(Adnkronos) – Le previsioni indicano che entro il 2050 metà della popolazione mondiale sarà miope. Una tendenza che riguarda da vicino anche i più giovani e che ormai rappresenta un vero problema di salute pubblica. Lo hanno messo nero su bianco pediatri e oftalmologi italiani alla luce dei numeri mondiali e di casa nostra. Guardando all’Italia – informa una nota – rapportando le stime di prevalenza disponibili alla popolazione italiana tra 5 e 19 anni, si può stimare che i giovani miopi siano già oltre 2 milioni. Eppure, sebbene considerata un problema serio, la salute degli occhi non è percepita come urgente dai genitori italiani: c’è scarsa attenzione ai controlli, anche per via di false credenze e abitudini sbagliate. Come dimostrano i risultati di una survey condotta da Astra Ricerche per conto di Hoya su un campione di oltre 1000 genitori italiani. L’80% dei genitori considera la visita oculistica tra i primi quattro controlli più importanti durante la crescita del figlio – emerge dall'indagine -. Il 66,1% attribuisce grande importanza alla diagnosi precoce. Tuttavia, solo meno della metà dei bambini (43,9%) ha effettuato una prima visita oculistica entro i quattro anni di età mentre quasi un genitore su quattro arriva dopo i sette anni o non ha mai sottoposto il figlio a una visita. Infine, circa tre genitori su quattro ritengono opportuno un controllo almeno annuale, ma poco meno di sei su dieci dichiarano di aver fatto controllare la vista dei propri figli nell'ultimo anno. "La miopia è una condizione multifattoriale nella quale entrano in gioco sia la predisposizione genetica sia fattori ambientali e comportamentali. È comprensibile che molti genitori tendano ad attribuire agli schermi un ruolo centrale; tuttavia, oggi sappiamo che conta soprattutto l'equilibrio complessivo delle abitudini visive. Le attività da vicino prolungate, che siano svolte su uno schermo o su un libro, dovrebbero essere intervallate da pause regolari e alternate a momenti trascorsi all'aperto – spiega Paolo Nucci, ordinario di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Milano e presidente Siops (Società italiana di Oftalmologia pediatrica e strabismo) -. Per gestire la miopia in maniera ottimale dobbiamo fare una valutazione complessiva del rischio del bambino e utilizzare gli strumenti che oggi la ricerca mette a disposizione per cercare di rallentarne l'evoluzione. Fra questi, le lenti per la gestione della miopia rappresentano oggi una delle opzioni più interessanti e accessibili perché consentono di associare due obiettivi: garantire una visione nitida nella vita quotidiana e, allo stesso tempo, intervenire sul controllo della progressione miopica. Il loro vantaggio è che offrono una modalità non invasiva, familiare e facilmente accettabile per il bambino, perché si integrano nella sua esperienza quotidiana come un normalissimo paio di occhiali". Sul piano delle conoscenze delle cause della miopia, dunque, rimangono ampi margini di miglioramento. I genitori, infatti, sono molto preoccupati dell’utilizzo degli schermi – l'80,5% lo considera un fattore incidente sullo sviluppo della miopia – ma sottovalutano l’assenza di tempo trascorso all'aperto – che viene indicato come fattore incidente solo dal 51,0%. Proprio il tempo trascorso all'aperto rappresenta, però, un fattore sul quale l'evidenza clinica è particolarmente consolidata. Eppure, soltanto il 23,0% dei minori trascorre almeno due ore al giorno all'aperto. "La miopia non è soltanto un problema di vedere bene o male oggi. La sfida è comprendere come la vista evolve durante la crescita e perché sia importante seguirla nel tempo. Intercettare eventuali problemi visivi il prima possibile consente di identificare tempestivamente i bambini che meritano particolare attenzione e di impostare un percorso di monitoraggio adeguato – dichiara Teresio Avitabile, ordinario di Oftalmologia e direttore della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Catania, presidente Siso (Società italiana di Scienze oftalmologiche) -. Ma la diagnosi precoce, da sola, non basta. La miopia non è una fotografia