(Adnkronos) – Si sono riuniti oggi gli organi delle associazioni di area arredo di FederlegnoArredo, chiamati a rinnovare i propri vertici per il quadriennio 2026-2030. Denise Archiutti (Veneta Cucine Spa) è stata eletta presidente di Assarredo, raccogliendo il testimone da Maria Porro. Mattia Fiorindo (Fima Carlo Frattini Spa) è il nuovo presidente di Assobagno, dopo il mandato di Elia Vismara. Nicola Franceschi (Aresline Spa) assume la presidenza di Assufficio, succedendo a Gianfranco Marinelli. Marco Fogarolo (Fogarolo Allestimenti Srl) è stato confermato alla guida di Asal-Assoallestimenti. Paolo Montanaro (MV Line Spa) assume la presidenza di Assotende, raccogliendo il testimone da Gianfranco Bellin. Carlo Urbinati (Foscarini Spa) è stato eletto per il secondo mandato alla presidenza di Assoluce. Con il rinnovo delle presidenze dell’area arredo, dopo quelle dell’area legno concluse prima della pausa estiva, si completa il quadro delle nuove governance associative di FederlegnoArredo in vista del prossimo mandato di Presidenza. I momenti associativi si sono svolti presso Artwood Academy, centro di formazione professionale e specialistica per la filiera del legno-arredo, fondato nel 2013 su iniziativa di FederlegnoArredo a Lentate sul Seveso (MB). La scelta richiama il valore strategico della formazione e dell’investimento sulle competenze necessarie ad accompagnare l’evoluzione e la competitività della filiera. Riunirsi nel luogo in cui si formano le professionalità di domani significa infatti ribadire l’importanza di attrarre giovani talenti e preparare competenze adeguate alle trasformazioni della filiera. Per Assoluce l’appuntamento associativo si è tenuto all’Artemide Competence Center, luogo particolarmente significativo per il settore nonché una delle sedi di una delle aziende leader. Il rinnovo delle presidenze riguarda comparti diversi e strettamente interconnessi della filiera dell'arredamento italiano, e si inserisce in una fase caratterizzata da un quadro internazionale ancora incerto, e dalla necessità per le imprese di continuare a investire su innovazione, nuovi mercati e sviluppo commerciale. Il macrosistema arredamento (MSA), con un valore di oltre 27,7 miliardi di euro nel 2025, rappresenta una punta di eccellenza del made in Italy, grazie a una forte vocazione internazionale. La produzione destinata al mercato interno vale 13,5 miliardi, mentre le esportazioni, con 14,2 miliardi, continuano a rappresentare oltre la metà del valore complessivo. Il MSA continua a confrontarsi con un contesto economico e internazionale complesso. Il quadro emerge dal Monitor gennaio-giugno 2026 (indagine del Centro Studi FederlegnoArredo condotta su un campione rappresentativo di aziende). Nel primo semestre 2026, il MSA registra una flessione del -2,3%, quasi totalmente attribuibile al calo delle esportazioni (-4,2%), mentre le vendite sul mercato interno restano sostanzialmente stabili (-0,2%). La contrazione è dovuta in larga parte al sistema arredamento (-3,2%), il più rappresentativo in termini di valore, ma interessa anche arredobagno (-0,9%) e illuminazione (-4,8%). Segno positivo per il sistema ufficio (+1,1%, con dinamiche opposte tra Italia ed estero) e per il sistema tende e schermature solari (+1,7%). In merito alle aspettative per la chiusura dell’anno, ben il 33% delle imprese ritiene che il 2026, si chiuderà in flessione, anche forte, rispetto al 2025. Sul fronte dell'export, invece, la polarizzazione tra imprese in crescita e imprese in flessione si fa più marcata. Contrazione della domanda nazionale, flessione dell'export e incertezza dei mercati, aumento dei costi, percepito soprattutto dalle aziende più piccole, sono i principali ostacoli alla crescita. Le imprese evidenziano una non scontata capacità di reazione al contesto sfavorevole. Tra le strategie messe in atto per contrastare le dinamiche negative, si segnalano il focus sul contract, la diversificazione dei mercati esteri e l'innovazione di prodotto. Le sei associazioni rappresentano altrettanti comparti della filiera dell'arredamento: Assarredo riunisce le imprese del settore arredo, dalle aziende produttrici di mobili, imbottiti, cucine, arredi per esterno e sistemi per dormire fino ai complementi d'arredo; Assobagno le aziende produttrici di arredobagno, Assufficio le industrie del mobile per il workplace, gli spazi collettivi e l'arredo educativo, Asal-Assoallestimenti le imprese specializzate nella progettazione e realizzazione di allestimenti fieristici, Assotende le aziende produttrici di tende e schermature solari, e Assoluce le imprese produttrici di apparecchi per l'illuminazione. Completano