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Filippo Bisciglia: “In ‘Temptation Island e poi e poi…’ ci saranno ribaltoni clamorosi, e poi… debutto a teatro!”

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(Adnkronos) – A coronamento dell’edizione più vista nella storia di 'Temptation Island', con share record del 35.5% nell’ultima puntata del 29 luglio e puntata con quasi 4,5 milioni di telespettatori, Filippo Bisciglia torna lunedì prossimo, 7 settembre, in prima serata su Canale 5 con il primo dei due speciali 'Temptation Island… e poi e poi' (il secondo probabilmente il 14 ma la data non è ancora ufficiale), dove verranno mostrati gli sviluppi nelle relazioni delle sette coppie protagoniste dell'edizione 2026 del reality, a distanza di tempo. E proprio lì, anticipa il conduttore in un'intervista all’Adnkronos, "ci saranno ribaltoni che faranno cambiare idea al pubblico". Parallelamente, il conduttore si prepara al debutto teatrale del 13 novembre con 'Prima della Prima – Il mio viaggio nei sentimenti', un one man show ambientato interamente in un camerino, tra ansie, prove, telefonate, imitazioni e frammenti della sua vita. 
Questa è stata l’edizione più vista di 'Temptation Island': senti una responsabilità particolare per il ritorno di lunedì?  "Particolare no. Ma è chiaro che un successo così fa piacere però un po’ spaventa anche. La cosa che mi fa particolarmente felice di quest'anno è che è cresciuto ulteriormente il pubblico dei giovanissimi. E me ne sono accorto anche andando in giro questa estate, perché mi riconoscono…".  
Dopo tanti anni di racconti d’amore, crisi e ripartenze, qual è la cosa che ancora ti emoziona di più?
 "Sempre la stessa: quando vedo che le cose prendono una piega positiva nelle coppie. Al primo falò escono tutti un po’ incazzati, poi qualcuno ci ripensa. Il secondo falò è il momento più emozionante, perché li vedo cambiati. E ti do un dato: tutti quelli che sono usciti insieme dal secondo falò oggi hanno figli, sono sposati. È proprio un dato statistico". 
Ti fai coinvolgere molto dalle storie delle coppie. Cosa scatena questa empatia?  "Il segno zodiacale (ride). Sono del cancro. Noi sentiamo le cose prima, le viviamo di più. Il cancro è mezza streghetta, siamo più sensibili in tutto…". 
Quest’anno qualcuno ti ha accusato di aver preso le parti di Soraya. Come l’hai vissuto?
 "Mi sono beccato per la prima volta degli insulti. Ma non ho preso le parti: cercavo di fare domande. Una ragazza mi diceva: ‘Sto male, dopo 7 anni’. Era come parlare con una mia amica. Le ho detto: 'pensa che c’è chi se ne è fatti 18 anni… Tranquilla che la risolvi'. Lo rifarei un milione di volte. Cercavo di aiutarla a raccontare la sua storia a 360 gradi e ho fatto riferimento alla mia". 
Quale coppia ti ha colpito di più nel programma e quale negli incontri successivi?  "Mi affeziono a tutti. Mi scrivono, li risento… Però quest'anno per la prima volta ci sono stati dei ribaltoni, ribaltoni anche clamorosi in 'e poi e poi'. E secondo me ce ne saranno anche nel giudizio delle persone a casa. Potrebbero ricredersi su 2-3 storie, potrebbero cambiare idea su alcune coppie". 
Mentre torni in tv stai preparando il debutto in teatro con 'Prima della Prima – Il mio viaggio nei sentimenti'. Come nasce questo progetto?  "Era tanto che me lo chiedevano: ‘Tu canti, imiti, sei simpatico’. Per anni ho detto no. Quest’anno non so per quale motivo ho detto sì… anzi lo so, ma lo racconterò lì. Sono stato spinto da una persona e ho preso la decisione".  
Che spettacolo sarà?  "Racconto tutto ciò che accade prima di entrare in scena: insicurezze, ansie, paure… e anche un po’ di cazzeggio, perché io sono così. Ci saranno imitazioni, musica. Canterò tanto”. 
Prima di entrare in scena c'è anche la telefonata di Maria De Filippi?
 "Nella realtà sì. E quindi la sua voce deve esserci. Devo chiederle un messaggio vocale per lo spettacolo".  
L’idea di portare il pubblico dentro il tuo camerino da dove nasce?  “Dalla mia regista, Siddhartha Prestinari. Che è completamente diversa da me, molto radical chic… Quindi le ho detto: 'non mi far fare Shakespeare, però'. Poi scrivendo insieme ci siamo venuti incontro. Si sta creando una bella sinergia". 
C’è un frammento della tua vita che ti costa di più portare sul palco?  "Nessuno. Io dico tutto quello che penso. Come diciamo a Roma: 'non mi tengo un cecio in bocca'. Racconterò i momenti difficili e quelli belli, i problemi di salute e quelli sentimentali. Ma non posso spoilerarti tutto…".  
Hai paura del debutto sul palcoscenico?  "Certo… ma sarebbe strano il contrario. A volte penso: e se la gente non viene? Popolare in tv è una cosa, popolare a teatro è un’altra. Una certa ansia ce l'ho". 
Cosa pensi ti emozionerà di più?
 "Esibirmi al Brancaccio di Roma, davanti alle persone che mi hanno visto crescere. Già mi emoziono mentre te lo dico, mi viene da piangere. Sarà devastante. Ma ho passato molto tempo a chiedermi se mi meritavo tutto il bene che mi hanno dimostrato le persone. Ora è arrivato il momento di crederci". 
Dopo questa stagione straordinaria di 'Temptation' e il debutto a teatro, qual è il prossimo obiettivo?  "Un game show. È il mio sogno. Capiterà prima o poi". (di Antonella Nesi)  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporto marittimo, report Teha-Edison: 36 mld per ridurre emissioni del 54%

CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – La decarbonizzazione del trasporto marittimo sta modificando gli equilibri economici e competitivi del settore, attribuendo ai porti un ruolo sempre più centrale come snodi energetici e industriali. Regolazione, costo della CO2, disponibilità di infrastrutture e volatilità dei combustibili tradizionali stanno accelerando una trasformazione che richiederà l’evoluzione coordinata di porti, filiere energetiche e flotte.

E’ quanto emerge dal Rapporto Strategico “Decarbonizzare il mare, rafforzare l’Italia: trasporto marittimo, vettori energetici e porti, nuova competitività nel Mediterraneo”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Edison e NextChem, la business unit tecnologica di MAIRE, specializzata nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni tecnologiche per l’evoluzione dell’industria dell’energia. Lo studio mostra come la transizione del trasporto marittimo seguirà una traiettoria graduale e multi-fuel. Nello scenario ‘Industry driven’ elaborato da TEHA, costruito sulla base degli attuali segnali di evoluzione industriale e utilizzando gli ordinativi navali come indicatore delle scelte di investimento degli armatori, i fuel alternativi raggiungono il 65,5% del mix energetico al 2050, trainati dai biofuel (50,7%), mentre i combustibili fossili mantengono una quota del 34,5%, rilevante con un ruolo ancora rilevante del GNL. Questa evoluzione consentirebbe una riduzione delle emissioni del 54% al 2050 e richiederebbe 36 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture portuali e filiere energetiche e industriali a monte, in grado di attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto.

Questi i risultati dell’analisi che verrà discussa domani nei lavori a porte chiuse della 52ma edizione del Forum di Cernobbio.

«Le evidenze di questo Studio confermano la rilevanza della decarbonizzazione dei trasporti, in particolare di quello marittimo, e il ruolo dei porti come leva di sviluppo e competitività per il Paese», commenta Fabrizio Mattana, Executive Vice President Gas Assets di Edison. «Edison è impegnata in questa sfida che richiede una visione di lungo periodo e ha la capacità di offrire soluzioni energetiche in grado di accompagnare tutte le fasi della transizione, grazie al proprio posizionamento integrato nella filiera del GNL e dello Small Scale LNG e all’impegno verso soluzioni innovative come idrogeno e biometanolo. La possibilità di utilizzare tecnologie e combustibili già disponibili o progressivamente scalabili, come GNL e bio-GNL, rappresenta l’opportunità concreta per accelerare fin da subito la transizione del settore, accompagnandolo verso l’obiettivo net zero e, al tempo stesso, per consolidare le filiere industriali italiane rafforzando la competitività dei nostri porti nel Mediterraneo.»