scattata in un preciso momento della vita del bambino: è una condizione dinamica che può modificarsi nel tempo. Per questo sono necessari controlli frequenti anche in base all’evoluzione del difetto visivo". La crescente attenzione alla progressione miopica ha accompagnato negli ultimi anni anche l’evoluzione delle soluzioni disponibili per la sua gestione. In questo scenario, l’innovazione tecnologica – dettaglia la nota – ha portato allo sviluppo di lenti specificamente progettate per intervenire sulla progressione della miopia che utilizzano tecnologie come la D.I.M.S. di HOYA, la prima azienda in assoluto ad avere lanciato una lente oftalmica per la gestione della miopia, la cui efficacia è oggi supportata da oltre 150 pubblicazioni e contributi scientifici. HOYA ha ulteriormente potenziato questa tecnologia attraverso il Triple Enhanced Design (TED) dando vita alla nuova MiYOSMART iQ, che alza il livello di efficacia e prevenzione. Dai risultati di uno studio clinico randomizzato e controllato, condotto da HOYA Vision Care in collaborazione con The Hong Kong Polytechnic University e presentati al congresso annuale Arvo 2026 di Denver, che ha coinvolto 196 bambini miopi di età compresa tra 4 e 12 anni, emerge che, dopo 12 mesi i bambini che indossavano MiYOSMART iQ non hanno mostrato, in media, progressione della miopia. Inoltre, l'allungamento assiale dell'occhio è risultato inferiore o comparabile a quello osservato nei bambini non miopi. Frenare la progressione della miopia è fondamentale per la salute futura dei bambini. Ma anche in questo caso i genitori italiani non ne hanno consapevolezza. I dati di Astra Ricerche mostrano come meno di un terzo degli intervistati sembra avere un quadro corretto dell'evoluzione della miopia (mentre il 38,9% ritiene erroneamente che la miopia possa migliorare spontaneamente e un ulteriore 29,8% non sa rispondere). Ancora più significativo è il dato relativo alla miopia elevata: solo il 47,1% sa che questa condizione può aumentare il rischio di patologie oculari in età adulta. "Quando l'occhio diventa molto lungo, alcune strutture oculari vengono sottoposte a una maggiore tensione e, nel corso della vita, possono aumentare i rischi di sviluppare patologie come la maculopatia miopica, il distacco di retina o il glaucoma. Naturalmente parliamo di un aumento del rischio, non di un destino inevitabile. Facciamo un esempio: sebbene il rischio di sviluppare maculopatia sia più elevato in un miope di -6D rispetto al miope di -2D, indipendente dal grado di miopia iniziale, ridurre la sua progressione di 1 sola diottria può abbassare del 40% il rischio di sviluppare maculopatia miopica" sottolinea Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, direttore dell’Unità di Oculistica dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano e presidente Apmo (Associazione pazienti malattie oculari). L'indagine Astra Ricerche mostra, infine, come ciò che colpisce i genitori sia sì la possibilità di rallentare la progressione della miopia, ma anche la semplicità di una soluzione che possa accompagnare il bambino nella vita di tutti i giorni. L’85% degli intervistasti mostra interesse verso MiYOSMART iQ e l’86% dei genitori la considererebbe se raccomandata da un professionista della visione. "La missione di HOYA è chiara: Improve Life Through Vision, migliorare la vita delle persone attraverso una migliore visione in linea con gli stili di vita. Con il lancio di MiYOSMART nel 2020 siamo stati pionieri nel promuovere una nuova consapevolezza: oggi la miopia non può essere considerata soltanto un difetto refrattivo da correggere, ma una condizione da ridurre. Una sfida che va oltre l'ambito clinico e che coinvolge aspetti sociali, educativi e culturali, soprattutto alla luce di una diffusione della miopia destinata a crescere nei prossimi anni – conclude Maurizio Veroli Amministratore delegato, Hoya Vision Care Italia -. Con MiYOSMART iQ vogliamo continuare a contrastare la miopia, offrendo una soluzione sempre più evoluta per contribuire a preservare la salute visiva dei giovani miopi di oggi e degli adulti di domani".