il rinnovo della governance delle associazioni i rispettivi Consigli di Presidenza, che accompagneranno i nuovi vertici nei prossimi quattro anni. Assarredo: Filippo Antonelli, Francesca Battaglia, Carola Bestetti, Eleonore Cavallli, Laura Colombo, Francesco Crassevig, Christian Dal Bo, Stefano De Colle, Franco Di Fonzo, Fabio Formenti, Gianmaria Frigerio, Lorena Fulgini, Jacopo Galli, Daniele Livi, Mirko Longo, Lorenza Luti, Fabrizio Mansutti, Massimilano Messina, Giulia Molteni, Roberto Moroso, Anna Nardi, Roberto Pompa, Maria Porro, Stefania Rinaldi, Alberto Scavolini, Edi Snaidero, Miriam Vernier, Barbara Villari, Francesco Zanca, Denise Archiutti (Presidente). Assobagno: Maurizio Bellosta, Giampaolo Calisti, Alberico Crosetta, Marco Gobbini, Andrea Gulinucci, Christian Krapf, Andrea Lanza, Federico Pintossi, Alberto Poletto, Giuseppe Presotto, Valeria Provini, Alberto Serraglini, Daniela Stocco, Mattia Fiorindo (Presidente) Assufficio: Camilla Bianchini, Alex Bressan, Roberto Cigana, Massimiliano Di Biase, Alessandra Fardin, Maurizio Furlan, Pietro Molteni, Roberto Motti, Marcello Pedicone, Mirko Quinti, Emidio Salvatorelli, Massimo Stella, Raimondo Taraborelli, Massimiliano Zamò, Nicola Franceschi (Presidente) Asal-Assoallestimenti: Gianfranco D'Alconzo, Ares Bolognesi, Giorgio Benfenati, Cristiano Franchi, Domenico Gagliardi, Matteo Plotini, Sandro Stipa, Michele Tosetto, Massimiliano Vaj, Marco Fogarolo (Presidente) Assotende: Angelo Battista, Alessio Bellin, Gianfranco Bellin, Giovanni Cirillo, Marco Durì, Enrico Incarnato, Carlo Giovanardi, Simone Mazzon, Roberto Mezzalira, Michele Parravicini, Nicola Prendin, Alberto Radaelli, Davide Roveda, Matteo Scampini, Stefano Sghedoni, Paolo Montanaro (Presidente) Assoluce: Carlotta de Bevilacqua, Andrea Citterio, Francesca Fascina, Marco Ghilarducci, Pablo Illueca, Enrico Maria Masiero, Andrea Signoroni, Roberto Ziliani, Carlo Urbinati (Presidente)
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Federlegnoarredo, eletti presidenti associazioni di area Arredo
Residenti Borgo Pio contro il parcheggio di piazza Capponi: “Giubileo finito, non è più opera indifferibile, ma scavi vanno avanti’
(Adnkronos) – "Il giubileo è finito da nove mesi, non c'è alcun appiglio per dire che il parcheggio di piazza Capponi è un'opera indifferibile. Conclusa l'indagine archeologica del primo scavo, questa mattina le ruspe hanno chiuso la fossa lasciata aperta per tutto il mese di agosto, con transenne tutt'altro che invalicabili e infatti per tre volte aperte. Noi residenti siamo stati privati della possibilità di usufruire della piazza, dove prima giocavano i bambini, e costretti a vivere con il terrore di questi scavi a nemmeno 2 metri di distanza dalle fondamenta dei nostri palazzi, vecchi e forse non tanto solidi da reggere alla lunga ruspe e vibrazioni. Tutto questo per un'opera giubilare ritenuta 'impossibile da rinviare e indifferibile' dal commissario straordinario, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha firmato la concessione. Il giubileo, però, è finito il 7 gennaio e noi siamo ancora così". Lo dice all'Adnkronos Rosita Torre, portavoce del Comitato di Base Rione Borgo, dove è in programma la realizzazione di un parcheggio interrato. "Parliamo di 140 box che saranno venduti a duecentomila euro l'uno – spiega – Non un'opera pubblica, quindi. Un parcheggio privato con nessun posto a rotazione, a esclusivo vantaggio di una piccola ditta privata alla quale è stato dato questo appalto in forma diretta senza nemmeno un bando o una gara. Nel frattempo, la Soprintendenza ha chiesto di fare i dovuti controlli perché l'area è molto interessante dal punto di vista archeologico. Uno scavo aperto il 9 marzo, lo stanno chiudendo ora, a sette metri di profondità, e nello scavo sono stati trovati una stradina medioevale, fognature di fine '800, mura di case settecentesche, ritenuti non di grande rilievo proprio perché recenti e comunque non al punto da bloccare il parcheggio. Hanno spostato quanto trovato nei depositi della Soprintendenza e questa mattina è arrivata la ruspa per chiudere la fossa in attesa di riaprirne prossimamente un'altra all'angolo tra via Properzio e via Capponi. Il 27 luglio scorso abbiamo interessato il difensore civico della Regione, nella persona di Marino Fardelli, perché il 18 dicembre scorso la ditta avrebbe dovuto presentare il progetto esecutivo, ad oggi mai presentato. Non siamo riusciti a fare un ricorso al Tar per 4 giorni di ritardo, loro non hanno presentato il progetto entro 30 giorni. Speriamo che il sindaco comprenda di togliere questa concessione a un progetto sicuramente non più indifferibile".
