(Adnkronos) – “Il nuovo concept di Cosmoprof Worldwide Bologna, che nel 2027 celebrerà il suo 60esimo compleanno, è ‘The Invisible Beauty’. Alla base di questo concept vi è la volontà, da parte nostra, di mettere in evidenza quel fil rouge che accomuna l'industria al consumatore finale e che porta dalla metamorfosi alla realizzazione di un progetto. Un progetto di bellezza che non è soltanto bellezza estetica, ma è la consapevolezza di una progettualità olistica e del saper stare bene con se stessi e con gli altri”. E’ quanto affermato da Francesca Maturi, Head of Business Development di Cosmoprof Worldwide Bologna, alla presentazione di The Invisible Beauty, il nuovo progetto di comunicazione di Cosmoprof Worldwide Bologna, ideato in vista dell’edizione 2027, che celebrerà i 60 anni della manifestazione di riferimento a livello globale per l’industria cosmetica. “Il concetto di Invisible, quindi, rappresenta tutto ciò che è alla base dell'industria: ingredienti, persone, esperienze ed anche gli epic fail che portano al successo – spiega – come una farfalla che da crisalide si libra nelle industrie e nel mercato, alla ricerca del suo posto”. “Da questa edizione ci aspettiamo la capacità degli operatori di saper fare sinergia e saper raccogliere dal passato ciò che ha aiutato lo sviluppo, senza dimenticare che l'uomo è alla base di tutto ciò che creiamo, quindi tutto ciò che è tecnologia e tutto ciò che in futuro non può esistere senza delle radici molto forti. Le radici possono sembrare invisibili come quelle degli alberi, ma sono fondamentali per poter stabilizzare ciò che è necessario all'uomo e anche la bellezza visibile e invisibile”, conclude Maturi.
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Cosmetica: Maturi (Cosmoprof W.Bologna), ‘The Invisible Beauty fil rouge che unisce industria e consumatore’
Imprese, Kranjec (AssoCiso): “Fondamentali regolazioni sicurezza anche a livello normativo”
(Adnkronos) – "AssoCiso è una realtà relativamente giovane ma viva da anni, decenni se vogliamo, perché gli operatori e i soci di questa associazione operano nel mondo della cybersecurity ormai prima dagli anni '90. Si occupano della sicurezza delle informazioni, della sicurezza delle infrastrutture in maniera silente e finalmente, dopo tutti questi anni, anche a livello normativo è stata affrontata, in maniera prepotente, l'importanza della sicurezza, non solo nel mondo digitale, ma analizzando anche l'impatto che ha sul Paese, sulle infrastrutture, sulle aziende e sulla vita quotidiana di chiunque". E' quanto affermato da Igor Kranjec, segretario generale AssoCiso, partecipando al Ciso meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cybernetica del Sistema Paese, svoltosi presso Casa dell'aviatore a Roma. Poi prosegue: "Il security officer è la persona che vi guarda alle spalle. Non ce ne rendiamo conto perché tutti utilizziamo un cellulare, un computer, i mezzi di trasporto o anche le forniture elettriche, ma tutto passa attraverso sistemi informatici che sono protetti da questi professionisti e questi professionisti stanno evolvendo. L'associazione ha questo obiettivo – conclude Kranjec – ovvero quello di promuovere questa figura professionale, mettendola a disposizione delle autorità, dello Stato, di chi in questo momento ha bisogno di tali competenze. Avviene già tutti i giorni, ma farlo in maniera strutturata fa la differenza perché l'insieme di queste competenze e di queste organizzazioni, che noi tentiamo di unire proprio attraverso questa figura professionale, valgono tutta l'efficacia della sicurezza nazionale".
