NAPOLI (ITALPRESS) – I Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli stanno eseguendo una misura cautelare nei confronti di 31 persone, domiciliate nei quartieri Rione Traiano, Pianura e Fuorigrotta, ritenute gravemente indiziate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l’organizzazione camorristica denominata clan Petrone/Puccinelli operante nel Rione Traiano del quartiere partenopeo di Soccavo. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda partenopea.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Blitz anticamorra di Carabinieri e Dda a Napoli, 31 misure cautelari
Allarme Fbi “007 russi progettano omicidi mirati”
ROMA (ITALPRESS) – I servizi segreti della Federazione Russa starebbero pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei Paesi europei che sostengono l’Ucraina. L’allarme è stato lanciato dalle Autorità federali statunitensi, che hanno reso noto di avere sventato un complotto per uccidere un importante dissidente russo che si ritiene viva a Washington. Cinque persone sono tuttora ricercate. Infatti, secondo un atto d’accusa reso pubblico presso il tribunale federale di Manhattan, cinque persone che si presume risiedano all’estero sono state incriminate nell’ambito del complotto. La rete di 007 aveva pagato, e tentato di pagare, individui negli Stati Uniti e in altri Paesi per sorvegliare obiettivi da eliminare, con l’intenzione di ucciderli successivamente. Secondo l’atto d’accusa, i membri della rete reclutati erano stati anche sollecitati a compiere atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari in paesi europei considerati allineati con l’Ucraina.
– foto IPA Agency –
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Augias: “Meloni rimane popolare perché dall’altra parte non c’è una scelta chiara”
(Adnkronos) – "Credo che vivremo una stagione molto agitata perché le forze di governo si sentono minacciate, c'è qualche segno di cedimento. D'altra parte Giorgia Meloni resiste nella popolarità, soprattutto perché dall'altra parte non c'è una chiara scelta". E' la riflessione di Corrado Augias a diMartedì, il programma condotto da Giovanni Floris su La7, che accende i riflettori sul quadro ancora fluido nel campo largo, con la leadership 'contesa' tra Giuseppe Conte e Elly Schlein. Si va verso le elezioni in programma nel 2027. "Siamo condannati a vivere questi mesi, non sappiamo quanti, in maniera agitata e dannosa per il paese. E' possibile che si crei una contrapposizione: o siamo ancora nella democrazia o usciamo verso un generico autoritarismo. Io, da passante, credo che lo capiremo quando vedremo se la signora Meloni prenderà con sè o no il generale Vannacci. Se devo credere ai sondaggi, Vannacci è dirimente. Ha il 7% che garantirebbe la vittoria al centrodestra". Meloni dice cose diverse rispetto a Vannacci? "E' una bella domanda, la giro in un altro modo. Meloni non ha mai fatto la fascista come Vannacci. Non ha mai fatto nemmeno l'antifascista. Ha costruito la durata del suo governo sulla tecnica sopraffina del galleggiamento, tenendo insieme due anime diverse come Tajani-Fratelli d'Italia e dall'altra parte la Lega. Per questo è diversa da Vannacci: anche quando era all'opposizione, certe cose fasciste come Vannacci non le ha mai dette".
