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Usa i risparmi per acquistare un terreno e ci costruisce… una casa di plastica. Condy Mora, donna che vive ad Alajuelita, una cittadina vicina a San José, in Costa Rica, si è resa conto di non aver abbastanza soldi per costruire una casa e lasciarla a suo figlio, dopo aver investito tutti i suoi averi per acquistare un piccolo appezzamento di terra. A lei però ci ha pensato un'iniziativa comunitaria che ha coinvolto organizzazioni sociali e volari, che hanno costruito la loro casa con blocchi di plastica riciclata, utilizzando materiali di recupero e riducendo così i costi di costruzione. Come riportato dal media spagnolo El Cronista, il progetto ha permesso così a Mora di avere un alloggio proprio, dimostrando che rifiuti di plastica possono essere utilizzati per risolvere anche problemi abitativi. A partecipare all'iniziativa associazioni come 'Habitat for Humanity', 'Procter & Gamble', 'Urrarium' ed 'Ekojunto', che hanno fornito i materiali necessari alla costruzione e organizzato una giornata di lavoro volontario in cui diverse persone hanno collaborato per oltre 800 ore fino al completamento della casa. Per costruire le pareti della casa sono stati utilizzati 850 blocchi Bliqueplas, realizzati con circa 7,5 tonnellate di rifiuti di plastica. I materiali riciclati provenivano da bottiglie, contenitori, sacchetti, imballaggi e parti in plastica recuperati, che sono stati trasformati in unità modulari simili a mattoncini da costruzione. Sebbene le pareti incorporino questi elementi riciclati, la casa presenta anche fondamenta, tetto, impianti elettrici, tubature, porte, finestre e finiture realizzate con materiali convenzionali per garantirne stabilità e sicurezza.
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Comprano un terreno e costruiscono una casa… fatta di plastica
Ucraina-Russia, Lavrov: “Stubb e Meloni chiedono un urgente cessate il fuoco, ma per guadagnare tempo”
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Il presidente della Finlandia Alexander Stubb e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedono un cessate il fuoco in Ucraina ma per fare guadagnare tempo a Kiev. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa russa 'Tass', è il ministro degli Esteri, Sergey Lavrov in un'intervista a un canale tv russo. "Alcuni ora, incluso il presidente della Finlandia, il primo ministro italiano, stanno iniziando a parlare della necessità di un urgente cessate il fuoco. E dietro a questo, inoltre, c'è il desiderio di guadagnare tempo , tutti lo capiscono molto bene. E Volodymyr Zelensky non lo nasconde nemmeno dicendo 'abbiamo urgentemente bisogno di missili per i sistemi Patriot e per i sistemi di difesa aerea", sottolinea Lavrov. La Russia si aspetta che i negoziati trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina "riprendano nel prossimo futuro", ha affermato quindi il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov durante un briefing, come riferito dall'agenzia di stampa russa 'Tass'. "Esiste un'iniziativa comune, una volontà politica comune, già confermata, di procedere verso la ripresa dei negoziati trilaterali", ha sottolineato Peskov, escludendo la possibilità che venga elaborata a breve una roadmap per la soluzione del conflitto. "Ci auguriamo che, nel prossimo futuro, questi negoziati possano riprendere. E continuiamo a mantenere i contatti con i nostri colleghi americani", ha aggiunto. L'Europa "deve avere un ruolo nei negoziati perché si parla della sicurezza dell'Ucraina e dell'intero Occidente", ha detto il presidente ucraino in una conversazione con diversi media internazionali, fra cui La Stampa, aggiungendo che sul tavolo ci sono alcune idee valide e interessanti per affrontare la fine del conflitto. Ma "fino ad allora – puntualizza – saranno vitali i pacchetti di armamenti Usa per la difesa antimissile". Parlando di Mykhailo Fedorov, l'ex ministro della Difesa ucraino reclutato dal ministro della Difesa Guido Crosetto come consigliere per l'innovazione e le nuove tecnologie militari, Zelensky dichiara che "non lo vedo né lo sento da molto tempo. Mi dicono che si trovano all'estero. Non ho dettagli: nessuna chiamata, nessun messaggio". Riferendosi alle recenti visite a Mosca e a Kiev di Steve