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Cosmoprof Worldwide Bologna presenta ‘the invisible beauty’
(Adnkronos) – La bellezza non è solo ciò che si vede. È ciò che la rende possibile. Con questa visione nasce The Invisible Beauty, il nuovo progetto di comunicazione di Cosmoprof Worldwide Bologna, ideato in vista dell’edizione 2027, che celebrerà i 60 anni della manifestazione di riferimento a livello globale per l’industria cosmetica. Lo si legge in una nota. Un progetto pensato per raccontare ciò che spesso rimane dietro le quinte del prodotto finale: le persone, le competenze, i processi, le relazioni e le decisioni che ogni giorno contribuiscono a costruire il futuro della bellezza. Da sessant’anni, Cosmoprof Worldwide Bologna rende visibile l’evoluzione dell’industria beauty. La manifestazione ha accompagnato la crescita del settore, trasformandosi nel tempo da esposizione a piattaforma globale di business, networking e conoscenza. Un luogo in cui le connessioni diventano opportunità, le idee si trasformano in prodotti, le innovazioni trovano il proprio mercato e gli stakeholder dell’intera filiera si incontrano per definire nuove traiettorie di sviluppo. Con The Invisible Beauty, Cosmoprof sceglie di spostare lo sguardo oltre il prodotto, oltre la vetrina, oltre ciò che il consumatore vede sullo scaffale o in una campagna di comunicazione. Il progetto nasce per dare voce e riconoscimento a tutto ciò che rende possibile la bellezza, ma che raramente viene raccontato: il lavoro dei laboratori, la ricerca sulle formulazioni, la progettazione del packaging, la competenza dei fornitori, la visione dei brand, il ruolo dei buyer, la capacità dei mercati di interpretare e anticipare i bisogni dei consumatori. Il beauty non è soltanto un’industria: è un sistema. Un ecosistema interconnesso, composto da competenze diverse e complementari, in cui ogni elemento esiste grazie alla relazione con gli altri. Ogni prodotto nasce da una connessione, ogni innovazione da una conversazione, ogni successo da un percorso fatto di intuizioni, tentativi, scelte e collaborazioni spesso invisibili. In questo scenario, Cosmoprof si conferma come l’infrastruttura globale che connette l’intera filiera cosmetica: il punto di incontro in cui supply chain, brand, canali distributivi, mercati, istituzioni, media e professionisti dialogano, generando valore per l’intero settore. “Il sessantesimo anniversario rappresenta per Cosmoprof Worldwide Bologna non soltanto un traguardo importante, ma soprattutto un’occasione per riflettere su ciò che ha reso possibile questo percorso e su ciò che continuerà a guidare l’evoluzione della nostra industria”, dichiara Enrico Zannini, direttore generale di BolognaFiere Cosmoprof. “Con The Invisible Beauty vogliamo spostare lo sguardo oltre ciò che è immediatamente visibile e riconoscere il valore delle persone, delle competenze, delle relazioni e dei processi che ogni giorno contribuiscono alla crescita del settore. È proprio questa dimensione collettiva che Cosmoprof rappresenta da sessant’anni: un network globale in cui l’incontro e il confronto generano nuove opportunità, innovazione e futuro.”
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Cybersicurezza, Guerini (Copasir): “Lo Stato e i privati collaborino in un quadro di minacce crescenti”
(Adnkronos) – "Oggi è un'occasione di confronto molto importante su un tema che il comitato parlamentare in cui presiedo, ha già affrontato diverse volte da diverse angolazioni, quindi sia dal punto di vista della nostra Intelligence, sia per il ruolo che abbiamo di vigilanza sull'attività dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale". Lo spiega Lorenzo Guerini, presidente Copasir, al Ciso meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cibernetica del Sistema Paese, svoltosi presso Casa dell'aviatore a Roma. E prosegue: "Siamo in un quadro in cui le minacce crescono, in cui la superficie da difendere è sempre più ampia, viviamo una fase in cui le tensioni geopolitiche si innestano dentro una rivoluzione tecnologica che, però, mette a disposizione anche nuove opportunità. C'è bisogno di unire i nostri sforzi per la difesa cybernetica del paese, facendo collaborare al meglio, come in buona parte stiamo già facendo, tutte le articolazioni dello Stato, ma anche il settore del privato. Lavorare insieme e coordinarsi – aggiunge ancora Guerini – significa permettere agli strumenti normativi di evolversi indirizzando gli investimenti e cercando di implementare sempre di più l'attuazione delle direttive e dei regolamenti europei sul suolo nazionale". Poi conclude: "Si tratta di un lavoro molto importante, un lavoro che il nostro Paese svolge con efficacia. L'architettura che è stata pensata in questi anni dal legislatore è buona, ma bisogna insistere per implementare, per rafforzare il coordinamento e la fiducia tra tutti gli attori permettendo alle risposte di evolvere rispetto all'evoluzione delle minacce".
