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"È stata una stagione strana, una stagione con stadi vuoti praticamente da marzo in avanti. Forse anche per questo motivo, non ho grandi ricordi di quell'esperienza. In ogni caso, nessun rimpianto". Con queste parole l'allenatore dell'Atalanta Maurizio Sarri torna sulla stagione 2019/2020 trascorsa sulla panchina della Juventus e conclusa con lo scudetto e con un esonero pochi giorni dopo. Il tecnico toscano e il club bianconero si ritroveranno domenica all'Allianz Stadium. "Questo è un anno di costruzione, la società e il direttore sportivo non fissano obiettivi materiale di breve periodo, ma parlano di costruzione per avere obiettivi solidi nel medio periodo -spiega Sarri al microfono di Sky Sport-. Il modulo? Lascia il tempo che trova, adesso conta il modo di difendere e l'idea per attaccare, come la squadra si muove e ragiona collettivamente".
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Sarri punge la Juve: “Non ho grandi ricordi di quell’anno e nessun rimpianto”
Robot chirurgici cinesi di ultima generazione arrivati al Policlinico di Milano
ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – Al Policlinico di Milano sono arrivati di recente due nuovi sistemi di chirurgia robotica, destinati a essere progressivamente impiegati nella fase di pratica clinica. Questi robot di ultima generazione, provenienti dalla Cina, rappresentano un nuovo modello di cooperazione nel settore tra i due Paesi.
Edge Medical, impresa cinese che ha fornito il robot chirurgico multi-porta al Policlinico, produce diversi modelli di robot del genere. Con sede a Shenzhen, l’azienda vanta una consolidata esperienza nell’innovazione della robotica chirurgica.
Secondo quanto riferito a Xinhua da un responsabile dell’azienda, il sistema offre funzionalità avanzate, tra cui la visione di alta qualità e la fluorescenza intraoperatoria.
Luigi Boni, direttore della Chirurgia Generale e Mininvasiva del Policlinico di Milano, ha spiegato a Xinhua che le nuove piattaforme saranno utilizzate progressivamente nei diversi reparti, tra cui la chirurgia addominale, l’urologia, la ginecologia, la chirurgia toracica e la chirurgia epatica.
“Il loro arrivo consentirà innanzitutto di ampliare la capacità operativa dell’ospedale. La disponibilità di più piattaforme permette di programmare un numero maggiore di interventi robotici, di ridurre i tempi di attesa e di rendere questa tecnologia accessibile a un numero più ampio di pazienti”, ha dichiarato Boni.
Il robot chirurgico costituisce uno strumento di supporto che consente al chirurgo di eseguire procedure mini-invasive con un controllo particolarmente elevato dei movimenti e della visione.
Roni ha spiegato che, durante l’intervento, il sistema traduce i gesti delle mani del chirurgo in movimenti estremamente precisi degli strumenti introdotti nel corpo del paziente attraverso piccole incisioni. Questo permette di operare in spazi ristretti, con una maggiore stabilità e con la possibilità di modulare il gesto chirurgico in modo molto accurato.
Un secondo elemento fondamentale è la visione: grazie al robot, il chirurgo è in grado di osservare il campo operatorio in alta definizione e in tre dimensioni. La tecnologia a fluorescenza può aggiungere ulteriori informazioni, rendendo visibili alcuni dettagli che non sarebbero facilmente identificabili con la sola luce bianca.
La chirurgia robotica sta vivendo una fase di profonda evoluzione. Oggi stanno emergendo nuovi produttori, come Edge Medical, che investono in ricerca, sviluppo e ingegneria avanzata, e che stanno attirando l’attenzione del mercato europeo.
Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano, ha spiegato perchè l’ospedale sia interessato ai prodotti robotici cinesi e alla collaborazione nel settore. “La rapidità con cui alcune aziende cinesi riescono a trasformare un progetto in una tecnologia concreta è certamente significativa. In un settore nel quale l’innovazione procede rapidamente, questa capacità rappresenta un elemento di grande interesse”, ha affermato, aggiungendo che l’introduzione dei sistemi robotici cinesi rappresenta un rapporto di mutua collaborazione.
Stocco ha inoltre sottolineato che il livello tecnologico non è l’unico criterio di valutazione. Prima di adottare una piattaforma è necessario verificarne la sicurezza, l’affidabilità, l’efficacia clinica, la semplicità d’uso, la qualità della manutenzione e la presenza di programmi adeguati di formazione.
