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Aereo Boeing 767 cargo di Amazon esce di pista, si schianta e prende fuoco a Miami

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(Adnkronos) – Un aereo cargo di Amazon ha superato la pista durante l'atterraggio all'aeroporto internazionale di Miami, schiantandosi contro dei veicoli e prendendo fuoco, stando a quanto reso noto dalla Federal Aviation Administration e dall'aeroporto stesso.  Secondo quanto riporta la stampa locale il velivolo arrivava dal Luis Muñoz Marín International Airport di San Juan a Porto Rico. "Diversi veicoli sono stati colpiti" fanno sapere i vigili di Miami. "Stiamo collaborando con le autorità locali per capire esattamente cosa è accaduto", ha detto Kelly Nantel di Amazon alla Nbc News. "In questo momento, la nostra assoluta priorità è la sicurezza, il benessere e l'assistenza a tutte le persone coinvolte".  Oltre 60 unità dei vigili del fuoco di Miami sono intervenute sul posto per spegnere l'incendio, provocato dallo schianto. Secondo quanto riporta la Bbc "ci sarebbero dei feriti".  Sui social si vedono numerosi video con il Boeing 767-300, operante per Amazon Prime Air, in fiamme. La Federal Aviation Administration ha avviato le verifiche per chiarire cosa abbia portato alla manovra anomala. "Tutte le piste e le vie di rullaggio dell'aeroporto sono state chiuse", ha dichiarato un portavoce dello scalo.  
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Proteste in Germania dopo voto per Afd in Sassonia‑Anhalt. L’allarme del Consiglio degli Ebrei: “Siamo inorriditi”

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(Adnkronos) – In diverse città tedesche sono esplose proteste contro l'AfD, dopo il risultato elettorale in Sassonia‑Anhalt. A Francoforte circa 2.500 persone hanno chiesto di valutare il bando del partito, mentre a Berlino e Magonza poche centinaia di manifestanti hanno attraversato le strade con lo slogan 'Difendiamo la democrazia – Vietare l’AfD ora', arrivando fino alla sede ufficiale della Sassonia‑Anhalt nel centro della capitale. Per domani, lunedì 7 settembre, è prevista una manifestazione più ampia alla Porta di Brandeburgo con 5mila persone attese dalle 18 di sera.   Josef Schuster, presidente del Consiglio Centrale degli Ebrei in Germania, si dice “inorridito” dalle proiezioni che mostrano l’AfD a un passo dal governare da sola in uno Stato federale. Ricorda che il manifesto del partito prevede una task force per accelerare le deportazioni, classi scolastiche segregate per i figli dei richiedenti asilo, il divieto delle bandiere arcobaleno e il ripristino degli scambi con la Russia. Chi vota l’AfD, afferma, si assume la responsabilità di questi obiettivi. Schuster teme soprattutto l’impatto sulla politica educativa, definendo "immenso" il danno che il partito causerebbe se dovesse assumere responsabilità, perché l’istruzione è la base per una società aperta e per contrastare l’antisemitismo.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salta la prima panchina in Serie A, la Fiorentina esonera Grosso

FIRENZE (ITALPRESS) – Salta la prima panchina in serie A dopo appena tre turni: l’avventura di Fabio Grosso è già arrivata al capolinea. Dopo una giornata di riflessioni, la Fiorentina ha deciso di esonerare il tecnico, che paga a caro prezzo le tre sconfitte con cui è iniziato il campionato dei viola. “ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile”, si legge in una breve nota del club viola.
Lo 0-4 con la Roma, il tonfo interno col Frosinone (0-3) e la sconfitta, sempre al Franchi, con il Torino dopo il vantaggio di Pellegrino (1-2) sono stati fatali a Grosso, ingaggiato in estate dopo la positiva esperienza col Sassuolo per sostituire Paolo Vanoli. La Fiorentina deve ora scegliere il sostituto e non c’è molto tempo: venerdì c’è la trasferta a Venezia.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Iran, media: “Gemelle ventenni arrestate e picchiate, una condannata a morte”

