(Adnkronos) – L'impatto del caro carburanti e del caro energia sul settore agroalimentare colpisce in modo particolare gli agricoltori mentre i prezzi pagati agli stessi produttori sono sempre più bassi, una situazione "paradossale". A delineare la situazione è Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, intervistato dall'Adnkronos.
Scordamaglia, quale è l'impatto del caro carburanti sul settore agroalimentare?
"Gli agricoltori italiani sono schiacciati tra l'aumento dei costi di produzione – solo il gasolio agricolo è aumentato del 60% – e la riduzione dei prezzi di vendita di molti prodotti agricoli fino all'8%. Una situazione paradossale con l'inflazione galoppante del carrello della spesa allo scaffale. Gli agricoltori stanno chiudendo perché nonostante ci siano una serie di forme di sostegno, che fortunatamente il governo ha messo in atto, gli aiuti vanno comunque aumentati e sempre più focalizzati".
Quanto all'iniziativa di Eni e all'effetto domino che ha innescato sulle altre grandi major del petrolio e non solo, cosa ne pensa?
"L'Eni ha avviato un'iniziativa meritoria che ha scatenato un effetto domino sicuramente positivo ma non ci si può aspettare che da sola risolva tutto, ci vogliono gli aiuti. Aiuti che a livello nazionale, viste le restrizioni di bilancio, devono essere concentrati su due categorie che subiscono gli effetti più diretti del caro carburanti, e il cui ruolo è fondamentale per i cittadini, autotrasportatori e agricoltori".
A settembre c'è stato un balzo dell'inflazione, come rileva l'Istat, del + 4,2% e dell'1,7% per il 'carrello della spesa'. Quali sono le ricadute sui
prezzi per gli agricoltori?
"Gli effetti dell'inflazione si riverberano sui prezzi allo scaffale per i prodotti agroalimentari mentre paradossalmente i prezzi pagati agli agricoltori scendono fino all'8%".
Come valuta l'aumento dei tassi deciso dalla Bce per fronteggiare l'aumento dell'inflazione? "Penso sia sbagliato. Essendo un'inflazione esogena l'aumento dei tassi da parte della Bce non fa altro che aggravare la situazione per il consumatore".
In materia di energia L'Europa tiene il passo?
"In Europa si continuano a identificare e a trovare soluzioni semplicistiche in cui si associa l'efficienza energetica alla ricetta dello smantellamento produttivo. Il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, comincia a parlare adesso di flessibilità quando i buoi stanno uscendo dalla stalla. E parla di ridurre le tasse sul metano importato quando non si è riusciti neanche a escludere i fertilizzanti dal Cbam o a ridurre le Ets. E ancora Jorgensen parla di diversificare gli approvvigionamenti quando Trump ha già detto che porrà limiti all'esportazione del diesel. Inoltre, ha dichiarato che consumeremo di meno, come se i trattori vanno nel campo a farsi un giro bucolico o i pescherecci in mare per fare una passeggiata e i camion una gita nel fine settimana".
Cosa pensa di un maggior ricorso ai biocarburanti?
"C'è una schizofrenia totale in Unione europea sulle politiche energetiche perché se da un lato si dice che bisogna diversificare, dall'altro si stanno ammazzando i biocarburanti con regole sui feedstock, sulle colture intermedie, che sono finalizzate in realtà a farli scomparire. E questo accade perché si fa scrivere la regola a un avvocato della Dg Energy che ha l'arroganza di dire agli agricoltori e ad una Dg Agri lasciata ai margini, come bisogna organizzare le colture intermedie o i terreni degradati per produrre piante da produzione energetica… E' sempre la solita favoletta di una competizione dei biocarburanti con 'food and feed' quando invece si tratta di complementarietà assolute che anzi possono aumentare la fertilità del terreno".
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