(Adnkronos) – Domenica 27 settembre torna l’appuntamento con la Fitwalking for Ail, la camminata solidale non competitiva organizzata dall'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma per raccogliere fondi per sostenere la ricerca scientifica e l’assistenza ai pazienti con tumori del sangue e ai loro familiari. Fitwalking for Ail, giunta alla 10ma edizione e nata per celebrare la Giornata mondiale della leucemia mieloide cronica, continua a crescere in tutta Italia tornando protagonista in ben 40 città, da nord a sud, nell’ultimo fine settimana di settembre. L'iniziativa farà tappa a: Alessandria, Ascoli Piceno, Benevento, Caltanissetta, Campobasso il 20/9; Candelo (Biella), Ceglie Messapica (Brindisi) il 04/10; Cosenza, Frosinone, Genova, Grignano Polesine (Rovigo), Grosseto, Grottaglie (Taranto), Imperia, L’Aquila, Latina, Livorno, Messina, Napoli, Novara, Padova, Palermo, Parma il 26/09; Pesaro, Polla (Salerno) il 26/09; Portocannone (Campobasso), Ragusa, Reggio Calabria, Roma e Salerno il 4/10; Savona, Siena, Siracusa, Teramo, Terranuova Bracciolini (Arezzo), Torino, Trani, Trapani, Trieste, Turriaco (Gorizia) il 26/09. Giovedì 24 settembre a Roma alle ore 11,30, presso il Circolo del Tennis (viale dei Gladiatori, 31) si terrà la Conferenza stampa nazionale per presentare l'appuntamento associativo che continua a crescere di anno in anno, alla presenza di rappresentanti Ail, importanti ematologi e istituzioni. Anche quest’anno la Fitwalking for Ail – informa una nota – rientra tra le attività legate al progetto Ambiente e Salute. Secondo gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, infatti, un approccio integrato che comprende l’ambiente fisico, sociale, economico, ecologico e culturale del contesto territoriale è l’unico possibile per promuovere la salute umana e la sostenibilità ambientale. Per tutta la giornata, sarà possibile testimoniare la solidarietà ai pazienti ematologici postando sui canali social di Ail una foto o un video con l’hashtag #versonuovitraguardi. Ogni partecipante iscritto riceverà un kit da utilizzare durante la camminata solidale. La quota di partecipazione alla Fitwalking for Ail è di 10 euro. La Fitwalking for Ail, che vede il patrocinio di Aeronautica Militare, Stato Maggiore della Marina, Coni– Comitato olimpico nazionale italiano, Sport e Salute, Atletica italiana – Federazione italiana di atletica leggera, Cip – Comitato italiano paralimpico, Aia – Associazione italiana arbitri, Aics – Associazione italiana cultura sport, Csi – Centro sportivo italiano e Fiasp – Federazione italiana amatori sport per Tutti, è un’importante iniziativa per raccontare i risultati raggiunti e le ulteriori prospettive nella cura dei tumori del sangue e per informare i pazienti affetti da queste patologie sulla possibilità di condurre una vita attiva e incoraggiarli quindi alla pratica dello sport. L’iniziativa di sensibilizzazione, nata nel 2017, continua a essere una speciale occasione per i pazienti e gli ex pazienti per trascorrere una giornata all’aria aperta, facendo movimento e attività fisica. I rilevanti risultati negli studi scientifici e le terapie sempre più efficaci e mirate, hanno infatti determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti ematologici. È necessario però continuare su questa strada per raggiungere sempre nuovi obiettivi e rendere leucemie, linfomi e mielomi sempre più curabili. Da oltre 55 anni Ail, con le sue 83 sezioni provinciali e gli oltre 18.000 volontari in tutta Italia -riferisce la nota – promuove e sostiene la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma. Assiste i malati e le loro famiglie, accompagnandoli in tutte le fasi del lungo percorso della malattia, offrendo loro servizi, conoscenza e comprensione. Il Fitwalking è una forma di praticare il cammino alla portata di tutti. Il termine inglese significa letteralmente “camminare per la forma fisica”; è il denominatore comune per tutte le attività motorio-sportive, per il tempo libero e per il relax, per il divertimento, per il fitness, per la salute e per il benessere. Avvicinarsi alla tecnica del fitwalking – concldue la nota – significa rendere il modo di camminare sufficientemente efficace da potersi muovere a una elevata velocità mantenendo una gestualità naturale. Partner istituzionale della manifestazione: UniCredit; partner tecnico Apeo (Associazione professionale di estetica oncologica), Decathlon, Healthy Virtuoso. L'iniziativa è resa possibile grazie al contributo non condizionante di Gsk, Cbi, Kyowa Kirin, Pfizer, Sanofi e al sostegno di Colussi Group, Esselunga, Kellanova,
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‘Fitwalking for Ail’, insieme per la ricerca e l’assistenza ai pazienti ematologici
Giornata Alzheimer, ‘visite nei musei strada per migliorare vita dei pazienti e dei loro caregiver’
