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Crollo della palazzina a Messina, identificati i resti di Santino Magazzù. Resta ancora un disperso

MESSINA (ITALPRESS) – Appartengono a Santino Magazzù, ferroviere in pensione e marito di Rosa Leone, alcuni dei resti ossei recuperati tra le macerie della palazzina di via La Pira, a Pistunina, crollata lo scorso 30 luglio. L’identificazione è arrivata dagli accertamenti del Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri di Messina, attraverso la comparazione del Dna dei reperti con i campioni prelevati ai familiari. Gli esami hanno consentito di attribuire a Magazzù alcuni dei frammenti recuperati nell’area del crollo. Altri resti sono stati ricondotti alle sorelle Sara e Rosa Leone, i cui corpi erano già stati recuperati nei giorni successivi alla tragedia.

Nessuna traccia, invece, è stata trovata riconducibile a Lairu Warna-Kulasuriya, il cittadino cingalese che lavorava come collaboratore domestico per la famiglia Leone e che resta l’unico disperso. I familiari e i rispettivi legali sono stati informati questa mattina dell’esito degli accertamenti.

Sabato i corpi saranno restituiti alle famiglie per l’ultimo saluto. Da lunedì riprenderanno invece le operazioni nell’area del parcheggio rosso di San Filippo, dove sarà effettuata una selezione dei materiali. Sul fronte giudiziario prosegue l’analisi dei dati estratti dai telefoni dei tre indagati, gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello e l’ingegnere Pietro Leone, accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. La Procura prosegue inoltre gli accertamenti tecnici sulle cause del crollo attraverso il lavoro degli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani.

– foto xr6/Italpress –

(ITALPRESS).

Testamento Solidale, in Italia propensione al lascito stabile al 23%, boom dal 2018