Witkoff e Jared Kushner, il capo dello Stato ucraino ringrazia la parte americana "per aver contribuito a sbloccare i negoziati tra ucraini e russi. Abbiamo avuto una notte difficile, con molti feriti e morti: porgo le mie condoglianze alle famiglie. Abbiamo parlato delle nostre necessità, soprattutto del pacchetto invernale e di quello per la difesa contro i missili balistici. La nostra aviazione ha lavorato molto bene, sono stati abbattuti alcuni missili balistici e più di tre dozzine di missili da crociera. In totale erano circa 180 obiettivi e ne è stato abbattuto il 90%, è passato un solo missile da crociera. È un buon risultato, ma non è sufficiente. Abbiamo bisogno di missili. Stiamo preparando il programma Freyja e spero che gli Stati Uniti lo sostengano". Intanto 4 persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise in un attacco di droni avvenuto nella notte a Novorossiysk, secondo quanto riportato dal governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratyev. "La scorsa notte, le nostre truppe hanno respinto un massiccio attacco di droni nemici nella regione. L'attacco principale ha colpito Novorossiysk. Purtroppo, quattro persone sono rimaste uccise, tra cui un bambino", si legge in un comunicato. Secondo quanto dichiarato dal responsabile regionale, altri 29 residenti sono rimasti feriti, tre dei quali versano in gravi condizioni. Una chiesa ortodossa, un asilo nido, tre edifici privati e cinque palazzi residenziali sono stati danneggiati, ha aggiunto Kondratyev . Le forze russe hanno parlato di 596 droni ucraini abbattuti durante la notte. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa di Mosca, dopo che ieri il presidente russo Vladimir Putin ha avuto colloqui con il suo omologo statunitense sulle modalità per risolvere il conflitto in Ucraina. Dal canto suo Kiev ha reso noto un nuovo raid delle forze di Mosca contro il valico con la Moldova di Starokozache, nella regione di Odessa che è in seguito stato chiuso. Due persone sono morte e altre tre ferite. Altre 16 persone sono state portate via in autobus dalla zona del punto di frontiera, ha fatto sapere il governatore della regione di Odessa, Oleh Kiper. Danneggiati edifici, autobus, camion e automobili. Il raid è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di attacchi russi contro le infrastrutture di confine di Odessa. Lo scorso primo settembre era stato preso di mira il valico di Orlivka, al confine con la Romania, anche in questo caso, costringendo le autorità ucraine a chiudere temporaneamente il passaggio. Il 25 agosto, era stato attaccato dai droni di Mosca il punto di frontiera con la Moldova di Vinohradivka-Vulcanesti. Un altro attacco aveva colpito, nella notte del 20 agosto, il valico di Tabaki, sempre al confine con la Moldova. Il 27 agosto scorso cinque droni russi hanno violato lo spazio aereo della Moldova.
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Passaporto digitale Ue, il vero ostacolo per le imprese sono i dati frammentati
(Adnkronos) – Il conto alla rovescia è cominciato a luglio, quando la Commissione europea ha reso operativo il registro del passaporto digitale di prodotto. Da quel momento, per gradi, ogni bene immesso sul mercato europeo dovrà portare un codice capace di dichiarare di quali materiali è composto, quanto dura, come si ripara e dove va smaltito. La prima scadenza cade a febbraio 2027 per alcune batterie di grandi dimensioni. Per gli altri servono regole di dettaglio che la Commissione adotterà categoria per categoria: secondo il Piano di lavoro europeo le priorità sono ferro e acciaio, alluminio, tessili, pneumatici, mobili e materassi, con adozione stimata tra il 2026 e il 2029 e obblighi a seguire, dopo un periodo di transizione. Perché quel codice funzioni, ogni impresa deve poter indicare una versione sola delle informazioni su ciascun prodotto ed è precisamente la richiesta che oggi mette in difficoltà buona parte della manifattura italiana. Le informazioni che compongono una singola scheda prodotto risultano distribuite in media su otto archivi diversi, da replicare poi su sei canali e in cinque lingue. Sono le medie rilevate da On Page, piattaforma italiana per la gestione delle informazioni di prodotto, sui propri 230 clienti, in larga parte imprese manifatturiere.
