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Afd trionfa alle elezioni, Ilaria Salis: “Anche Hitler al potere in Germania con un voto”

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(Adnkronos) –
Anche Adolf Hitler arrivò al potere in Germania attraverso le elezioni. E' il commento che Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, affida ai social dopo le elezioni regionali stravinte dall'AfD in Sassonia-Anwalt. Il partito di estrema destra ha ottenuto quasi il 44% dei voti nel Land orientale. "Sconcertante constatare quante persone legittimano e minimizzano il pericolo AfD solo perché è stato eletto 'democraticamente'. Se è per questo, anche H1tl3r arrivò al potere attraverso un processo elettorale…", scrive Salis in un post su X. "Ma la democrazia non si esaurisce nel principio di maggioranza: esistono diritti, libertà e principi fondamentali che nessuna maggioranza può e deve calpestare. E noi – statene certi – continueremo a combattere ogni forma di fascismo, anche se dovessimo essere minoranza", conclude. 
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Fondazione Fiera Milano verso completamento hotel via Scarampo

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(Adnkronos) – Prosegue il percorso di rigenerazione dell'ex Polo Fieristico milanese promosso da Fondazione Fiera Milano. All’interno del quartiere Portello, a pochi passi dall'Allianz MiCo, sono in fase di completamento i lavori dell'hotel in viale Scarampo, una nuova struttura ricettiva d’avanguardia pensata per rispondere alle esigenze di congressisti e di chi sceglie Milano per turismo o per affari. La torre progettata da Amdl Circle e Michele De Lucchi, per Fondazione Fiera Milano, si innalza per 90 metri e complessivi 22 piani lungo Viale Scarampo, a pochi passi dall’Allianz MiCo e dal sistema di CityLife. Il nuovo hotel, realizzato dal general contractor Nessi & Majocchi spa, sarà affidato alla gestione di UNA Italian Hospitality, che aprirà sotto il brand upper-upscale del Gruppo con il nome: UNA Esperienze Milano CityLife. L’intervento, che ha un valore totale pari a 66 milioni di euro, sarà completato entro il prossimo gennaio, e vedrà l’apertura al pubblico nel settembre 2027. Realizzato su un’area precedentemente destinata a parcheggio, l’intervento contribuirà ad ampliare l’offerta alberghiera del quartiere, rafforzandone ulteriormente l’attrattività e la competitività come polo per il settore congressuale, il business e il turismo. “La rigenerazione di un quartiere ha valore quando crea nuove opportunità e cambia il modo in cui un’area viene vissuta e utilizzata. È questa la visione che Fondazione Fiera Milano sta portando avanti, al servizio della città, attraverso nuovi spazi e servizi a supporto delle attività fieristiche e congressuali e tramite una rifunzionalizzazione più ampia dell’intera zona che nel 2029 comprenderà il nuovo centro di produzione Rai. L’albergo Una Esperienze Milano CityLife rafforzerà la vocazione congressuale dell’area, rendendola più completa e attrattiva e contribuendo a creare un sistema più efficiente e competitivo. Una maggiore capacità di accoglienza potrà sostenere la crescita di fiere, congressi ed eventi, ma anche di turismo generando nuove opportunità di business per gli operatori e per il territorio. Per Fondazione Fiera Milano significa valorizzare un patrimonio strategico e trasformarlo in un motore di sviluppo per la città e per il suo sistema economico,” dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.    “La torre ha un colore verde-grigio, che abbiamo chiamato 'verde minerale'. È una scelta importante, perché porta nel contesto di CityLife un'architettura dichiaratamente materica e colorata, capace di distinguersi dalle torri vetrate senza contrapporsi ad esse, ma introducendo un carattere diverso. Non volevamo fare un altro edificio di vetro. Volevamo un'architettura che avesse un colore, una consistenza, una presenza fisica. La forma, solida e compatta, è lavorata attraverso costolature verticali che danno profondità alle facciate e fanno vibrare la luce nel corso della giornata. Queste nervature assorbono e mitigano la presenza delle finestre, delle aperture e degli elementi tecnici, ricomponendoli all'interno di un disegno unitario. Tutto l’edificio è rivestito con pannelli di alluminio trattati a plissé, valorizzando e arricchendo la superficie piana delle lastre. La struttura accentua la verticalità e tutto sembra fluire verso l’alto, verso quella grande tribuna fatta di terrazze che si affacciano sul belvedere milanese. Il volume, più solido e compatto alla base, si fa verso l’alto più sottile, più esile, più elegante. È un'idea di architettura in cui la forma non è sufficiente a definire l'edificio: altrettanto importanti sono la materia, il colore, la lavorazione delle superfici e il modo in cui queste cambiano continuamente attraverso la luce," dichiara Michele De Lucchi, fondatore di Amdl Circle. “Essere General Contractor di un progetto di questa rilevanza rappresenta per Nessi & Majocchi motivo di grande orgoglio e, allo stesso tempo, una sfida che abbiamo affrontato mettendo in campo tutta la nostra esperienza e capacità tecnica. Insieme alle imprese associate Gualini S.p.A., Zaffaroni S.r.l. e Gianni Benvenuto S.p.A., abbiamo lavorato in maniera sinergica per affrontare la complessità dell’edificio, il suo sviluppo verticale e l’elevata qualità architettonica, attraverso un importante lavoro di ingegnerizzazione, coordinamento e pianificazione. L’adozione di soluzioni costruttive innovative ci ha permesso di coniugare qualità esecutiva ed efficienza, nel rispetto degli obiettivi del progetto. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra committenza, progettisti, tecnici, imprese e, soprattutto, dalle persone e dalle maestranze che ogni giorno lavorano in cantiere. Siamo orgogliosi di contribuire insieme alla realizzazione di un’opera così significativa per Milano e per la trasformazione di questa parte della città”, dichiara Angelo Maiocchi, Presidente di Nessi & Majocchi S.p.A. “Siamo orgogliosi di essere stati selezionati tra oltre 40 operatori di tutto il mondo per creare questo bellissimo hotel e di essere parte del progetto promosso da Fondazione Fiera Milano per trasformare un’area industriale in un nuovo punto di aggregazione per la città. Creare dal prato verde un hotel firmato da un grande architetto come Michele de Lucchi, insieme ad un’istituzione come Ffm che nel proprio quartiere espositivo ospita importanti fiere tra cui il Salone del Mobile.Milano, iconico punto d’incontro del design globale e in un luogo come CityLife, rappresenta una sintesi efficace della missione di UNA Italian Hospitality. Siamo una catena di hotel “quintessential Italian”, simbolo del bello italiano al servizio del Paese sia per il business che per il turismo. Con questo progetto portiamo nel quartiere CityLife la visione di ospitalità che contraddistingue il brand Una Esperienze: un’accoglienza di livello superiore, capace di coniugare design, servizi d’eccellenza, ed esperienze memorabili per gli ospiti. La nostra ambizione è creare un hub di riferimento per una clientela diversificata e internazionale, ma anche per la comunità milanese, offrendo nuove occasioni di incontro, compreso un rooftop dedicato alla convivialità” dichiara Giorgio Marchegiani, Amministratore Delegato Una Italian Hospitality.    Con i suoi 22 piani e circa 90 metri di altezza, l’hotel si inserisce nel panorama urbano milanese come nuova presenza architettonica. La torre, con pianta regolare e compatta, ospiterà 173 camere organizzate attorno a un nucleo centrale che separa i percorsi verticali dalle aree ricettive, garantendo efficienza distributiva e affacci diretti sulla città. La progressiva rastremazione del volume verso l’alto riduce la sezione della torre e genera una sequenza di terrazze ai livelli superiori. È qui che l’edificio costruisce un rapporto sempre più diretto con il paesaggio urbano, aprendosi progressivamente verso ciò che lo circonda. Alla base, un podio vetrato alto sette metri accoglie gli spazi destinati alla reception, alla hall, alle lounge e alle funzioni amministrative. Il piano terreno si apre sulla nuova piazza urbana, che estende lo spazio pubblico fino al piede della torre e crea una connessione diretta tra la dimensione urbana e quella alberghiera. Una lunga pensilina si protende verso viale Scarampo e la fermata della metropolitana, segnando un ingresso ampio e riconoscibile. La piazza è collegata alla fermata M5 Portello e si integra con il sistema degli spazi aperti dell’intero comparto. Tra il diciottesimo e il ventunesimo piano, la sommità della torre si articola come una vera e propria tribuna panoramica. Ristorante, sky lounge e belvedere occupano gli ultimi livelli, collegati da una scala e da spazi a tutta altezza. Le terrazze, per oltre 350 metri quadrati complessivi, si aprono sullo skyline milanese, sul parco di CityLife e sull’asse nord-occidentale della città. L’identità dell’edificio si esprime nella facciata, definita da una griglia regolare di montanti e sottilissimi traversi, dove le superfici trasparenti si alternano ai tamponamenti opachi in lastre di metallo plissettato, scanditi dalla sequenza di lame verticali. La loro disposizione intercetta la luce in modo diverso durante il corso della giornata, generando ombre e riflessi che modificano la percezione della superficie. Il disegno accentua la verticalità della torre: i marcapiani scompaiono e l'edificio sembra svilupparsi senza interruzioni verso l'alto. Lo stesso edificio appare così diverso al mattino, nel pomeriggio o verso sera: la luce ne trasforma la presenza, facendo emergere di volta in volta la materia delle lame e le parti vetrate. Il verde minerale dell’acciaio contribuisce a definire la torre, inserendola nel contesto di CityLife. Anche il punto di vista contribuisce a questa continua trasformazione. Muovendosi attorno all’edificio, le superfici vetrate compaiono e scompaiono dietro la sequenza delle lame: osservata frontalmente, la facciata lascia emergere la trasparenza e la profondità degli spazi; guardata lateralmente, appare invece più compatta e opaca. La trasparenza non è quindi una condizione uniforme della superficie, ma nasce dalla relazione tra la facciata e lo sguardo di chi la osserva. Le lame svolgono al tempo stesso una funzione tecnica, integrando e nascondendo gli elementi impiantistici e le componenti necessarie al funzionamento dell’edificio all’interno di un’unica pelle architettonica. L’adozione di tecniche costruttive avanzate per lo sviluppo verticale ha consentito di imprimere particolare rapidità alla realizzazione dell’edificio: è stato possibile completare strutturalmente quattro piani al mese e installare la facciata vetrata, composta da moduli prefabbricati, in soli tre mesi. La prefabbricazione fuori opera ha inoltre interessato i bagni delle camere, realizzati completi di finiture e accessori e successivamente trasferiti all’interno dell’edificio, consentendo di procedere in parallelo con l’avanzamento delle strutture. Le terrazze rappresentano uno degli elementi più significativi dell’edificio: non semplicemente spazi all’aperto in quota, ma luoghi progettati per valorizzare la posizione della torre e la ricchezza del contesto urbano che la circonda. 
