(Adnkronos) – "A fronte di circa 13mila pazienti potenzialmente candidate ogni anno, la media dei test effettuati tra il 2024 e il 2025 ha superato quota 2.500. Va considerato che la dotazione del Fondo nazionale dedicato ai test genomici non è più sufficiente. Le diagnosi aumentano, cresce il numero di pazienti idonee e abbiamo imparato a utilizzare questo strumento con la massima appropriatezza: per questo abbiamo inevitabilmente bisogno che il Fondo venga incrementato". Con queste parole Alessandra Fabi, consigliera nazionale Aiom – Associazione italiana di oncologia medica e responsabile Medicina di precisione in senologia presso la Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, è intervenuta nel corso dell'incontro con la stampa 'Tumore al seno, i primi due anni di attività dell'Osservatorio nazionale sui test genomici', promosso oggi a Milano da Abbott. Fabi si sofferma sulla necessità che ha spinto a istituire un Osservatorio sui test genomici: "Era necessario effettuare una valutazione e un'osservazione di quello che è stato un lavoro ormai pluriennale dei clinici e di tutta la parte tecnica – spiega – I risultati sono positivi: il primo messaggio è che i medici sono riusciti a portare in ogni ospedale la medicina di precisione attraverso il test genomico, imparando a utilizzarlo secondo criteri di appropriatezza nelle pazienti con un tumore precoce già operato, ormono-dipendente ed Her2-negativo, che rappresenta circa il 60% dei casi di tumore alla mammella". Dai numeri emersi dall'Osservatorio "possiamo dire che il quadro generale è molto buono – osserva la consigliera Aiom – ma abbiamo ancora un ampio margine di miglioramento, soprattutto in alcune aree geografiche dove il numero di test eseguiti e prescritti rimane ridotto". Un divario dovuto "a fattori culturali, come il timore infondato di perdere tempo prezioso prima di avviare la chemioterapia, quando invece il test permette a metà delle pazienti di evitarla del tutto, ma anche a una complessa burocrazia ospedaliera che frena l'operato del singolo clinico".
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Tumore seno, Fabi (Aiom): “13mila pazienti all’anno candidate a test genomico”
Ex Ilva, Calderone “Pronti ad adeguare l’assegno di ricollocazione Cigs”
ROMA (ITALPRESS) – “Il ministero del Lavoro è attivo e attento alle ricadute occupazionali” relative all’ex Ilva. Così la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, al question time della Camera.
“Confermo non solo la nostra attività nell’utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, ma anche e soprattutto l’impegno a riformare quegli strumenti che necessitano di un adeguamento per quelle che sono le esigenze del momento, a partire dall’Assegno di ricollocazione Cigs, che sarà ancor più efficace per quelle che sono le procedure di transizione, riqualificazione e riaccompagnamento, insieme a tutte le altre politiche attive che noi stiamo mettendo in campo”, ha concluso.
(ITALPRESS)
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Tumore seno, Tinterri (Humanitas): “Test genomici sin dalla biopsia”
(Adnkronos) – "Eseguendo un test genomico direttamente sulla biopsia si otterrebbero tutti i benefici di un trattamento chemioterapico preventivo, evitando probabilmente interventi molto più demolitivi. Oggi questo non è ancora consentito perché manca la rimborsabilità dell'esame". Così Corrado Tinterri, professore di Chirurgia generale all'Humanitas University e responsabile dell'Uo di Senologia alla Breast Unit dell'Humanitas Cancer Center di Rozzano, in occasione dell'incontro con la stampa 'Tumore al seno, i primi due anni di attività dell'Osservatorio nazionale sui test genomici', promosso da Abbott oggi a Milano. "La maggior parte dei tumori della mammella riguarda pazienti che non sottoponiamo mai a un trattamento chemioterapico pre-operatorio – sottolinea lo specialista – Ciò significa che per queste donne, in presenza di una neoplasia localmente avanzata o con coinvolgimento linfonodale, dobbiamo eseguire interventi chirurgici estesi, pur scoprendo in un secondo momento che la chemioterapia sarebbe stata indicata". I test genomici rivestono dunque un ruolo importante nel percorso diagnostico. "In diversi Paesi europei questa procedura è già operativa – evidenzia Tinterri – In Italia condurremo uno studio per confermare la fattibilità e l'efficacia dell'utilizzo del test da biopsia, con la prospettiva di ottenere ottimi risultati", conclude.