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Saluti romani in curva Sud durante Roma-Atalanta all’Olimpico: 14 identificati
(Adnkronos) – Quattordici identificati, nel corso delle indagini della polizia del commissariato Prati e della Digos della questura capitolina, per i saluti
romani che sono stati fatti ieri da un gruppo di supporters giallorossi, in curva Sud, nel corso della partita Roma-Atalanta, disputatasi allo stadio Olimpico. La polizia è risalita all’identità di 14 delle 17 persone ritratte nell’immagine pubblicata, mentre per altri tre protagonisti del gesto è in corso l’attività di identificazione. Tutti i componenti del gruppo saranno sanzionati per la violazione del regolamento d’uso dell’impianto sportivo e segnalati all’autorità giudiziaria per la violazione della legge Mancino. Contestualmente, all’esito degli adempimenti di rito, sarà avviata l’istruttoria finalizzata alla valutazione dei presupposti utili all’adozione del Daspo nei confronti di tutti i soggetti coinvolti.
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Loznitsa porta a Venezia l’Urss fuori dalla propaganda: “Imperium” riscrive la storia attraverso gli archivi
(Adnkronos) – "Nell'Urss il passato non era una narrazione fissa, stabilita, ma uno strumento politico". È da questa consapevolezza maturata durante l'infanzia in Ucraina che Sergei Loznitsa parte per raccontare "Imperium", il film presentato all'83/a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e costruito interamente attraverso immagini d'archivio. Il regista ucraino torna così sull'Unione Sovietica degli inizi degli anni Settanta, nel pieno dell'epoca brezneviana, attraverso un patrimonio cinematografico italiano rimasto a lungo inedito. «Forse è per questo motivo che le immagini d'archivio occupano un posto centrale nel mio lavoro – spiega Loznitsa –: esse conservano tracce tangibili di ciò che è realmente accaduto, indipendentemente dalle interpretazioni o dalle distorsioni successive». Il progetto nasce dall'incontro con materiali conservati negli archivi italiani. Nel maggio 2024 Loznitsa ha visionato alcuni estratti delle riprese e ne è rimasto colpito, in particolare per la distanza dalla tradizionale rappresentazione propagandistica dell'Unione Sovietica. Da quel momento è iniziato un lungo lavoro di visione e montaggio, con nuovi materiali ricevuti progressivamente dal regista. «Avevo l'intuizione che dentro questa enorme mole di materiale si nascondesse il mio film, ma non avevo idea di quale film fosse», racconta. Le immagini sono diventate progressivamente episodi autonomi, fino a comporre un viaggio attraverso il territorio sovietico e le sue molteplici identità. Il film utilizza materiali girati tra il 1970 e il 1973 da una troupe di cineasti italiani guidata dall'antropologo e musicologo Diego Carpitella. Nel gruppo figuravano, a vario titolo, anche Folco Quilici, Luigi Di Gianni, Giorgio Arlorio, Giuseppe Ferrara, Rudi Assuntino e Gianni Bonicelli. Dall'Oceano Artico ai Carpazi, dal deserto del Karakum alle repubbliche caucasiche di Georgia, Armenia e Azerbaigian, fino all'Uzbekistan, al Tagikistan e al Pacifico, Imperium attraversa una geografia vastissima. Al centro ci sono soprattutto le persone: la vita quotidiana, i volti, le tradizioni, i riti, le culture e le diverse etnie che abitavano le repubbliche sovietiche. «La cosa principale di questo materiale è la diversità», osserva Loznitsa, sottolineando come lo sguardo italiano abbia intercettato la varietà culturale di popolazioni costrette a convivere sotto un unico dominio ideologico. Il percorso del film segue anche una precisa struttura geografica e simbolica. «È un film viaggio», spiega il regista. «Partendo da Mosca, il posto centrale, ci inoltriamo nell'Asia centrale, proseguendo per il Caucaso e l'Ucraina, oltre i confini di Mosca, per concludere nei Paesi baltici e ritornare di nuovo al centro». È proprio il rapporto tra centro e periferie a costituire uno degli elementi fondamentali dell'opera. Secondo Loznitsa, man mano che le immagini si avvicinano al centro del potere sovietico diventano più evidenti i segni del controllo politico, mentre nelle diverse repubbliche continuano a emergere tradizioni e identità locali. Il regista rivendica inoltre la peculiarità di un materiale realizzato da una troupe straniera in un Paese sottoposto a un rigido controllo delle immagini. «È stato un miracolo che una troupe da un altro Paese, un Paese libero, sia stata autorizzata a entrare in Unione Sovietica e a filmare in ogni angolo remoto di questo Paese», sostiene. Per Loznitsa, la relativa libertà di queste riprese permette di osservare una realtà diversa da quella consegnata dai repertori ufficiali. Nel corso dell'intervista il regista ricorda, a questo proposito, quanto fosse stringente il controllo sulla produzione documentaristica sovietica e cita il caso delle riprese del funerale della poetessa Anna Achmatova, realizzate dal regista Semyon Aranovich, che gli costarono il licenziamento. "Imperium" diventa così anche una riflessione sui meccanismi della propaganda, della censura e della costruzione della memoria. «Un approccio rigoroso alla storia è essenziale se vogliamo evitare di ripetere gli errori del passato», afferma Loznitsa, indicando questo