“La decarbonizzazione del trasporto marittimo è una delle sfide più complesse della transizione energetica, perchè richiede di coniugare sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità e competitività su scala globale. Non esiste una tecnologia unica in grado di risolvere questa sfida: serve un ecosistema diversificato di vettori energetici a basse emissioni, in cui il metanolo si sta affermando come una delle soluzioni più concrete e scalabili. Come MAIRE e Nextchem, stiamo trasformando questa visione in progetti industriali reali, dalla produzione sostenibile del metanolo alle sue applicazioni nella propulsione navale, insieme a partner industriali di primo pianò, ha commentato Giovanni Sale, Senior Vice President, Energy Transition Strategy di Nextchem.

«La transizione del trasporto marittimo non è più un’ipotesi, ma un processo già avviato: i fuel alternativi rappresentano oggi il 51% del tonnellaggio navale ordinato a livello globale. La lunga vita utile delle navi rende però questo percorso necessariamente graduale e multi-fuel, e proprio per questo richiede una visione industriale di lungo periodo», ha commentato Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di TEHA. «Per l’Italia si tratta di una sfida di competitività, ma soprattutto di un’opportunità concreta e misurabile: lo scenario TEHA indica che 36 miliardi di euro di investimenti al 2050 possono ridurre le emissioni del 54%, attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto, oltre la metà del quale nel Mezzogiorno. E’ il segno che decarbonizzazione e crescita industriale possono muoversi nella stessa direzione. La vera posta in gioco è questa: trasformare la decarbonizzazione del mare in una leva di politica industriale. Non farlo significherebbe rinunciare a circa 80 miliardi di euro di Valore Aggiunto e, con essi, alla centralità dell’Italia nel Mediterraneo.»

La transizione energetica sta modificando gli equilibri del trasporto marittimo e il ruolo dei porti, sempre più chiamati a integrare alla funzione logistica una funzione energetica e industriale. La capacità di offrire infrastrutture e fuel alternativi a condizioni competitive diventa così un fattore determinante per attrarre e preservare i traffici.

L’evoluzione del trasporto marittimo è oggi guidata da quattro driver strettamente collegati: quadro normativo, costi operativi, readiness infrastrutturale e volatilità dei prezzi dei fuel tradizionali. La sfida è rilevante: il trasporto marittimo rappresenta circa il 14% delle emissioni del settore dei trasporti nell’UE-27 e il 7% in Italia, mentre oltre il 95% della flotta europea e italiana utilizza ancora fuel convenzionali. A livello internazionale, l’IMO ha fissato l’obiettivo delle emissioni nette pari a zero entro il 2050, mentre nell’Unione Europea FuelEU Maritime e l’inclusione del settore nell’EU ETS stanno progressivamente rafforzando la spinta alla decarbonizzazione.

In questo scenario, i porti diventano lo snodo centrale della transizione, chiamati a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività e, allo stesso tempo, a mettere a disposizione delle flotte energia, infrastrutture di bunkeraggio e servizi adeguati. La decarbonizzazione è infatti il driver degli investimenti nella transizione energetica dei porti europei che ha registrato la maggiore crescita di rilevanza tra il 2018 e il 2023 (+41 p.p.), accompagnando l’evoluzione dei porti da piattaforme logistiche a nodi energetico-industriali del sistema marittimo.

L’Italia parte da fondamentali marittimi distintivi: nel 2024 è al 1° posto nell’UE e al 2° nel Mediterraneo per tonnellate movimentate nel trasporto a corto raggio, ed è inoltre prima in Europa per passeggeri trasportati tramite traghetti, con 42,1 milioni di persone. Questi fondamentali si inseriscono tuttavia in uno scenario di crescente competizione tra gli hub del Mediterraneo. La capacità di offrire infrastrutture energetiche, fuel alternativi e servizi di bunkeraggio a condizioni competitive sarà sempre più determinante per attrarre e preservare i traffici. Per l’Italia, accelerare la trasformazione energetica dei porti diventa quindi una leva per rafforzare il proprio posizionamento nel Mediterraneo e valorizzare le filiere industriali nazionali.