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(Adnkronos) – 'Il tempo è denaro', recita uno dei modi di dire più diffusi. Per gli italiani, però, il tempo è 'dono': quasi una persona su due (47%) considera il tempo dedicato agli altri il gesto che meglio rappresenta la generosità. Una cultura della generosità che guarda anche al futuro: oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscere il lascito solidale e, tra gli over 50, il 23% prenderebbe in considerazione la possibilità di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale, confermando una propensione sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, ma quasi raddoppiata nel confronto con il 2018 (23% vs 12%). Sono alcuni dei risultati della nuova ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata oggi a Roma durante l'evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre) con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. Sono previsti interventi di: Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’Oro; Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con Delega al Notariato per il Sociale; Paolo Anselmi, Presidente Walden Lab; Chiara Saraceno, sociologa; Stefano Tassinari, Forum Nazionale del Terzo Settore; Paolo Apolito, antropologo; e Silvia Casabianca, antropologa e divulgatrice. La ricerca si inserisce in un contesto nel quale il lascito solidale continua a consolidarsi come una risorsa sempre più importante per il Terzo Settore. L'ultima rilevazione del Comitato Testamento Solidale dedicata alle Organizzazioni non profit aveva infatti evidenziato che, tra il 2020 e il 2024, la quota di enti che hanno ricevuto almeno un lascito è passata dal 61% al 77%, mentre il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi è quasi raddoppiato, passando dall'8% al 14%. Un trend che trova riscontro anche a livello europeo, dove dal Regno Unito alla Francia, dalla Germania alla Spagna, fino al Belgio, ai Paesi Bassi e all'Austria, i lasciti solidali continuano a crescere, confermandosi una risorsa sempre più strategica per il Terzo Settore. La conoscenza del lascito solidale è ormai ampiamente diffusa. Oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscerlo: una quota pari a circa 35,4 milioni di persone, quasi 12 milioni in più rispetto ai 23,6 milioni rilevati nel 2012. Alla diffusione della conoscenza non corrisponde però un'analoga familiarità con gli aspetti pratici: oltre la metà degli italiani (52%) si considera poco o per nulla informata sulle procedure per realizzarlo, mentre solo il 12% ritiene di conoscerle molto bene. Tra gli over 50, il 23% ha già previsto o prenderebbe in considerazione un lascito solidale: il 2,5% lo ha già disposto, il 5% afferma che lo farebbe certamente e il 16% probabilmente. Si tratta di una propensione stabile rispetto al 2025 (22%), ma quasi raddoppiata rispetto al 2018 (12%), a conferma di un cambiamento culturale di lungo periodo. In termini assoluti, significa che circa 705 mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dichiarano orientati a compiere questa scelta. A questi si aggiunge un ulteriore 29% di persone ancora indecise, evidenziando un ampio potenziale di crescita che può essere sostenuto attraverso un'informazione chiara e corretta. Quando immaginano un lascito, gli italiani orientano la propria scelta soprattutto verso la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall'assistenza ai malati (33%), dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%) e dalle emergenze umanitarie, dall'aiuto alle persone con disabilità e dalla protezione degli animali (tutte al 23%). Nella scelta dell'organizzazione prevalgono l'affidabilità nella gestione delle risorse (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l'efficacia concreta degli interventi (30%), confermando come la fiducia rappresenti il presupposto fondamentale anche per questo gesto di generosità. A frenare questa evoluzione restano, tuttavia, alcuni luoghi comuni. Quattro italiani su dieci (40%) ritengono ancora che il lascito solidale riguardi soprattutto chi non ha figli o altri eredi diretti, mentre oltre tre su dieci (32%) continuano ad associarlo a chi possiede grandi patrimoni. A cambiare, però, è anche la percezione di chi può scegliere un lascito solidale: oggi il 28% degli italiani (contro il 13% del 2025) ritiene che il lascito solidale sia una scelta che può riguardare tutti, segnale di una progressiva evoluzione culturale. "Il dato sulla propensione conferma che il lascito solidale sta entrando sempre più nella cultura degli italiani. Oggi sappiamo che questa opportunità è conosciuta da una larga maggioranza delle persone, ma sappiamo anche che esiste ancora un'ampia area di indecisione. È qui che si concentra il nostro impegno: offrire informazioni chiare e corrette, affinché ciascuno possa compiere una scelta libera e consapevole, superando quei luoghi comuni che ancora fanno percepire il lascito come qualcosa di riservato a pochi. Il lascito solidale è un gesto che nasce dalla stessa generosità che accompagna tante persone nel corso della vita e permette di continuare a sostenere cause, progetti e persone anche nel futuro”, dichiara Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale.  "La ricerca dimostra che cresce la conoscenza del lascito solidale, ma anche che molte persone hanno ancora bisogno di informazioni chiare sulle modalità con cui può essere realizzato. Ed è proprio qui che il notaio può fare la differenza: offrendo un'informazione imparziale e accompagnando i cittadini affinché ogni scelta sia libera, consapevole e nel pieno rispetto della legge, della volontà del testatore e dei diritti degli eredi. Promuovere una corretta cultura del lascito solidale significa aiutare le persone a conoscere uno strumento che permette di trasformare un gesto di generosità in un segno concreto e duraturo di vicinanza verso gli altri, senza rinunciare alla tutela dei propri cari. Dietro ogni lascito c'è una storia, un percorso di vita e il desiderio di continuare a prendersi cura degli altri. È una scelta profondamente personale, che nasce dalla storia e dai valori di ciascuno e che, proprio per questo, merita di essere compresa e accompagnata con competenza, sensibilità e rispetto”, dichiara Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Sociale. Per gli italiani la generosità nasce prima di tutto nella quotidianità. Il 51% la associa spontaneamente alla solidarietà, alla gentilezza (40%) e alla condivisione (39%), mentre il 65% riconosce nella famiglia il luogo in cui questo valore trova la sua massima espressione. Più distanti risultano invece i contesti della vita pubblica, come il quartiere, il luogo di lavoro o i social network, a conferma di come la generosità venga percepita soprattutto come un'esperienza che nasce nelle relazioni più vicine. Quando si chiede quale sia il gesto che meglio rappresenta la generosità, il tempo dedicato agli altri si colloca al primo posto (47%), seguito dal supporto emotivo (44%) e dal volontariato a favore di un'organizzazione non profit (43%). Una fotografia che restituisce l'immagine di una generosità vissuta innanzitutto come presenza, ascolto e responsabilità verso gli altri, ben prima del contributo economico. Tra i più giovani emerge una sensibilità ancora più marcata verso la dimensione relazionale della generosità, con particolare attenzione alla gentilezza, alla condivisione, alla bontà e alla cura. “La ricerca ci restituisce l'immagine di un Paese nel quale la generosità continua a essere un valore profondamente radicato e prende forma, prima di tutto, nelle relazioni: nel tempo dedicato agli altri, nell'ascolto, nella vicinanza e nella disponibilità a prendersi cura della propria comunità. Ogni gesto di attenzione verso gli altri può generare un effetto domino: un piccolo atto di generosità è capace di ispirarne altri e di produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone. È da questa cultura del dono che nasce anche il lascito solidale, la naturale prosecuzione di un modo di vivere la solidarietà che continua a generare valore anche oltre la propria esistenza”, conclude il presidente Bartoli. Questa cultura del dono si traduce anche in comportamenti concreti. Sette italiani su dieci (70%) dichiarano di aver effettuato almeno una donazione nel corso della propria vita e, nel 2026, la donazione media raggiunge i 126 euro, il valore più elevato registrato dalla ricerca. La ricerca medico-scientifica continua a rappresentare la causa maggiormente sostenuta (43%), seguita dalle emergenze umanitarie (29%), dalla protezione degli animali (21%) e dall'assistenza ai malati (20%). A guidare la scelta dell'organizzazione cui destinare il proprio sostegno resta soprattutto la fiducia (52%), seguita dalla condivisione dei progetti (41%), dall’affinità delle cause (39%) e dalle garanzie sulla gestione delle risorse (30%). Un dato che conferma come, anche nella donazione, la fiducia continui a rappresentare il principale criterio di scelta. 
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Ascolti tv, 9 settembre: in access vince ‘La Ruota’ con 23,7%, ‘Affari Tuoi’ al 20,7%

