(Adnkronos) – Il conto alla rovescia è quasi terminato. Domenica 13 settembre
Ilary Blasi e Bastian Muller pronunceranno il fatidico 'sì' nella splendida cornice di Villa Cimbrone, a Ravello, nel cuore della Costiera Amalfitana. Una location esclusiva e suggestiva, scelta per un matrimonio che si annuncia all’insegna del lusso e della massima riservatezza. Ma cosa sappiamo finora sulle nozze segrete? Ecco alcune curiosità. Villa Cimbrone sarà la cornice perfetta per le nozze. Si tratta di una delle strutture più esclusive e affascinanti d’Italia, da tempo scelta da volti noti dello spettacolo per eventi privati e matrimoni. A rendere ancora più speciale il luogo sono gli scenari e il panorama mozzafiato che si affaccia sulla Costiera. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, la cerimonia dovrebbe svolgersi con rito civile a Palazzo Tolla, sede del Comune di Ravello. Su questo punto, tuttavia, resta un piccolo mistero. Il motivo? Non risultano prenotazioni relative ad altri matrimoni civili per la stessa giornata. Un dettaglio che alimenta ulteriormente la curiosità sul programma delle nozze. I festeggiamenti dovrebbero poi entrare nel vivo nel tardo pomeriggio, nella prestigiosa struttura che ospiterà il ricevimento. E la lista degli invitati? Sarà piuttosto ristretta: circa 80 persone tra familiari, amici e persone vicine alla coppia. Per una festa lontano dai riflettori.
Poi, niente luna di miele tradizionale, almeno per il momento: gli impegni professionali di Ilary Blasi sono già fissati. Dal 17 settembre, la conduttrice sarà impegnata alla guida della nuova stagione del Grande Fratello Vip su Canale 5. Tra i residenti, al momento, pare però prevalere una certa indifferenza nei confronti dell’evento. A raccontarlo, con una buona dose di ironia, è stato un servizio trasmesso da 'La volta buona', il programma di Rai 1 condotto da Caterina Balivo, con alcune testimonianze raccolte dall'inviato sul posto. L’obiettivo era scoprire come Ravello si stesse preparando ad accogliere le nozze, ma tra la le risposte raccolte ce n’è stata una che ha conquistato il pubblico per la sua spontaneità. Alla domanda sul matrimonio di Ilary Blasi, una signora del posto ha liquidato l’argomento con poche parole: "Che me ne frega a me". Una battuta diventata presto virale sui social e che, con la sua schiettezza, ha offerto un curioso contrappunto all’attesa mediatica che circonda il matrimonio. In attesa delle nozze, c'è un'altra curiosità. A pochi giorni dalla firma ufficiale del divorzio da Francesco Totti, Ilary Blasi ha deciso di mettere in vendita la villa all’Eur mostrata nella serie Netflix 'Unica'. Quella dove vivevano i suoi genitori Daniela e Roberto. L’annuncio è stato pubblicato l’11 agosto e l’immobile risulta ancora disponibile. La villetta, molto lussuosa e da circa 330 metri quadri, era comparsa nella prima stagione di 'Unica', quando la madre Daniela aveva permesso alla troupe di Netflix di entrare nell’abitazione per realizzare un’intervista insieme alla figlia. Le telecamere avevano mostrato alcuni degli interni, tra cui il salone e la cucina, dando al pubblico un assaggio dell'arredamento.
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Ilary Blasi e Bastian Muller sposi il 13 settembre a Ravello: cosa si sa finora sul matrimonio ‘top secret’
Giornata mondiale sepsi, Zerocalcare-anestesisti ‘riconoscerla subito può salvare una vita’
(Adnkronos) – In vista della Giornata mondiale della sepsi, il 13 settembre, la Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) lancia due iniziative dedicate alla sensibilizzazione della popolazione: una vignetta inedita firmata da Zerocalcare e una survey per misurare quanto i cittadini conoscono la sepsi. La sepsi resta una priorità sanitaria globale: nel mondo – spiegano dalla Siaarti – si stimano circa 47-50 milioni di casi e 13 milioni di decessi ogni anno. Sul tema sono state pubblicate quest’anno anche le nuove linee guida internazionali Surviving sepsis Compaign 2026, pubblicate da Society of critical care medicine ed European society of intensive care medicine. In Europa – informa una nota Siaarti – la sepsi colpisce circa 377 persone ogni 100.000 abitanti l'anno, più dell'infarto del miocardio e dell'ictus cerebrale, ma resta molto meno conosciuta di queste due emergenze. "Anche in Italia i numeri restano importanti: si stimano circa 250.000 casi di sepsi ogni anno, con 50.000-70.000 decessi. Circa la metà dei sopravvissuti sviluppa inoltre una sindrome post-sepsi, con conseguenze che