principio come uno dei fondamenti del proprio lavoro artistico. Il progetto è stato reso possibile dalla collaborazione tra tre importanti istituzioni italiane: Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (Aamod), Archivio Luce Cinecittà e Cineteca Nazionale. Per la prima volta i tre archivi hanno lavorato insieme al recupero, al restauro e alla digitalizzazione del fondo. Il patrimonio comprende 482 rulli di pellicola 16mm a colori, per quasi 60 ore complessive di girato. Gran parte delle registrazioni sonore originali è andata perduta. Per il film Loznitsa ha quindi costruito un paesaggio sonoro interamente in post-produzione, ricreando rumori e suoni con l'obiettivo di restituire alle immagini una dimensione immersiva. La pellicola è promossa da Aamod ed è frutto di una coproduzione europea che coinvolge Germania, Italia, Francia e Lituania, con Essential Film, Kino Produzioni, Rai Cinema, Luce Cinecittà, Cineteca Nazionale, Société Parisienne de Production, Arte France e Studio Uljana. La distribuzione internazionale è affidata a Coproduction Office. Nel confronto con l'attualità, Loznitsa lega la riflessione sul passato sovietico alle dinamiche del potere contemporaneo. Secondo il regista, le tecniche di propaganda e di trasformazione della società attraverso quella che definisce «ingegneria sociale» hanno lasciato conseguenze profonde nella Russia contemporanea. «Il regime di oggi ha lo stesso compito di quello che aveva il regime di Stalin, ovvero trasformare lo spazio secondo i propri scopi», afferma, riferendosi alla Russia di oggi. Un giudizio che il regista estende al rapporto tra autoritarismo, società e responsabilità individuale. Nel corso dell'intervista affronta anche la questione degli artisti russi dissidenti e delle polemiche sulla loro presenza nei grandi festival internazionali. Loznitsa mette in guardia dal rischio di trasformare l'appartenenza nazionale in una forma di responsabilità collettiva: «Una persona è responsabile per ciò che accade solo in base all'appartenenza alla propria etnia o in base al passaporto che possiede?». Per il regista, il principio da difendere resta quello della responsabilità individuale. Le polemiche sulla cultura, sostiene, rischiano inoltre di spostare l'attenzione dalle questioni politiche ed economiche più ampie. Con "Imperium", Loznitsa affida dunque alle immagini il compito di interrogare la memoria. Non un semplice ritorno al passato, ma un viaggio attraverso un territorio nel quale la propaganda ha cercato di imporre una narrazione unica e nel quale, dietro quella narrazione, continuavano a vivere culture, lingue, tradizioni e identità differenti. «Il viaggio che offro a voi – conclude il regista – deve trasformare voi. Non sono io il demiurgo: siete voi a dover cambiare». (di Paolo Martini)
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Narwal a Ifa 2026, Ai per una casa sempre più intelligente
(Adnkronos) – Dalla pulizia automatizzata alla capacità di comprendere gli ambienti domestici e adattarsi alle abitudini di chi li vive. È questa la direzione indicata da Narwal per il prossimo decennio della robotica domestica. L'azienda, specializzata nelle tecnologie per la pulizia intelligente, ha presentato oggi a Berlino, in occasione di IFA 2026, la nuova gamma autunnale, che comprende il flagship Flow 2, illustrando al tempo stesso la propria strategia di sviluppo dell'intelligenza artificiale applicata alla casa. (VIDEO) All'evento hanno partecipato media, partner e stakeholder provenienti da diversi mercati europei e internazionali. Per la prima volta in occasione di un evento internazionale in Europa era presente anche il fondatore e Ceo di Narwal, Junbin Zhang, che ha condiviso la propria visione sull'evoluzione della robotica domestica, ripercorrendo i dieci anni di sviluppo dell'azienda e il percorso di espansione globale. "Da dieci anni ci poniamo sempre la stessa domanda: come possiamo migliorare la vita di tutti i giorni?", ha dichiarato Zhang. "Non sviluppiamo una tecnologia per poi cercare un problema da risolvere. Partiamo dalle persone, dalle loro case, dalle loro abitudini e da quelle piccole difficoltà che incontrano ogni giorno. È da qui che nasce la nostra tecnologia: dall'osservazione della vita reale e dal desiderio di renderla più semplice. È questo approccio che ha guidato l'evoluzione di Narwal negli ultimi dieci anni e che continuerà a guidarci nel prossimo decennio". Narwal ha ricordato il percorso iniziato nel 2019 con il primo robot lavapavimenti autopulente, sottolineando come la robotica per la pulizia sia progressivamente passata dall'automazione delle attività ripetitive al riconoscimento dei diversi tipi di sporco, dalla navigazione in ambienti complessi alla capacità di adattarsi alle caratteristiche della casa. La nuova fase punta ora sulla comprensione del contesto. Al centro c'è il sistema NarMind Pro Autonomous System 2.0, che combina doppie fotocamere RGB, un chip AI da 10 TOPS e la tecnologia TrueView 3D Mapping. L'obiettivo è andare oltre il semplice rilevamento degli ostacoli e consentire al robot di comprendere ciò che accade nell'ambiente e modificare di conseguenza il proprio comportamento. Tra gli esempi indicati da Narwal, la possibilità di aumentare la potenza di