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(Adnkronos) –
'Erica – Una Detective per Caso', trasmesso ieri da Canale 5, è stato il programma più seguito del prime time con 2.300.000 telespettatori e uno share del 18,5%. Secondo gradino del podio per ‘Il sesso degli angeli’ su Rai1 che ha raggiunto 1.623.000 telespettatori pari all’11,4 % di share. Terza posizione per ‘Chicago P.D.’ su Italia1 che ha raggiunto 868.000 telespettatori (6,3% di share).  A seguire, tra gli altri ascolti del prime time: la partita di Champions League Liverpool-Atletico Madrid su Tv8 (817.000 telespettatori, 5,1% di share), 'Rino Gaetano – Sempre più blu' su Rai3 (790.000 telespettatori, 5,2% di share), 'È Sempre Cartabianca' su Rete4 (565.000 telespettatori, 5,5% di share), la partita di Basket dei Mondiali Femminili tra Italia e Australia su Rai2 (483.000 telespettatori, 2,9% di share),‘Putin – Anatomia di uno Zar’ su La7 (482.000 telespettatori, 3,2% di share), ‘Buy it Now – Mai Più Senza’ sul Nove (410.000 telespettatori, share 2,9%). In access prime time: su Canale dopo dopo 'Gira La Ruota della Fortuna' (3.431.000 telespettatori, 19,8% di share), 'La Ruota della Fortuna' ha ottenuto 4.136.000 telespettatori pari al 23,7% di share, mentre su Rai1 'Affari Tuoi' ha conquistato 3.624.000 telespettatori con uno share del 20,7%.  
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Unicorn Awards, l’Italia trionfa con Ninetynine: premiata come ‘Best Event Agency’

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L'Italia con Ninetynine trionfa in Europa alla 15esima edizione degli Unicorn Awards, uno dei riconoscimenti internazionali più prestigiosi dedicati alla live communication, all'event industry e all'innovazione nei format esperienziali a livello europeo, a cui quest’anno hanno concorso 117 progetti realizzati in 24 Paesi.  Ninetynine si è aggiudicata il premio come 'Best Event Agency' ed è stata la realtà più premiata di questa edizione, nonché una delle realtà più premiate nella storia del concorso, con 9 riconoscimenti ottenuti sui 7 progetti candidati: tra questi il lancio mondiale di Ferrari Luce, il Ferrari Capital Markets Day 2025, il Tour Mondiale Amerigo Vespucci 2023-2025 con le tappe mediterranee e gli eventi di chiusura e i grandi eventi del Giubileo 2025. Gli Unicorn Awards celebrano da 15 anni a livello europeo progetti capaci di distinguersi per visione creativa, complessità esecutiva, sostenibilità, impatto socio-economico e capacità di trasformarsi in veri e propri punti di riferimento del settore: i cosiddetti “unicorni” dell'industria.  A decretare i vincitori di questa edizione in Slovenia, presso il suggestivo Castello di Lubiana, è stata una giuria di oltre 20 esperti globali presieduta da Ángeles Moreno Vallejo, General Manager di Jack Morton Worldwide, e composta da direttori marketing e brand experience manager di multinazionali come Mastercard, Volkswagen e Škoda Auto, affiancati da direttori di testate di settore ed esperti di eventi e comunicazione. “Partecipare in Europa agli Unicorn Awards ci ha permesso di confrontarci con Paesi e approcci molto diversi: è questo che rende il riconoscimento come Best Event Agency ancora più prezioso e ci spinge ad accogliere nuove sfide. Ciò che accomuna i nostri progetti, tanto diversi tra loro, sono la loro rilevanza e la complessità che comportano. La nostra firma è realizzare eventi unici, con soluzioni mai tentate prima e risultati straordinari: da Ferrari al Giubileo fino al Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci 2023-2025, ogni progetto è diventato un benchmark per il settore. Tutti i premi ottenuti appartengono alle nostre squadre e ai partner, pubblici e privati, che hanno creduto in progetti senza precedenti”, ha commentato Simone Mazzarelli, amministratore delegato di Ninetynine, al termine della cerimonia.   Il lancio mondiale di Ferrari Luce (Ferrari Luce World Premiere), l'attesissimo debutto globale della prima vettura 100% elettrica nella storia di Ferrari, ideato, prodotto e gestito da Ninetynine, è stato premiato come Best Press Event, Best Luxury and Lifestyle Event, Best Product or Service Launch ed salito sul podio nella categoria Crossover Event. Un evento spettacolare che ha aperto al pubblico per la prima volta, in partnership con il Demanio, l’imponente Vela di Calatrava: un racconto collettivo, capace di legare Ferrari, Roma e la comunità globale. Il Tour Mondiale Amerigo Vespucci 2023-2025 con le tappe mediterranee e gli eventi di chiusura, già insignito di numerosi premi, agli Unicorn Awards si è aggiudicato il premio come Best Institutional and Government Event. Il progetto, ideato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenuto dalla Difesa e da 12 ministeri e prodotto in partenariato pubblico-privato da Difesa Servizi S.p.A. e Ninetynine, ha chiuso due anni di viaggio con tre momenti chiave: il Villaggio IN Italia itinerante in nove città italiane, il rientro a Genova con concerto dal vivo e spettacolo di droni, la conferenza stampa conclusiva a Roma al Colosseo. Il ritorno della nave scuola della Marina Militare è diventato così una narrazione nazionale attorno al brand 'Italia'. Sempre con Ferrari, Ninetynine ha ricevuto i premi come Best B2B Event e Best Congress, Conference, Convention per il Ferrari Capital Markets Day 2025 & Technology & Innovation Workshop: tre giorni a Maranello in cui Ferrari ha svelato la propria visione sull'elettrificazione e presentato il nuovo telaio elettrico davanti a investitori, media e dipendenti. Luce, architettura e tecnologie avanzate hanno costruito una narrazione multisensoriale che ha tradotto in esperienza il legame tra innovazione, prestazioni e lusso. A completare il palmarès, il secondo e il terzo posto nella categoria Crossover Event, ancora con Ferrari Luce – World Premiere e con il Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci 2023-2025.  
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‘Ti auguro stessa fine Mussolini’, donna indagata per post contro consigliera Fdi Perugia