Nello scenario «Industry driven» elaborato da TEHA sulla base degli attuali segnali di evoluzione industriale, al 2050 i fuel alternativi raggiungono il 65,5% del mix energetico, trainati dai biofuel, mentre i combustibili fossili mantengono una quota del 34,5%, con un ruolo ancora rilevante ricoperto dal GNL. Questa traiettoria consentirebbe di ridurre le emissioni del trasporto marittimo del 54% al 2050, pur a fronte di consumi energetici complessivi attesi in aumento.

Per accompagnare la transizione sono necessari investimenti coordinati nelle infrastrutture portuali e nelle filiere energetiche e industriali a monte. Nello scenario «Industry driven», il fabbisogno cumulato al 2050 è stimato in 36 miliardi di euro, comprendendo lo sviluppo delle infrastrutture di stoccaggio e bunkeraggio, delle unità per il rifornimento ship-to-ship e per l’elettrificazione delle banchine, oltre alla capacità produttiva nazionale dei fuel alternativi.

L’impatto economico supera significativamente il valore dell’investimento iniziale: i 36 miliardi di euro possono attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto, pari a 1,24 volte l’investimento. Le ricadute interessano l’intero territorio nazionale, con il Sud e le Isole che intercetterebbe il 51,4% del Valore Aggiunto generato dagli investimenti nel bunkeraggio, valorizzando la posizione degli scali meridionali lungo le principali direttrici mediterranee.

A questi benefici industriali si aggiungono quelli ambientali. In assenza di ulteriori investimenti, il costo sociale cumulato delle emissioni raggiungerebbe circa 51,7 miliardi di Euro nel periodo 2026-2050, contro i 40 miliardi dello scenario «Industry driven»: il mancato adeguamento determinerebbe quindi circa 11,7 miliardi di Euro di costi sociali aggiuntivi per il sistema-Paese.

La transizione energetica del settore richiede una visione programmatica e industriale di lungo periodo capace di integrare infrastrutture portuali, sviluppo delle filiere energetiche, evoluzione delle flotte e capacità industriale nazionale. Per rafforzare leadership, competitività e attrattività del sistema portuale italiano, lo Studio propone una roadmap fondata su cinque principi di indirizzo interconnessi: la crescita della domanda, una governance strutturata, la riduzione del costo totale del bunkeraggio, il reinvestimento dei proventi ETS a sostegno del settore e lo sviluppo di una filiera nazionale dei combustibili alternativi.

Senza gli investimenti necessari, l’Italia rischia di perdere circa 80 miliardi di euro di Valore Aggiunto al 2050. A determinare questo impatto sarebbero, da un lato, il rischio competitivo, con perdita di margini e traffici e un ritardo nel percorso di decarbonizzazione; dall’altro, il costo opportunità del mancato investimento, legato alla mancata attivazione delle ricadute economiche dirette, indirette e indotte lungo l’intera catena del valore e dei benefici associati a un sistema portuale più competitivo.

fonte foto: ufficio stampa Edison
(ITALPRESS).

Iran, media: petroliera di Teheran colpita da missili Usa sull’isola di Kharg

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(Adnkronos) – Una petroliera iraniana sarebbe stata colpita dagli Stati Uniti nei pressi dell'isola di Kharg, principale hub petrolifero iraniano nel Golfo Persico, dove sono state udite delle esplosioni. Lo riportano i media iraniani a pochi giorni dal riaccendersi dei combattimenti con gli Stati Uniti. L'agenzia di stampa Snn ha affermato che "una petroliera iraniana è stata colpita dagli Stati Uniti" vicino all'isola, mentre l'agenzia Fars ha dichiarato che il proprio corrispondente ha udito deflagrazioni, anche se non era visibile alcun fumo. Un rapporto dell'agenzia di stampa iraniana Khabar Fouri, rilanciato da Al Jazeera, corrobora quanto scritto dalla Snn, spiegando che la petroliera iraniana è stata colpita da quattro missili statunitensi ed è in fase di evacuazione.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, taxi investe pedone sul lungotevere: morto 50enne