aspirazione nelle aree in cui mangia un animale domestico, ridurre il rumore quando il robot si trova vicino alla cameretta di un bambino oppure distinguere tra sporco umido e asciutto per stabilire se sia necessario aspirare o lavare il pavimento. Una prospettiva che, secondo l'azienda, segna il passaggio "dall'evitare gli ostacoli alla comprensione degli ambienti" e dal seguire routine predefinite all'adattamento al modo in cui le persone vivono realmente la propria casa. Il lavaggio dei pavimenti rimane intanto uno degli ambiti centrali della ricerca di Narwal. Il nuovo Flow 2 combina una potenza di aspirazione di 31.000 Pa con il sistema di lavaggio FlowWash, che consente al rullo di essere lavato continuamente con acqua calda durante la pulizia. Il sistema è ulteriormente potenziato dalla tecnologia CarpetFocus, per la pulizia dei tappeti, e dal DualFlow Tangle-Free System, progettato per ridurre l'avvolgimento dei capelli attorno alla spazzola. Invece di considerare il lavaggio come una funzione aggiuntiva dell'aspirapolvere robot, Narwal continua ad affrontarlo come una vera e propria sfida ingegneristica, nella quale pressione, temperatura dell'acqua, area di contatto, rimozione dello sporco e manutenzione del mop concorrono al risultato finale della pulizia. L'approccio riflette la filosofia di prodotto dell'azienda, secondo cui una pulizia profonda non dovrebbe richiedere un maggiore impegno da parte dell'utente. Accanto a Flow 2, Narwal ha presentato la nuova gamma autunnale, articolata su diverse esigenze di pulizia domestica. Freo 20 e Freo 20 Edge ampliano l'offerta di robot aspirapolvere, portando tecnologie di lavaggio di livello flagship e funzioni di pulizia intelligente a un numero maggiore di abitazioni, con prezzi più accessibili. V50 Cube è un' aspirapolvere portatile leggero progettato per la pulizia quotidiana e dotato di una stazione ultra-compatta con funzioni di manutenzione automatica. U50 amplia invece l'offerta per la cura dei materassi e la rimozione degli acari della polvere, con rilevamento intelligente e sistema sigillato per la gestione della polvere. Completa la gamma una nuova linea di lavapavimenti che combina aspirazione, pulizia ad acqua calda e tecnologie a vapore per affrontare lo sporco quotidiano. Nel complesso, la strategia di Narwal punta a sviluppare una tecnologia capace di adattarsi alle persone, alle loro esigenze e alle loro abitudini, integrandosi nella vita quotidiana. L'azienda sottolinea in particolare l'integrazione tra tecnologia ed estetica e tra vita e persone, considerando parte dell'esperienza anche il modo in cui un robot si muove attorno ai mobili, viene mantenuto il mocio, viene riposto un'aspirapolvere portatile o l'utente interagisce fisicamente con un dispositivo. "Prestiamo grande attenzione a ogni dettaglio, perché sono spesso le piccole esigenze della vita quotidiana a fare la differenza", ha aggiunto Zhang. "Molte delle nostre innovazioni nascono dall'osservazione di situazioni reali e da una domanda fondamentale: perché questa attività richiede ancora uno sforzo da parte dell'utente? È da queste domande che ripartiamo per ripensare la tecnologia e creare soluzioni sempre più semplici, intuitive e naturali". Questo approccio ha accompagnato Narwal nel passaggio da startup pionieristica a realtà globale nel settore della tecnologia per la pulizia. Oggi l'azienda conta oltre 6 milioni di utenti in più di 30 Paesi e regioni e una squadra di oltre 700 ingegneri impegnati nella ricerca e sviluppo. Per il prossimo decennio Narwal immagina un'evoluzione della robotica domestica articolata in tre fasi: dalla comprensione intelligente dei pavimenti, con robot sempre più autonomi ed efficaci nella pulizia, alla comprensione dello spazio domestico, con macchine capaci di interpretare e interagire con l'ambiente circostante, fino a una vera intelligenza domestica, nella quale i sistemi robotici potranno coordinare diverse attività all'interno della casa. In questa prospettiva si inserisce anche la ricerca di Narwal nel campo dell'intelligenza artificiale applicata ai robot umanoidi, attraverso tecnologie dedicate alla comprensione degli spazi, al riconoscimento e alla gestione degli oggetti. L'obiettivo di lungo periodo è sviluppare robot capaci di svolgere attività che vadano ben oltre quelle oggi affidate ai robot dedicati alla pulizia dei pavimenti. Per Narwal, tuttavia, il futuro non consiste nell'aggiungere tecnologia fine a sé stessa, ma nel rendere l'intelligenza sempre più utile, naturale e invisibile nella vita quotidiana. Una filosofia racchiusa nella visione dell'azienda per il prossimo decennio: "Inspired by Life. Innovating for Life."
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Vanoli torna sulla panchina della Fiorentina
(Adnkronos) –
Ora è ufficiale: Paolo Vanoli torna sulla panchina della Fiorentina, al posto dell'esonerato Fabio Grosso. A dare l'annuncio la società viola con un comunicato sul proprio sito web. "ACF Fiorentina comunica che è stata affidata a Mister Paolo Vanoli la guida tecnica della Prima Squadra viola. Al Mister va un grande ringraziamento per aver accettato subito con entusiasmo di tornare alla guida della Prima Squadra. Vanoli condurrà, nel pomeriggio di oggi, il suo primo allenamento".