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Nhrg e Direzione Lavoro, alla Rome future week 2026 con Alchimia del futuro

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(Adnkronos) – Nhrg e Direzione Lavoro presentano 'Alchimia del futuro', in programma il 24 settembre nell'ambito della Rome future week 2026, presso la Casa delle tecnologie emergenti di Roma Tiburtina. Un evento gratuito rivolto a giovani laureati o laureandi in tutte le facoltà, giovani professionisti in cerca di nuove opportunità, persone interessate ai cambiamenti nel mondo del lavoro, all'innovazione tecnologica e digitale e, in generale, al futuro. In un contesto in cui l'intelligenza artificiale accelera il cambiamento, la persona resta, comunque, al centro di tutto. La curiosità, il pensiero critico, la capacità relazionale, l’adattabilità, la creatività e la responsabilità delle proprie azioni permangono la materia prima da cui nasce ogni trasformazione.  'Alchimia del futuro' è un evento di formazione, orientamento e incontro tra persone e aziende, pensato per chi vuole capire dove sta andando il mercato del lavoro e come attrezzarsi per affrontarlo. Sarà possibile, nel corso della giornata, avere un confronto diretto con esperti del mondo del lavoro e cogliere opportunità concrete di contatto con recruiter e aziende. L’evento si svolge in due atti. Primo atto – Gli elementi: what makes us human (ore 10:30-13:30) Interventi, testimonianze e conversazioni con ospiti provenienti da realtà e ambiti differenti. Un’occasione per condividere esperienze, prospettive e strumenti utili a orientarsi nelle scelte che accompagnano ogni percorso lavorativo. Secondo atto – La formula: what makes us future-ready" (ore 14:30-17:30) Il focus si sposta sull'azione, articolato in due momenti complementari: Formula Lab: un laboratorio pratico dedicato alla consapevolezza professionale, in cui ogni partecipante potrà costruire una scheda personale che sintetizza chi è, cosa sa fare e in quale direzione vuole crescere; Talent Match – speed recruiting experience: una sessione di incontri brevi tra partecipanti, recruiter e aziende, pensata per trasformare ogni colloquio in una nuova opportunità concreta.  "Alchimia del futuro – dichiara Gianni Scaperrotta, amministratore delegato di Nhrg – nasce con l’obiettivo di offrire a tutti la possibilità di riconoscere e valorizzare i propri talenti, comprendendo quali siano oggi le concrete opportunità di lavoro in Italia. Vogliamo dare un contributo concreto affinché i nostri migliori giovani possano trovare nel nostro Paese occasioni di crescita e realizzazione professionale, contribuendo così a contrastare l’emorragia di talenti verso l’estero".  "Siamo – spiega Massimiliano Aloi, amministratore delegato di Direzione Lavoro – un’azienda giovane, composta in gran parte da giovani. Sappiamo che le dinamiche del mercato e le esigenze dei lavoratori sono cambiate e che oggi è necessario sapersi adattare a nuove sfide. Noi siamo pronti ad affrontarle e vogliamo contribuire a fare in modo che i giovani possano conoscere e comprendere le proprie potenzialità e le opportunità che il mercato del lavoro offre loro».  Per tutta la giornata sarà inoltre attiva l'area experience, con attività interattive dedicate a orientamento, recruiting, consapevolezza professionale e networking. La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria da effettuare sul sito della Rome Future Week al seguente link: romefutureweek.it/alchimia-del-futuro 
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Ufficiale, Paolo Vanoli è il nuovo allenatore della Fiorentina

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina fa un passo indietro e richiama in panchina Paolo Vanoli. La società viola ha ufficializzato il ritorno del tecnico: “Al Mister va un grande ringraziamento per aver accettato subito con entusiasmo di tornare alla guida della Prima Squadra”.
Dopo aver annunciato nella serata di domenica l’esonero di Fabio Grosso dopo appena tre giornate – viola ancora a zero punti dopo le sconfitte con Roma (0-4), Frosinone (0-3) e Torino (1-2) -, la società ha deciso dunque di richiamare il 54enne allenatore varesino, che già nella passata stagione subentrò a Pioli riuscendo a salvare una squadra che dopo le prime 10 gare aveva racimolato appena 4 punti. Un traguardo che non era bastato per la conferma, ora la nuova chance per un allenatore che conosce bene l’ambiente – da giocatore ha vestito la maglia viola dal 2000 al 2002 vincendo una Coppa Italia – e che in panchina, dopo gli esordi in D e la trafila federale (è stato assistente di Ventura e poi ct dell’Under 19 dove ha centrato un argento agli Europei), ha già alle spalle parecchia esperienza: nello staff di Conte prima al Chelsea e poi all’Inter, Vanoli ha allenato lo Spartak Mosca (conquistando una Coppa di Russia), il Venezia (portato in A alla seconda stagione) e il Torino (undicesimo posto finale) prima della chiamata della Fiorentina del novembre scorso.