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Ora solare 2026, i pro e contro del cambio: l’analisi dell’esperto
(Adnkronos) – Minori consumi di energia con benefici economici e ambientali: l'ora legale presenta ancora numerosi vantaggi per lo Stato, le imprese e i cittadini. Difficile però tracciare un bilancio a lungo termine che tenga conto di tutti gli effetti del cambio dell'ora. Proprio da qui dovrebbe partire la ricerca nei prossimi anni. In vista del ritorno dell'ora solare (domenica 25 ottobre), Antonio Disi, responsabile del Laboratorio Strumenti per la Promozione dell’Efficienza Energetica (Dipartimento Enea, Unità per l’Efficienza Energetica), esamina con Adnkronos vantaggi e svantaggi dello spostamento delle lancette due volte all'anno analizzando i dati energetici disponibili per l’Italia e alcune delle evidenze scientifiche più recenti. L’ora legale fa risparmiare energia? "Sì, in Italia l’ora legale continua a produrre un risparmio di energia elettrica, anche se il beneficio si è progressivamente ridotto rispetto al passato, soprattutto perché l’illuminazione incide meno sui consumi grazie alla diffusione dei Led e di tecnologie più efficienti – risponde l'esperto – Per i sette mesi compresi tra il 29 marzo e il 25 ottobre 2026, Terna stima un minor consumo di circa 302 milioni di kWh, equivalenti al consumo medio annuo di 115mila famiglie. Il beneficio economico per il sistema elettrico nazionale è valutato in circa 80 milioni di euro, mentre la riduzione delle emissioni è stimata in 142mila tonnellate di CO2. Si tratta, naturalmente, di valori previsionali, ottenuti confrontando i consumi attesi con quelli che si avrebbero mantenendo l’ora solare. Il dato di lungo periodo aiuta però a comprendere la dimensione del fenomeno: secondo Terna, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale avrebbe consentito un minor consumo complessivo di oltre 12 miliardi di kWh, con un beneficio economico cumulato stimato in circa 2,3 miliardi di euro". Diversi i vantaggi per lo Stato, le imprese e i cittadini. "Il vantaggio più direttamente quantificabile riguarda il sistema elettrico. Una parte delle attività quotidiane si svolge quando è ancora disponibile luce naturale, ritardando il ricorso all’illuminazione artificiale. L’effetto non è uniforme durante tutti i sette mesi ma tende a essere più rilevante in primavera e in autunno e più contenuto nei mesi centrali dell’estate, quando le giornate sono già molto lunghe", spiega. Per lo Stato e per il sistema Paese "questo significa minori consumi elettrici, una riduzione della spesa complessiva per l’energia e minori emissioni associate alla produzione di elettricità". Per le imprese, "soprattutto nei settori del commercio, del turismo, della ristorazione, dello sport e del tempo libero, la maggiore disponibilità di luce nelle ore serali può favorire la frequentazione degli spazi e prolungare alcune attività. Non si tratta però di un beneficio uniforme ma l’effetto varia molto in relazione al settore, al territorio e alle abitudini della popolazione". Per i cittadini, "il vantaggio principale consiste nell’avere più luce naturale nella parte della giornata in cui, terminati il lavoro o la scuola, si concentrano maggiormente gli spostamenti e le attività all’aperto. Alcuni studi associano questa maggiore disponibilità di luce serale a possibili benefici per l’attività fisica, la sicurezza stradale e la riduzione di alcune forme di criminalità. Le evidenze non sono però univoche e devono essere distinte dagli effetti, generalmente di breve durata, prodotti dal cambio dell’ora sul sonno e sui ritmi circadiani". Il bilancio a lungo termine è positivo? "È la domanda più interessante, ma anche quella alla quale la ricerca invita a rispondere con maggiore cautela. Prima di tutto bisogna distinguere due fenomeni: i giorni a ridosso del cambio dell’ora e l’intero periodo dell’ora legale – continua Disi – Gli effetti del cambio sono relativamente ben studiati. Una recente meta-analisi condotta su dodici studi in dieci Paesi stima, ad esempio, un aumento di circa il 4% del rischio di infarto miocardico acuto dopo il passaggio primaverile. Anche in Italia abbiamo evidenze interessanti: uno studio basato sui dati amministrativi Inail 2013-2017 ha rilevato un aumento del 2% degli infortuni sul lavoro nei primi tre giorni successivi all’introduzione dell’ora legale. L’effetto, però, scompare nei giorni successivi. Questo è un punto importante. Gli effetti osservati immediatamente dopo lo spostamento delle lancette ci dicono molto sul costo della transizione, ma non ci dicono quale sia il bilancio dei sette mesi di ora legale". Quindi "per valutare quest’ultimo bisognerebbe costruire un vero controfattuale, confrontando ciò che accade durante i sette mesi di ora legale con ciò che sarebbe accaduto negli stessi mesi mantenendo l’ora solare. E bisognerebbe farlo considerando insieme consumi energetici, emissioni, salute, incidentalità, attività economiche e comportamenti. Oggi abbiamo buone evidenze su alcuni singoli effetti, ma non credo sia scientificamente corretto affermare che esista già un bilancio complessivo e definitivo, positivo o negativo". Intorno a questo tema si è sviluppato un dibattito, anche a livello europeo, sull'eliminazione del cambio dell'ora. "Il problema coinvolge dimensioni diverse e, in parte, contrapposte – chiarisce – Da un lato ci sono il risparmio energetico e i possibili benefici derivanti dalla maggiore disponibilità di luce nelle ore serali; dall’altro gli effetti sui ritmi circadiani e quelli associati allo spostamento delle lancette due volte l’anno. Credo che sia proprio la confusione tra questi due piani a rendere spesso poco chiaro il dibattito. Dimostrare che nei giorni successivi al cambio primaverile aumentano alcuni rischi non significa automaticamente dimostrare che sette mesi di ora legale abbiano un saldo negativo. Allo stesso modo, i 302 GWh di minori consumi stimati da Terna non sono sufficienti, da soli, per concludere che il saldo complessivo sia positivo". Dal punto di vista della ricerca, "la domanda interessante diventa allora un’altra: quanto vale per una società spostare un’ora di luce naturale dalla mattina alla sera? Non soltanto in termini di energia risparmiata, ma considerando insieme effetti economici, ambientali, sanitari e comportamentali. È probabilmente su questo bilancio complessivo che sarebbe utile concentrare maggiormente la ricerca nei prossimi anni".