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Droni su Copenaghen durante vertice Nato, chiusa area intorno all’ambasciata Usa
(Adnkronos) – Droni sono stati segnalati questa mattina nei cieli di Copenaghen, dove la polizia ha chiuso l’area intorno all’ambasciata degli Stati Uniti. La presenza dei droni e il dispositivo di sicurezza nella zona sono confermati all’Adnkronos da un testimone che si trova in questo momento sul posto. "E' tutto chiuso, scuole ed edifici evacuati, ci sono gli elicotteri che volano sopra le nostre teste". La polizia di Copenaghen ha confermato ufficialmente la chiusura di Dag Hammarskjölds Allé, la strada nel quartiere di Østerbro dove ha sede l’ambasciata americana, invitando gli automobilisti a utilizzare percorsi alternativi. Le autorità riferiscono di essere impegnate nelle verifiche per un “evento sospetto”, senza precisarne per il momento la natura né collegarlo ufficialmente alla presenza dei droni. L’allarme arriva in una giornata particolarmente delicata per la capitale danese. Oggi e domani, 18 e 19 settembre, Copenaghen ospita infatti la conferenza del Comitato militare della Nato, alla quale partecipano i capi di Stato maggiore della Difesa dei Paesi dell’Alleanza. In occasione della riunione è stata istituita una vasta zona temporanea di restrizione dello spazio aereo sopra gran parte di Copenaghen e dell’isola di Amager, all’interno della quale è vietato far volare droni senza un’autorizzazione scritta della polizia. Proprio ieri la polizia danese aveva reso noto di aver incriminato due persone, in due episodi distinti, per avere fatto volare droni all’interno della zona sottoposta a restrizioni. Al momento non ci sono indicazioni ufficiali su eventuali collegamenti tra quegli episodi e quanto sta accadendo questa mattina nei pressi dell’ambasciata statunitense.
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Gabrielli (polizia postale): “Partnership pubblico-privato per tutelare infrastrutture critiche”
(Adnkronos) – "Oggi è un momento in cui rinnoviamo punti di contatto tra la mia struttura e chi, poi, è chiamato a presidiare quotidianamente i perimetri delle grandi aziende, delle infrastrutture critiche del Paese. La logica della cooperazione e della partnership pubblico-privato nasce proprio con la tutela delle infrastrutture critiche da parte della polizia di Stato". A dirlo è Franco Gabrielli, direttore del servizio polizia postale e per la sicurezza cybernetica, in occasione del Ciso meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cybernetica del Sistema Paese, svoltosi presso Casa dell'aviatore a Roma. E ancora: "Dal 2005, da quando è stato istituito il Cnaipic – Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche – è previsto tramite norma che le infrastrutture dialoghino con le istituzioni attraverso convenzioni portando, poi, ad una condivisione quotidiana del lavoro che facciamo con i colleghi dei Siso – Senior information security officer. Oggi ci troviamo di fronte ad un'organizzazione, i responsabili della sicurezza cybernetica si sono organizzati, poiché sono figure sempre più importanti all'interno delle aziende, e momenti come questo offrono spunti di dialogo diretto e sincero tra le amministrazioni e i Siso, costruendo, talvolta, idee anche per migliorare quello che è l'assetto del Paese in termini di difesa del nostro perimetro cybernetico". Ma cosa dovrebbero fare le istituzioni per contrastare le minacce cibernetiche a livello integrato, è presto detto: "In realtà stanno già facendo molto – continua -. È un processo articolato di rinnovamento. Gli addetti ai lavori seguono anche i processi normativi che accompagnano questi cambiamenti. Nel tempo abbiamo visto quanto è cambiata l'architettura nazionale di sicurezza cybernetica, i cambiamenti delle strutture di governance di vertice, dei vari comitati interministeriali per la sicurezza della Repubblica, dei comitati interministeriali per la cybersicurezza, ma anche l'ingresso dell'autorità giudiziaria in questo dialogo interistituzionale. Si sta andando verso un modello che integra le varie competenze, guardando con più fiducia anche al mondo dei privati". "Oggi – precisa ancora Gabrielli – ritengo molto importante il richiamo alla non minimizzazione dei rischi. Chi fa sicurezza all'interno delle aziende, delle infrastrutture critiche, ha la responsabilità di non nascondere ciò che effettivamente accade. Perché? Perché siamo tutti collegati. Esistono supply chain complesse, esistono ecosistemi complessi, ed è necessario prendersi la responsabilità di far parte di questa organizzazione nuova che propone nuovi equilibri, nuove assetti anche tra le istituzioni".
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Vannacci a Torino, la protesta contro il generale e il seminario della polizia
(Adnkronos) – “Nessun generale per nessuna guerra. Vannacci fuori da Torino!”. E’ lo striscione con il quale alcune decine di manifestanti in presidio hanno accolto questa mattina il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci che interverrà a un'assemblea sindacale promossa Fsp Polizia di Torino dal titolo ‘Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni imprenditori’ che si svolge in un hotel del capoluogo piemontese. A presidiare l’area dove si svolge l’iniziativa un ingente schieramento di forze dell’ordine mentre disagi si registrano per la circolazione stradale con anche linee dei mezzi pubblici deviate. “E’ paradossale assistere a una città paralizzata non permettendo a chi ha una legittima necessità di organizzare un convegno, ma permettendo al alcune decine di persone di avere il diritto perenne di contro manifestare fuori da ogni regola, ogni logica, paralizzando la città ”, ha sottolineato all’arrivo alla manifestazione Enrico Forzese, coordinatore provinciale torinese di Futuro Nazionale.