L’arrivo di Vanoli al posto di Grosso è anche il primo cambio in panchina nella serie A 2026-27. Nello scorso campionato furono in tutto 8, il primo dei quali alla Juve dopo otto giornate, con l’esonero di Igor Tudor e l’ingaggio di Luciano Spalletti dopo la parentesi Brambilla durata una gara.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Fuoco di Sant’Antonio per 1 over 50 su 10 nell’arco della vita, dai sintomi al vaccino ecco cosa sapere

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(Adnkronos) – Una infiammazione molto intensa sulla pelle con la sensazione di una bruciatura. E' uno segnali dell'herpes zoster, presente nel 95% della popolazione. E' l’infezione che causa il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio – il rischiamo alla sensazione di bruciore – e che appartiene al gruppo delle varicelle. "Circa un over 50 su dieci avrà almeno un episodio di herpes zoster nell’arco della vita. La malattia è dolorosa e debilitante, soprattutto quando colpisce i più anziani. È, perciò, questa fascia di popolazione la destinataria dei vaccini che aiutano a controllare i sintomi e a evitare complicazioni e recidive. Sono efficaci, sicuri, sempre disponibili". A fare il punto sono gli esperti anti-bufale della piattaforma 'Dottore ma è vero che…?' della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.  L’Herpes Zoster è anche noto come fuoco di Sant’Antonio a causa di un’antica associazione con l’eremita Sant'Antonio Abate (251-356 circa). Il monaco egiziano che secondo la tradizione resistette nel deserto alle insidie del diavolo, riportando dolorose ustioni sul corpo. Infatti questa patologia è estremamente fastidiosa: colpendo i nervi causa numerose vescicole che si distribuiscono sul torace o sull’addome, solitamente solo da un lato. "I sintomi conseguenti durano parecchio, da due a quattro settimane, e causano dolori intensi nelle parti colpite. Ci sono poi da gestire le vescicole che possono diventare pruriginose e potrebbero lasciare cicatrici se si rompono quando sono ancora piene di liquido – ricordano gli esperti – L’eruzione cutanea e il prurito non interessano ogni soggetto colpito; talvolta possono verificarsi anche altri disturbi, come mal di testa, febbre, senso di affaticamento o formicolii. In alcuni casi, poi, si può rischiare la nevralgia posterpetica, un insieme di sintomi più acuti, come dolore e bruciori persistenti, sensibilità della cute, stanchezza e inappetenza, che durano mesi".  
Chi ha avuto la varicella rischia certamente il fuoco di Sant’Antonio? "No, non tutte le persone che hanno avuto la varicella sviluppano questa malattia, sebbene sia causata da un virus, l’herpes zoster, che appartiene alla stessa famiglia – rispondono – Quando questo agente virale entra in contatto con il nostro organismo, generalmente nell’infanzia, causa la varicella. Dopo la guarigione, il virus non viene cancellato, ma resta latente nel sistema nervoso. Se si riattiva, anche dopo decenni, può causare il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio. 
Perché il virus si riattiva? "La causa della riattivazione non è nota, ma sappiamo che esistono diversi fattori di rischio che possono favorire lo sviluppo della malattia – continuano gli specialisti – Fra questi, il principale è il calo delle difese immunitarie, condizione che si verifica soprattutto in età avanzata, in seguito a stress fisico (ma anche emotivo) o in concomitanza con altre infezioni, come l’Hiv. L’herpes zoster è un pericolo che riguarda anche chi ha subito un trapianto di organi oppure di midollo osseo e i soggetti in chemioterapia oppure sottoposti a lunghe cure con corticosteroidi".  
Allora se sono sano e ho meno di 50 anni non dovrei vaccinarmi? "L’incidenza della malattia in chi ha meno di 50 anni è trascurabile. Inoltre, è molto bassa la probabilità di sviluppare complicazioni – chiariscono – In ogni caso, consultarsi con il proprio medico è la strategia migliore, poiché saranno valutati lo stato di salute e gli eventuali fattori di rischio specifici. I soggetti più esposti, e per i quali la vaccinazione è indicata, sono coloro che soffrono di diabete di tipo 2, di patologie cardiovascolari, di Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva), ma sempre in relazione con l’età".  
I vaccini. Il ministero della Salute "raccomanda e offre gratuitamente la vaccinazione contro l'herpes zoster a tutti i soggetti nel 65.esimo anno di età e alle categorie a rischio per patologia o fragilità. Il vaccino ricombinante adiuvato: indicato a partire dai 18 anni di età (soprattutto per soggetti a rischio o immunodepressi). Si somministra in due dosi a distanza di 2 mesi (intervallo variabile da 1 a 6 mesi). Il vaccino a virus vivo attenuato: Indicato per soggetti dai 50 anni in su (non utilizzabile nei soggetti immunodepressi) in dose singola". In Italia sono disponibili due vaccini".  
I due vaccini disponibili in Italia. "Shingrix è indicato in persone di età pari o superiore a 50 anni e nei soggetti fragili a partire dai 18 anni. Diversi studi di fase III hanno dimostrato l’efficacia del vaccino nel prevenire l'herpes zoster: maggiore del 90% in soggetti con più di 50 anni e tra il 70 e il 90% in soggetti fragili con almeno 18 anni d’età. La persistenza della protezione si aggira intorno al 90% a 5 anni dalla vaccinazione – si legge nelle indicazioni della Siti sulla pagine 'VaccinaSì' (Società italiana di Medicina preventiva e sanità pubblica) – Zostavax è indicato in soggetti di età pari o superiore ai 50 anni. Questo vaccino ha mostrato un’efficacia compresa fra il 38% ed il 70%, prevenendo l’herpes zoster maggiormente nei soggetti tra i 50 e i 59 anni. La persistenza della protezione si aggira intorno al 50% a 5 anni dalla vaccinazione".  