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Salute: è allarme miopia tra i giovani, in Italia già oltre 2 milioni di casi
Icardi, tramonta ipotesi Lazio? Ecco dove può andare l’ex capitano dell’Inter
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Mauro Icardi può arrivare alla Lazio da svincolato? La pista che porta all'attaccante argentino sembra essersi raffreddata in casa biancoceleste. E la possibile trattativa, che negli ultimi giorni aveva acceso il dibattito tra tanti tifosi del club capitolino, si è scontrata con due ostacoli. Il primo riguarda l'aspetto economico, visto che il mercato della Lazio – come visto in estate – è condizionato dallo squad cost ratio, il parametro che mette in relazione i costi della rosa con i ricavi del club e che condiziona anche le operazioni. Insomma, l'operazione Icardi avrebbe un impatto economico importante per il club. Inoltre, ci sono da considerare anche le idee dell'allenatore Gennaro Gattuso, che come attaccante per la sua squadra ha già scelto in estate Andrea Pinamonti e non ha intenzione di modificare equilibri già creati nello spogliatoio. Insomma, due aspetti che avrebbero messo un freno alla trattativa. Quale sarà allora il futuro dell'ex capitano dell'Inter? Icardi è stato seguito nelle ultime settimane da diversi club, che hanno valutato e continuano a studiare la situazione. Tra questi ci sono Olympiacos, Monterrey e Tottenham.
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Bollo auto abolito, dalle citycar ai mini suv: i modelli esentati dalla tassa
(Adnkronos) – Via libera all'abolizione del bollo auto e moto. Questa la misura varata oggi in Consiglio dei ministri dal governo e che riguarda le auto di piccola e media potenza ossia quelle in gran parte utilizzate dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani. Ma cosa prevede il dl nel dettaglio e quali saranno i modelli di auto esentati dalla tassa? Ecco tutte le informazioni utili. La misura riguarda tutti i motocicli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione, nel complesso circa 14,5 milioni di veicoli. L’intervento, spiegano le fonti, "punta ad alleggerire il carico fiscale sulla proprietà di auto o moto per una platea molto ampia di italiani". L'articolo 2 della bozza dello schema di decreto-legge prevede l'esenzione dal pagamento del bollo auto per il 2027 per le persone fisiche in possesso dei requisiti, previsti dal decreto. L'esenzione riguarda "un solo veicolo regolarmente assicurato" e si applica ai versamenti della tassa automobilistica con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Per le autovetture, il beneficio riguarda quelle alimentate, anche in combinazione con altra fonte di propulsione, a benzina o gasolio, "aventi potenza non superiore a 80 kW". Nel caso in cui il contribuente abbia più autovetture agevolabili, l'esenzione viene riconosciuta per una sola vettura, individuata in quella con la minore potenza. In caso di pari potenza, viene considerata quella per la quale, in assenza dell'agevolazione, sarebbe dovuto il bollo di importo più basso. L'agevolazione viene prevista anche per motocicli e ciclomotori alimentati a benzina o gasolio, ma a condizione che il contribuente non risulti soggetto al pagamento del bollo per un'autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW. Anche in questo caso l'esenzione riguarda un solo mezzo. La norma si applica anche nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome, previo accordo con le autonomie interessate. Per compensare la riduzione del gettito viene previsto un trasferimento complessivo di "2.293,5 milioni di euro per l’anno 2027". Gli oneri complessivi dell'articolo sono quantificati in 2,362 miliardi di euro. Ma quali sono i modelli di auto che saranno esenti da bollo? Dalle city car ai mini suv, ecco i principali veicoli che diranno addio alla tassa. – Fiat Panda: Versioni mild hybrid 1.0 da ~70 CV (circa 51-52 kW) e versioni precedenti più basse: quasi tutte rientrano ampiamente nell'esenzione. – Dacia Sandero (e Stepway), versioni SCe 65 (~48 kW), TCe 90 (~66 kW), TCe 100 / ECO-G 100 (~74 kW). La maggior parte rientra nelle esenzioni mentre le ibride più potenti (es. Hybrid 155) possono superare il massimo dei kW. – Citroën C3 PureTech 100 (~74 kW) e Hybrid 110 (potenza termica base intorno ai 74 kW, sistema combinato spesso ancora sotto o vicino). – Peugeot 208: PureTech 75 (~55 kW) e 100 (~74 kW). Le mild hybrid entry-level rientrano quasi tutte nei limiti, le più potenti (Hybrid 136/145) e le elettriche no. – Fiat Grande Panda: benzina 1.2 da 100/101 CV (~74 kW) e mild hybrid da 110 CV (~81 kW, borderline). La versione elettrica da 83 kW è al limite o leggermente sopra a seconda della dichiarazione. – Renault Clio: versioni TCe 90/100 (~66-75 kW) e alcune entry. Le più potenti (TCe 115 o full hybrid 145/160) superano il limite di kW. – Jeep Avenger: versione 1.2 turbo benzina 100 CV (~74 kW) rientra nei limiti. Mild hybrid e 4xe più potenti, nonché l’elettrica (115 kW), no. – Toyota Yaris (e alcune Yaris Cross entry): le full hybrid da 116 CV (~85 kW sistema) sono al limite o leggermente sopra; versioni precedenti o specifiche possono rientrare nei limiti. – Fiat 500 (termiche e mild), Lancia Ypsilon, Kia Picanto, Hyundai i10, Opel Corsa entry-level, Volkswagen Polo 1.0 base, Suzuki Swift, Skoda Fabia entry: quasi tutte sotto i 80 kW nelle motorizzazioni più comuni. – Elettriche pure: molte citycar (Fiat 500e da 70 kW, Leapmotor T03, Dacia Spring, BYD Dolphin entry) rientrano nei limiti; le più potenti no. La norma tuttavia riguarda auto a benzina/gasolio (anche in combinazione), quindi le pure elettriche seguono regole diverse o non rientrano in questa esenzione specifica. Tra le auto che potrebbero rientrare nell'esenzione del bollo, infine, anche molti veicoli del parco usato di 10-20 anni (utilitarie e medie di bassa potenza).