possono durare mesi o anni. La sepsi è una condizione tempo-dipendente, come l’infarto o l’ictus: nello shock settico, la sua forma più grave, ogni ora di ritardo nella terapia mirata riduce le probabilità di sopravvivenza del 7-8% – dichiara la presidente Siaarti, Elena Bignami -. Riconoscere rapidamente la sepsi e intervenire subito può fare la differenza. Eppure resta ancora molto meno conosciuta di altre emergenze sanitarie. Per questo sensibilizzare cittadini e professionisti sanitari resta una priorità per Siaarti". Su questi temi – si legge nella nota – Siaarti ha pubblicato negli ultimi anni due documenti di riferimento per la pratica clinica: le 'Buone pratiche cliniche' sul ruolo dei biomarcatori nella gestione del paziente con sepsi e le Linee guida, elaborate con altre società scientifiche e pubblicate nel Sistema nazionale Linee guida dell'Iss, sul management della sepsi e dello shock settico nel paziente adulto. Per il World Sepsis Day 2026 Siaarti presenta una vignetta inedita firmata da Zerocalcare, realizzata in esclusiva per la Società. Nella vignetta, Zerocalcare affronta il tema del tempo nella sepsi e il rischio di rimandare la richiesta di assistenza medica. La sensibilizzazione della popolazione sulla sepsi è un’attività che Siaarti porta avanti da anni. Lo scorso anno, in occasione del World Sepsis Day, la Società aveva coinvolto tre volti noti al grande pubblico, l'olimpionica Caterina Banti, l'attore Gian Marco Tavani e l'ambassador Honda Anna Scalabrin, per raccontare la sepsi con linguaggi diversi da quello clinico. "Lo scorso anno abbiamo scelto tre testimonial molto diversi tra loro proprio per raggiungere pubblici differenti con lo stesso messaggio. Quest'anno speriamo che la vignetta di Zerocalcare ci aiuti ad allargare ancora la platea, attraverso un linguaggio immediato e accessibile anche a chi non ha competenze sanitarie", spiega Silvia De Rosa, responsabile del Comitato di Comunicazione Siaarti. Non solo. Per l'occasione Siaarti invita la popolazione a partecipare alla survey "Conosci la sepsi?" (disponibile al link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfxFBKHVwEFsGJl5B_Kzhg198DOIsLhZ62ZOknS4clX_CIy7Q/viewform), nata da una collaborazione del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell'Università di Torino con la Sezione infezioni e sepsi di Siaarti. Il questionario è anonimo, aperto a tutti i cittadini e richiede pochi minuti per la compilazione. L'obiettivo è fotografare il livello di conoscenza della sepsi nella popolazione italiana, con particolare attenzione ai segnali e ai principali rischi. La raccolta delle risposte, curata dall'Università di Torino, resterà aperta per tutto il mese di settembre. "Sappiamo poco di quanto le persone in Italia conoscano davvero la sepsi. Questa survey, realizzata insieme alla professoressa Giorgia Montrucchio dell'Università di Torino, ci darà un quadro concreto e aggiornato del livello di conoscenza della sepsi nella popolazione. I risultati serviranno a costruire campagne di sensibilizzazione più mirate, sia per i cittadini sia per i medici di famiglia", commenta Stefano Busani, responsabile della Sezione infezioni e sepsi Siaarti. La sepsi si verifica quando la risposta con cui l’organismo cerca di combattere un’infezione diventa anomala e incontrollata, fino a danneggiare i suoi stessi tessuti e organi. Può colpire chiunque, a qualsiasi età – avvertono gli anestesisti – ma i più esposti sono neonati, anziani, donne in gravidanza o nel post-partum e persone immunodepresse o con malattie croniche. I segnali da non sottovalutare sono febbre alta o temperatura corporea molto bassa, respiro accelerato, confusione o sonnolenza insolita, pelle fredda o a chiazze, urine scarse o assenti. Se si sospetta una sepsi, la raccomandazione è chiamare subito il 118 o recarsi al Pronto Soccorso, senza aspettare. Il tema mondiale di quest'anno, scelto dalla Global Sepsis Alliance, è Invest in Sepsis – Save Lives: un invito a investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella cura della sepsi. Servono percorsi assistenziali condivisi, formazione continua per i professionisti sanitari e un’attenzione specifica al follow-up dei sopravvissuti. Siaarti – concldue la nota – "continuerà a lavorare su questi aspetti insieme alle altre società scientifiche e alle associazioni di cittadini e pazienti".
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Riccardo Iacona torna su Rai3 con PresaDiretta: “Basta ‘panini’ e polarizzazione, viva il racconto lungo!”