Il fuoco di Sant’Antonio è molto contagioso. Ci si deve vaccinare per proteggere i familiari anziani? "Come tutti i virus dell’herpes, anche lo zoster è molto contagioso, ma il vaccino in questo caso non è indicato. La trasmissione dell’infezione avviene tramite il contatto con il liquido contenuto nelle vesciche. Basta, dunque, evitare di condividere indumenti, biancheria e altri oggetti, oltre a rimanere isolati, fin quando si è guariti", concludono gli esperti di 'Dottore ma è vero che…?'.  
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Afd trionfa alle elezioni, Pantisano (Linke): “La gente è arrabbiata, Cdu e Spd provano a spegnere fuoco con benzina”

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(Adnkronos) – "Da tempo ormai si era intuito che queste elezioni sarebbero state difficili. La gente è giustamente arrabbiata, e a trarne vantaggio sono le persone sbagliate". In un'intervista esclusiva all'Adnkronos Luigi Pantisano, il co leader della Linke di origine italiana, commenta l'esito delle elezioni nel land di Sassonia-Anhalt e il trionfo dell'Afd spiegando che "il risultato elettorale rappresenta un chiaro rifiuto della politica di austerità del governo federale". Pantisano punta il dito contro i conservatori e i socialdemocratici per spiegare l'ascesa del partito di estrema destro tedesco: "Cercano ormai da decenni di spegnere il fuoco con la benzina".  
Come commenta i risultati del voto?
 "Da tempo ormai si era intuito che queste elezioni sarebbero state difficili. La gente è giustamente arrabbiata, e a trarne vantaggio sono le persone sbagliate. La Linke si è presentata a queste elezioni per rappresentare l’alternativa migliore: quella che offre un aiuto concreto e propone progetti realizzabili, non solo frustrazione e politica simbolica. Questo ha convinto anche molte persone che, in tempi bui, hanno scelto la speranza insieme a noi. In tre circoscrizioni elettorali, dove abbiamo parlato direttamente molto con le persone porta a porta, siamo riusciti a conquistare i seggi diretti. Sono fari di sinistra in un mare blu. In questo spirito continueremo ad andare avanti, indipendentemente da quanto difficili diventino le condizioni". 
Come spiega il successo dell’AfD? Quali errori hanno commesso gli altri partiti?
 "I conservatori e, in parte, anche i socialdemocratici cercano ormai da decenni di spegnere il fuoco con la benzina. Le persone hanno la sensazione che il governo federale disprezzi loro e il loro lavoro, ad esempio insinuando che si mettono in malattia per pigrizia. Si rendono conto che tutto diventa sempre più costoso, che i loro posti di lavoro sono a rischio e che devono temere il declino sociale. E poi si continuano a tagliare le prestazioni sociali, non si mantengono le promesse di sgravi fiscali e si inveisce contro gli stranieri. In fondo, l’AfD non ha nemmeno bisogno di condurre una propria campagna elettorale". 
Cosa significa questa vittoria per il Paese? Quali ripercussioni potrebbe avere a livello federale?
 "Il risultato elettorale rappresenta un chiaro rifiuto della politica di austerità del governo federale. La Cdu e la Spd devono finalmente capire che sono proprio i loro tagli drastici, dettati da un fondamentalismo di mercato, a spianare la strada alla destra. Se i partiti di governo non cambieranno la loro politica, la situazione politica diventerà sempre più difficile". 
Quale ruolo può e vuole svolgere la Linke dopo il voto? Aderireste a una coalizione per salvaguardare il cordone sanitario ( Brandmauer) nel caso in cui la Cdu lo proponesse?
 "Facciamo tutto il possibile per tenere l'AfD lontana dalle leve del potere. Consentire a un partito dell'estrema destra l'accesso ai registri anagrafici, al controllo dei servizi segreti e all'apparato di polizia è molto minaccioso per chiunque la pensi diversamente. Le divergenze politiche con la Cdu sono tuttavia enormi e, nell'attuale scenario delineato dal risultato elettorale, la questione non si pone nemmeno più". 
Dopo i fatti di Lipsia, siamo di fronte a un’escalation delle tensioni con Mosca? Quale strada si dovrebbe intraprendere, secondo il suo partito?
 "Il drone all’aeroporto di Lipsia è stato un tentativo di attentato. Ossia un atto criminale. Ciò comporta un’azione penale, anche nei confronti di attori statali. Gli attentati rappresentano una minaccia reale ed è positivo che la situazione venga valutata in modo realistico e che vengano adottate misure di protezione. È chiaro però che alimentare una spirale di escalation verso una guerra su vasta scala è insensato ed estremamente pericoloso. Chiudere la Casa Russia a Berlino, un luogo di scambio culturale, non è, ad esempio, una reazione adeguata". 
Come valuta la gestione del fenomeno migratorio in Germania e in Europa? Quali misure dovrebbero essere adottate?
 "Il governo conservatore in Germania sta facendo tutto il possibile per impedire l'effettivo esercizio del diritto di asilo, senza abolirlo ufficialmente. Ci si muove in questo senso anche a livello dell'Unione Europea. Ciò è in parte illegittimo e, nel complesso, semplicemente disumano. Naturalmente, dovremmo prima di tutto contribuire a combattere le cause che spingono alla fuga, questa è sempre la soluzione migliore. Ma quando le persone sono costrette a fuggire, allora è nostro dovere aiutarle". 
Lei ha vissuto in prima persona l’esperienza dell’immigrazione. Quali ricordi conserva e in che modo ciò ha influenzato le sue decisioni?