(Adnkronos) – Lavorare con i fogli di carta ed utilizzarli come materiale espressivo, ma anche visitare musei, immersi tra arte e cultura per suscitare emozioni. Questo tipo di attività, secondo gli esperti di Airalzh Ets (Associazione italiana ricerca Alzheimer), potrebbe rappresentare un’ulteriore strada da percorrere nella cura dei pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer, in aggiunta a quella delle terapie tradizionali. L’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer è coinvolta in due importanti progetti sul territorio che riguardano l’esperienza dei pazienti all’interno degli spazi museali. Il 21 settembre è la Giornata mondiale dell'Alzheimer. Il primo vede protagonista la Toscana dove Airalzh Ets, già da tre anni, ha sviluppato 'Tracce di Memoria', progetto che vede sempre una grande partecipazione tra malati di Alzheimer, famigliari e caregivers, tanto da sviluppare un grande affiatamento nei gruppi con condivisione di messaggi toccanti, grazie alla creazione di nuovi legami. Sviluppato insieme alle Associazioni territoriali, alla Società per la Salute del Mugello ed anche grazie al sostegno dei fondi dell’8×1000 Valdese, anche quest’anno, alla fine di settembre, è prevista la partenza di un nuovo ciclo di incontri per piccoli gruppi che, accompagnati dagli operatori, prenderanno parte a percorsi in cui è prevista non soltanto un’osservazione condivisa delle opere, ma anche momenti di attività partecipativa all’interno degli spazi museali. Così facendo, le persone con demenza, i loro caregiver ed i professionisti interagiranno tra loro attraverso il racconto, il confronto e l’esplorazione sensoriale in un lavoro basato su emozioni, immaginazione, memoria affettiva e partecipazione condivisa. È proprio dall’esperienza toscana che ha preso recentemente spunto, per la Lombardia, “Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer: percorsi di benessere e inclusione per persone con demenza e i loro caregiver”. Con questo nuovo progetto, Airalzh Ets si prefigge di promuovere la qualità di vita delle persone con demenza per contrastare l’isolamento delle famiglie attraverso percorsi culturali dedicati all’interno dei musei delle province di Bergamo, Brescia e Pavia. Il progetto è stato realizzato con il coinvolgimento della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo ed il Patrocinio di Regione Lombardia. I professionisti del settore museale e di quello socio-sanitario, dopo un intenso periodo di formazione e di “osservazione” tenuto da docenti afferenti a Mta (Musei Toscani per l’Alzheimer) – grazie ad una fase pratica presso l’Accademia Carrara – alla fine di ottobre inizieranno le varie attività rivolte a pazienti e caregiver nei vari musei coinvolti in base ad un calendario preciso. Sull’esperienza delle attività museali in Toscana ed in Lombardia è in fase di avvio un nuovo progetto di Airalzh Ets in collaborazione con Muse – Museo delle Scienze di Trento chiamato 'Muse Piano Piano'. In concomitanza con la Giornata Mondiale Alzheimer, Domenica 20 Settembre, presso il Muse, è in programma 'Spalz! A spasso con l’Alzheimer', una camminata immersiva, nelle immediate vicinanze del Museo, con partenze individuali, di coppia e di gruppo e con l’impiego di cuffie audio-spaziali, per percepire lo spazio urbano attraverso la prospettiva sensoriale e cognitiva di chi convive con la demenza. Tutte le informazioni relative ai progetti 'Tracce di Memoria' e 'Creative Age' saranno disponibili sul sito di Airalzh. 'Creative Age' sarà al centro di una campagna di raccolta fondi ospitata sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo: la campagna sarà attiva da lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di raggiungere 50.000 euro entro il 31 gennaio 2027. In prossimità della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, da venerdì 18 a martedì 22 settembre, sarà inoltre possibile sostenere il progetto attraverso gli Atm del Gruppo Intesa Sanpaolo con una donazione di 2 euro. “Dalla Ricerca scientifica, negli ultimi anni, sono emerse alcune evidenze che hanno indicato come l’Arte e, più in generale, le esperienze artistiche e di inclusione museale, possano portare possibili benefici per il benessere e la qualità della vita delle persone affette da Alzheimer e dei loro famigliari e caregivers – afferma la professoressa Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh Ets – Questo tipo di esperienze sono in grado di riattivare emozioni che portano a ridurre il livello di ansia e stress legate alla malattia. I progetti svolti ed in corso di svolgimento nei Musei toscani e lombardi, inoltre, aiutano ad interrompere l’isolamento: i pazienti, con i rispettivi carer, escono di casa ed entrano in un nuovo ‘ambiente’, dove incontrano persone nella loro stessa situazione e dove possono stringere nuove relazioni e legami, andando a ricostruire quella dimensione di ‘condivisione’ che la malattia tende a spezzare”. Sull’importanza dell’Arte e sul ruolo che essa ricopre nella “gestione” dei disturbi cognitivi – supportando i pazienti e venendo incontro ai bisogni di famigliari e caregivers – Airalzh Ets avverte la necessità di sviluppare una letteratura scientifica. Per questo dal 2024, a cadenza annuale, viene indetto il Bando 'Art Therapy' con l’obiettivo di sviluppare Progetti di Ricerca sulle tecniche di arte-terapia nel trattamento di persone affette