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(Adnkronos) – “Auguro a Margherita Scoccia di fare la stessa fine di Benito Mussolini”. Per questo post la procura di Terni ha indagato una donna di 53 anni ritenuta responsabile di aver scritto su Facebook il messaggio che viene definito dalla consigliera comunale di Perugia “carico di odio”. Tra le altre cose l’indagata ha definito "fascista" Margherita Scoccia, di Fratelli d’Italia, commentando un articolo in cui si parlava dei figli. La denuncia era stata presentata nell’aprile 2025 agli agenti della polizia postale. Gli agenti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica hanno identificato l’autrice del commento e trasmesso gli atti alla procura. La sede giudiziaria che si occupa del caso è quella di Terni in quanto, è spiegato negli atti giudiziari, “la competenza è determinata in base al luogo di residenza e dimora dell’indagata”. Nel corso delle indagini sono stati effettuati accertamenti telefonici e telematici mediante acquisizione dei file di log. A distanza di mesi la 53enne ternana ha ricevuto il decreto di citazione a giudizio attraverso il quale il pubblico ministero Camilla Coraggio le contesta il reato di diffamazione con l’ “aggravante della commissione del fatto con il mezzo di pubblicità della pubblicazione online e attribuendo alla persona offesa fatti determinati”. L’udienza è fissata per il 3 marzo 2027 davanti al giudice Simona Tordelli del tribunale di Terni. “Sui social network una donna mi ha augurato di fare la fine di Benito Mussolini – sono le parole di Margherita Scoccia – Parole come queste non hanno nulla a che vedere con il confronto politico, la libertà di espressione non può trasformarsi in odio. Preoccupa l’ipocrisia di chi invoca la democrazia e invece vorrebbe tappare per sempre la bocca a chi ha un pensiero diverso. La violenza, anche quella verbale, non è mai accettabile e non mi fermerò davanti alle minacce. Porto avanti con determinazione le mie battaglie politiche su sicurezza, giovani, legalità, rispetto delle istituzioni, contrasto alla violenza, difesa delle donne e contrasto al bullismo. Continuo a lavorare e non mi faccio intimidire. Chi usa i social network per minacciare, insultare, istigare alla violenza e diffamare non esprime opinioni ma commette gesti gravi che, come in questo caso, portano a responsabilità penali – prosegue Scoccia – Denuncio un clima che colpisce chi si espone e partecipa alla vita pubblica. La libertà di espressione è un valore – conclude l’esponente di FdI – non può diventare odio, intimidazione o violenza”. Margherita Scoccia, attraverso il suo avvocato Nicola Di Mario, si costituirà parte civile nel processo penale. 
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Bestemmia in strada, i vigili lo sentono: multa di 102 euro a Venezia