Otto archivi, nessuno dei quali è quello ufficiale
La dispersione raramente nasce da disorganizzazione. Si sedimenta un pezzo alla volta, seguendo la crescita dell'azienda. Il gestionale contiene il codice e il prezzo, l'ufficio tecnico tiene un foglio di calcolo con misure e prestazioni, il marketing ne alimenta un altro con immagini e descrizioni, il commerciale un terzo con i listini. A questi si aggiungono i file nati per un singolo strumento, uno per il sito, uno per l'applicazione della rete vendita, uno per i configuratori. Altri dati restano nei documenti di testo delle schede tecniche, dove nessun sistema può recuperarli. Preso singolarmente, ciascun archivio è coerente. La frattura si apre quando un'informazione cambia, perché la correzione va riportata a mano su tutti: basta ometterne uno e lo stesso prodotto si descrive in due modi diversi, uno sul sito e uno sul catalogo. “In molte aziende il dato di prodotto non ha un proprietario. Vive in otto luoghi e tre reparti ne aggiornano una porzione ciascuno. Finché il catalogo esce nei tempi previsti nessuno se ne accorge. Ci si accorge quando qualcuno chiede quale sia la versione corretta, e adesso a chiederlo sarà un registro europeo”, spiega Lorenzo Gabatel, ceo di On Page.
Sei canali e cinque lingue: ogni correzione si moltiplica per decine
Gli archivi sono solo metà del problema. Le imprese osservate pubblicano le stesse informazioni su cinque o sei canali, dal listino al catalogo, dal sito al portale per i rivenditori, fino all'applicazione della forza vendita e ai marketplace, ciascuno con un formato proprio. Su questa base si innestano le cinque lingue gestite in media. Correggere un solo dato comporta quindi decine di interventi manuali, da eseguire in sequenza senza tralasciarne alcuno. Tecnicamente basterebbe che tutti gli strumenti leggessero da un unico archivio: è una soluzione nota da tempo ma che molte imprese non hanno ancora adottato.
Meno di una pmi su due ha un sistema condiviso
Resta da capire quanto il fenomeno sia esteso. Le statistiche nazionali non misurano le schede prodotto, ma dicono quanto spesso le imprese italiane tengano le proprie informazioni in un sistema condiviso anziché in file separati. Secondo il rapporto Imprese e ICT 2025 dell'Istat, poco meno della metà delle piccole e medie imprese italiane, il 48,8%, dispone di un gestionale integrato, cioè di un programma in cui i diversi reparti leggono e scrivono gli stessi dati. Fra le grandi imprese la quota arriva all'85,9%. Il dato fotografa lo strato di base e per le informazioni di prodotto la situazione è più complessa. Anche dove il gestionale esiste, contiene di norma soltanto codice, descrizione sintetica e prezzo: immagini, testi commerciali, dati tecnici e traduzioni restano fuori. È il motivo per cui gli archivi diventano otto anche in aziende che un sistema centrale ce l'hanno.
Cosa succede quando immagini, testi e traduzioni hanno un archivio unico?
Alcune imprese hanno costruito proprio lo strato mancante, un archivio unico che raccoglie anche ciò che il gestionale non contiene. Un produttore di attrezzature per la ristorazione professionale, oggi cliente di On Page, partiva dalla condizione media descritta finora: circa 700 prodotti, sette lingue, cinque canali, allineati da due persone a tempo pieno e una terza nei periodi di picco. Oggi segue oltre mille prodotti in diciannove lingue su sette canali, con una persona a tempo pieno e una part-time. Il perimetro è cresciuto in ogni direzione, le persone impiegate sono diminuite. Il salto ricorre sull'intera base osservata: dopo il passaggio a un archivio unico le lingue gestite salgono in media da cinque a dieci o undici, perché il tempo prima assorbito dalla replica manuale si converte in mercati che restavano scoperti.