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Meteo, tutta Italia in verde dopo l’addio all’afa: ma oggi la svolta con maltempo, le previsioni
(Adnkronos) – Dopo il passaggio dell'Anticiclone delle Azzorre nei giorni scorsi, che hanno decretato la fine del caldo afoso che ha caratterizzato l'estate 2026, l'Italia continua ad essere caratterizzata da temperature miti, o da un "clima settembrino", come l'hanno definito gli esperti. Ciò è confermato anche dal bollettino sulle ondate di calore pubblicato dal Ministero della Salute. Tutta Italia, infatti, è in verde almeno fino a domani, giovedì 17 settembre: tutte e 27 le città monitorate dal Ministero presentano un livello di allerta zero per la salute. Sembrano ormai un ricordo i bollini rossi e arancioni che hanno caratterizzato i mesi scorsi quando c'era il caldo africano. Come spiegano gli esperti de IlMeteo.it, da oggi arriverà un fronte temporalesco dall'Atlantico che porterà pioggia prima sulle Alpi e poi nelle prossime ore sulle regioni centro-settentrionali. Venerdì previsti rovesci anche al Sud. Ma già da domenica 20 settembre potrebbe cambiare ulteriormente la situazione dal momento che l'alta pressione comincerà ad affacciarsi di nuovo sul Belpaese e la prossima settimana tornerà addirittura l'anticiclone.
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Ucraina-Russia, le minacce di Mosca: “Europa avvicina armi nucleari, Polonia può sparire in 2 giorni”
(Adnkronos) –
La tregua energetica tra Ucraina e Russia non decolla, Mosca prende tempo e il copione non cambia. La guerra sul terreno prosegue, quella ibrida si arricchisce di un nuovo capitolo con l'abbattimento di un drone in Lituania ad opera di due caccia italiani impiegati dalla Nato. "La presenza italiana con il personale e gli aerei della Task Force Air 'Baltic Thunder III', testimonia concretamente il nostro impegno per la sicurezza del fianco orientale e per una responsabilità europea sempre più condivisa. In questo quadro resta centrale la necessità di raggiungere la pace in Ucraina, elemento fondamentale per la sicurezza dell’intero continente", dice il ministro della Difesa Guido Crosetto in visita proprio in Lituania. "L'Italia è ormai impegnata all'interno delle operazioni della Nato sul fianco Est da oltre 10 anni". Da Mosca, intanto, arrivano segnali contrastanti. La proposta di una tregua energetica avanzata da Donald Trump viene giudicata positivamente dal Cremlino. Il 'sì' di Vladimir Putin, però, non arriva. Piovono, invece, accuse e soprattutto minacce. La Russia accusa l'Ucraina, che continuerebbe a mettere raffinerie e impianti nel mirino.