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Bestemmia in strada, i vigili sentono. Risultato: multa da 102 euro. E' successo al Lido di Venezia e il protagonista è un giovane alla guida dello scooter. Secondo la ricostruzione della Tribuna di Treviso, il 22enne ha dovuto frenare in extremis per evitare di investire un pedone che aveva attraversato la strada prestando poca attenzione al traffico e alle norme del codice della strada. Il ragazzo, dopo aver evitato l'impatto, ha pronunciato esclamazioni colorite in un'escalation culminata con almeno una bestemmia. Gli agenti della polizia locale presenti sul posto hanno assistito alla scena e, ovviamente, hanno sentito tutto. E' scattato un controllo dei documenti ed è arrivata la multa, come previsto dall'articolo 724 del codice penale. L'episodio è rimbalzato sui social dalla pagina Facebook 'Venezia Non è Disneyland', alla quale il ventiduenne multato si è rivolto. Nel post viene riportato un passaggio del verbale: "La persona in presenza di più persone bestemmiava con parole oltraggiose le divinità venerate dalla religione di Stato".   L'articolo 724 del Codice penale d'altra parte è chiaro: "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti". Bestemmiare non è più un reato dal 1999, con la depenalizzazione prevista dal decreto 507. Una bestemmia in pubblico è un illecito amministrativo punito con la sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro che può essere comminata anche a chi insulta pubblicamente i defunti. Il tema, prima dell'episodio veneziano, è tornato alla ribalta dopo la pubblicazione del programma di Futuro Nazionale, il partito fondato e guidato da Roberto Vannacci.  Nel programma c'è un capitolo dedicato ai 'Valori non negoziabili'. A pagina 83, quindi, il riferimento esplicito all'"articolo 724 del Codice penale che "dovrà essere puntualmente applicato, con la verifica da parte delle Forze dell’Ordine e la segnalazione all’autorità giudiziaria". "La mancata sanzione, per assuefazione o buonismo ideologico, delle violazioni del Codice penale in materia morale grave rappresenta un fattore di disgregazione delle virtù e, inoltre, di mancati introiti per le casse dello Stato, il quale potrebbe destinare tali proventi al sociale e ad iniziative utili per lo sviluppo del Paese", si legge nella base ideologica e programmatica di FN. 
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Bologna Fiere, utile a 19,3 milioni, ricavi +4% a 200,8 milioni nel primo semestre

