BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha attribuito a Mosca la responsabilità del “tentato attacco con droni” all’aeroporto di Lipsia. “Nel loro insieme, le indagini di polizia, le modalità dell’attacco e i risultati dell’intelligence indicano una responsabilità russa per il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia”, ha dichiarato il ministro in un punto stampa a Berlino, secondo quanto rilancia il quotidiano Bild. “Il governo tedesco conclude pertanto che la Russia è responsabile dell’attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto”, ha aggiunto. “Non consideriamo Lipsia un evento isolato, ma lo vediamo in relazione ad altre azioni ibride”, ha ancora detto il ministro.
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Ministro Interno Germania “Russia responsabile dei droni a lipsia”
Tor Vergata, al via nuovo anno per studenti di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria
(Adnkronos) – Si è tenuta oggi l’inaugurazione del nuovo anno per gli studenti e le studentesse di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria. Un appuntamento importante nel giorno d’inizio delle lezioni del semestre filtro 2026-2027 all’università di Roma Tor Vergata. Tre corsi di laurea, un semestre comune e tre discipline da affrontare: biologia, chimica e fisica. Prende così avvio un percorso intenso, che metterà alla prova preparazione e motivazione. Un passaggio selettivo, ma anche un tempo decisivo per comprendere e rafforzare la propria scelta. Ad accogliere i nuovi iscritti sono stati il rettore Nathan Levialdi Ghiron e Roberto Bei, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia. Sono intervenuti Leonardo Emberti Gialloreti, coordinatore del corso di laurea in Medicina e chirurgia; Marco Gargari, coordinatore del corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria; Eleonora Candi, coordinatrice del corso di laurea in Medicina veterinaria, e Cinzia Niolu, delegata del rettore alla Salute e al benessere psicologico di tutta la comunità accademica. "Siamo felici che abbiate scelto l’università di Roma Tor Vergata per questo primo periodo della vostra formazione universitaria – ha dichiarato il rettore Levialdi Ghiron -. Voi studenti siete la nostra ragione di esistenza. L’università non è soltanto il luogo in cui si acquisiscono nozioni, ma una comunità in cui si cresce insieme, si fanno nuove esperienze e si impara a comprendere la realtà. Il mio augurio è che questo semestre non sia vissuto soltanto come un momento di selezione, ma soprattutto come un’occasione di crescita e di consapevolezza, capace di confermare la vostra scelta e rafforzarne la motivazione. Noi siamo qui per accompagnarvi in questo percorso. Auguri a tutti e benvenuti nel nostro Ateneo". Il semestre – informa una nota dell'Ateneo – si apre con biologia, chimica e fisica. Tre discipline che costituiscono il vocabolario scientifico necessario per affrontare gli insegnamenti successivi e comprendere la cellula e i suoi meccanismi, i metabolismi, il movimento dei fluidi corporei e i principi alla base delle moderne indagini diagnostiche. "Quello che avete iniziato è un percorso importante, che richiede studio quotidiano, rigore, disciplina e resilienza – ha sottolineato il preside Roberto Bei –. Le professioni che avete scelto non ammettono incertezze né inappropriatezza nel modo di agire. Sarà un percorso di sacrifici, ma sarete ripagati quando potrete curare una persona o un animale. Questa sarà la ricompensa più grande della vostra vita professionale. Siate curiosi, studiate e abbiate sempre rispetto per la scienza". A unire Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è anche il paradigma della One Health, fondato sulla stretta relazione tra la salute delle persone, quella degli animali e l’equilibrio degli ecosistemi. Il medico deve riconoscere l’essere umano come parte di un ambiente complesso; il medico veterinario deve comprendere quanto la salute animale incida su quella umana; l’odontoiatra deve considerare la cavità orale all’interno dell’equilibrio dell’intero organismo. Durante la mattinata – informa la nota – la professoressa Cinzia Niolu ha presentato alle future matricole il progetto Pro-Ben dedicato al benessere psicofisico, all’inclusione e alla crescita personale degli studenti, per affrontare lo stress, riconoscere le difficoltà e trovare un equilibrio tra studio, relazioni e cura di sé, sottolineando anche il ruolo attivo dello Sportello PTV per studenti e studentesse, servizio gratuito di valutazione e ascolto curato dalle strutture di Psichiatria e psicologia clinica del Policlinico Tor Vergata (sportellostudenti@uniroma2.it). Dalla Niolu, un ulteriore invito a incontrarsi presto e a fare gruppo con 'Lonely Together Live', il programma di tre serate musicali in calendario il 9, 10 e 11 ottobre 2026 presso il Parco del Maut, il Museo archeologico universitario di Roma Tor Vergata, recentemente inaugurato. Musica house, indie, pop e rap accompagneranno gli appuntamenti pensati per accogliere gli studenti e contrastare la solitudine, con un’attenzione particolare ai fuori sede. Durante il semestre 2026-2027 la didattica è articolata in modalità mista: è possibile scegliere se frequentare online oppure in presenza le lezioni nel turno mattutino o pomeridiano, che saranno identiche per contenuti offerti. Da ottobre in poi – conclude la nota – le lezioni si terranno invece esclusivamente online in un unico turno, dalle 8 alle 14. Alla fine del semestre saranno gli esami a valutare la preparazione. Nel frattempo, alle studentesse e agli studenti spetta una prova più profonda: comprendere fino in fondo la scelta compiuta e trovare nella conoscenza, nelle relazioni e nella vita universitaria le ragioni per portarla avanti. Da oggi, la scelta diventa percorso.