Grazie alle competenze nel campo dell’innovazione e dei servizi integrati, Edge Medical sta accelerando la propria espansione internazionale e ha stabilito rapporti di cooperazione con diversi ospedali pubblici in Europa.
Secondo il responsabile di Edge Medical, l’azienda continuerà a rafforzare la collaborazione e gli scambi con le principali istituzioni mediche mondiali, trasformando la tecnologia in un ponte per portare nel mondo un numero crescente di soluzioni cinesi di alta qualità.
L’adozione di robot chirurgici cinesi da parte del Policlinico di Milano rappresenta un risultato positivo della collaborazione tra Cina e Italia nel campo delle apparecchiature mediche. Le future collaborazioni potranno essere approfondite nell’ambito della telechirurgia, dell’integrazione digitale, delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, nonchè della formazione e degli scambi clinici.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Sanità, dal 21 settembre al via nuove tariffe per visite ed esami Ssn. Adeguamenti anche sui ticket
(Adnkronos) –
Cambiano i costi di visite ed esami specialistici per servizio pubblico e privato accreditato. Dal 21 settembre, infatti, saranno in vigore le nuove tariffe che potrebbero portare anche ad adeguamenti dei ticket e che sono legate all'aggiornamento del nomenclatore tariffario nazionale del servizio sanitario, approvato a luglio, ma atteso da tempo.
Le novità riguardano 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale (dalle visite agli esami diagnostici) e 222 codici per l'assistenza protesica su misura, in particolare dispositivi per le persone con disabilità. Le nuove tariffe rappresentano gli importi massimi che il Ssn utilizza per remunerare ospedali, ambulatori pubblici e strutture private accreditate per i servizi offerti e che può comportare, però, un piccolo aumento anche della spesa di compartecipazione del cittadino che non beneficia di esenzioni. Le nuove tariffe peseranno sul servizio sanitario per circa 210,7 milioni di euro l'anno, ovvero 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per la protesica. L'aumento medio è del 5,8% per le prestazioni specialistiche interessate. Gli incrementi, in particolare, riguardano: le prime visite specialistiche, con una tariffa media fissata a 26 euro e costi superiori per alcune specialità come la cardiologia (38 euro); ma anche diagnostica vascolare, medicina nucleare, ecocolordoppler, endoscopia, elettromiografia e dialisi. Per quanto riguarda i cittadini, rimane inalterato il tetto massimo per il ticket che non può superare i 36,15 euro. L'esborso per i ritocchi del ticket, quindi, sarà limitato, ma potrebbe essere più evidente – si stima poco più di 2 euro – per alcune prestazioni come la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma o l'agoaspirato della mammella. "Come Cittadinanzattiva – spiega all'Adnkronos Salute Valeria Fava, responsabile delle politiche della salute dell'associazione – abbiamo più volte richiesto l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, che rappresentano un elemento importante per garantire l'assistenza ai cittadini. E non eravamo contrari all'adeguamento delle tariffe". Ma l'impatto sul ticket "non era chiaro. Certo si tratta di un rincaro leggero, una misura che presa singolarmente è minima, e va sottolineato. Ma in un contesto socioeconomico molto fragile è comunque un elemento in più che non va sottovalutato. Per questo Cittadinanzattiva sostiene la necessità di tenere sotto osservazione il tema. Noi pensiamo che, in generale, ogni misura che viene introdotta debba essere accompagnata da un sistema di monitoraggio degli impatti che la stessa misura genera. Quindi, se a fronte delle nuove tariffe si dovesse registrare un ridotto accesso alle prestazioni, un maggior numero di segnalazioni – che anche noi come Cittadinanzattiva possiamo a nostra volta segnalare al ministero – chiediamo che tutto questo venga preso in considerazione per rivalutare la misura stessa o applicare correttivi".
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Buse contro il tennis femminile: “E’ uno sport diverso, anche il numero 200 batterebbe Rybakina”
(Adnkronos) – Bastano due lettere per riaprire una ferita mai del tutto rimarginata nel mondo della racchetta: "Sì". Con questa secca risposta, Ignacio Buse (numero 35 del mondo e vincitore quest'anno ad Amburgo e Winston-Salem) ha riacceso la polemica sul divario tra circuito maschile e femminile. Durante una diretta sul canale streaming 'Cristorata7', il 22enne peruviano ha affermato che un qualsiasi tennista tra i primi 30, ma anche tra i primi 200 al mondo, batterebbe la numero 1 Wta Elena Rybakina.