da Alzheimer o da Disturbo Cognitivo Lieve e portare ad un supporto scientifico importante per avvalorarne il valore come terapia non farmacologica. Con il progetto della dottoressa Silvia Fostinelli – Ricercatrice Airalzh presso Irccs Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia – avviato più di un anno fa, sono stati realizzati cicli di incontri programmati, dov’è stato progressivamente definito e affinato il percorso riabilitativo basato sull’utilizzo della carta e della carta riciclata come materiale espressivo. Le attività hanno coinvolto i partecipanti in esperienze creative strutturate che hanno favorito una partecipazione costante dei pazienti e la costruzione di un contesto di lavoro collaborativo nel quale è stato possibile stimolare attenzione, capacità di pianificazione, coordinazione motoria, creatività e interazione sociale, attraverso esperienze artistiche condivise. Le attività hanno permesso di porre solide basi al percorso artistico riabilitativo e favorire la prosecuzione delle successive fasi del progetto. Ad oggi è stata raggiunta una modalità operativa che garantisce continuità e replicabilità dell’intervento a tutti i successivi gruppi riabilitativi al quale si unisce una costante raccolta di tutti i dati psicologici e cognitivi che permetteranno una successiva valutazione degli esiti clinici attesi dal protocollo. È in procinto di partire, invece, lo studio del professor Giorgio Giulio Fumagalli – Ricercatore Airalzh presso il Centro di Riabilitazione Neurocognitiva (CeRiN) dell’Università degli Studi di Trento – "con l’obiettivo di coinvolgere un gruppo di pazienti, soggetti a decadimento cognitivo lieve, che verranno invitati ad una seduta contemplativa di opere d’arte a cui seguirà un ciclo di attività creative basate sulle emozioni provate e sulla rielaborazione personale di ciò che è stato visto. Prima e dopo questo particolare percorso, il Team guidato da Fumagalli valuterà elementi quali memoria, attenzione, benessere emotivo, livelli di ansia ed attività cerebrali. L’obiettivo di questo progetto di ricerca è capire se l’esperienza contemplativa e quella creativa possano migliorare le prestazioni cognitive dei pazienti coinvolti, arrivando a ridurre ansia e produrre cambiamenti misurabili nel funzionamento del cervello. I risultati finali potranno contribuire ad introdurre nuove strategie di supporto per l’invecchiamento attivo. Nuovi approcci basati su creatività ed esperienza artistica andranno quindi ad affiancare le cure tradizionali", conclude la nota di Airalzh Ets.
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Metsola “Eredità di Emma Bonino continuerà a vivere nel lavoro del Parlamento Ue”
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “L’Assemblea ha appreso con profondo cordoglio della scomparsa di Emma Bonino. Eurodeputata, commissaria europea, deputata, ministro e senatrice della Repubblica Italiana. Ha dedicato la sua vita alla difesa della libertà e dell’uguaglianza, contribuendo a costruire una società più giusta”. Così la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, aprendo la sessione plenaria a Strasburgo.
“La sua voce ha lasciato un segno profondo nella politica italiana ed europea – ha sottolineato Metsola -. Emma Bonino ha fatto la storia e la sua eredità continuerà a vivere nel lavoro di questo Parlamento”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Salute, in bici 1 italiano su 10 e a piedi 2 su 5, Iss ‘mobilità attiva in calo’
(Adnkronos) – "La bicicletta è utilizzata per gli spostamenti quotidiani dal 10% degli adulti italiani (18-69 anni), mentre va a piedi il 39% del campione", circa 2 persone su 5. Lo dicono gli ultimi dati della sorveglianza Passi coordinata dall'Istituto superiore di sanità, relativi al biennio 2023-2024. Numeri secondo cui "la scelta di mobilità attiva è in diminuzione nella popolazione adulta e la quota di popolazione che grazie a queste scelte raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall'Oms è sostanzialmente stabile nel tempo, intorno al 19%". Lo riferisce l'Iss in occasione della European Mobility Week promossa dalla Commissione europea, che si tiene dal 16 al 22 settembre e che quest'anno ha come slogan 'Mobility for Everyone'. Per ricordare che la mobilità attiva migliora la salute parte la campagna di comunicazione 'The Saboteurs' lanciata dalla Joint Action europea PreventNcd, che insegna a riconoscere – e a evitare – i 'sabotatori' del benessere quotidiano: dalla sedentarietà alla cattiva alimentazione, dal fumo all'alcol. Al centro della campagna un video animato di 3 minuti che insegna a difendersi con piccole azioni alleate di salute, da mettere in atto giorno per giorno. Ecco i dati Passi nel dettaglio. L'abitudine di utilizzare la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani è più frequente fra gli uomini (11%) e tra gli stranieri (15%), riporta l'Iss. È una pratica più diffusa fra i residenti delle regioni del Nord Italia e meno fra i residenti del Centro-Sud (15% nel Nord vs 7% nel Meridione). La percentuale più alta si registra nella provincia autonoma di Bolzano, dove 1 persona