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Tragedia a Genova, bimbo di 5 anni cade da una finestra al terzo piano e muore
(Adnkronos) – Un bambino di 5 anni è morto dopo essere caduto dalla finestra al terzo piano di un appartamento a Genova, quartiere Begato. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia
di Stato. Quando sono arrivati i sanitari del 118 il piccolo è apparso subito in condizioni molto gravi ed è morto poco dopo. Indagini in corso per ricostruire l’accaduto.
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Roccella “Non cambiamo idea sul femminicidio perchè c’è chi dice che non esiste”
ROMA (ITALPRESS) – “In Parlamento, all’unanimità, è stato votato il reato autonomo di femminicidio che non serve a stabilire classifiche di gravità morale in base al sesso della vittima, ma per inquadrare giuridicamente quella specifica forma di violenza che rifiuta la libertà delle donne, una libertà fondamentale che è parte della nostra identità e civiltà: abbiamo fortemente voluto questa legge e non abbiamo certo cambiato idea perchè qualcuno sostiene che il femminicidio non esiste“. Così la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, al question time della Camera.
“La diminuzione del numero dei femminicidi registrata nel primo semestre di quest’anno, in rapporto allo stesso periodo dell’anno scorso, è un primo segnale incoraggiante, non certo un punto d’arrivo, ma una spinta che ci sollecita ad andare avanti soprattutto nel lavoro di formazione, un lavoro rafforzato dalle leggi approvate in questa legislatura”, ricorda. “Continueremo a fare tutto ciò che serve contro questa piaga, con la consapevolezza di aver profuso dal primo giorno il massimo impegno e di averlo fatto nello sforzo di essere uniti”.
(ITALPRESS).
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Buonfiglio: “Caso Malagò? Non l’avrei mai voluto, serve attenzione e Coni cercherà di non sbagliare”
(Adnkronos) –
“Comincio dal dire che questa storia qui non avrei mai creduto e voluto che si concretizzasse e si formalizzasse. Detto ciò va presa con attenzione e senza fretta. Il Coni e il presidente del Coni cercheranno di non sbagliare”. Queste le parole del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della presentazione di Obiettivo Tricolore in Senato, in merito alla richiesta respinta di archiviazione della procura generale dello sport sul caso del tesseramento di Giovanni Malagò. “Ipotesi commissariamento? Quante volte me lo avete chiesto già in passato, ma io non mi faccio influenzare né da destra né da sinistra, né da sopra né da sotto – ha aggiunto Buonfiglio- ma devo fare quello che non è un diritto, ma un dovere del presidente del Coni, fare delle valutazioni con molta attenzione, valuteremo la situazione”. Sul caso Malagò è intervenuto anche il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi. "È un tema che sta affrontando la giustizia sportiva a ogni livello. Le norme si conoscono – quelle sportive e dello Stato – al di là della loro interpretabilitá. A ognuno il suo ruolo, il mio è quello di osservatore rispettoso ma interessato di questa situazione".
Ieri la Procura generale dello Sport guidata da Ugo Taucer ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal capo della Procura federale della Figc, Giuseppe Chinè, sull'indagine in merito al mancato tesseramento di Malagò. Taucer ha inviato una relazione a Chinè e per conoscenza a Buonfiglio, comunicando la decisione, ma nella relazione Taucer chiede chiarimenti e altre argomentazioni. Chinè fornirà ulteriori elementi chiarificatori e altre deduzioni in merito alla linea che l'ha portato a chiedere l'archiviazione.