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(Adnkronos) –  Nel primo semestre dell’esercizio il Gruppo BolognaFiere ha conseguito ricavi consolidati pari a 200,8 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto al corrispondente periodo del 2025, pur in presenza di un calendario fieristico meno favorevole. La semestrale 2025 aveva infatti beneficiato dello svolgimento di importanti manifestazioni biennali, tra cui Zoomark International e Autopromotec, non presenti nel calendario 2026, rendendo il primo semestre 2026 di fatto omogeneo con il primo semestre 2024 per stagionalità fieristica. Il Consiglio di Amministrazione di BolognaFiere S.p.A., società quotata sul Segmento Professionale del mercato Euronext Growth Milan, organizzato e gestito da Borsa Italiana, ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026, volontariamente sottoposta a revisione contabile limitata. La crescita è stata sostenuta in particolare dal comparto Allestimenti & Architecture, che ha raggiunto ricavi verso terzi pari a 76,8 milioni di euro, in aumento di 9,8 milioni rispetto al primo semestre 2025 (+14,6%). I ricavi dell’Organizzazione fieristica si sono attestati a 96,6 milioni di euro, rappresentando il 48% del totale, mentre la Gestione venue ha confermato un andamento sostanzialmente stabile, con ricavi pari a 27,4 milioni di euro.  La diversa composizione del portafoglio eventi e il maggiore contributo delle attività di allestimento, caratterizzate da una marginalità differente rispetto all’organizzazione fieristica, hanno inciso sui risultati operativi. L’Ebitda si è pertanto attestato a 40,0 milioni di euro, rispetto a 51,0 milioni del primo semestre 2025, mantenendo una significativa incidenza del 20% sui ricavi. L’Ebit è risultato pari a 28,1 milioni di euro, rispetto a 40,8 milioni nel medesimo semestre dell’anno precedente. Il risultato ante imposte si è attestato a 26,7 milioni di euro, mentre l’utile netto consolidato ha raggiunto 19,3 milioni di euro, a fronte rispettivamente di 37,6 milioni e di 25,9 milioni nel primo semestre 2025. I risultati 2026 mostrano un netto miglioramento se confrontati con il primo semestre 2024, ultimo periodo omogeneo in termini di calendario fieristico. Antonio Bruzzone, Amministratore Delegato del Gruppo BolognaFiere, ha sottolineato che “I risultati del semestre confermano la capacità del Gruppo di crescere facendo leva su un modello industriale sempre più integrato e diversificato. L’incremento dei ricavi e la forte crescita del comparto Allestimenti & architecture dimostrano la solidità del percorso intrapreso. Stiamo portando avanti contemporaneamente investimenti rilevanti sul quartiere fieristico di Bologna, a partire dalla nuova Unipol Hall, operazioni di crescita per linee esterne e un ulteriore rafforzamento della nostra presenza internazionale. L’obiettivo è continuare ad aumentare scala, competitività e capacità di generare valore, mantenendo al tempo stesso una rigorosa attenzione all’efficienza operativa e alla sostenibilità finanziaria”.  Per Gianpiero Calzolari, Presidente del Gruppo BolognaFiere: “Questi risultati ci consentono di guardare con fiducia alla prossima fase di sviluppo di BolognaFiere. Il nostro obiettivo è consolidare il ruolo del Gruppo come grande piattaforma internazionale capace di generare relazioni, opportunità di business e attrattività per il territorio. In questa prospettiva si inserisce anche la trasformazione del quartiere fieristico di Bologna, che con la nuova Unipol Hall amplia la propria vocazione aprendosi sempre di più, accanto alle fiere e ai congressi, ai grandi eventi sportivi e di entertainment. Stiamo costruendo un’infrastruttura e un’offerta capaci di competere con le principali venue europee e di rafforzare ulteriormente il posizionamento di Bologna come destinazione internazionale per eventi, imprese e persone”.    Nel semestre le società del Gruppo hanno partecipato all’organizzazione di oltre 50 eventi, più del 40% dei quali all’estero, consolidando la presenza di BolognaFiere sui principali mercati internazionali. La 57ª edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna ha accolto oltre 255.000 operatori professionali provenienti da più di 150 paesi e oltre 3.100 aziende espositrici di quasi 70 nazioni, in rappresentanza di più di 10.000 brand. Risultati positivi sono stati registrati anche da Marca e Bologna Children’s Book Fair, che hanno ulteriormente rafforzato la propria leadership nei rispettivi mercati. Le strutture del Gruppo hanno ospitato circa 30 manifestazioni fieristiche organizzate da terzi, oltre a numerosi eventi di dimensione e carattere vario. Nel Palazzo della Cultura e dei Congressi e nelle strutture adiacenti si sono tenuti quasi 70 appuntamenti tra convegni, congressi e spettacoli, per circa 120 giornate complessive di occupazione. Tra gli eventi di maggiore richiamo figura il World Dog Show 2026, che ha registrato circa 14.000 iscrizioni e la presenza di oltre 400 razze canine, confermando la capacità del quartiere fieristico di Bologna di accogliere manifestazioni internazionali ad alta attrattività.  Il comparto ha registrato una significativa crescita sia in Italia sia sui mercati internazionali. Henoto, società di riferimento dell’ambito, ha allestito oltre 270.000 metri quadrati in occasione di più di 150 manifestazioni, raggiungendo un fatturato superiore a 65 milioni di euro nel semestre. Il Gruppo ha inoltre proseguito il percorso di integrazione ed efficientamento delle società del comparto, rafforzando parallelamente la diversificazione verso mostre, showroom, negozi, eventi di intrattenimento e progettazione di spazi e arredi. Nel semestre sono proseguiti i lavori per il nuovo padiglione polifunzionale del quartiere fieristico di Bologna. La struttura, sviluppata su circa 12.000 metri quadrati, avrà una capacità superiore a 10.000 posti e sarà caratterizzata da elevata modularità ed efficienza energetica. I lavori, iniziati a luglio 2025, termineranno entro l’autunno 2026. Il 29 giugno 2026 BolognaFiere ha inoltre sottoscritto con il Gruppo Unipol un accordo di title sponsorship di lungo periodo: la nuova struttura assumerà la denominazione “Unipol Hall” fino al dicembre 2036. Gli investimenti sostenuti per la nuova infrastruttura hanno determinato un incremento della posizione finanziaria netta monetaria, risultata pari a 80,4 milioni di euro al 30 giugno 2026, rispetto a 55,2 milioni al 31 dicembre 2025.    Nel periodo BolognaFiere ha anche sottoscritto un nuovo contratto di finanziamento per un importo massimo di 134,5 milioni di euro, articolato in tre linee e destinato alla riqualificazione di gran parte dell’indebitamento esistente, al finanziamento del nuovo padiglione e alla gestione dell’IVA connessa a quest’ultimo investimento. Nel primo semestre 2026 il Gruppo ha proseguito il percorso di razionalizzazione societaria e di crescita per linee esterne attraverso: la fusione per incorporazione di ModenaFiere in BolognaFiere; l’acquisizione del 51% di Ecod Extra, società organizzatrice dell’evento iMeat dedicato alla filiera delle carni; l’acquisizione del restante 49% di Henoto USA, che ha portato il Gruppo a detenerne il 100%; l’acquisizione del 70% di Beauty To Business Summit; l’acquisizione del restante 49% di Editrice Il Campo; la costituzione di Henoto Vietnam Corporation, finalizzata allo sviluppo dell’ambito Allestimenti e architecture nel Sud-Est asiatico; la riorganizzazione delle attività di Backspace all’interno di Henoto.  Nel primo semestre 2026 il Gruppo BolognaFiere ha confermato il proprio percorso di crescita, con risultati economici e finanziari positivi e un andamento delle attività in linea con gli obiettivi del Business plan. Pur in un contesto internazionale caratterizzato da persistenti incertezze geopolitiche e macroeconomiche, la diversificazione delle attività, la solidità del portafoglio fieristico e congressuale e l’attenzione all’efficienza operativa hanno sostenuto ricavi e generazione di cassa. Le prospettive per la restante parte dell’esercizio si mantengono positive, supportate dal calendario delle manifestazioni e dalle iniziative di sviluppo in corso. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre all’Assemblea degli Azionisti, convocata per il 29 settembre 2026, un’operazione di rafforzamento patrimoniale articolata in: un aumento di capitale in denaro fino a un massimo di 20 milioni di euro, da offrire in opzione agli azionisti e, per l’eventuale quota inoptata, a terzi; un aumento di capitale mediante conferimento in natura fino a un massimo di 4 milioni di euro, riservato al Comune di Bologna. L’operazione è finalizzata a sostenere il programma di crescita del Gruppo e gli investimenti strategici destinati allo sviluppo e all’ampliamento delle attività. Il 1° agosto 2026 BolognaFiere e Bologna FC hanno inoltre presentato al Comune di Bologna una lettera di intenti per avviare le verifiche di fattibilità relative alla possibile realizzazione di un nuovo impianto sportivo polivalente in un’area di proprietà di BolognaFiere.   
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Emma Bonino uscita dalla terapia intensiva, trasferita in struttura privata