(Adnkronos) –
Riccardo Iacona torna da domenica 13 settembre in prima serata su Rai3 con 'PresaDiretta', il programma che da quasi due decenni porta in tv inchieste, reportage e analisi capaci di raccontare il Paese con profondità ma con un linguaggio accessibile a tutti, che rifugge dalla trappola della "polarizzazione" delle opinioni, che "è funzionale solo alla riduzione della democrazia", spiega il conduttore in un'intervista all'Adnkronos alla vigilia del debutto della diciottesima stagione. Dove si confessa anche "stufo di questa narrazione della Rai come un luogo dove si esercita solo censura: non corrisponde alla realtà". Come non è vero che fosse in lizza per la guida di 'Report': "Un'ipotesi mai stata praticabile. L'importante è che il programma torni in onda", dice. Il nuovo ciclo di sette puntate di 'PresaDiretta' ("altre sette arriveranno a febbraio, ma per i tagli ne abbiamo perse due, che spero di recuperare") accende le luci sui nodi cruciali per l’Italia e sulle grandi questioni internazionali che ne condizionano il futuro: energia, clima, economia, sanità, social network, riarmo, intelligence, democrazia digitale.
Questa è la diciottesima edizione, diventate maggiorenni: che cosa dobbiamo aspettarci?
"Un bel viaggio immersivo nel nostro Paese. Faremo dei riferimenti internazionali, certo, ma queste sette puntate le abbiamo orientate davvero ad attraversare l’Italia, con l’intenzione di far sì che il Paese possa parlarsi. Le storie importanti che stiamo vivendo devono diventare le storie di tutti. È anche un modo per raccontare le partite politiche, economiche, sociali e le grandi sfide".
Da dove partirete?
"La prima puntata, dove ci sarà anche un'intervista al ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è dedicata agli effetti del cambiamento climatico: cosa comportano, cosa dovremmo mettere in campo per ridurre l’effetto serra, le politiche energetiche, il costo che paghiamo per la dipendenza da petrolio e gas. Tutto attraverso delle storie, per restituire complessità e togliere l’informazione dalla terribile forbice della polarizzazione".
'PresaDiretta rivendica il “racconto lungo” proprio come antidoto alla polarizzazione che domina tv e social.
"Sì. Ma tutti noi potremmo fare un lavoro migliore di informazione dappertutto, non solo nei reportage lunghi. Chiunque può porsi il problema di raccontare il contesto prima di dare voce per esempio alle posizioni antitetiche dei partiti. Bisognerebbe ridurre lo spazio che l’informazione quotidiana subappalta alle posizioni politiche, il famoso 'panino' dei tg ad esempio, e recuperare tempo per raccontare il Paese. La polarizzazione è funzionale solo alla riduzione della democrazia. Le fake news, le campagne mirate, le paure che non corrispondono alla verità: abbiamo una responsabilità enorme nel fare informazione onesta, soprattutto in una stagione che ci porta alle elezioni".
Quali sono i temi principali che approfondirete in questo ciclo?
"Come dicevo, l’energia è centrale, non ne parleremo solo nella prima puntata. Lavoriamo su questi temi da dieci anni, abbiamo attraversato il mondo per mostrare gli effetti del cambiamento climatico. Ora i nodi vengono al pettine perché si è aggiunta la variabile guerra, dall’Ucraina alle tensioni sullo stretto di Hormuz. È chiaro che siamo appesi a un filo che ci porta all’autodistruzione. Nella prima puntata avremo in collegamento il ministro Pichetto Fratin: sarà un’intervista lunga, con domande concrete. Perché siamo in ritardo sulle rinnovabili? Perché gli obiettivi che l'Italia si era data non vengono raggiunti? L’energia tornerà anche nella seconda puntata, dove faremo un fact‑checking degli ultimi quattro anni di governo su industria, crisi economica, Pil. E faremo un paragone con la Spagna, che è cresciuta molto grazie proprio grazie alle rinnovabili che hanno abbassato il costo dell'energia attraendo più facilmente investimenti dall'estero".
Parlerete anche di nucleare?
"Sì. È una domanda che farò sicuramente al ministro, perché il governo sta puntando molto sul nucleare di nuova generazione".
Quali sono gli altri temi portanti di questa stagione?
"Una puntata a cui tengo molto si intitola 'Democrazia vigilata': riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per spostare il dibattito pubblico e le questioni della cybersicurezza. Poi dedichiamo una puntata all’escalation nucleare. Dopo che è saltato ogni tabù, sempre più spesso i leader mondiali non escludono l’uso di armi atomiche tattiche, e noi abbiamo bombe atomiche americane sul nostro territorio. A cosa servono? A cosa ci espongono? Parleremo anche degli Epstein files: non solo lo scandalo della pedofilia, ma la rete di ricatti, servizi segreti, cybersicurezza. Oggi chi possiede la tecnologia per la cybersicurezza comanda il mondo. E, come sappiamo, leader mondiale di questo tipo di tecnologie è Israele".
Il tuo nome è stato citato a più riprese nei rumors sulla successione a Sigfrido Ranucci a 'Report'. C’è mai stata una trattativa?