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Alessandro Di Battista, neurochirurgo italiano a Miami: “Potrebbe venire qui, invece, che tornare in aereo a Roma”
(Adnkronos) – Alessandro Di Battista "potrebbe venire da noi a Miami al Baptist Hospital, siamo vicinissimi a Cuba, ed evitare un volo lungo da L'Avana a Roma". A parlare con l'Adnkronos Salute è Italo Linfante, direttore della Neuroradiologia interventistica del Miami Neuroscience Center-Baptist Health di Miami, professionista italiano da molto tempo in forze negli Usa. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia dall’Università di Roma La Sapienza e tre anni di specializzazione in Neurologia ha lasciato l'Italia da trent'anni grazie a una borsa di studio ai National Institutes of Health di Bethesda. "Abbiamo comunque gli Emergency Medical Services (Ems) che possono trasportare in elicottero anche pazienti in coma o intubati da altri ospedali. Lo facciamo spessissimo perché siamo un centro di riferimento per l'ictus. Arrivano spesso pazienti dalle Bahamas, da Panama, dal Nicaragua, che in generale sono anche più lontani di Cuba. Il processo di transfer da noi deve essere richiesto dall'ospedale che ha il paziente in trattamento. Il viaggio di ritorno verso l'Italia è lungo, noi siamo disponibili se necessario". Secondo quanto riportato da 'Il Fatto Quotidiano', dopo un consulto tra medici italiani e cubani, l'ex parlamentare, che è vigile dopo il malore avuto, potrebbe tornare in Italia con una aeroambulanza nei prossimi giorni. "E' un paziente giovane con un esordio improvviso di cefalea severa e perdita di conoscenza – osserva Linfante – sembra essere una classica emorragia subaracnoidea da aneurisma cerebrale che ha sanguinato. In questi casi l'aneurisma va riparato in urgenza immediata, in genere per via endoscolare come facciano noi. Bisogna anche inserire un Evd (External Ventricular Drain) per asportare il sangue e diminuire l'aumento di pressione intracranica, dovuta al sanguinamento. Faccio – aggiunge – questo lavoro da 30 anni, ho trattato oltre 1.000 aneurismi cerebrali per via endovascolare. Qui al Baptist ne trattiamo 170-200 l'anno, quindi si può intervenire assolutamente. Speriamo che non sia qualcos'altro. Il direttore del Miami Neuroscience Institute – che è anche il mio capo – è Michael McDermott, viene dalla migliore scuola di neurochirurgia degli Usa, ha più di 500 lavori pubblicati".
