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Formula 1, Fia replica ad accuse Briatore su caso Gp Monaco: “Impegnati per garantire indipendenza e imparzialità”

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(Adnkronos) – "La decisione di un tribunale può lasciare spazio a diverse interpretazioni e commenti riguardo ai suoi meriti giuridici, ciò è giusto e accettato da tutti i giudici. Il tribunale è fiducioso nella correttezza dei procedimenti e nell’integrità dei giudici". La Fia risponde così, con un comunicato ufficiale sul caso dell'ultimo Gran Premio di Monaco, alle accuse dell'executive advisor di Alpine Flavio Briatore, spiegando che "i tribunali della Fia rimangono impegnati a garantire l’indipendenza e l’imparzialità dei propri giudici e l’integrità del processo giudiziario". Ma cosa sta succedendo in Formula 1?
 Al termine della gara dello scorso 7 giugno (vinta da Kimi Antonelli), il podio del Gp di Monaco aveva premiato Hadjar, favorito dalla penalizzazione di cinque secondi data a Gasly per eccesso di velocità in pit-lane. Il provvedimento era stato poi revocato, restituendo al pilota Alpine la terza posizione. La vicenda è tornata di nuovo sotto i riflettori a distanza di tre mesi perché la Fia ha accolto i ricorsi presentati da McLaren e Red Bull, riaprendo il caso e modificando ancora una volta la classifica finale della Formula 1. Il verdetto comunicato nella giornata di ieri ha quindi riportato Hadjar sul terzo gradino del podio, tra le polemiche. In particolare, la Federazione ha deciso di replicare alle parole di Flavio Briatore, che ieri in conferenza aveva detto: "Accettiamo il verdetto, non accettiamo che uno dei giudici non fosse indipendente e ci chiediamo il motivo di un rapporto con McLaren" (LEGGI L'ARTICOLO). Parole pronunciate con riferimento preciso al giudice Filippo Marchino, accusato da Briatore per una fotografia accanto a una McLaren risalente a un'iniziativa benefica del 2018.  "I tribunali della Fia – si legge nella nota odierna – desiderano chiarire che la nomina e la partecipazione dei giudici in tale caso, come in qualsiasi altro caso, sono avvenute in conformità con le procedure giudiziarie applicabili della Fia e con la prassi abituale, che si ispirano ai più elevati standard, quali le linee guida dell’Iba sui conflitti di interesse nell’arbitrato internazionale". E ancora: "Tutti i giudici sono eletti dalle Assemblee generali della Fia, alcuni di essi su proposta di un gruppo di almeno cinque scuderie di F1, in conformità con lo Statuto della Fia. Essi sono tutti soggetti ai requisiti di indipendenza e riservatezza contenuti nel Regolamento giudiziario e disciplinare della Fia, presentano ogni anno una dichiarazione di interessi al Responsabile della conformità della Fia e firmano una specifica dichiarazione di indipendenza per ogni singolo caso, tenendo conto della questione in esame e delle parti coinvolte, che viene notificata alle parti. Sia all’inizio che alla conclusione dell’udienza, le parti sono state invitate a sollevare eventuali questioni relative al procedimento o alla composizione del Tribunale. Nessuna lo ha fatto. Durante l’udienza non è stata sollevata alcuna obiezione riguardo al modo in cui il Tribunale ha interrogato il testimone o condotto il procedimento". Una risposta netta su un caso che, nei giorni del Gran Premio d'Italia a Monza, continuerà a far discutere.  
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Lavoro: Teha, serve strategia nazionale per attrarre e valorizzare i talenti