 "I miei genitori sono lavoratori ospiti (Gastarbeiter, migranti) italiani. Hanno lavorato duramente e hanno contribuito a ricostruire la Germania, ma non hanno mai ricevuto il meritato riconoscimento per questo. E questa è la realtà di tantissime persone con una storia di migrazione alle spalle. È stato un periodo davvero duro. Naturalmente ho vissuto anch'io il razzismo. Ma non ho mai voluto rassegnarmi a queste ingiustizie. Non si tratta di casi isolati: è qualcosa di sistemico, e io voglio superare questo sistema, affinché siano possibili buone condizioni di lavoro e una vita dignitosa per tutti". 
Come vede la situazione e le prospettive dell'opposizione politica in Italia?
 "Ho un grande rispetto per le persone che tengono testa a Meloni. So che è difficile. Ma anche Berlusconi è stato considerato a lungo onnipotente. Auguro forza all'opposizione. Non arrendetevi. Questo è qualcosa che noi, in tutta Europa, non possiamo permetterci. Le persone in Italia hanno il diritto di vivere in una democrazia in cui siano garantite la tutela delle minoranze e la sicurezza sociale". 
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Radioterapia, Campus Bio-Medico: “Nuovo acceleratore con Ai adatta cure in tempo reale”

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(Adnkronos) – Adattare in tempo reale il trattamento alle condizioni del paziente e all'evoluzione del tumore, direttamente durante la seduta di radioterapia, grazie all’intelligenza artificiale. È la principale innovazione che caratterizza il nuovo Adaptive Linac Ethos della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, inaugurato oggi in occasione della Giornata mondiale della radioterapia. Il Policlinico – informa una nota – “è tra le prime strutture sanitarie in Italia e il primo ospedale a Roma e nel Lazio a mettere in funzione questo acceleratore lineare di ultima generazione”. Attivo presso l’Unità operativa complessa di Radioterapia oncologica diretta da Sara Ramella, il nuovo macchinario entra a far parte dell'attività assistenziale erogata in convenzione con il Servizio sanitario nazionale ed è ora a disposizione di tutti i pazienti seguiti dalla struttura e dei cittadini del territorio romano, laziale e del centro Italia. L’inaugurazione si è svolta nel corso dell’evento dal titolo ‘Radioterapia adattativa: la tecnologia di nuova generazione al servizio del paziente’, che ha visto la partecipazione del presidente della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico Carlo Tosti e dell’amministratore delegato e direttore generale Paolo Sormani, del prefetto di Roma Lamberto Giannini e della presidente del Municipio IX di Roma Capitale Titti Di Salvo. L’iniziativa si è conclusa con la benedizione di don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza episcopale italiana. A differenza della radioterapia tradizionale, basata su un piano definito all’inizio del percorso e poi replicato per tutte le sedute – si legge nella nota – il nuovo Adaptive Linac Ethos utilizza tecnologie avanzate di imaging e intelligenza artificiale per ricalibrare il trattamento in funzione delle condizioni anatomiche rilevate al momento dell'irradiazione. Un approccio in tempo reale che consente di colpire il tumore con maggiore precisione, di preservare il più possibile gli organi sani circostanti e di ridurre gli effetti collaterali associati alle cure.  Il cancro continua a costituire una delle principali sfide per i sistemi sanitari a livello mondiale. In Italia, secondo le stime dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), nel 2025 si sono registrati circa 390mila nuovi casi di tumore. In questo scenario, la radioterapia riveste un ruolo centrale: oltre il 60% dei pazienti oncologici necessita di questo genere di trattamenti durante il percorso terapeutico, stando all'ultimo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici promosso dalla Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo). La radioterapia, inoltre, contribuisce a raggiungere il 42% delle guarigioni complessive, come evidenziato dall'Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica (Airo). Il trattamento radioterapico può essere utilizzato per tutte le tipologie di tumore, con un impatto particolarmente significativo nelle sedi più soggette a variazioni nel corso del tempo, come il polmone, il distretto testa-collo e la regione addomino-pelvica. L’Unità operativa complessa di Radioterapia oncologica del Policlinico Campus Bio-Medico opera in convenzione con il Servizio sanitario nazionale presso la sede di Trigoria e il Campus Bio-Medico Longoni – Medical Center, nel quartiere prenestino, attraverso un approccio multidisciplinare che integra competenze specialistiche, tecnologie avanzate e attenzione ai bisogni della persona. Nel 2025, tra le due sedi, sono stati assistiti complessivamente quasi 7mila pazienti, con l’erogazione di oltre 149mila prestazioni. Nei primi 6 mesi del 2026 il numero di pazienti ha sfiorato quota 5mila, mentre sono state superate le 72mila prestazioni.  “La lotta contro il cancro richiede ogni giorno competenze, ricerca e tecnologie sempre più avanzate – afferma Tosti – L'introduzione di questo nuovo macchinario configura un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione che accompagna l'attività del nostro Policlinico. La sua capacità di adattarsi alle esigenze del paziente esprime bene il significato che attribuiamo al progresso scientifico: non un fine da perseguire in sé, ma uno strumento al servizio di una cura sempre più attenta all'individuo nella sua integralità. È questa visione, fondata sull'incontro tra innovazione e attenzione alla persona, che da oltre trent’anni continua a orientare la missione della nostra Fondazione”.  “Il nuovo acceleratore lineare rappresenta un investimento assolutamente strategico per il nostro Policlinico, perché permette ai pazienti oncologici di accedere a trattamenti sempre più efficaci, precisi e personalizzati – sottolinea Sormani – Un’innovazione tanto più di valore perché a disposizione di tutti i pazienti che ne hanno bisogno attraverso l'attività assistenziale svolta dal nostro Policlinico nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Tecnologia al servizio della collettività, accessibilità e prossimità sono elementi centrali della nostra missione sociale, secondo quell’ideale di umanizzazione delle cure che caratterizza fin dalle origini la nostra Fondazione”.  “L’introduzione di una tecnologia così avanzata – evidenzia Giannini – non rappresenta soltanto un approdo scientifico-operativo ma costituisce certamente un importante indicatore di qualità, sia sul fronte sanitario che su quello della attuazione dei diritti civili. Il diritto alla salute è uno dei cardini della nostra Costituzione e si realizza pienamente quando la ricerca, l’innovazione e l’organizzazione dei servizi riescono a tradursi in cure più efficaci, più accessibili e più rispettose della persona. Di fronte alla malattia oncologica, ogni passo avanti nella capacità di diagnosticare, trattare e accompagnare chi soffre assume un valore profondamente umano, prima ancora che tecnologico. L’intelligenza artificiale e le nuove frontiere della medicina ci consegnano possibilità fino a pochi anni fa difficilmente immaginabili: il compito delle Istituzioni e delle strutture sanitarie è fare in modo che questo progresso ponga al centro del sistema la tutela della vita, della dignità e dell’integrità della persona. In questa prospettiva, il Campus Bio-Medico conferma il valore di una sanità capace di coniugare alta specializzazione, innovazione e attenzione concreta ai bisogni dei pazienti e di una intera Comunità”. La presenza del Policlinico Campus Bio-Medico a Trigoria “rappresenta un punto di riferimento molto importante per il nostro territorio, dal punto di vista sanitario, scientifico e della formazione – osserva Di Salvo – L’introduzione di questa nuova tecnologia ne è un’ulteriore testimonianza e conferma l’attenzione che il Policlinico e i suoi professionisti dedicano alla comunità, ai pazienti e alle loro famiglie, con un approccio che mette sempre al centro la persona e che coniuga competenze cliniche e profonda umanità. Spero davvero che questo nuovo macchinario possa offrire nuove opportunità di cura e guarigione e contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti”. “Con il nuovo Adaptive Linac il trattamento non resta uguale per tutta la durata delle cure, ma può essere regolato sulla base delle condizioni reali del paziente osservate in occasione di ciascuna seduta – conclude Ramella. – Durante il percorso terapeutico, infatti, possono verificarsi modifiche nella forma, nella dimensione, nella posizione del tumore o degli organi circostanti. La possibilità di tenerne conto in tempo reale ci consente di rendere il trattamento ancora più appropriato ed efficace, concentrando la dose radiante dove serve e preservando maggiormente i tessuti sani. E ciò può tradursi anche in una migliore tollerabilità delle cure”. 
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Caso Pierina, Dassilva per la prima volta in tv dall’assoluzione: “Una liberazione. Mia moglie Valeria? Tutto è tornato come prima”

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(Adnkronos) – "Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto. Quel giorno non avevo neanche capito cosa era successo. Avevo paura, ansia, poi subito dopo è stata una liberazione". A parlare è Louis Dassilva, il 35enne assolto in primo grado nei mesi scorsi per l'omicidio di Pierina Paganelli, l'anziana trovata morta nel garage del comprensorio di via del Ciclamino a Rimini nell'ottobre del 2023. Nel corso di una intervista rilasciata a Ore 14, Dassilva – accompagnato dai suoi avvocati – si racconta, dal rapporto con la moglie Valeria Bartolucci al ricordo del carcere e del processo: è la prima volta che parla in uno studio televisivo dalla sentenza.  "Avevo fiducia ma la paura c'era. Mi sono messo a piangere perché ho pregato tanto e la gente mi ha aiutato. Quando quel giorno sono uscito dal carcere per andare a scoprire la sentenza, mi sono affidato al Signore e poi ho visto il risultato", dice Dassilva che poi aggiunge: "Una delle prime cose che ho fatto dopo l'assoluzione è stato fare colazione con i miei avvocati. Finora non ho parlato perché dovevo avere il tempo di riprendermi la mia vita, non è facile soprattutto per poter stare davanti alla gente a parlare".  Quando Salvo Sottile gli chiede il momento più difficile vissuto durante i 694 giorni di carcere, il 35enne non ha dubbi: "E' stato quando ho fatto lo sciopero della fame. Gli altri detenuti mi hanno aiutato con la vicinanza. Lì ho imparato a essere umile, rispettoso, cordiale e soprattutto ho imparato ad avere pazienza". Sul rapporto con la moglie Valeria: "Mia moglie sa che sono innocente, con il nostro amore non poteva fare diversamente. Oggi siamo in pace, è tutto tornato come prima. Stiamo ancora insieme e la amo".  Infine, alla domanda su Manuela Bianchi, la nuora della vittima con la quale lo stesso Dassilva aveva avuto una relazione extraconiugale, risponde: "Se una persona va ad accusare un'altra di una cosa così terribile, c’'è qualcosa da nascondere oppure sta proteggendo qualcuno. Con lei è stato un rapporto fisico, un rapporto fisico e basta".  