Nei giorni scorsi era scoppiata una polemica sul convegno, perl'annunciata presenza del questore di Torino, Maurizio Gambino, e il fatto che era stato previsto il riconoscimento come attività di aggiornamento professionale per i poliziotti. "Trattasi di una iniziativa sindacale, per la quale non è prevista la partecipazione del Questore di Torino né il convegno costituirà aggiornamento professionale per gli appartenenti alla Polizia di Stato", aveva quindi precisato il Dipartimento della Pubblica sicurezza.
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Catania, scoperto laboratorio di “armi fantasma” e droga: arrestato 27enne dalla polizia
(Adnkronos) – Un’importante operazione di contrasto alla detenzione illegale di armi clandestine e al fenomeno dello spaccio di droga a Catania è stata condotta dalla Polizia di Stato a San Giovanni La Punta. I poliziotti della Squadra Mobile hanno smantellato un’attività criminale articolata su due fronti: da un lato la produzione tecnologica di armi e dall’altro il traffico di droghe sintetiche e non. I poliziotti hanno scoperto un vero e proprio laboratorio per la creazione di “armi fantasma”, definite, nel mercato illegale, soprattutto sul web, “Ghost
Guns”. Questa tipologia di parti di armi sono stampate dalle stampanti 3D e accomunate da una speciale e moderna tecnica di produzione che vede l’impiego di particolari polimeri in grado di renderle capaci di sparare. Il laboratorio è stato allestito da un catanese di 27 anni in un garage nella sua disponibilità a San Giovanni la Punta, dove i poliziotti della Squadra Mobile hanno trovato una stampante 3D professionale a resina, corredata da sette flaconi di liquidi e resine polimeriche, nonché una chiavetta usb collegata alla stampante, contenente file di progettazione dedicati alla modellazione tridimensionale delle armi. In un barattolo sono state rinvenute numerosi parti di armi in plastica, autoprodotte con la stampante 3D, repliche in polimeri plastici prive di matricola e, quindi, non tracciabili. Secondo quanto rivelato dalle recenti analisi tecniche, queste “ghost guns” possono sparare, se assemblate con i corretti elementi meccanici. Durante la perquisizione del locale, posta in essere con l’ausilio delle unità cinofile della Questura, è stata trovata una pistola lanciarazzi del tipo “front-firing”, calibro 22. L’arma era dotata di caricatore a slitta a sei fori, un bicchierino cilindrico per la carica di razzi di segnalazione e di 42 cartacce a salve. Parallelamente alla produzione di parti di armi in 3D, il 27enne si è dedicato anche ad un’altra attività illecita, quella della preparazione di dosi di sostanze stupefacenti, molte delle quali di natura
sintetica. Nella camera da letto, l’uomo aveva droga di tutti i tipi, conservata in una cassetta metallica, chiusa a chiave e nascosta in un incavo sotto il davanzale della finestra della camera. In particolare, i poliziotti della Quarta Sezione della Squadra Mobile “Contrasto al Crimine Diffuso” hanno rinvenuto e sequestrato 163 grammi di ketamina, 93,5 grammi di hashish, in formato panetto pressato, altri 6,3 grammi della stessa tipologia di stupefacente trovati all’ingresso della casa, 0,4 grammi di M.D.M.A. in cristalli, 0,3 grammi di “jungle spice”, raro stupefacente sintetico in cristalli ambrati, e 3,5 grammi di marijuana. Per la preparazione delle dosi, l’uomo utilizzava un bilancino elettronico di precisione, carta forno e bustine in plastica. Il 27enne annotava in un’agendina le entrate derivanti dalla sua attività di spaccio, indicando non soltanto le cifre, ma anche i nomi dei clienti.
In un capanno nel giardino dell’abitazione, i poliziotti hanno trovato due coltelli con lame intrise di hashish e un ulteriore bilancino di precisione. Inoltre, è stata recuperata anche la somma in contanti di 5.630 euro, in banconote di vario taglio, ritenuta provento dell’attività illecita, dal momento che l’uomo è risultato privo di occupazione lavorativa. La droga con il relativo materiale per il confezionamento, il denaro, la pistola lancia razzi e le parti di arma fantasma sono state poste sotto sequestro dai poliziotti che, al termine dell’attività di polizia giudiziaria, hanno arrestato il 27enne per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e per detenzione illegale di arma da sparo, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva. Come disposto dall’Autorità Giudiziaria, i poliziotti l’hanno condotto in carcere.