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(Adnkronos) – Intorno alle 4 di questa notte, un uomo di circa 50 anni, non ancora identificato, è morto a Roma dopo essere stato investito da un tassista, fermatosi a prestare i primi soccorsi. E' successo in lungotevere dei Vallati. Sul posto gli agenti della Polizia Locale impegnati nei rilievi. Inutili i soccorsi del 118 sul posto: per la vittima, priva di documenti, non c'è stato nulla da fare. Al vaglio degli agenti del I gruppo la ricostruzione della dinamica.   
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vannacci a Cernobbio: “Orgoglioso di essere qui, finanza interessata a quello che sta succedendo”

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(Adnkronos) – “Beh diciamo che da un punto di vista fisico era più emozionante lanciarsi da un aeroplano ma qui è un bellissimo contesto, dove sono orgoglioso e fiero di essere perché vuol dire che anche economia e finanza sono interessate a quello che sta succedendo nel mondo della politica italiana". Così Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, entrando nella prima sessione dei lavori della seconda giornata del Forum Ambrosetti.  A chi chiede più Europa, Vannacci risponde intanto che “serve un Europa diversa e non quella che abbiamo adesso". Sull'indagine della procura militare il generale non è preoccupato "nella maniera più assoluta". Il presidente di Futuro Nazionale è arrivato ieri al Forum Thea con un giorno di anticipo e ha subito attirato l'attenzione dei media. Nel pomeriggio l'ex generale non si è sottratto ai selfie, alle foto di rito e alle strette di mano. Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di Teha Group, lo ha accompagnato all'interno della location dell'evento e, chiacchierando davanti ai fotografi, si è rivolto a Vannacci dicendo: "Siamo tra amici" (VIDEO).  
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezia 83 anni, Premio Mimmo Rotella ad Andrea Pallaoro per ‘The Echo Chamber’

(Adnkronos) – Il Premio Fondazione Mimmo Rotella 2026 è stato assegnato a regista Andrea Pallaoro per il film "The Echo Chamber", in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. La cerimonia di premiazione si è svolta nella serata di venerdì 4 settembre alla Collezione Peggy Guggenheim sul Canal Grande a Venezia. Giunto alla venticinquesima edizione, il Premio ha rinnovato il dialogo tra cinema e arti visive che ne ha segnato l’identità fin dalla nascita e che affonda le proprie radici nel rapporto profondo dell'artista Mimmo Rotella con l’immaginario cinematografico. Secondo la giuria del Premio, stato conferito "The Echo Chamber" è "un'opera capace di trasformare il linguaggio cinematografico in esperienza visiva, materia espressiva e autentica ricerca artistica". Pallaoro, accettando il riconoscimento, si è detto "onorato" di esser associato al nome di Rotella, sottolineando "la visionarietà" del tragitto dell'artista nella sua proposta di avanguardia. Nel cinema di Pallaoro, spiegano le motivazioni del Premio, "l’immagine non è semplicemente strumento del racconto, ma diventa essa stessa racconto: spazio, composizione, silenzio, corpo e luce concorrono alla costruzione di un universo nel quale il cinema incontra naturalmente le arti visive. È proprio in questa contaminazione tra linguaggi che si riconosce una profonda affinità con l’eredità di Mimmo Rotella, artista che ha attraversato e reinterpretato l’immaginario del Novecento, trovando nel cinema, nei suoi volti, nei manifesti e nelle sue icone una materia inesauribile da scomporre e ricreare. Come Rotella attraverso il décollage strappava la superficie dell’immagine per rivelarne nuovi significati, così Pallaoro utilizza il linguaggio cinematografico per andare oltre l’apparenza, interrogando ciò che si nasconde dietro i volti, i corpi, gli spazi e le relazioni umane".  In "The Echo Chamber", arte e cinema diventano così territori comunicanti: l’inquadratura assume la forza di una composizione pittorica, il tempo cinematografico diventa materia e la ricerca estetica si fa strumento di indagine dell’essere umano. Il Premio Fondazione Mimmo Rotella, continuano le motivazioni, "riconosce quindi ad Andrea Pallaoro la capacità di concepire il cinema non soltanto come narrazione, ma come gesto artistico, facendo dell’immagine un luogo di ricerca, di inquietudine e di bellezza: per un cinema che guarda all’arte e per un’arte che continua a vivere attraverso il cinema".    Nato nel 2001 da un’idea dello stesso Mimmo Rotella, con la collaborazione di Paolo De Grandis e Pierre Restany, il Premio celebra ogni anno personalità capaci di interpretare in modo originale il rapporto tra cinema e arti visive. Affidato dal 2014 alla direzione artistica di Gianvito Casadonte, nel corso della sua storia ha riunito a Venezia alcuni dei grandi protagonisti della scena cinematografica e artistica internazionale, tra cui Hayao Miyazaki, Jude Law, Ai Weiwei, Michael Caine, George Clooney, Julian Schnabel, Willem Dafoe, Donald Sutherland e Mick Jagger.  Numerosi anche i protagonisti del cinema italiano insigniti del riconoscimento, tra cui Paolo Sorrentino, Ascanio Celestini, Toni Servillo, Mario Martone, Marco Bellocchio, Fabio Grassadonia, Antonio Piazza, Elio Germano e Antonia Truppo. Nel 2025 il Premio era tornato a Paolo Sorrentino per "La Grazia", a nove anni dal riconoscimento ricevuto nel 2016 insieme a Jude Law per "The Young Pope". (di Paolo Martini) 
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Ultimi giorni di caldo estremo, in arrivo piogge e calo termico: l’Italia torna a respirare