"No e direi che la vicenda ora è chiusa e bene. Non era possibile, questa ipotesi non è mai stata praticabile: conduco e sono autore di una trasmissione importante per la Rai. Non posso fare due programmi così complessi contemporaneamente. Quando mi è stato chiesto un parere, ho sempre consigliato di trovare una soluzione interna e di fare tutto il possibile per andare in onda. Dopo un confronto anche duro, hanno trovato un compromesso che salvaguarda il prodotto, che è la cosa più importante. Non siamo importanti noi conduttori: è importante quello che va in onda".
La soluzione individuata (la conduzione doppia Daniele Piervicenzi – Claudia Di Pasquale, ndr.) ti convince?
"Mi convince il fatto che Report torni in onda. Sarebbe stato un disastro fermarlo o ritardarlo. La Rai non può permettersi di chiudere finestre sul racconto della realtà, soprattutto in momento come questo così critico nello scenario internazionale e con le elezioni politiche alle porte".
Questa estate si è parlato molto di Rai e dei movimenti nei programmi informativi: oltre a 'Report', 'Chi l'ha visto?' e il passaggio a Mediaset di Milo Infante. Che Rai quella dove torni in onda domenica?
"Una Rai dove torniamo con i nostri reportage e le nostre inchieste, appunto. Posso dire che sono stufo di questa narrazione della Rai come un luogo dove si esercita solo la censura? Non corrisponde alla verità. Noi ci siamo, torniamo in onda, tornano in onda gli altri".
Hai mai subito pressioni?
"No. Questo programma non esisterebbe se fosse successo. A volte si possono fare con l'azienda valutazioni sull'inattaccabilità di alcuni servizi. Ma scegliamo in piena autonomia e indipendenza cosa mandare in onda. Il pubblico se ne accorgerebbe subito se così non fosse".
Dopo questo ciclo, tornerete nel 2027?
"Sì, a febbraio con altre sette puntate. Prima ne facevamo otto più otto, poi ci sono stati i famosi 'tagli orizzontali'. A noi hanno tolto due puntate, ma spero di recuperarle: siamo in grado di farne di più e penso che siano utili al racconto del Paese". (di Antonella Nesi)
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Casa, legge Ue minaccia affitti brevi: da Amalfi a Cortina ma anche a Roma, Milano, Venezia
(Adnkronos) –
Stop agli affitti brevi in molte città e località turistiche italiane se venissero adottate sic et simpliciter le misure che la Commissione europea propone nel regolamento ‘Affordable Housing Act’ (Legge sugli alloggi a prezzi accessibili). Lo scenario viene delineato, dati alla mano, in un ampio studio realizzato da Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi e che l’Adnkronos ha potuto visionare. Il rapporto tra valore delle case e redditi della popolazione residente che la Ue vorrebbe adottare per limitare il fenomeno degli affitti brevi e le vendite delle case a persone che non risiedono in determinati comuni, laddove si supera la soglia del cosiddetto ‘stress abitativo’, porterebbe infatti ad un vero e proprio divieto alle locazioni brevi in mete ad alta vocazione turistica come Amalfi, Cortina d’Ampezzo, Courmayer ma anche a Monterosso nelle Cinque Terre, Taormina e Polignano a mare in Puglia. Lo studio Aigab infatti, evidenzia come in Italia questi comuni sarebbero ben al di sopra della soglia indicata dalla Commissione europea che consente alle autorità locali, ovvero ai sindaci, di intervenire, quando il prezzo medio di acquisto di una casa rapportato al reddito disponibile medio della popolazione ivi residente, dovrà essere pari o superiore a otto volte il reddito.
Cortina è il caso più eclatante in quanto, dalla ricerca risulta che il valore delle abitazioni raggiunge 1,4 milioni di euro in media e il reddito Irpef medio è di 37.961, quindi il rapporto prezzo-reddito è di 38,31. Ad Amalfi dove il prezzo medio di una casa è di 567mila euro il reddito medio di 26.321 euro e il rapporto è di 21,55; e ancora a Courmayeur il rapporto è 16,48 (valore case oltre 722mila euro e reddito medio 43,850 euro), a Monterosso il prezzo medio delle case è di 400mila euro e il reddito Irpef è di 33.597 con una forbice che arriva a 11,92, a Polignano a Mare il rapporto prezzo-reddito è di 12,58 con il costo delle abitazioni di 248.359 e il reddito di 19.749. Infine Taormina che è appena sopra la soglia con 8,08 con il prezzo delle case a 206.599 e il reddito a 25.554 euro.
