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Un incendio divampa nella zona industriale di Termini Imerese, danneggiati un tir e 27 auto

PALERMO (ITALPRESS) – Un incendio la notte scorsa si è sviluppato all’interno di un deposito auto e officina in contrada Cannemasche, nella zona industriale di Termini Imerese, in provincia di Palermo. Le fiamme dapprima hanno danneggiato un tir e le auto che si trovavano sopra. Poi, hanno investito altre auto parcheggiate e un’officina nei pressi del deposito. Complessivamente sono state danneggiate 27 auto. Il deposito è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, intervenuti sul posto. Diverse squadre hanno lavorato tutta la notte. Sono in corso le operazioni di bonifica. Indagano i carabinieri.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Contratti, Rizzetto: “Salari, bilateralità e revisione dei prezzi sono priorità”

(Adnkronos) – “Trattiamo un tema di fondamentale importanza. Abbiamo capito e sappiamo che ci sono migliaia e migliaia di lavoratori in questo ambito, un comparto che sta crescendo e che, insieme alla crescita, deve anche cercare di garantire le migliori condizioni di lavoro”. Lo ha detto Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, intervenendo alla quinta edizione di “Immense 2026 – Grande Ristorazione, Cibo Pubblico”, promossa da Anir Confindustria all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma. Rizzetto ha sottolineato in particolare il tema dei salari e del ruolo della contrattazione. “Parliamo di salari e quindi inevitabilmente devo riferirmi a quanto fu decretato in seno al Decreto 1° maggio. Quindi grande importanza alla contrattazione, grandissima importanza alla bilateralità – ha detto – Questo è un ambito che merita una bilateralità assolutamente forte”, ha aggiunto il presidente della Commissione Lavoro della Camera, evidenziando la necessità di rafforzare gli strumenti di confronto e collaborazione nel settore della Grande Ristorazione. Un altro punto centrale riguarda la revisione dei prezzi nei contratti. “Rispetto a tutto il tema della revisione dei prezzi, sappiamo che è qualcosa di assolutamente necessario. Ci stiamo mettendo le mani e dobbiamo capire come mettere a terra esattamente questo consesso con un ambito altrettanto importante”. 
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Albini (Confindustria): “Benefici della fiscalità devono andare a chi applica il contratto giusto”

(Adnkronos) – “La novità principale che vedo nel Decreto 1° maggio è un principio semplice: i benefici della fiscalità generale devono andare solo a chi applica il contratto giusto e quindi paga il giusto”. Lo ha detto Pierangelo Albini, direttore dell’Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria, intervenendo a “Immense 2026 – Grande Ristorazione, Cibo Pubblico”, la giornata di confronto tra istituzioni, Parlamento, imprese e stakeholder promossa da Anir Confindustria all’Ara Pacis di Roma. “È un principio banale, però in questo periodo andava riaffermato – ha aggiunto – Il governo ha fatto bene a farlo dentro questo decreto, perché adesso consente di aprire un confronto che stiamo portando avanti anche con un po’ di coraggio con Cgil, Cisl e tutte le associazioni datoriali”. L’obiettivo, secondo il direttore dell’Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria, è rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva. "Vogliamo mettere alcuni principi dentro la contrattazione collettiva, perché poi il lavoro lo deve regolare il contratto collettivo e non solo la legge – ha detto – Bisogna che il contratto sia quello giusto e che il salario sia quello giusto. Questo di solito lo decidono le parti, non però qualunque soggetto voglia fare un contratto, ma quelli che sono comparativamente più rappresentativi”.  
Per il rappresentante di Confindustria, il riconoscimento della rappresentatività può contribuire a rafforzare il valore della contrattazione. “Questa cosa darà dignità alla contrattazione, anche al lavoro, e forse aiuterà a combattere quello che è un po’ un problema di questo Paese: salari mediamente molto bassi, non in tutti i settori, ma sicuramente in quello dei servizi”.  
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Morta Yuri Nakamura, la star di ‘Romantics Anonymous’ aveva 44 anni