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Caro-casa, dall’Ue nuova legge sugli alloggi accessibili: “Ma non sono contro gli affitti brevi”
(Adnkronos) – Sostenere gli Stati membri e le città dell'Ue nell'affrontare il problema dilagante dell'accessibilità economica e la disponibilità di alloggi nelle aree soggette alle maggiori pressioni. Questo il cuore della proposta lanciata oggi dalla Commissione europea, la Legge sugli alloggi accessibili (Affordable Housing Act), il primo tentativo a livello comunitario di intervenire su un problema che interessa sempre più le aree urbane del Vecchio continente: l'ultimo Eurobarometro ha rilevato che oltre il 50% degli abitanti delle città considera l'alloggio un problema immediato e urgente nel luogo in cui vive. La proposta della Commissione parte dal tentativo di affrontare il problema posto dalle modalità di utilizzo degli alloggi per scopi diversi dalla residenza principale, quali gli affitti brevi, che specialmente nelle città a forte vocazione turistica "può aggravare la disponibilità locale e l'accessibilità economica". La legge proposta intende rispondere a tali criticità, fortemente localizzate, offrendo alle autorità pubbliche certezza giuridica quando scelgono di agire, sulla base delle specificità locali, nel quadro del diritto dell'Ue, anche per risolvere le contestazioni legali in merito alla compatibilità tra diritto locale e comunitario che sono emerse nei Paesi membri che hanno già adottato misure per allentare tali pressioni .Nel pratico, la Legge sugli alloggi accessibili non impone obblighi ma fornisce il primo quadro comune europeo per valutare le misure in materia abitativa che incidono sul mercato unico, come spiega la vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, nel corso di una conferenza stampa. La decisione di intervenire, e su quali misure adottare, rimane alle autorità competenti. "Le scelte di politica abitativa restano nazionali, regionali e locali", sottolinea l'esecutivo europeo in un comunicato, ribadendo che la legge è concepita per fornire chiarezza giuridica alle autorità quando decidono di intervenire nelle zone sottoposte a tensione abitativa, salvaguardando al contempo il mercato unico e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. La nuova Legge mira ad aiutare le autorità competenti a individuare le "zone sottoposte a tensione abitativa", applicando una nuova metodologia comune e criteri tecnici condivisi. Qualora le autorità scelgano di limitare l'uso degli alloggi, intervenendo, per esempio, sugli affitti brevi o le abitazioni
sfitte, devono prima "dimostrare che ciò contribuisce alle pressioni abitative locali e garantire che le misure siano mirate, necessarie e proporzionate", spiega la Commissione. Per quanto riguarda gli affitti brevi, gli interventi delle autorità locali possono riguardare "specificamente le attività che riducono il patrimonio immobiliare disponibile per l'uso a lungo termine, in particolare laddove la loro entità, frequenza o natura commerciale aggravino la pressione abitativa", si legge nel comunicato. Prima di introdurre restrizioni, le autorità devono dimostrare che l'attività di locazione a breve termine ha avuto un impatto negativo "significativo" sull'accessibilità economica o sulla disponibilità di alloggi per almeno tre anni, e che misure meno restrittive non risulterebbero altrettanto efficaci. Esse dovranno dunque applicare e far rispettare il regolamento dell'Ue, compresi i requisiti di registrazione e la rimozione o disattivazione degli annunci non conformi, e, ove disponibili, utilizzare i dati raccolti a sostegno della propria valutazione. In parallelo agli interventi sugli affitti brevi, le autorità locali in Ue stanno intervenendo anche con misure che incidono sull'acquisto o sull'uso di immobili residenziali, come le seconde case o gli immobili sfitti per lunghi periodi. La proposta della Commissione fornisce un quadro più chiaro anche per tali iniziative, tutelando la certezza del diritto e il legittimo affidamento: "le condizioni legate all'acquisto non possono applicarsi retroattivamente, devono essere previste adeguate disposizioni