Per Buse non si tratterebbe nemmeno di un vero paragone, definendo il tennis femminile "uno sport diverso" per via delle incolmabili differenze fisiche. Nemmeno il ricordo di Serena Williams al top della forma gli ha fatto cambiare idea, concedendo un minimo dubbio solo di fronte a un ipotetico rivale fuori dai primi mille. Dichiarazioni che richiamano alla memoria la storica "Battaglia dei Sessi" tra Billie Jean King e Bobby Riggs, riproponendo a distanza di decenni il dibattito sul confronto diretto tra il circuito Atp e quello Wta.
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Roma Capitale, Rocca: “Da Pd ci fu grande tradimento su riforma”
(Adnkronos) – "Il tema su cui mi sono dispiaciuto, anche per Gualtieri, perché ero a quel tavolo, è stato il suo silenzio davanti al tradimento che il Pd ha fatto su Roma per la riforma di Roma Capitale: quello è stato un grande tradimento". Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervistato dal direttore di Adnkronos Davide Desario a 'Il Giusto sentiero 2026', la due giorni di dibattiti organizzata a Nemi dalla Federazione provinciale di Roma di Fdi, riferendosi al sindaco di Roma Roberto Gualtieri. "L'accordo era fatto e il testo c'era" continua. Poi cosa è successo?"Il referendum" sulla giustizia "e hanno fatto saltare il tavolo". Secondo Rocca "Roma è stata sacrificata sull'altare del referendum sulla giustizia e della retorica che quel referendum ha portato con sé sul fatto che la 'Costituzione non si tocca'". Riguardo al record di longevità nella storia repubblicana raggiunto dal governo Meloni, Rocca spiega che nella situazione internazionale "avere un governo stabile, interlocutori che nel tempo portano la visione e il dialogo, è essenziale: poter costruire e programmare". Aggiungendo poi che un esecutivo duraturo consente di "poter garantire stabilità e coerenza nelle decisioni nel tempo". In ambito internazionale, il governo Meloni ha avuto "una postura che ha garantito all'Italia dialogo, ascolto e rispetto da parte dei nostri interlocutori e quando questo rispetto qualcuno ha provato a mancarlo" la premier "ha dimostrato che sappiamo farci sentire, anche quando si tratta di alleati", ha concluso Rocca. Parlando dell'esenzione del bollo auto, Rocca definisce il "provvedimento molto chiaro e "c'è scritto che ci sarà un decreto di riparto dal ministero dell'Economia e le Regioni non soffriranno alcun taglio". Secondo Rocca c'è "chi crea allarmismo" ma da parte del governo "c'è un impegno e una norma e a ciò mi attengo". La misura per l'abolizione del bollo auto "è arrivata inaspettata" ed "è stata data una risposta che si attendeva da anni". Rocca ha ricordato che da parte del governo c'è l'impegno affinché, con l'abolizione del bollo auto, non ci siano tagli per le Regioni e "trovatemi una cosa su cui Meloni ha messo la faccia e poi ha fatto marcia indietro". Rispondendo a una domanda sulla Lazio, Rocca afferma che "il problema non è la proprietà ma la postura". "Il problema non sono i risultati calcistici, ma la postura istituzionale di un senatore e di un presidente di una società quotata in borsa – continua – Non è un tema di risultati". Secondo Rocca "se vuoi fare il presidente di una società di calcio devi sapere misurarti anche con la componente irrazionale del tifo e saper misurare le tue parole per non incendiare, per non essere il primo degli incendiari". "Sullo stadio della Roma e sullo stadio della Lazio ho sempre remato a favore e ho sempre accompagnato la velocità di questi procedimenti. Sia la Roma che la Lazio devono avere dei luoghi importanti su cui giocare", dice ancora, sottolineando il suo impegno per entrambe le strutture. Infine Rocca esprime "la mia piena vicinanza alla professoressa aggredita questa mattina all’Istituto Giovanni Verga di Roma, alla quale rivolgo l’augurio di una pronta ripresa. Quanto accaduto è un episodio grave e doloroso. Il gesto compiuto da un ragazzo così giovane ci lascia attoniti e deve interrogarci profondamente, come istituzioni e come comunità, sul disagio che possono attraversare i nostri ragazzi e sulla necessità di non lasciarli soli. La mia vicinanza va anche agli studenti, alle famiglie, ai docenti e a tutto il personale dell’istituto, profondamente scossi da quanto avvenuto. Ringrazio i carabinieri e gli operatori sanitari intervenuti tempestivamente".