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(Adnkronos) –
E' morta a Tokyo a 44 anni Yuri Nakamura, attrice giapponese di origine coreana conosciuta per le sue interpretazioni cinematografiche e televisive, tra cui la serie Netflix 'Romantics Anonymous' e il film 'Pacchigi! Love & Peace'. L’attrice è deceduta il 1° settembre a causa di un tumore. La notizia è stata confermata dalla sua agenzia, Alpha Agency. Nata Yuri Sei a Neyagawa, nella prefettura di Osaka, Nakamura aveva origini miste. Il padre era un coreano Zainichi di terza generazione, mentre la madre possedeva la cittadinanza sudcoreana e giapponese. La sua carriera nel mondo dello spettacolo era iniziata dalla musica. Nel 1996 aveva superato un’audizione canora per 'Asayan', popolare programma televisivo giapponese dedicato alla ricerca di nuovi talenti. Nel 1998 aveva quindi formato con l’amica Mari Izawa il duo YuriMari, scioltosi l’anno successivo. Nakamura aveva successivamente indirizzato la propria carriera verso la recitazione. Tra i suoi primi ruoli di rilievo figura quello in 'Pacchigi! Love & Peace' (2007), sequel del film di Izutsu Kazuyuki. Nakamura interpretava Kyonja, aspirante attrice e coreana Zainichi alle prese con la propria identità e con la vita in Giappone. Per quella interpretazione aveva ricevuto il premio come miglior attrice dello Zenkoku Eiren e il riconoscimento come miglior esordiente alla terza edizione dell’Osaka Cinema Festival. Nel corso degli anni l’attrice aveva alternato produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Tra i film della sua carriera figurano 'After the Storm' (2016) di Kore-eda Hirokazu, 'Fukushima 50' (2020) e 'Arc' (2021) di Ishikawa Kei. Nel 2024 era apparsa nel drama Netflix 'Beyond Goodbye', mentre nel 2025 aveva recitato in 'Romantics Anonymous', adattamento giapponese del film francese 'Les Émotifs Anonymes', realizzato con una produzione coreana. Nella serie Nakamura interpretava Irene. Quello è stato uno dei suoi ultimi lavori sullo schermo. Nakamura aveva inoltre lavorato in teatro, tra cui nella produzione "1945", andata in scena nell’ottobre 2008 con la regia di Robert Allan Ackerman. Per oltre un decennio l’attrice aveva continuato a lavorare convivendo con una grave malattia, mantenuta privata. Secondo quanto riferito da Alpha Agency, Nakamura aveva ricevuto una diagnosi di cancro 13 anni fa. In accordo con il presidente dell’agenzia, aveva scelto di non comunicare sul luogo di lavoro il nome della malattia, per evitare preoccupazioni tra colleghi e collaboratori. Dopo un periodo di remissione, l’attrice aveva proseguito la propria attività sottoponendosi regolarmente ai controlli medici. Nel gennaio 2025 il cancro era ricomparso. L’intervento chirurgico era riuscito, ma gli esami successivi avevano evidenziato la presenza di metastasi. Di fronte all’impossibilità di ottenere una guarigione completa, Nakamura aveva quindi concentrato le proprie energie sul controllo della malattia e sulla possibilità di continuare a vivere e lavorare il più a lungo possibile. Il suo medico l’aveva incoraggiata a proseguire l’attività professionale e l’attrice aveva continuato a recitare. Nell’agosto scorso ha subito una nuova occlusione intestinale e le era stato comunicato che le restava poco tempo. Secondo Alpha Agency, Nakamura ha affrontato gli ultimi giorni con serenità, circondata dalla famiglia e dalle persone a lei care. La sua agenzia ha ricordato come gli ultimi anni della sua vita siano stati segnati dalla malattia, ma anche da incontri, momenti di felicità e soddisfazioni professionali.  
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F1 annuncia il calendario 2027 con 24 Gp, c’è la sprint a Monza