transitorie e le misure volte a contrastare gli alloggi sfitti a lungo termine devono tenere conto dei periodi giustificati di mancata occupazione", spiega il comunicato. "Per i residenti delle aree sotto pressione, l'obiettivo è fare in modo che le misure adottate a livello locale siano meglio mirate, maggiormente supportate da dati concreti e riesaminate nel tempo, e che siano accompagnate da interventi volti ad aumentare l'offerta di alloggi", prosegue il comunicato della Commissione, aggiungendo che anche gli investitori del settore e i proprietari immobiliari attivi su più mercati locali beneficeranno di una maggiore chiarezza sul quadro giuridico dell'Ue. La proposta dell'esecutivo europeo è corredata da una raccomandazione sull'accessibilità economica e sull'offerta di alloggi nelle zone sottoposte a tensione abitativa. Essa "sostiene le autorità nei loro sforzi per incrementare l'offerta abitativa nelle aree che ne hanno più bisogno, anche attraverso una pianificazione e un rilascio più rapidi dei permessi per le nuove costruzioni, la ristrutturazione e la riconversione degli edifici", nonché agevolando gli investimenti. La Commissione incoraggia dunque le autorità a concentrare tali sforzi per incrementare l'offerta di alloggi. L'intera proposta legislativa passerà ora al Parlamento europeo e al Consiglio nell'ambito della procedura legislativa ordinaria. In linea di principio gli affitti brevi "sono un'idea valida" e la Commissione europea "non intende affatto contrastarli in quanto tali" nella sua nuova proposta di legge per gli alloggi accessibili. Lo dichiara Dan
Jorgenson, commissario Ue con delega all'Edilizia abitativa, nel corso della conferenza stampa di presentazione della legge, puntualizzando che essa non impone obblighi, ma aiuta i sindaci delle città sottoposte a tensione abitativa, metrica resa misurabile dalla proposta, ad agire nel quadro del diritto comunitario. Per alcuni gli affitti brevi "costituiscono una straordinaria opportunità per viaggiare e visitare Paesi mai visti prima, per altri rappresentano una gradita fonte di reddito", afferma Jorgensen. Tuttavia, "riscontriamo aree urbane in cui l'aumento delle locazioni a breve termine ha progressivamente allontanato i comuni cittadini dalle proprie abitazioni, determinando un rincaro dei prezzi del tutto inaccettabile". Da qui la preoccupazione del 51% degli europei, rilevata nell'ultimo Eurobarometro, riguardo alla mancanza di alloggi a prezzi accessibili, che ritengono un problema grave e urgente. Ci troviamo nel pieno di una crisi abitativa: dobbiamo agire", aggiunge. La proposta fornisce dunque agli Stati membri e alle amministrazioni locali gli strumenti necessari per introdurre misure che contribuiscano a risolvere parte delle sfide aperte. "Occorre essere consapevoli che difficilmente una soluzione unica può andare bene per tutti", sottolinea Jorgensen, spiegando che si tratta di dare "facoltà di individuare specifiche zone sottoposte a tensione abitativa e, qualora in tali aree siano soddisfatti criteri comuni, di introdurre misure correttive" regolamentando le locazioni a breve termine o le abitazioni sfitte. "Non stiamo imponendo prescrizioni né rendendo queste misure obbligatorie: chiariamo semplicemente che, qualora si intenda intervenire in una zona sottoposta a tensione abitativa, lo si può fare nel rispetto delle norme dell'Ue, disponendo del relativo quadro giuridico", conclude.
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Shelton batte Alcaraz agli Us Open, festeggia e poi… ‘dimentica’ la fidanzata Trinity Rodman
(Adnkronos) – Curioso siparietto agli Us Open 2026. Ben Shelton festeggia dopo aver vinto i quarti di finale dello Slam americano contro Carlos Alcaraz, sorride e nel discorso post-partita… 'dimentica' la fidanzata Trinity Rodman. "Spero solo che la mia migliore amica e mia sorella non debbano andare al lavoro alle 6 del mattino, tra 3 ore" ha detto il tennista americano dopo aver conquistato la semifinale al termine di una vera maratona, chiusa alle 3 e mezza. Una frase che ha portato alla risposta immediata della sua compagna, Trinity Rodman, nota calciatrice e figlia dell'ex star dell'Nba Dennis Rodman. “E io allora?” ha replicato Trinity dagli spalti, dopo essere stata 'ignorata' dal fidanzato, forse troppo euforico in quel momento per la vittoria spaziale contro Carlos Alcaraz. La prima in carriera contro il fuoriclasse spagnolo. Un piccolo malinteso, presto risolto, in una giornata da incorniciare.