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(Adnkronos) – La capacità di attrarre, trattenere e valorizzare capitale umano qualificato rappresenta una delle condizioni fondamentali per sostenere la competitività, l’innovazione e la crescita economica di un Paese. In un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche accelerate, transizione industriale e crescente competizione internazionale per le competenze, la perdita dei talenti costituisce una sfida strategica per il futuro del Paese. È quanto emerge dallo Studio "Comprendere e contrastare il fenomeno della perdita dei talenti: la Roadmap per l’Italia", realizzato da Teha Group in collaborazione con Philip Morris Italia e presentato oggi nell’ambito della 52ª edizione del Forum "Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive" di Teha, in una conferenza stampa cui ha preso parte il top management di Teha Group e Philip Morris Italia, insieme alla prof.ssa Giovanna Iannantuoni, Advisor Scientifico dello Studio.  "La perdita dei talenti rappresenta una sfida strategica per la competitività dell’Italia. Nel 2024 oltre 141mila italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero, di cui circa 45mila laureati, e negli ultimi dieci anni il Paese ha perso oltre 300mila cittadini qualificati. Questo fenomeno incide sulla capacità dell’Italia di trasformare competenze, conoscenza e innovazione in maggiore produttività e crescita economica, generando per lo Stato un costo stimato di 7,2 miliardi di euro annui per la formazione di capitale umano che non contribuisce più al sistema Paese. Lo Studio individua una Roadmap concreta di policy per rafforzare la capacità dell’Italia di trattenere, attrarre e valorizzare talenti qualificati, con l’obiettivo di rilanciare la produttività e sostenere l’innovazione e la competitività del Paese", ha commentato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e Teha Group.  "Le persone e le loro competenze rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro del Paese. Dalla capacità di valorizzarle dipendono la qualità dello sviluppo economico, la forza dell’innovazione e le opportunità che sapremo offrire alle nuove generazioni. Per questo, la perdita dei talenti non può essere affrontata con interventi isolati, ma richiede una visione di sistema e una responsabilità condivisa tra imprese, istituzioni e mondo della formazione. Da questa consapevolezza nasce la Roadmap proposta dallo Studio, che guarda al talento non solo come a una questione legata al mercato del lavoro, ma come a una priorità strategica per la competitività e il futuro dell’Italia", ha commentato Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia. "Negli ultimi 25 anni, l’economia italiana ha mostrato una dinamica insoddisfacente della produttività, accompagnata da una debole capacità di innovazione e da una progressiva difficoltà nel valorizzare pienamente le competenze disponibili. La teoria economica e l’evidenza empirica convergono nell’individuare due motori fondamentali della crescita nel lungo periodo: il capitale umano e l’innovazione tecnologica. In questa prospettiva, il capitale umano costituisce una forma di investimento produttivo e il contrasto alla fuga dei talenti si colloca al centro di una più ampia strategia per la crescita italiana. Il Paese deve essere in grado di offrire un adeguato ‘rendimento del restare’, adottando un approccio integrato, capace di intervenire lungo l’intero ciclo di vita del talento e che possa rendere l’Italia un Paese più competitivo nel confronto globale per il capitale umano", ha commentato Giovanna Iannantuoni, Professoressa Ordinaria di Economia Politica e già Rettrice, Università di Milano-Bicocca; Presidente, Fondazione Università Bicocca; già Presidente, Conferenza dei Rettori delle Università italiane – Crui.  Nel 2024 oltre 141mila cittadini italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero, di cui circa 45mila, pari al 32% del totale, in possesso di almeno un titolo di laurea. I dati preliminari per il 2025 relativi al totale degli espatriati dall’Italia mostrano un ridimensionamento post effetti delle modifiche alla normativa sull’iscrizione al registro Aire (- 22,7% rispetto al 2024). Negli ultimi dieci anni il Paese ha perso oltre 300mila cittadini qualificati, con un impatto che va oltre la dimensione demografica e investe direttamente la competitività del sistema economico. La perdita dei laureati genera infatti ogni anno per lo Stato italiano un costo stimato in 7,2 miliardi di euro, riconducibile alla spesa pubblica sostenuta per la loro formazione, che salgono a 10,7-11,4 miliardi considerando anche il valore aggiunto potenziale non generato.  Il fenomeno si inserisce in un contesto caratterizzato da alcune fragilità strutturali del sistema-Paese: la stagnazione della produttività, una quota ancora contenuta di laureati rispetto ai principali benchmark internazionali, una carenza di competenze Stem e la difficoltà nel generare opportunità professionali adeguate per i profili più qualificati. Per analizzare il fenomeno dal lato della domanda di competenze, Teha ha coinvolto la propria business community attraverso una survey rivolta ai vertici aziendali, con l’obiettivo di comprendere la percezione delle imprese rispetto alla gravità del fenomeno della perdita dei talenti, gli impatti sul business, le principali cause del fenomeno e le leve attivabili per attrarre e trattenere risorse qualificate. I risultati mostrano come la fuga dei talenti sia ormai considerata una priorità per il sistema produttivo. Il 93,9% delle imprese considera il fenomeno problematico o molto problematico per l’Italia, mentre circa un’azienda su due dichiara un impatto molto rilevante sul proprio business. Secondo le aziende coinvolte, la perdita dei talenti è legata soprattutto a retribuzioni basse rispetto al costo della vita, indicate dall’82,1% dei rispondenti.  Seguono la ridotta fiducia nel futuro del Paese e nelle istituzioni, segnalata dal 46,4% delle aziende, e le scarse opportunità di lavoro, indicata dal 35,7%. La survey evidenzia inoltre come le imprese stanno già intervenendo per rispondere alla sfida dell’attrazione e della retention dei talenti: il 75% dichiara di essersi dotato di una strategia esplicita e strutturata di attraction, retention ed engagement, basata su formazione continua, lavoro flessibile e percorsi di carriera strutturati. Alla luce di queste evidenze sono già state implementate diverse iniziative a livello nazionale (es. il regime speciale lavoratori impatriati introdotto nel 2015 ed ampliato nel 2019 e il regime dedicato a docenti e ricercatori con un incremento, rispettivamente, di 2,1 e 2,8 volte nel numero dei beneficiari nel periodo 2021-2024) e a livello regionale. Ad integrazione dell’attuale quadro normativo, lo Studio propone una Roadmap nazionale per costruire una strategia organica in grado di agire sull’intero ciclo di vita del talento, dalla formazione all’ingresso nel mercato del lavoro, dalla permanenza in Italia al rientro dall’estero.  La Roadmap propone cinque linee d’azione prioritarie: aumentare l’attrattività del lavoro qualificato attraverso incentivi alle imprese che investono nelle retribuzioni e nell’occupazione stabile; semplificare l’ingresso dei talenti internazionali con un Italy Talent Visa e procedure dedicate; rafforzare il collegamento tra università, ricerca e imprese mediante programmi di trasferimento tecnologico e formazione specialistica; sostenere l’insediamento dei talenti nei territori con misure a supporto della mobilità e delle famiglie; creare un ecosistema più competitivo per startup e innovazione attraverso incentivi agli investimenti e un fondo dedicato al deep tech. Le simulazioni sviluppate nello Studio evidenziano inoltre il costo potenziale dell’inazione e il valore economico associato all’attuazione delle policy individuate.  In assenza di interventi strutturali, nello scenario inerziale al 2035 il Paese rischia di registrare un ulteriore indebolimento della propria capacità di trattenere e attrarre capitale umano qualificato, con una perdita cumulata stimata in circa 760mila laureati nel periodo 2025-2035. Tale dinamica comporterebbe il mancato recupero di oltre 120 miliardi di euro di investimento formativo e una perdita fino a 307 miliardi di euro di Pil potenziale nello stesso periodo. Al contrario, l’implementazione della Roadmap consentirebbe di recuperare potenzialmente fino a circa 119mila laureati entro il 2035 e un impatto economico positivo fino a 11,1 miliardi di euro di Pil aggiuntivo annuo nello scenario più ambizioso. 
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La seconda edizione del Premio Gina Lollobrigida alla fotografa Donatella Nicolini