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(Adnkronos) –
Emma Bonino è uscita dalla terapia intensiva dell'ospedale Santo Spirito di Roma ad è stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il medico curante di Bonino, Claudio Santini, e i medici del Santo Spirito. La situazione resta delicata, secondo l'ultimo bollettino medico sulle condizioni della leader di +Europa. Intanto i familiari chiedono rispetto e massimo riserbo circa la struttura presso la quale è stata trasferita.  Bonino, 78 anni, è arrivata nel pomeriggio del 7 settembre in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale e in serata è stata trasferita in via precauzionale nel reparto di terapia intensiva. Non è il primo ricovero per la leader di +Europa nella struttura, il precedente è all'inizio del 2025 dopo un malore e allora servì la terapia intensiva perché era stata riscontrata una insufficienza respiratoria. Stabilizzata, il giorno dopo fu trasferita al San Filippo Neri. L'ospedalizzazione allora durò una settimana quando l'ex ministra tornò a casa. Nella storia clinica della Bonino c'è anche un microcitoma polmonare diagnosticato nel 2015 e superato nel 2023. Nell'ottobre 2024, l'ex ministra era stata presa in carico sempre dall'ospedale del centro storico di Roma per problemi respiratori, anche in quel caso con cure intensive.  
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Primo giorno di scuola, a Roma studenti in classe con l’impalcatura

(Adnkronos) – Primo giorno di lezione con una impalcatura nel bel mezzo dell'aula. Succede all'istituto tecnico 'Galileo Galilei' nel rione Esquilino, nel cuore di Roma. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, i ragazzi che oggi hanno iniziato l'anno scolastico in anticipo rispetto alla data prevista del 15 settembre, si sono ritrovati con l'aula 'occupata' da un trabattello e intorno i banchi ai quali si sono poi sistemati al suono della campanella. "E' stato veramente un imprevisto dell'ultimo minuto – spiega all'Adnkronos la preside Cristina Costarelli – Abbiamo risolto subito dopo, perché c'è stato un disallineamento nelle comunicazioni tra gli operai che avrebbero dovuto finire ieri i lavori e non ci avevano avvisati del cambiamento di programma e i chi nella scuola si occupa dell'organizzazione degli spazi, quindi si è sovrapposta di un giorno la conclusione del lavoro con l'inizio delle attività scolastiche. Qui ci sono 72 aule didattiche e 28 laboratori e io ovviamente mi affido a dei collaboratori, che mi avevano assicurato che lì non ci fosse nessuno. I ragazzi comunque sono stati spostati dalla classe in ristrutturazione nel giro di mezz'ora". "Oggi non sapevamo di questa situazione, che è intervenuta nei mesi estivi, quando l'ente locale ha fatto dei controlli e doveva concludere dei lavori – sottolinea – e l'anticipo delle lezioni era già stato disposto con una delibera del Consiglio d'Istituto e autorizzato dalla Regione Lazio. In ogni caso non c'era una situazione di rischio perché quei lavori non comportavano pericoli per l'incolumità delle persone: si trattava di occlusioni di intonaco al termine di un intervento svolto nei giorni scorsi. Nessun rischio di crollo di un solaio o di struttura instabile".  L'Adnkronos sta monitorando l'avvio del nuovo anno scolastico. Se registrate disagi potete segnalarli a cronache@adnkronos.com. 
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Farmaci, mavacamten per la cardiomiopatia ipertrofica, benefici confermati fino a 5 anni