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Iva Zanicchi scrive a De Martino: “Rispondimi’. Il siparietto a ‘BellaMa’
(Adnkronos) –
Una puntata tra ricordi, musica e sorprese quella di 'Bella Ma’', che ieri ha ospitato Iva Zanicchi. L'Aquila di Ligonchio si è raccontata a Pierluigi Diaco con la consueta ironia, ripercorrendo alcuni momenti della sua lunga carriera e tornando anche alle sue partecipazioni a Sanremo. Ed è stato proprio il Festival a regalare il momento più curioso dell’intervista. Diaco ha infatti mostrato l’esibizione della Zanicchi a Sanremo 2022, quando la cantante partecipò alla gara con 'Voglio Amarti'. Un’occasione per parlare anche del suo attuale rapporto con il festival: "È stato il mio ultimo Sanremo, perché io non ci andrò più in gara", ha sottolineato Zanicchi. Ma Diaco ha subito rilanciato con una domanda che ha aperto uno scenario decisamente interessante: "Ma se De Martino ti chiama come ospite d’onore?".
La risposta di Iva è stata immediata e, soprattutto, ha svelato un piccolo retroscena. La cantante ha infatti raccontato di aver già scritto a Stefano De Martino ma senza ricevere risposta: "Stefano, rispondimi. Mi devi rispondere, perché io ti ho mandato un messaggio e tu mi devi rispondere", ha detto la Zanicchi scoppiando in una risata. A quel punto Diaco ha colto l’occasione per scherzarci su e ha trasformato la rivelazione in un vero e proprio appello in diretta:"'Allora, notizia! In diretta su Rai2, la signora Zanicchi svela di aver mandato un messaggio al direttore artistico di Sanremo, De Martino, e lui non ha risposto. Ste’, rispondi!", ha detto il conduttore. Provocando la precisazione della Zanicchi: "Beh, no, ma gliel’ho mandato questa notte". Diaco, con la sua consueta ironia, ha chiuso così: "E allora! Dagli tempo". (di Alisa Toaff)
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Cambio al vertice della Guardia di Finanza di Palermo, il Generale Langella è il nuovo Comandante
PALERMO (ITALPRESS) – Cambio al vertice del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Palermo. Nel cortile interno della Caserma Mazzarella, alla presenza del Comandante Regionale Sicilia, Generale di Divisione Stefano Lombardi, e di una rappresentanza dei Reparti del Comando Provinciale, si è svolta la cerimonia militare di cessione e assunzione della carica di Comandante Provinciale Palermo tra il Generale di Brigata Domenico Napolitano e il Generale di Brigata Alessandro Langella.
Il Generale Napolitano lascia il Comando Provinciale Palermo per assumere l’incarico di Comandante del Servizio Centrale di Investigazioni sulla Criminalità Organizzata di Roma. Nel cedere il comando, dopo quattro anni di lavoro intenso e impegnativo, ma anche esaltante e ricco di soddisfazioni, ha ringraziato le Fiamme gialle palermitane “per l’impegno, la dedizione e l’equilibrio con cui hanno lavorato al servizio dei cittadini e delle imprese oneste per assicurare il rispetto della legalità economico-finanziaria”.
Qualità che hanno consentito, nel periodo del suo mandato, l’esecuzione di rilevanti operazioni quali ad esempio il sequestro di 4 opifici clandestini adibiti alla produzione di sigarette presenti su tutto il territorio nazionale e il contestuale sequestro di circa 80 tonnellate di tabacchi lavorati esteri nonché l’arresto di 19 soggetti e la denuncia di ulteriori 55 indagati. Ma anche il sequestro di oltre 5 tonnellate di cocaina, l’arresto di 20 soggetti effettuato nell’ambito di un articolato dispositivo di contrasto agli illeciti via mare, svolto con l’impiego di numerosi mezzi aerei e navali del Reparto Operativo Aeronavale, che ha consentito di individuare una nave mercantile usata per il trasporto della sostanza stupefacente.
E poi, l’esecuzione, tra Brasile e Svizzera, di una maxi operazione antimafia a contrasto della criminalità organizzata e del riciclaggio internazionale che si è conclusa con l’arresto di un imprenditore da tempo trasferitosi a Natal (Brasile), e il sequestro di disponibilità finanziarie nonché beni mobili e immobili riconducibili a 17 soggetti, tutti indagati, e a 12 società operanti nel settore immobiliare, edile e ristorativo per un valore complessivo di oltre 500 milioni di euro.