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Milano, progetto Tales racconta in 30 foto la scienza alla città
(Adnkronos) – Trenta immagini scientifiche, realizzate da giovani ricercatori e frutto del loro lavoro, si trasformano in opere d'arte e, dal 21 al 27 settembre, saranno esposte sui totem digitali di 6 stazioni della metropolitana di Milano (Duomo, San Babila, Centrale, Cadorna, Garibaldi, Porta Genova). Ogni scatto è accompagnato da un QR code per spiegarne il significato. La mostra dinamica è il cuore del progetto 'Tales – The Art of Life Sciences', iniziativa che nasce per promuovere la cultura scientifica e la ricerca, avvicinandole ai cittadini. Il progetto – informa una nota – culmina il 25 settembre con l'evento di premiazione a Palazzo Lombardia, organizzato in collaborazione con Regione Lombardia, in cui saranno annunciate le 3 immagini vincitrici di Tales 2026, selezionate da una giuria. I 3 giovani ricercatori premiati riceveranno un riconoscimento ufficiale davanti alla comunità scientifica istituzionale e industriale lombarda. Tales 2026 è promosso da Bion – Cluster lombardo scienze della vita, con il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano, e ha visto il coinvolgimento di oltre 30 Università e Centri di ricerca sul territorio regionale. Il progetto è sostenuto da Fondazione Cariplo. "Cellule, tessuti, strutture biologiche, dati, modelli e fenomeni invisibili a occhio nudo: le immagini in gara raccontano il lavoro quotidiano di chi fa ricerca e offrono una diversa prospettiva sui processi, sulle tecnologie e sulle scoperte che prendono forma nei laboratori – spiega Gianluca Vago, presidente di Bion – Cluster lombardo scienze della vita e direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (Dipo) dell'università Statale di Milano – Questo progetto nasce per comunicare la scienza attraverso le sue immagini, con l'obiettivo di creare una relazione tra ricercatori e pubblico in un percorso di scoperta, conoscenza e approfondimento del valore della ricerca. In questo modo, vogliamo avvicinare migliaia di cittadini alla scienza. Il progetto ha riscosso un grande successo, sono state inviate 148 immagini da giovani ricercatori che lavorano nei più importanti centri della Lombardia. I 30 scatti esposti nella mostra sono stati quelli più votati dal pubblico sulla gallery online presente sul sito web di Tales, proprio per la loro capacità di raccontare la scienza e l'innovazione. Queste immagini escono così dai laboratori per entrare nella città di Milano". Grazie a Tales 2026, Bion – Cluster lombardo scienze della vita intende "valorizzare il lavoro svolto quotidianamente all'interno di Irccs, università, centri di ricerca e di innovazione, restituire alla collettività il valore delle attività di ricerca e innovazione sviluppate sul territorio e promuovere l'eccellenza lombarda nel settore delle scienze della vita", si legge nella nota. "La scienza diventa arte, senza perdere il proprio rigore, ma trovando nuovi modi di comunicare ciò che scopre e studia – sottolinea Vago – Vogliamo raccontare la ricerca attraverso le immagini e il lavoro dei giovani talenti che stanno plasmando il presente e il futuro della scienza, dell'innovazione e della salute. Tales vuole promuovere la cultura scientifica, per costruire una comunità che sostenga l'accesso delle nuove generazioni alle materie tecnico-scientifiche, a favore di un Paese in grado di innovare, curare e crescere. E prova a farlo anche utilizzando il potere della bellezza". Il contest 'The Art of Life Sciences' è stato avviato il 22 luglio con la possibilità, per i ricercatori under 40, di caricare le immagini in una galleria online sulla piattaforma Tales (talesofbion.it). Dal 27 agosto al 7 settembre si è svolta la votazione online da parte del pubblico. Dal 21 al 27 settembre, nell'ambito della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori, le 30 immagini più votate saranno esposte sui totem digitali di sei stazioni della metropolitana di Milano e il 25 settembre, presso Palazzo Lombardia, è prevista la premiazione di 3 giovani ricercatori. Sul sito talesofbion.it resterà visibile la gallery delle 148 immagini che hanno partecipato al contest.