(Adnkronos) – La seconda edizione del Premio Gina Lollobrigida, iniziativa congiunta del Ministero della Cultura e Cinecittà per ricordare una delle più grandi interpreti del nostro cinema, in occasione dell'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, è stata conferita alla fotografa e formatrice Donatella Nicolini. Il riconoscimento è stato consegnato all'Italian Pavilion al Lido di Venezia dal sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni e dal presidente di Cinecittà Antonio Saccone. Esattamente come Gina Lollobrigida, non solo grande attrice ma artista poliedrica, il premio sottolinea la propria natura multidisciplinare, che questa artista ben rappresenta, e viene assegnato a un talento nei campi di arte, fotografia, pittura, scultura, moda, design e naturalmente del cinema. La seconda edizione del Premio Gina Lollobrigida viene conferita a Donatella Nicolini "per aver saputo trasformare la fotografia in uno strumento di ricerca artistica e di rilettura dell’immagine femminile contemporanea, portando la fotografia di maternità oltre i confini della ritrattistica e facendone un linguaggio autoriale riconoscibile e di respiro internazionale. Nelle sue opere, la maternità si spoglia dei classici stereotipi di fragilità per rivelarsi come una condizione di forza, presenza e profonda consapevolezza". Il sottosegretario Lucia Borgonzoni ha dichiarato: "Con questo riconoscimento vogliamo raccontare ancora una volta la versatilità che ha reso Gina Lollobrigida un'icona senza tempo. Donatella Nicolini, attraverso il suo sguardo fotografico, mostra con dignità e bellezza un'esperienza universale come quella della maternità e del corpo femminile. Anche in questa seconda edizione il Premio conferma la propria vocazione, essere un ponte tra la memoria di una grande diva e i talenti che, oggi, continuano a raccontare l'Italia nel mondo attraverso la creatività".  Antonio Saccone, presidente di Cinecittà, ha dichiarato: “Per Cinecittà Gina Lollobrigida è un mito fondativo. Ha portato al nostro cinema un’onda di bellezza, talento, energia, e una capacità di esprimere tutte le sue doti in diverse arti. Che è quello che poi fa il cinema: sintetizzare le arti in un racconto di bellezza e rivelazione. E è quello che Cinecittà ricerca ogni giorno. Il Premio Lollobrigida a Donatella Nicolini, che con le sue fotografie ci dona una riflessione su cosa è il bello in maniera rivelatoria, è un modo di tendere un filo che lega Gina alla contemporaneità, e attraverso un mito del nostro cinema di promuovere ulteriormente una ricerca artistica affascinante che porta l’arte italiana nel mondo”. L’artista Donatella Nicolini ha dichiarato: “Ricevere un premio dedicato a Gina Lollobrigida ha per me un significato speciale. Gina è stata per anni davanti all’obiettivo, icona assoluta di bellezza, ma ha scelto anche di passare dall’altra parte, diventando fotografa e autrice del proprio sguardo. Anche il mio lavoro nasce dallo sguardo di una donna per le donne. La fotografia è il linguaggio che ho scelto per raccontare la mia idea di femminilità: forte, elegante e consapevole. Uno sguardo che non vuole solo rappresentare le donne, ma celebrarle e restituire loro potere. Perché il modo in cui guardiamo e raccontiamo le donne contribuisce a costruire il modo in cui la società le percepisce”. Donatella Nicolini è una fotografa e formatrice italiana specializzata nel ritratto di maternità e del corpo femminile. Canon Ambassador, è stata inserita da Forbes Italia tra le 100 Donne di Successo. Vincitrice di premi internazionali come "Maternity Photographer of the Year" e "Family Photographer of the Year" a Londra, porta avanti una ricerca estetica che celebra la forza e la bellezza dell'esperienza femminile. Dal 2018 è speaker e docente internazionale nei più importanti eventi mondiali di fotografia, insegnando a fotografi di tutto il mondo come elevare la qualità artistica ed esperienziale del ritratto.   Realizzato dal maestro vetraio Mario Furlan della Effe Vetreria Artistica, afferente al Consorzio Promovetro di Murano, il riconoscimento è un'opera in vetro di Murano lavorata interamente a mano, plasmata in fornace durante la lavorazione a caldo e rifinita a freddo con la tecnica della molatura. La base cilindrica in vetro nero è impreziosita da incisioni a punta diamantata, mentre la figura centrale, in cristallo con veline in vetro sommerso di colore opalino e rosso, vuole rappresentare l'indimenticabile Gina Lollobrigida, avvolta e animata da un nastro di cristallo inciso a forma di pellicola cinematografica, a simboleggiare la sua straordinaria carriera. Il tutto poggia su un disco a forma di tavolozza, con pezzetti in vetro bianco lattimo e nero, simbolo della sua profonda passione per l'arte. 
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Ostia, sangue in strada dopo l’omicidio‑suicidio di tre giorni fa: residenti sotto choc