su 4 utilizza abitualmente la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Inoltre, dai dati 2023-2024 emerge che chi si muove in bicicletta lo fa per quasi 4 giorni alla settimana per un totale settimanale di oltre 140 minuti. La percentuale di chi si muove a piedi per i propri spostamenti abituali – riferisce ancora l'Iss – è maggiore tra i 18-24enni (47%), fra le donne (43%), fra le persone senza difficoltà economiche o più istruite e fra gli stranieri (45%). Come con la bicicletta, anche l'abitudine di spostarsi a piedi è più frequente al Nord che nel resto del Paese ed è nuovamente la Pa di Bolzano, seguita dal Piemonte, a registrare il valore più alto: quasi 6 persone su 10 si spostano a piedi per raggiungere il posto di lavoro o i luoghi che frequentano quotidianamente. Chi si muove a piedi per gli spostamenti abituali lo fa mediamente per oltre 4 giorni alla settimana, per un totale settimanale di 170 minuti. Nel tempo, questa abitudine diminuisce lentamente e sono i giovani (18-34enni) a registrare un maggior calo. "Molte persone conoscono i concetti base per rimanere in salute: essere fisicamente attivi, avere un buon regime alimentare, evitare fumo e alcol. Tuttavia, il solo conoscere cosa sia necessario per stare in salute non si traduce necessariamente in azione", osservano gli esperti. "I negozi sono pieni di tentazioni, la maggior parte della popolazione trascorre gran parte della giornata in attività sedentarie, si preferisce spesso l'utilizzo dei veicoli a motore all'andare a piedi o in bici, e se pubblicità, prezzi e disponibilità dei prodotti influenzano ciò che acquistiamo, alcol e tabacco rimangono ampiamente accessibili in molti dei luoghi in cui trascorriamo il nostro tempo". Da qui la campagna europea 'The Saboteurs'. A partire da oggi, lunedì 14 settembre, nei 25 Paesi aderenti all'iniziativa congiunta Ja PreventNcd – finanziata dall'Unione europea per il contrasto alle malattie non trasmissibili (Ncd) – la campagna si avvarrà di diversi strumenti digitali per mostrare come tutti gli elementi del mondo intorno a noi agiscano da 'sabotatori', ostacolando silenziosamente le scelte salutari. Nella versione estesa del film animato della campagna, un uomo comune cerca semplicemente di affrontare la sua giornata mentre un gruppo di sabotatori interferisce ripetutamente con i suoi tentativi di fare scelte salutari. L'animazione propone uno stile umoristico deliberatamente esagerato per rendere visibile ciò che è realmente invisibile, ossia che "l'ambiente che ci circonda influenza costantemente il nostro comportamento, dalla progettazione delle strade e dei quartieri a ciò che viene promosso nei negozi e online". The Saboteurs sottintende entrambe le strategie affinché si abbiano stili di vita salutari: a livello individuale, operare scelte personali sane; a livello superiore, promuovere comunità e contesti che mettano le persone in condizione di attuare tali cambiamenti. La campagna di comunicazione PreventNcd si concentra in particolare su quattro aree che hanno un impatto importante sulla salute cardiovascolare, sul rischio di cancro, così come su tutte le altre malattie non trasmissibili: nutrizione, attività fisica, consumo di tabacco e alcol. "Il messaggio chiave non è quello che tutti debbano trasformare la proprie routine dall’oggi al domani, ma, in linea con le raccomandazioni internazionali di promozione della salute, preferire percorsi attivi, aumentare il consumo di frutta e verdura, evitare quello di tabacco e alcol. Tutte piccole scelte che ripetute nell’arco della settimana possono diventare abitudini stabili e consolidate", evidenzia l'Iss. "Ci piace pensare che le nostre scelte siano semplicemente decisioni personali, ma in realtà è l'ambiente in cui viviamo a influenzarci continuamente, spesso senza che ce ne accorgiamo nemmeno – dichiara la coordinatrice del progetto Ja PreventNcd, Linda Granlund – La vera sfida per decisori e autorità di sanità pubblica è quella di far sì che sia più facile per le persone fare scelte salutari, creando anche comunità che le sostengano. Spesso sottovalutiamo il valore delle piccole azioni che facciamo ogni giorno, mentre invece piccoli cambiamenti trasformandosi in vere e proprie abitudini sane possono fare una vera differenza nel tempo".
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Scuola: l’immunologo, ‘salute e concentrazione dipendono da qualità pasti e da snack nello zaino’