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Madre e figlia morte per ricina, tra elementi certi e forti indizi: la verità sul giallo di Pietracatella arriverà da Berlino
(Adnkronos) – La verità sul giallo di Pietracatella arriverà solo da Berlino. Se saranno state trovate tracce di ricina su resti di cibo o sul vestiario, allora tutti i dubbi su quanto realmente accaduto scompariranno. E ci sarebbero elementi certi che inducono a indagare per duplice omicidio premeditato per la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute nel dicembre scorso, dopo essere state avvelenate dalla ricina a Pietracatella. È quanto ribadiscono fonti vicine all’indagine. Forti indizi di reato che già sarebbero nelle mani degli inquirenti, impegnati a ricostruire le circostanze nelle quali madre e figlia sono entrate in contatto con la sostanza tossica. L’ipotesi investigativa di un’azione volontaria, dunque, avrebbe trovato ulteriori elementi di sostegno.
Indicazioni nella stessa direzione sarebbero arrivate, seppure ancora informalmente, anche dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino. Le loro valutazioni dovranno ora essere formalizzate nelle relazioni ufficiali attese dalla Germania. Proseguono, intanto, le audizioni delle persone informate sui fatti e gli approfondimenti sui rapporti personali e familiari delle vittime. L’obiettivo è chiarire chi possa aver avuto accesso alla ricina, come la sostanza sia stata utilizzata e attraverso quale alimento o in quale altro modo sia stata assunta. Infine l’avvocato di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla continua ad invitare alla prudenza e ribadisce: “La possibilità di una intossicazione accidentale, senza nessun colpevole e nessuna trama, resta assolutamente in piedi e noi lo abbiamo sempre sostenuto". "La ricina in Italia è molto diffusa e la pianta da cui deriva è comune. Si trova facilmente, al pari di specie come il rosmarino e il lentisco. Nel nostro Paese i semi di ricino sono inoltre utilizzati nell'industria per la produzione di olio di ricino e di alcuni prodotti, come shampo e detergenti. Per ottenere e trattare una sostanza tossica di questo tipo sono necessarie conoscenze e competenze specifiche. Non è certo un rimedio casalingo, né qualcosa che possa essere gestito senza preparazione. La ricina è infatti una sostanza altamente tossica, utilizzata come arma chimica in guerra". A dirlo all'Adnkronos Salute è Matteo Guidotti, esperto del Cnr di Milano, a margine delle Giornate dell'etica di Aiom, in corso a Erice (Trapani), dedicate al tema 'Guerra, salute globale e oncologia'. Il riferimento è ovviamente al giallo di Pietracatella. Secondo Guidotti, "per reperire informazioni o materiali sulla ricina non è necessario ricorrere al dark web". Inoltre, "la ricina è una tossina conosciuta da molto tempo. È possibile che in passato si siano verificati casi di avvelenamento che non sono stati riconosciuti come tali, perché non era possibile collegare con precisione determinati sintomi alla presenza della ricina". L'esperto precisa di non voler entrare nel merito dell'inchiesta. "Non voglio intervenire sulle indagini. Seguo la vicenda da spettatore, dal punto di vista molecolare. Ho letto sulla stampa alcune ipotesi, tra cui quella di una ricina sintetica, ma non ho elementi per confermarle". Per identificare e trattare una sostanza di questo tipo, "servono esperienza e preparazione nel campo della chimica e della tossicologia", conclude.