Il risultato, però, non dipende soltanto dallo strumento
“Il passaporto digitale non si affronta acquistando l’ennesimo software da aggiungere a quelli già esistenti. Serve prima di tutto un cambio di mentalità le informazioni di prodotto devono essere centralizzate in un unico sistema, come On Page, e ogni dato deve avere un responsabile, una fonte certa e una procedura di aggiornamento. Il software risolve la distribuzione, l’ordine a monte, però, lo deve mettere l’impresa”, aggiunge Gabatel. Quell'ordine richiede tempo e il tempo disponibile ora è definito. Le prime regole sono attese entro fine anno per ferro e acciaio, i comparti successivi hanno davanti due o tre esercizi. Per chi parte da otto archivi, non è un margine ampio.
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Ascolti tv, ‘La Ruota della Fortuna’ vince contro ‘Affari Tuoi’ con il 23.2% di share
(Adnkronos) – Nella serata di ieri 'Super Karaoke' su Canale5 vince in prime time con 1.928.000 telespettatori e uno share del 16,4%. Secondo gradino dal podio per 'La Legge di Lidia Poët' su Rai1 che ha raggiunto 1.508.000 telespettatori pari al 9,9% di share. Terza posizione nella classifica degli ascolti di prime time per 'Mi Manda Raitre' che ha segnato 1.063.000 telespettatori (8,2% di share). A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: su Rai2 'La furia di un uomo – Wrath of Man' (824.000 telespettatori, share del 5,4%), su Rete4 'Verità Nascoste' (831.000 telespettatori, share del 7,4%), su Italia1 'Colombiana' (757.000 telespettatori, share del 4,9%), su La7 'In Onda – Speciale In Trincea' (501.000 telespettatori, share del 2,9%), sul Nove 'Geopop Racconta' (632.000 telespettatori, share del 4,6%) e su Tv8 'Bohemian Rhapsody' (417.000 telespettatori, share del 3,2%). In access prime time 'La Ruota della Fortuna' su Canale5 ha raccolto 4.226.000 telespettatori pari al 23,2% di share mentre 'Affari Tuoi' su Rai 1 ha raggiunto 3.447.000 telespettatori (18,9% di share). Nella fascia di mezzogiorno, 'È Sempre Mezzogiorno' su Rai1 ha ottenuto 1.614.000 telespettatori (17,8% di share) mentre 'Forum' su Canale 5 ha raccolto 1.130.000 telespettatori con il 16,8% di share. Nel pomeriggio, su Rai1 'Vita in Diretta' ha totalizzato 1.285.000 telespettatori con il 17,1% di share nella presentazione e 1.543.000 telespettatori con il 19,3% di share, su Rai2 'Ore 14' condotta da Salvo Sottile ha interessato 547.000 telespettatori con il 5,3% di share mentre 'BellaMa’' di Pierluigi Diaco ha raggiunto 298.000 telespettatori (3.5% di share) nella prima parte e 435.000 telespettatori (5,5% di share) nella seconda parte.