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Farmaceutica, Novartis nomina Federico Mambretti Country President per l’Italia
(Adnkronos) – Novartis annuncia la nomina di Federico Mambretti a Country President per l’Italia, con effetto dal oggi primo settembre. Nel nuovo ruolo, guiderà l’organizzazione italiana dopo una consolidata esperienza internazionale e il più recente incarico di Country President per il Belgio e il Lussemburgo. La nomina di Mambretti – informa la farmaceutica in una nota – arriva in un momento cruciale, in cui innovazione, ricerca e capacità di attrarre investimenti rappresentano leve decisive per il futuro della salute e della crescita del sistema Paese. Mambretti succede a Valentino Confalone, che ha guidato con successo Novartis Italia negli ultimi quattro anni, durante i quali l’azienda ha consolidato il proprio percorso di crescita e innovazione. Mambretti porta nel nuovo ruolo un’esperienza ampia e diversificata, maturata in differenti mercati, settori e aree terapeutiche. Nel suo più recente incarico, ha guidato Novartis in Belgio e Lussemburgo, contribuendo alla crescita dell’organizzazione, al rafforzamento del dialogo con gli attori del sistema salute e alla promozione di un accesso più rapido all’innovazione. Il suo percorso comprende esperienze nel settore farmaceutico, medtech, consumer e nella consulenza manageriale. “Tornare in Italia significa tornare alle mie radici e a un sistema sanitario che conosco e rispetto profondamente – ha dichiarato Mambretti – Assumo questo incarico in un momento cruciale per l’innovazione in sanità, con l’impegno di rendere i nostri trattamenti sempre più accessibili ai pazienti italiani in modo equo e tempestivo. La mia priorità sarà rafforzare la collaborazione con istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti, affinché il valore dell'innovazione possa tradursi sempre più rapidamente in benefici concreti per i pazienti e per il sistema salute”. Novartis in Italia continuerà a focalizzarsi sullo “sviluppo di innovazioni scientifiche che rispondano ai bisogni reali delle persone, puntando a renderle disponibili in modo tempestivo, equo e appropriato”, continua la nota. In un contesto di sfide sanitarie sempre più complesse, l’azienda intende collaborare con istituzioni, comunità scientifiche, professionisti sanitari e associazioni di pazienti per rafforzare la sostenibilità e l’evoluzione del sistema salute. “Grazie alla leadership consolidata in ambito medico-scientifico e a un approccio pionieristico nelle aree a più elevato bisogno non soddisfatto”, la farmaceutica mira a portare avanti “modelli di accesso innovativi e basati sul valore, sostenuti da tecnologie avanzate e intelligenza artificiale, per ridurre le disuguaglianze territoriali, ottimizzare le risorse cliniche e accelerare i percorsi di cura. Dall’oncologia al cardiovascolare, dall’immunologia alle neuroscienze, l’azienda mette a disposizione le proprie competenze scientifiche e capacità tecnologiche per fare la differenza nella vita dei pazienti. Questo impegno sarà supportato dallo sviluppo delle persone e da una cultura che promuove collaborazione, empowerment e spirito di innovazione”.
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Cina, spettatori in crescita al box office estivo per il secondo anno di fila
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La stagione cinematografica estiva del 2026 in Cina si è conclusa ieri con incassi complessivi al box office pari a quasi 12,5 miliardi di yuan (1,84 miliardi di dollari USA), in lieve aumento rispetto ai circa 12 miliardi di yuan dell’anno precedente. Si tratta del secondo anno consecutivo di crescita per il periodo giugno-agosto, secondo i dati dell’Amministrazione cinematografica cinese.
Le presenze sono salite a circa 340 milioni, in aumento rispetto ai 321 milioni del 2025 e ai 284 milioni del 2024.
Sebbene questi dati rimangano ancora ben al di sotto del record della stagione estiva 2023, che aveva registrato un incasso pari a 20,6 miliardi di yuan e 504 milioni di spettatori, gli osservatori del settore considerano la qualità e la varietà della programmazione cinematografica di quest’anno un punto di forza, dopo diverse stagioni poco brillanti.
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Tronchon vince in volata la 10^ tappa della Vuelta, Mas resta leader
ROMA (ITALPRESS) – Bastien Tronchon (Groupama-FDJ United) conquista la decima tappa della Vuelta 2026. Il 24enne corridore francese la spunta nel volatone finale della Alcaraz-Elche de la Sierra di 184,7 chilometri. Seconda posizione per il danese della Uno-X-Mobility Magnus Cort Nielsen, terza e quarta piazza per i belgi Thibau Nys (Lidl-Trek) e Wout van Aert (Team Visma|Lease a Bike). Quinto e migliore degli italiani Alessandro Romele (XDS Astana Team). Per Tronchon si tratta del primo centro stagionale, il terzo in carriera. Nessun ribaltone in classifica generale, con lo spagnolo Enric Mas (Movistar), in maglia rossa dopo il ritiro di Tadej Pogacar, che conserva oltre un minuto di margine sull’altro sloveno Primoz Roglic (Red Bull-Bora Hansgrohe) e sull’austriaco Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team). Domani la Vuelta prosegue con l’undicesima frazione, la Cartagena-Lorca di 153,8 chilometri.