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‘I figli si baciano di notte’, nuovo romanzo di Andrea Vianello
(Adnkronos) – Le voci di alcuni ragazzi che provengono da un vecchio cinema abbandonato nella periferia di Roma. Un luogo chiuso da decenni, apparentemente vuoto, che improvvisamente torna a parlare. E, dall'altra parte, un gruppo di padri segnati dalla perdita dei figli, incapaci di parlarsi e di affrontare il lutto. È da questo mistero che prende avvio “I figli si baciano di notte”, il nuovo romanzo del giornalista Andrea Vianello, pubblicato da Solferino e presentato dall'autore al festival Pordenonelegge. Una storia nella quale il confine tra vivi e morti si fa incerto e la memoria diventa il terreno sul quale ricostruire un dialogo interrotto. Le voci che arrivano dal cinema sembrano appartenere proprio agli adolescenti vittime di un grave incidente avvenuto alcuni anni prima. Attorno all'edificio si raccoglie una comunità di curiosi, investigatori, solitari e superstiti. La polizia indaga, ma il cinema è vuoto. Intanto le voci continuano a chiedere di parlare con i loro padri. "Ho un po' paura a dirla, questa definizione di realismo magico", ha spiegato Vianello, ex direttore di Rai3, rispondendo alle domande dei giornalisti. L'autore ha ricordato la propria formazione universitaria in letteratura brasiliana e sudamericana e la fascinazione per gli scrittori dell'America Latina, da Gabriel García Márquez alla tradizione letteraria che mescola realtà, fantasia, vivi e morti. Tra le suggestioni citate da Vianello c'è anche “Pedro Páramo” di Juan Rulfo, romanzo nel quale il protagonista arriva in un villaggio alla ricerca del padre e parla con persone che scoprirà essere morte. "Qualcosa di quel mondo – ha osservato – probabilmente è finito in questo libro". L'idea originaria, ha raccontato, era quella di un cinema abbandonato. Un'immagine particolarmente legata alla memoria urbana di Roma, dove numerose sale cinematografiche hanno chiuso i battenti lasciando dietro di sé spazi vuoti e luoghi che appartengono al passato della città. "Sono un po' dei buchi della nostra memoria", ha detto Vianello. Da qui la suggestione di una persona che, passando di notte davanti a un cinema chiuso da anni, sente improvvisamente delle voci provenire dall'interno. "C'era un po' questa voglia di questo piccolo mistero, di queste voci di ragazzi, di bambini". Il romanzo affronta soprattutto il rapporto tra padri e figli maschi e il tema della difficoltà di comunicare i sentimenti. Nel libro, i padri colpiti dal lutto reagiscono chiudendosi in se stessi e interrompendo anche il rapporto tra loro. I figli, invece, sembrano tornare proprio per chiedere che quel dialogo venga finalmente riaperto. "Credo che ci sia bisogno di più parole", ha sottolineato l'autore, collegando il tema al titolo del romanzo, che riprende un antico detto popolare: "i figli si baciano di notte". Un'espressione che rimanda a un certo pudore paterno nel manifestare affetto e che Vianello utilizza come chiave per interrogarsi sulla distanza tra generazioni. Il calcio rappresenta nel libro uno dei pochi terreni comuni tra padri e figli. I ragazzi giocano in una squadra dilettantistica e i padri li seguono, spesso proiettando sui figli aspirazioni e aspettative personali. "I padri vanno a vedere i figli pensando di essere se stessi, quello che loro non hanno fatto", ha raccontato Vianello. La vicenda del romanzo nasce però anche da una riflessione personale dell'autore sul mestiere di scrivere. Giornalista per gran parte della sua vita, Vianello ha raccontato di aver sempre avuto, fin da ragazzo, il desiderio di diventare scrittore. Con questo libro, ha spiegato, ha scelto di lasciare completamente libero lo spazio della fantasia. "E' proprio un romanzo dove ho lasciato totalmente gli argini", ha detto. Una scelta che gli ha consentito di allontanarsi dal linguaggio e dalle regole del giornalismo, fatta eccezione per un capitolo nel quale la narrazione assume volutamente la forma di un servizio televisivo e la voce di un collega racconta un avvenimento. Il tema della paternità attraversa così tutta la storia. Vianello, padre di tre figli, ha spiegato di aver portato nel romanzo anche la propria esperienza, pur distinguendo nettamente la finzione narrativa dalla vita personale. "Parlo di qualcosa che so", ha detto riferendosi al rapporto tra padri e figli e agli errori che fanno parte dell'esperienza della genitorialità. Nel corso dell'incontro con la stampa Andrea Vianello ha collegato il libro anche a una più ampia riflessione sulle diverse fasi della