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(Adnkronos) – Due gemelle ventenni sono state arrestate e picchiate da esponenti delle forze dell'ordine iraniane: una è stata condannata a morte per impiccagione, mentre l'altra dovrà scontare 25 anni di carcere, per aver partecipato alle proteste anti-regime dello scorso gennaio. Lo riporta il Guardian, ricostruendo la vicenda di Taraneh e Romina Rahimi sulla base della testimonianza di Masoud Nourmohammadi, un loro cugino residente negli Stati Uniti.  A gennaio le due sorelle, all'epoca diciannovenni e ancora studentesse liceali, sono state prelevate di notte dalle loro abitazioni da uomini incappucciati, in seguito identificati come appartenenti ai Guardiani della rivoluzione islamica. Per quattro mesi la madre delle due ragazze, Marzieh Nourmohammadi ha cercato invano notizie delle figlie rivolgendosi a ospedali e istituzioni statali, prima di riuscire a rintracciarle in un carcere a Dowlatabad, nella città di Isfahan. Quando ha potuto visitarle in carcere, lo scorso maggio, le due ragazze erano irriconoscibili, ha spiegato il cugino alla testata, tanto che la madre "non ha riconosciuto le sue stesse figlie: erano state picchiate, con i volti gravemente gonfi, lividi su tutto il corpo, gomiti, nocche e piedi rotti, e praticamente non avevano più capelli perché venivano tirate per i capelli e trascinate da una cella all'altra. Ha scoperto che erano state tenute in isolamento".    Come racconta il Guardian, Taraneh avrebbe ricevuto dalle guardie carcerarie la minaccia di uno stupro ai danni della sorella Romina di fronte a lei in caso di mancata confessione. Da allora, secondo quanto emerso dai tribunali iraniani, Taraneh è stata condannata a morte per la sua partecipazione alle proteste di gennaio, mentre Romina ha ricevuto una condanna a 25 anni di carcere. I loro avvocati hanno riferito che Taraneh ha detto in tribunale che eventuali ammissioni erano state estorte tramite tortura. Secondo quanto si afferma, non sarebbe stata fornita alcuna prova del coinvolgimento delle sorelle in atti di violenza. Le due non erano mai state coinvolte in proteste in precedenza. Nessuna delle due sorelle è stata più vista dai familiari dopo la sentenza, e loro madre, che le ha cresciute da sola, non ha potuto nemmeno partecipare al processo. Il cugino delle gemelle, che vive nello stato americano dello Utah, ha detto di non riuscire a spiegarsi la differenza tra le due condanne. "Non seguono nemmeno le loro stesse leggi", ha dichiarato Nourmohammadi al Guardian, ricordando che la legge iraniana prevede un periodo di 18 giorni per il ricorso degli avvocati, che tuttavia non sarebbe stato rispettato in numerosi casi recenti di condanna a morte. "Sentenziano e basta, prendono i ragazzi e li giustiziano, li impiccano. Niente ha davvero senso", ha aggiunto. Il parente emigrato delle ragazze ha detto alla testata britannica di ritenere che la condanna a morte per impiccagione sia stata decisa proprio per la manifesta innocenza di Taraneh. "Si vede dai suoi occhi che è una persona buona", ha detto. "Credo che vogliano incutere paura nella popolazione, per dire: 'guardate, non importa quanto siate perbene, non importa quanto siate innocenti, possiamo arrivare a voi. Quindi non scendete più in piazza'".  
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Alcaraz stende Paul ed è ai quarti agli Us Open, ok anche Sabalenka