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FdI, Gennaro Sangiuliano coordinatore regionale del partito in Campania: “Grazie a Meloni per la fiducia”
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Gennaro Sangiuliano è il nuovo coordinatore regionale di FdI in Campania. “In primo luogo un ringraziamento a Giorgia Meloni per la fiducia che ha riposto nella mia persona – ha commentato l'ex ministro, attualmente a capo dell'opposizione in Consiglio regionale -. Con abnegazione e impegno lavorerò per rafforzare Fratelli d'Italia e tutta la coalizione di centrodestra in Campania e per affermare quei valori e ideali della destra politica e culturale che sono stati sempre forti e radicati nella nostra regione". "La destra ha grandi radici in Campania che non gelano mai. Il governo Meloni ha fatto cose rilevanti per la Campania e i suoi cittadini, un impegno che ci ha resi rilevanti nella crescita economica, bisogna esserne consapevoli e accrescere gli sforzi. Poi un ringraziamento al senatore Antonio Iannone per il lavoro fondamentale che ha svolto in questi anni" conclude.
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Veneto, Coldiretti-Philip Morris Italia: 55,8 mln euro di valore e oltre 9.100 posti di lavoro
(Adnkronos) – Oltre 55,8 milioni di euro di valore aggiunto generato ogni anno e un impatto occupazionale stimato in circa 9.100 posti di lavoro tra diretto, indiretto e indotto. Sono questi i principali dati sul territorio veneto dell'accordo di filiera siglato tra ministero dell'Agricoltura, Coldiretti e Philip Morris Italia, emersi oggi a Verona durante la seconda tappa del roadshow “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, iniziativa che celebra i quindici anni di una collaborazione che ha contribuito a rafforzare, innovare e rendere più competitiva la filiera tabacchicola italiana. In Veneto, dove l'accordo garantisce l'acquisto di oltre il 60% della produzione tabacchicola regionale, la collaborazione rappresenta un importante fattore di sviluppo economico e occupazionale per uno dei territori simbolo della tabacchicoltura nazionale. Dopo il primo appuntamento di Perugia, il roadshow ha fatto tappa oggi a Verona, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo e delle imprese per riflettere sui risultati raggiunti e sulle prospettive future di un comparto strategico per l'agricoltura italiana e per il Made in Italy. Nel corso dell'incontro, Gennarino Masiello, Vicepresidente Nazionale Coldiretti, presidente ONT Italia e presidente Unitab Europa, Cesare Trippella, direttore value chain e external engagement di Philip Morris Italia, e Luisa Maurizi, director leaf di Philip Morris Italia, hanno ripercorso le tappe principali dell'accordo di filiera, approfondendone l'impatto economico, sociale e occupazionale sui territori e il ruolo svolto nell'accompagnare il processo di innovazione della produzione agricola italiana. L'accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris Italia, avviato nel 2011 e rinnovato nel 2024 per ulteriori dieci anni, estende la collaborazione fino al 2034 e prevede investimenti fino a 1 miliardo di euro, che si aggiungono a quelli realizzati negli anni precedenti, portando il valore complessivo degli investimenti a circa 3 miliardi di euro. Un modello unico di integrazione della filiera che ha garantito stabilità alle aziende agricole, favorito la pianificazione degli investimenti e sostenuto la competitività della produzione italiana. "Quindici anni fa abbiamo scelto di costruire un percorso fondato sulla collaborazione con il mondo agricolo, sulla programmazione di lungo periodo e sulla valorizzazione delle eccellenze produttive del Paese. Oggi