Analoga situazione riguarderebbe le grandi città italiane Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Bari e Venezia, in ben 5 casi su 7. La soglia verrebbe superata di gran lunga a Roma, Milano, Napoli, Bari e Venezia, mentre Torino e Genova resterebbero sotto soglia soprattutto per il motivo che il valore degli immobili è più basso. Il problema principale di questi parametri che determinano il calcolo proposto dalla Commissione Ue, secondo il presidente di Aigab Marco Celani, mal si adatterebbe alla realtà italiana. “Il reddito medio pro capite è un concetto che in Italia non esiste, perché noi abbiamo il reddito Irpef dal quale però va sottratta la tassazione e va poi diviso per il numero di residenti. Se io prendo ad esempio Milano dove il reddito medio Irpef è 40.316 euro bisogna considerare che è il reddito di chi dichiara, ma ci sono tante persone che non dichiarano nulla” argomenta Celani. Ma le critiche vanno oltre ai limiti che verrebbero imposti agli affitti brevi, secondo iol presidente Celani si verrebbe a creare una grave perdita nel mercato delle compravendite immobiliari. “Il prossimo sindaco di Milano, ad esempio, –afferma Celani – potrebbe decidere sia di limitare gli affitti brevi sulla base di questo rapporto ma anche di limitare la possibilità ai proprietari di vendere la casa a qualcuno che non prenda la residenza. Di conseguenza il mercato delle compravendite va a perdere valore e i proprietari delle case, che finirebbero in questo 'paniere', non potrebbero più vendere a chi vogliono loro, ma soltanto a chi prende la residenza. In tale situazione diminuirebbe la domanda di case ed aumenterebbero i prezzi”.
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Giotto, il restauro della Cappella Bardi svela un ‘disegno nascosto’
(Adnkronos) – Un vero e proprio “disegno nascosto” di Giotto emerge dalle pareti della Cappella Bardi della Basilica di Santa Croce a Firenze . È una delle principali novità emerse dal lungo restauro delle Storie di San Francesco, concluso dopo quattro anni di indagini scientifiche e interventi conservativi. Per la prima volta le incisioni, le linee preparatorie e i tracciati utilizzati dall'artista per costruire lo spazio sono stati oggetto di una mappatura digitale complessiva, permettendo di seguire la progettazione della scena direttamente sulla parete. Ma non è l'unica scoperta, come è stato annunciato oggi durante una conferenza stampa. La pulitura della volta, rimasta in gran parte ai margini dei precedenti interventi, ha restituito dettagli prima illeggibili delle Virtù Francescane, in particolare dell'Obbedienza e della Castità. Il restauro ha inoltre reso più evidenti le differenze tecniche e stilistiche tra Giotto e gli altri pittori attivi nel cantiere, offrendo nuovi elementi per comprendere l'organizzazione della bottega e il ruolo della Cappella Bardi come luogo di sperimentazione delle novità che avrebbero segnato la pittura dei decenni successivi. E' questa la nuova immagine del capolavoro che torna ora alla vista dei visitatori di tutto il mondo. Il risultato più significativo riguarda la concezione dello spazio. Le scene non sono semplicemente dipinte sulle pareti, ma costruite attraverso una complessa architettura illusionistica che si sovrappone a quella reale della cappella. Giotto crea così una sorta di grande architettura dipinta, capace di unificare le diverse scene e di trasformare idealmente lo spazio reale in un grande ciborio. All'interno di questa struttura, gli episodi della vita di Francesco sono ambientati soprattutto in spazi chiusi, rappresentati frontalmente come grandi “scatole” aperte verso lo spettatore. La costruzione non è affidata soltanto alla pittura. Sull'intonaco sono ancora visibili incisioni e linee tracciate con corde imbevute di colore e poi battute sulla parete. Sono i segni di un progetto estremamente preciso, attraverso il quale Giotto stabiliva proporzioni, allineamenti e organizzazione dello spazio. Per la prima volta l'insieme di questi segni è stato digitalmente mappato. Il risultato consente di leggere in maniera organica una fase del processo creativo finora osservabile solo parzialmente: quella in cui lo spazio pittorico veniva progettato e costruito prima della realizzazione delle immagini. La mappatura offre quindi un nuovo strumento per studiare il metodo di lavoro del maestro e la straordinaria complessità della sua invenzione spaziale. Il restauro conferma inoltre un dato noto agli studiosi, ma oggi più chiaramente leggibile: sul ponteggio, sotto il coordinamento di Giotto, lavorarono diversi pittori. Le differenze tecniche e stilistiche diventano ora più evidenti e forniscono nuovi elementi per comprendere la dinamica del cantiere. La Cappella Bardi appare sempre più come un incubatore di sperimentazioni, nel quale il linguaggio di Giotto venne sviluppato, adattato e trasmesso, contribuendo agli orientamenti della pittura dei decenni successivi. Anche le tecniche utilizzate raccontano questa capacità di sperimentare. Giotto parte da una base a fresco, ma ricorre