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Lavoro: i pregiudizi anagrafici possono costare caro alle imprese, ecco perché
(Adnkronos) – Le imprese italiane cercano risorse che sul mercato non ci sono, ma continuano a escludere i candidati più esperti a causa dell’età. È quanto emerge, in sintesi, dall’ultima indagine – che fotografa quello che accade in Italia, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Lussemburgo – della Confederazione europea Ecssa-European Confederation of Search & Selection Associations. I dati evidenziano una forte anomalia nel nostro Paese: la mancanza di candidati idonei si concentra sia tra i giovani under 30 sia nella fascia centrale dei 35-45enni: per il 47% dei selezionatori italiani, infatti, sono i candidati più difficili da reperire sul mercato. Questo scenario si differenzia nettamente dal resto d’Europa, dove la carenza colpisce in modo quasi esclusivo i profili a metà carriera (con una media europea di sofferenza che sale al 73% per i 35-45enni). L'Italia si trova quindi in una posizione unica e complessa che la porta a fare i conti con la scarsità di profili junior, ma anche con il vuoto di figure professionali già formate. E anche dal punto di vista dei lavoratori italiani la situazione non è semplice: la fascia dei professionisti tra i 35 e i 45 anni sperimenta, infatti, difficoltà d'ingresso o ricollocamento molto più alte rispetto ai colleghi europei. Il 35% dei selezionatori italiani rileva barriere significative per questa categoria, a fronte di una media europea in cui i mid-career sono considerati la fascia più protetta del mercato. “I dati della ricerca Ecssa – precisa Valerie Schena Ehrenberger, presidente di Ecssa e Ceo di Valtellina Lavoro, società di ricerca e selezione di personale – fotografano un mercato del lavoro italiano penalizzato da barriere anagrafiche che sembra difficile abbattere. C'è un evidente corto circuito culturale: le aziende cercano disperatamente profili nella fascia 35-45 anni, che sul mercato scarseggiano, ma al tempo stesso continuano a porre limiti d'età che penalizzano i professionisti over 55. In un Paese come il nostro, e come il resto d’Europa, caratterizzato da un progressivo invecchiamento demografico, l'inclusione generazionale e il superamento dei bias in fase di selezione non sono più solo una scelta etica, ma una leva di competitività economica non più rimandabile per la sopravvivenza stessa delle imprese”. Per i professionisti over 55, l'accesso al mercato rimane la sfida più complessa: il 47% degli head hunter italiani concorda sul fatto che questa classe d'età affronti gli ostacoli maggiori per essere inserita in azienda. C’è, però, un aspetto positivo: l’Italia si posiziona al primo posto in Europa (insieme alla Francia) per il tasso di cambiamento positivo nella percezione dei profili senior. Il 55% degli intervistati rileva, negli ultimi anni, una crescente apertura da parte del management aziendale verso i lavoratori con maggiore esperienza che, finalmente, vengono apprezzati per la loro stabilità, l’affidabilità e la capacità di mentoring e di trasferire competenze ai colleghi più giovani. Mentre le dinamiche demografiche continuano a trasformare i mercati del lavoro in tutta Europa, i modelli di carriera tradizionali stanno diventando sempre più obsoleti, soprattutto per i candidati più giovani. L'aumento dell'aspettativa di vita, l'evoluzione delle competenze richieste e il cambiamento dei valori professionali stanno dando vita a percorsi di carriera più dinamici e non lineari. "La longevità – aggiunge Valerie Schena Ehrenberger – sta modificando radicalmente i percorsi di carriera che, oggi, non si articolano più in formazione-lavoro-pensionamento, ma sono caratterizzati da apprendimento continuo, riqualificazione costante delle competenze, mentoring e cambiamento. Non dobbiamo, quindi, cercare di capire come sostituire le generazioni in azienda, ma come mettere in relazione competenze, esperienze e potenzialità lungo tutto l'arco della vita, professionale e non. Ci si aspetta che i professionisti più giovani portino nuove prospettive, dimestichezza con il digitale e agilità, mentre i dipendenti più esperti contribuiscano con competenze approfondite, capacità di giudizio, resilienza e attitudine al mentoring. Solo le aziende che sapranno cogliere il meglio da ciascuna generazione riusciranno ad affrontare, con successo, la carenza di talenti, ma anche migliorare le performance e rafforzare la propria competitività nel lungo periodo”. Dall'indagine emerge un problema culturale critico: il nostro Paese detiene il