(Adnkronos) – Nel giorno della riapertura delle scuole e del suono della prima campanella, "l'attenzione di famiglie, studenti e istituzioni è tutta concentrata sugli ultimi dettagli pratici: zaini e astucci pronti, la nuova organizzazione degli orari e i consueti buoni propositi per l'anno che si apre. C'è, tuttavia, un aspetto cruciale che, proprio all'avvio della nuova stagione, meriterebbe una riflessione a parte. Riguarda il ruolo cruciale della corretta alimentazione tra i banchi, autentica leva strategica per la crescita. Non si tratta semplicemente di soddisfare un fabbisogno calorico o di organizzare un servizio logistico, ma di cogliere un'opportunità di prevenzione e promozione della salute pubblica che tocca da vicino il benessere psicofisico e lo sviluppo dei nostri ragazzi. Come medico immunologo che da anni analizza i complessi legami tra alimentazione, risposta immunitaria e salute sistemica, ritengo fondamentale rivolgere un augurio di buon lavoro che sia anche un appello accorato, indirizzato prima di tutto a quanti hanno la responsabilità di guidare e custodire il percorso di crescita dei più giovani: genitori, docenti, referenti delle mense e gestori dei servizi di ristorazione e distribuzione". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica all'Università Lum Giuseppe Degennaro. "La qualità delle difese immunitarie, la capacità di concentrazione e il rendimento cognitivo tra i banchi di scuola dipendono in maniera diretta ed essenziale da ciò che viene consumato durante le ore trascorse negli istituti scolastici. A partire dai gesti quotidiani che si compiono a casa prima di uscire – ricorda – L'invito rivolto ai genitori è quello di ripensare il contenuto dello zaino, riducendo progressivamente la presenza di alimenti ultra-processati e snack confezionati ad alto contenuto di zuccheri raffinati. Prodotti di questo tipo provocano repentini picchi glicemici seguiti da rapidi crolli, con conseguenze dirette sullo stato di attenzione e sull'affaticamento generale del bambino. Favorire l'inserimento nello zaino di 'cibo vero' – come frutta fresca di stagione, frutta secca o preparazioni semplici a base di pane integrale – rappresenta il primo e più concreto passo per sostenere l'organismo nelle attività didattiche". La sfida, tuttavia, deve estendersi parallelamente anche agli spazi collettivi dell'ambiente scolastico. "Chi si occupa della ristorazione nei refettori e nelle mense è chiamato a compiere una vera e propria scelta culturale a favore della biodiversità alimentare. Promuovere menu variati, integrando regolarmente una pluralità di cereali, legumi, verdure di stagione e alimenti non industrializzati, significa educare e diversificare il microbiota intestinale dei ragazzi, il vero e proprio 'direttore d'orchestra' del nostro sistema immunitario. La mensa non può e non deve essere considerata un mero momento di pausa o un semplice adempimento, ma un'estensione del percorso didattico dedicato alla salute", suggerisce Minelli. Un passaggio strategico di questo rinnovamento "riguarda inevitabilmente anche i distributori automatici dislocati nei corridoi degli istituti. Spesso considerati isole di facile consumo, questi presidi dovrebbero al contrario trasformarsi in alleati dell'educazione alimentare. È tempo di ripensare l'offerta delle 'macchinette', sostituendo o affiancando a snack ipercalorici e bevande zuccherate opzioni nutrizionalmente valide: spremute senza zuccheri aggiunti, frutta essiccata, yogurt, acqua e drink salutari. Mettere a disposizione opzioni sane significa offrire ai giovani una reale libertà di scelta e abituarli, nell'autonomia dei loro momenti di pausa, a preferire ciò che realmente fa bene al loro corpo". "In questo quadro coordinato, il ruolo del corpo docente diventa fondamentale per guidare e contestualizzare il cambiamento, integrando la cultura della salute e del rispetto del proprio corpo all'interno del percorso formativo quotidiano. Il piatto della mensa, lo spuntino dell'intervallo e la scelta al distributore automatico sono potenti strumenti di salute pubblica. L'auspicio per questo avvio di anno scolastico – conclude l'immunologo – è che tutti gli attori in gioco sappiano fare squadra per trasformare la scuola nel primo e più efficace luogo di prevenzione e benessere".
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McEnroe snobba Zverev: “Sinner e Alcaraz tornate presto”
(Adnkronos) –
Alexander Zverev ha conquistato il suo primo Us Open, coronando una stagione fantastica che lo ha visto vincitore anche al Roland Garros e finalista a Wimbledon ma il tedesco sembra non convincere John McEnroe. Dopo il trionfo del 29enne di Amburgo a New York, l'ex campione americano ha lanciato un appello in diretta a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. "Rimettetevi in salute, per favore", poche parole dette al termine del commento tecnico sul successo su Ben Shelton del numero 2 del mondo, come a dire che la sua esplosione ai massimi livelli non sia comunque sufficiente a riempire il vuoto lasciato dai due grandi rivali.
Sinner è fermo dal successo a Wimbledon per i problemi ad un ginocchio, Alcaraz è rientrato proprio a New York dopo oltre 4 mesi di stop per l'infortunio al polso e sta cercando di ritrovare la condizione ottimale.
Zverev intanto ha sfruttato l'occasione e si è preso New York, confermandosi tra i migliori del mondo ma il pubblico,
ed evidentemente anche 'SuperMac', continuano ad aspettare soprattutto la sfida tra l'italiano e lo spagnolo, diventata la rivalità simbolo del tennis moderno. Ed è proprio questo il paradosso: Zverev vince, ma l'attenzione finisce ancora una volta sugli altri due. Il tedesco ora dovrà dimostrare di poter stare allo stesso tavolo anche quando Sinner e Alcaraz saranno al cento per cento.