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Migranti, Lowles (Hope not Hate): “Dietro a proteste in Gb l’estrema destra di Patriot Platform, crea clima paura”

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(Adnkronos) – “Dietro la retorica della difesa dei confini si nasconde una realtà allarmante che i recenti fatti di Dover e Portsmouth hanno messo a nudo. I gruppi che scendono in piazza, sostenendo di voler salvare il Paese dai migranti illegali, sono a tutti gli effetti formazioni di estrema destra”. Ad Adnkronos Nick Lowles, direttore esecutivo di Hope Not Hate, organizzazione inglese tra le più note del Paese impegnata nel monitoraggio delle derive estremiste, analizza le recenti mobilitazioni che hanno scosso il sud dell’Inghilterra, in quei luoghi dove normalmente approdano i migranti giunti dalle coste della Francia o del Belgio attraverso la Manica. Una tensione sociale che prende spunto dagli sbarchi registrati nel corso degli ultimi giorni i quali, stando ai dati dell’Ons, Office for National Statistics, raccontano di 16.513 persone giunte dall’inizio dell’anno al primo settembre. Nonostante il flusso sia inferiore rispetto ai passati anni, 41.000 gli sbarchi registrati a fine 2025, il dato rimane il pretesto per chi cerca di organizzare vere e proprie ronde urbane. "Vedere trecento o quattrocento persone con il passamontagna marciare per le strade bloccando il traffico è inaccettabile. Perché la galassia di queste proteste ruota attorno alla Patriot Platform, un’organizzazione che riunisce in una singola entità decine di gruppi locali come i Kent Patriots, i South London Patriots e diverse altre fazioni sparse sul territorio", spiega Lowles. "Si descrivono come un esercito cristiano pronto a riprendere il controllo delle frontiere e, come spesso accade per i vigilanti anti-migranti, affermano di voler proteggere donne e bambini. Ma il loro modo di operare non ha nulla a che fare con la normale dialettica democratica".  Secondo il direttore di Hope Not Hate, quanto visto in questi giorni a Dover e Portsmouth è solo un proseguo di quanto già accaduto in altre parti del Paese da inizio anno, in cui le protesta anti-migranti si sono trasformate in scontri con le forze dell’ordine, con auto, cassonetti e case date alle fiamme. "Nonostante il fondatore di Patriot Platform, Daniel Thomas, cerchi di presentare la sua iniziativa come basata su valori cristiani che rifugge l’uso di criminali, le sue stesse dichiarazioni smentiscono questa facciata di rispettabilità. Thomas ha infatti affermato pubblicamente di voler prendere il controllo del Regno Unito, arrivando ad accostare la Patriot Platform alla vecchia English Defense League. È di fatto impossibile credere a un intento pacifico quando intere città vengono prese in ostaggio da centinaia di individui a volto coperto per una pura e semplice esibizione di forza. Inoltre, le indagini di agosto hanno svelato una realtà opposta alla narrativa della protezione, documentando un passato di aggressioni e precedenti penali, anche contro le donne, per molti membri di spicco del movimento".  Il costo sociale di queste parate mascherate, al di là dell'inconveniente legato al traffico bloccato, è profondamente dannoso per l'intero tessuto comunitario, come sottolinea Lowles tracciando un bilancio delle violenze: "Cosa ancora più importante, le immagini che abbiamo visto nel fine settimana stanno creando un clima di paura tra i migranti regolari e più in generale tra le persone di pelle nera".  Da qui nasce il suo appello finale alle istituzioni: "Credo che il governo debba essere molto più robusto e fermo nell'opporsi a tutto questo. Quelle andate in scena a Dover e Portsmouth non erano affatto le ronde di una comunità preoccupata per la sicurezza cittadina, ma unicamente l'intimidatoria operazione di propaganda di una rete estremista". (di Alessandro Allocca) 
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Afd trionfa alle elezioni, Cacciari: “Europa ormai in briciole”

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(Adnkronos) –
"Ormai l'Europa è in briciole". Massimo Cacciari, intervistato dall'Adnkronos, commenta il trionfo di AfD nelle elezioni in Sassonia-Anhalt e il quadro di un'Europa sempre più divisa, che fatica a trovare una voce comune mentre deve confrontarsi con potenze autocratiche, come la Cina o con guide forti come gli Stati Uniti. "Bisogna sperare che cambi un po' il vento negli Usa e da lì si possa prendere un discorso di relazioni con gli Usa improntato su altri principi", osserva. "Bruxelles deve ricordarsi di come era nata l'Europa, sulla base di culture politiche di solidarietà, servizi sociali, assistenza, difesa dei ceti più deboli. Principi che sono nella nostra Costituzione e sono stati abbandonati. E poi politiche autonome. Invece l'Europa si è stravaccata su una posizione atlantica, subalterna agli Usa nel bene e nel male. Ormai l'Europa è in briciole e stanno sfasciando persino Schengen. Torneremo a mostrare i passaporti per andare in Francia o in Spagna. Una catena infinita di errori ha condotto a questo", afferma ancora. Per Cacciari, tuttavia, l'avanzata della destra radicale non è un fenomeno improvviso, ma l'esito di un lungo processo. "È un processo che va avanti da quasi un decennio e di cui non si è mai preso sul serio il pericolo. Se fai politiche di destra in tutti i Paesi europei, in quasi tutti i Paesi Ue, come fai a non far crescere un'opposizione di destra? Si è cercato di moderare le politiche di destra, ma alla fine la gente finisce per pensare che hanno ragione quelli di destra-destra. È discorso del c… quello secondo cui vince il moderato. È sempre meglio l'originale della mala copia. Se faccio politiche di destra, do ragione a chi fa politiche di destra e alla fine la spunta la proposta radicale rispetto al compromesso moderato". Una dinamica che, secondo il filosofo, riguarda anche il centrosinistra. "Temo sia franato il terreno sotto i piedi. Non è una questione italiana, ma europea". 
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