ampiamente alla pittura a secco. In questo modo può utilizzare una gamma più ampia di pigmenti, modificare gli effetti cromatici e spaziali e, allo stesso tempo, gestire con maggiore libertà i tempi del cantiere. Il restauro permette dunque di cogliere non soltanto il risultato finale, ma anche una parte del metodo operativo dell'artista. Un'altra sorpresa arriva dalla parte alta della cappella. La volta era stata relativamente trascurata nei precedenti interventi. La nuova pulitura, condotta in alcuni punti anche con l'ausilio della tecnologia laser, ha recuperato la qualità figurativa delle allegorie delle Virtù Francescane. In particolare, Obbedienza e Castità riemergono con dettagli che in precedenza erano poco leggibili o addirittura fraintesi. La nuova leggibilità della volta modifica così anche la percezione complessiva del ciclo e restituisce maggiore forza al programma iconografico. È, in un certo senso, una parte della cappella che si presenta oggi quasi come un'immagine inedita. Accanto alle scoperte visibili, il cantiere ha affrontato problemi meno appariscenti ma decisivi per la sopravvivenza delle pitture. Le indagini hanno consentito di individuare e consolidare le zone più fragili: fratture nelle pareti laterali, aree a rischio di caduta dell'intonaco, sollevamenti e distacchi della pellicola pittorica. Sono stati inoltre ridotti i fenomeni di degrado legati alla presenza diffusa di sali solubili. Sono stati rimossi depositi e materiali alterati e numerose vecchie stuccature sintetiche, risalenti al precedente restauro, sono state sostituite con impasti maggiormente compatibili con gli intonaci originali. Un lavoro in gran parte invisibile al visitatore, ma essenziale per garantire la conservazione del ciclo. Particolarmente complesso è stato anche il problema della leggibilità dell'immagine. Le pitture presentano grandi lacune, numerose abrasioni e una quantità impressionante di piccole mancanze: circa cinquemila. Per affrontarle i restauratori hanno utilizzato metodologie differenti a seconda delle caratteristiche delle singole aree. L'obiettivo non è stato ricostruire artificialmente ciò che è andato perduto, ma recuperare, dove possibile, la continuità della lettura figurativa mantenendo riconoscibili le tracce della storia dell'opera. Il nuovo equilibrio consente oggi di percepire più chiaramente l'insieme senza cancellare le ferite accumulate nei secoli. La storia della conservazione della Cappella Bardi è lunga e complessa. Nei primi decenni del Settecento le pitture furono ricoperte da una scialbatura a calce. La loro riscoperta avvenne nel 1851, con il restauro di Gaetano Bianchi. Un nuovo importante intervento arrivò un secolo dopo, tra il 1957 e il 1959, quando Leonetto Tintori lavorò sotto la guida del soprintendente Ugo Procacci. Il nuovo restauro non ha cercato di cancellare queste vicende. Al contrario, ha mantenuto leggibili le tracce delle diverse fasi conservative, distinguendole dalla pittura originale e restituendo al contempo maggiore unità alla lettura delle scene. Il ciclo racconta sei momenti cruciali della vita di San Francesco secondo la Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio, testo nel quale il santo viene presentato come alter Christus. Le scene rappresentano la rinuncia ai beni paterni, l'approvazione della Regola, l'apparizione al Capitolo di Arles, la prova del fuoco davanti al Sultano, la morte di Francesco e infine l'apparizione a frate Agostino e al vescovo Guido. La restituzione del ciclo acquista un particolare significato nell'anno in cui viene celebrato l'ottavo centenario del Transito di Francesco d'Assisi. Il progetto è stato promosso dall'Opera di Santa Croce insieme all'Opificio delle Pietre Dure, che ha progettato e realizzato l'intervento, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Fondazione Cr Firenze, di Arpai e di numerosi donatori privati. La campagna Giving4 Giotto ha accompagnato il restauro coinvolgendo persone e sostenitori da tutto il mondo. Tra i donatori figurano Veronica e Dominique Marzotto e William von Mueffling. A presentare l'intervento sono stati Alessandro Tortorella, direttore del Fondo Edifici di Culto del ministero dell'Interno, Irene Sanesi, presidente dell'Opera di Santa Croce, Giovanni Bettarini, assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Emanuela Daffra, soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, padre Franco Buonamano, rettore della basilica, Carlo Sisi, membro del Cda della Fondazione Cr Firenze, e Dominique Marzotto, presidente di Arpai. Il ritorno delle Storie di San Francesco non rappresenta però la conclusione degli studi. I dati raccolti durante quattro anni di indagini – dalle informazioni sui materiali alle tecniche esecutive, dalle condizioni degli intonaci alla mappatura delle incisioni – costituiranno una nuova base per approfondire uno dei momenti cruciali della storia dell'arte europea. Le conoscenze acquisite serviranno inoltre a monitorare nel tempo lo stato di conservazione delle pitture e a programmare eventuali interventi futuri.