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(Adnkronos) – Ultimi giorni di caldo estremo, poi l'Italia tornerà finalmente a respirare. Ad assicurarlo sono gli esperti meteo, che parlano di piogge in arrivo e calo termico dopo una lunghissima estate con picchi record. La data della svolta è fissata a mercoledì 9 settembre, quando faranno il loro ingresso le correnti atlantiche. Ecco il quadro nelle previsioni per la giornata di oggi, sabato 5 settembre, e per i giorni a venire.  L'estate 2026 è ufficialmente la più calda della storia per Francia, Svizzera e gran parte del Nord Italia (tra cui tutto il Piemonte, Milano, Genova, Padova etc.), in attesa dei dati definitivi per confermare un probabile record nazionale.  Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci ricorda dunque che questa sesta fiammata, destinata a spegnersi mercoledì 9 settembre, ci lascia in eredità una constatazione inquietante dei climatologi: abbiamo appena vissuto l'estate peggiore del nostro passato, ma con molta probabilità la migliore del nostro futuro. 
Il paradosso della nuova normalità climatica
 Da eccezione a regola: l'estate rovente del 2003 fu un episodio isolato; oggi, le stagioni estreme (come quelle del 2022, 2024 e 2026) hanno trasformato quell'anomalia in una costante del XXI secolo. Il limite infranto: mentre il mondo cerca faticosamente di contenere il riscaldamento globale entro i +1,5°C, in estate l'Italia registra un catastrofico +4°C rispetto all'era preindustriale. Lo spettro del 2027: con il previsto rinforzo del Super El Niño, il prossimo anno rischia di mantenere o addirittura superare questa soglia di calore estremo. 
Le previsioni degli ultimi giorni di fuoco
 Prima del calo termico, atteso per metà della prossima settimana, l'anticiclone africano continuerà a farsi sentire pesantemente su gran parte della Penisola: Temperature massime diffuse tra i 35°C e i 36°C da Nord a Sud. Picchi sahariani fino a 39°C nel Foggiano. Fine dell'ondata: mercoledì 9 settembre, con l'ingresso di correnti atlantiche. 
Come dovremo riorganizzare le nostre vite
 Poiché invertire la rotta sulle emissioni fossili richiederà decenni, l'adattamento climatico deve essere immediato. Per sopravvivere alle prossime estati dovremo cambiare le nostre abitudini: Cercare la quota: il vero fresco si troverà solo nel Nord Europa o in montagna, rigorosamente sopra i 1000 metri di altitudine. Nuovi ritmi lavorativi: i lavori all'aperto andranno sospesi durante le ore diurne, rendendo necessaria una transizione verso turni notturni per le attività più esposte. Rifugi urbani: evitare piazze asfaltate e zone industriali, prediligendo i viali alberati e i parchi. La politica dovrà accelerare sulla creazione di numerosi "rifugi climatici", spazi pubblici gratuiti progettati per offrire un riparo sicuro alla popolazione. Ecco alcuni esempi: Al chiuso: edifici climatizzati (biblioteche, musei, centri civici) attrezzati con aree sosta e distributori di acqua potabile. All'aperto: parchi e piazze riqualificate con alberi ad alto fusto, ampie zone d'ombra, fontane e nebulizzatori per abbassare le temperature locali. Obiettivo: mitigare l'effetto "isola di calore" urbana e prevenire emergenze sanitarie, garantendo ai cittadini un'oasi di fresco raggiungibile in pochi minuti a piedi. 
Conclusioni
 Nell’attesa dei rifugi climatici in città, il crollo delle temperature ci riporterà presto a respirare, ma le prime piogge non dovranno cancellare la memoria di questi quattro mesi di prigionia termica.  Il momento di esigere città più verdi e un'azione climatica drastica è adesso, prima che l'estate si trasformi da stagione a emergenza perenne.  Sabato 5. Al Nord: sole e caldo in ulteriore aumento; qualche rovescio su Friuli e Alpi. Al Centro: sole e più caldo. Al Sud: sole e più caldo. Domenica 6. Al Nord: soleggiato e caldo per il periodo. Al Centro: soleggiato e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato e caldo per il periodo. Lunedì 7. Al Nord: soleggiato e caldo per il periodo, qualche acquazzone in montagna. Al Centro: soleggiato e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato e caldo per il periodo. Tendenza: perturbazione da mercoledì con piogge al Nord e poi al Centro; calo termico.  
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Venezia 83, l’attesa dei fan per gli Oasis: “Qui dall’alba per i fratelli Gallagher”