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(Adnkronos) – Bristol Myers Squibb (Bms) ha presentato i risultati della coorte Explorer-Lte dello studio Mava-Lte in una presentazione late-breaker al Congresso 2026 della European Society of Cardiology (Esc) che si è tenuto a Monaco di Baviera. Explorer-Lte – informa una nota – rappresenta la più vasta e prolungata valutazione di pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (oHcm) sintomatica trattati con mavacamten, un inibitore della miosina cardiaca (Cmi) ampiamente studiato come trattamento di riferimento per i pazienti affetti da oHcm in classe II-III secondo la classificazione della New York Heart Association (Nyha). Questi dati – si legge – contribuiscono a comprendere che gli effetti di mavacamten si sono mantenuti fino a 5 anni con un trattamento continuo e costante. Ulteriori presentazioni al Congresso Esc relative a Colligo-Hcm, uno studio globale retrospettivo di real-world, vanno ad aggiungersi alle prove già consolidate raccolte nel mondo reale a sostegno di mavacamten, contribuendo a orientare le decisioni terapeutiche per le persone affette da questa patologia. "I dati fino a 5 anni di Explorer-Lte evidenziano gli effetti duraturi e clinicamente significativi di mavacamten nei pazienti con oHcm sintomatica – afferma Anjali T. Owens, direttrice medica del Centro per le cardiopatie ereditarie e professore associato di medicina presso la Perelman School of Medicine dell'università della Pennsylvania – Nel caso di una patologia cronica e progressiva che richiede un trattamento e un monitoraggio continui, i dati a lungo termine sono fondamentali per aiutare i medici a comprendere meglio in che modo una terapia possa apportare benefici ai pazienti nel corso del tempo". Explorer-Lte – dettaglia Bms – è lo studio a braccio singolo, in aperto, di estensione dello studio in cieco di fase 3 Explorer-Hcm, per la valutazione della sicurezza e dell'efficacia a lungo termine di mavacamten: 231 pazienti che hanno completato lo studio Explorer-hcm sono stati arruolati nello studio di estensione a lungo termine. Una parte consistente dei pazienti ha manifestato una riduzione sostenuta e clinicamente significativa dell'ostruzione del tratto di efflusso ventricolare sinistro (Lvot), un miglioramento di almeno una classe Nyha e notevoli miglioramenti nei parametri ecocardiografici e nei biomarcatori. Non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza che non fossero già stati rilevati nello studio primario Explorer-Hcm. A 252 settimane, il trattamento con mavacamten ha determinato riduzioni medie rispetto al basale dell'inizio dello studio di estensione a lungo termine di -38,7 mmHg per Lvot a riposo e di -55,6 mmHg per Lvot durante la manovra di Valsalva. Quasi tutti i pazienti (97,4%) hanno raggiunto un gradiente Lvot durante la manovra di Valsalva ≤ 30 mm Hg, che rappresenta la soglia per l'ostruzione nei pazienti con oHcm. Il 69,6% dei pazienti ha migliorato di ≥1 classe Nyha e il 59,2% dei pazienti è risultato asintomatico. La frazione di eiezione ventricolare sinistra (Lvef) media è diminuita del 10,2% ed è rimasta nell'intervallo di normalità. I risultati di sicurezza sono risultati coerenti con quelli riportati nello studio Explorer-Hcm principale. Ulteriori dati presentati al Congresso Esc – approfondisce ancora Bms – supportano ulteriormente mavacamten e la comprensione dell'impatto della oHcm. Due presentazioni di Colligo-Hcm hanno arricchito le solide evidenze real-world a supporto di mavacamten nella pratica clinica, con un profilo di efficacia e sicurezza nel mondo reale omogeneo tra i pazienti, che offre un miglioramento dei sintomi e una riduzione dell’ostruzione di Lvot. Un'analisi complementare di uno studio osservazionale di registro real-world in Germania rafforza l'efficacia di mavacamten in diverse popolazioni geografiche, con pazienti che raggiungono riduzioni della classe Nyha coerenti con gli studi real-world precedentemente riportati. Questi risultati si aggiungono alle evidenze esistenti su mavacamten e confermano che i miglioramenti osservati negli studi clinici si ottengono anche in contesti real-world. "Per le persone che convivono con oHcm sintomatica, le evidenze a lungo termine e real-world offrono maggiore fiducia nelle decisioni terapeutiche e una comprensione più chiara di cosa possa significare nel tempo una terapia continuativa – dichiara Cristian Massacesi, vicepresidente esecutivo, Chief Medical Officer e responsabile dello sviluppo di Bristol Myers Squibb – Nell'ambito del nostro impegno a promuovere la ricerca cardiovascolare, i dati presentati al Congresso Esc contribuiscono a una maggiore comprensione e fiducia in mavacamten e nel suo ruolo nel supportare i pazienti nella gestione dell’oHcm, una patologia grave che per molti pazienti influisce sulle attività quotidiane".  Supportato dal più ampio programma di evidenze cliniche della classe di trattamento Cmi – conclude la nota – mavacamten sta ridefinendo il trattamento dell'oHcm sintomatica, migliorando capacità funzionale e sintomi e permettendo ai pazienti di condurre una vita quotidiana più attiva. 
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