ROMA (ITALPRESS) – Si parte a metà marzo in Bahrain, gran finale a metà dicembre in Abu Dhabi, per un totale di 24 Gran Premi e 10 sprint, una delle quali a Monza. E’ il calendario 2027 della Formula Uno, col circus che farà tappa in 22 Paesi diversi con un prologo dato dai test in Bahrain dal 24 al 27 febbraio.
La lotta per il titolo iridato scatterà dunque sul circuito di Sakhir nel weekend del 12-14 marzo, a seguire Arabia Saudita, Australia, Giappone, Cina, Miami e Canada prima di sbarcare in Europa a inizio giugno: tappe a Monaco, Portogallo, Gran Bretagna, Austria, Belgio, Ungheria, Italia, Spagna, Azerbaijan e Turchia. Poi a ottobre la Formula Uno lascerà il Vecchio Continente per correre fra Singagore, Usa (Austin), Messico, Brasile, Las Vegas e Qatar prima di chiudere la stagione dal 10 al 12 dicembre a Yas Marina.
Tornano dunque in calendario Portogallo e Turchia mentre le sprint aumenteranno da sei a dieci: una scelta basata sui dati che mostrano come, dalla sua introduzione nel 2021, il pubblico complessivo dei weekend sprint sia del 12% superiore rispetto ai weekend senza. Bahrain, Australia, Giappone, Monaco e Abu Dhabi ospiteranno per la prima volta una gara Sprint, mentre non sarà un inedito per Montreal, Silverstone, Monza, San Paolo e Lusail. Sullo storico circuito italiano, infatti, il formato sprint – anche se all’epoca valeva come qualifica per la gara della domenica e assegnava punti solo ai primi 3 – ha già debuttato nel 2021, con la vittoria di Bottas su Mercedes. “Il calendario 2027 riunisce alcuni dei circuiti più iconici e delle città più vivaci del mondo, creando un palcoscenico straordinario per un’altra stagione indimenticabile di Formula 1 – le parole di Stefano Domenicali, presidente e Ceo F1 – Siamo entusiasti di dare il benvenuto al Portogallo e alla Turchia nel campionato e di ampliare le gare sprint a dieci appuntamenti, offrendo ai nostri tifosi ancora più intensità, emozioni e quell’azione ruota a ruota che rende il nostro sport così speciale”. “Con 24 Gran Premi in cinque continenti, il ritorno del Portogallo e della Turchia e la possibilità di ampliare il programma Sprint, il calendario combina tradizione, innovazione e coinvolgimento dei tifosi, mantenendo al contempo i più elevati standard sportivi”, sottolinea invece Mohammed Ben Sulayem, presidente della Fia.

Questo nel dettaglio il calendario completo della F1 2027:
12-14 marzo Bahrain – Sakhir (weekend sprint)
19-21 marzo Arabia Saudita – Jeddah
02-04 aprile Australia – Melbourne (weekend sprint)
09-11 aprile Giappone – Suzuka (weekend sprint)
16-18 aprile Cina – Shanghai
30 aprile-2 maggio Miami – Miami
21-23 maggio Canada – Montreal (weekend sprint)
04-06 giugno Monaco – Montecarlo (weekend sprint)
18-20 giugno Portogallo – Portimai
02-04 luglio Gran Bretagna – Silverstone (weekend sprint)
09-11 luglio Austria – Spielberg
23-25 luglio Belgio – Spa Francorchamps
30 luglio-1 agosto Ungheria – Budapest
03-05 settembre Italia – Monza (weekend sprint)
10-12 settembre Spagna – Madrid
24-26 settembre Azerbaijan – Baku
01-03 ottobre Turchia – Istanbul
08-10 ottobre Singapore – Singapore
22-24 ottobre Usa – Austin
29-31 ottobre Messico – Città del Messico
05-07 novembre Brasile – San Paolo (weekend sprint)
18-20 novembre Las Vegas – Las Vegas
03-05 dicembre Qatar – Lusail (weekend sprint)
10-12 dicembre Abu Dhabi – Yas Island (weekend sprint)

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Allerta morbillo negli Usa, quarto morto in Pennsylvania: è un 18enne non vaccinato