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Quarta vittoria di fila, la terza su quattro in tre set, dopo uno stop di quasi cinque mesi. Carlos Alcaraz spegne anche gli ultimi dubbi sulla sua condizione al rientro dall’infortunio, e fa capire di voler difendere sul serio il titolo dello Us Open conquistato nel 2025. Il murciano, numero tre del ranking Atp e seconda forza del seeding, supera anche Tommy Paul (21 Atp) in tre set con il punteggio di 6-4 6-3 6-4 in due ore e 21 minuti di gioco, avanzando ai quarti di finale, dove troverà il vincitore della sfida tra Shelton e Tsitsipas. Dopo aver conquistato il primo set con un break nel momento decisivo, il classe 2003 amministra i due parziali successivi, cedendo solo una volta il servizio nel secondo set e prendendosi meritatamente il successo. “Paul è sempre molto pericoloso, quindi ho provato a essere subito aggressivo così da non permettergli di giocare il suo tennis – le sue parole dopo il successo -. Penso di aver fatto tutto abbastanza bene”. Nella notte italiana tra sabato e domenica, vittoria in tre set anche per Alexander Zverev, testa di serie numero uno del torneo, che batte il cileno Alejandro Tabilo (28 Atp) per 6-2 7-6(2) 6-2 in due ore e 26 minuti. Il tedesco tornerà in campo nella notte italiana tra lunedì e martedì per affrontare Luciano Darderi, ultimo italiano rimasto in corsa in singolare, reduce dalla vittoria in tre set sull’australiano Sweeny. Nel tabellone femminile, altro successo per la numero uno Aryna Sabalenka, che vola ai quarti battendo la statunitense Taylor Townsend (96 Wta) in due set per 6-4 6-3, in un’ora e 15 minuti di gioco. La bielorussa, bicampionessa in carica a Flushing Meadows dopo i titoli conquistati nel 2024 e nel 2025, se la vedrà adesso con la ceca Linda Noskova (6 Wta), che batte l’ucraina Marta Kostyuk (11 Wta), con il punteggio di 7-5 5-7 6-4. Termina invece al secondo turno la corsa dell’azzurro Matteo Arnaldi e del tedesco Jan-Lennard Struff nel tabellone di doppio maschile. I due vengono infatti sconfitti in due set dal finlandese Harri Heliovaara e dal britannico Henry Patten, teste di serie numero uno del tabellone, con lo score di 7-5 6-2. Nella notte tra sabato e domenica, eliminato nel doppio maschile anche Darderi, che in coppia con l’argentino Mariano Kestelboim cede in due set (6-3 6-4) ai britannici Glasspool e Cash.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

AfD vola in Sassonia-Anhalt, Vannacci: “Merz ha l’ulcera, nessun dorma”

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(Adnkronos) – L'Europa cambia. Lo scrive sui social il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci commentando gli exit-poll delle elezioni di oggi, domenica 6 settembre, nel Land Sassonia-Anhalt in Germania. "In Sassonia AfD data al 44.5% dagli exit poll. Merz ha l'ulcera. Monti si dovrà dedicare la sua scarsa energia anche a loro. Nessun dorma" scrive il generale sui social. "Mario Monti: volto delle élites, della finanza e dell'economia, professore, rettore, senatore a vita, presidente del consiglio mai eletto dagli italiani e chiamato da Napolitano, Merkel e Sarkosy per far fare i compiti a casa all'Italia. Introdusse la stangata dell'Imu, distrusse il mercato immobiliare nazionale, quello delle auto di lusso e degli yacht, fece macelleria sociale con la legge Fornero, aumentò la tasse sui conti bancari, ottenne il record dello spread a 536 punti. Fondatore di un partito durato quanto un gatto in tangenziale. Se anche Mario Monti, 83enne, invece di godersi i nipoti deve dedicare il suo tempo e le sue poche energie rimaste a contrastare me e Futuro Nazionale vuol dire proprio che facciamo paura alla casta e che siamo sulla strada giusta. Sempre avanti! E mentre in Sassonia AfD è data al 44,5 % noi brindiamo a Mario!".  
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Una perla di Cisse e un’incornata di Gatti nel recupero, Juve-Milan 1-1

TORINO (ITALPRESS) – Finisce 1-1 il big match dell’Allianz Stadium tra Milan e Juventus. Sono una perla di Cisse e un’incornata a tempo scaduto di Gatti a mettere la firma sulla partita. La prima occasione è per i padroni di casa e arriva al 12′, quando Maignan respinge di pugno una conclusione dal limite di Nico Gonzalez. Il portiere francese è ancora decisivo al 25′, quando salva in tuffo un sinistro ravvicinato di Conceiçao. La sfida tra i due si ripete al 38′, ma è ancora una volta il capitano rossonero ad avere la meglio respingendo l’esterno sinistro del giocatore portoghese. Il primo tempo si chiude senza reti. La prima grande chance della ripresa si materializza al 10′. Il solito Conceiçao approfitta di un pallone perso da Musah, scatta centralmente e ci prova con un potente mancino dalla distanza che prende in pieno il palo alla destra di Maignan. Nonostante i tentativi bianconeri, sono gli ospiti a sbloccare il risultato al 23′ grazie a una combinazione tra due neo entrati. Chukwueze sventaglia dalla destra per Cisse, che controlla alla perfezione, si sposta la palla sul destro e trafigge Vicario nell’angolino, facendo passare la sfera sotto le gambe dell’ex Kalulu. Gli uomini di Spalletti si gettano in attacco e al 39′ è Woltemade, al debutto con la nuova maglia, a tentare una girata con il sinistro che esce a lato. La formazione di Amorim vede la linea del traguardo, ma vede sfumare la vittoria in pieno recupero. Un’altra combinazione tra neo entrati porta infatti al pareggio dei padroni di casa. Koopmeiners pennella un ottimo cross dalla sinistra sul quale si avventa Gatti che, da due passi, infila di testa Maignan per l’1-1. Il risultato non cambierà più. Milan e Juventus salgono così a quota 7 in classifica, restando ancora imbattute ma non più con Inter e Roma a punteggio pieno.
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(ITALPRESS).