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Bezzecchi precede Marc Marquez nella Practice di MotoGp a Misano
MISANO ADRIATICO (ITALPRESS) – Marco Bezzecchi è il più veloce nella Practice al Gran Premio di San Marino, appuntamento valido per il Mondiale di MotoGp. Il pilota riminese dell’Aprilia gira in 1’30″144, precedendo la Ducati di Marc Marquez (+0″103) e la Ducati Gresini di Alex Marquez (+0″185), rispettivamente secondo e terzo. Seguono le due Ducati VR46 di Franco Morbidelli (+0″241) e Fabio Di Giannantonio (+0″271). Decimo e qualificato in Q2 anche il leader della classifica Jorge Martin, che con la sua Aprilia è distante 0″546 dal compagno di squadra Bezzecchi. La Ducati di Pecco Bagnaia si ferma invece al 19° posto (+1″315). La MotoGp torna in pista domani con prove libere 2, qualifiche e Sprint.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Maltempo a Roma, albero caduto sull’auto: chi paga i danni? La risposta degli esperti
(Adnkronos) – Il maltempo che si è abbattuto ieri su Roma, così come su altre città italiane, ha creato non pochi danni e disagi. Solo nella Capitale, centinaia sono stati gli interventi dei vigili del fuoco, intervenuti per soccorrere alcune autovetture con passeggeri a bordo rimaste bloccate nei sottopassaggi a causa dell'acqua alta. Ma anche – come è successo in via Ardeatina – per soccorrere un uomo dopo che un albero era caduto sulla propria automobile. Il personale della squadra 7/A dei vigili del fuoco di Ostiense, con l'ausilio di un'autogru, ha estratto il conducente affidandolo alle cure del personale del 118. Ma il danno era ormai fatto. Cosa succede in questi casi? Il Comune è tenuto a pagare i danni?
Non ha dubbi il presidente del Codacons Carlo Rienzi che, riferendosi all'albero caduto ieri su un'auto a Roma all'Adnkronos/Labitalia rimarca che "il Comune è responsabile e quindi deve sempre risarcire. Ovviamente – spiega – se si ha una polizza auto per eventi atmosferici l'assicurazione pagherà, in caso contrario il risarcimento sarà dovuto dal Comune". Per Andrea Ghizzoni, managing director assicurazioni di Facile.it, "se cade un albero su un'auto il Comune rimborsa i danni se l'albero si trovava in un'area pubblica urbana e la caduta è dipesa dalla scarsa manutenzione. Se era malato e se non era stata fatta la potatura. Tuttavia, il Comune non risponde nel caso in cui l'albero sia caduto unicamente per colpa del temporale pur essendo in buone condizioni. Non paga, invece, se dimostra il 'caso fortuito', come un evento meteo eccezionale e imprevedibile. Ovviamente il Comune non risarcisce se l'albero si trovava in un'area privata", spiega all'Adnkronos/Labitalia.
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Varchi “Otto tavoli per costruire il manifesto della città di Palermo”
PALERMO (ITALPRESS) – Dalle idee al confronto, dal confronto alla costruzione di progetti concreti per il futuro della città. Palermo Capitale entra in una nuova fase e si prepara al suo primo grande incontro pubblico, in programma domenica 11 ottobre a Villa Filippina dalle 9:30.
Lo rende noto Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia, promotrice di Palermo Capitale, spiegando che, dopo il lancio dell’iniziativa nel mese di agosto e la prima fase di raccolta delle proposte attraverso il sito www.palermocapitale.eu, che ha registrato la partecipazione di centinaia di cittadini, il cantiere apre adesso gli incontri in presenza per mettere attorno allo stesso tavolo competenze, esperienze e idee capaci di contribuire alla rigenerazione di Palermo.
L’iniziativa sarà aperta a tutti, senza steccati e appartenenze, e punta a coinvolgere cittadini, professionisti, imprenditori, rappresentanti delle associazioni, del mondo delle professioni e delle realtà sociali e culturali che vogliono mettersi al servizio della città. Durante l’incontro si riuniranno contemporaneamente otto tavoli tematici, dedicati alle principali sfide per il futuro di Palermo: Ambiente ed Energia; Cultura e Turismo; Famiglia e Comunità; Mobilità e Rigenerazione urbana; Riqualificazione Quartieri; Sicurezza e Legalità; Sport; Sviluppo Economico.