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Antonelli trionfa nel Gp Monza e il mondo festeggia l’Italia sui social: l’analisi Socialcom
(Adnkronos) – La vittoria di Kimi Antonelli al Gran Premio d'Italia a Monza, domenica 6 settembre 2026, ha prodotto una delle conversazioni social più massicce dell'anno. Lo spiega un'approfondita analisi Socialcom in esclusiva per
Adnkronos
. Il pilota Mercedes, partito dalla 19ª posizione per penalità motore, ha risalito l'intero campo e superato il compagno di squadra George Russell a tre giri dalla fine, diventando il primo italiano a vincere il Gran Premio d'Italia dopo 60 anni, da Ludovico Scarfiotti nel 1966. È la settima vittoria stagionale dell'emiliano ventenne, che consolida il comando del Mondiale con 66 punti di vantaggio su George Russell. I dati della conversazione sono eccezionali: nel mondo oltre 10 milioni di contenuti su web e social, circa 250 milioni di interazioni sommando tutti i canali incluso TikTok, e 5,8 miliardi di visualizzazioni stimate. La mappa mondiale vede gli Usa tra i principali fan, con 58 milioni di interazioni geolocalizzate, seguiti da Italia, Regno Unito, Francia, Brasile e Argentina.
In Italia la conversazione ha raggiunto 69.200 contenuti, 14,1 milioni di interazioni e 10,9 miliardi di visualizzazioni stimate. Le interazioni triplicano rispetto al weekend precedente: è la celebrazione più compatta dell'anno. La Formula 1 ha dominato la conversazione sportiva italiana: il doppio dei contenuti rispetto al calcio e circa sette volte le interazioni nello stesso weekend.
I social dominano l'engagement, le news online sono ormai marginali. Nel mondo TikTok ha superato Instagram per interazioni (58,5% vs 34,2%): la piattaforma domina nello sport, confermando un trend globale che la vede protagonista nei grandi eventi live. Insieme, TikTok e Instagram coprono il 92,7% dell'engagement mondiale. In Italia Instagram resta superiore con il 76,1% dell'engagement, ma TikTok è già al secondo posto con il 15,5% — un segnale chiaro di dove si sta spostando il pubblico più giovane. X (Twitter) produce il 37% dei post mondiali ma solo il 3,6% delle interazioni: il volume non si traduce in coinvolgimento. Kimi Antonelli è il motore assoluto dell'evento: 180.100 contenuti nel mondo, 24,3 milioni di interazioni. Monza e il Tempio della Velocità dominano per volume: 453.700 contenuti, 33,6 milioni di interazioni. Le immagini del pubblico che canta "Sarà perché ti amo" e l'Inno di Mameli hanno fatto il giro del mondo, generando da sole oltre 3 milioni di interazioni. Il dramma Ferrari è l'unica sacca di negatività: lo schianto di Leclerc alla Parabolica e lo scontro con Hamilton hanno generato 93.700 contenuti e 6,3 milioni di interazioni, con un sentiment negativo del 15,4% a livello mondiale. In Italia l'affetto per la Rossa prevale. Imola cresce in contenuti e interazioni, trainata dall'orgoglio emiliano per Kimi, nato a Bologna.
L'account ufficiale @f1, sommando Instagram e TikTok, domina con 93,7 milioni di interazioni. @mercedesamgf1 raggiunge 14,5 milioni grazie al cat trend virale su TikTok. In Italia le voci più riprese sono Kimi Antonelli (2,7M), l'account F1 (2,0M), Sky Sport (2,0M), Mercedes (1,3M sommando IG e TikTok), Vogue Italia (905K con il fashion crossover). Giorgia Meloni entra nella classifica degli influencer con 153.000 interazioni su Instagram e Facebook ("Sessant'anni dopo, un italiano torna a vincere il Gran Premio d'Italia a Monza"). Anche Matteo Salvini e figure trasversali postano congratulazioni. La F1 diventa momento unitario e bipartisan, un evento che attraversa tutti i mondi: sport, fashion, politica, musica. "La vittoria di Kimi Antonelli a Monza non è solo un evento sportivo: è il più grande momento di celebrazione dell'Italia sui social nel 2026. Dieci milioni di post, un quarto di miliardo di interazioni — numeri che nessun evento italiano aveva mai raggiunto in un weekend. TikTok ha superato Instagram come piattaforma d'engagement, i social hanno schiacciato le news online, e l'Italia ha raccontato al mondo una storia di talento, passione e appartenenza attraverso un ventenne partito ultimo e arrivato primo", spiega Luca Ferlaino, Presidente di Socialcom. "Il dato più significativo è la compattezza del sentiment: 99% di commenti positivi per Kimi. Un'unanimità rara, che trasforma la F1 in un momento unitario per il Paese e per il mondo intero".