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Tumori, Bombaci (Ail): “Cresce attenzione aziende a qualità di vita e ascolto pazienti con Lmc”
(Adnkronos) – “Oggi molte aziende farmaceutiche, soprattutto quelle che operano in campo oncologico e oncoematologico, prestano grande attenzione ai problemi e ai bisogni dei pazienti. Anche negli studi clinici è sempre più importante parlare di qualità di vita. Le agenzie di regolamentazione dei farmaci guardano anche a questo aspetto. In questo contesto la collaborazione con le associazioni pazienti è dunque fondamentale”. Lo ha detto Felice Bombaci, coordinatore nazionale Gruppo pazienti Lmc di Ail – Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma, partecipando a ‘Leucemia mieloide cronica, convivere, ascoltare, partecipare. Bisogni, aspettative e qualità di vita di chi affronta la cronicità’, evento organizzato oggi a Milano da Novartis. La farmaceutica "è stata una delle prime ad aver lavorato da subito su questo aspetto – continua Bombaci – Ha aiutato a fondare Cml Advocates Network, la prima rete mondiale di un’associazione pazienti e ha incluso pazienti nel Data monitor committee degli studi clinici. Poter stare insieme – medici, pazienti e aziende farmaceutiche – dà una possibilità di migliorare il risultato ”. All'incontro, Novartis ha presentato lo strumento digitale ‘Vita Lmc Tracker’, che consente al paziente di tenere traccia di segni e sintomi nel momento in cui si presentano. Un approccio che risponde a quanto emerso dall'indagine condotta da Elma Research su 90 persone con Lmc che evidenzia come il 38% dei pazienti non si considera adeguatamente informato sui sintomi da monitorare e solo il 30% ne registra abitualmente i cambiamenti. “Il primo fondamentale beneficio” di uno strumento come Vita Lmc Tracker, continua Bombaci, “è che nel momento in cui il paziente accusa un sintomo o un effetto collaterale lo segnala sull’app: può quindi tenerne traccia esattamente quando lo vive, senza dover ricordare un mese dopo, una volta dal medico, cosa è successo. Inoltre, permette di razionalizzare in modo chiaro per il medico le problematiche che il paziente vive in modo aneddotico, così che possano essere gestite. Ritengo sia molto utile, specialmente per le persone alla prima diagnosi, che sono ancora disorientate, avere uno strumento come questo, che permette di tenere una sorta di diario elettronico. Come associazioni pazienti – conclude -abbiamo aiutato a sviluppare il tracker, cercando di portare tematiche e linguaggi più vicini alle persone”, così che l'applicazione non parlasse solo “medichese”.
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Lady Gaga, media Usa: “La figlia Rose Bean nata tramite madre surrogata”
(Adnkronos) – Si chiama Rose
Bean ed è nata il 9 giugno scorso alle 23:19 (ora locale) a Los Angeles la figlia di Lady Gaga e del compagno Michael Polansky. Sono le prime indiscrezioni sulla bambina dopo la notizia della maternità della cantante, immortalata con la piccola in braccio nei giorni scorsi. A raccontarle è Tmz che in esclusiva ha anche fatto sapere che la piccola è nata tramite una madre surrogata.
Sempre Tmz ha sottolineato che non è chiaro perché la cantante abbia scelto la maternità surrogata, anche se ha parlato apertamente e più volte delle difficoltà legate alla fibromialgia. Gaga, al secolo Stefani Joanne Angelina Germanotta, ha affrontato il tema della sua battaglia nel documentario Netflix del 2017 "Gaga: Five Foot Two", esprimendo la speranza che le persone affette da dolore cronico sapessero di non essere sole. Ancora, nel 2020 ha dichiarato anche a Oprah
Winfrey: "Anche mentre sono qui seduta con te oggi, provo dolore dalla testa ai piedi". Per quanto riguarda il nome scelto da Lady Gaga e dal compagno per la bambina, questo sembra avere un significato particolare. La cantante ha un tatuaggio a forma di rosa sulla schiena, un riferimento alla sua interpretazione di "La Vie En Rose" nel film "A Star Is Born", da cui il primo nome "Rose", mentre il secondo nome "Bean" rimanda quasi sicuramente a Carl Bean, attivista LGBTQ+ che la cantante ha indicato tra le fonti di ispirazione sempre per "Born This Way".
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