Niente fumata bianca, quindi. E la responsabilità, secondo la posizione russa, è sempre di qualcun altro. Se gli Stati Uniti non avessero abbandonato gli accordi raggiunti nell'agosto 2025 da Putin e Trump ad Anchorage, in Alaska, il conflitto in Ucraina sarebbe già terminato da un anno, dice il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, durante una tavola rotonda con gli ambasciatori sulla guerra in Ucraina. "Se gli americani non avessero abbandonato gli accordi di Anchorage, se l'Europa non li avesse tirati fuori da questi accordi, vivremmo senza guerra da un anno ormai. È un dato di fatto", afferma Lavrov, secondo quanto riferito dall'agenzia Interfax. Nel corso dell'incontro, il ministro ribadisce che la Russia è pronta a cercare "compromessi ragionevoli" per una soluzione del conflitto, ma non accetterà che la Nato si avvicini ai suoi confini. Al coro si unisce il consigliere del presidente Putin, Nikolai Patrushev. Non sono state apprezzate le dichiarazioni di Radoslaw Sikorski, ministro degli Esteri polacco, secondo cui la Nato non avrebbe difficoltà ad imporsi sulla Russia in un eventuale conflitto. "La Polonia sparirà in due-tre giorni" se dovesse attaccare la Russia, dice Patrushev. "Sikorski, affermando la superiorità militare della Polonia sulla Russia, non si rende conto che, in caso di azioni militari contro Mosca, Varsavia scomparirebbe in due o tre giorni". Nella staffetta di dichiarazioni subentra la portavoce Maria Zakharova, che accusa senza mezzi termini l'Europa per i rischi di escalation: sta cercando di avvicinare armi nucleari ai confini della Russia con il pretesto di una presunta e "mitica" minaccia. "Un passo che rende molto più semplice per i nostri militari, riducendo la distanza agli obiettivi importanti, per possibili raid delle nostre capacità che si espandono così in modo considerevole", aggiunge la portavoce, che non usa sbandierare la minaccia nucleare ai livelli di altri esponenti della galassia della propaganda di Mosca, come Dmitry Medvedev o Vladimir Soloviov. "Consigliamo a queste teste calde occidentali di dare uno sguardo sobrio al mondo e di considerare i nostri avvertimenti con la massima serietà", afferma. Nel mirino della Russia c'è Kiev in maniera dichiarata. Nelle ultime ore la Russia sollecita il personale delle ambasciate straniere nella capitale ucraina a lasciare il Paese dopo il raid di domenica che ha colpito un treno a poca distanza dal confine con la Polonia pochi minuti dopo il passaggio, proprio sullo stesso binario, di un convoglio con a bordo esponenti o ex esponenti di governi europei, fra cui l'ex Premier britannico Boris Johnson. Il monito di Mosca "rimane in vigore" malgrado le richieste occasionali su canali diplomatici di garantire a "turisti politici" occidentali il passaggio sicuro in Ucraina. "Politici e diplomatici occidentali devono valutare in modo chiaro i rischi esistenti. Volodymir Zelensky usa gli stranieri in visita come scudi umani".
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Legge elettorale, attesa la prova finale della Camera. Ciriani: “Fiducia? Si decide a tempo debito”
(Adnkronos) – Ottenuto l'ok (scontato) al Senato con 113 sì, 71 no e 2 astenuti, la legge elettorale voluta del centrodestra ora è attesa alla Camera, in terza lettura. Un passaggio insidioso. Che potrebbe trasformarsi nelle forche caudine della maggioranza. Ed è proprio questo ultimo giro di boa ad agitare i sonni di Giorgia Meloni: complice lo scrutinio segreto, i franchi tiratori sono sempre in agguato. Da qui i dubbi del governo sulla opportunità politica o meno di porre la questione di fiducia. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, confida nella lealtà degli alleati, Fi, Lega e Noi moderati. ''Sono ottimista'', taglia corto, raggiunto dai cronisti al ristorante di palazzo Madama per poi aggiungere: ''Perché bisognerebbe votare contro questa legge? Oggi al Senato abbiamo compiuto un grande passo in avanti". Allo stato, l'esecutivo non ha ancora deciso cosa fare. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, conferma che a Palazzo Chigi si sta riflettendo sulla strategia da adottare, perché il momento è cruciale. ''Per quanto riguarda la fiducia alla Camera – dice Ciriani, uno dei fedelissimi della premier – il governo deciderà a tempo debito se è opportuno porla o meno…''. Mentre il governo riflette, La Russa esprime tutta la sua soddisfazione per il via libera della Camera alta e si chiede: ''Perché una parte dice che questa legge non va bene?''