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(Adnkronos) – Negli Usa continua l'allerta morbillo. La Pennsylvania ha segnalato ieri un quarto decesso legato alla malattia, l'ultimo di un focolaio in crescita che ha anche acceso lo scontro politico. L'ultimo anno in cui si era raggiunta questa quota di vittime era il 1992, ricordano gli esperti. Nel 2025 i morti negli States erano stati 3, due in Texas e uno nel New Mexico.  L'ultimo decesso registrato in Pennsylvania è quello di un 18enne non vaccinato che viveva nella contea di Mifflin. Il medico legale della contea Andrea Alcalde ha spiegato che è morto di encefalomielite acuta disseminata, una rara e grave complicanza neurologica che può verificarsi dopo un'infezione. In precedenza lo stato Usa aveva riportato altri 3 casi letali:
due neonati e nel fine settimana una donna di 40 anni morta nella contea di Jefferson. "I miei pensieri sono con le famiglie che hanno perso i propri cari a causa di questo virus altamente contagioso, mentre la Pennsylvania affronta la peggiore epidemia di morbillo in più di tre decenni", ha dichiarato il segretario alla Salute della Pennsylvania Debra Bogen, come riporta la 'Cnn'. "Rimaniamo impegnati a lavorare per arginare questa epidemia e prevenire ulteriori morti. Ciò significa garantire che le persone abbiano l'accesso al vaccino Mmr, che ha tenuto a bada le epidemie di morbillo per decenni".  Il vaccino è sicuro ed è il modo migliore per proteggersi dal morbillo, spiegano i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. Due dosi forniscono una protezione del 97%. Ma in alcune aree degli Usa i casi hanno iniziato a salire man mano che i tassi di vaccinazione sono calati. La Pennsylvania ha contato 693 contagi in 38 contee finora quest'anno. A livello nazionale, ne sono stati segnalati più di 3.200, sempre secondo i CDC. Il morbillo in genere causa il ricovero di circa 1 persona non vaccinata su 5, mentre si stima che un 1 bambino su 20 con l'infezione sviluppi polmonite, la causa più comune di morte per morbillo nei bambini piccoli. Un bimbo su 1.000 con morbillo invece sviluppa encefalite o edema cerebrale. Il virus uccide 1-3 bambini su 1.000 che vengono infettati.  Il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro in un post su X ha definito "tragedie" le morti legate al morbillo, le prime nello stato in 35 anni. "La Pennsylvania sta vivendo la peggiore epidemia di morbillo del paese. Questa malattia è stata dichiarata eliminata negli Stati Uniti nel 2000, ma decenni dopo la stiamo vedendo aumentare a causa dei tassi di vaccinazione più bassi". I recenti decessi hanno innescato un botta e risposta fra il democratico Shapiro e il segretario Usa alla Salute Robert F. Kennedy Jr, con anche polemiche sul conteggio delle vittime dell'infezione. Al momento, ricorda la Cnn, i Cdc non hanno conteggiato decessi per morbillo nel 2026. Kennedy ha però detto che è falso che abbia ordinato all'agenzia di 'occultare' le morti in Pennsylvania, precisando che l'agenzia "riporterà i decessi causati dal morbillo quando il National Center for Health Statistics indicherà il morbillo come causa sulla base delle informazioni sui registri di morte presentate dagli stati". Su quanto successo negli Usa è intervenuto anche Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "Un ragazzo di 18 anni è morto di morbillo in Pennsylvania. Secondo le autorità sanitarie, il giovane di Mifflin County non era vaccinato. È morto per Adem (encefalomielite acuta disseminata), una rara e grave complicanza neurologica del morbillo. È la quarta morte associata al morbillo registrata in Pennsylvania quest'anno, mentre lo Stato sta affrontando la peggiore epidemia di morbillo degli ultimi decenni: 693 casi in 38 contee al 15 settembre 2026. Il morbillo non è una semplice malattia dell’infanzia. Può causare polmonite, encefalite e, in alcuni casi, la morte", ha scritto in un post su X. "La vaccinazione
Mmr – ha ribadito l'esperto – rimane uno degli strumenti principali per prevenire il morbillo e limitarne la diffusione. Gli esperti di sanità pubblica hanno inoltre collegato la recrudescenza della malattia a una combinazione di calo delle coperture vaccinali, disinformazione e difficoltà di accesso alla vaccinazione". "Dietro ogni statistica c’è una persona. E una famiglia che oggi piange – ha concluso l'infettivologo – La disinformazione non è priva di conseguenze. Le informazioni corrette possono salvare vite".  
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Von der Leyen: “Vogliono spezzare la nostra unità, combattiamo per la nostra idea di Europa”