propria vita e sulle priorità che cambiano. Ha raccontato di aver vissuto, alcuni anni fa, un ictus, esperienza che – ha sottolineato – non considera una definizione della propria persona ma una "crisi" capace di spingere a fare bilanci e a rimettere al centro alcune priorità. "La vita ti porta a fare altre cose, ti distrae", ha spiegato. Ambizioni, rabbia e aspirazioni possono diventare una sorta di "zavorra" che allontana da ciò che conta davvero. Per Vianello, tra le priorità ritrovate c'è soprattutto la famiglia. "Ho la grande fortuna di avere tre figli e sono per me una delle cose, se non la cosa più importante nella mia vita". Nel romanzo, intanto, il tempo stringe. Il vecchio cinema ha i giorni contati e i padri devono decidere se ascoltare quelle voci apparentemente impossibili. La domanda centrale diventa così se sia ancora possibile ricostruire un legame spezzato e dire quelle parole rimaste troppo a lungo in sospeso. Una storia di mistero e lutto che, nelle intenzioni dell'autore, diventa soprattutto una riflessione sulla memoria: sui luoghi che resistono all'oblio, sulle famiglie che cambiano e sui sentimenti che, anche quando sembrano scomparsi, possono continuare a chiedere di essere ascoltati. (di Paolo Martini)
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Cybersicurezza, Armoni: “Con emulatore quantistico possibile gestire minacce e elaborare scenari di difesa”
(Adnkronos) – "Abbiamo creato un emulatore quantistico, cioè un software, che gira su macchine certificate e che permette di emulare la tecnologia quantistica su informatica tradizionale. Ciò permette di scalare dal punto di vista del numero di operazioni parallelizzate possibili, arrivando a numeri molto grandi su computer tradizionali, dove i dati non si muovono, ma stanno all'interno e risolvendo problemi di notevole entità”. Così Marco Armoni, direttore scientifico Centro italiano Emulazione Quantistica, in occasione del Ciso Meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cibernetica del Sistema Paese, svoltosi presso la Casa dell'Aviatore a Roma. Tra i focus principali del Ciso Meetup 2026, secondo Armoni “il tema dell’intelligenza artificiale e della protezione da qualsiasi tipo di minaccia. Il nostro emulatore, in tal senso, permette di lavorare su stati dimensionali notevoli e quando parliamo di minacce, parliamo di numeri impressionanti, di variabili – spiega – Un sistema tradizionale lavora a queste variabili, seppur dotate di intelligenza artificiale, in tempi molto lunghi, mentre noi, che lavoriamo parallelamente, arriviamo a lavorarlo in tempi estremamente rapidi. Un esempio che posso fare è la rilevazione da parte nostra di un attacco balistico, arrivato sul quadrante di uno Stato, dove abbiamo elaborato in 87 millisecondi ben 16 milioni di possibili scenari di difesa, trovando lo scenario di difesa migliore, con il 98% di riuscita, e dando il protocollo d'azione alle risorse militari. Stessa cosa accade nell'ambito della cybersecurity, con gli attacchi”, conclude Armoni.
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Imprese, Ugoste (AssoCISO): “Vogliamo valorizzare ruolo Ciso e far crescere cultura sicurezza”
(Adnkronos) – "Il Ciso Meetup 2026 per noi rappresenta un momento fondamentale perché stiamo mettendo in campo una serie di azioni volte ad accelerare il percorso degli obiettivi che ci siamo dati con l'Associazione, come valorizzare il ruolo del Ciso, far comprendere meglio tale ruolo all'interno delle singole organizzazioni e far crescere la cultura della sicurezza all'interno delle stesse, in modo da coinvolgere tutti, dai vertici aziendali fino all'ultimo dipendente”. E’ quanto affermato da Fabio Ugoste Presidente AssoCiso, intervenendo nel corso del Ciso Meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cibernetica del Sistema Paese, svoltosi presso la Casa dell'Aviatore a Roma. “Vogliamo fare questo perché l'evoluzione della cybersicurezza sta portando questo tipo di attività al di fuori dei classici aspetti tecnici. Pertanto, il Ciso deve essere coinvolto all'interno della governance, delle decisioni di business, della gestione del rischio. Inoltre, vogliamo creare una comunità che sia un interlocutore autorevole per le istituzioni, per gli enti e per tutti gli stakeholder, in modo da portare ai tavoli di confronto l'esperienza e le esigenze di chi esercita quotidianamente questo tipo di attività. Il nostro obiettivo finale è migliorare il livello di cybersicurezza delle singole organizzazioni e, quindi, la sicurezza del sistema Paese”, conclude.
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