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(Adnkronos) – Sono passati tre giorni dall'omicidio-suicidio di Adriana Furlani, 82 anni, e di suo figlio Giorgio Prelec, 54. Ma sul marciapiede sotto al loro palazzo in via Mare di Tasman, proprio di fronte alla pineta di Procoio, è ancora visibile una enorme chiazza di sangue lasciata dopo la rimozione del corpo dell'uomo, lanciatosi dal terrazzo dopo aver ucciso la madre.  "Tornavo dal lavoro quando ho notato la macchia – racconta Giulia all'Adnkronos – Io vivo duecento metri più avanti e qui, su questo marciapiede, ovviamente ci passo sempre. A parte l'impressione, mi sembra proprio assurdo che nessuno si sia preso la briga di ripulire". Dello stesso avviso anche Matteo, che con suo figlio sul passeggino, si lamenta rammaricato: "Sembra quasi ci abbiano fatto tutti l'abitudine a storie di violenza. Chi viene a mettere un fiore o ad accendere una candela qui, in memoria di questa orribile strage familiare, deve stare attento a dove mettere i piedi e magari preoccuparsi che i bambini non vedano, per non dover loro spiegare cosa è successo". Sentito dall'Adnkronos, il presidente del X municipio, Mario Falconi, assicura: "Non sapevo della cosa, ma andrò personalmente a verificare, perché il tratto di strada venga ripulito al più presto".  Era già successo il 26 giugno scorso, nel quartiere Casalotti di Roma, quando gli inquilini del palazzo in via Montiglio, dove vennero uccisi due coniugi bengalesi e la loro bambina, furono costretti il giorno seguente alla strage a camminare sulle tracce di sangue lasciate sulle scale, sulle pareti e sulle porte nella fuga disperata del figlio maggiore delle vittime inseguito dall'assassino. (di Silvia Mancinelli) 
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Meloni: “Il Sud cresce più della media nazionale, ora priorità per i troppi ragazzi che vanno via”