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Camminare dopo una lesione al midollo, storia di Nicolò dall’incidente alla fiamma paralimpica
(Adnkronos) – "Sono sempre stato un grandissimo sportivo, e un fan dello sport in generale. A marzo di quest'anno ero ricoverato all'istituto di Montecatone", un centro specializzato in riabilitazione a pochi chilometri da Imola, "a causa di una piccola piaga da decubito che fortunatamente si è risolta senza chirurgia". Quando un giorno "Daniele Emedoli, il fisioterapista con cui avevo lavorato durante il mio ricovero all'ospedale San Raffaele di Milano, mi scrive facendomi sapere che, assieme a un altro ragazzo che era stato operato" per l'impianto di un neurostimolatore midollare, "Andrea Scotti, c'era la possibilità di recarsi a Verona per presenziare alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi" invernali. "Mi sono detto: 'Cavolo, devo assolutamente esserci anch'io'". Nicolò Franco, 21 anni a ottobre, non è uno che si arrende facilmente. Sebbene giovanissimo, nella sua vita c'è già un prima e un dopo. In mezzo uno spartiacque profondo, tracciato da un incidente in moto che gli provoca una lesione del midollo funzionalmente completa dal punto di vista motorio. Tradotto nella pratica significa non poter più camminare. Era "settembre 2023 – racconta all'Adnkronos Salute – Prima dell'incidente ero un calciatore professionista e un super sportivo". Da una vita all'insegna dell'attività fisica quotidiana condannato all'immobilità. Non è stato facile. Ma oggi Nicolò ripercorre quel momento drammatico con lucidità e con la consapevolezza dei passi avanti che è riuscito a mettere a segno. Passi nel verso senso della parola. Perché lui è uno dei 4 pazienti – tutti under 35 – protagonisti di un importante studio italiano appena pubblicato su 'Med – Cell Press': persone con lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa, prive di capacità di contrarre volontariamente i muscoli degli arti inferiori, che sono riuscite a mantenere la posizione eretta e a tornare a camminare in autonomia con un deambulatore grazie a una nuova modalità di controllo della stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale. Il percorso di riabilitazione per raggiungere questo obiettivo è impegnativo. Servono mesi di duro lavoro, come spiegato dagli esperti. Lo studio dimostra che piccoli movimenti volontari del tronco possono modulare la stimolazione elettrica del midollo spinale e consentire a persone paraplegiche a causa di una lesione midollare toracica completa di controllare il passo. È questa in sostanza la parte innovativa del lavoro, perché la strategia in realtà utilizza uno stimolatore midollare già disponibile in commercio, senza ricorrere a impianti cerebrali, sensori esterni o algoritmi di decodifica. Nella parabola personale di Nicolò c'è questa svolta e anche l'esperienza come tedoforo alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina. Un sogno e un'emozione forte accompagnare anche se per un breve tratto la fiamma paralimpica, confessa. "Mi piaceva sempre tantissimo seguire le Olimpiadi e comunque gli sport in generale – ricorda – Post incidente, mi sono affacciato anche a tutto ciò che comportano invece gli sport paralimpici, quindi tennis tavolo, basket, hockey, rugby, e così via. Mi sono subito appassionato a questa realtà per me nuova. Poiché già ero sportivo prima, in fondo non è cambiato quasi nulla se non il fatto che adesso usavo una sedia a rotelle. Ma per lo sport – sorride – non mi ha mai fermato nulla". E così è stato anche, assicura, "quando Daniele mi ha fatto sapere di questa possibilità” di vestire i panni da tedoforo. "Mi sono fatto in quattro per ottenere il permesso di uscita dall'istituto di Montecatone e poi siamo andati lì tutti assieme. Con Andrea", l’altro ragazzo, "siamo riusciti a portare per un pezzettino la fiamma olimpica. Ovviamente nel massimo delle nostre capacità, ma è stata un'esperienza bellissima che conservo con gioia nel mio cuore e che mi ha fatto avvicinare ancora di più a tutta questa realtà degli sport paralimpici".
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La Cina potenzia i settori della tradizione, dalla seta al tè alla porcellana
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Oggi la Cina ha pubblicato le sue prime linee guida nazionali volte a promuovere lo sviluppo di alta qualità di settori di lunga tradizione come la seta, il tè e la porcellana, con l’obiettivo di arrivare, entro il 2028, a 50 imprese leader con ricavi annuali superiori a 10 miliardi di yuan (circa 1,48 miliardi di dollari) ciascuna.
Le linee guida, pubblicate congiuntamente dal ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT) e da altri cinque dipartimenti governativi, puntano inoltre a creare 100 marchi nazionali di consumo e a sviluppare diversi cluster industriali con una produzione annua superiore a 100 miliardi di yuan entro il 2028, nonchè a favorire, entro il 2030, la nascita di imprese di livello mondiale e di marchi rinomati, man mano che questi settori salgono lungo la catena globale del valore.
Lo sviluppo di settori consolidati con profonde caratteristiche cinesi, che comprendono anche la medicina tradizionale cinese, la produzione di bevande alcoliche, l’arte e l’artigianato e i “quattro tesori dello studio” – pennello da scrittura, bastoncino d’inchiostro, carta e pietra per inchiostro – rappresenta un modo efficace per espandere la domanda interna e stimolare i consumi, oltre a costituire un importante veicolo per tramandare la civiltà cinese e rafforzare la fiducia culturale, secondo le linee guida.