. Prende spunto dal premio di maggioranza introdotto dalla riforma elettorale, pronto a scattare a favore della coalizione che supererà il 42% , per assicurare: ''Questa legge, alla fine, dà la possibilità a tutti di competere. Nessuno è favorito. Fa vincere chi ha un voto in più. C'è la certezza che la coalizione guidata da Meloni o mister 'X' possa raggiungere il 42%, visto che non si sa chi è il capo del campo largo? No. E allora come si fa a dire che la riforma favorisce l'uno o l'altro? Nessuno veramente può essere contrario a questa legge se non per motivi propagandistici''. Anche il ministro delle Riforme, Elisabetta Casellati, non vede trappole a Montecitorio: ''Non vedo nessuno scoglio, sono ottimista che passerà anche alla Camera. Mi pare non ci siamo dubbi di qualche sovvertimento". Quanto all'ipotesi fiducia, pure la ministra non si sbilancia più di tanto: "Non lo so, facciamo un passo alla volta…''. Tra le principali novità del testo varato dal Senato, soprannominato da Fi 'Stabilicum' e destinato a sostituire il Rosatellum: il proporzionale con premio di governabilità appunto (che scatta quando una coalizione ottenga almeno il 42% dei voti validi in entrambi i rami del Parlamento), preferenze ma con capilista bloccati, soglia di sbarramento e nome del candidato premier indicato dalla coalizione (ma non sulla scheda elettorale), aumento della soglia delle firme necessarie per presentare una lista, almeno 6mila in ogni collegio per quelle formazioni politiche non presenti alla Camera e al Senato.
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“Organizzeremo i disertori”, il messaggio virale di Virginia Libero: le parole della leader dei giovani dem
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"Organizzeremo i disertori". Il discorso di Virginia Libero, leader dei Giovani Democratici, rimbalza dal palco della Festa dell'Unità ai social e diventa un tema politico. Le posizioni espresse dalla 28enne accendono il dibattito per il messaggio che ruota soprattutto attorno al tema della guerra e della posizione dell'Italia in politica estera. In sostanza, uno degli argomenti centrali per il campo largo che – tra Pd e M5S – cerca una linea comune. "Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori", dice Libero nell'intervento. "Perché per noi parlare di patria significa ripudiare la guerra, significa dare a tutti un salario dignitoso, garantire cure. Significa che nessuno nel nostro paese deve sentirsi solo, al punto da perdere ogni singola speranza. Per arrivare a tutto questo, ci servono scelte politiche coraggiose da fare. E la sinistra questo coraggio ce lo deve avere. Io ho speranza perché so che Elly Schlein queste cose le crede davvero. E allora non saremo spettatori e arriveremo senza chiedere il permesso. Al tuo fianco, Elena", dice rivolgendosi alla segretaria del Pd, Elly Schlein. A favore di Libero si pronunciano diversi esponenti dem. "Il discorso di Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia è stato chiaro, radicale e inequivocabile. Ha dato voce a generazioni di giovani che ripudiano la guerra e sono disposti a battersi per la pace", dice la deputata Laura Boldrini. "Parole che danno speranza per il futuro in un mondo che invece purtroppo corre verso il riarmo, in cui le guerre sono tornate ad essere lo strumento per risolvere i contrasti tra i Paesi e il diritto internazionale viene calpestato. A giovani donne come Virginia dobbiamo dire grazie per il loro impegno e per la determinazione con cui guardano verso un futuro senza conflitti", aggiunge. "Vedo che molti se la prendono con Virginia Libero, la segretaria dei Giovani Democratici. E allora ci tengo a mettere a verbale che ero a Reggio Emilia e ho ascoltato lì il suo tanto criticato intervento… e ho assai applaudito. E ricordo anche che la nostra Costituzione tanto citata in queste ore per attaccare Virginia ha anche il bellissimo art.11 che ripudia la guerra", dice Matteo Orfini. "A chi se la prende con la segretaria dei Gd per aver semplicemente spiegato che c'è una generazione che non vuole vivere in un mondo in fiamme, mi limito a dire che il fatto che ci siano ragazze e ragazzi che continuano a sognare la pace è una delle poche cose che dà speranza", aggiunge. "C’è solo da ringraziare Virginia Libero che restituisce la parola a una generazione di ragazze e di ragazzi che pensano che la pace sia una politica e che va organizzata. Di fronte a chi teorizza che in Europa dobbiamo acquisire una mentalità di guerra è una boccata di ossigeno", scrive sui social il deputato del Pd Arturo Scotto.