i risultati confermano la validità di quella scelta: insieme ai nostri partner abbiamo contribuito a rafforzare la filiera tabacchicola, generando valore economico, occupazione e opportunità per i territori. Per continuare a crescere e consolidare questi risultati, tuttavia, le filiere hanno bisogno di politiche pubbliche capaci di accompagnarne lo sviluppo", ha dichiarato Cesare Trippella, direttore value chain & external engagement di Philip Morris Italia. "Per questo motivo tutti i livelli istituzionali, insieme alla rappresentanza, devono avere un ruolo importante nel sostenere iniziative e proposte a difesa della filiera, degli investimenti e dell'occupazione nei territori, anche attraverso l'istituzione di meccanismi di coordinamento in grado di parlare alle istituzioni europee con una voce sola". La tappa veneta del roadshow ha rappresentato anche un'importante occasione di confronto sulle sfide che attendono il comparto a livello europeo. “L’accordo di filiera Coldiretti-Philip Morris Italia rappresenta un modello concreto di collaborazione capace di dare certezza e prospettiva alla tabacchicoltura italiana”, ha dichiarato Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale Coldiretti, presidente ONT Italia e presidente Unitab Europa. “Per le imprese agricole significa poter programmare investimenti, innovazione e produzione contando su un mercato stabile e su condizioni che consentano di garantire un giusto reddito al lavoro degli agricoltori. E' un modello in cui l’agricoltore è protagonista e che crea valore lungo tutta la filiera, sostenendo l’economia e l’occupazione nei territori. Proprio per questo non possiamo correre il rischio di comprometterlo con scelte regolatorie europee affrettate e non adeguatamente ponderate. Una revisione della normativa sul tabacco che non tenga conto degli effetti sull’intera filiera rischia di colpire innanzitutto gli agricoltori, mettendo in discussione redditività, investimenti e occupazione. L’Europa deve accompagnare l’innovazione, non indebolire filiere che stanno investendo in sostenibilità e competitività”. Nel corso dell'incontro sono stati approfonditi i risultati raggiunti dall'accordo e le opportunità offerte dall'innovazione lungo tutta la filiera, con un focus sulle iniziative che hanno coinvolto direttamente il territorio veneto. Tra queste, i programmi per la gestione responsabile e l'ottimizzazione della risorsa idrica, anche attraverso tecniche avanzate di irrigazione e le attività per la riduzione delle emissioni di CO2. Particolare attenzione è stata dedicata inoltre allo sviluppo delle competenze, alla ricerca e alla formazione, anche attraverso progetti come Digital Farmer, finalizzati a supportare i coltivatori, in particolare le nuove generazioni, nell'adozione di competenze digitali e strumenti di agricoltura di precisione. In questo quadro si inseriscono anche le attività di monitoraggio della biodiversità del progetto BeeLeaf, che coinvolge diversi siti tra cui il Veneto, e la riqualificazione del Parco Naturale Valle del Menago, nel Comune di Bovolone, esempio concreto di valorizzazione del territorio e tutela degli ecosistemi nelle aree legate alla filiera tabacchicola. All'evento sono intervenuti anche Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Filiera Italia, il deputato Paolo Borchia, capo delegazione Lega, Parlamento europeo (in videocollegamento), Flavio Tosi, Europarlamentare, Commissione ambiente (in videocollegamento), Regione Veneto, Dario Bond, assessore all'Agricoltura – Foreste – Montagna – Politiche Venatorie e Pesca, Regione Veneto. A chiudere l'evento, l'intervento di Carlo Salvan, presidente regionale di Coldiretti Veneto.