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(Adnkronos) – Durante la visita di oggi, sabato 5 settembre, a Policoro nel Materano la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la linea del governo sul Sud d'Italia, ricordando che "abbiamo sempre avuto un'idea diversa rispetto a chi pensa che i problemi si risolvano con la clientela o che il Mezzogiorno sia un problema da gestire". Meloni ha sottolineato che l'esecutivo "ha fatto una scommessa diversa per dimostrare che il Sud poteva essere la locomotiva d’Italia", citando l'aumento degli investimenti, la crescita delle infrastrutture e la Zes unica, che "ha generato da sola 60 miliardi di investimenti". Secondo la premier, oggi "l'occupazione e il Pil qui cresce più della media nazionale", risultati che confermerebbero la strategia adottata. Meloni ha, poi, indicato la nuova priorità: "Serve una politica che si ponga il tema dei troppi ragazzi che se ne vanno. Troppi giovani che questo territorio forma, investendo, e che poi vanno a spendere altrove ciò che qui è stato costruito. Questa è la prossima sfida".  A Policoro, dopo i danni della tromba d’aria di tre giorni fa, la presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno del governo per la città jonica, spiegando che "se siamo qui è per questo" e facendo i complimenti al territorio per la reazione immediata: "C'è stata una grande voglia, una grande capacità di rimboccarsi le maniche, di riaprire, continuare a lavorare, fare quello che era possibile fare. Non si registra sempre".  Rispondendo ai cronisti sulla richiesta di stato di emergenza e calamità naturale, Meloni ha ricordato di aver incontrato i rappresentanti locali e di aver visitato alcune attività turistiche sul lungomare, sottolineando la necessità di sostenere chi ha subito i danni. 
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Vannacci-Monti, a Cernobbio il confronto fra due mondi lontanissimi: uno legge, l’altro fa scintille