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(Adnkronos) – La lunga attesa dei fan degli Oasis è già iniziata. Davanti al red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, i più temerari si sono accampati fin dalle prime luci dell’alba. L'obiettivo è uno solo: accaparrarsi uno scatto, un video o anche solo un saluto dai fratelli Gallagher, che oggi arriveranno al Lido per la presentazione del documentario ‘Oasis: Don’t Look Back in Anger'. Tra le transenne, un gruppo di ragazze arrivate da tutta Italia incarna la devozione per la band di Manchester. “Siamo arrivate stamattina, abbiamo preso il traghetto alle cinque”, raccontano in coro. La loro provenienza è la mappa della passione: “Io arrivo da San Benedetto del Tronto, lei da Pordenone, e poi ci sono Bologna e Trento”.  Quando gli si chiede se sono fan, la risposta è quasi un grido di orgoglio: “A dir poco. Siamo delle ‘Madferit’”, dicono usando il soprannome storico dei seguaci degli Oasis. La loro è una fede che le ha portate a seguire la reunion dello scorso anno in tutta Europa: “Sì, sono andate a due date: Londra e Dublino”, dice una. “Io sono andata a Manchester il giorno del mio compleanno”, aggiunge un'altra. Ma l'attesa di oggi è carica di un'aspettativa ancora più grande, alimentata dai misteriosi teaser apparsi sui social della band. “Ogni giorno esce un video enigmatico che, secondo noi, rappresenta una data del tour. Oggi verso le cinque, mentre saremo qui, uscirà quello nuovo e staremo a decifrarlo in diretta”.  La giornata sarà lunga, ma non è un problema: “Siamo in buona compagnia”. E quando si parla di canzoni preferite, parte un elenco che è la colonna sonora della loro vita: “Io ho qui il singolo di ‘Whatever’, il primo che ho comprato, quindi è la mia preferita”, dice una di loro mostrando con orgoglio la copertina. Le altre si aggiungono, citando in ordine ‘Don't Look Back in Anger’, ‘Champagne Supernova’ e l’immancabile ‘Wonderwall’.  
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Venezia 83, Lido in fermento per l’arrivo degli Oasis: attesa anche per Moretti e Pattinson

