunha che, su suggerimento di Kaiki, lascia partire una conclusione sul primo palo con il mancino, disinnescata da un grande intervento di Stankovic. Due minuti più tardi uno dei momenti clou del match: Ferrieri Caputi assegna un calcio di rigore al Venezia per un presunto fallo di mano di Milla ma, dopo essere stata richiamata dal Var, fa marcia indietro poichè non ravvisa irregolarità. Tanti dubbi.
Al 33′ ci pensa a Kempf ad impensierire Stankovic con un tiro dalla distanza, ma il portiere serbo risponde presente. Il Como continua a spingere e alla fine conquista un calcio di rigore per un fallo di Juan Jesus ai danni di Douvikas: nessun ripensamento, al 43′ Da Cunha spiazza Stankovic dal dischetto, portando in vantaggio in suoi. Primo gol stagionale in A per il capitano. Nella ripresa il copione non cambia, poichè è sempre il Como a condurre i giochi. Al 55′ Kaiki serve Baturina, che prova il destro da fuori, ma Stankovic respinge in tuffo tenendo a galla i suoi. Davide Nicola decide di scuotere la sua squadra attraverso delle sostituzioni, che portano nuova linfa agli arancioneroverdi. Il Venezia tiene il campo ma non graffia praticamente mai e Butez risulta uno spettatore non pagante. I lariani amministrano e cercano di colpire al momento giusto. Come al 73′, quando un mancino di Couto sfiora il palo. Poco male per Fabregas, che sale a quota 23, a -2 dall’Inter (in attesa della Lazio), mentre il Venezia resta il fanalino di coda a quota 3.

– foto Image –
(ITALPRESS).