primato europeo per frequenza di richieste (esplicite o implicite, ma anche illegali) legate all'età dei candidati. In particolare, il 37% dei rispondenti conferma indicazioni di limiti di età rigidi nei mandati di ricerca e al 38% vengono richiesti espressamente professionisti giovani e dinamici ad alto potenziale. “Scardinare queste rigidità immotivate – avverte Valerie Schena Ehrenberger – è uno dei compiti più difficili per le società di ricerca e selezione che, in questo senso, giocano un ruolo strategico anche di educazione. I numeri lo confermano: nel 72% dei casi, infatti, i consulenti della ricerca e selezione in Italia scelgono di approfondire ed esplorare le reali motivazioni dei clienti per guidarli verso scelte più inclusive e basate sulle reali competenze, tralasciando il vincolo anagrafico che, nella maggior parte dei casi, non è rilevante”. Nonostante la coesistenza di quattro o cinque generazioni nella stessa organizzazione sia una realtà quasi inevitabile, i modelli strutturati di collaborazione intergenerazionale sono ancora prevalentemente circoscritti in tutta Europa. In Italia, la presenza di tali modelli viene definita limitata dal 57% delle persone intervistate e la convivenza tra diverse generazioni si limita ai team misti per età (57% dei casi) e ai programmi di tutoraggio (29%). Questi programmi si sviluppano principalmente all'interno delle grandi organizzazioni strutturate (55%), mentre nelle pmi, ad oggi, si riscontra una minore formalizzazione delle politiche di inclusione generazionale, sebbene le dinamiche di collaborazione informale siano relativamente presenti (18%). Le principali barriere che frenano lo sviluppo di team multi-generazionali nel nostro paese rimangono i pregiudizi culturali (33%), il presunto gap di competenze digitali (25%) e i divari retributivi (25%). “Far coesistere e collaborare generazioni diverse all'interno della stessa organizzazione – conclude Valerie Schena Ehrenberger – sarà la sfida dei prossimi anni. Sebbene i modelli strutturati e formalizzati siano ancora troppo limitati soprattutto nelle pmi, dobbiamo impegnarci per abbattere quelle barriere che frenano una convivenza decisamente proficua. Integrare l'affidabilità e l'esperienza dei senior con l'energia dei profili junior rappresenta l'unica strada percorribile per garantire il passaggio di competenze e la continuità aziendale. Per fortuna, le aziende stanno iniziando a comprendere il valore immenso che i professionisti con maggiore esperienza portano in termini di stabilità, lealtà e capacità di guida. Il nostro compito ora è accelerare questo cambiamento, aiutando il management a superare le ultime resistenze e a vedere la diversità non come un ostacolo gestionale, ma come una straordinaria leva di innovazione e crescita perché il talento non ha scadenza”.
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Milano, Calabresi dà le dimissioni da Chora Media. Pronto a candidarsi a sindaco
MILANO (ITALPRESS) – Il giornalista Mario Calabresi sarebbe pronto a candidarsi a sindaco di Milano. L’ex direttore de La Stampa e Repubblica avrebbe già comunicato ai colleghi le proprie dimissioni dall’incarico di direttore editoriale di Chora Media e dalla presidenza del Consiglio di amministrazione di Be Water Content, il gruppo che comprende Chora e Will Media. Le dimissioni, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sarebbero legate alla volontà di ufficializzare la sua candidatura alle prossime elezioni comunali di Milano, un’ipotesi di cui si parla ormai da diversi mesi. “Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione. Chora è stata una casa ma anche la mia terza figlia. Un’avventura straordinaria”. Lo scrive sui social il giornalista Mario Calabresi. “La lascio quando va benissimo: è solida, piena di energie, di idee, continua a crescere, è in buone mani e da questa settimana ha una bellissima sede sul Naviglio. Lascio perchè sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova”, aggiunge, sottolineando poi: “Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme, alla visione che ho condiviso ogni giorno con Guido Brera, che non ha mai smesso di crederci, alla squadra di persone eccezionali con cui ho lavorato, alla libertà totale che abbiamo avuto”. “Resterà sempre la mia casa e anche se oggi mi sono dimesso da direttore e non sono più socio – conclude Calabresi -. La prossima settimana farò ancora una volta la rassegna Seietrenta, un paio di puntate di Altre/Storie americane e il Festival di Future4cities a Torino. Buona vita Chora, Will e Cronache, sarete sempre nel mio cuore”. (ITALPRESS).