AfD stravince elezioni in Sassonia-Anhalt, Salvini: “E’ democrazia”. Tajani: “Pessima notizia”

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(Adnkronos) –
L'AfD stravince le elezioni nel Land della Sassonia-Anhalt in Germania e il risultato clamoroso, per proporzioni, provoca una raffica di reazioni in Italia. Il primo, e al momento unico, a complimentarsi con la formazione di estrema destra per l'exploit è Matteo Salvini. "Complimenti all’amica Alice Weidel e a tutta AfD per il trionfo in Sassonia-Anhalt! Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici. Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama democrazia. Un’altra Europa è possibile", scrive sui social il leader della Lega e vicepremier. Diverso il commento di Antonio Tajani. "L’esito del voto in Sassonia-Anhalt è l’affermazione di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia ed è una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale", dice il segretario nazionale di Forza Italia, ministro degli Esteri e vicepremier. "La scelta degli elettori va sempre rispettata, ma questo non ci impedisce di lavorare per mettere in campo tutte le contromisure e iniziative politiche necessarie per evitare che qualsiasi deriva populista e fanatica dilaghi in Europa. È un risultato, quello in Sassonia-Anhalt, senz’altro doloroso, che ci obbliga anche a registrare e comprendere le paure di molti europei e che per l’ennesima volta chiama l’Unione Europea, a cominciare dai suoi vertici istituzionali, a una presa d’atto: il percorso d’integrazione comunitaria non è un automatismo, i valori occidentali di libertà, solidarietà, ripudio di qualsiasi sirena delle autocrazie non rappresentano una conquista definitiva ma un obiettivo che va conservato e perseguito giorno dopo giorno", prosegue. "Il voto della Sassonia deve spronare le forze popolari e liberali a fare molto di più. Ora la svolta nelle politiche comunitarie è decisiva: basta con l’UE che non decide, basta con l’UE moltiplicatore di norme inutili, basta con le forzature per una transizione ecologica sotto la spinta delle ideologie. Ciò che è accaduto in Sassonia è certo un episodio circoscritto, prevedibile e previsto nella ex Germania dell’Est, ma siamo convinti che alla fine prevarranno i valori di libertà, centralità della persona, solidarietà e sussidiarietà sui quali si è basata la rinascita europea dopo gli orrori del nazismo, e che hanno eretto un baluardo verso la barbarie comunista”, conclude Tajani. Dall'opposizione, si fa sentire Angelo Bonelli: "Il risultato delle elezioni in Sassonia-Anhalt, con l’AfD che sfiora il 45% dei consensi, è un segnale d’allarme per tutta l’Europa, che rischia di essere travolta da nazionalismi e suprematismi razziali. Un voto che rischia di riportare indietro le lancette della storia", dice il portavoce di Europa Verde. "Questo risultato impone una riflessione profonda alle forze progressiste, a partire dalle politiche europee. Non si può continuare a ignorare il contrasto alla povertà nei quartieri popolari, proprio quelli che in Sassonia-Anhalt hanno scelto in massa l’AfD. Non si può continuare con una logica di guerra e riarmo che alimenta paura e insicurezza nelle persone invece di rispondere ai loro bisogni reali -prosegue-. Se la sinistra e le forze progressiste non tornano a occuparsi di giustizia sociale, di lavoro, di sicurezza sociale nei quartieri abbandonati, lasceranno che sia l’estrema destra a intercettare rabbia e paura. È già successo in Sassonia-Anhalt, può succedere ovunque in Europa. Serve un cambio di rotta immediato". "Una nube nera si addensa sull’Europa come dimostra la vittoria dell’Adf in Sassonia-Anhalt con una agenda all’insegna della xenofobia, della demagogia nazionalista e che fomenta la paura e l’insicurezza tra i cittadini. Una nube che anche in Italia sta diventando sempre più nera e che abbiamo il dovere di fermare", afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi. 
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Mostra di Venezia, Susan Sarandon sul tappeto rosso con la spilletta ‘cessate il fuoco a Gaza’