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Morte figlia Lea Garofalo, l’appello del testimone di giustizia Carini: “Lo Stato non ci abbandoni”
(Adnkronos) – La morte di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, "è per tutti noi testimoni di giustizia un dolore insopportabile". Si tratta, aggiunge, "dell'ennesimo testimone caduto sull'altare della Patria". Sul suicidio di Denise, accusa il testimone di giustizia dell'omicidio di don Peppe Puglisi, Giuseppe Carini, "pesa il silenzio dei vertici dello Stato e di governo del Paese". "Mentre sui quotidiani e sui social troverete pagine di cordoglio, di dolore e di indignazione per la morte della giovane testimone di giustizia, lo Stato tace" scrive in una lettera alle istituzioni, ricordando la 35enne, morta la scorsa settimana dopo essersi lanciata dal terzo piano dell’abitazione ad Ariccia. A sostenere l'appello di Carini, sottolinea, ci sono “la stragrande maggioranza” dei circa 150 testimoni di giustizia fuoriusciti dal programma di protezione. “Per i funerali di Denise ritroveremo bandiere affisse a mezz’asta e stendardi, corone funebri, fasce tricolori sul petto dei sindaci, le facce contrite di alcuni parlamentari, e tutti i vessilli ufficiali di uno Stato che non pensa ai vivi, a come aiutarli nel loro cammino dentro e fuori dal programma di protezione – prosegue la lettera -. La coscienza degli onesti si pone domande su cosa si poteva fare e non è stato fatto, su quanto siamo stati capaci di restarle accanto, perché non abbiamo intercettato la sua sofferenza, il suo isolamento, mentre dall’altra parte si fa finta di niente. Diciamolo con chiarezza: i testimoni di giustizia sono considerati un peso, degli ingrati, una pianta da estirpare e rimuovere dal programma di protezione”. “Mentre scrivo ci sono testimoni di giustizia che soffrono, chiedono aiuto, che vivono in condizioni di povertà perché da quasi diciannove anni attendono una norma per i contributi pensionistici, dal 2008 attendono il ‘regolamento attuativo omnicomprensivo’ della legge 11 gennaio 2018 n. 6 – sottolinea Carini -. Non lasciamo cadere sui testimoni di giustizia vivi il velo dell’oblio dello Stato e dei partiti. Alla politica dico occupatevi dei vivi, delle loro necessità, delle loro sofferenze e sui doveri che avete nei loro confronti. Si è detto che i testimoni di giustizia sono persone coraggiose, che Lea e Denise erano donne coraggiose e come tali non moriranno mai, ma noi non vogliamo lapidi o epitaffi scolpiti nel marmo – conclude Carini nella lettera – i testimoni di giustizia hanno il diritto sacrosanto di vivere e di vivere una vita normale”.
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Poste, Lasco (dg): “Su Tim un’operazione storica, più valore per nostro paese”
(Adnkronos) – Quella di Tim "rimane e rimarrà una operazione storica per il nostro Paese, inimmaginabile solo qualche anno fa. Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio". Lo afferma il direttore generale di Poste italiane, Giuseppe Lasco. In un'intervista al tg Poste spiega che "questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale”. “Poste Italiane e Tim saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale", secondo Lasco. Anche se l’intelligenza artificiale. Proviamo orgoglio perché daremo un futuro a loro e alle nuove generazioni”, conclude.
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Poste, Del Fante: “Chiuderemo opas con ampio controllo su Tim”
(Adnkronos) – Al termine dell’Opas “ci troveremo ad una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende”. Lo afferma l'amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, parlando dell'operazione Tim, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull’offerta, conclusa con Poste Italiane al 66,6% del gruppo di telecomunicazioni. In un’intervista al tg Poste sottolinea che "se venerdì scorso siamo arrivati a questo numero è perché il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire”. “Gli investitori hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste Italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori", secondo Del Fante. "C’è stata una presa di coscienza, i mercati la chiamano 'fomo' (fear of missing out), paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa fomo ci sarà anche dal 21 al 25 settembre”. conclude l'ad.
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Soteu 2026, Casini: ‘Europa più autonoma su energia, difesa e commercio. Ora risorse e mercato unico’
(Adnkronos) – Un’Europa più autonoma sul piano energetico, della sicurezza e del commercio internazionale, ma che per trasformare questa autonomia in una vera capacità d’azione deve ancora sciogliere nodi fondamentali: dalle risorse del prossimo bilancio europeo alla frammentazione del mercato unico, dagli investimenti tecnologici alla difesa comune. E che sul digitale dovrà trovare un equilibrio sempre più delicato tra innovazione e protezione dei cittadini, a partire dai minori. È il quadro tracciato da Claudio Casini, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, intervistato durante la diretta Adnkronos dedicata allo State of the Union 2026, alla vigilia del discorso con cui Ursula von der Leyen definirà a Strasburgo le priorità della Commissione per il futuro. L’appuntamento arriva dodici mesi dopo un intervento nel quale la presidente aveva messo al centro la necessità per l’Europa di rafforzare la propria indipendenza e la propria capacità di agire in un contesto internazionale sempre più competitivo. È proprio attraverso la lente dell’autonomia che va letto il lavoro europeo dell’ultimo anno. “L’anno scorso la presidente ha aperto il discorso parlando della lotta dell’Unione europea per la propria sopravvivenza, per la propria libertà e per la democrazia”, ricorda Casini. Da allora Commissione e Unione europea hanno lavorato su più fronti per rafforzare autonomia e indipendenza. Tre, in particolare, i settori nei quali il cambiamento appare più evidente. Il primo è