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US Open, oggi Zverev-Van de Zandschulp: orario, precedenti e dove vederla in tv
(Adnkronos) – Alexander Zverev torna in campo agli US Open. Nella notte tra oggi e domani il tennista tedesco, numero 2 del mondo e prima testa di serie, sfida l'olandese Botic Van de Zandschulp, numero 70 del ranking Atp – in diretta tv e streaming – nei quarti di finale dello Slam americano, l'ultimo della stagione. Zverev arriva al match dopo aver eliminato Sonego, Halys, Tabilo e Darderi mentre Van de Zandschulp ha sconfitto Choinski, De Minaur, Bergs e Gea. La sfida tra Zverev e Van de Zandschulp è in programma stanotte all'1.30 sul campo centrale. I due tennisti non si sono mai incontrati. Tutte le partite degli US Open 2026 sono trasmesse in Italia in diretta tv in chiaro su SuperTennis e in diretta tv via satellite su Sky Sport per gli abbonati. Match visibili in streaming sulle piattaforme SuperTenniX, NOW Tv e Sky Go.
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Bertolucci attacca gli US Open: “Così vogliono distruggere il tennis”
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Paolo Bertolucci 'attacca' gli US Open. L'ex tennista azzurro si è scagliato contro l'organizzazione dello Slam americano, l'ultimo della stagione, dopo la sconfitta di Carlos Alcaraz contro Ben Shelton, arrivata in cinque set e dopo oltre quattro ore e mezza di partita. A New York il match è terminato intorno alle 3.30 ora locale, richiedendo uno sforzo fisico da parte dei giocatori che, secondo Bertolucci, ha quasi del 'disumano': "Chiedere ad un atleta di performare alle 3 di mattina significa perseguire un piano diabolico atto a distruggere il tennis", ha scritto in un tweet sul proprio profilo X. A dare ragione a Bertolucci ci sono le immagini di Alcaraz, sofferente a più riprese durante il match. Lo spagnolo, che arrivava da quattro mesi lontano dai campi a causa dell'infortunio al polso rimediato a Barcellona, ha vomitato durante la partita, visibilmente provato dalla fatica.
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Alcaraz vomita agli US Open e… litiga con un cameraman
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Carlos Alcaraz vomita agli US Open. Il tennista spagnolo è stato eliminato nella notte italiana dall'americano Ben Shelton ai quarti di finale dello Slam statunitense, l'ultimo della stagione e a cui arrivava da campione in carica. Alcaraz si è arreso dopo cinque set al termine di un match molto probante dal punto di vista fisico, soprattutto considerato il lungo stop, di oltre quattro mesi, a cui è stato costretto per l'infortunio al polso rimediato a Barcellona. Durante un cambio campo infatti Alcaraz, che si era già 'accasciato' sulla racchetta tra un punto e un altro, ha preso l'asciugamano e ha vomitato, guardando poi con preoccupazione verso il suo angolo. Un problema dovuto senza dubbio alla fatica e alla scarsa abitudine, vista la lunga assenza dai campi, a giocare per così tanto tempo, con la partita che è durata oltre quattro ore e mezza. Pochi secondi prima di vomitare Alcaraz, conscio delle sue precarie condizioni fisiche, aveva litigato con un cameraman, che continuava a inquadrarlo. Lo spagnolo ha fatto ampi gesti con le mani per far allontanare le telecamere, per poi rivolgersi al giudice di sedia.