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(Adnkronos) – Il confronto a Cernobbio fra il leader di Fronte Nazionale, il generale Roberto Vannacci, e il senatore a vita Mario Monti non tradisce le attese. Due mondi lontanissimi, due codici di comunicazione altrettanto diversi, in un contesto sicuramente più favorevole, per consuetudine e formazione, all'ex premier.  Più impacciato il neofita Vannacci. Prima indugia più volte sull'accostamento tra il primo lancio con il paracadute e il debutto di fronte al gotha dell'impresa italiana, senza nascondere una comprensibile apprensione per l' peappuntamento con Cernobbio. Poi, una volta in sala, legge, con rigore e disciplina, il testo che gli è stato preparato. Molto più disinvolto Monti, che si muove da padrone di casa e fa scintille, rispolverando una vis polemica che in passato ha mostrato più volte di possedere.  Si parla molto di Europa, stretta fra il leit motiv vannacciano, "un campione di regole" che ha "una strategia schizofrenica" sull'Ucraina, e la difesa di stampo 'bocconiano', che diventa un contrattacco frontale, "combatterò fino all'ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo". E, ancora, i riferimenti a un programma che "in molti punti viola la Costituzione" e che porterebbe l'Italia fuori dall'Europa e l'ironia sulle curiosità personali sollevate dall'applicazione delle teorie del professor Lorenzo Gasperini, che ha ispirato la piattaforma vannacciana. A partire dalla ritorsione auspicata, l'esclusione dalla vita sessuale, per i giovani che si sono vaccinati.  Più prevedibile il taglio dell'intervento di Vannacci, che la platea del Forum Teha aveva già messo in conto, forse meno scontata la contro narrazione di Monti, che nei corridoi di Villa d'Este è stata accolta con una certa complicità: Il professor ha messo al suo posto il generale, è la sintesi che ricorre nei capannelli di imprenditori che si soffermano lungo il lago, quando il confronto è appena concluso.  
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Artiste italiane espongono in Cina “La ceramica racconta una storia di pace”

NANCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Per l’artista italiana Mirta Morigi, la ceramica rappresenta una storia di pace. “Non abbiamo bisogno di parlare la stessa lingua. Acqua e argilla, passione e amore, tutte queste cose sono uguali”, ha osservato.

Originaria di Faenza, la città italiana della ceramica, Morigi, 53 anni, porta avanti la sua secolare tradizione della maiolica, tramandata da generazioni di ceramisti. “Quello che gli altri chiamano lavoro è sempre stato la mia passione. Questo mestiere è un dono prezioso e mi impegno a lasciare in cambio un’eredità degna di questo nome”, ha affermato Morigi, che da oltre 40 anni lavora nel suo laboratorio di arte ceramica nel centro storico di Faenza.

Negli ultimi decenni, città della ceramica in numerosi Paesi del mondo hanno aperto le proprie porte agli scambi culturali e artistici, e Morigi ha partecipato a questi eventi in Cina, Australia e Giappone, tra gli altri Paesi, condividendo esperienze e conoscenze.

Molte delle sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Una di queste, intitolata “Passion Red”, è esposta in un museo d’arte di Jingdezhen, la celebre “capitale della porcellana” cinese, nonchè città gemellata con Faenza.

Secondo un’altra artista, Angelica Tulimiero, che era solita trascorrere lunghi periodi a Jingdezhen, Italia e Cina sono indissolubilmente legate alla figura di Marco Polo, che contribuì a far conoscere in Italia la porcellana di Jingdezhen.