Infine, anche l’esecuzione di una complessa e articolata indagine in materia di riciclaggio e autoriciclaggio a carattere transnazionale (svolta – oltre che in Italia – ad Andorra, a Gibilterra, alle Isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna), che ha consentito di ricostruire un vasto patrimonio frutto del reimpiego di ingenti capitali derivanti da attività di narcotraffico, prosperate – in oltre 40 anni – sotto l’egida e il controllo di Cosa Nostra trapanese e del suo vertice, Matteo Messina Denaro, che si è conclusa con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 soggetti e del sequestro preventivo dell’intero patrimonio ricostruito, del valore complessivo stimato di oltre 200 milioni di euro.
Subentra il Generale di Brigata Alessandro Langella, romano, di 51 anni, laureato in Giurisprudenza, Scienze politiche e Scienze della sicurezza economico finanziaria, che nella sua carriera ha rivestito diversi incarichi di comando a Roma, Napoli e Bologna, maturando un’esperienza anche presso il Nucleo speciale di polizia valutaria. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Capo Ufficio Legislazione presso il Comando Generale e, da ultimo, di Comandante del Nucleo di polizia economico finanziaria di Torino, che ha diretto per quattro anni. È titolato del Corso superiore di polizia tributaria.
LANGELLA “ESPERIENZA A PALERMO SARÀ UN COMPLETAMENTO PER ME”
“Sono profondamente onorato dell’incarico che mi è stato assegnato e della fiducia che la mia gerarchia mi ha accordato assegnandomi quest’incarico in una delle aree più impegnative del paese: metterò a disposizione tutto il bagaglio di conoscenze ed esperienze che ho maturato nel mio percorso professionale, ma confido anche che imparerò tantissimo attraverso quest’esperienza che per me rappresenta a tutti gli effetti un completamento”. Lo sottolinea il nuovo comandante provinciale della Guardia di Finanza, generale di brigata Alessandro Langella, a margine di un incontro con i giornalisti nella caserma Vincenzo Mazzarella a Palermo.
“Siamo consapevoli del ruolo cruciale che deve affrontare in questa fase la Guardia di finanza, attraverso il proprio modelli di investigazioni economico-finanziarie per individuare le fonti di ricchezze illecite e dei punti in cui tali ricchezze vengono accumulate, per mettere a punto e proporre i più adeguati sistemi di intervento e repressione – continua Langella, – Anche nella fase della prevenzione dei fenomeni illeciti la Guardia di finanza è oggi chiamata a svolgere un ruolo strategico irrinunciabile, soprattutto in aree così delicate del paese come questa. Per una sfida così impegnativa confido nella massima collaborazione dei palermitani, che già stamattina mi hanno dato una splendida accoglienza nel mio primo ingresso nel contesto operativo della città”.
NAPOLITANO “PALERMO È CAMBIATA IN POSITIVO, QUI LASCIO UN PEZZO MIO CUORE”
“In questi quattro anni ho notato grandi cambiamenti in positivo di questa città: lascio un pezzo del mio cuore a Palermo e averla vista sempre più piena di turisti mi ha fatto piacere”. Così il comandante provinciale uscente della Guardia di Finanza, generale di brigata Domenico Napolitano.
“L’attenzione deve essere massima per comprendere tutta la forza economica che va ad aumentare e che viene documentata, soprattutto dove questi benefici economici andranno a produrre effetti – aggiunge Napolitano, – Bisogna salvaguardare l’economia legale e tutti gli imprenditori onesti. I ragazzi di oggi, soprattutto ispettori e ufficiali, durante il percorso di formazione conseguono un titolo di laurea: questo trent’anni fa non accadeva e rappresenta un vantaggio enorme. Perdiamo professionalità che hanno costruito con il tempo la loro esperienza, ma quelli che arrivano oggi a Palermo sono ragazzi di altissimo livello che nel giro di qualche anno garantiranno prestazioni eccezionali”.
– Foto xd8/Italpress –
(ITALPRESS).