Dai tavoli nasceranno altrettanti gruppi di lavoro, chiamati nelle settimane successive ad approfondire le proposte emerse e a trasformarle in contributi concreti per la stesura del Manifesto di Palermo Capitale, il documento che dovrà delineare una visione di lungo periodo per una città capace di tornare ad avere ambizione, centralità e un ruolo da protagonista nell’EuroMediterraneo. “Palermo Capitale nasce proprio con questo obiettivo: liberare le energie migliori della città e trasformarle in una visione condivisa. Dopo aver raccolto numerosi contributi online, vogliamo adesso guardarci negli occhi, confrontarci e lavorare insieme. Non cerchiamo spettatori, ma persone che abbiano qualcosa da mettere a disposizione di Palermo: un’idea, una competenza, un’esperienza, una proposta concreta. È da questo patrimonio diffuso che vogliamo partire per costruire il futuro della città”, sottolinea Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia, promotrice di Palermo Capitale. La partecipazione all’incontro è aperta a tutti, ma è obbligatoria la registrazione preventiva sul sito www.palermocapitale.eu, indicando al momento dell’iscrizione l’area tematica alla quale si intende partecipare.
– Foto ufficio stampa Carolina Varchi –
(ITALPRESS).
Eredità Agnelli, Margherita non sarà parte civile contro il figlio John Elkann
(Adnkronos) – La richiesta di Margherita Agnelli di costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nel procedimento penale in corso a Torino sull’eredità della mamma, Marella Caracciolo, vedova dell’Avvocato Agnelli non è stata accolta. Lo ha deciso oggi, venerdì 11 settembre, il gip alla ripresa dell’udienza preliminare che invece ha ammesso la figlia dell’avvocato come parte civile per la parte di processo in cui vengono chiamati in causa con l’accusa di falso il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e il notaio Remo Moroni. “Per i giudici, Margherita de Phalen non ha alcun titolo per lamentare danni contro Joel Kan in relazione ai fatti oggetto del processo penale: la costituzione di parte civile non può basarsi su insondabili rancori personali. Ora ci concentreremo sulla sostanza del procedimento: dimostrare che John Elkann ha agito sempre nel pieno rispetto della legge”. Così, in una nota, l’avvocato Paolo Siniscalchi, del team legale che difende John Elkann, al termine dell’udienza.
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MotoGp, Velo e Aprilia Racing insieme al Gran Premio di San Marino
(Adnkronos) – Velo, brand di sacchetti di nicotina di Bat Italia e leader in Italia e in Europa, rinnova la collaborazione con Aprilia Racing in occasione del Gran Premio di San Marino, in programma da oggi al 13 settembre al Misano World Circuit Marco Simoncelli, con una serie di iniziative dedicate ai consumatori adulti di nicotina. La presenza a Misano celebra una partnership che unisce innovazione, tecnologia e performance. Questa collaborazione si inserisce in un processo di trasformazione aziendale di Bat sempre più focalizzato sullo sviluppo di nuove categorie di prodotti a potenziale rischio ridotto e sulla costruzione di un portafoglio in linea con le nuove esigenze dei consumatori adulti di nicotina. Per Velo, rappresenta inoltre un’opportunità per raccontare il ruolo strategico che la categoria riveste per l’Italia, dove il prodotto è realizzato presso l'A Better Tomorrow Innovation Hub di Trieste, centro di eccellenza per l'innovazione e la manifattura avanzata. Durante il weekend di gara, Velo sarà presente al fianco di Aprilia Racing con una serie di attività dedicate ai consumatori adulti di nicotina, sia all'interno del circuito, con un corner dedicato nell'area hospitality, sia nell'ambito del Dedikato Festival, dove sarà disponibile un simulatore di guida firmato Aprilia Racing. Il 12 e 13 settembre, Velo estenderà il suo programma a Rimini con due serate dedicate al Coconuts. Gli eventi offriranno ai consumatori adulti di nicotina un'esperienza di intrattenimento ispirata all'atmosfera del weekend di gara e la possibilità di scoprire il brand attraverso elementi esperienziali dedicati. "L'Italia riveste un ruolo strategico per Velo. Da marzo 2025, il brand è prodotto nel nostro Innovation Hub di Trieste, segnando un traguardo importante nel percorso di trasformazione di BAT verso un business sempre più orientato alle categorie senza combustione. Quella che era nata come una visione ambiziosa si è oggi affermata come una realtà d'eccellenza nella produzione di sacchetti di nicotina per consumatori adulti e che oggi rappresenta il valore del Made in Italy all’interno del portfolio di BAT. Attraverso la partnership con Aprilia Racing, uniamo innovazione, costruzione del brand e trasformazione, dando vita a esperienze distintive per i consumatori adulti di nicotina in occasione di uno degli appuntamenti sportivi più importanti d'Italia." ha affermato Sebastian Schroth, Head of Marketing di Bat Italia. “Siamo molto felici di poter contare anche nel 2026 su un partner come Velo. Aprilia Racing si distingue da sempre per la sua italianità e per un know-how consolidato, valori che trovano in questa collaborazione un’ulteriore occasione per essere condivisi. Proseguire questo percorso insieme a Velo ci permette di rafforzare il legame con il nostro territorio e, al tempo stesso, di raccontare anche oltre i confini nazionali la capacità italiana di innovare e competere ai massimi livelli nel campo della tecnologia e della performance”, evidenzia Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing.
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