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(Adnkronos) – Un messaggio di pace sul red carpet della 83esima Mostra del Cinema di Venezia è arrivato da Susan Sarandon, al Lido per presentare 'The Echo Chamber'. L'attrice premio Oscar ha sfilato con un elegantissimo abito nero con scollo a barca dove spiccava la spilletta 'Artists4Ceasefire' del collettivo di attori, registi e altri artisti che ha chiesto un cessate il fuoco permanente a Gaza e una "pace giusta e duratura" tra palestinesi e israeliani.   Progettata da Shepard Fairey, la spilletta presenta una colomba che trasporta un fiore di loto con un gambo di filo spinato: un'immagine che per gli artisti incarna "speranza, resilienza e una pace giusta". Mentre, il cuore sopra il fiore "rafforza il potere di guidare con amore, ricordando a tutti noi che l'amore per l'umanità include un impegno per la liberazione e la libertà per tutte le persone, dalla Palestina e il Libano, all'Iran, al Sudan, al Minnesota e oltre". 
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Reggio Emilia, al Festival di Emergency le testimonianze degli operatori in Ucraina: “Attacchi tutti i giorni, conflitto totalizzante”

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(Adnkronos) – Dal palco del Festival di Emergency a Reggio Emilia nel panel 'Ucraina: curare l'isolamento' arriva forte la testimonianza degli operatori dell’Ong impegnati sul fronte ucraino, in un progetto di supporto sanitario alla popolazione. Emergency, infatti, è presente dal 2023 nelle regioni di Donetsk e Kharkiv per portare cure primarie e assistenza domiciliare alla popolazione rispondendo all’impatto meno visibile della guerra: isolamento, trauma, malattie croniche e frammentazione dell’accesso alle cure.  "Da due anni sono in Ucraina e in questo periodo ho visto cambiare molte cose nel contesto e nell'ambiente in cui operiamo: ci sono reti antidrone ovunque, edifici segnati dalle esplosioni degli attacchi russi, dai bombardamenti e dall'utilizzo dei droni, che rappresentano una minaccia costante per la popolazione civile – ha spiegato Luca Rifiorati, coordinatore progetto Ucraina di Emergency-. Questo è il contesto in cui operiamo e continuiamo ad agire per portare aiuti umanitari alla popolazione ucraina, soprattutto sotto forma di servizi sanitari migliorati".  
Dopo quattro anni dall’invasione russa in Ucraina sono circa 13 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria, 9.2 milioni quelle senza un adeguato supporto sanitario e 9.6 milioni a rischio o già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. “Siamo esausti della situazione nel nostro Paese. Non ci sono abbastanza rifugi per la popolazione civile. Nelle aree rurali i servizi sanitari non sono disponibili. È in queste comunità che Emergency interviene, anche dal punto di vista della salute mentale. Le persone non riescono a riposare la notte, percepiscono la guerra come qualcosa di scontato. Il fronte è in movimento, con i progetti riusciamo ad adattare la risposta in varie località", ha raccontato Daria Rieznik, field officer Ucraina di Emergency. Svitlana Tertychna, field officer Ucraina di Emergency, ha aggiunto anche la sua testimonianza: “Dopo 4 anni di conflitto, gli ucraini si sentono molto soli. Stiamo tutti soffrendo, e invece di parlarne tra noi, si sceglie di isolarsi, di interrompere le connessioni. Ogni giorno qualcuno muore, qualcuno vede la propria casa distrutta, qualcuno deve radunare le sue cose e scappare. Ma sappiamo che qualcuno è lì per prendersi cura di noi, della nostra sofferenza". Attraverso la sua rete di cliniche che offrono assistenza sanitaria di base in due delle regioni più colpite dalla guerra, Donetsk e Kharkiv, Emergency osserva quotidianamente come il conflitto ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali. 
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