Quando Tulimiero vi è finalmente giunta nel 2023, ha scoperto questo magnifico regno della ceramica.

“Nel 2004 ho iniziato a lavorare ai miei progetti. Ho cominciato a lavorare con il gres, sperimentando varie argille e tecniche, e mi sono interessata anche alle tecniche di cottura, esplorando la cottura a legna”, ha ricordato Tulimiero.

Durante la sua residenza a Jingdezhen, ha avuto l’opportunità di incontrare grandi maestri della ceramica provenienti da tutto il mondo, persone di cui fino ad allora aveva soltanto letto nei libri. Per mesi hanno parlato di ceramica, condividendo informazioni, conoscenze e aspetti tecnici.

“Per me Jingdezhen è ormai come una casa, l’ho sognata per molti anni. Le conoscenze e le tradizioni della ceramica diffuse ovunque in città sono appaganti e fonte di ispirazione. Le gallerie, i negozi, i mercati, i forni pubblici, tutto è fonte di ispirazione e stimolo. La trovo una città entusiasmante e vivace, un sogno per i ceramisti”, ha affermato Tulimiero.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Tra giustizia e tutela del pazienti, il lavoro poliedrico del medico legale in ospedale

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(Adnkronos) – La medicina legale evoca spesso nell'immaginario collettivo scenari distanti dalla quotidianità di un normale ospedale. Eppure, la medicina legale ospedaliera rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela dei diritti dei pazienti, la gestione della sicurezza delle cure e l'interfaccia tra il mondo della sanità e quello della giustizia. A raccontare all'Adnkronos Salute questo lavoro è Matteo Scopetti, professore associato di Medicina Legale presso l'Azienda ospedaliera Sant'Andrea di Roma, ci guida alla scoperta di una professione poliedrica. Dal delicato supporto alle vittime di violenza alla gestione dei pazienti incapaci di esprimere il consenso, fino alla complessa valutazione della responsabilità professionale sanitaria, emerge il ritratto di una disciplina in cui convivono perfettamente il rigore dell'accertamento tecnico-giuridico con l’umanizzazione delle cure. 
Qual è l'ambito di azione del medico legale in una struttura ospedaliera? “L'attività della medicina legale in un ambito ospedaliero è variegata e consta di più profili principali – risponde Scopetti – Ad esempio, un medico legale in ospedale si occupa della valutazione della lesività dei pazienti nell'ambito dei percorsi di vittime di violenza e maltrattamento. Allo stesso modo il medico legale si occupa di fornire il supporto a quei pazienti che per motivi patologici sono impossibilitati ad esprimere il consenso informato. Ancora, il medico legale è implicato nelle valutazioni che riguardano appropriatezza e proporzionalità nell’ottica di garantire la dignità dell’esistenza nella fase finale della vita. Nondimeno, esprime il proprio parere specialistico e intrattiene i necessari rapporti con l’Autorità giudiziaria nei casi di accertamento della realtà della morte con successiva possibilità di prelievo di organi e tessuti ai fini di trapianto. Da ultimo l'attività del medico legale riguarda la gestione del contenzioso da responsabilità professionale sanitaria; in altri termini, ogni qualvolta insorge una contestazione rispetto ad una condotta sanitaria, il medico legale si occupa di valutare la vicenda e cercare di vedere se effettivamente vi sia la necessità di risarcire un danno al paziente”. 
Cosa fa il medico legale quando c’è un'aggressione o un maltrattamento? "Chiunque sia vittima di violenza può accedere al Pronto soccorso, dove si attivano percorsi protetti come il Codice rosa. In questo contesto, il medico legale interviene per documentare e certificare le lesioni in modo scientifico e oggettivo. Questa attività – avverte – è fondamentale per il cittadino, perché fornisce prove medico-legali indiscutibili e immediatamente utilizzabili in sede giudiziaria per la propria tutela e per l'avvio delle procedure di denuncia".  
Riguardo invece alla gestione del contenzioso e della malpractice sanitaria, il medico legale in ospedale si trova spesso in una posizione delicata tra la tutela dell'azienda e il diritto al risarcimento del paziente? "Il medico legale che lavora in ospedale non ha il compito di 'difendere l'azienda a prescindere', ma quello di analizzare la documentazione in suo possesso in modo neutrale per ricostruire i fatti secondo una prospettiva scientifica e nell’interesse della verità. Per il paziente – osserva Scopetti – questo significa che l'ospedale, attraverso una valutazione oggettiva, avvia un'analisi interna trasparente; laddove sia riscontrata una condotta non conforme alle evidenze scientifiche da cui sia derivato un danno al paziente, viene suggerita una risoluzione della controversia che permetta al cittadino di ottenere il giusto risarcimento in tempi più brevi rispetto a una lunga causa penale o civile e con minore aggravio per l’erario". 
E infine, con quali reparti e strutture collabora quotidianamente il medico legale in ospedale? "Nel lavoro quotidiano di collaborazione clinica, il medico legale interagisce con le differenti Unità operative mediche e chirurgiche; allo stesso tempo coopera con i Servizi e con la Direzione strategica. Un simile profilo configura la Medicina Legale ospedaliera come un tessuto imprescindibile ai fini della garanzia della sicurezza delle cure e della qualità dell’assistenza", conclude.  
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Gp Monza, Russell domina la terza sessione di libere davanti a Hamilton