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Caso Roggero, il giudice si riserva sul differimento della pena: “Il suo morale resta alto”
(Adnkronos) – Si è conclusa poco fa al tribunale di sorveglianza di Torino l’udienza per discutere il 'differimento pena per grazia' presentata da Stefano Marcolini, legale del gioielliere cuneese, Mario Roggero, condannato a 14 anni e nove mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo che avevano assaltato la sua gioielleria nell’aprile del 2021. Il 72enne e’ rinchiuso nel carcere di Bollate e ha seguito l’udienza in video collegamento senza intervenire. Analoga udienza è fissata per il 16 settembre al tribunale di sorveglianza di Milano. Nelle scorse settimane il gioielliere aveva chiesto di poter scontare la pena ai domiciliari, in attesa della decisione del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sulla grazia.
"E’ stata un’udienza molto breve, in linea con la durata dei tempi delle udienze di sorveglianza, del resto avevo già depositato una memoria. Abbiamo insistito sulle nostre richieste e il tribunale si è riservato e ci farà sapere nei prossimi giorni", ha commentato il legale Marcolini al termine dell’udienza nel corso della quale è intervenuto anche il procuratore generale che ha dato parere negativo. "Le nostre richieste – ha proseguito l'avvocato – sono due, quella principale è il differimento della pena in attesa della decisione del capo dello Stato, in subordine detenzione domiciliare, sempre però in attesa della decisione del presidente della Repubblica. Io credo e spero che la decisione del tribunale di sorveglianza di Torino arrivi prima del 16 settembre per ogni opportuna valutazione, a quel punto se fosse in una certa direzione, probabilmente Milano potrebbe emettere anche un non luogo a provvedere". "La richiesta di differimento della pena pendente la domanda di grazia – ha ricordato il legale – deriva da una norma del codice penale su cui non ci sono grandi precedenti in giurisprudenza. Questo, quindi, credo sia un provvedimento un po' destinato a fare giurisprudenza e noi l’abbiamo motivata sulla base di quello che dice il codice, cioè che è possibile, pendente la domanda di grazia, bloccare l’esecuzione della pena”. "Sono più di 50 giorni che Mario Roggero è in carcere a Bollate, si trova bene compatibilmente con il regime carcerario il morale
resta
alto soprattutto perché abbiamo queste due udienze quella di oggi e quella del 16 al tribunale di sorveglianza di Milano a cui Roggero potrà partecipare in presenza essendo all’interno della circoscrizione del tribunale. Ha un ufficio in cui si occupa di contabilità la moglie e le figlie lo vanno a trovare regolarmente, hanno sei ore al mese e vengono sfruttate tutte", ha concluso Marcolini.
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Famiglia, Osservatorio Pampers: il 63% dei papà teme di non fare abbastanza per i propri figli
(Adnkronos) – I papà italiani rivestono un ruolo centrale nella crescita dei propri figli. Partecipano attivamente alla vita familiare, condividono responsabilità, cercano informazioni, si confrontano con esperti e vogliono essere presenti in ogni fase dello sviluppo dei bambini. Ma questo coinvolgimento comporta anche una dimensione emotiva significativa tra dubbi, paure e il bisogno di sentirsi meno soli. È quanto emerge dall'Osservatorio Pampers realizzato con Eumetra, che ha analizzato percezioni e vissuti di 3.000 genitori tra mamme e papà nelle diverse aree del Paese, restituendo il ritratto di una paternità moderna, partecipe ed emotivamente coinvolta. Il dato più emblematico riguarda proprio il senso di responsabilità che accompagna molti padri italiani: il 63% dichiara di temere di non fare abbastanza per i propri figli. Una percentuale che sale al 72% nel Nord Ovest, dove i papà si mostrano particolarmente coinvolti, ma anche più severi nei confronti di sé stessi. Nel Centro Italia emerge il ritratto dei papà più presenti e partecipi: il 73% teme che possa accadere qualcosa di brutto ai propri figli, il 57% afferma di aver bisogno di maggiore supporto nel proprio ruolo genitoriale e il 73% si dichiara preoccupato per il loro benessere e la loro crescita in un contesto sempre più complesso. Nonostante