I settori rappresentativi di queste attività tradizionali contano oggi circa 25.000 imprese di dimensioni superiori alla soglia designata, che impiegano quasi 3,5 milioni di persone e generano circa 8.000 miliardi di yuan di ricavi annui, ha dichiarato oggi il vice ministro del MIIT Xie Yuansheng durante una conferenza stampa. “I settori di lunga tradizione rappresentano una cristalizzazione della civiltà cinese, nonchè un tesoro nazionale”, ha affermato.
Le linee guida giungono in un momento in cui la Cina sta cercando di trasformare il proprio patrimonio culturale in competitività di mercato. Feng Haicang, funzionario del dipartimento per l’industria dei beni di consumo del MIIT, ha osservato che circa il 90% dei prodotti cinesi in seta viene esportato, ma principalmente sotto forma di materie prime o prodotti OEM (realizzati per conto di altri produttori), mentre i marchi nazionali dispongono di un limitato potere di determinazione dei prezzi sul mercato globale.
Per aiutare i settori tradizionali ad abbracciare l’innovazione senza perdere la tradizione, le linee guida chiedono di creare dei “cervelli industriali” nelle principali aree produttive, applicando l’intelligenza artificiale per decodificare le tecniche artigianali tradizionali e realizzando fabbriche intelligenti del tè, farmacie smart, forni intelligenti e impianti di produzione di bevande alcoliche digitalizzati.
“Abbracciare l’IA non significa abbandonare l’antica maestria artigianale, bensì dare a tecniche millenarie un paio di ali tecnologiche”, ha affermato Xie. Nella tessitura della seta, la progettazione assistita dall’IA è ora in grado di generare migliaia di motivi in pochi minuti, ha aggiunto.
Sul fronte dei consumi, Xie ha affermato che i consumatori cinesi stanno passando dal “comprare più beni” al “cercare servizi ed esperienze migliori” e che il rilancio di questi settori richiede sforzi coordinati in termini di prodotti, scenari e canali, per aiutare l’artigianato tradizionale a “prendere vita, diventare virale e raggiungere ogni famiglia”.
In particolare, le linee guida incoraggiano l’integrazione dei settori legati al patrimonio con la cultura, il turismo, il benessere e la rivitalizzazione rurale, e sostengono il lancio globale dei marchi tradizionali, l’accesso ai canali duty-free e il riconoscimento internazionale dei sistemi di calcolo dell’impronta di carbonio per i prodotti in seta, il tè e la porcellana.
La misura dovrebbe rientrare nel più ampio sforzo della Cina volto a espandere la domanda interna, che la Conferenza centrale sul lavoro economico ha indicato come priorità assoluta per quest’anno.
Il Paese terrà la prima esposizione nazionale dei settori di lunga tradizione nella città orientale cinese di Hangzhou alla fine di ottobre, ha affermato Xie.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Benvenuto alle matricole 2026, Luiss accoglie nuovi studenti
(Adnkronos) – La Luiss ha festeggiato oggi i suoi nuovi studenti con la tradizionale cerimonia di benvenuto alla matricole, momento culminante della Freshers’ Week, la settimana dedicata all'accoglienza e all’orientamento dei neoiscritti. L’evento ha riunito nell' Aula Magna 'Mario Arcelli' i vertici dell'Ateneo, i docenti dei diversi Dipartimenti e alcuni studenti-atleti, protagonisti del mondo sportivo italiano. Ad aprire l’evento il Rettore Paolo Boccardelli che ha illustrato le traiettorie dell'Ateneo: "La Luiss continua a rafforzare il proprio modello educativo, coniugando il rigore scientifico con una costante apertura alle dinamiche dei mercati globali e una forte spinta all’internazionalizzazione dei propri percorsi formativi. La nostra missione è fornire alle nostre studentesse e ai nostri studenti gli strumenti cognitivi più avanzati per sviluppare un pensiero analitico indispensabile per governare i grandi processi di trasformazione attuali e futuri”. Tra le principali novità presentate un’offerta formativa “di frontiera” e fortemente innovativa, caratterizzata da attività e modelli di apprendimento esperienziali all’avanguardia: dall'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nei percorsi di studio alla partnership con Google for Education, ai moduli certificati in blockchain, a cui si affiancano i due nuovi assistenti virtuali attivi dal 1° settembre: il primo per consentire agli studenti di orientarsi tra servizi, bandi e procedure amministrative dell’Ateneo, mentre il secondo consente di interrogare, approfondire e creare connessioni tra i materiali didattici messi a disposizione dai docenti. Dopo l’intervento del Direttore Generale Rita Carisano, spazio ai valori dello sport con il Presidente della Figc Giovanni Malagò e quattro Top Athletes Luiss, campioni pluripremiati quali: Eloisa Coiro (Atletica), Filippo Macchi (Scherma), Lucrezia Ruggiero (Nuoto sincronizzato) e Alice Volpi (Scherma). L’incontro – moderato dal giornalista di Rai Sport, Alessandro Antinelli – ha valorizzato il modello Dual Career, che consente di coniugare per gli studenti – atleti l’attività agonistica di alto livello con un percorso di laurea triennale e magistrale. A seguire, la premiazione delle tesi d'eccellenza con Antonio Gullo, Dean Undergraduate School, Enzo Peruffo, Dean Graduate