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Il Kennedy Center chiude. Trump: “Riapre solo col mio nome”
(Adnkronos) – Il board del Kennedy Center di Washington ha votato per la sua chiusura per problemi finanziari e per la disputa sull'attribuzione del nome di Donald Trump al centro. Un giudice federale aveva bloccato il tentativo del 'board' del centro per le arti performative di dare all'edificio in cui ha sede, sulle rive del Potomac, il nome del Presidente, denunciandone l'illegalità. Trump ha reso noto quindi che il Kennedy Center chiuderà immediatamente. Il presidente degli Stati Uniti ha spiegato che il 'board' ha votato "quasi all'unanimità" per chiudere il centro per lavori di ristrutturazione urgenti e che non riaprirà più fino a una corte di grado più elevato non sosterrà il cambiamento di nome.
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Fiorentina-Pisa 3-0, viola agli ottavi di Coppa Italia contro il Napoli
FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina fa il proprio dovere e accede agli ottavi di finale di Coppa Italia battendo il Pisa fra le mura amiche del ‘Franchì, in un derby toscano sempre molto sentito. Un successo che permette ai viola di conquistare gli ottavi e la sfida contro il Napoli di Allegri. Al di là del 3-0 finale, non è stata una passeggiata per De Gea e compagni, che conquistano il secondo successo consecutivo con il “nuovo-vecchio” tecnico Paolo Vanoli, al suo ritorno sulla panchina della squadra nella quale ha anche giocato da calciatore. I nerazzurri di Paolo Bianco, reduci dal pesantissimo 1-4 subito alla Cetilar Arena contro l’Entella, hanno reso la vita difficile ai gigliati facendoli soffrire per almeno mezz’ora e colpendo anche un palo con Rao. Poi proprio dopo il legno colpito dal migliore dei suoi, si sono spenti ed è uscita alla distanza la Fiorentina che, in mezzo a due rigori contestati, ma non assegnati da un incerto Marinelli, ha sbloccato la partita con Pellegrino. L’ex Parma ha siglato il suo terzo gol di fila raccogliendo una respinta di Scuffet su conclusione da fuori area di Mandragora. I padroni di casa hanno avuto percentuali anche del 90% del possesso palla ma hanno tirato poco in porta, contro un Pisa che è partito da un 3-4-2-1, che però di fatto si trasformava quasi sempre in un 5-4-1, provando a sfruttare gli esterni di centrocampo. A farne le spese Joao Mario, il peggiore dei suoi, anche se sono apparsi nervosi tutti i viola, e non è un caso che perfino un talento come Mastantuono si sia fatto ammonire. Privo di Atta, Vanoli ha lanciato Gnonto come esterno, dato una chance ad Oulai sulla linea mediana, e rispolverato Valdepenas a sinistra. I difetti visti sotto la guida di Fabio Grosso sono tutt’altro che scomparsi, ma almeno per il momento c’è il conforto dei risultati fra campionato e coppa. Il Pisa ci ha provato, con tutti i limiti del caso, con Bianco che ha dato spazio a molte delle cosiddette secondo linee, facendo entrare Moreo e Petagna solo allo scoccare dell’ora di gioco, mentre Vanoli come contromossa ha deciso di passare al 4-2-3-1 con Pedro Goncalves come trequartista. E’ Gnonto a chiudere la contesa con il raddoppio dopo una serpentina con assist vincente di Njie. Il 3-0 finale è di Pedro Goncalves che si presenta al meglio davanti ai propri tifosi. Punizione forse troppo severa per gli ospiti che a Mantova domenica prossima cercheranno il rilancio in serie B. Per i viola all’orizzonte la super sfida con il Napoli nel primo lunch match stagionale di serie A.
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