l’energia. "L’Unione si è progressivamente allontanata dalle fonti fossili russe, mentre le rinnovabili prodotte in Europa rappresentano ormai una quota vicina alla metà della produzione elettrica. Un passaggio che non ha soltanto una dimensione climatica, ma riguarda direttamente la sicurezza e l’autonomia strategica europea". Il secondo terreno è quello della difesa e della sicurezza. "Readiness 2030 e il programma Safe hanno aperto una nuova fase, con i primi programmi nazionali già approvati e una crescente attenzione agli acquisti comuni e alla produzione europea, a dimostrazione del buon funzionamento di questo programma". Il terzo pilastro è il commercio internazionale, materia nella quale la Commissione dispone di competenza esclusiva e sulla quale nell’ultimo anno Bruxelles ha impresso una forte accelerazione, ampliando accordi e partnership per ridurre le dipendenze e diversificare mercati e fornitori. “Questi tre settori sono quelli in cui forse è più evidente lo sviluppo dell’autonomia e dell’indipendenza”, spiega il capo rappresentanza. Il commercio diventa così una componente della stessa autonomia strategica europea. Negli ultimi mesi Bruxelles ha accelerato sul fronte degli accordi con Mercosur, India, Australia, Indonesia e altri partner, mentre un ruolo particolare è destinato al Canada, con il premier Mark Carney ospite d'onore del Soteu mercoledì e pronto a rivolgersi direttamente a tutto l'emiciclo giovedì. Ottawa e Bruxelles partono già da una relazione economica molto avanzata attraverso il Ceta, che ha portato all’abbattimento della quasi totalità dei dazi, mentre negli anni si è sviluppata una collaborazione sempre più stretta anche sulla sicurezza e sulle nuove tecnologie. Il rapporto con il Canada si sta estendendo inoltre al terreno della difesa (è l'unico paese extra-Ue che può partecipare agli appalti europei) e rappresenta un esempio concreto della strategia europea di diversificazione. “L’Unione europea deve staccarsi da dipendenze troppo limitate”, sottolinea Casini. Dipendere da pochi partner può infatti trasformarsi rapidamente in un fattore di vulnerabilità se questi modificano la propria politica. Da qui l’obiettivo di “differenziare il più possibile gli accordi e le partnership, così da avere una maggiore autonomia in futuro. Va ricordato poi che l'Italia è uno dei paesi che più beneficia di questi accordi. E' da poco diventato il quarto paese esportatore al mondo, e le imprese italiane potranno accedere più facilmente a mercati enormi e in grande crescita". È in questa chiave che si inserisce anche il rafforzamento del rapporto politico con Ottawa, con il primo ministro canadese Mark Carney atteso a Strasburgo nei giorni dello State of the Union. Ma l’autonomia europea ha un costo. Difesa, tecnologia, sicurezza, energia, innovazione e competitività richiedono investimenti crescenti, mentre nel prossimo ciclo finanziario peseranno anche gli impegni legati al rimborso di NextGenerationEU. Il punto di partenza è netto: “È impossibile chiedere all’Unione europea di avere più competenze e di rafforzarsi sulla sicurezza e su altri settori senza poi darle le risorse. La proposta della Commissione per il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2035 punta proprio a rafforzare il bilancio comune, portandolo nell’ordine dei 2.000 miliardi di euro. Circa 860 miliardi sarebbero destinati ai programmi nazionali e regionali e circa 450 miliardi alla competitività". Il negoziato, però, si annuncia complesso. Il bilancio europeo deve essere deciso all’unanimità dagli Stati membri e successivamente approvato dal Parlamento europeo, mentre diverse capitali chiedono di contenere la crescita della spesa. La speranza della Commissione è che, oltre alle posizioni negoziali iniziali, prevalga la consapevolezza della necessità di mettere Bruxelles nelle condizioni di svolgere le funzioni che le vengono affidate. Un ruolo dovranno avere anche le risorse proprie, cioè entrate direttamente destinate al bilancio europeo, che la Commissione propone di rafforzare. L’altra lezione degli ultimi anni riguarda la flessibilità. La pandemia ha mostrato quanto sia difficile reagire a una crisi improvvisa quando il bilancio è già rigidamente programmato per sette anni. Per questo nel prossimo Qfp vengono previsti maggiori margini per rispondere a eventi non previsti senza dover ogni volta costruire nuovi strumenti attraverso lunghi negoziati tra i governi. Per l’Italia il 2026 è soprattutto l’anno conclusivo del Pnrr. E il giudizio sull’attuazione è positivo. “Credo che nessuno si aspettasse una tale attuazione ad oggi del Pnrr”, con la nona rata già pagata e la decima e ultima in fase di esame, ricorda Casini. Ma il successo del Piano non può essere misurato soltanto sulla quantità di risorse spese. La valutazione deve riguardare anche “l’impatto economico” e, soprattutto, le riforme associate agli investimenti. Proprio questo collegamento rappresenta una delle principali innovazioni introdotte da NextGenerationEU. Il capo della Rappresentanza richiama la giustizia, con la riduzione dell’arretrato e dei tempi dei procedimenti, ma anche gli interventi su istruzione, appalti, pubblica amministrazione ed energia, compresa la semplificazione delle autorizzazioni per le rinnovabili. “Uno dei grandi effetti positivi è il fatto che le riforme erano associate agli investimenti e quindi alla fine sono state fatte”. La seconda grande innovazione del Pnrr riguarda il metodo. Le risorse europee non sono state erogate semplicemente sulla base della spesa effettuata, ma al raggiungimento di obiettivi e traguardi concordati. È il modello di milestone e target, sul quale la valutazione della Commissione è positiva. Un sistema che “spinge a una progettazione molto rigorosa nei tempi degli investimenti” e che potrebbe diventare uno degli elementi della discussione sui futuri strumenti finanziari dell’Unione. L’eredità del Pnrr, quindi, non è destinata necessariamente a esaurirsi con l’ultima rata italiana. Una