School, ed Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo, che ha sottolineato il ruolo dell’Education e della valorizzazione del capitale umano, richiamando l’Osservatorio sulle competenze Look4ward, sviluppato con l’Università Luiss. Nelle sue conclusioni, il presidente Luiss Giorgio Fossa ha richiamato la missione dell’Università: "Accogliere oggi i nostri giovani significa assumerci, dal primo giorno del loro arrivo in Luiss, la responsabilità di affiancarli in un percorso formativo completo, caratterizzato dalla solidità della preparazione accademica integrata da un sano patrimonio di valori. Le competenze tecniche sono, infatti, certamente fondamentali, ma servono anche valori etici, responsabilità e spirito di squadra, per diventare prima di tutto cittadini consapevoli e imprenditori di sè stessi. E’ questa sintesi che renderà i nostri studenti pronti a guidare la società di domani", ha sottolineato. Un approccio che trova riscontro nella crescente attrattività dell'Ateneo: le ultime sessioni di selezione hanno infatti registrato un incremento delle domande d'ammissione del +21% per le Triennali e per il ciclo unico in Giurisprudenza e del +20% per le Magistrali. Si rafforza, al contempo, una vocazione sempre più globale: il 13% degli iscritti proviene da 100 Paesi diversi, oltre la metà dei corsi è erogata in lingua inglese (58%) e si contano ben 363 atenei partner in tutto il mondo. A questi dati si affianca la stretta sinergia con il mercato del lavoro, testimoniata da un tasso di occupazione del 95% a un anno dal titolo. Risultati che confermano la Luiss al 1° posto tra le grandi università non statali nel ranking Censis 2026, oltre ai significativi posizionamenti dei suoi corsi nelle classifiche mondiali. A testimoniare la crescita internazionale dell’Ateneo intitolato a Guido Carli, arrivano i risultati del Financial Times Masters in Management Ranking 2026, pubblicati oggi. La classifica del prestigioso quotidiano britannico colloca il corso di Laurea Magistrale in Management di Luiss al 30° posto a livello mondiale, con un miglioramento di due posizioni rispetto all’anno precedente. Il risultato si inserisce in un percorso di crescita già evidenziato, nei mesi scorsi, dal Financial Times Masters in Finance Pre-experience Ranking 2026, nel quale il corso di Laurea Magistrale in Corporate Finance di Luiss ha raggiunto il 18° posto a livello mondiale, guadagnando due posizioni rispetto al 2025 e conquistando il 1° posto in Italia.
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Mannion torna a casa: “Mi fido del progetto, convinto da Doncic e abbiamo grandi ambizioni”
(Adnkronos) –
"Sono molto contento e felice di essere qui, innanzitutto perché è un bel progetto e poi perché finalmente torno a stare vicino alla mia famiglia". Questo l’esordio in conferenza stampa di Niccolò (Nico) Mannion, nuovo playmaker di BC Roma, che è stato presentato questa mattina presso il Cpo Giulio Onesti, dove la squadra di coach Alessandro Magro si sta allenando. “Nico”, è nato in Italia, a Siena, nel 2001, ma con Ostia ha sempre avuto un legame speciale. "Per la prima volta ho la mia famiglia qui vicino, che mi seguirà e mi supporterà. Sono molto felice anche per questo. Ostia? Tutta la mia famiglia è lì. A tre anni mi sono trasferito in America, ma, fino a quando ne ho avuti 16, venivo tutte le estati. Per me Ostia, Roma e l’Italia sono casa. Parlavo romano pensando che fosse italiano. Forse ora ho perso un po’ ’l’accento, ma spero che torni presto", ha aggiunto sorridendo l'azzurro.
Nel 2020 è stato scelto dai Golden State Warriors in Nba e, successivamente, è tornato in Europa, vestendo le maglie della Virtus Bologna, del Baskonia e dell’Olimpia Milano. Ha inoltre scelto di rappresentare la Nazionale italiana, con cui ha disputato le Olimpiadi di Tokyo 2020. Ora l’approdo nella Capitale. "La prima chiamata, quella con Donnie Nelson e Luka Dončić, è stata lunga ed era l’unica chiamata che mi serviva. Mi fido di quello che dicono e del progetto. Abbiamo grandi ambizioni", ha sottolineato Mannion.
Il 26 settembre, alle 19.30, contro Treviso, è invece previsto l’esordio in LBA Serie A SisalClub con la maglia di BC Roma. "Il livello del campionato si è alzato tanto, ma la nostra squadra mi piace molto. È vero, ci sono tanti nuovi giocatori che non hanno mai giocato in Europa, ma abbiamo anche molto talento che ora dovremo saper amalgamare. Il roster mi piace veramente molto". Mannion ritrova nel team giallorosso anche il suo giovane compagno di Nazionale Giovanni Emejuru. "È un bravo ragazzo e lavora sodo. Ho visto fin dal primo giorno che ha fame e vuole crescere -ha aggiunto il playmaker di BC Roma-. Ora dobbiamo solo allenarci insieme, ma con lui c’è già una buona chimica, perchè abbiamo trascorso un mese insieme. È bello che ci sia un nucleo di italiani: serve sempre, perchè saremo noi ad aiutare gli altri, a far loro capire il campionato e cosa aspettarsi". Una sola la promessa di Mannion: "Vogliamo coinvolgere la città. Giocare per una squadra è sempre un onore, così come portarne lo stemma sul petto. A maggior ragione se quello stemma è di Roma. Darò tutto me stesso dentro e fuori dal campo".
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