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(Adnkronos) – Le preoccupazioni reali degli europei "vengono strumentalizzate per creare divisioni tra noi. A volte dall'esterno, e troppo spesso dall'interno. Ma la nostra strada è chiara: costruire un'Europa indipendente che abbia il potere di agire", in modo che il destino dell'Europa "resti nelle mani degli europei". Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso del discorso sullo Stato dell'Unione europea di fronte alla plenaria del Parlamento europeo, sottolineando che la "vertiginosa" velocità del cambiamento e della tecnologia impatta sia i posti di lavoro e i mezzi di sussistenza europei che la democrazia e il dibattito pubblico: "Lo vediamo nell'ascesa dell'estremismo, nel declino delle sfumature, persino nel modo in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri". Gli europei sono alle prese con il logoramento delle vecchie ipotesi e relazioni e un mondo "apertamente ostile", riflette la leader dell'esecutivo europeo, ricordando la guerra in Ucraina che infuria sul continente europeo, la "battaglia per le capacità industriali" che "sta plasmando la competizione globale" e un'altra "battaglia di narrazioni cerca di indebolire la fiducia nell'Europa, di paralizzare le nostre democrazie". Al contempo, osserva, le preoccupazioni dei cittadini "non sono legate solo a queste grandi minacce globali" quanto agli effetti delle svariate sulle famiglie, "non da ultimo sul costo della vita o dell'abitazione". "Quindi la nostra scelta è chiara. Vogliamo un'Europa forte e indipendente che difenda i propri valori in questo mondo, o lasciamo che divisioni e dipendenze ci frenino? Vogliamo unirci intorno alla nostra idea europea secondo cui insieme possiamo decidere il nostro destino, o lasciamo che le nostre democrazie vengano minate dai tirapiedi e dai burattini degli autoritari? Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropeisti, che si tratti dell'interferenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso: disprezzano i nostri valori e vogliono spezzare la nostra unità europea. Quindi non limitiamoci a contrastare tutto ciò, combattiamo insieme per la nostra idea europea", conclude. "L'Europa c'è per gli europei. E che nella fredda fragilità del mondo di oggi, solo l'Europa può garantire vera sovranità agli europei", ha quindi dichiarato, aggiungendo che "questa è un'Europa di cui possiamo essere così fieri". Secondo von der Leyen, l'Ue non è mai stata così forte, ma anche apparentemente precaria. Le due affermazioni apparentemente incompatibili "sono entrambe vere" e "riflettono questi tempi eccezionali", ha sottolineato. "In questo mondo, l'Europa ha scelto di tracciare la propria strada. E sta emergendo un'Europa più forte e indipendente", che sta "sta garantendo la propria prosperità", si sta "liberando dalla sua tossica dipendenza dai combustibili fossili russi", è "diventata la più grande potenza commerciale del pianeta" e sta "trasformando la propria politica industriale nel rispetto del nostro modello sociale unico", rivendica. Al contempo l'Ue è diventata "più capace di difendersi che mai", rivedendo "radicalmente" il proprio approccio alla sicurezza e aumentando la spesa per la difesa di quasi l'80% negli ultimi cinque anni, continua la leader dell'esecutivo Ue. "Questa è un'Europa che si schiera per gli uni e per gli altri, come stiamo facendo stando al fianco dell'Ucraina mentre combatte per il proprio futuro e per la nostra libertà. O quando ci siamo schierati per la Groenlandia quando era minacciata. O quando droni, attacchi ibridi o disinformazione prendono di mira le nostre democrazie". 
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Mapei, innovazione e responsabilità al centro del 10° Bilancio di Sostenibilità