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(Adnkronos) – La quarta giornata della 83esima Mostra del Cinema di Venezia si apre con i protagonisti indiscussi di questa edizione: gli Oasis. I fratelli Liam e Noel Gallagher si preparano a trasformare il Lido in un’arena rock con il loro documentario ‘Oasis: Don’t Look Back in Anger’ diretto da Dylan Southern, Will Lovelace e scritto da Steven Knight. Il doc – dal 10 settembre nelle sale italiane con Disney prima di arrivare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno – racconta il trionfale tour di reunion di Liam e Noel Gallagher, ‘Oasis Live ’25’, uno dei ritorni rock ‘n’ roll più attesi dei nostri tempi. Il film è un resoconto esaltante di quello che è, senza dubbio, il più grande evento musicale del 2025, e cattura l’esperienza e le emozioni della band e dei suoi fan in tutto il mondo.  La prospettiva unica include l’accesso alle prove, al backstage e al palco, oltre alle prime interviste congiunte di Noel e Liam dopo più di 20 anni. Accanto al tour mondiale tutto esaurito della band, il film esplora anche il profondo impatto emotivo di questo fenomenale momento culturale globale e ciò che la loro musica significa per il pubblico e le generazioni di tutto il mondo.  
Venezia 83, l'attesa dei fan per gli Oasis: "Qui dall'alba per i fratelli Gallagher"
 Oggi il Concorso di Venezia 83 prosegue con l’Italia: Nanni Moretti presenta ‘Succederà questa notte’ con Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Akerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo e lo stesso Moretti. ‘Succederà questa notte’ – liberamente tratto dalla raccolta di racconti ‘Legàmi’ dello scrittore israeliano Eshkol Nevo – “è un film sui sentimenti e sul bisogno di nominarli: lasciare che si manifestino, ammettere senza riserve di volersi bene, dirsi senza pudore che ci si ama”, afferma il regista e attore nelle note di regia.  Dal Concorso arriva anche un film altrettanto atteso: ‘Primetime’ di Lance Oppenheim con Robert Pattinson nei panni di Chris Hansen, il conduttore di ‘To Catch a Predator’: il controverso format Nbc che fino al 2007 smascherava in diretta predatori sessuali attraverso operazioni sotto copertura e telecamere nascoste. Mentre il programma diventava un fenomeno nazionale e Hansen un’icona pop, il confine tra informazione, giustizia e spettacolo si assottigliava, trasformando la cronaca in intrattenimento e l’indignazione morale in un rituale televisivo. (Dalle inviate Loredana Errico e Lucrezia Leombruni)  
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Schifani “Preoccupa la violenza del linguaggio nella politica”

PALERMO (ITALPRESS) – “In tanti anni di vita istituzionale ho visto cambiare profondamente il modo di fare politica e anche il modo di comunicare. Oggi tutto è più veloce, più immediato, spesso più esasperato. I social hanno certamente contribuito a questo processo: premiano la battuta, la contrapposizione netta, la reazione a caldo. Molto meno la riflessione. Mi preoccupa soprattutto la violenza del linguaggio. È un tema sul quale anche il capo dello Stato ha più volte richiamato l’attenzione. Il confronto politico può essere anche duro, ma non dovrebbe mai scivolare nell’insulto, nella delegittimazione personale o nella ricerca sistematica del nemico”. Così, in un’intervista a Qds.it, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.Ho sempre pensato che la politica debba essere prima di tutto responsabilità. Si può dissentire su tutto, ma mantenendo il rispetto delle persone e delle istituzioni. E soprattutto ricordando che, alla fine, chi governa viene giudicato per quello che fa, per le decisioni che assume e per i risultati che riesce a ottenere, non per il numero di visualizzazioni”, aggiunge il governatore.

“I social fanno ormai parte della nostra vita e della politica. Sarebbe inutile e anche sbagliato demonizzarli. Hanno avvicinato i cittadini alle istituzioni e consentono un confronto diretto che in passato non esisteva. Il problema – osserva – nasce quando la capacità di comunicare rischia di diventare più importante della capacità di amministrare. Governare è un’altra cosa. Significa conoscere i problemi, studiare le soluzioni, mediare quando serve e decidere quando è necessario. Significa anche assumersi responsabilità che spesso non portano un consenso immediato. Per questo credo che la politica debba tornare a selezionare la propria classe dirigente sulla competenza, sull’esperienza, sulla serietà e sulla capacità di produrre risultati. Poi, naturalmente, bisogna anche saperli comunicare. Sono però fiducioso. Alla lunga i cittadini sanno distinguere tra una presenza efficace sui social e la capacità reale di governare. La politica deve aiutare questo processo, alzando il livello del confronto e rinunciando alla tentazione dello scontro permanente. Altrimenti rischiamo di avere un dibattito pubblico sempre più rumoroso e, paradossalmente, sempre più povero di contenuti”, conclude Schifani.

– foto IPA Agency –

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