parte del suo modello di governance, controllo ed erogazione dei fondi può entrare stabilmente nel modo in cui Bruxelles costruisce le proprie politiche di investimento. Un altro grande dossier destinato a occupare il discorso sullo Stato dell’Unione è quello della competitività. La Commissione rivendica di aver fatto proprie molte delle indicazioni contenute nel rapporto di Mario Draghi. “La presidente von der Leyen cita Draghi molto spesso” e i tre grandi assi indicati dall’ex presidente della Bce sono diventati centrali nell’agenda europea. "Colmare il divario nell’innovazione tecnologica, conciliare decarbonizzazione e competitività e ridurre le dipendenze strategiche coincidono infatti con i pilastri della Bussola per la competitività". C’è poi la questione dei capitali. Una parte consistente del risparmio europeo viene investita sui mercati statunitensi anziché finanziare la crescita delle imprese dell’Unione. Da qui la proposta per l’Unione dei risparmi e degli investimenti, concepita per sviluppare il mercato europeo dei capitali e convogliare maggiori risorse verso aziende e investimenti europei. Accanto al rapporto Draghi c’è quello di Enrico Letta sul mercato unico. Il paradosso europeo è evidente: “Abbiamo imprese molto innovative, molto all’avanguardia e di grande qualità, lavoratori di grande qualità. Abbiamo i capitali perché abbiamo un grande risparmio degli europei. Però non siamo ancora in grado di mettere tutto questo insieme”, dice Casini. È proprio la frammentazione del mercato interno uno dei maggiori ostacoli alla competitività europea. La priorità diventa quindi eliminare le barriere ancora esistenti e consentire alle imprese di operare su una scala realmente continentale, con l’obiettivo politico di arrivare alla piena realizzazione del mercato unico entro la fine del 2027. "A questo si aggiunge il capitolo della semplificazione normativa. La Commissione ha presentato dodici pacchetti omnibus, alcuni dei quali già approvati, con l’obiettivo di ridurre del 25% gli oneri amministrativi entro il 2029". Secondo le stime indicate durante l’intervista, gli interventi già approvati potrebbero produrre risparmi per circa 14 miliardi di euro, mentre a regime la riduzione complessiva degli oneri per le imprese potrebbe raggiungere circa 37 miliardi. La sfida, insomma, non è soltanto finanziare di più l’economia europea, ma fare in modo che capitale, innovazione e imprese possano muoversi con minori ostacoli all’interno del continente. Anche la politica di difesa europea ha cambiato passo. Fino a pochi anni fa il tema occupava uno spazio limitato nell’attività della Commissione. Oggi esiste un commissario europeo con una responsabilità specifica sulla difesa, mentre Readiness 2030 e Safe hanno portato Bruxelles direttamente nel dibattito sulla capacità industriale e sugli investimenti militari. Una forma di integrazione esiste già, ma l’obiettivo è rafforzarla soprattutto attraverso gli acquisti comuni. Con Safe gli appalti devono essere realizzati il più possibile insieme dagli Stati membri e devono favorire le produzioni europee. Una politica che serve sia a migliorare l’efficienza della spesa sia “a proteggere e favorire l’industria europea, che è molto forte in questo campo, e anche l’industria italiana”. Su forme ancora più avanzate di integrazione il capo della Rappresentanza invita invece ad attendere gli sviluppi futuri. Ma una cosa appare ormai acquisita: la difesa “sarà sempre più al centro dell’attenzione della Commissione europea”. La ricerca dell’autonomia strategica passa inevitabilmente anche dalla tecnologia. L’Europa sta aumentando gli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, capacità di calcolo, fabbriche e gigafactory, ma contemporaneamente continua a rivendicare il proprio modello regolatorio. Le due dimensioni non vengono considerate necessariamente in contraddizione. "È lo stesso dilemma affrontato più in generale nel digitale attraverso il Digital Services Act e il Digital Markets Act: da una parte garantire lo sviluppo tecnologico, dall’altra proteggere cittadini e imprese. Cerchiamo di combinare le due esigenze”, cioè “da una parte lo sviluppo tecnologico, dall’altra la protezione degli utenti”. Le sanzioni già comminate nell’ambito della legislazione europea sulle piattaforme dimostrano, nella lettura della Commissione, la volontà dell’Ue di far rispettare le proprie regole anche nei confronti dei grandi operatori internazionali. È sui minori che il rapporto tra tecnologia e regolazione diventa però più delicato. Nel precedente State of the Union von der Leyen aveva richiamato l’esperienza australiana e annunciato la creazione di un gruppo di esperti sul rapporto tra minori e piattaforme digitali. Quel panel è stato costituito e ha presentato nei mesi scorsi le proprie raccomandazioni. Ora Bruxelles prepara il passo successivo. La presidente ha già indicato la necessità di un limite di età per l’accesso ai social network. E la soluzione, secondo Casini, dovrebbe essere europea, non affidata a 27 regole nazionali differenti. “Sarebbe opportuno che fosse a livello europeo e non a livello di ognuno degli Stati membri. Ma la questione non può essere scaricata soltanto sulle famiglie. Siamo tutti molto attenti a proteggere i nostri figli nella vita reale, ma forse c’è meno attenzione quando vivono online”, mentre molti ragazzi trascorrono quotidianamente ore sulle piattaforme, esposti a meccanismi progettati per prolungarne l’utilizzo. Per questo “dobbiamo imporre qualcosa alle piattaforme, non ai genitori”: la responsabilità non può ricadere soltanto sui ragazzi e sulle loro famiglie, ma anche “su chi produce queste piattaforme”, che deve creare sistemi capaci di evitare i danni. “I ragazzi, soprattutto i bambini, hanno bisogno di vivere nella realtà e non di essere influenzati dagli algoritmi. Questa è una cosa che non possiamo accettare come Unione europea, come cittadini e come genitori”.
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