MILANO (ITALPRESS) – Mapei pubblica il suo decimo Bilancio di Sostenibilità e il quarto a perimetro globale, che comprende tutti i 59 Paesi in cui opera. “In uno scenario caratterizzato da sfide ambientali, sociali ed economiche sempre più complesse, Mapei continua a investire in ricerca e innovazione, nello sviluppo delle competenze, nell’efficienza dei processi produttivi e nel sostegno alle comunità – si legge in una nota dell’azienda -. Un impegno che nel 2025 si è ulteriormente rafforzato con l’istituzione del Comitato di Sostenibilità, la pubblicazione di politiche ESG e con la definizione del primo Piano di Sostenibilità di Gruppo, strumenti che consentiranno di integrare in modo sempre più strutturato i temi ESG nella strategia aziendale”.
“Quest’anno celebriamo un traguardo importante: dieci anni di Bilancio di Sostenibilità. Un percorso che ha accompagnato la crescita di Mapei e che nel tempo si è ampliato insieme alla nostra forza nel mondo, diventando uno strumento sempre più rappresentativo della nostra identità e del nostro modo di fare impresa – dice Veronica Squinzi, amministratore delegato Mapei -. Per noi sostenibilità significa costruire valore nel lungo periodo, attraverso investimenti continui nelle persone, nell’innovazione e nei territori in cui operiamo, con l’obiettivo di proseguire sulla strada della crescita responsabile”.
“In questi dieci anni la sostenibilità è passata dall’essere un tema emergente a rappresentare una leva strategica per la competitività delle imprese – aggiunge Marco Squinzi, amministratore delegato Mapei -. Per Mapei questo percorso è iniziato molto prima e continua a fondarsi sulla convinzione che ricerca e innovazione siano strumenti fondamentali per affrontare le sfide del futuro. Innovare oggi significa sviluppare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze di un settore in continua trasformazione, migliorando prestazioni, durabilità ed efficienza delle opere”.
Al centro della strategia di Mapei c’è l’analisi del ciclo di vita dei prodotti attraverso la metodologia LCA (Life Cycle Assessment). Nel solo 2025 il Gruppo ha sviluppato quasi 200 nuove Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), superando quota 500 complessive. La Product Sustainability Policy rafforza l’attività di Ricerca & Sviluppo nello sviluppo di soluzioni circolari e sicure.
Nel corso dell’anno sono stati 277 i prodotti compensati attraverso l’acquisto di crediti certificati per un totale di 430.000 tonnellate di CO2 compensate attraverso il sostegno a progetti certificati di tutela delle foreste e della biodiversità. Sul fronte produttivo, i nuovi impianti fotovoltaici e gli interventi di efficientamento negli stabilimenti hanno evitato altre 2.600 tonnellate di emissioni.
I numeri dell’innovazione testimoniano uno sforzo costante: 73 milioni di euro investiti in R&S, 2.500 nuove formulazioni e 750 materie prime qualificate, con il lavoro coordinato dal Centro di Ricerca Corporate di Milano e distribuito su 39 centri mondiali.
Persone, comunità e formazione. Con circa 14.000 dipendenti, la multinazionale è stata inserita da Forbes tra i World’s Best Employers e riconosciuta da Time e Statista tra le World’s Best Companies. Il rispetto dei diritti e il benessere del personale sono stati ulteriormente blindati da nuove policy globali su salute, sicurezza e sviluppo delle competenze.
L’impatto positivo si riflette anche sul territorio attraverso la Community Engagement Policy, che ha guidato iniziative benefiche in tutto il mondo.
Dal Parco Giochi Inclusivo della Fondazione Don Gnocchi e il sostegno alla Fondazione TOG in Italia, fino a progetti educativi e di inclusione in Kenya, India e Spagna. La Mapei Academy ha registrato cifre record, erogando oltre 75.000 ore di formazione tecnica a 365.000 professionisti del settore.
Il legame con l’arte si è consolidato con il progetto Mapei per la Cultura, che ha visto il Gruppo partecipare come Sponsor Tecnico al recupero degli ambulacri meridionali del Colosseo, oltre a rinnovare la partnership con la Scala di Milano e promuovere eventi internazionali da Dubai a Sofia.
Infine, lo sport rimane un pilastro identitario: dal debutto velico nel progetto Allagrande Mapei Racing con Ambrogio Beccaria verso la Vendèe Globe 2028, al calcio con il Sassuolo, il Lanùs e il Deportivo Independiente Medellìn, fino al ciclismo mondiale e alle sponsorizzazioni nel basket e nel motorsport. Mapei conferma così una visione d’impresa integrata, dove la responsabilità sociale diventa il motore principale della crescita futura.

– foto Mapei –
(ITALPRESS).

Edificio crolla nella notte a Gaza, almeno 11 morti: “50 bambini tra le 100 persone intrappolate, stavano dormendo”

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(Adnkronos) – Sono 11 le persone senza vita recuperate finora dalle macerie dell'edificio crollato a Gaza City. Almeno 100 palestinesi sono ancora intrappolati sotto l'edificio, fra queste ci sono almeno 50 bambini, secondo quanto riferito ad al Jazeera dalla Protezione civile della Striscia.  I soccorritori sono riusciti a estrarre vive dalle macerie 12 persone. L'edificio, che era stato colpito durante la guerra, è crollato intorno all'una di notte, mentre le persone all'interno dormivano. 
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Leonardo Maria del Vecchio, pace fatta con Sara Soldati: “Cresciamo insieme nostra figlia”

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(Adnkronos) –
Pace fatta tra Leonardo Maria Del Vecchio e la compagna Sara Soldati che in estate si sono scontrati sull’affidamento della figlia di solo un anno.  “C'è chi sperava che arrivassimo da due ingressi diversi, ciascuno con la propria versione e la propria guerra. lo e Sara arriviamo insieme. Viviamo insieme. Cresciamo insieme nostra figlia. La lite faceva notizia. La famiglia, a qualcuno, dà fastidio. Pazienza”, scrive l’imprenditore in un post su X a poche ore dalla nuova udienza davanti ai giudici milanesi del Tribunale della sezione famiglia.    Lo scorso agosto la coppia aveva trovato un accordo temporaneo per l'affidamento, valido per l’estate, ora – l’udienza verrà comunque celebrata – la notizia ufficiale della sintonia ritrovata.  
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