questo, sono anche i più appagati: qui il 90% si dichiara felice di essere padre, contro una media nazionale dell'80%. L'indagine evidenzia inoltre differenze territoriali che raccontano modi diversi di vivere la paternità. Nel Nord Est emerge da parte dei papà una visione della genitorialità che guarda sia all'esperienza delle generazioni precedenti sia agli strumenti offerti dalla tecnologia: il 56% ritiene che in passato fosse più facile essere genitori, mentre il 46% utilizza smartphone e tablet come supporto nella gestione dei figli. Nel Sud e nelle Isole emerge invece una paternità più sicura e pragmatica: qui si registra il livello più basso di senso di inadeguatezza (28% contro il 34% della media) e una maggiore fiducia nei consigli degli esperti (60% contro il 53% della media nazionale). Al di là delle differenze territoriali, emerge una richiesta comune: i papà italiani non cercano di essere perfetti, ma di non essere soli. Confronto, ascolto e una rete di supporto rappresentano oggi bisogni sempre più centrali nell'esperienza della paternità. È anche da questa consapevolezza che prende vita Pampers Village, il progetto sviluppato da Pampers insieme al Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB) per contribuire a costruire quel "villaggio" di supporto di cui ogni genitore ha bisogno. L'iniziativa nasce dal dato che un genitore su due dichiara di sentirsi solo dopo la nascita di un figlio e mette a disposizione ricerca, strumenti digitali e momenti di incontro sul territorio, con l'obiettivo di offrire alle famiglie un supporto concreto, accessibile e vicino ai bisogni quotidiani. Dopo il debutto a Milano e la successiva tappa a Pescara nel 2025, il progetto fa ora tappa a Roma in occasione di InFamiglia Festival, il 19 e 20 settembre presso Forte! Trionfale Urban Factory. Due giornate durante le quali Pampers, in collaborazione con gli esperti del Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB) offrirà a mamme e papà occasioni di incontro, confronto e condivisione, trasformando in esperienza concreta quel senso di comunità che molte famiglie oggi dichiarano di cercare. “La scelta di portare Pampers Village all'interno di InFamiglia Festival nasce dalla volontà di raggiungere le famiglie in contesti capaci di favorire connessioni autentiche e relazioni durature, trasformando un evento in un'occasione concreta per costruire quel 'villaggio' di cui ogni bambino ha bisogno. L'Osservatorio ci racconta che, pur vivendo la genitorialità con grande coinvolgimento e gioia, molti genitori sentono il peso della responsabilità e la mancanza di una rete di supporto. Con Pampers Village vogliamo contribuire a creare occasioni di incontro e condivisione, perché crediamo che il benessere dei bambini passi anche attraverso comunità capaci di accompagnare e sostenere le loro famiglie”, ha dichiarato Sergio Caccavale, Baby Care Category Executive Director. “Partecipare a questi eventi per noi significa creare opportunità per le famiglie e gettare semi per relazioni durature e significative. Il nostro obiettivo è offrire alle famiglie con bambine e bambini nella fascia 0-3 anni punti di riferimento stabili sul territorio, luoghi in cui essere accompagnati nel percorso di crescita dei loro figli e figlie e nella costruzione della propria esperienza genitoriale. In questo caso, il 'luogo' è il Villaggio per Crescere di Roma: uno spazio gratuito e accogliente, pronto ad accogliere bambine, bambini e i loro genitori” ha affermato Anduena Alushaj, Responsabile Area Early Child Development e Nurturing Care del Csb e di Un Villaggio per Crescere. Perché crescere un bambino è un'avventura straordinaria, ma nessun genitore dovrebbe affrontarla da solo. Anche per questo Pampers ha lanciato la prima Community Pampers all’interno dell’App Coccole Pampers, che ad oggi conta più di 100.000 utenti e 370.000 interazioni. Un luogo di incontro virtuale dove confrontarsi e condividere esperienze, dubbi e paure per costruire un vero e proprio villaggio su cui poter contare. Tra i servizi dell’App anche la possibilità di accedere gratuitamente a uno sportello psicologico online in collaborazione con Heart4Children.
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