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Ucraina, Kallas “Attacchi ibridi dalla Russia per dissuaderci”
WICKLOW (IRLANDA) (ITALPRESS) – La Russia conduce “attacchi ibridi” in Europa per dissuadere i Paesi Ue dal sostenere l’Ucraina. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, in un punto stampa al termine della riunione informale dei ministri della Difesa dell’Ue a Wicklow, in Irlanda. “Ma non ci riuscirà”, ha aggiunto Kallas. “Al contrario, aumenteremo il nostro sostegno e investiremo nella nostra difesa”, ha sottolineato. “Stiamo anche pianificando le sanzioni più severe di sempre contro la Russia: questo è il modo migliore per fermare Putin”, ha concludeo.
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Mostra Venezia, al lido 1 settimana in casa vacanza supera 3.300 euro, Jesolo e Sottomarina tra alternative
(Adnkronos) – Quando si accendono i riflettori sul red carpet, a salire non è soltanto l'attesa per film, star e première. Nei giorni della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre, la forte concentrazione di visitatori, addetti ai lavori e appassionati accende anche la ricerca di un alloggio. E per chi vuole assistere alla manifestazione, dormire nel cuore dell'evento può avere un costo importante. A fotografare il divario è Gruppo Tempocasa, che ha analizzato i valori degli affitti brevi sulla base delle indicazioni raccolte dalla rete locale, prendendo come riferimento la settimana dal 5 al 12 settembre e mettendo a confronto l'offerta del Lido di Venezia con Lido di Jesolo e Sottomarina. Il quadro restituisce differenze significative. Nella settimana analizzata, il prezzo medio di una casa vacanza al Lido di Venezia raggiunge i 478 euro a notte. Spostandosi sul litorale, la cifra scende a 233 euro a notte a Lido di Jesolo e a 163 euro a Sottomarina. I valori fotografano il livello complessivo dell'offerta disponibile e comprendono tipologie differenti, dai monolocali agli appartamenti con una o più camere. Dimensioni, numero di posti letto, posizione e servizi incidono sulla richiesta finale: il confronto non rappresenta quindi il costo dello stesso immobile nelle tre destinazioni, ma permette di osservare il diverso livello dei prezzi dell'offerta presente sul mercato nella medesima settimana. In termini percentuali, la distanza è evidente: rispetto al Lido, il costo medio dell'alloggio risulta inferiore di circa il 51% a Jesolo e del 66% a Sottomarina. Ipotizzando un soggiorno di una settimana intera, con check-in il 5 e check-out il 12 settembre, il budget teorico supera così i 3.300 euro al Lido di Venezia, mentre si attesta intorno ai 1.630 euro a Lido di Jesolo e ai 1.140 euro a Sottomarina. Una differenza che, nell'arco di sette notti, può quindi arrivare a oltre 2.200 euro. "Jesolo ha un mercato turistico autonomo e consolidato. Un appuntamento internazionale di queste dimensioni può però portare le persone a considerare il territorio in maniera più ampia. C'è chi sceglie Venezia perché vuole essere nel cuore dell'evento e chi è disposto a spostarsi per contenere il budget o per costruire un soggiorno diverso, magari abbinando cinema e mare. E' soprattutto per questo secondo pubblico che Jesolo può diventare interessante", spiegano Lucas Scuderi e Cristiano Elia D’Angeli, titolari dell'agenzia Tempocasa di Jesolo-Lido/Ovest. "Durante un appuntamento di questa portata la ricerca dell'alloggio tende naturalmente ad ampliarsi, soprattutto quando si allungano i giorni di permanenza e il budget diventa una componente importante della scelta. Sottomarina può intercettare chi è disposto a organizzare diversamente gli spostamenti in cambio di una spesa più contenuta e, allo stesso tempo, vuole approfittare degli ultimi giorni d'estate", commentano Emanuele Montefusco e Matteo Gibin, titolari dell'agenzia Tempocasa di Chioggia-Sottomarina. La Mostra del Cinema finisce così per allargare idealmente la geografia della ricerca dell'alloggio oltre il Lido. Jesolo e Sottomarina possono entrare nel radar di chi mette al primo posto il budget e accetta di organizzare diversamente gli spostamenti. Perché se il red carpet resta a Venezia, nei giorni della Mostra la ricerca di un posto dove dormire può spingersi ben oltre i confini del Lido.
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)