(Adnkronos) –
George Russell è ancora il più veloce a Monza e chiude davanti a tutti le terze libere del Gran Premio d'Italia oggi, sabato 5 settembre. Dopo la migliore prestazione in pista di ieri, il pilota della Mercedes fa segnare il miglior tempo nella sessione della mattinata in 1:22:219 davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton (+0.226) e alla Red Bull di Max Verstappen (terzo a +0.350). Quarto il compagno di squadra Kimi Antonelli (che nella gara di domenica scatterà dall'ultima posizione a causa di una penalità per aver sostituito la power unit per la quinta volta in stagione). Poi Norris quinto, Leclerc sesto e Lindblad settimo. Piastri, Gasly e Colapinto chiudono la top ten. Nel pomeriggio, alle 16, le qualifiche per definire la pole position.
 
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Gb, centinaia di manifestanti incappucciati bloccano Dover: “Fermate le barche dei migranti”

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(Adnkronos) – Centinaia di uomini incappucciati si sono radunati al porto della città costiera britannica di Dover nell’ambito di quella che la polizia ha definito una "protesta". Secondo il consigliere Chris Vinson, leader dell'opposizione conservatrice nel Consiglio Distrettuale di Dover, la protesta sembra essere collegata all'immigrazione illegale: "Durante la notte – ha dichiarato Vinson, citato da SkyNews – diverse centinaia di uomini mascherati, vestiti di nero e con passamontagna, apparentemente coordinati, hanno preso posto all'interno di furgoni noleggiati per poi occupare le strade che portano da e verso Dover, con l'obiettivo di bloccarle. Ci sono riusciti, paralizzando completamente la città. Molte persone sono bloccate in auto o sul posto di lavoro".   "Non sono a conoscenza di alcuna violenza, ma è ovvio che essere bloccati da uomini in uniforme paramilitare nera e passamontagna è estremamente intimidatorio, soprattutto quando non si conoscono le loro motivazioni. La polizia non ne era a conoscenza e quindi non è stata in grado di avvertire la popolazione o garantirne la sicurezza", ha aggiunto. "Le persone sono bloccate negli ingorghi con code infinite sulle strade di accesso a Dover." La polizia, presente in forze, sta scortando i manifestanti verso la stazione ferroviaria della città britannica. Gli incappucciati affermano di non voler parlare con i media, ma comunicano attraverso slogan, riporta la Bbc: "Fermate le imbarcazioni" e "rimandateli indietro", affermano, riferendosi chiaramente agli sbarchi di migranti che attraversano il Canale della Manica a bordo di barchini.  
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