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Eridania investe 20 milioni per rafforzare leadership nello zucchero
(Adnkronos) – Piano di investimenti da 20 milioni di euro per Eridania, marchio iconico della dolcezza e leader nei mercati zucchero e dolcificanti in Italia con 217 mln di fatturato nel 2025 (comprensivi dei prodotti commercializzati per conto di Srb), per rafforzare il proprio business storico e accelerare sullo sviluppo sulla dolcificazione. Circa il 75% delle risorse sarà destinato alla logistica e alla realizzazione di un nuovo magazzino presso lo stabilimento di Russi, futuro hub di riferimento per tutta l’area mediterranea dell’Europa; la restante quota finanzierà l'ampliamento e innovazione del segmento dolcificanti, nel quale l'azienda sta registrando una crescita sostenuta (+5% a valore e +8% in unità nei primi 6 mesi del 2026 – fonte dati: Nielsen, perimetro distribuzione moderna, dati al 28 giugno 2026). Il progetto logistico, che sarà completato entro i primi mesi del 2028, rappresenta un profondo efficientamento della rete distributiva nazionale per il comparto zucchero (che oggi genera circa il 90% del fatturato retail dell’azienda). Il nuovo hub di Russi infatti andrà a sostituire l'attuale piattaforma di Cervia e consentirà la razionalizzazione dei rapporti con i centri logistici in outsourcing del Nord-Ovest finora serviti direttamente dallo stabilimento francese del Gruppo Cristal Union. Con la nuova configurazione, Russi diventerà l'unico punto di ingresso in Italia dello zucchero proveniente dalla Francia, via ferrovia e per una quota residuale su gomma, centralizzando i flussi logistici destinati al mercato nazionale. Il sito diventerà inoltre il fulcro delle attività di confezionamento e delle forniture destinate al mercato italiano, con benefici in termini di efficienza lungo l'intera filiera. L'investimento comprende anche la realizzazione di una nuova area logistica di oltre 10.000 metri quadrati, progettata per ospitare fino a 95 container, pari a circa 2,5 convogli ferroviari, aumentando la capacità di stoccaggio e rendendo più efficienti le operazioni di ricezione e distribuzione delle merci. Sul fronte industriale, Eridania investirà nell'ampliamento e innovazione del reparto dolcificanti, internalizzando le principali attività di lavorazione oggi affidate a operatori esterni. La produzione sarà sviluppata nello stabilimento di Russi, sostenendo così la crescita di un segmento sempre più importante per l’azienda e che vede continue innovazioni e nuovi lanci sul mercato. L'intero piano consentirà di generare risparmi strutturali pari a circa 1,5 milioni di euro all'anno. La nuova organizzazione consentirà inoltre di incrementare del 20% i volumi distribuiti entro tre anni, grazie alla maggiore efficienza della supply chain e alla concentrazione delle attività in un unico hub nazionale. Anche sul fronte della sostenibilità, di cui Eridania ha appena presentato il report 2025, il progetto produrrà benefici concreti: la centralizzazione dei flussi logistici e il maggiore ricorso al trasporto ferroviario consentiranno di ridurre sensibilmente i chilometri percorsi su gomma e le emissioni associate alla distribuzione.
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Il Prefetto e il Questore di Palermo incontrano i poliziotti aggrediti nel quartiere Falsomiele
PALERMO (ITALPRESS) – Incontro questa mattina alla caserma “Pietro Lungaro” tra il Prefetto di Palermo, Massimo Mariani, il Questore Vito Calvino e gli agenti della Polizia di Stato rimasti feriti la sera di domenica scorsa nel quartiere Falsomiele. Una pattuglia ha inseguito due giovani in moto in fuga dopo essersi sottratti a un controllo. I due si erano rifugiati nei pressi di un casolare in Largo dei Pinguini, dove una folla di circa cento residenti è scesa in strada per proteggerli, scagliandosi contro i poliziotti con un fitto lancio di sassi e oggetti. L’aggressione ha causato il ferimento di otto agenti (con prognosi tra i 5 e i 7 giorni) e il danneggiamento di due volanti. Per riportare l’ordine è servito l’intervento di diverse pattuglie giunte da altri quartieri, di una squadra del Reparto Mobile e del supporto dei Carabinieri. Nonostante le fasi concitate, le forze dell’ordine sono riuscite a portare a termine l’operazione: un uomo è stato arrestato, mentre sono stati sequestrati droga, contanti e un’arma giocattolo.
Durante l’incontro, il Questore Calvino ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni al personale sul campo: “Dietro ogni agente c’è una rete che lo sostiene e non lo lascerà solo. Da questa brutta vicenda bisogna trarre l’aspetto positivo, misurandolo con la consapevolezza e la maturità mostrate nella gestione di eventi così complessi”. Anche il Prefetto Mariani ha condannato con fermezza la violenza del gruppo di facinorosi, rivolgendo un plauso agli agenti per la professionalità dimostrata: “In un clima di aperta ostilità, il personale della Polizia di Stato – coadiuvato da militari dell’Arma dei Carabinieri intervenuti – ha saputo operare con grande equilibrio, evitando che la situazione degenerasse con conseguenze drammatiche”.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Maxi blitz allo Zen di Palermo, 59 denunce e sequestro di armi e droga / Video
PALERMO (ITALPRESS) – Setacciato da cima a fondo il quartiere San Filippo Neri a Palermo. I Carabinieri del Comando Provinciale, supportati da reparti speciali, cinofili, elicotteristi e tecnici dell’Enel, hanno svolto un’operazione ad ampio raggio tra via Agesia di Siracusa e via Fausto Coppi per contrastare illegalità diffusa, allacci abusivi e occupazioni dei padiglioni popolari. Il bilancio totale conta 59 persone denunciate a piede libero: 41 per furto di energia elettrica: scovati dai tecnici Enel pericolosi allacci abusivi alla rete pubblica. 17 per invasione di edifici: occupavano abusivamente gli alloggi popolari.1 per porto abusivo di armi: si tratta di una 51enne incensurata trovata in possesso di un pugnale vietato con lama di 16 centimetri e la scritta “AK-47 CCCP” incisa sopra. Nelle parti comuni dei palazzi i militari hanno scoperto un vero e proprio arsenale nascosto nel vano dei contatori: 23 cartucce a pallini per fucile, 21 calibro 7.62, tre caricatori per fucile mitragliatore AK-47 (di cui due carichi), oltre a decine di proiettili calibro 9 e 7.65. Le armi sono state sequestrate a carico di ignoti e sono in corso gli accertamenti per risalire a chi le gestisse.
Il fiuto delle unità cinofile ha permesso di scovare e sequestrare 19 dosi di cocaina e oltre 80 tra panetti e dosi di hashish, nascosti tra cunicoli, sotto le auto e nelle aree condominiali. Sul fronte della sicurezza alimentare, i Carabinieri del N.A.S. hanno sanzionato alcune attività della zona: Distrutti 5 kg di frattaglie prive di tracciabilità e staccate multe per 2.000 euro a causa di violazioni delle norme igienico-sanitarie HACCP. Multato per 1.000 euro e denunciato per invasione di edifici il titolare di un mini-market abusivo che usava illecitamente un locale come deposito merci. Nel corso delle operazioni sono state identificate 359 persone e controllati 92 veicoli. I controlli su strada hanno portato a 32 multe al Codice della Strada per un totale di oltre 30.000 euro e al sequestro di 15 mezzi. Tre persone sono state segnalate alla Prefettura come consumatori di droga. L’Arma ha confermato che le verifiche nel quartiere proseguiranno anche nelle prossime settimane.
– foto ufficio stampa Carabinieri
(ITALPRESS).
Inchiesta pm Roma, verifiche su oscillazioni titolo Lazio in Borsa
(Adnkronos) – Si concentrano sul contenuto dei telefoni cellulari sequestrati dai carabinieri del Nucleo Investigativo le indagini nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma che ha portato alle perquisizioni di ieri nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, dell'ad Francesco Maiolini e di Luigi Bisignani, indagati con l’accusa di manipolazione del mercato. L’ipotesi degli inquirenti è che possa esserci una ‘regia’ dietro la diffusione di “notizie false” messe in circolazione almeno dal 2024 e tuttora in corso, in cui si faceva riferimento tra l’altro all’ “imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della Ss Lazio s.p.a.”, lo stato di “decozione delle società controllate da Claudio Lotito”, l’intenzione di Claudio Lotito di far “deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro”. Per gli inquirenti, che oggi hanno fatto un primo punto sulle indagini con gli investigatori in procura, si tratta di “notizie false la cui diffusione è concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata”. Proprio sul versante finanziario chi indaga vuole fare verifiche, per vedere se ci siano state eventuali oscillazioni del titolo della società in Borsa in coincidenza di alcuni degli episodi contestati. L’inchiesta è partita da una serie di denunce presentate da Claudio Lotito poco più di un anno fa dopo una serie di episodi di minacce e striscioni contro la proprietà della società che erano stati esposti a Roma. Da mesi intanto proseguono le proteste di una parte dei tifosi della Lazio che disertano in massa lo stadio Olimpico e ora l’obiettivo dei pm è capire se dietro questo malcontento possa esserci una ‘regia’ per spingere Lotito a vendere la squadra.
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Guardare alle origini è il modo giusto per ripartire, così 22simba presenta ‘Miria’: l’album che segna un prima e un dopo
(Adnkronos) – C'è un filo che lega molti dei rapper della nuova scena italiana: la voglia di riscatto, il desiderio di arrivare e di prendersi un posto nel mondo, senza però dimenticare da dove si è partiti. È da qui che nasce 'Miria', il nuovo album di 22simba, nome d’arte di Andrea Meazza, tra i promettenti giovani, protagonisti della nuova scena rap e urban italiana. Il disco, in uscita venerdì 18 settembre per Island Records/Universal Music Italy, prende il nome dalla nonna dell'artista. Una scelta che racconta già bene le sue intenzioni. Nell’album, che rappresenta per 22simba "il più importante della" sua "vita", non c’è soltanto musica, ma riaffiorano tanti ricordi e diverse domande. Andrea si trova faccia a faccia con la nonna, una persona che ha avuto un ruolo importante nella sua crescita e nella realizzazione di questo disco. "Sono stati mesi di creazione importanti e sono contento di consegnare quello che è il mio terzo figlio a voi", dice 22simba durante l’incontro con la stampa a Milano, con la voce rotta dall'emozione. Andrea ha soli 24 anni ma sembra avere le idee già chiare. E in effetti 'Miria' sembra significare per lui qualcosa di diverso rispetto ai progetti precedenti. È un disco in cui compare anche il bisogno di fermarsi un momento e chiedersi dove si vuole davvero andare e soprattutto ammirare la strada fatta finora. "Odio questa cosa di me, quella di non riuscire a vedere i miei traguardi", racconta. Ma il primo passo per il cambiamento è prendere coscienza, sapere quale direzione voler prendere. Diciotto tracce divise in tre atti, che non raccontano tre storie separate ma tre momenti della stessa vita. "Solo chiavi di lettura diverse", ha spiegato. Si parte da ‘Arricchiti’, il capitolo che più richiama il desiderio di riscatto, per arrivare a ‘Miria’, dove il centro della narrazione è il ricordo della nonna, e infine a ‘Provinciali’, il ritorno alle origini e a Saronno che ha definito la sua identità. Quello che oggi poi trasporta nella musica. Il percorso per arrivare a questo album è stato "complesso", è stato un modo per mettere in discussione l’idea stessa di successo. Perché arrivare a ottenere quello che si desidera non significa necessariamente sentirsi appagati. Perché raggiungere in un certo senso il successo fa emergere dubbi ancora più intimi, come domandarsi quali siano davvero gli aspetti importanti della vita. A questo serve anche inseguire il ricordo della nonna Miria che ha avuto una vita semplice, fatta di piccole cose. Andrea sottolinea come la nonna in questo album non diventi la ricerca di una lezione da copiare. Lui sa di appartenere a un'altra generazione e a un altro mondo. Quello che resta, che merita un album, è il valore degli insegnamenti dati. Musicalmente i tre capitoli seguono un percorso preciso. Il primo ha un'impronta più rap, "di rivalsa", mentre il secondo si apre maggiormente alla melodia. Nel disco trovano spazio anche diversi featuring, tra cui Guè e Paky. E c'è una collaborazione che sorprende: ad aprire l'album è infatti la voce di Arisa, che 22simba definisce "una delle più impattanti del panorama italiano". E l'intento è proprio quello di sorprendere l'ascoltatore, come a dire: sei arrivato fin qui con un'idea, ecco ripulisci la mente e parti da capo. 'Miria' segna un prima e dopo nella carriera di 22simba. Da una parte c'è l'anima che vuole correre, arrivare, conquistare. Dall'altra c'è quella parte di sé che sente il bisogno di voltarsi e di rallentare. Ma rallentare non significa necessariamente fare passi indietro. A volte significa solo imparare a respirare e ripartire, senza mai dimenticare gli odori e i sapori di casa. (di Marica Di Giovanni)
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